Circolo Letterario

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Dasty2 Dasty2 27/07/2016 ore 12.24.39
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(Nessuno)RE: xxx

Matteo salvini, sgangherato profeta,con la missione di restaurare in forme nuove,ma a parità di saldi, il buon tempo andato, ritorna dalle prime pagine dei media a mostrare le ipotetiche palle al popolo italiano che dice di voler salvare dalle dabbenaggine buonista ,dalla ipocrisia pelosa,dalla pusillanime spocchia di chi tanto a lungo lo ha costretto nelle patrie fogne,nel'irrilevanza politica ,mostrandone l'inconsistenza umana
Quotidianamente attacca con parole estreme, accompagnate da sceneggiate da saltimbanco le istituzioni ,lo stato,la chiesa!
Guardacaso ,le stesse forze etiche,superstiti ,o in grado di essere recuperate o nn ancora completamente nullificate nel mirino del grande capitale finanziario assoluto,
allo scopo di radere al suolo ogni barriera etica superstite che ancora lo separa
dal rendere tutto l'esistente merce disponibile al profitto
La storia ,se dimenticata,come perverso meccanismo si ripete ,diversa solo nelle forme fatalmente mutate del tempo trascorso ,ma nella sostanza identica
Le parole di salvini equivalgono a quelle di mussolini e di ogni altro movimento populista apparso sulla faccia della della terra
Si inizia la rivoluzione sociale dalla parte del popolo ,per infliggergli nel nome della nazione ,dei sacri valori,delle decisioni virili ,innumerevoli sofferenze .poi si sceglie puntualmente di servire il grande capitale,desertificatore di ogni forma vitale in nome del profitto ,è questo giro vizioso che si è sempre verificato,che salvini ora vorrebbe rispolverare
Dasty2 Dasty2 28/07/2016 ore 14.17.48
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(Nessuno)RE: xxx

Andiamo alle radici con cuore ,ragione e misura.
Aristotele individua nel metron e nella lotta alla dismisura la differenza radicale fra l’economia, e cioè la legge riproduttiva della casa comune, e la crematistica, e cioè l’arte di accumulare più ricchezze private possibili).
Marx inizia dove Aristotele si era fermato. Marx infatti nota che la produzione capitalistica è per natura illimitata, e lo afferma anche apertamente: “Il movimento del capitale - egli scrive - è senza misura”. L’economia politica fondata da Adam Smith con la Ricchezza delle Nazioni del 1776 non è a rigore una “economia” nel senso di Aristotele, ma una crematistica moderna, che pone il principio dell’illimitatezza potenziale dell’accumulazione capitalistica non come problema da indagare ma come ovvietà da constatare
Integriamo queste osservazioni con la recente dichiarazione di papa francesco,che gia aveva citato aristotele sul aereo di ritorno da uno dei suoi viaggi in america latina ,per rispondere a nn ricordo piu quale affermazione calunniosa nei suoi confronti
Dovrebbe fare riflrttere ora questa sua ,,,mi pare proprio il caso di dire
SACRO-SANTA affermazione

--«Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’inequità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice.

.si prega di prestare particolare attenzione al'ultima riga ,giacche costitusce il motivo principale delle corbellerie senza pudore oramai abituali in questo forum delle iniquità
Dasty2 Dasty2 28/07/2016 ore 22.09.23
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(Nessuno)RE: xxx

