Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Gio.1947 06/07/2017 ore 18.36.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Antinatalista convinto

Donare la vita, procreare è come una partita alla roulette, non sai mai che numero esce. La vita è un incognita, può essere felice ma può anche essere terribile vivere. Perchè rischiare di far soffrire una creatura che nel suo nulla vive bene.
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Donare la vita, procreare è come una partita alla roulette, non sai mai che numero esce. La vita è un incognita, può essere...
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TrumpAno TrumpAno 06/07/2017 ore 20.14.42 Ultimi messaggi
c.hicca44 c.hicca44 06/07/2017 ore 22.29.00 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 06/07/2017 ore 23.39.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@TrumpAno : Assolutamente si, senza ombra di dubbio. Il nulla è meglio di una vita non vita. Quante persone soffrono per gravi malattie o depressione. Mi si stringe il cuore sapere che in Africa ogni giorno 22000 bambini,(10 milioni all'anno)entro i cinque anni di vita, muoiono di fame. Oggi cosa lasciamo alle nuove generazioni, Clima inquinato, mari inquinati, rifiuti, sovrappopolazione, disoccupazione, droga e prostituzione. Siamo troppi, non c'è possibilità per tutti avere una vita dignitosa.
Shine37 Shine37 07/07/2017 ore 08.09.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 : se tutti la pensassero come te, l'umanita' si estinguerebbe nel giro di qualche decennio. Piu' che altro bisognerebbe spingere le coppie ad una procreazione consapevole valutando eventuali rischi di salute per il nascituro ed assicurandogli un minimo di benessere dal punto di vista economico.
Kaya67 Kaya67 07/07/2017 ore 13.27.41 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Shine37 scrive:
se tutti la pensassero come te, l'umanita' si estinguerebbe nel giro di qualche decennio. Piu' che altro bisognerebbe spingere le coppie ad una procreazione consapevole valutando eventuali rischi di salute per il nascituro ed assicurandogli un minimo di benessere dal punto di vista economico.

Giusto. Ma quante sono le coppie realmente consapevoli di tutti i problemi che possono insorgere mettendo al mondo un figlio? Da quello che io percepisco, direi non troppe. Anzi, decisamente poche.
19595544
@Shine37 scrive: se tutti la pensassero come te, l'umanita' si estinguerebbe nel giro di qualche decennio. Piu' che altro...
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07/07/2017 13.27.41
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c.hicca44 c.hicca44 07/07/2017 ore 14.42.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

shine e kaya avete a mio parere, ragione entrambe. ciao :-)
TrumpAno TrumpAno 07/07/2017 ore 14.48.18 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 07/07/2017 ore 16.55.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@TrumpAno scrive:
Non puoi sapere se è il nulla, è un tuo pensiero.


Nel nulla non c'è gioia, non c'è felicità, ma la cosa più importante non c'è sofferenza.
TrumpAno TrumpAno 07/07/2017 ore 17.03.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 :
Non mi sono spiegato. Nel tuo pensiero c'è il nulla, ma non ne hai idea. Può essere che siamo spiriti intrappolati in sofferenze, esseri di piani inferiori che anelano, essenze in attesa di evolvere, oppure un nulla eterno ma consapevole, immagina che tortura.
Difficile comprendere i perché dell'esistenza.
Gio.1947 Gio.1947 07/07/2017 ore 17.49.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Shine37 scrive:
se tutti la pensassero come te, l'umanita' si estinguerebbe nel giro di qualche decennio. Piu' che altro bisognerebbe spingere le coppie ad una procreazione consapevole valutando eventuali rischi di salute per il nascituro ed assicurandogli un minimo di benessere dal punto di vista economico.

E’ proprio questo il problema. L’uomo continuando a riprodursi sta involontariamente contribuento alla sua estinzione.
Oggi siamo 7 miliardi di persone e gli scienziati ci dicono che già siamo fuori tempo massimo per evitare l’aumento della temperatura di 2 gradi entro il 2030. Se non s’interviene subito entro il 2050 l’aumento oscillerà tra i due e cinque gradi con inevitabile scioglimento dei ghiacciai.
Gli scienziati dicono che entro il 2050 la popolazione mondiale sarà dieci miliardi di persone. Più siamo e più consumiamo, con incremento degli allevamenti intensivi di animali che anch’essi inquinano, proprio ieri ho letto che un allevamento bovino di 2500 capi inquina come una città di 400000 abitanti. La terra è paragonabile ad un palloncino se immetti troppa aria al suo interno scoppia.
c.hicca44 c.hicca44 07/07/2017 ore 19.41.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 : quindi scusami sono una stronza perchè ho avuto due figli?
TrumpAno TrumpAno 07/07/2017 ore 19.47.28 Ultimi messaggi
c.hicca44 c.hicca44 07/07/2017 ore 19.52.12 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 07/07/2017 ore 20.05.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@TrumpAno scrive:
Non mi sono spiegato. Nel tuo pensiero c'è il nulla, ma non ne hai idea. Può essere che siamo spiriti intrappolati in sofferenze, esseri di piani inferiori che anelano, essenze in attesa di evolvere, oppure un nulla eterno ma consapevole, immagina che tortura.Difficile comprendere i perché dell'esistenza.

