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1965.bellavita 1965.bellavita 09/05/2017 ore 19.56.53
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@nera1965 scrive:
1. Che cos'è l'universo?2. Possiede l'universo un ordine e una progettualità?3. Qual'è l'origine dell'universo?

l'universo e' nato 13,5 miliardi di anni fa
si l'universo ha le sue leggi fisiche
l'universo nasce dal big bang
questo ci insegna la scienza le prove non le fantasie di libri che scrivono di uomini creati da un dio dalla terra.
nera1965 nera1965 09/05/2017 ore 20.17.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@amicotuo913 scrive:
...Ora però mi devi ancora dire cosa intendi per "progettualità" dell'universo

Intendo chiedere se per te l'universo ha un suo progetto una sua finalità oppure unicamente un corso senza alcun senso.

C'è una quarta domanda che mi piace porre:

Che ruolo ha secondo voi l'amore nell'universo?
nera1965 nera1965 09/05/2017 ore 20.18.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@1965.bellavita scrive:
questo ci insegna la scienza le prove non le fantasie di libri che scrivono di uomini creati da un dio dalla terra.

La scienza insegna attraverso le prove. E che prove ha la scienza per escludere l'esistenza di un Dio?
1965.bellavita 1965.bellavita 09/05/2017 ore 20.31.11
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@nera1965 : non ha nessuna prova come le religioni sono solominvenzione non hanno nessuna prova dell'esisenza di dio e' solomquestione di fede di credere come si puo' credere che l'universo sia nato dal big bang
amicotuo913 amicotuo913 09/05/2017 ore 21.21.20 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@nera1965 :

Vabbè...però un commento sulla mia idea di universo potevi anche buttarla lì.....
Alla tua illustrazione sulla progettualità dell'universo, rispondo dicendo che a mio avviso il tutto è semplicemente consequenziale, intendendo che le cose, le azioni, le reazioni sono intimamente collegate ed obbligatoriamente interagenti una con l'altra, in modo che tutto avviene in cascata, per naturale conseguenza.
Alla tua quarta domanda rispondo dicendo che, sempre a mio avviso, nell'universo materiale l'amore non esiste. In particolare la natura, dalla vita vegetale e quella animale è tutto fuorchè amore -nell'accettazione ordinaria del termine, ovvero bontà, comprensione, dolcezza, tenerezza e quanto altro-; la natura è, purtroppo, "mors tua, vita mea" al massimo grado. Tuttavia gli esseri umani, unici tra gli esseri viventi, hanno emozioni il cui soddisfacimento produce piacere e questo stato d'animo è da noi chiamato amore, cosa che peraltro ha una rilevanza notevole; non nego quindi l'esistenza di questa condizione, anzi, ne riconosco l'esistenza e la sua grandissima importanza, chiamandola però con altre parole.
Ora però, vorrei qualche tuo commento in merito a tutto quanto da me scritto.....cavolo, puoi mica restare sul balcone... scendi in piazza, dai!
c.hicca44 c.hicca44 09/05/2017 ore 21.35.39 Ultimi messaggi
marti.1980 marti.1980 10/05/2017 ore 00.34.22
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@amicotuo913 scrive:
Uhmm...io credo che tutti i filosofi intendessero o si illudessero di scrivere cose illuminanti per se stesse, il concetto di lasciarle ai posteri per le opportune considerazioni forse non era da loro previsto. Se però tu lo dici come concetto di revisione da parte nostra, ovvero dei posteri, allora sono in accordo con te


