Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Gio.1947 25/10/2017 ore 18.11.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Il Dono

La vita non è un dono.
Un dono è una cosa che viene data a qualcuno che esiste a prescindere dal dono, cioè una cosa che, una volta ricevuta, può anche essere messa da parte e dimenticata. Per esempio nessuno è obbligato ad appendersi al collo quei ridicoli peni colorati chiamati “cravatte”. Si può accettare una cravatta con un sorriso cortese e poi buttarla nell’immondizia con un sorriso sincero, così tutti sorridono e nessuno ci resta male. Invece la vita non è così. La vita è quello che tu sei. Se ti levi la vita non diventi un tu senza vita. Non puoi accettare o rifiutare quello che sei, lo sei e basta, così chi ti ha dato la vita non te l’ha donata, te l’ha imposta. Non è il dono che qualcuno ha fatto a te, ma sei tu a essere il dono che quel qualcuno ha fatto a se stesso. Tu non sei il festeggiato cui viene gentilmente donata una cravatta, i festeggiati sono gli altri, festeggiati e festeggianti allo stesso tempo. Tu sei la cravatta. Non ci sono schiere di esistenze senza vita che aspettano da qualche parte nel nulla un benefattore che doni loro una vita. Chi dona la vita dona contemporaneamente vita e esistenza, e entrambe le cose le dona a se stesso: per essere felice, per sentirsi giusto, per togliersi uno sfizio, chi lo sa? Ognuno ha il suo particolare motivo, o forse non ha nessun motivo, non è questo che conta, quello che conta è che la vita non viene donata a chi nasce ma a chi la fa nascere. Un dono fatto a se stessi può essere ancora chiamato dono, è vero, ma solo per scherzo.
Ma prescindendo da tutto questo e facendo finta che tu non sia la tua vita ma un qualcos’altro con l’aggiunta di una casa, uno scooter, una cravatta e una vita, un dono resta comunque una cosa fatta per far piacere a chi la riceve. Chi dona ha piacere a far piacere. Si chiama altruismo. L’altruismo non è il far piacere disinteressatamente, visto che non è possibile non essere interessati a quello che si fa, l’altruismo è farsi piacere facendo piacere. Sia l’egoismo che l’altruismo mirano al proprio piacere, ma non per questo sono la stessa cosa: il piacere del primo prescinde dal far piacere o dispiacere ad altri, mentre il piacere del secondo è conseguenza del far piacere ad altri. Chi dona la vita è altruista? Chi dona Champagne a un non astemio è altruista, chi dona un film a un appassionato di cinema è altruista, chi dona una cravatta a uno che odia le cravatte fa un errore, pensava gli piacessero, ma è ancora altruista, invece chi dona qualcosa che non ha idea di cosa sia è ancora altruista? Perché la vita è così, è una scatola in cui può esserci dentro di tutto, anche il lupus eritematoso sistemico, la morte dei tuoi figli o quarant’anni in catena di montaggio. È altruismo donare una scatola chiusa di cui non si conosce il contenuto? Chi dona la vita fa una cosa che fa piacere a lui, come tutte le cose che uno fa, altruistiche o egoistiche che siano, ma non ha nessuna idea se farà piacere anche a chi la riceve, e questo si chiama egoismo. La vita non è un dono ma una scommessa sulla pelle di un altro.
Ma prescindendo anche da questo e dando per scontato che la vita sia sempre sana, fortunata e comoda, rimane comunque il fatto che un dono, una volta donato, appartiene a chi lo riceve: può essere perso, rubato o esaurirsi, ma è comunque nella disponibilità di chi lo ha ricevuto. Chi dona una cravatta non pretende che tu gliela debba restituire in qualsiasi momento, anche subito, senza preavviso, senza nemmeno chiederti per favore, ma venendotela a strappare dal collo quando meno te l’aspetti. Invece chi dice di donare la vita dona contemporaneamente anche l’obbligo certo e incondizionato di restituirla, cioè dona anche la morte. Non si può donare una cosa senza l’altra. Chi ti dona la vita ti dona una cravatta che non sarà mai tua, un film anticipandoti il finale, uno Champagne in una bottiglia di titanio senza apertura, cioè ti fa un dono che consiste nel negarti quel dono, perché la morte non è un qualcosa di accidentale che, se capita, mette fine alla vita, la morte è un aspetto essenziale della vita, un aspetto che definisce la vita e la rende quello che è, e a sua volta la vita è un aspetto essenziale della morte. Non si può guardare un morto senza immaginarlo quand’era vivo e non si può guardare un vivo, vecchio o giovane che sia, senza vederlo già morto.
Si puniscono gli assassini perché danno la morte, ma in realtà nessun assassino può dare veramente la morte a qualcuno, al massimo può anticiparla. A dare la morte sono i genitori.
Pubblicato da Smeriglia
8517942
La vita non è un dono. Un dono è una cosa che viene data a qualcuno che esiste a prescindere dal dono, cioè una cosa che, una...
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25/10/2017 18.11.18
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seilion seilion 25/10/2017 ore 19.24.43 Ultimi messaggi
brunalu brunalu 25/10/2017 ore 21.56.27 Ultimi messaggi
ruccutiello ruccutiello 25/10/2017 ore 23.11.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Io invece non concordo affatto.