La tua è una risposta senza senso. Mi sa che il vuoto al cervello l'abbia tu e non io. Se non hai capito la domanda non è colpa mia, Credo di essere stato abbastanza chiaro, la domanda era perché l'uomo continua a procreare e non perché esistiamo.
TrumpAno TrumpAno 07/07/2017 ore 20.11.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 :
Perché tu consideri l'esistenza dal momento del concepimento alla morte e pensi che il resto è nulla.
Io no, l'esistenza inizia mooooooooooolto prima di tutti i concepimenti e non termina con la morte.
Forum esoterismo e mistero, non problemi esistenziali.
19595866
@Gio.1947 : Perché tu consideri l'esistenza dal momento del concepimento alla morte e pensi che il resto è nulla. Io no,...
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Gio.1947 Gio.1947 08/07/2017 ore 13.06.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@c.hicca44 scrive:
quindi scusami sono una stronza perchè ho avuto due figli?

Nella mia domanda non credo di aver detto che chi ha figli è quello che tu sostieni. Ho semplicemente espresso una mia opinione. Una crescita troppo elevato porterà l'uomo alla sua estinzione, se tu non sei d'accordo libera di non esserlo.
eclex77 eclex77 08/07/2017 ore 13.26.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 : nel nulla non c'e' vita. l'unica vita che abbiamo e' questa. D'accordissimo sul sacrosanto diritto di interromperla quando diventa sofferenza. La vita e' frutto del caso ed appartiene solo a noi. non ad ipotetiche onniscienti divinita', con chissa' quali piani e ricompense per il nostro dolore.
19596261
@Gio.1947 : nel nulla non c'e' vita. l'unica vita che abbiamo e' questa. D'accordissimo sul sacrosanto diritto di interromperla...
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c.hicca44 c.hicca44 08/07/2017 ore 18.22.38 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 08/07/2017 ore 20.19.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@c.hicca44 scrive:
ci mancherebbe non fossi libera
La più grande illusione e presunzione dell'uomo è quella di credersi libero

Siamo fermamente convinti di avere la libertà d'espressione, di stampa e di culto, il libero mercato, le frontiere libere, la libertà di poter scegliere il percorso di studio preferito e di cercare, o inventare, liberamente il nostro lavoro.

La parola libertà riecheggia quotidianamente nelle case dei lavoratori assopiti davanti alla Tv, insinuandosi perfino nelle menti malinformate di chi legge gli articoli scritti dai pennivendoli asserviti al potere.

Ma che strano: perché tutta questa necessità di rimarcare il concetto di libertà?

Se vivessimo realmente in condizioni di libertà che bisogno ci sarebbe di sottolinearlo continuamente?

Siamo davvero così liberi come ci dicono o forse ci stiamo soltanto illudendo di esserlo?

Per cercare di rispondere a queste domande, vorrei raccontarvi la storia di un normale essere umano che visse per tutta la vita credendo di essere libero.

Una storia che riguarda da vicino un po' tutti noi...


Salve, io sono un essere umano e so di essere libero, proprio come voi che state leggendo questa storia! Come faccio a esserne certo? Oh, è molto semplice: basta ripercorrere le tappe fondamentali della mia vita, o meglio, della nostra vita...


La libertà permea così a fondo l'esistenza da manifestarsi sin dal preciso istante nel quale veniamo al mondo.


Nostro padre è talmente libero da non riuscire a trovare il tempo necessario per veder nascere suo/a figlio/a. No, non è una scusa! Vorrebbe essere proprio lì con noi, ma non può perché è troppo impegnato con il lavoro.


Tornati a casa dall'ospedale, pochi mesi più tardi, anche nostra madre ci abbandona per molte ore al giorno, perché il congedo di maternità finisce, ed è di nuovo libera di tornare a lavorare.


I papà e le mamme sono talmente poco condizionati dalle rispettive attività lavorative, che non possono veder crescere i loro figli se non in modo fugace, sfruttando quei rari momenti di vigore e lucidità recuperati nei giorni festivi.


Quasi sempre, in virtù esclusiva della loro libertà, i nostri genitori sono costretti a consegnarci a delle apposite strutture: prima gli asili nido e poi gli asili d'infanzia.


Difficilmente un genitore può permettersi il lusso di rimanere a casa, perché con un solo stipendio si è liberi di non riuscire ad arrivare a fine mese.


E per fortuna i nostri genitori ce l'avevano un lavoro, stabile e sicuro, altrimenti sarebbero stati talmente liberi, che non avrebbero neppure pensato di metterci al mondo, visto che poi non sarebbero riusciti a sfamarci.


Poco dopo aver iniziato a camminare e a proferire parola, siamo talmente liberi che i nostri genitori ci spediscono diritti a scuola.


E meno male che ci sono i rientri pomeridiani, altrimenti quegli stacanovisti dei nostri genitori avrebbero dovuto assoldare i nonni, bene che vada, o una baby-sitter.


