Calcio

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Ho la testa nel "pallone": dai campionati italiani a quelli esteri, dalle coppe europee al calciomercato.

JUVE.FOREVERR JUVE.FOREVERR 11/01/2019 ore 09.24.10
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(Nessuno)I PIU GRANDI BIDONI DEL NAPOLI

Nicolás Gastón Navarro: Uno dei colpi sudamericani di Pierpaolo Marino è lui. Il portiere dell’Argentinos Juniors esordì contro il Torino, allo Stadio Olimpico, subendo 2 reti dai granata. Indimenticabile la papera a Marassi contro la Sampdoria, da applausi (con la sua faccia fra le mani) quella in casa contro il Bologna che permise di pareggiare i conti a Di Vaio.

Abdelilah Saber: Il protagonista indiscusso di tutti gli sfottò dei tifosi napoletani, che si ricordano di lui per un misero cross sbagliato che colpì la traversa contro la Juventus nel match di apertura del campionato 2000/2001. Gli azzurri quell’anno vennero retrocessi in Serie B, ma il difensore marocchino continuò nella sua avventura in maglia azzurra. Allora il presidente era Corbelli, che decise di riscattarlo, nonostante le 18 presenze, dallo Sporting Lisbona. Si ritirò a 30 anni dall’attività agonistica.

Emílson Sánchez Cribari: Difensore centrale di professione, con il Napoli conserva ricordi prevalentemente legati a svarioni difensivi e autogol. Sbloccò la gara in Europa League contro lo Steaua a favore della squadra rumena, prese un palo a porta vuota contro l’Utrecht sempre nella minore competizione continentale per club. Non ha mai fornito troppa sicurezza. Dopo un solo anno di contratto si accasa al Cruzeiro, per poi approdare ai Rangers.

Mario Cvitanovic: Forse una delle meteore sconosciute di questo Napoli. Il difensore croato proveniva dal Genoa, in uno scambio fra la società ligure (alla quale andò Baldini, allora azzurro) e collezionò ben 9 presenze complessive in stagione. Aveva una fama di “portasfortuna”: nelle sue quattro esperienze italiane (Napoli compreso) non si era mai salvato sul campo, tranne che proprio con la compagine azzurra, la quale poi fallì nel 2004. Ha chiuso la carriera nel 2009 con l’Energie Cottbus.

Erminio Rullo: Voluto fortemente da Reja per far “riposare” il titolarissimo Mirko Savini, ai tempi della Serie B. Tornato in patria come “salvatore della fascia sinistra”, venne relegato al ruolo di comprimario e collezionò solo 11 presenze nei primi 2 anni. Dopo un’esperienza alla Triestina nel 2009 tornò in azzurro e totalizzò una presenza fino al gennaio del 2011, quando venne ceduto al Modena.

Roberto De Palma: Un vero e proprio disastro. Un figlio del sud (nato a Bari), ha vissuto tutta la sua carriera nelle serie cadette non trovando la consacrazione definitiva. Un giorno arrivò la telefonata dal Napoli e non se la fece scappare. Reja lo aggregò alla rosa azzurra e subito fu accontentato: 3 presenze e 0 gol. I tifosi partenopei si ricorderanno di lui soprattutto per un intervento a gomito alto, a pochi secondi dal suo ingresso, nel match di Serie C1 contro il Sassari Torres, che gli costò il rosso diretto e ben 3 giornate di squalifica. Il Napoli lo cedette subito: di lui si sono perse le tracce tra i campi di Lega Pro.

Fonte: Danilo Rossetti

Marco Donadel: Un punto interrogativo, il centrocampista centrale ex Fiorentina. Appena arrivato a Napoli si infortuna gravemente e nel primo anno sotto il Vesuvio non vede mai il campo. Torna in Coppa Italia, contro il Cesena, prima di scomparire di nuovo e “risorgere” nella prima giornata dell’attuale campionato, contro il Palermo. Torna da titolare contro il Siena, nell’ultima gara prima della sosta invernale. Ora ha il suo posto fisso: sì, in panchina.

Renato Olive: Sembrava l’uomo che mancava al Napoli, il giocatore fondamentale che avrebbe dovuto trascinare la squadra azzurra nel salto di categoria. Il buon Renato accettò l’approdo sotto il Vesuvio con l’obiettivo di rendersi utile alla causa azzurra, magari segnando anche qualche rete pesante. Ovviamente non fu così: 17 presenze, ovviamente senza gol. Dopo un infortunio grave alla mandibola, disse addio alla maglia azzurra. Dopo esperienze brevissime con Parma, Bologna e Catania si trasferisce al Catanzaro. Ora allena.

Fonte: Wikipedia-Autore: Steindy

Erwin Hoffer: "Quando mi vedranno giocare , i tifosi si dimenticheranno di Maradona" . Si sa, nel calcio tutto può succedere. Può accadere che al d.g. della squadra azzurra, Pierpaolo Marino, venga in mente di comprare a poche ore dalla fine della sessione di calciomercato estiva il “promettente” Hoffer.:hoho Attaccante austriaco di belle speranze, sigla subito una rete in Coppa Italia contro la Salernitana facendo sognare i tifosi partenopei. Si ferma lì e totalizza 8 presenze totali in maglia azzurra. E pensare che fu scelto come alternativa a Lewandowski.