Non è nell'accezione genitoriale che si esprime il termine 'dono', ma solo in quello religioso.
Infatti è Dio che fa dono della vita, sia ai padri / madri che a chi nasce.

Direi che Smeriglia a mio avviso ha preso una cantonata. E che, comunque, sono opinabili, parecchio, le sue tesi.
Sthula Sthula 25/10/2017 ore 23.20.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Scritta molto male e intesa molto peggio. Si tratta di un gioco di parole mal riuscito e a volte con questi giochi di parole si fanno anche i soldi, si scrivono libro ecc.
Basterebbe chiamare le cose con il loro nome, ma anche no, per esempio la perfezione non ha bisogno di aggiunte e quindi chi è perfetto si può esimere da tutto il resto. Altro concetto: il tempo/spazio è qualcosa che non esiste in se, ma che è funzionale agli esseri finiti (nascita e morte), per un destino che oltrepassa il tempo. Anche il feto muore alla vita intrauterina, ma poi ri-nasce.
Insomma se si guarda questo mondo dalla "caverna" si può parlare di dono/non dono, ma se si sta già fuori dalla caverna, ecco che uno spiraglio di luce, cambia completamente quella visione oscura e limitata. Oltretutto la nostra vita è il frutto (quasi) della casualità e non della creazione ex-nihilo.
Altro motivo che non ci permette di dare colpe, c'è la possibilità di nascere ma essa passa attraverso l'ammoniaca, l'azoto e i primi esseri unicellulari. Il dono è impacchettato e consegnato. Qui è diverso
19678731
Scritta molto male e intesa molto peggio. Si tratta di un gioco di parole mal riuscito e a volte con questi giochi di parole si...
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25/10/2017 23.20.57
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Sthula Sthula 25/10/2017 ore 23.48.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

