Circolo Letterario

Circolo Letterario

La "vecchia" bacheca Circolo Letterario si è trasferita qui!

InutiliCertezze 11/07/2017 ore 20.09.59 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)GIOCO CON PIETRO. E GIOCO DA SOLA

Questa mi è sempre piaciuta. Ed ho voluto rivisitarla, mantenendola uguale e rendendola diversa allo stesso tempo.
...e forse, effettivamente, era corretto postarla qui.


Il camioncino di Pietro era azzurro, prima che la ruggine ne cambiasse il colore quasi del tutto e ne ferisse, con discreta dignità, ogni fiancata. Scassato e perennemente fumante, anche da fermo, aveva i sedili marrone scuro, plastificati, con le cuciture a rilievo. E l’aria fresca era condizionata al fatto che si aprissero del tutto entrambi i finestrini.
La nicotina aveva impregnato ed appiccicato ogni centimetro dell’abitacolo. Il posacenere, mai chiuso, traboccava sul pavimento ad ogni scossone. E c'era la musica, che replicava la pelle esterna, con l’autoradio fissa su una stazione di musica italiana e canzoni che gracchiavano, per lo più incomprensibilmente, dall’unica cassa ancora funzionante, sul retro.

Pietro aveva almeno sessant’anni e faceva il muratore. Aveva le mani, da muratore. E la faccia, le braccia, le gambe, i vestiti, da muratore. Persino l’alito era quello di un muratore. E cosa renda un alito da muratore, o no, lo so bene, io.
Pietro passava tutti i giorni, prima dell’una, sulla strada che dalla scuola va verso casa mia, col cassone pieno d’attrezzi, la camicia a quadrettoni aperta sul petto e la sigaretta penzolante dal lato sinistro della bocca.

Io ero all’ultimo anno di liceo.
In quel periodo era Aprile e faceva caldo, tanto caldo.
Incrociavo sempre il camioncino ferito, cigolante e fumante, che mi superava ogni volta all’altezza della prima curva dall'uscita del centro ed oltrepassava casa mia dopo cinque o sei minuti.
A me piaceva camminare per tornare a casa. A lui piaceva suonarmi il clacson e salutarmi con il braccio sollevato fuori dal finestrino, prima di scomparire dietro alla curva, gongolando sulle ruote.

La prima volta gli chiesi un passaggio perché avevo scassato le Superga vecchie, giocando a pallavolo al mattino. Mi venne spontaneo.
Lui si fermò, mi fece salire, mi salutò con la cicca penzolante (e come poteva non essere così?) e mi portò a casa, semplicemente. Era un uomo come gli altri, anche lui. Guidava e sbirciava nella mia scollatura, anche lui. Guidando, spostava distrattamente il pacchetto di sigarette e nel frattempo spalmava gli occhi sulle mie gambe, finché la gonna concedeva spazio. Quasi dolorante nell'incontrare un limite.
Ma era dolce, tanto dolce, mentre lo faceva. Gli piaceva guardarmi, semplicemente, fin dove e per quanto poteva.

Il giorno dopo non ero stanca ed avevo le scarpe nuove. Uscita da scuola, lo fermai lo stesso e salii. Saluto rude e partenza a scossoni come il giorno prima.
Col finestrino aperto l’aria si infilava dentro alla mia manica corta. Bello. Piegai il braccio e sporsi il gomito fuori, così da far gonfiare il tessuto per regalargli generose sbirciate sui miei capezzoli. Coperti, certo, ma generosi. Lui non nascose nemmeno un po’ il piacere di guardare. Stavolta più convinto, più sicuro. Ed io gli lesinai pochissimo, durante tutto il viaggio fino a casa.

Era il mercoledì successivo quando decisi di togliermi gli slip, in bagno, prima d’uscire da scuola. Una volta fuori, fermai il camioncino senza pensarci un attimo e mi accomodai sul sedile, lasciando chiuso il finestrino. Faceva caldissimo, dentro. Lui forse era un po' deluso, perché la mia camicia, stavolta, pendeva immobile sul mio petto. Cominciai ad allargare e stringere le cosce, finché lo strusciare della pelle delle gambe fuori dalla gonna corta non iniziò ad assonare anche del sudore che colava sul sedile. L’odore del mio sesso era percepibile, denso. Pareva sovrastare quello della nicotina. Pietro sudava dalle tempie, dalle guance e sul petto. E sulla tela dei suoi pantaloni premeva, sofferente, la sua eccitazione. Fu un tragitto senza alcuna parola.

Giovedì mi sentivo bagnata durante l’ultima ora. E mi bagnavo sempre di più, in attesa del suono della campanella. Andai in bagno, a togliere gli slip, come il giorno prima. Ed affondai le dita, tra le mie gambe, tre, quattro volte. Le ritrassi completamente madide. Infilai le dita dell’altra mano e feci lo stesso. Uscii in strada. Il camioncino arrivò dopo un minuto. Lo fermai. Salii. E strinsi la mano di Pietro, per salutarlo. A me pareva che l’odore e l’umido gli si fossero appiccati alle dita e gli rendessero difficile fumare e usare il volante. Lui, ad un certo punto, visto che io fissavo e fissavo, annusò. Il camioncino allora partì.
Io mi stesi un po’ con le gambe in avanti ed infilai la mano destra tra le cosce, sotto la gonna. Presi con la sinistra la sua mano destra e gliela infilai sotto la cinta dei pantaloni. Lui venne dopo un minuto, io poco dopo.

Maggio e Giugno continuarono così, ogni giorno, con l’attesa eccitante dell’uscita da scuola e la masturbazione sincrona, che superava sempre ogni attesa. Una complicità semplice, priva di parole, che ognuno probabilmente raccontava solo a se stesso, una volta a casa. E che riempiva ciascuno di fiotti caldi di piacere.

E' Luglio.
Oggi ritiro la mia macchina nuova, regalo del babbo per la mia maturità, al concessionario. Indosso la gonna e la camicia che avevo la prima volta, sul camioncino di Pietro.
Mi danno le chiavi, salgo e parto.
Accendo la radio. Musica italiana.
Abbasso a metà il finestrino ed infilo la mano tra le cosce, con la stessa voglia di sempre.
Ed arrivo a godere proprio all’altezza della prima curva dopo la scuola, scorgendo Pietro che mi saluta con un colpo di clacson ed il braccio teso fuori dal finestrino. La sigaretta penzola su un suo sorriso magnifico.
8513505
Questa mi è sempre piaciuta. Ed ho voluto rivisitarla, mantenendola uguale e rendendola diversa allo stesso tempo. ...e forse,...
Discussione
11/07/2017 20.09.59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
A.Levante A.Levante 22/09/2017 ore 16.23.11 Ultimi messaggi
beatofrock beatofrock 22/09/2017 ore 23.34.37 Ultimi messaggi

Rispondi al messaggio

Per scrivere un nuovo messaggio è necessario accedere al sito.