A scuola siamo talmente liberi di scoprire il mondo e di formare la nostra visione personale, che fin dai primi giorni ci costringono a stare seduti per tutto il tempo, al fine d'inculcarci delle verità precostituite, avvalendosi di meccanismi traumatici e ricattatori, come le note disciplinari o, peggio, la bocciatura.


Lo fanno a fin di bene, ovviamente! Se non fosse che i programmi scolastici sono stabiliti dal Ministero dell'Istruzione, un dicastero fondamentale del governo italiano, al servizio del benessere di tutti gli esseri viventi.


Scusate, mi sono confuso, quello avviene nel mondo delle fiabe! Già, perché nella realtà lo Stato è il più potente strumento al servizio del capitale.

Così, in un'economia capitalistica, i suoi mezzi saranno liberamente utilizzati per favorire gli interessi di una élite, non di certo della collettività.


A tal fine, i programmi e i metodi d'insegnamento vengono stabiliti così bene e in modo così libero, che a scuola c'insegnano che non si deve esercitare lo spirito critico, e che si devono imparare a memoria le presunte verità che l'insegnante ci presenta esattamente come sono, senza discutere, sulla base di un validissimo principio di autorità.


La logica, la matematica, l'approccio scettico-razionale e quello scientifico? No, quelle sono cose inutili, ostiche, difficili, che interessano solo le menti geniali, che conducono alla pazzia e all'emarginazione sociale.


Nei programmi inseriscono pure qualche ora d'indottrinamento religioso, l'IRC, tanto per esser sicuri che i membri delle nuove generazioni non imparino mai a pensare, e invece credano in modo acritico-fideistico a ogni sorta di assurdità.


Ovvio, se non fosse così, il giovane studente, divenuto adulto, potrebbe esercitare il suo spirito critico per rimettere in discussione il potere, e questo, come tutti sanno, è bene che non accada in una società dove regna la libertà di asservire i propri simili esercitando il controllo sociale.


Abbiamo la libertà di culto, eppure siamo così liberi, ma così liberi di scegliere la nostra religione, che stranamente quasi tutti praticano il medesimo credo dei propri genitori, salvo rare eccezioni.


Siamo talmente liberi che arrivati a 13/14 anni già bisogna scegliere un indirizzo per la scuola superiore, senza neanche avere la più pallida idea di che cosa significhi realmente quella scelta per il nostro futuro.


Eppure, ci dicono, è bene che decidiamo liberamente in prospettiva del lavoro che vorremmo fare da grandi.


Siamo talmente liberi che a scuola iniziano a catalogarci e a etichettarci, impartendoci un sapere settorializzato e marchiandoci a vita con delle valutazioni.


Non esiste un corso di studio il cui scopo sia far esprimere il vero potenziale racchiuso in ogni essere umano, perché chi detiene il potere non ha bisogno che fioriscano simili individui, ma di specifici automi, omologati e non-pensanti, disposti a sacrificare la propria esistenza asservendosi liberamente alle loro necessità.


Il capitale pretende che scuola e università sfornino macchine programmate per svolgere un preciso ruolo, che devono essere intercambiabili l'una con l'altra, in modo da avere uno scarso valore commerciale ed essere così maggiormente ricattabili.


Gli studenti non devono capire di essere "umani", vale a dire individui unici e irripetibili, che hanno un valore intrinseco incommensurabile.


Non devono neanche comprendere il reale valore del tempo della vita, la straordinaria importanza della libertà, e tanto meno il fatto che la complessità dell'esistenza gli riserverà uno spettro pressoché infinito di possibilità.


Ma la cosa più importante è che si convincano nella maniera più assoluta che non possa esistere un'altra realtà, altrimenti non sarebbero più disposti ad accettare in modo libero e volontario le assurdità dell'odierna società.


Dopo 5 ulteriori anni di studi demotivanti, noiosi e forzosi, che finiscono per allontanare quasi tutti gli studenti dal libero pensiero e dalla vera sete di conoscenza, saremo talmente liberi da dover effettuare un'altra gravosa scelta:


andare a lavorare oppure continuare gli studi per poi andare a lavorare, sempre in virtù esclusiva della libertà di poter scegliere che cosa fare della nostra vita.


Ovviamente prima d'iniziare a lavorare, sia chiaro, sempre e comunque in modo volontario, dovremo cercare "il" lavoro che pensiamo di voler fare, che però dopo qualche mese di ricerca diventa un lavoro che vogliamo fare che, dopo un altro po' di attesa, diventa "un" lavoro, che per molti si trasforma in un apprendistato sottopagato, in un tirocinio non retribuito, in un'attività di volontariato o nella disoccupazione.


Iniziamo così a sperare liberamente di poter lavorare a qualsiasi condizione. Qualcuno è perfino eroicamente disposto a darsi per mare per cercare fortuna in terre lontane.


Ma siamo liberi, quindi, se il lavoro non c'è possiamo inventarcelo, diventando imprenditori di noi stessi!