L'uomo fa un dono a se stesso, nel momento in cui (liberamente) sceglie di divenire perfetto e lo diverrà sicuramente in un'ottica di eternità, non certo nel lampo temporale di una vita.
In questo senso "la vita non può essere un dono", ovvero se invece di inseguire la perfezione ci si arrende alla vita fisica.
marianute marianute 26/10/2017 ore 10.15.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Sarà anche un personaggio geniale che non sta fermo un attimo col cervello, forse troppa matematica fa male al cuore, qualcuno potrebbe crederci che siamo solo un agglomerato di ciccia con un buco sopra ed uno sotto, ma uno che ha studiato tanto e che trasmette solamente in onde corte, non mi convince.
Sthula Sthula 26/10/2017 ore 12.23.41 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@marianute : Io aggiungerei che in una certa visione o se vogliamo ad una certa frequenza vibrazionale si possa intendere il mondo come una condanna infernale e un eventuale dono della vita (che abbiamo visto non essere proprio così), una ulteriore disgrazia. Ma anche questa visione, per quanto pessimista possa apparire lascia lo spazio alla speranza. Se anche io fossi il risultato di un dono egoistico di qualcuno che gioirebbe (e chi lo sa se gioisce) delle mie disgrazie e se anche io sapessi con sicurezza di dover morire per sempre, quale sarebbe il problema? Secondo me sarebbe comunque valsa la pena di vivere questa vita a prescindere da tutto. Nei panni di un ateo-materialista forse apprezzerei ancora di più questa vita, come unica possibilità di espressione in alternativa al nulla.
Senza costringere nessuno a credere oltre la propria apparenza ma avendo comunque un atteggiamento positivo e propositivo. Diverso sarebbe se mi lamentassi di ogni piccola o grande preoccupazione che la vita ci offre quale opportunità di crescita. Cosa conta lamentarsi per 90 anni e aspettare la morte, invece di vivere?
marianute marianute 26/10/2017 ore 17.00.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Sthula : Già. Ogni non nato è una piccola possibilità in meno di migliorare il mondo. Ma questo per chi è sensibile ad una visione allargata.
19679056
@Sthula : Già. Ogni non nato è una piccola possibilità in meno di migliorare il mondo. Ma questo per chi è sensibile ad una...
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26/10/2017 17.00.37
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Sthula Sthula 26/10/2017 ore 23.18.30 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Una riflessione. Ognuno di noi pensa e quindi si comporta in maniera diversa. E questo mi sembra un discorso valido per tutti. Mi sto mettendo ora nei panni di chi pensa che l'essere in vita non sia un dono ma un castigo. Pensiero più che legittimo, non che io lo condivida ma legittimo. Ora vorrei sapere un'opinione su un quesito: chi pensa questo, crede in Dio? Oppure non crede in Dio?
marianute marianute 27/10/2017 ore 09.57.09 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Considerando la sofferenza di chi si sente castigato dalla vita, mi viene da pensare che, piuttosto di una mancanza assoluta di una qualsiasi "spiegazione", Dio possa diventare quasi necessario. Quindi si, penso che anche se estremamente riduttivo, Dio possa esserci nell'esistenza di queste persone. Non fosse altro che per poterci inveire contro. Come si usa dire, l'odio è sempre più vicino all'amore che non l'indifferenza.
19679379
Considerando la sofferenza di chi si sente castigato dalla vita, mi viene da pensare che, piuttosto di una mancanza assoluta di...
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Sthula Sthula 27/10/2017 ore 11.01.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@marianute scrive:
Quindi si, penso che anche se estremamente riduttivo, Dio possa esserci nell'esistenza di queste persone

Ok, tu pensi che chi maledice la vita sia poi credente? Sarebbe interessante leggere l'opinione reale di qualcuno che la pensa in questo modo. La questione si fa interessante
seilion seilion 27/10/2017 ore 16.40.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Gio.1947 : penso che ci sia stato un fraintendimento tra di voi, marianute ha solo detto che la sofferenza può avvicinare alla religione o a Dio, sono d'accordo che questo può mitigare le sofferenze della vita, ma quante sofferenze ci sono al mondo, nell'indifferenza totale di Dio?
Gio.1947 Gio.1947 27/10/2017 ore 17.21.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Sthula scrive:
chi pensa questo, crede in Dio? Oppure non crede in Dio?
Ok, tu pensi che chi maledice la vita sia poi credente?

La ragione mi porta ha credere nell'esistenza di un ESSERE SUPERIORE, (Non credo che il caso possa aver creato l'universo e la vita) ma oltre non riesco a ragionare, non c'è nessun ragionamento che io possa fare per credere in una vita post morte. Non c'è nessun ragionamento che mi possa portare ha credere che esiste l'inferno e il paradiso. Quali sono i progetti di quest' ESSERE SUPERIORE nessuno ha la certezza di conoscerli ne i credenti e ne gli atei. Può anche darsi che quest' ESSERE SUPERIORE abbia progettato per noi una vita fine a se stessa come per tutti gli animali,
d'altronde perchè noi dovremmo essere diversi dagli altri animali?

Nessuno maledice la vita, ma nessuno è felice di soffrire. Neanche chi sceglie l'eutanasia odia la vita, ma desidera ardentemente porre fine alle sue sofferenze.

