Amore e dintorni

Amore e dintorni

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Ersola1969 Ersola1969 10/01/2017 ore 17.31.01
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@c.hicca44 : non so se lo hai capito stiamo parlando del differenziale d'astuzia tra un uomo e una donna
c.hicca44 c.hicca44 10/01/2017 ore 17.31.56
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@Ersola1969 : non so se hai capito io me la rido di gusto . grazie
Ersola1969 Ersola1969 10/01/2017 ore 17.33.17
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@c.hicca44 : in tutti i casi fra i due potenziali vince chi è più convincente o chi la sa raccontare meglio
c.hicca44 c.hicca44 10/01/2017 ore 17.35.21
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@Ersola1969 : oppure allo sfinimento ....io avevo già chiuso con una risata, l'ennesima
Ersola1969 Ersola1969 10/01/2017 ore 17.38.00
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

per sfinimento poi ci sono i ritorni di fiamma lo sconsiglio vivamente
MARIELLONZOLA MARIELLONZOLA 10/01/2017 ore 18.27.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@Ersola1969 scrive:
infatti lei sa benissimo che senza la prostituta non ci sarebbe il peccatore


Quindi ci sono peccatori nella misura in cui ci sono peccati da fare
Quindi il pagante non sceglie, non utilizza il suo libero arbitrio
tellus27 tellus27 10/01/2017 ore 18.31.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@1994Enrico scrive:
Ma dove le leggete 'ste min*****e?

Platone,opere,vol,II,Laterza,1967,pag.280. e anche:
Tommaso Campanella, La Città del Sole. e anche:
un qualsiasi volume di Filosofia per i Licei.
Ersola1969 Ersola1969 10/01/2017 ore 19.08.12
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@MARIELLONZOLA : il libero peccatore più che altro è attratto da una situazione quindi mette a tacere la sua libera :hell coscienza
1994Enrico 1994Enrico 11/01/2017 ore 01.24.08 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

@tellus27 scrive:
@1994Enrico scrive:
Ma dove le leggete 'ste min*****e?

Platone,opere,vol,II,Laterza,1967,pag.280. e anche:
Tommaso Campanella, La Città del Sole. e anche:
un qualsiasi volume di Filosofia per i Licei.