Esattamente, siamo talmente liberi che le attività che possiamo pensare di avviare devono essere necessariamente remunerative, altrimenti non sarebbero economicamente sostenibili.


Quindi, se per disgrazia ciò che ci piace fare non genera profitto, l'economia di libero mercato c'impedisce di farne la nostra principale attività di vita.


Pazienza, chiuderemo liberamente i nostri sogni in un cassetto, perché la nostra scelta libera è di lavorare e non di fare ciò che vorremmo fare!


Così, se non possiamo vivere di rendita, né sfruttando gli altri, e siamo anche così sfortunati da non avere abbastanza capitale, o idee adatte, per avviare un'attività che generi profitto, bisognerà, sempre in tutta libertà, mendicare il lavoro da chi invece di capitale ne possiede perfino in abbondanza, a causa della libertà d'impossessarsi di risorse e beni comuni e di accumulare in eccesso rispetto alla media, nonostante moltissimi esseri umani stiano liberamente vivendo in povertà da qualche altra parte del mondo.


Li chiamano imprenditori, datori di lavoro o benefattori, perché ti offrono la possibilità di poter lavorare in cambio della maggior parte della tua vita e del frutto del tuo lavoro, che gli vengono riconosciuti grazie alla tua volontà di donarglieli.


Dopo mesi di libere ed estenuanti ricerche, finalmente riusciremo a trovare un lavoro.


Una volta firmato un contratto, con il quale legalizzeremo e puntualizzeremo le modalità del nostro sfruttamento, saremo liberi d'iniziare a lavorare.


Per ringraziati del fatto che con il tuo lavoro manterrai lui e la sua famiglia, consentendogli perfino di vivere nel lusso, il capitalista, o chi per lui, sarà libero di sottoporti a ritmi di lavoro disumani, e sarà anche libero di licenziarti, se per disgrazia ti rifiutassi di svolgere diligentemente le mansioni che ti verranno assegnate.


Tu invece, essendo un lavoratore subordinato, sarai libero di ringraziare per la possibilità di essere sfruttato, o di rimanere senza lavoro, rischiando di diventare povero e finire per strada.


Prima di tutto, però, per meritarti l'assunzione, dovrai liberamente sottoporti a dei ridicoli test psico-attitudinali, come se fossi una cavia da laboratorio.


Perché ci fanno questo? Siccome non c'è posto per tutti, sono costretti a scegliere il migliore, ovvero quello che dimostra di essere più schiavo degli altri.


Ovviamente quelli che rimangono fuori sono liberi di trovarsi un altro lavoro, ammesso che ci riescano.


Proprio così! Perché in un mondo dove regna la libertà, gli esseri umani non hanno la certezza di trovare un lavoro dignitoso che gli permetta di vivere serenamente la vita, no!


In un mondo veramente libero, il lavoro è mal ripartito: invece di lavorare tutti 4-6 ore, c'è chi lavora 8-12 ore e chi niente;


così gli esseri umani devono competere per farsi assumere, provocando la disperazione degli altri e la propria - illusoria - felicità, che durerà ben poco.


Infatti, chiunque riesce a trovare un lavoro, ben presto si accorge di essere talmente libero, ma talmente libero, da non avere più tempo per fare niente al di fuori dell'ambito della propria attività lavorativa.


Il lavoro diventa la sua vita e la sua vita diventa il suo lavoro: è questa la massima espressione di libertà per un lavoratore subordinato.

Ma come ci ricorda quella scritta in ferro battuto tristemente nota: «Il lavoro rende liberi». O forse no?


Di norma, chi lavora è talmente libero, ma talmente libero, che si comporta come un carcerato temporaneo, che si rinchiude volontariamente nella propria cella per 8-10 ore al giorno per 40 anni, bene che vada.


Che lavorare sia estremamente bello, salutare e divertente è un fatto altrettanto evidente.


Lavorare piace così tanto alle persone che stranamente non perdono occasione per allontanarsi da esso ogni qual volta si presenti una festività.


Altri, invece, da quanto sono innamorati del proprio lavoro, inveiscono contro il governo non appena l'età pensionabile viene spostata un po' più in là.


Il lavoratore medio è così motivato, e si reca talmente liberamente al lavoro il lunedì mattina, che i medici si sono dovuti inventare un nome per una nuova sindrome che, con molta fantasia, hanno deciso di chiamare "sindrome del lunedì" (1).


Quando un lavoratore si ammala, il medico gli prescrive dei giorni di riposo forzosi. Infatti, come tutti sanno, lavorare fa così bene alla salute che per guarire è meglio stargli lontano.


Ma in molti amano talmente tanto il proprio lavoro da chiedere un certificato di malattia anche quando non sono ammalati.


Lavorando, prima o poi, ci si accorge che il ruolo che pensiamo di aver scelto liberamente tra quelli disponibili e rispetto al quale abbiamo avuto la libertà di adattarci, non è stato concepito per essere bello, piacevole o motivante, ma è stato ideato per essere funzionale alla realizzazione del profitto.