Ha nessuno piace soffrire,

Ma avete minimamente idea di quanto tragica e dolorosa possa essere la sofferenza mentale e fisica di un essere umano.

Mi chiedo perchè un credente non dovrebbe prendere atto di una simile realtà.
Mi chiedo perchè per essere credenti inevitabilmente bisogna accettare la sofferenza.
19679604
@Sthula scrive: chi pensa questo, crede in Dio? Oppure non crede in Dio? Ok, tu pensi che chi maledice la vita sia poi credente?...
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27/10/2017 17.21.03
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Sthula Sthula 27/10/2017 ore 22.25.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Gio.1947 : Benissimo, tu credi in un essere superiore ma subito dopo dici che la vita (la tua come quella di tanti altri che però a loro volta pensano con la loro testa e quindi non è detto che abbiano le stesse tue idee) non è un dono e neppure una maledizione, come avevo sottolineato sopra per dare una connotazione più marcata.
Incominciamo a ragionare, anche se la mia posizione è senz'altro un'altra ed io ho delle convinzioni. Ma le mie convinzioni non saranno mai le tue, quindi andiamo per gradi. Abbiamo un essere superiore che probabilmente ha delle qualità per noi inimmaginabili e un sistema chiamato Terra che ospita miliardi di creature senzienti e non. Intanto poniamoci la domanda se siamo soli nel cosmo e se non siamo soli, poniamoci il problema di come è la vita su altri pianeti.
Probabilmente in certi pianeti non c'è neppure bisogno di morire o di provare sofferenze. Sarebbe un po' la differenza che c'è tra un uomo e un altro. Cioè, se ci sono uomini diversi (e ogni uomo può essere visto come un piccolo universo), allora nel caso ci sia vita, certi mondi saranno più perfetti di altri. Mi fermo qui per ora...
Sthula Sthula 27/10/2017 ore 22.33.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@seilion scrive:
ma quante sofferenze ci sono al mondo, nell'indifferenza totale di Dio?

Quindi anche un padre umano prova indifferenza totale nei confronti dei suoi figli (alcuni più di altri)cui le circostanze della vita non gli sono a favore? Questo per fare un esempio. Pensiamo una attimo a Dio come la perfezione assoluta e inarrivabile per l'uomo, ecco questo è l'aspetto eterno immutabile e spirituale di Dio. Noi invece siamo in una "bolla" in cui il Dio perfetto è disceso nella materia ed è lui stesso sofferente attraverso le tantissime creature che soffrono. Esempio del corpo umano e delle sue cellule oppure degli organi. Che forse un uomo non soffre per una parte di lui che sta in sofferenza? Egli fa tutto quello che è in suo potere. Così fa Dio, non quello perfetto (esistenziale), ma quello ancora imperfetto (esperienziale). Quindi se noi stessimo crescendo in seno al Dio imperfetto, raggiungeremo insieme a lui un importante traguardo, dato che il Dio perfetto ha già attraversato il Tempo nella sua eternità. Farebbe mai, un genitore del male al proprio figlio, oppure un uomo ad un organo del proprio corpo? Nella normalità dei casi, no.
Il male potenziale e l'imperfezione fanno parte di questo nostro mondo in evoluzione, in ascesa. Purtroppo ci sono anche altre cose da aggiungere ma io credo che sia già difficile il concetto espresso
ludwigB ludwigB 28/10/2017 ore 00.11.42 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Sthula scrive:- - Ok, tu pensi che chi maledice la vita sia poi credente?


Eppure proprio le Scritture (sacre) dell' ebraismo riportano due autori (ispirati?) che NON solo maledicono il giorno della loro nascita - ma altresi' - la nefasta notte del loro concepimento.

Dal Libro Sapienziale / Giobbe - e dai Libri dei profeti (maggiori) / Geremia !!


Il primo (seppur personaggio "leggendario /immaginario" - MAI esistito) - funge proprio da "modello" per i credenti, proprio perchè mai ha rinnegato il suo dioOnnipotente - malgrado le piu' indicibili sventure subite ( facendo vincere la "scommessa" (sic !) pattuita tra il divinVegliardo e il Satan ).

il secondo "sarebbe" stato nientemeno che PRE-scelto dal divinYahwè.. sin da quando era nel grembo materno / quindi un Chiamato/Inviato per poter espletare la sublime missione presso il popolo dalla dure cervice..eccc..eccc....

