Circolo Letterario

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Dasty2 Dasty2 24/07/2015 ore 00.06.34
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(Nessuno)xxx

emergono le caratteristiche individuate ,come sicuri segnalatori di pericoli
Dove domina la dittatura del si dice, fiorisce
la chiacchiera
l'equivoco
la curiosità
questa è la cifra della esistenza inautentica della deiezione dove l'essere precipita a cosa e oggetto e soggeto scambiandosi fanno la danza della morte
La curiosita, è l'incapacita di soffermarsi su cio che si presenta,percio il curioso è ovunque e in nessun luogo egli è manovrato dai meccanismi impersonali del si dice,la curiosita si rivela la segreta alleata della chiacchiera che a differenza del argomento è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminare della cosa da comprendere
La chiacchiera è volontà di capire tutto senza in realtà capire niente
l'equivoco infine è la doppiezza del interppretazione ,offre la trama a pittoreschi fraintendimenti
Tutto cio ricorda la prassi di inetti ,improvvidaqnente forniti di poteri
,aventicome risultato sempre lo stesso tanfo di meschina mente

jena 1927 essere e tempo
martin heidegger
amicotuo913 amicotuo913 25/07/2015 ore 01.22.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: xxx

...Cavolo ti sembra facile ed istintivo commentare heidegger? Quanto lui scrive è il pensiero di un grande, anche se personalmente dissento dalla sua opinione sulla curiosità; peraltro, nel capoverso relativo alle chiacchere, dissento anche sulle parole " volontà di capire", perchè a mio avviso nelle chiacchere non c'è alcuna volontà di capire, ma solo di riempirsi la mente di parole accettate e ricercate come transitorie.
Amicotuo
18803953
...Cavolo ti sembra facile ed istintivo commentare heidegger? Quanto scrive è il pensiero di un grande, anche se personalmente...
Risposta
25/07/2015 1.22.13
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cri.x cri.x 25/07/2015 ore 11.00.05
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@Dasty2 :

Bello e vero.
Però è una analisi del reale, del fenomeno.
Una volta ci volevano i grandi filosofi per trasmettere all'uomo e alle generazioni successive i grandi pensieri e riflessioni, oggi basta un clic su internet e sai tutto.
Niente è più affascinante, neppure il pensare e l'argomentare.
Dasty2 Dasty2 25/07/2015 ore 11.23.04
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(Nessuno)RE: xxx

@cri.x : in realtà le parola di heidegger in quello scritto saranno il 10% ,piu il concetto essenziale estratto liberamente dal testo, ma avulso dal concetto piu generale ,e infarcito di almeno una cazzata del tutto personale,
Voleva essere un invettiva per interposta persona per chi mi è impossibile dire ,laddove parlo di poteri!!
In sostanza ho stravolto ,ma senza tradirne completamente il pensiero di un grande filosofo ,per le personali comunicazioni di chatt
Ma il personaggio in questione è talmente meschina mente che nn potra' mai capire
Dasty2 Dasty2 25/07/2015 ore 11.59.04
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(Nessuno)RE: xxx

Volendo commentarlo laddove parla di esistenza inautentica si potrebbe fare un parallelo con l'estraniamento da se stessi,specie nel lavoro come luogo sovrano della coscienza ,dove l'uomo si dovrebbe ritrovare e invece si perde ! messo a tema da marx ma in modo molto piu sfumato ,anche da hegel, nella alienazione,
La deiezionee per heidegger è l'impossibilita di uscire da quella empasse per la via della risoluluzione dei contrasti della dialettica hegel marxiana ,poiche heidegger in sostanza conferma e arricchisce i temi della alienazione ,negandone la via d'uscita ,fino ad allora teorizzata ,e si ripropone in essere e tempo di cercarla nel essere ,secondo lui.da platone in poi obliato e confuso con l'ente da tutta la metafisica occidentale
Persegue questo scopo per la strada del esserci(esistere) unico ente a occuparsi del essere ,per questo fu scambiato per l'esistenzialista,
Ma dovette abbandonarel'impresa,come disse lui perchè"si trovo di fronte un sentiero interrotto" ,per impossibilità di arrivare al'essere attraverso l'esseci, tema prettamente esistenzialista.ripromettendosi di arrivarci in altro modo
Mai piu tentato
Dasty2 Dasty2 25/07/2015 ore 12.09.57
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(Nessuno)RE: xxx

@cri.x scrive:
Una volta ci volevano i grandi filosofi per trasmettere all'uomo e alle generazioni successive i grandi pensieri e riflessioni, oggi basta un clic su internet e sai tutto.
Niente è più affascinante, neppure il pensare e l'argomentare.