Così, pur subendo volontariamente un furto da parte dei capitalisti e nonostante svolgeremo un ruolo incompatibile con la nostra natura umana e il nostro essere, avremo un misero stipendio, con il quale compreremo una bella macchina da usare tutti i giorni per andare a lavorare;


una casa, che utilizzeremo per dormire quando non saremo al lavoro; del cibo per mantenerci in vita, in modo tale da poter lavorare in modo efficiente;


dei vestiti firmati, che però resteranno quasi sempre in armadio perché non avremo neanche il tempo per indossarli;


un non ben precisato numero di oggetti, anche inutili e di scarsa qualità, acquistati e riacquistati di continuo a seguito di pressanti condizionamenti mentali dovuti alla pubblicità, all'invidia o ad altri meccanismi quali l'obsolescenza programmata (2).


Già, perché i produttori sono liberi di indurre il bisogno al consumo e di commercializzare beni appositamente concepiti per deteriorarsi rapidamente, o per guastarsi allo scadere della garanzia senza possibilità di essere riparati.


Lavorando saremo liberi e felici di far arricchire i nostri benefattori, coloro che ci hanno concesso la possibilità di farci rubare una parte consistente del tempo della nostra vita e del frutto del nostro lavoro;


di pagare un mutuo, che ci costringerà "amorevolmente" a lavorare per altri 20-30 anni, con somma gioia degli strozzini della banca verso la quale ci siamo indebitati;


e di alimentare i processi consumistici, che innescheranno ritmi di produzione-consumo sempre più rapidi, in modo da generare un maggior profitto per i capitalisti, oltre che un indesiderabile inquinamento ambientale per l'intera umanità.


Con il nostro libero consumo di prodotti, che si guastano, non sono riparabili, diventano obsoleti e fuori moda, alimenteremo la crescita economica, permettendo così anche ad altri esseri umani di procurasi liberamente la propria condizione di asservimento nei confronti dei detentori dei mezzi di produzione.


I vestiti alla moda e l'auto nuova, però, aumenteranno la probabilità d'incontrare il/la compagno/a della vita che, in modo del tutto libero, e non a causa di consuetudini sociali, decideremo di sposare, salvo divorziare altresì liberamente dopo un po' di anni.


Il tutto non prima di aver messo al mondo delle creature indifese che, a loro volta, saranno liberamente costrette a subire le conseguenze dovute alla stupidità dei propri genitori e alle inevitabili complicazioni di una convivenza forzosa basata su di un mix illusorio di fedeltà e amore eterni.


Mentre i nostri figli cresceranno, e faremo di tutto affinché anch'essi ripetano i nostri medesimi errori, la vita andrà avanti tra stress e libere privazioni dovute alla mancanza di tempo e/o di denaro, entrambi riconducibili all'attività lavorativa, ma nonostante tutto andremo avanti imperterriti, sperando di poter continuare a lavorare fin quando non saremo vecchi.


Fine della storia.


Perché? È semplice: non succederà più niente di significativo. Saremo diventati dei perfetti ingranaggi della macchina economica.


Strapperemo i fogli dal calendario uno dopo l'altro, conducendo giornate sempre più simili, sempre più vuote, sempre più inutili e insensate.


Il resto della nostra vita volerà via un po' come in quel film, nel quale il protagonista ogni mattina si sveglia ed è condannato a rivivere la medesima giornata.


Solo che a ogni ripetizione saremo un po' più stanchi, un po' più spenti e un po' più vecchi...


fin quando il capitale, dopo averci sfruttato per 40 anni, ci getterà come dei rifiuti industriali perché non saremo più utili per generare profitto.


A quel punto saremo effettivamente liberi di smettere di lavorare, percependo addirittura una misera pensione.


Ma avremo 68 anni, o forse più, e molto probabilmente verseremo in condizioni psico-fisiche indecorose.


Impiegheremo quasi tutto il nostro denaro per acquistare i medicinali che ci faranno sopravvivere altri 10-15 anni, con somma gioia delle multinazionali del farmaco.


Prima di andare liberamente a finire in un ospizio, in un letto d'ospedale o di passare a miglior vita, dovremo decidere che cosa fare di quel poco tempo libero che avremo ancora a nostra disposizione;


ma a quel punto ci renderemo conto che lo spettro delle infinite possibilità, che da giovani si manifestava innanzi ai nostri occhi in tutta la sua magnificenza, la cui vista, però, ci veniva sapientemente preclusa dai condizionamenti del sistema, si sarà ridotto così tanto, ma così tanto, che saremo liberi di scegliere un qualsiasi elemento di un insieme vuoto.


In quel preciso istante, ripercorrendo all'indietro la nostra esistenza, coglieremo l'inganno e realizzeremo di non aver vissuto un sol giorno in condizione di libertà, ma di esserci illusi quotidianamente, tra una costrizione e l'altra, di essere liberi.


Il tempo a nostra disposizione sarà svanito, così come le nostre forze e non avremo vissuto neanche da vivi.


