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Ho la testa nel "pallone": dai campionati italiani a quelli esteri, dalle coppe europee al calciomercato.

Anu.bi 16/11/2012 ore 07.02.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI


Finalmente sono note le motivazioni che hanno portato alla condanna di Antonio Conte per omessa denuncia. Un’ ulteriore conferma del doppiopesismo della giustizia sportiva e il chiaro perseguimento di un intento che già dalle prime battute era solare: condanna ad ogni costo per Antonio Conte.

Il collegio, “ritiene di non doversi discostare dalla copiosa giurisprudenza di questo Tribunale sia in ordine ai poteri attribuiti all’organo giudicante, sia soprattutto allo standard probatorio richiesto ai fini della valutazione della responsabilità di un tesserato”.

Gli elementi di prova raccolti consentono di ritenere, “secondo lo standar probatorio indicato, integrata la fattispecie di cui all’art.7, 7 comme CGS al fine dell’affermazione della responsabilità del sig. Conte”.

“Sotto il profilo probatorio per affermare la responsabilità di un incolpato di una violazione disciplinare sportiva non occorre la certezza assoluta della commissione dell’illecito né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel diritto penale, risultando invece sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza sulla commissione dell’illecito…”

“La consapevolezza del Conte sulla avvenuta realizzazione di un fatto illecito non può trarsi dalla posizione che egli ricopriva…. perché altrimenti la eventuale sanzione del medesimo troverebbe fondamento in una nuova ipotesi di responsabilità oggettiva..”

Il Tnas, pur avendo potere di riesame integrale del merito della controversia, “non valuta necessario procedere al riesame del merito della controversia, sebbene sia in astratto dotato di siffatto potere. Le prove raccolte nel corso del procedimento endofederale consentono infatti di assumere una decisione consapevole senza procedere nuovamente all’audizione di testimoni già sentiti nel corso di quella fase ed alcuni anche nel corso delle indagini preliminari svoltesi davanti alla Procura della Repubblica di Cremona.”

Ritiene inutile ascoltare nuovamente Carobbio, “un soggetto già inteso due volte dalla Procura federale e una volta dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cremona. Peraltro, la richiesta di audizione è stata formulata dalla FIGC e singolarmente non dal ricorrente.”

Altro elemento di prova è data dalla “confessione di Stellini”. Quindi, “sulla base delle dichiarazioni del sig. Carobbio, dalle quali emergerebbe la conoscenza del fatto e la consapevolezza dell’illecito dell’odierno ricorrente dell’organizzazione di un illecito sportivo”; il Collegio “non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”.

La difesa pur avendo voluto dimostrare l’inattendibilità di Carobbio “non ha ritenuto di articolare capitoli di prova rivolti al medesimo Carobbio per una nuova e diversa deposizione davanti a questo Tribunale. Né tantomeno, a fronte della richiesta della FIGC, di ascoltare nuovamente il teste, il ricorrente si è associato alla richiesta.”

Le dichiarazioni di Carobbio, “almeno con riguardo alla commissione dell’illecito, sono state integralmente confermate dal sig. Stellini, membro dello staff tecnico del Siena.”

Quindi, “in via presuntiva pare allora decisamente più logico, per il contesto organizzativo in cui lo Stellini era inserito, ritenere che egli abbia informato dell’accaduto il Conte piuttosto che il contrario. Anche qui, applicando il principio della assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, in un giudizio comparativo tra le due ipotesi l’una pare più probabile e plausibile dell’altra”. Questo anche se: “la confessione di Stellini ha avuto ad oggetto la sua partecipazione al fatto illecito, non anche la conoscenza del medesimo da parte di Conte”.

Inoltre Conte “avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito
una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012. ”


In breve. E’ venuto meno il tema Mastronunzio. Palazzi lo aveva inserito come elemento probante tanto da spingere anche Sandulli a pronunciarsi circa la possibilità di addebitare a Conte non solo l’omessa denuncia ma anche l’illecito. Oltre alla brutta figura rimediata, il procedimento disciplinare verso Sandulli, ventilato a seguito della violazione commessa anticipando le motivazioni del verdetto, si è arenato in qualche ufficio di amici di amici?