. "Alt, nano! dissi. O io! O tu! Ma di noi due il più forte sono io -: tu non conosci il mio pensiero abissale!
Questo - tu non potresti sopportarlo!". -
Qui avvenne qualcosa che mi rese più leggero: il nano infatti mi saltò giù dalle spalle, incuriosito! Si accoccolò davanti a me, su di un sasso. Ma, proprio dove ci eravamo fermati, era una porta carraia.
"Guarda questa porta carraia! Nano! continuai: essa ha due volti. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine.
Questa lunga via fino alla porta e all'indietro: dura un'eternità. E quella lunga via fuori della porta e avanti - è un'altra eternità.
Si contraddicono a vicenda, questi sentieri; sbattono la testa l'un contro l'altro: e qui, a questa porta carraia, essi convengono. In alto sta scritto il nome della porta: "attimo".
Ma, chi ne percorresse uno dei due - sempre più avanti e sempre più lontano: credi tu, nano, che questi sentieri si contraddicano in eterno?". -
"Tutte le cose diritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo".
"Tu, spirito di gravità! dissi lo incollerito non prendere la cosa troppo alla leggera! O ti lascio accovacciato dove ti trovi, sciancato - e sono io che ti ho portato in alto!
Guarda, continuai, questo attimo! Da questa porta carraia che si chiama attimo, comincia all'indietro una via lunga, eterna: dietro di noi è un'eternità.
Ognuna delle cose che possono camminare, non dovrà forse avere già percorso una volta questa via? Non dovrà ognuna delle cose che possono accadere, già essere accaduta, fatta, trascorsa una volta?
E se tutto è già esistito: che pensi, o nano, di questo attimo? Non deve anche questa porta carraia - esserci già stata?
E tutte le cose non sono forse annodate saldamente l'una all'altra, in modo tale che questo attìmo trae dietiro di sé tutte le cose avvenire? Dunque - anche se stesso?
Infatti, ognuna delle cose che possono camminare: anche in questa lunga via al di fuori - deve camminare ancora una volta!
E questo ragno che indugia strisciando al chiaro di luna, e persino questo chiaro di luna e io e tu bisbiglianti a questa porta, di cose eterne bisbiglianti - non dobbiamo tutti esserci stati un'altra volta? - e ritornare a camminare in quell'altra via al di fuori, davanti a noi, in questa lunga orrida via - non dobbiamo ritornare in eterno?".-
Così parlavo, sempre più flebile: perché avevo paura dei miei stessi pensieri e dei miei pensieri reconditi. E improvvisamente, ecco, udii un cane ululare.
Non avevo già udito una volta un cane ululare così? Il mio pensiero corse all'indietro. Sì! Quand'ero bambino, in infanzia remota: - allora udii un cane ululare così. E lo vidi anche, il pelo irto, la testa all'insù, tremebondo, nel più fondo silenzio di mezzanotte, quando anche i cani credono agli spettri:
- tanto che ne ebbi pietà. Proprio allora la luna piena, in un silenzio di morte, saliva sulla casa, proprio allora si era fermata, una sfera incandescente, - tacita, sul tetto piatto, come su roba altrui:-
ciò aveva inorridito il cane: perché i cani credono ai ladri e agli spettri. E ora, sentendo di nuovo ululare a quel modo, fui ancora una volta preso da pietà.
Ma dov'era il nano? E la porta? E il ragno? E tutto quel bisbigliare? Stavo sognando? Mi ero svegliato? D'un tratto mi trovai in mezzo a orridi macigni, solo, desolato, al più desolato dei chiari di luna.
Ma qui giaceva un uomo! E - proprio qui! - il cane, che saltava, col pelo irto, guaiolante, - adesso mi vide accorrere - e allora ululò di nuovo, urlò: - avevo mai sentito prima un cane urlare aiuto a quel modo?
E, davvero, ciò che vidi, non l'avevo mai visto. Vidi un giovane pastore rotolarsi, soffocato, convulso, stravolto in viso, cui un greve serpente nero penzolava dalla bocca.
Avevo mai visto tanto schifo e livido raccapriccio dipinto su di un volto? Forse, mentre dormiva, il serpente gli era strisciato dentro le fauci e - lì si era abbarbicato mordendo.
La mia mano tirò con forza il serpente, tirava e tirava - invano! non riusciva a strappare il serpente dalle fauci. Allora un grido mi sfuggì dalla bocca: "Mordi! Mordi! Staccagli il capo! Mordi!", così gridò da dentro di me: il mio orrore, il mio odio, il mio schifo, la mia pietà, tutto quanto in me - buono o cattivo - gridava da dentro di me, fuso in un sol grido.-
Voi, uomini arditi che mi circondate! Voi, dediti alla ricerca e al tentativo, e chiunque tra di voi si sia mai imbarcato con vele ingegnose per mari inesplorati! Voi che amate gli enigmi!
Sciogliete dunque l'enigma che io allora contemplai, interpretatemi la visione del più solitario tra gli uomini!
Giacché era una visione e una previsione: - che cosa vidi allora per similitudine? E chi è colui che un giorno non potrà non venire?
Chi è il pastore, cui il serprente strisciò in tal modo entro le fauci? Chi è l'uomo, cui le più grevi e le più nere fra le cose strisceranno nelle fauci?
- Il pastore, poi, morse così come gli consigliava il mio grido: e morse bene! Lontano da sé sputò la testa del serpente -; e balzò in piedi.-
Non più pastore, non più uomo, - un trasformato, un circonfuso di luce, che rideva! Mai prima al mondo aveva riso un uomo, come lui rise!
Oh, fratelli, udii un riso che non era di uomo, - e ora mi consuma una sete, un desiderio nostalgico, che mai si placa.
La nostalgia di questo riso mi consuma: come sopporto di vivere ancora! Come sopporterei di morire ora! -