457 D/461 E La Repubblica
«Da tutte le leggi precedenti», incominciai, «compresa l'ultima, deriva, penso, quest'altra».
«Quale?» «Le donne di questi nostri uomini siano tutte in comune, e nessuna conviva in privato con nessuno; inoltre
anche i figli siano comuni, e il padre non conosca il figlio, né il figlio il padre».
«Per questa legge», osservò, «il rischio di non essere creduta attuabile e utile è molto più grande che per quell'altra».
«Non credo», risposi, «che quanto a utilità si possa dubitare del grandissimo vantaggio di avere le donne in comune,
purché la proposta sia attuabile; ma penso che possano sorgere forti dubbi sulla sua realizzabilità».
«Ma si può ragionevolmente dubitare dell'una e dell'altra cosa», ribatté.
«Le tue parole sono una congiura di obiezioni», dissi. «E io credevo che sarei sfuggito a una delle due, se il
provvedimento ti fosse parso utile, e che mi restasse solo la questione relativa alla sua realizzabilità! ».
«E invece non sei riuscito a svignartela di nascosto», replicò, «ma devi rendere ragione di entrambe le cose!».
«Devo scontare la pena», dissi. «Tuttavia fammi questo piacere: lasciami celebrare un giorno di festa, come fanno le
persone pigre d'intelletto, che quando camminano da sole hanno l'abitudine di invitarsi a pranzo da sé. Costoro, prima
ancora di trovare il modo di realizzare un desiderio, lo lasciano perdere per non affaticarsi a decidere sulla sua fattibilità, e
dando per scontato ciò che vogliono, organizzano di conseguenza tutto il resto e si compiacciono di raccontare cosa
faranno se i loro progetti si realizzeranno, rendendo ancora più pigra la loro anima, già altrimenti pigra. A questo punto
anch'io mi abbandono alla mollezza, e desidero differire ed esaminare più tardi se le nostre norme sono attuabili; ora,
dando per scontato che lo siano, col tuo permesso esaminerò come i governanti le regoleranno, una volta che siano entrate
in vigore, dichiarando che se fossero messe in atto sarebbero quanto mai utili alla città e ai guardiani. Cercherò di
esaminare con te prima questo punto, poi l'altro, se me lo concedi».
«Sì », disse, «te lo concedo; inizia pure il tuo esame».
«Credo», ripresi, «che se i governanti saranno veramente degni di questo nome, e così pure i loro assistenti, gli uni
accetteranno di eseguire gli ordini, gli altri di imporli, da una parte obbedendo essi stessi alle leggi, dall'altra
conformandosi ad esse per ciò che rimetteremo al loro arbitrio».
«è logico», disse.
«Allora tu», continuai, «che sei il loro legislatore, sceglierai le donne così come hai scelto gli uomini, in modo da
unire persone il più possibile simili per natura; ed essi, avendo case e pasti in comune, dal momento che nessuno possiede
niente del genere a titolo personale, vivranno assieme e frequentandosi nei ginnasi e nelle restanti attività educative
saranno indotti da una necessità innata ad accoppiarsi
. Non ti sembra che stia enunciando una conseguenza necessaria?»
«Sì », rispose, «una conseguenza dettata da necessità non geometriche, ma erotiche, che probabilmente ha più efficacia
dell'altra nel persuadere e sedurre il volgo!».
«Certo», dissi. «Ma oltre a ciò, Glaucone, accoppiarsi disordinatamente o agire come capita è cosa empia in una città
di persone felici, e i governanti non lo permetteranno
».
«Sì , non è giusto», ammise.
«è chiaro dunque che a questo punto renderemo le nozze quanto più è possibile sacre; e saranno sacre le nozze più
utili»
.(7) «Senz'altro».
«E come faranno a essere le più utili? Dimmi una cosa, Glaucone: vedo in casa tua cani da caccia e un gran numero di
uccelli rari. Hai mai pensato al loro accoppiamento e alla loro figliazione?» «Ossia?», chiese.
«Tanto per cominciare, sebbene siano tutti di razza, non ce ne sono alcuni che tra loro risultano i migliori?» «Ci
sono».
«E tu fai figliare da tutti quanti indistintamente, o stai attento che ciò avvenga il più possibile dai migliori?» «Dai
migliori».
«Dai più giovani, dai più vecchi, o da quelli nel massimo fiore dell'età?» «Da questi ultimi».
«E se la figliazione non avviene così , ritieni che la razza degli uccelli e dei cani peggiorerà di molto?» «Certamente»,
rispose.
«E per i cavalli e gli altri animali pensi che sia diverso?», domandai.
«Sarebbe assurdo!», esclamò.
«Perbacco!», feci io. «Bisogna che i nostri governanti, caro amico, siano davvero di prim'ordine, se è così anche per il
genere umano!».
«Certo che è così », disse. «Ma perché?» «Perché», risposi, «è necessario che essi facciano uso di molti rimedi.
Noi pensiamo che per il corpo di chi non ha bisogno di medicine, ma vuole soltanto seguire una dieta, basti anche un
medico mediocre; quando invece occorre anche somministrare delle medicine, sappiamo che c'è bisogno di un medico più
valido».
«è vero; ma perché lo dici?» «Per questo motivo», risposi: «è probabile che i nostri governanti debbano ricorrere
frequentemente alla menzogna e all'inganno per il bene dei sudditi
. E abbiamo affermato che tutto ciò è utile come una
medicina».
«E con ragione», aggiunse.
«Ebbene, pare che questa giusta ragione sia di non poco momento nei matrimoni e nella procreazione».
«In che senso?» «In base a quanto si è convenuto», risposi, «i maschi migliori devono unirsi il più spesso possibile
alle femmine migliori, e al contrario i maschi peggiori alle femmine peggiori; e i figli degli uni vanno allevati, quelli degli
altri no, se il gregge dev'essere quanto mai eccellente. Ma nessuno, fuor che i governanti, deve sapere che avviene tutto
questo, se il gregge dei guardiani vorrà essere il più possibile immune dalla discordia
».
«Giustissimo», disse.
«Bisogna dunque istituire alcune feste e cerimonie sacre nelle quali riuniremo gli sposi e le spose, e i nostri poeti
devono comporre degli inni adatti alle nozze che vengono celebrate; sul loro numero lasceremo decidere ai governanti,
che si porranno l'obiettivo primario di mantenere invariata la popolazione, di modo che, tenendo conto di guerre, malattie
e altri eventi del genere, la nostra città non diventi, nei limiti del possibile, né troppo grande né troppo piccola».
«Giusto», disse.
«Allora credo che si debbano organizzare dei sorteggi mirati, per far sì che in ogni accoppiamento la persona
mediocre incolpi la sorte, non i governanti
».
«Ma certo», assentì .
«E ai giovani valorosi in guerra o in altri campi bisogna assegnare, oltre a onori e altre ricompense, una più ampia
facoltà di giacere con le donne, così che abbiano nello stesso tempo il pretesto per generare il maggior numero possibile
di figli».
«Giusto».
«Autorità apposite, costituite da uomini o da donne o da entrambi, dato che le cariche sono comuni a uomini e donne,
prenderanno in consegna i neonati...» «Sì ».
«... e porteranno, penso, i figli degli uomini eccellenti all'asilo, da alcune nutrici che abitano in una zona appartata
della città; invece i figli degli uomini peggiori, e quelli degli altri eventualmente nati con qualche malformazione, li
terranno nascosti, come si conviene, in un luogo segreto e celato alla vista».
«Senz'altro», disse, «se la stirpe dei guardiani dev'essere pura».
«E costoro provvederanno anche a nutrire i bambini, conducendo all'asilo le madri quando sono gonfie di latte, ma usando ogni accorgimento affinché nessuna riconosca il proprio figlio, e forniranno altre donne che abbiano latte se le
madri non bastassero; inoltre controlleranno che lo svezzamento duri per un periodo limitato, e assegneranno alle nutrici e
alle balie le veglie notturne e le altre mansioni?» «Certo che alle donne dei guardiani tu assegni una maternità molto
agevole», osservò.
«Ho i miei buoni motivi», replicai. «Ma andiamo avanti a esaminare con ordine ciò che ci eravamo proposti. Stavamo
appunto dicendo che la prole deve nascere dagli individui nel fiore dell'età».
«Vero».
«Non sei d'accordo che la normale durata di questo periodo è di vent'anni per la donna e di trenta per l'uomo?» «Quale
periodo?», chiese.
«Nella nostra città», risposi, «la donna genera figli dai vent'anni fino ai quaranta; l'uomo procrea da quando ha passato
il punto più ardente della sua corsa fino ai cinquant'anni».
«Questo», disse, «è per entrambi il momento più alto di maturazione fisica e intellettuale».
«Pertanto, se un uomo più vecchio o più giovane vorrà procreare per la comunità, diremo che la sua colpa va contro la
religione e la giustizia, in quanto genererà allo Stato un figlio che, se sfuggisse al controllo, sarà il frutto di un
concepimento non consacrato dai sacrifici e dalle preghiere che sacerdotesse, sacerdoti e tutta quanta la città innalzeranno
in occasione di ogni matrimonio perché da cittadini buoni e utili nascano figli migliori e ancora più utili; questo figlio
nascerà invece nella tenebra, accompagnato da una grave intemperanza»
.
«Giusto», disse.
«La stessa legge», continuai, «vale anche se un uomo ancora atto a procreare si accoppia con una donna in età feconda
senza che il magistrato acconsenta all'unione; diremo infatti che introduce nella città un figlio bastardo, illegittimo e
impuro».