Carobbio doveva essere credibile per reggere la condanna a Conte e credibile è rimasto nonostante sia stata fatta terra bruciata intorno alle sue dichiarazioni.

Il Collegio non ha ritenuto di entrare nel merito ma ha considerato le prove raccolte, così come presentate, sufficienti per avvalorare la condanna. E’ bastato confermare il lavoro di Palazzi, quel Palazzi che vista la riconferma dell’incarico ottenuta da Abete, non poteva certamente essere “sfiduciato” con un’assoluzione.

Carobbio non è stato ascoltato come teste, così come richiesto dall’accusa, e la Commissione l’ha ritenuto credibile anche perché, se i legali di Conte puntavano sulle contraddizioni di “Pippo”, dovevano associarsi alla richiesta della Figc di riascoltarlo. Questa dissociazione rende di fatto il pentito credibile.

Antonio Conte poteva non sapere quello che facevano i suoi giocatori, ma non poteva non sapere quello che faceva Stellini. Ricordiamo che Stellini, per quanto reso pubblico, non ha assolutamente coinvolto Conte, anzi ha dichiarato l’esatto contrario.

Manca la certezza, manca la volontà di essere garanti della giustizia, c’è però la conferma che sia stata solo una crociata per fermare il tecnico juventino. Carobbio è totalmente inattendibile, lo dimostrano le contraddizioni e lo dimostra ancor più il fatto che in quello che era il procedimento mediatico per eccellenza, la Commissione ha ritenuto di non doverlo rischiare in un contraddittorio, seppur possibile e auspicabile. Troppo rischioso esporlo senza la copertura di Palazzi nelle segrete stanze della Procura dove ha potuto arricchire progressivamente le sue dichiarazioni senza subire nessuna domanda scomoda, anzi…
8214957
Finalmente sono note le motivazioni che hanno portato alla condanna di Antonio Conte per omessa denuncia. Un’ ulteriore conferma ...
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16/11/2012 7.02.38
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achille411 achille411 16/11/2012 ore 07.09.14 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

Probabilmente colpevole. L’unica certezza sono i quattro mesi di squalifica che si è beccato Antonio Conte, il resto è solo probabile. Certo, corroborato da “indizi gravi, precisi e concordanti”, ma non “al di là di ogni ragionavole dubbio”. Le motivazioni della condanna dell’allenatore della Juventus, pubblicate oggi pomeriggio dal Tnas, suoneranno aberranti per chi ha a cuore uno dei principi fondamentali del diritto (e della nostra Costituzione), ma sbandierano ancora una volta la specificità della giustizia sportiva, che permette di abbassare l’asticella dello standard probatorio fino al punto da poter condannare sulla base dell’ormai famigerato “non poteva non sapere”.

Scrivono i tre arbitri: «Sotto il profilo probatorio per affermare la responsabilità di un incolpato di una violazione disciplinare sportiva non occorre la certezza assoluta della commissione dell’illecito né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel diritto penale, risultando invece sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza sulla commissione dell’illecito; siffatto standard probatorio è previsto, nell’ordinamento sportivo, in materia di violazione delle norme anti-doping, con previsione che appare ragionevolmente applicabile anche alle violazioni disciplinari». Insomma, dovendo appigliarsi a qualcosa per motivare la condanna senza certezze, si è pescato nel regolamento anti-doping (in una delle fonti più oscure dell’ordinamento sportivo), dove però gli “indizi” sono analisi scientifiche, non testimonianze: una bella differenza. D’altra parte, se il tema della riforma della giustizia sportiva sta diventando sempre più caldo e urgente è anche per situazioni come questa, che vanno al di là di qualsiasi specificità. Perché se è perfettamente accettabile essere condannati per un reato che non esiste nei codici della giustizia ordinaria (nella fattispecie l’omessa denuncia), anche nel quadro di un'associazione o di un ordine, i principi che devono guidare la condanna devono essere coerenti con quelli universali del diritto.