Così parlò Zarathustra.
Dasty2 Dasty2 28/07/2016 ore 22.14.40
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(Nessuno)RE: xxx

. Quando tra i marinai si diffuse la voce che Zarathustra era sulla nave - con lui infatti era salito a bordo un uomo che veniva dalle isole Beate - nacque grande curiosità e attesa. Ma Zarathustra tacque per due giorni, freddo e sordo di melanconia, sì da non rispondere né agli sguardi né alle domande. Alla sera del secondo giorno, però, egli riaprì le sue orecchie, sebbene tacesse ancora: si potevano infatti udire molte cose insolite e pericolose su questa nave, che veniva da lontano e andava ancor più lontano. Zarathustra, a sua volta, era un amico di tutti quelli che fanno lunghi viaggi e a cui non piace vivere senza pericolo. Ed ecco che, a forza di ascoltare, gli si sciolse la lingua e si ruppe il ghiaccio intorno al suo cuore - allora cominciò a parlare così:
A voi, temerari della ricerca e del tentativo, e a chiunque si sia mai imbarcato con ingegnose vele su mari terribili, -
a voi, ebbri di enigmi e lieti alla luce del crepuscolo, a voi, le cui anime suoni di flauto inducono a perdersi in baratri labirintici:
- giacché voi non volete con mano codarda seguir tentoni un filo; e dove siete.in grado di indovinare vi è in odio il dedurre -
a voi soli racconterò l'enigmá che io vidi, - la visione del più solitario tra gli uomini.
Cupamente andavo, or non è molto, nel crepuscolo livido di morte, - cupo, duro, le labbra serrate. Non soltanto un sole mi era tramontato.
Un sentiero, in salita dispettosa tra sfasciume di pietre, maligno, solitario, cui,non si addicevano più né erbe né cespugli: un sentiero di montagna digrignava sotto il dispetto del mio piede.
Muto, incedendo sul ghignante crepitio della ghiaia, calpestando il pietrisco, che lo faceva sdrucciolare: così il mio piede si faceva strada verso l'alto.
Verso l'alto: - a dispetto dello spirito che lo traeva in basso, in basso verso abissi, lo spirito di gravità, il mio demonio e nemico capitale.
Verso l'alto: - sebbene fosse seduto su di me, metà nano; metà talpa; storpio; storpiante; gocciante piombo nel cavo del mio orecchio, pensieri-gocce-di-piombo nel mio cervello.
"O Zarathustra, sussurrava beffardamente sillabando le parole, tu, pietra filosofale! Hai scagliato te stesso in alto, ma qualsiasi pietra scagliata deve - cadere!
O Zarathustra, pietra filosofale, pietra lanciata da fionda, tu che frantumi le stelle! Hai scagliato te stesso così in alto, - ma ogni pietra scagliata deve cadere!
Condannato a te stesso, alla lapidazione di te stesso: o Zarathustra, è vero: tu scagliasti la pietra lontano, - ma essa ricadrà su di te!".
Qui il nano tacque; e ciò durò a lungo. Il suo tacere però mi opprimeva; e l'essere in due in questo modo è in verità, più solitudine che l'essere solo!
Salivo, - salivo, - sognavo, - pensavo: ma tutto mi opprimeva. Ero come un malato: stremato dal suo tormento atroce, sta per dormire, ma un sogno, più atroce ancora, lo ridesta. -
Ma c'è qualcosa che io chiamo coraggio: questo finora ha sempre ammazzato per me ogni scoramento. Questo coraggio mi impose alfine di fermarmi e dire: "Nano! O tu! O io!". -
Coraggio è infatti la mazza più micidiale, - coraggio che assalti: in
ogni assalto infatti è squilla di fanfare.
Ma l'uomo è l'animale più coraggioso: perciò egli ha superato tutti gli altri animali. Allo squillar di fanfare egli ha superato anche tutte le sofferenze; la sofferenza dell'uomo è però, la più profonda di tutte le sofferenze.
Il coraggio ammazza anche la vertigine in prossimità degli abissi: e dove mai l'uomo non si trova vicino ad abissi! Non è la vista già di per sé un - vedere abissi?
Coraggio è la mazza più micidiale: il coraggio ammazza anche la compassione. Ma la compassione è l'abisso più fondo: quanto l'uomo affonda la sua vista nella vita, altrettanto l'affonda nel dolore.
Coraggio è però la mazza più micidiale, coraggio che assalti - esso ammazza anche la morte, perché dice: "Questo fu la vita? Orsù! Da capo!"
Ma in queste parole sono molte squillanti fanfare. Chi ha orecchi, intenda.
Dasty2 Dasty2 20/08/2016 ore 10.54.37
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(Nessuno)RE: xxx