«Giustissimo», approvò.
«Quando invece, credo, avranno superato l'età della procreazione, lasceremo gli uomini liberi di unirsi a chi vogliono,
tranne che alla figlia, alla madre, alle figlie delle figlie e alle ascendenti della madre; la stessa cosa varrà anche per le
donne, con l'eccezione del figlio, del padre, e dei loro ascendenti e discendenti. Comunque raccomanderemo loro di usare
ogni precauzione per non dare alla luce neanche un figlio, anche quando l'abbiano concepito; e se dovesse nascere per
forza, di trattarlo come se non potesse essere allevato».
«Queste sono prescrizioni ragionevoli», disse. «Ma come distingueranno tra loro i padri, le figlie e gli altri parenti che
hai appena elencato?» «In nessun modo», risposi. «Dal giorno in cui uno di loro si sposerà, tutti i bambini che nasceranno
al decimo e al settimo mese li chiamerà figli, se maschi, figlie, se femmine, ed essi a loro volta lo chiameranno padre; allo
stesso modo chiamerà i loro figli nipoti, ed essi a loro volta considereranno quelli della sua età nonni e nonne, e
chiameranno i bambini nati nel tempo in cui i loro genitori procreavano fratelli e sorelle, in modo che non si tocchino
reciprocamente, come abbiamo detto poco fa. Tuttavia la legge permetterà a fratelli e sorelle di abitare assieme, se così
vorrà il sorteggio e se il responso della Pizia (8) lo confermerà».
1994Enrico 1994Enrico 11/01/2017 ore 01.30.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Perche' non liberalizzare il sesso?

Mi scuso con gli altri utenti del forum per la lunghezza del mio post precedente, ma non sopporto le min*****e.

Prima di citare Platone, sarebbe decoroso leggerlo.

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