oDiabolik 03/11/2017 ore 11.37.22 Ultimi messaggi
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EmozionatoPerché i cani sono così amichevoli con noi?

Secondo un nuovo studio, a renderli più socievoli dei lupi c’è (anche) un’alterazione a livello dei geni.

di Carrie Arnold - Fotografia di Joel Sartore, National Geographic Photo Ark




Labrador retriever chocolate

Per Marla, la bobtail undicenne di Bridgett von Holdt, il mondo intero è fatto di nuovi amici da incontrare.
“È ipersociale.
Ho anche fatto determinare il suo genotipo”, racconta von Holdt.
Ma il suo interesse non è solo semplice curiosità.
È una biologa dell’evoluzione a Cambridge e, insieme ai suoi colleghi, ha passato gli ultimi tre anni a studiare le basi genetiche del comportamento sociale nei cani e nei lupi.




Incrocio Basset hound / Australian Cattle Dog

Gli studi hanno mostrato che i cani sono più socievoli rispetto ai lupi anche quando vengono allevati in condizioni simili. In genere prestano più attenzione agli esseri umani e seguono le nostre indicazioni e i nostri comandi con maggiore efficacia.

Il background di von Holdt nella genetica evoluzionistica ha fatto sì che la scienziata decidesse di esplorare le possibili basi genetiche dietro a queste differenze.


Il suo studio, pubblicato su Science Advances, punta il dito su un aspetto intrigante: i cani super socievoli come Marla sono portatori delle varianti di due geni chiamati GTF2I e GTF2IRD1.




Airedale terrier

La delezione di questi geni negli esseri umani causa la sindrome di Williams, caratterizzata dalla facies elfica , difficoltà cognitive e la tendenza a voler bene a tutti. Von Holdt sospetta che le varianti genetiche presenti nei cani inibiscano la normale funzione dei geni, portandoli a sperimentare le stesse problematiche degli umani con la sindrome.




Basset hound

“Potremmo aver selezionato una sindrome comportamentale in un animale da compagnia”, spiega la scienziata.




Incrocio Akita / Pit bull

Una domanda intrigante

Dalla loro domesticazione, circa dieci milioni di anni fa, i cani domestici ci hanno aiutati a trovare cibo e ci hanno protetti, impedendoci di diventare noi stessi la cena di qualcun altro.
Il tutto con un muso felice e una coda scodinzolante. Capire come i nostri migliori amici, dai chihuahua fino ai mastini, sono diventati quello che sono oggi, “è una domanda accattivante”, dice Karen Overall, esperta di comportamento canino alla University of Pennsylvania, non coinvolta nello studio.




Welsh corgi

Nel 2010, collaborando con l’etologa Monique Udell alla Oregon State University, von Holdt ha esplorato il genoma del cane e quello del lupo, dove ha identificato alterazioni nel gene WBSCR17 che si sono verificate nel corso della domesticazione canina.
Una scoperta che le scienziate hanno pubblicato su Nature.

Il loro progetto è rimasto in standby fino al 2014, quando von Holdt e Udell hanno ottenuto i finanziamenti per dare il via a una nuova serie di esperimenti con 18 cani di diverse razze (compresi bassotti, jack russell e bovari del bernese) insieme a 10 lupi abituati alla presenza umana.




Pit bull mix

Le scienziate hanno addestrato tutti gli animali ad aprire una scatola che conteneva un pezzo di salsiccia.
A quel punto hanno chiesto loro di aprirla in tre diverse situazioni: in presenza di un umano conosciuto, in presenza di un umano mai visto prima e da soli, senza nessuno intorno.

In tutti gli scenari i lupi hanno ottenuto risultati molto migliori rispetto ai cani.
Un distacco che è diventato ancor più evidente quando i cani dovevano aprire la scatola in presenza di esseri umani.
“Non è che non sapessero risolvere il compito, è che erano troppo occupati a guardare l’umano per farlo”, racconta von Holdt.




Labrador mix

I cani? Si stanno ancora evolvendo

Per il nuovo studio, von Holdt ha condotto altre analisi genetiche su un campione più ampio di cani e lupi, concentrandosi sulle parti del genoma che circondano il gene alterato WBSCR17.
Oltre a confermare le sue prime scoperte, mostrando le differenze a carico di WBSCR17 tra cani e lupi, ha scoperto che anche due geni limitrofi, GTF2I e GTF2IRD1, erano diversi.




Chihuahua

La combinazione dei dati genetici e comportamentali ha fatto intuire a von Holdt che le modifiche in questa regione del genoma hanno aiutato a trasformare i lupi in cani amanti degli umani.
Overall tuttavia è più cauta, e sottolinea che il campione considerato dallo studio è piuttosto piccolo, il che rende le conclusioni più deboli.
Allo stesso tempo, aggiunge la scienziata, le analisi genetiche sono estremamente valide.




Labrador retriever

“Oggigiorno selezioniamo cani facili da gestire, capaci di trascorrere molto tempo chiusi in piccoli appartamenti”, conclude Overall. “Stiamo cambiando attivamente il comportamento dei cani, anno dopo anno”.




Border collie
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Secondo un nuovo studio, a renderli più socievoli dei lupi c’è (anche) un’alterazione a livello dei geni. di Carrie Arnold -...
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03/11/2017 11.37.22
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