A quel punto non ci resterà che aggrapparci alla magra consolazione derivante da un'altra illusione: quella di una vita migliore nell'aldilà.


Inspiegabilmente lo Spirito del Tempo s'introdurrà nella nostra mente e comprenderemo una sconvolgente verità:


Perché dall'infinito spettro delle possibilità che ci prospetta la complessità dell'esistenza, ci riduciamo a scegliere tra una manciata di ruoli preconfezionati, che poi speriamo di svolgere per tutta la vita?


È la società che interferisce e modella i nostri comportamenti, le nostre credenze, le nostre scelte, quello che pensiamo sia giusto o sbagliato, il vero o il falso.


Non siamo veramente liberi fin tanto che non comprendiamo questa verità, piuttosto ci convinciamo di esserlo.


Siamo certamente liberi di scegliere tra chi deciderà se sarà o meno il caso di sfruttarci; siamo liberi di comportarci secondo i dettami imposti dal sistema, ma quando proviamo a uscire dagli schemi veniamo immediatamente emarginati, presi per pazzi e rischiamo di finire in povertà.


Siamo al tempo stesso guardie e prigionieri che giudicano gli altri senza pensare alla follia della propria condizione esistenziale.


Non costruiamo la nostra strada, percorriamo una di quelle già realizzate dal sistema.


La complessità di un essere umano è straordinaria, le sue potenzialità sono sterminate e noi, che cosa diventiamo? Una commessa, un operaio, un'impiegata, un meccanico, una giornalista, un avvocato...


Sacrifichiamo 8-12 ore al giorno per il lavoro e così non ci resta più tempo per vivere.


Le giornate si appiattiscono, diventando indistinguibili l'una dall'altra, perché non abbiamo modo di esprimere la nostra unicità.


É il capitale che delinea le scelte della nostra vita, facendoci credere che l'alternativa consista nel morire di fame o nel vivere di auto-produzione, emarginati e derisi dal resto della società.


Non è così, tutti insieme potremmo agire per ripensare e costruire un'altra società.


Ci hanno insegnato a credere che la condizione derivante da un lavoro totalizzante e subordinato rappresenti un diritto da invocare a gran voce per conquistare indipendenza e libertà;


ma poi, quando la sperimentiamo, conduciamo una non-esistenza, incastrati tra mille impegni e altrettanti condizionamenti, che sono innanzitutto mentali.


Dopo anni di formazione, propaganda e lavoro, la maggior parte degli esseri umani non è più neanche in grado di pensare in modo libero, ma si adatta a schemi e idee già esistenti in modo acritico-fideistico, figuriamoci se simili individui possono essere in grado di agire in modo libero!


Mirco Mariucci
c.hicca44 c.hicca44 08/07/2017 ore 20.35.15 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 : non penserai che in una chat io mi legga tutto questo copia incolla....ho due figli autonomi e contenti . e questo è tutto. ciao
19596493
@Gio.1947 : non penserai che in una chat io mi legga tutto questo copia incolla....ho due figli autonomi e contenti . e questo è...
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08/07/2017 20.35.15
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Sthula Sthula 09/07/2017 ore 23.02.20 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 scrive:
Perchè rischiare di far soffrire una creatura che nel suo nulla vive bene.

Le possibili risposte sono due:
1) Per chi mette al mondo figli pur essendo materialista, è chiaro che il rischio è molto alto
2)Chi invece crede in un futuro supremo per ogni uomo e accetta questa vita come una preparazione in vista di un parto spirituale, è chiaro che accetta il rischio per un ideale superiore. A prenscindere dalle sofferenze che la vita ci impone, in questo caso tutto viene superato dal dono futuro.
od.ino od.ino 12/07/2017 ore 17.49.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 scrive:
Antinatalista convinto

Se non hai soldi per mantenere il bambino , non lo far nascere .
Perché gli vuoi far patire la fame ?
ludwigB ludwigB 13/07/2017 ore 18.32.56 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 scrive:
Donare la vita, procreare è come una partita alla roulette



Nella discussione iniziata da Mary.gentlerain del maggio scorso:
Terapia gestalt,senso della vita con insight spirituali


Avevo risposto il 6 giugno / ecco il copia-incolla che ho comunque "rivisto"

Allora perchè mai questo bisogno ( è un bisogno o desiderio) della procreazione ?
Come maschio ( ovviamente la visione è ben diversa da quella di una donna ), ma anche come ex seminarista.. mi domando spesso "perchè mai" sono venuto al mondo ?

Perchè i miei genitori, per soddisfare un loro impellente desiderio, NON hanno preso le dovute e quanto mai necessarie precauzioni per evitare questa mia esistenza - quella che io NON ho assolutamente chiesto e purtuttavia, con estrema violenza, sono stato gettato quaggiu' espressamente, unicamente: per soffrire !
Ecco che io sono il risultato di un atto di due persone ( egoiste, con l' aggravante dell' Irresponsabilita' ) le quali, hanno "deciso" di un' altra vita (la mia).. senza minimamente domandarsi del loro operato (criminoso?) - Perchè dunque ??
Perche'.. per quale motivo DEVO condurre una miseranda esistenza per finire POI ( meglio: per ritornare ) "Da" dove sono venuto ? Ovvero Raggiungere la sacra pace del Nulla !! Ma quale senso ha tutto questo ??