Nelle successive pagine (in tutto dodici) delle motivazioni, gli arbitri scrivono che il “tema Mastronunzio” è “del tutto marginale”, liquidando in poche righe la topica presa nel precedente grado di giudizio, dove l’esclusione di Mastronunzio dalle ultime partite del Siena nella passata stagione veniva letta come la punizione che Conte gli infliggeva per essersi sfilato dalla combine dio Albinoleffe-Siena. Una "ri-costruzione" piena di imprecisioni, che avevano smontato lo stesso Mastronunzio e, soprattutto, i certificati medici e i comunicati stampa dell’epoca che ne provavano l’infortunio.

Per tenere in piedi la condanna, gli arbitri devono quindi puntellare la traballante credibilità di Carobbio (ormai un caso giuridico, visto che, nel quadro di Scommessopoli, a seconda del procedimento, è passato dal ruolo di oracolo a quello di pallonaro, ma questa è un'altra storia). Per farlo, utilizzano la confessione di Cristian Stellini, che in molti punti coincide con la testimonianza resa dallo stesso Carobbio, ma nella quale viene specificato che Conte non sapeva della combine. La prima parte viene utilizzata, la seconda no. Infine, il forte legame fra Stellini e Conte, secondo gli arbitri, rafforza l’impianto accusatorio. Insomma, il Tnas ha creduto più a Carobbio che a Conte, anche se alla fine repta eccessiva la pena di dieci mesi, anche in virtù del crollo del pilastro Mastronunzio che sosteneva la sentenza della Corte Federale.

A sostenere la condanna, poi, il Tnas aggiunge - di fatto - un’altra accusa di omessa denuncia per Conte. Come si legge a pagina 11: «Come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 8 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 8 marzo 2012». Insomma, Conte, ascoltato dalla procura federale avrebbe ammesso di aver parlato con Stellini l’8 marzo 2012 e di aver saputo da Stellini stesso della combine, quindi secondo gli arbitri, anche ammesso che non lo sapesse dal 2011, Conte ha comunque omesso di denunciare Stelini dall’8 marzo 2012.

Il problema è che Conte non ha mai ammesso una cosa simile e nell’interrogatorio disse altro. Come si legge bel verbale: “Non mi accorsi di nulla in particolare in occasione di Siena-Albinoleffe dell’8 gennaio 2011, in quanto essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali andai via velocemente: Stellini solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvoilto in presunti accordi presi dal Carobbio per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata ua rissa fra i calciatori delle due squadre alla quale il medesimo aveva partecipato e pertanto essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno sollecitò Carobbio, quale ex dell’Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi. Lo scrupolo di Stellini derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persone nella rissa e pertanto si sentiva ancora più responsabile”. Insomma tutt’altro che un’ammisione della combine.


angelinacommedore angelinacommedore 16/11/2012 ore 09.02.01
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

@ Anu.bi:

un gomblotto contro il gattomortosiberianointesta..

(doveva essere squlificato a vita).
basta vedere ed ascoltare le dichiarazioni de sto "energumeno nei dopo partita e del suo socio buffon.

da studiare.
excristian1977 excristian1977 16/11/2012 ore 09.14.41 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

una condanna basata sul nulla
e l'hanno pure messo nero su bianco
14Luglio2006 14Luglio2006 16/11/2012 ore 09.50.49
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

chissà perchè la giustiza sportiva NON subisce la stessa sudditanza degli arbitri nel giudicare nel corso della partita i vari ...... fuorigioco , falli , rigori , ammonizioni , ecc. ecc. nei confronti della rubentus ! mah , ennesimo mistero.
BIROS BIROS 16/11/2012 ore 10.59.19
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

Anu.bi scrive:
Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

Finalmente sono note le motivazioni che hanno portato alla condanna di Antonio Conte per omessa denuncia. Un’ ulteriore conferma del doppiopesismo della giustizia sportiva e il chiaro perseguimento di un intento che già dalle prime battute era solare: condanna ad ogni costo per Antonio Conte.