-salvini il neurobamboliere delle virilità ,mantenuto di lungo corso dal popolo italiano, impugna il manganello e proclama "Quando saremo al governo daremo mano libera alle forze del'ordine per ripulire le nostre citta"
Ci sarebbe da ridere se nn fossero note le caratteristiche del ruspator virile ,esperto ammazzaproblemi in una sola mossa.... menanre le mani,
E fratelli affini, amici della bestia sanguinaria che credono di cavalcare per uscire ancora piu paperoni da seriali crisi, da loro stessi provocate Benchè oramai buffone riconosciuto , suonano sinistre quelle parole,di adolescente occupato a lanciare petardi sulla polveriera
I sindacati di polizia prendono le distanze , dalla vajassa a caccia di voti, con la tecnica del mestatore in torbidi liquami
Agitatore biliare,ostetrico del sopruso NN so se stavolta si riuscirà a trovare un altra raccapricciante pompa di benzina
Dasty2 Dasty2 20/08/2016 ore 22.41.53
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(Nessuno)RE: xxx

--Dasty2ieri alle 11:17
Affermare la realtà esistente a prescindere dal soggetto che la osserva è evidente banalità, ed è la base di ogni rispecchiamento materialista, incapace di andare oltre il proprio naso ,in quanto nn si avvede di porre la realtà davanti a se ,come oggetto da studiare , di cui il soggetto nn è parte ,L'idealismo vede questo errore ,e correttamente pone il reale come sempre mediato dal pensiero,
La famosa frase di hegel il reale è razionale e il razionale è reale nn significa che i gulag in quanto esistiti sono razionali ,secondo una visione manicomiale oggi di moda ,ma che il reale è sempre conforme al suo concetto
Per dirtela tutta tu sei un materialista alla oddifreddi ,personalmente ,preferisco la "verità" della sindone al tuo ristretto modo di pensare







Vascobrasco3ieri alle 21:02@Dasty2: L'idealismo produce le ideologie...
il materialismo le dimostra per l'insulsità in cui consistono.




Dasty2oggi alle 11:46@Vascobrasco3: Idealismo filosofico e ideali comunemente intesi come insieme di valori sono concetti distinti e distanti fra di loro
L'idealismo filosofico è un modo di concepire il reale,nn come oggetto posto al di fuori del soggetto ,come accade in tutti i materialismi ottusi,
ma come unita di soggetto e oggetto,e quindi correttamente la realtà è vista come sempre mediata dal pensiero,che la pensa,
Tutto cio con le ideologie nn ci campana un cazzo,sei solo riuscito a
dimostrare di essere uno sprovveduto che parla di cio che nn conosce