Mi riferisco dunque ai testi sacri del giudeo-cristianesimo, la religione ( volente o nolente) che ci ha "condizionati" e plasmati.. come volevano gli stregoni del sacro.

Nel famoso Libro di Giobbe, il protagonista, proprio lui, osa chiedere espressamente a quel dioYahwè - perchè mai "Lui" - che tutto puo', Nulla (!) fece per ostacolare la sua uscita dal grembo ??
Perchè mai, quando egli stava "uscendo" dall' utero.. "quel dio" non lo fece morire all' istante - e invece, a dimostrazione della sua totale indifferenza, gli ha permesso di poter respirare e dare cosi' avvio alla sua tremenda esistenza ?

Questo Giobbe, nel corso di un' acutissima crisi ancora chiede, a quell' "Insensibile, Indifferente" creatore divino, di accorciare i suoi giorni terreni cosi' come perchè mai "egli" / in quanto elargitore della vita ( sic !) ben sa che "questa" esistenza su questo fottuto mondo è stracolma di dolori.. NON interviene per alleviare questo strazio e certamente NON sono le poche gioie che attenuano la bellezza del dono della vita!
Infatti quelle gioie sono Poche ed effimeri, labili, provvisorie, transitorie, impermanenti.. perchè comunque sovrastante ed onnipresente è la sofferenza !!

Ecco dunque che Giobbe chiede direttamente a "quello la'" che sta nei cieli ( almeno cosi' per detentori della verita' / leggi: il clero.. i saccenti che non hanno famiglia e parlano, parlano, parlano.. di aria fritta !) ebbene il Giobbe dopo un' ennesima crisi.. rinnova a "questo dio" / semmai egli fosse veramente Onnipotente / di fargli il piu' grande dono.. ovvero di porre immediatamente fine (!) alla sua drammatica e sofferta vita ! - - Ah come egli vorrebbe essere MAI nato !

Infatti Giobbe maledice (!) NON solo il giorno della sua nascita - ma soprattutto STRA-maledice quell' infausta notte del suo concepimento ! Lo stesso sara' per Geremia !
Entrambi chiedono a quel dioTribale perchè mai intervenne PRIMA del loro infausto concepimento - cosi' come "egli" NON si attivo' per impedire la nefasta venuta su questo fottuto mondo !!
Ma dal cielo.. tutto Tace !!

Ecco dunque la domanda delle domande:
Perchè mai venire quaggiu' ?? perchè dare la vita A CHI ne trarra' sicuramente (!) sofferenza ??

Certo.. si dira' che cosi' facendo si spegnerebbe la vita.. eccc.. eccc..
E allora perchè mai lamentarsi ?
PERCHE' allora piangere quelle "stesse" lacrime.. di generazione in generazione ?? per poi " continuare " imperterriti alla procreazione di nuovi esseri destinati - comunque - alla sofferenza. Perchè mai aggiungere ulteriori anelli (!) a questa perdurante catena della sofferenza ??

Un altro sublime autore dei Sapienziali ( Qoelet ) addirittura, senza alcuna ditubanza, sperimentando la sua assurda esistenza - cosi' come quella degli esseri piu' sfortunati, perchè duramente oppressi dal prepotente di turno - Non solo elogia come "felici" quelli ormai trapassati - MA - addirittura esalta come i PIU' FELICI IN ASSOLUTO - colui che NON E' !!
Alquanto terrificante essendo questo insuperabile Libro facente parte del canone delle Scritture ( divinamente ispirate _ sic ! )-

Uno dei piu' sublimi personaggi biblici puo' essere annoverato quel Onan (Gen.capitolo 38), colui che emetteva "tutto" per terra !
Seppur diversa è la motivazione data dall' autore del corrispondente passo, questo personaggio - almeno - ha evitato altre nuove esistenze, destinate, in modo ineluttabile, alla sofferenza !
Mi si rispondera' che il dioTribaleYhwè lo avrebbe fatto morire. Benissimo !
E' quello che chiedeva, pregava, implorava, supplicava quell' (immaginario) Giobbe: ritornare nella sacra pace del nulla !!

Altro che "pessimismo" - questa è la cruda Realta' / si viene quaggiu' solo ed espressamente per soffrire.. per poi terminare l' esistenza nell' orrore e terrore - e finire nel Nulla !! - - - Ma che senso ha ?????

c.hicca44 c.hicca44 13/07/2017 ore 18.58.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Gio.1947 : scusa ma mi son presa la lbertà di NON leggermi tutta sta pappardella
Sthula Sthula 13/07/2017 ore 23.35.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@ludwigB scrive:
Altro che "pessimismo" - questa è la cruda Realta' / si viene quaggiu' solo ed espressamente per soffrire.. per poi terminare l' esistenza nell' orrore e terrore - e finire nel Nulla !! - - - Ma che senso ha ?????