Il collegio, “ritiene di non doversi discostare dalla copiosa giurisprudenza di questo Tribunale sia in ordine ai poteri attribuiti all’organo giudicante, sia soprattutto allo standard probatorio richiesto ai fini della valutazione della responsabilità di un tesserato”.

Gli elementi di prova raccolti consentono di ritenere, “secondo lo standar probatorio indicato, integrata la fattispecie di cui all’art.7, 7 comme CGS al fine dell’affermazione della responsabilità del sig. Conte”.

“Sotto il profilo probatorio per affermare la responsabilità di un incolpato di una violazione disciplinare sportiva non occorre la certezza assoluta della commissione dell’illecito né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel diritto penale, risultando invece sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza sulla commissione dell’illecito…”

“La consapevolezza del Conte sulla avvenuta realizzazione di un fatto illecito non può trarsi dalla posizione che egli ricopriva…. perché altrimenti la eventuale sanzione del medesimo troverebbe fondamento in una nuova ipotesi di responsabilità oggettiva..”

Il Tnas, pur avendo potere di riesame integrale del merito della controversia, “non valuta necessario procedere al riesame del merito della controversia, sebbene sia in astratto dotato di siffatto potere. Le prove raccolte nel corso del procedimento endofederale consentono infatti di assumere una decisione consapevole senza procedere nuovamente all’audizione di testimoni già sentiti nel corso di quella fase ed alcuni anche nel corso delle indagini preliminari svoltesi davanti alla Procura della Repubblica di Cremona.”

Ritiene inutile ascoltare nuovamente Carobbio, “un soggetto già inteso due volte dalla Procura federale e una volta dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cremona. Peraltro, la richiesta di audizione è stata formulata dalla FIGC e singolarmente non dal ricorrente.”

Altro elemento di prova è data dalla “confessione di Stellini”. Quindi, “sulla base delle dichiarazioni del sig. Carobbio, dalle quali emergerebbe la conoscenza del fatto e la consapevolezza dell’illecito dell’odierno ricorrente dell’organizzazione di un illecito sportivo”; il Collegio “non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”.

La difesa pur avendo voluto dimostrare l’inattendibilità di Carobbio “non ha ritenuto di articolare capitoli di prova rivolti al medesimo Carobbio per una nuova e diversa deposizione davanti a questo Tribunale. Né tantomeno, a fronte della richiesta della FIGC, di ascoltare nuovamente il teste, il ricorrente si è associato alla richiesta.”

Le dichiarazioni di Carobbio, “almeno con riguardo alla commissione dell’illecito, sono state integralmente confermate dal sig. Stellini, membro dello staff tecnico del Siena.”

Quindi, “in via presuntiva pare allora decisamente più logico, per il contesto organizzativo in cui lo Stellini era inserito, ritenere che egli abbia informato dell’accaduto il Conte piuttosto che il contrario. Anche qui, applicando il principio della assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, in un giudizio comparativo tra le due ipotesi l’una pare più probabile e plausibile dell’altra”. Questo anche se: “la confessione di Stellini ha avuto ad oggetto la sua partecipazione al fatto illecito, non anche la conoscenza del medesimo da parte di Conte”.

Inoltre Conte “avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito
una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012. ”


In breve. E’ venuto meno il tema Mastronunzio. Palazzi lo aveva inserito come elemento probante tanto da spingere anche Sandulli a pronunciarsi circa la possibilità di addebitare a Conte non solo l’omessa denuncia ma anche l’illecito. Oltre alla brutta figura rimediata, il procedimento disciplinare verso Sandulli, ventilato a seguito della violazione commessa anticipando le motivazioni del verdetto, si è arenato in qualche ufficio di amici di amici?

Carobbio doveva essere credibile per reggere la condanna a Conte e credibile è rimasto nonostante sia stata fatta terra bruciata intorno alle sue dichiarazioni.