Vascobrasco3oggi alle 16:54Che si tratti di idealismo filosofico o di altro ambito semantico sempre di un sistema di pensiero che pretende di osservare il mondo da un'ottica in cui la base del mondo fisico risulta subalterna alla mente che lo indaga nella propria limitatezza nel tentativo di collocare la realtà in modi spesso anche forzati, all'interno delle innumerevoli posizioni ideali.
Un gas ideale ad esempio è una semplificazione matematico-fisica attraverso cui calcolare il comportamento di un gas reale.
Tuttavia i valori di misurazione effettiva dei vari parametri fisici di un sistema termodinamico dimostrano che ogni sostanza gassosa, e per estensione fluida, possono discostarsi anche sensibilmente da quelli che dovrebbe avere osservando la regola dei gas perfetti.
A tal proposito si utilizza la legge dei gas reali...



Vascobrasco3oggi alle 16:54Le idealizzazioni, in qualunque ambito le si strutturi, determinano la costruzione di assunti il cui esito arrotonda la realtà che è invece un sistema fisico reale cui l'idea È SEMPRE SECONDA E CONSEGUENTE perché prima di idealizzare devi mangiare e per mangiare devi rapportarti ad un mondo fisico di cui sei agente fisico integrante E CONSEGUENTE.

L'astrazione CONSEGUE la realtà percepita attraverso l'interazione esperienziale, quando essa si arrocca nell'illusione di poter esistere a prescindere dal mondo fisico è la dimostrazione di una sola ed unica intenzione ed una sola ed unica causa.
L'intenzione: Dimostrare sinteticamente una genesi soprannaturale di tutte le cose e per estensione anche del pensiero, da questo si può collegare la genesi della mente ed in ultima analisi costruire una base a dimostrazione dell'anima.
Il fine: dare una forma apparentemente razionale ad un desiderio di sopravvivenza dell'essere di ognuno alla cessazione del suo esistere fisico.




Vascobrasco3oggi alle 16:54L'idealizzazione, in qualsiasi sua forma costituisce solo un'interpretazione della realtà e per quanto possa essere esposta in modo anche estremamente complesso e ricco di terminologie di uso anche ampiamente estraneo al comune produce PERENNEMENTE previsioni e concatenazioni concettuali che messe al confronto con la realtà nel suo eterno divenire si manifestano come ESTREMAMENTE DOZZINALI.

E parlare complicato per dire poco e distaccato sensibilmente dall'evidenza dei fatti vuol dir nient'altro che supercazzolare senza nemmeno aver l'accortezza del fine goliardico.

-

Dasty23 minuti fa@Vascobrasco3: 3 posts di sconclusionate considerazioni per nn riuscire a dire un cazzo di cio di cui si stava parlando
Ti sei imbarcato in una discussione di cui nn sai e nn capisci nulla ,le olistiche cazzate a ruota libera su
estemporanei e svariati argomenti nn bene identificati testimoniano solo il marasma mentale in cui ti trovi
Si stava parlando di idealismo e materialismo,e tu hai risposto ,confondendo l'idealismo di fichte e hegel con l'ideologia, e l'ideologia con l'deale,Grande è la confusione sotto il tuo cielo
Vascobrasco3 Vascobrasco3 22/08/2016 ore 09.24.56
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DubbiosoRE: xxx

E come mai vengo copia-incollato qui?

Add.
Ah ecco avevo perso il commento alla fine e insomma è un modo per grandeggiarsi coi soliti spropositi supercazzolari...
Vascobrasco3 Vascobrasco3 22/08/2016 ore 09.43.48
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(Nessuno)RE: xxx

Sono proprio in difficoltà guarda...
Sono tutto un tremore per il non saper come controbattere alla stilettata di saccenza...