Entrambi: hanno maledetto il giorno della loro nascita -
entrambi hanno stramaledetto quella infausta notte del coito dei loro (scellerati?) genitori.. / e purtuttavia erano "credenti".

Per non parlare poi di Qoelet che esalta come i piu' felici "in assoluto" i NON nati - eppure l' autore ( anonimo) di questo Libro era un "credente" di quello che stava sulle nubi...
19679793
@Sthula scrive:- - Ok, tu pensi che chi maledice la vita sia poi credente? Eppure proprio le Scritture (sacre) dell' ebraismo...
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ludwigB ludwigB 28/10/2017 ore 00.17.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Sthula scrive:- - Mi sto mettendo ora nei panni di chi pensa che l'essere in vita non sia un dono ma un castigo.



Lo sai bene che per l' induismo la meta piu' sublime è cessare definitivamente la "ruota delle esistenze ..eccc...eccc... / il nascere quindi è una vera "disgrazia" - -
marianute marianute 28/10/2017 ore 10.34.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Gio.1947 : Vista la superiorità di questo Essere, perché progettare creature che si pongono certe domande e che si accaniscono per trovare una qualche risposta...creare e stare semplicemente ad osservare la sofferenza, è una limitazione che non può appartenere a questo Essere, solo un amore sconfinato può fare da contenitore al mistero della sofferenza, non solo umana, anche degli altri animali, delle piante, dello spazio dove in ogni attimo i pianeti e le stelle si scontrano.
19679845
@Gio.1947 : Vista la superiorità di questo Essere, perché progettare creature che si pongono certe domande e che si accaniscono...
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Sthula Sthula 28/10/2017 ore 10.38.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@ludwigB : Infatti non basta credere in Dio. Ci può anche stare il maledire la vita per certi aspetti, sappiamo tutti quanto è pesante la sofferenza e la perdita dei nostri simili, eppure il credere in Dio senza nessun altro fine non è veramente fede. Chi crede sa che c'è vita dopo la morte e non l'annientamento. Se oggi noi stiamo formando delle individualità, è chiaro che domani esse si mantengano tali in visione di ben più alti scopi. Se io oggi devo soffrire per poi scomparire nel Tutto, e allora la mia vita con tutte le sue sofferenze non è valsa davvero la pena di essere vissuta.
Se noi siamo delle individualità dentro una supermente cosmica, allora dovremmo pensare che questo processo sia irreversibile. In questo senso, anche la sofferenza ha uno scopo. Io invece non capisco come chi creda in Dio, possa imputare a lui tutti i mali, senza poi avere una contropartita in cambio.
Ma allora c'è da chiedersi in quale Dio crediamo! Già nell'antichità era presente il concetto di spirito che sopravviveva, gli egizi i concetti di Ka e Ba ecc. Certamente se la verità fosse che l'uomo vive una vita di sofferenze (o per l'induismo o buddismo, centinaia di vite che non ricorda chi sia stato)finalizzate al nulla, in questo caso anche io sarei dell'idea che la vita non è un dono.
Sarebbe come per un padre terreno credere che i propri figli debbano soffrire fino alla maggiore età per poi morire. Ma invece anche la vita stessa ci insegna che ogni stadio evolutivo serve in visione di quello successivo.
Sthula Sthula 28/10/2017 ore 10.51.14 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@marianute : Esattamente. Se noi crediamo ad un Essere superiore, non gli possiamo imputare dei bassi sentimenti umani. Questa situazione di sofferenza è dovuta alla mancanza di perfezione, che è una prerogativa di questo stadio attuale di vita. Insieme a noi soffrono anche un'infinità di altri esseri, anche al di fuori del nostro pianeta. Si tratta di una condizione di imperfezione che condurrà attraverso varie fasi, alla liberazione dalla sofferenza. Dio poteva creare esseri perfetti dalla nascita e lo ha fatto, ma questo stadio in cui si trova l'uomo è importante più del processo di creazione di esseri perfetti. Infatti in questo modo, l'uomo può scegliere di divenire perfetto e non gli viene imposta la perfezione. E questa scelta comporterà anche la riuscita di questo essere che attualmente sta vivendo le nostre stesse problematiche. Quindi ognuno di noi è importante per lo sviluppo generale di tutti. Quello che voglio dire è che una cosa perfetta non ha bisogno di partecipazione, è fatta in quel modo li. Ma per arrivare alla perfezione da uno stato inferiore, c'è bisogno della collaborazione di ciascuno. In questa visione di un essere in costruzione, ognuno può dare liberamente il suo contributo, anche scegliendo di non partecipare. E questa è la forma di libertà più assoluta, che però accoglie in se il rischio del bene e del male, e quindi della sofferenza.
Chi nasce perfetto non ha questo rischio, ma questa situazione è già stata realizzata. Noi siamo l'anello al contempo più debole, ma anche più forte. In questo Dio si sta realizzando attraverso la nostra esperienza e il nostro consenso. Poi, tutto è reciproco. Il singolo avvantaggia il Tutto e il Tutto fa avanzare ogni singolo. Siamo in una grande famiglia.
brunalu brunalu 28/10/2017 ore 14.34.43 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Gio.1947 scrive:
non c'è nessun ragionamento che io possa fare per credere in una vita post morte. Non c'è nessun ragionamento che mi possa portare ha credere che esiste l'inferno e il paradiso. Quali sono i progetti di quest' ESSERE SUPERIORE nessuno ha la certezza di conoscerli ne i credenti e ne gli atei. Può anche darsi che quest' ESSERE SUPERIORE abbia progettato per noi una vita fine a se stessa come per tutti gli animali,