Io parto da questo presupposto: i filosofi, in fin dei conti, tentano di rispondere a tutte quelle domande che l'individuo, non riesce a spiegarle ed a comprenderle quindi gli restano nel gozzo. Mi riesce difficile accettare che ci siano dei filosofi il cui intento non sia stato quello di lascare ai posteri dei testi sui vari argomenti trattati per, magari, trattarli nuovamente decenni dopo.
Che io sappia solo Platone non ha lasciato scritti ai posteri, ma solo dialoghi, tranne due. Platone però, era Platone.
Sul fatto che loro si illudessero di scrivere cose illuminanti per loro stesse...Beh, non lo so e non mi sembra importante.
A dire il vero considero la filosofia moderna molto meno profonda e più menefreghista della filosofia classica, per dirla alla Cattaneo: fare filosofia con la pancia vuota è difficile.
nera1965 nera1965 10/05/2017 ore 06.39.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@amicotuo913 scrive:
Ora però, vorrei qualche tuo commento in merito a tutto quanto da me scritto.....cavolo, puoi mica restare sul balcone... scendi in piazza, dai!

Scusami, lo farò non appena avrò tempo e la tastiera di un pc sotto le dita. Parlare di certi argomenti e dilungarsi usando uno smartphone è dura, per questo a volte do risposte sintetiche.
amicotuo913 amicotuo913 10/05/2017 ore 08.38.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@marti.1980 :
Ciao...ehmm, provo a spiegare meglio come la penso.
"Mi riesce difficile accettare che ci siano dei filosofi il cui intento non sia stato quello di lasciare ai posteri dei testi sui vari argomenti trattati"
-Su questo sono pienamente in accordo.
"per, magari, trattarli nuovamente decenni dopo.
- Ecco, a me invece sembra molto improbabile che volontariamente e consapevolmente un filosofo lasci il suo scritto nell'aspettativa di una successiva revisione, approvazione o comunque messa in discussione; che questo poi avvenga, ma per autonoma iniziativa dei posteri, è un'altra cosa ed ovviamente è giusto che avvenga.
Comunque è vero..forse il problema c'è, ma non sono ancora riuscito ad inquadrarlo bene...o forse intendiamo la stessa cosa!
Platone... cosa cambia se ha lasciato brevi dialoghi o pesanti tomi? Per lui lo scrivere sotto forma di dialogo equivaleva comunque a lasciare il suo pensiero "agli altri".
Sul fatto che "loro si illudessero di scrivere cose illuminanti", dirò di più: a mio avviso erano veramente convinti di quello che dicevano e molti ci si sono giocati la vita
marti.1980 marti.1980 10/05/2017 ore 12.03.10
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(Nessuno)RE: Tre domande...

@amicotuo913 scrive:
Ciao...ehmm, provo a spiegare meglio come la penso.
"Mi riesce difficile accettare che ci siano dei filosofi il cui intento non sia stato quello di lasciare ai posteri dei testi sui vari argomenti trattati"
-Su questo sono pienamente in accordo.
"per, magari, trattarli nuovamente decenni dopo.
- Ecco, a me invece sembra molto improbabile che volontariamente e consapevolmente un filosofo lasci il suo scritto nell'aspettativa di una successiva revisione, approvazione o comunque messa in discussione; che questo poi avvenga, ma per autonoma iniziativa dei posteri, è un'altra cosa ed ovviamente è giusto che avvenga.
Comunque è vero..forse il problema c'è, ma non sono ancora riuscito ad inquadrarlo bene...o forse intendiamo la stessa cosa!
Platone... cosa cambia se ha lasciato brevi dialoghi o pesanti tomi? Per lui lo scrivere sotto forma di dialogo equivaleva comunque a lasciare il suo pensiero "agli altri".
Sul fatto che "loro si illudessero di scrivere cose illuminanti", dirò di più: a mio avviso erano veramente convinti di quello che dicevano e molti ci si sono giocati la vita


Ciao, diciamo che sono d'accordo su alcune cose e non su altre ma, questo rientra in una normale dialettica su argomenti il cui contenuto è alquanto contorto e molto soggettivo proprio per la natura dei contenuti, parecchi dei quali restano tali ancora oggi; nel senso che ogni pensatore dà la propria e personale interpretazione.
:-)

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