Dissento in toto da queste osservazioni
sono del parere opposto la rete è un potente strumento ,purtroppo sottoutilizzato per ravvivare il piacere di conoscere,argomentare ,senza fatica o con fatica molto minore temi altissimi che prima sarebbe stato arduo raggiungere da soli
Contemporaneamente è anche una grandissima fogna ,,ma solo per l'uso terribilmente efficace che se ne puo fare ,nella comunità devastata in cui viviamo ,per ricavarne nuova abbondante alienazione
cri.x cri.x 26/07/2015 ore 13.39.19
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(Nessuno)RE: xxx

@Dasty2 scrive:
sono del parere opposto la rete è un potente strumento ,purtroppo sottoutilizzato per ravvivare il piacere di conoscere,argomentare ,senza fatica o con fatica molto minore temi altissimi che prima sarebbe stato arduo raggiungere da soli


Appunto... dissenti in toto ma chiami fatica minore quello che chiamo il clic.
Rispetto alle epoche dei grandi scienziati c'è n sapere molto più complesso ma diffuso.
Dasty2 Dasty2 26/07/2015 ore 18.01.39
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(Nessuno)RE: xxx

@cri.x scrive:
Una volta ci volevano i grandi filosofi per trasmettere all'uomo e alle generazioni successive i grandi pensieri e riflessioni, oggi basta un clic su internet e sai tutto.
Niente è più affascinante, neppure il pensare e l'argomentare.

Da queste parole il tuo clik mi è apparso magico e tragico insieme
Male.branche Male.branche 26/07/2015 ore 18.44.20
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(Nessuno)RE: xxx

Di tutto quello che hai scrritto, peraltro molto interessante mi è rimasta in mente un solo concetto, perfetto nella sua essenzialità:Esistenza inautentica.
Io l'ho collegato immediatamente alla pseudologia fantastica; dimmi la tua.
Per "pseudologia fantastica" si intende semplicemente il mondo immaginario in cui alcune persone si rifugiano per fuggire una realtà che li fa soffrire, ingannano se stessi prima che tutti quelli che li circondano.
Come dichiara K.Jasper in Psicopatologia generale
Un impulso smisurato pone all'intelletto dei compiti e mette il soggetto in situazioni che sono al disopra delle sue forze. Questi individui, spesso forniti di un'eccellente memoria meccanica e linguistica, "appaiono all'osservatore superficiale come pensatori versatili, mentre per colui che li osserva più attentamente sono solo dei confusionari". Essi sono incapaci "di trovare nell'esperienza direttive utili per le loro azioni", ma hanno di sé stessi un'incorreggibile sopravalutazione e una completa mancanza di autocritica. Per questo impulso a farsi valere, per il bisogno di fare impressione, per queste "idiozie da salotto", parlando danno libero corso a tutte le associazioni che sorgono in loro: sembra di essere di fronte ad una fuga di idee, ma non è una vera fuga di idee, è solo una ricca catena di "trovate" comprensibili, che procedono secondo il filo conduttore del linguaggio e di una memoria meccanica. Invece di sviluppare delle idee, espongono il loro sapere in modo caotico, invece di manifestare una opinione e di prendere posizione, mostrano una magniloquenza spiritosa. Le parole, e non il pensiero, hanno la direzione del discorso. Ad un pensiero cosciente del fine, si sostituisce una specie di voluttà per lo spirito che suppongono di possedere, e che però riproduce soltanto, in modo testuale, ciò che hanno letto. Tali individui ingannano per il tipo di convinzioni che essi hanno e che ricorda la "pseudologia fantastica, come se ciò che dicono provenisse più o meno da loro stessi"; e per contenuto scelgono volentieri i problemi più elevati.
"Ci si rifugia dalla realtà nelle fantasie che permettono di creare facilmente ed abbondantemente, come per magia, ciò che sarebbe difficile e frammentario se dovesse essere realizzato. Le fantasie risultano in relazione con i desideri che nascono dalle inibizioni e dalle deficienze della esistenza individuale e, pur essendo irreali procurano un sollievo"