Il succo del problema del tuo intento sta tutto racchiuso nel fatto che pretendi di imporre un distinguo nel tentativo di salvare se non capra e cavoli almeno i cavoli perché nel frattempo è sopraggiunto un bel branco di lupi che con la capra ci stanno facendo colazione.

da https://it.wikipedia.org/wiki/Idealismo
"L'idealismo in filosofia è una visione del mondo che riconduce totalmente l'essere al pensiero, negando esistenza autonoma alla realtà fenomenica, ritenuta il riflesso di un'attività interna al soggetto. Nell'idealismo è generalmente implicita una concezione etica fortemente rigorosa, come ad esempio nel pensiero di Fichte che è incentrato sul dovere morale dell'uomo di conformare il mondo al principio ideale da cui esso ha origine."

da https://it.wikipedia.org/wiki/Ideologia
"In seguito il termine ha assunto il significato più generico di "sistema di idee" più o meno coerente e organizzato (di volta in volta con connotazioni negative, positive o neutre) soprattutto per opera di Karl Marx e della sua critica dell'idealismo. In particolare, il termine è usato in riferimento a dottrine politiche, a movimenti sociali caratterizzati da un'elaborazione teorica, a orientamenti ideali-culturali e di politica economica e sociale. (...)
Il termine ideologia si trasmette con il significato negativo espresso dalla critica napoleonica di vuota espressione dottrinaria in Marx ed Engels. (...)
Con l'analisi di Karl Marx tutte le teorie filosofiche, politiche, morali, religiose non sono autonome ma, essendo prodotti umani, sono vincolate alle condizioni di vita degli uomini; per cui appaiono autonome solo in una società dove nei rapporti (Verkehr) di produzione, i mezzi per produrre, e l'uso di questi è diviso tra classi. In altre parole, l'ideologia è il modo di vedere la realtà della classe sociale dominante.
Marx utilizza il termine ideologia anche nel suo significato letterale derivato dalla parola tedesca Ideenkleid, «vestito d'idee» per cui ideologica è ogni concezione che voglia rivestire di idee e principi astratti la concreta realtà dei fatti materiali, mascherandoli e dandone una surrettizia giustificazione. Così sono dei puri ideologi i giovani hegeliani e i "veri socialisti" tedeschi i quali sostengono che lo scontro delle idee si riflette nella situazione storica dove prevalgono gli ideali superiori.
(...)"

Non sono io che faccio confusione, sei tu che non conosci il materialismo dialettico...
Dasty2 Dasty2 05/09/2016 ore 00.16.09
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(Nessuno)RE: xxx

OK ,Allora te lo spiego io ebetina
L'errore apparente sta nella è accentatata che ho messo nel titolo del libro essere è tempo
Quel accento heidegger nn lo mette
Tuttavia ci spiega che l'essere è tempo ,nel senso di evento e critica proprio l'essere atemporale immaginato da plantone fino nietzsce in 2mila anni di storia della filosofia
L'essere inteso in questo modo è stato entificato(cioè reso un oggetto disponibile ad essere studiato,smontato sminuzzato,come fa la scienza sperimentale in laboratorio,da qui la nostra attitudine a replicare lo stesso metodo nella vita concreta di tutti i giorni ,che inevitabilmente diventa fonte di alienazione del'uomo da se stesso
Questo stesso tema era gia stato affrontato da marx ,il termine alienazione usato in questo senso è suo ,per la precisione heidegger la stessa cosa la definisce "vita inautentica"
Ma qui sto correndo troppo avanti
Dunque secondo heidegger l'essere va ripensato integralmente e in essere e tempo si pone proprio questo compito
DEVO ANDARE AVANTI ENRICHETTA O TI SERVE UNO SPAZIO DI RIFLESSIONE
O FORSE VUOI FARE UN COMMENTO TU,,,,,,ASPETTO RISPOSTA
Dasty2 Dasty2 07/09/2016 ore 08.49.56
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(Nessuno)RE: xxx

@ enrico 1994Inutile insistere. Lei ignora Heidegger, non io.

@Dasty2
Tu sei l'esperta! cara enrichetta
sono desideroso di essere sputtanato da te
Perche nn vieni a
correggere ,puntualizzare,integrare?
O riscrivere le cazzate che vado sparando?
Secondo veridica ,scienza e coscienza
E poi dovresti anche metterti d'accordo con te stessa
o sono vaneggiamenti o scopiazzature
nn possono essere le 2 cose insieme
Ti aspetto cara!!
ps portati anche l'algerino Alfa cool
Conosci il vecchio detto!
Vedono meglio un dottore e un somaro insieme
che un dottore da solo
Attendo risposta,
Mi saprai dire anche se devo andare avanti!
nei miei vaneggiamenti s'intende

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