Massimiliano Vieri: Il fratello australiano del più famoso “Bobo”, di professione bomber. O, almeno, ci provò. Arrivò in azzurro nella stagione 2003-2004, quella precedente al fallimento. Il tecnico era Agostinelli, che lo schierò per ben 29 volte in campo. Il “fratello d’arte” siglò la bellezza di 5 gol. Poi si accasò alla Ternana. Indimenticabile la convocazione nella Nazionale Australiana dell’attaccante, l’unico nella formazione dei “bidoni” ad essere andato a segno con la maglia azzurra in campionato, seppur in B.

Carlos Alberto Pavón Plummer: Intramontabili le finte fini a se stesse del promettente attaccante che, in maglia azzurra, totalizzò 13 presenze nella stagione 2002-2003 prima di tornare al Morelia. Disputò anche il mondiale Sudafricano con la maglia della sua Nazione natale. Vanta anche un’esperienza negli Usa insieme a Beckham nei Galaxy. Nel 2010 si è ritirato.

Benny Carbone : Una sola stagione in maglia azzurra per lui. Fantasista di origini calabresi, arriva all’ombra del Vesuvio con l’etichetta di giovane talento pronto ad esplodere. Purtroppo lascia intravedere poco o niente della sua classe (qualche gol su punizione e null’altro). Di sicuro, sulla sua deludente avventura partenopea, ha influito quella maglia numero ‘10’ che fino a qualche anno prima era indossata da Maradona; un peso enorme che non lo ha aiutato ad esprimersi al meglio. Come ampiamente scritto, Carbone in campo non si è distinto particolarmente ma, il peggio di sé, lo ha dato in sala registrazioni insieme all’allora cantante neomelodico Gigi D’Alessio; i due, infatti, furono protagonisti di un duetto canoro che definire ‘trash’ è alquanto limitativo.

Caio Ribeiro
: Nell’estate del 96’, arriva il passaggio in maglia azzurra. Quando l’affare diventa ufficiale, la prima pagina del Corriere dello Sport titola: “Caio al Napoli!”. Questo titolo a sette colonne lasciava presagire che, dopo Careca, i tifosi del Napoli avrebbero nuovamente goduto delle gesta sportive di un altro attaccante brasiliano di alto livello. Purtroppo, però, sin dagli esordi si capì che neanche a Napoli ‘il dottorino’ Caio si sarebbe messo in luce: l’allenatore Simoni lo manda spesso in tribuna e l’unico gol messo a segno è quello siglato nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio. Terminata la stagione, Caio decide di tornare in Brasile e terminare la sua breve carriera a soli 30 anni.

Edmundo Neto :‘O Animal’. Basterebbe il solo soprannome per descrivere esaustivamente questo calciatore brasiliano ‘sopra le righe’. Eppure, nei primi anni di carriera in Brasile, Edmundo si era guadagnato quel ‘nickname’ non tanto per il carattere irriverente quanto per il suo talento ‘fuori dalla norma’. Arrivato a Napoli nel gennaio del 2001 dopo una precedente parentesi (fallimentare) alla Fiorentina, viene presentato al San Paolo davanti a 20.000 spettatori festanti; un’immagine che ricorda tanto la presentazione di Maradona avvenuta in quello stesso stadio nel 1984. Si può affermare con certezza che i due calciatori siano accomunati sia dal grande affetto riservatogli dai tifosi partenopei al loro arrivo in città, sia per le loro abitudini extracalcistiche ‘poco professionali’. E si, perché lo scapestrato Edmundo, a differenza del Pibe de Oro, in campo non dimostra granché. Nei pochi mesi in cui veste la maglia azzurra il brasiliano si fa notare soprattutto per la sua vita privata scriteriata, caratterizzata da notti brave passate nei locali della città, fughe improvvise al Carnevale di Rio e risse con i compagni (come col malcapitato portiere Mondini, vittima di un calcio volante scagliato da Edmundo durante un allenamento del venerdì). Le sue prime parole nella conferenza stampa di presentazione come nuovo calciatore del Napoli furono: “Napoli, ti porterò in alto!”. E infatti, al termine di quella stagione, i partenopei si guadagnarono, sul campo, una bella retrocessione in serie B. Ipse Dixit.
laziomerda7 laziomerda7 11/01/2019 ore 11.48.36
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(Nessuno)RE: I PIU GRANDI BIDONI DEL NAPOLI

ahahah DELA NE HA PRESETANTE SDE SOLE
rubentus rubentus 12/01/2019 ore 21.56.23 Ultimi messaggi
JUVE.FOREVERR JUVE.FOREVERR 12/01/2019 ore 23.39.43
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(Nessuno)RE: I PIU GRANDI BIDONI DEL NAPOLI

@rubentus :

pabloyglorioso pabloyglorioso 13/01/2019 ore 09.45.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: I PIU GRANDI BIDONI DEL NAPOLI

juve - milan 1-7


old trafford 23 maggio 2003 :hoho :hoho :hoho :hoho :hoho :hoho


viva muntari.
benhanscom.1 13/01/2019 ore 16.32.06 Ultimi messaggi

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