Anche Fenichel riassume il ruolo difensivo della pseudologia fantastica nel fatto di negare le realtà spiacevoli sostituendole con realtà migliori e paragona questo alla creazione di "screen memories" (memorie schermo). Una differenza importante è che il paziente crede che la memoria schermo rifletta esattamente la storia, mentre la pseudologia fantastica è, almeno parzialmente, una costruzione mentale cosciente.
Secondo Winnicott e Khan la pseudologia fantastica potrebbe essere vista come l'elaborazione e lo sfruttamento del falso sé assicurando un manto di segretezza nel regno del vero sé, vulnerabile e sottosviluppato.
La segretezza implicata nella pseudologia fantastica procura un'area inviolabile, dove l'identità soggettiva del paziente non è a rischio e protegge il vero Io dalle intrusioni e violazioni. Mentre può sembrare che ci sia della creatività nelle fantasie, l'esperienza del paziente è fondamentalmente schizoide e dissociativa, dove la self-reflection e l'interpretazione dell'esperienza soggettiva sono limitate o assenti. Il mantenimento della pseudologia fantastica implica la fiducia nell'onnipotenza e la creazione di oggetti soggettivi sotto l'unico controllo del paziente. La realtà esterna è negata da un mondo interno affascinante, seducente ed eccitante nel quale tutto è possibile.
La menzogna può nascere dalla necessità di gratificazione narcisistica come compenso ad un fragile senso dell'Io e ad una scarsa autostima, e quindi come una forma di idealizzazione dell'Io allo scopo di aumentare l'autostima. Il diniego permette al paziente di ignorare parti del mondo esterno e dell'esperienza soggettiva; mediante la svalutazione gli oggetti esterni vengono respinti, ignorati o distrutti in modo vendicativo. Gli oggetti esterni sono a tal punto considerati "cattivi", secondo il meccanismo della scissione, che il mentire è ciò che meritano, è la giusta modalità di rapportarsi con loro. Anche la perdita del controllo dgli impulsi, senza adeguati canali di sublimazione e la perdita della tolleranza dell'ansia a causa del mancato sviluppo di alternative tecniche per ridurla, possono indurre alla menzogna.
Alessandra Berti, Giuseppina Fattacciu
Dipartimento di Scienze Psichiatriche Università degli Studi di Genova

La pseudologia fantastica ha quindi diversi gradi di coinvolgimenti relazionabili con gli altri, nel caso delle patologie peggiori il paziente si crea un mondo di fantasia con lui come fulcro, le regole normali vengono soppresse per far posto a quelle create dal Super-Io del soggetto, questa visione distorta crea un giustificativo per i comportamenti malati del paziente, condotte delle quali egli non prova né vergogna né rimorso.
Non voglio arrivare ad argomentare questi estremi per i quali il percorso è necessario un percorso psichiatrico, normalmente difficoltoso e lungo nel quale lo psicoterapeuta deve arrivare a smontare il Super-io anomalo con un Ego più normale.
Dasty2 Dasty2 26/07/2015 ore 20.38.27
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@Male.branche : NN sono troppo interessato alla la psicologia della devianza o a casi eclatanti di sofferenze reali ,in grado di sfondare il muro della sopportabilità psichica ,al punto da autoesludere dalla realtà per vivere un mondo fantastico
Sorvolo sul ritratto ,che potresti aver voluto fare di me ,per pura ignoranza dei fatti e di tutto il resto
Cattiverie e malignità ,sono di casa in questo luogo di veleni
Tutto cio sia chiaro detto a puro livello di ipotesi
Tuttavia il tuo pezzo mi ha riportato alla mente una esperienza personale ed un racconto vero fattomi da persona autorevole in qualche modo accostabili ai tuoi argomenti
L'esperienza personale è quella di una persona gravemente ammalata ,perfettamente cosciente di esserlo fino a che d'un tratto comincia vivere e ragionare come se nn avesse niente completamente dimentico ,fino al'ultimo,quando per giustificarsi di certe inequivocabili evidenze s'inventava l'incredibile
L'altro è il caso analogo di uno scrittore con lo stesso problema ,che a un certo punto improvvisamente fa la stessa cosa ,finisce di scrivere ,con molta lucidità il libro che aveva incominciato e muore completamente dimentico del suo problema
Per quanto riguarda l'essere ,e l'esistenza inautentica,la deizione , riprendiamo un altra volta ,nn deve interessarti tanto ,ne hai fatto solo un cenno per introdurre il tuo argomento
Aggiungo solo ,che riguarda la coscienza della normale quotidianità di tutti i giorni sotto tutte le latitudini è quindi l'esatto contrario della devianza
Ha molto piu a che fare con l'omologazione del si dice ,è l'analisi appuntita e condivisa ,della banale quotidianità vista con la potenza di una mente penetrante
Ma forse a te piace perchè è stato il filosofo ufficiale del nazizmo

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