La citazione biblica, di Giobbe è soltanto una goccia nell'oceano di una prospettiva più che rosea, e pe quanto possa essere ritenuta una vicenda verosimile, si trattava di un insegnamento posto al limite. Per dire che anche Giobbe con tutto quello che successe, resisté. Comunque ognuno si fa un idea su cosa ci aspetta nel dopo morte, ma è come chiedere ad un feto cosa sarà di lui nel dopo parto. Se ci potesse rispondere ci direbbe "il nulla". Dal mio punto di vista ottimista posso dire che l'uomo è la creazione più distante dal creatore ma al contempo quella più vicina. Dio è l'essere esterno più lontano da noi, ma in spirito è presente dentro di noi, il che lo rende il più vicino.
Citazione:
Gbe 42:10  E il Signore trasse Giobbe della sua cattività, dopo ch'egli ebbe fatta orazione per li suoi amici; e il Signore accrebbe a Giobbe al doppio tutto quello ch'egli avea avuto per l'addietro. 
Gbe 42:11  E tutti i suoi fratelli, e tutte le sue sorelle, e tutti i suoi conoscenti di prima, vennero a lui, e mangiarono con lui in casa sua, e si condolsero con lui, e lo consolarono di tutto il male che il Signore avea fatto venir sopra lui; e ciascuno di essi gli donò una pezza di moneta, ed un monile d'oro.
Gio.1947 Gio.1947 14/07/2017 ore 11.26.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@c.hicca44 scrive:
@Gio.1947 : scusa ma mi son presa la lbertà di NON leggermi tutta sta pappardella


Guarda che non lo scritta io
c.hicca44 c.hicca44 14/07/2017 ore 13.53.12 Ultimi messaggi
ludwigB ludwigB 14/07/2017 ore 16.43.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@Sthula scrive:- pe quanto possa essere ritenuta una vicenda verosimile, si trattava di un insegnamento posto al limite.



In verita' la vicenda del personaggio Giobbe ( cosi' come quella di Qoelet ) avevano lo scopo principale di screditare la (sedicente) dottrina tradizionale.
Questa in effetti era presentata agli ingenui e incolti credenti come le favole alla Biancaneve.. ( tradotto: la scelta delle 2 vie) -
Se il devoto si comportava correttamente / secondo i dettami dottrinali - il dio delle Tribu' gli avrebbe manifestato la sua illimitata Benevolenza divina ( tradotto:
numerosa prole, pioggia assicurata e dunque raccolti abbondanti, tanti animali e armenti, cosi' come una "lunga" esistenza.. insomma un' esistenza Felice )-
Ovviamente agli empi erano riservate le piu' nefaste delle disgrazie, difficolta' esistenziali di ogni genere, prole deforme, poverta' assoluta.. eccc...

Orbene la vera Realta' dimostrava tutto il contrario di quanto annunciavano gli Stregoni !

Da qui il discredito di quelle fanfaronate degli illuminati- sapienti ( rappresentati da quel clero / avido e vanitoso ( fenomeno comune in Tutte le religioni ) -

Sia Giobbe che Qoelet sono come le mosche bianche rispetto a tutti gli altri autori delle Scritture - poichè sono tutti intenti ad adulare e magnificare quel dioCeleste.
La loro critica ha smascherato le strampalate dottrine del clero, il cui vero intento è sempre stato quello di sottomettere lo sprovveduto volgo !

Da osservare infine che nel tempo della redazione di questi (scandalosi) Libri Sapienziali l' ebraismo ANCORA NON contemplava una vita post-mortem (!) - I premi elargiti dal dioYahwè erano esclusivamente godibili solo quaggiu' !!

SOLO con l' avvento dei Maccabei e la seconda parte del Libro di Daniele - per la prima volta - l' ebraismo recepi' e inseri' nella sua dottrina - l' illusione di UNA vita post-mortem ( ovvero il dioCeleste, in quanto Giudice, premiava e/o castigava per l' eternita' - la fantastica (sedicente) salvezza _ sic ! ).

Questa "nuova trovata" ( d' origine ellenista !) è stato il vero asso vincente per quella banda di furbacchioni del clero -
Da qui quelle petulanti litanie.. che quaggiu' si soffre ma - POI - ci sara' il vero grande premio:
- l' indicibile felicita' eterna / alleluja, alleluja
Sthula Sthula 14/07/2017 ore 17.58.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Antinatalista convinto

@ludwigB scrive:
Sia Giobbe che Qoelet sono come le mosche bianche rispetto a tutti gli altri autori delle Scritture

Non sono di questa idea. Queste scritture non erano dirette, l'una un racconto e l'altra una riflessione. Lo scandalo vero e proprio furono rappresentati dai profeti, tanto è vero che spesso vennero messi a morte. Non avevano peli sulla lingua e mettevano in luce direttamente l'operato di re ed uomini importanti. Essi furono la vera voce di Dio per coloro che li capirono. Ma purtroppo non vennero ascoltati, unici baluardi in un contesto veramente esecrabile

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