Il Collegio non ha ritenuto di entrare nel merito ma ha considerato le prove raccolte, così come presentate, sufficienti per avvalorare la condanna. E’ bastato confermare il lavoro di Palazzi, quel Palazzi che vista la riconferma dell’incarico ottenuta da Abete, non poteva certamente essere “sfiduciato” con un’assoluzione.

Carobbio non è stato ascoltato come teste, così come richiesto dall’accusa, e la Commissione l’ha ritenuto credibile anche perché, se i legali di Conte puntavano sulle contraddizioni di “Pippo”, dovevano associarsi alla richiesta della Figc di riascoltarlo. Questa dissociazione rende di fatto il pentito credibile.

Antonio Conte poteva non sapere quello che facevano i suoi giocatori, ma non poteva non sapere quello che faceva Stellini. Ricordiamo che Stellini, per quanto reso pubblico, non ha assolutamente coinvolto Conte, anzi ha dichiarato l’esatto contrario.

Manca la certezza, manca la volontà di essere garanti della giustizia, c’è però la conferma che sia stata solo una crociata per fermare il tecnico juventino. Carobbio è totalmente inattendibile, lo dimostrano le contraddizioni e lo dimostra ancor più il fatto che in quello che era il procedimento mediatico per eccellenza, la Commissione ha ritenuto di non doverlo rischiare in un contraddittorio, seppur possibile e auspicabile. Troppo rischioso esporlo senza la copertura di Palazzi nelle segrete stanze della Procura dove ha potuto arricchire progressivamente le sue dichiarazioni senza subire nessuna domanda scomoda, anzi…

La Fonte di questo articolo : http://www.giulemanidallajuve.com/ :many :many :many
excristian1977 excristian1977 16/11/2012 ore 11.00.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

14Luglio2006 scrive:
chissà perchè la giustiza sportiva NON subisce la stessa sudditanza degli arbitri nel giudicare nel corso della partita i vari ...... fuorigioco , falli , rigori , ammonizioni , ecc. ecc. nei confronti della rubentus ! mah , ennesimo mistero.



la giustizia sportiva per sua ammissione, basta leggere quanto postato, condanna senza prove
alla faccia della giustizia

“Sotto il profilo probatorio per affermare la responsabilità di un incolpato di una violazione disciplinare sportiva non occorre la certezza assoluta della commissione dell’illecito né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel diritto penale, risultando invece sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza sulla commissione dell’illecito…”
excristian1977 excristian1977 16/11/2012 ore 11.08.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

BIROS scrive:
La Fonte di questo articolo : http://www.giulemanidallajuve.com/



quale sarebbe il problema della fonte?

la fonte non ha scritto cose inventate ma ha pubblicato parola per parola la sentenza su conte
cosa che gli altri organi di informazione non hanno fatto

dato che la sentenza è cosa pubblica, se non ci credi, te la cerchi nel sito della giustizia sportiva o altri siti e poi la compari per vedere se è identica a quanto postato da questo sito oppure NO

BIROS BIROS 16/11/2012 ore 13.10.52
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(Nessuno)RE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

excristian1977 scrive:
quale sarebbe il problema della fonte?

la fonte non ha scritto cose inventate ma ha pubblicato parola per parola la sentenza su conte
cosa che gli altri organi di informazione non hanno fatto

dato che la sentenza è cosa pubblica, se non ci credi, te la cerchi nel sito della giustizia sportiva o altri siti e poi la compari per vedere se è identica a quanto postato da questo sito oppure NO

E come che mediaset dica che il berlusca e` un delinquente !! :mmm :many
Azzurro72 Azzurro72 16/11/2012 ore 14.16.41
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SorpresoRE: Motivazioni condanna Conte: AGGHIACCIANTI

E' divertente leggere i commenti di angelina che squalifica a vita chi non ha commesso reati, come nel caso di Conte, ma non si pronuncia su Mauri che ha alterato le partite con gli "zingari" per sua stessa ammissione e s'è fatto 18 giorni di detenzione tra carcere e domiciliari...se Conte va squalificato a vita, a Mauri che dobbiamo fargli? Domanda che non avrà risposta...sensata...

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