la penso esattamente come te
19679936
@Gio.1947 scrive: non c'è nessun ragionamento che io possa fare per credere in una vita post morte. Non c'è nessun ragionamento...
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28/10/2017 14.34.43
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ludwigB ludwigB 28/10/2017 ore 16.56.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@marianute scrive: - - ista la superiorità di questo Essere, perché progettare creature che si pongono certe domande e che si accaniscono per trovare una qualche risposta...creare e stare semplicemente ad osservare la sofferenza, è una limitazione che non può appartenere a questo Essere


Eppure ( sempre secondo gli "specialisti") è proprio il divinAbba' che "cerca" la Relazione con il gioiello delle sua creazione ! ( il fantoccio di fango.. quel PrimoAdam) -
E' "lui" che gli avrebbe donato la facolta' del discernimento.. / se dunque il tutto si limita a storielle alla Biancaneve / allora sarebbe la conferma del discredito in atto verso il sacro - quello che per secoli e secoli ha "dominato" e condizionato il vivere dei nostri progenitori.

Quanto al fatto che l' ominide si ponga delle domande.. cio' lo si deve proprio alla sua natura, al fatto della sua peculiare facolta'/capacita' di poter astrarre dei concetti, di potersi interrogare..eccc...eccc... ( inestimabile dono dell' Altissimo) - e a quanto risulterebbe, cio' non sarebbe possibile per gli altri esseri viventi.

---------------------------------

Tu scrivi: stare semplicemente ad osservare la sofferenza, è una limitazione che non può appartenere a questo Essere..


Per il monoteismo (nelle sue 3 espressioni) la sofferenza, il male, le indicibili sventure.. altro non sarebbero che:
- 1 ) il meritato castigo, impartito dall' entita' divina, per la trasgressione della sua indiscussa volonta' - oppure

- 2 ) la "prova" per tastare, accertare, dimostrare la granitica fede del devoto nei confronti della (sua) divinita' - oppure

- 3 ) un "anticipo" dell' espiazione per le tremende colpe.. in modo da presentarsi davanti al (suo) divinGiudice.. avendo GIA' scontato una "parte" della pena..
(cosi' almeno per l' autore Bayer / Cristianesimo _ FisherVerlag - capitolo "fede") - ovvero

- 4 ) secondo altri invece, le sofferenze sono maledizioni divine.. per via delle colpe commesse dai pro-genitori (GIA' il Pentauteco riportava la massima del divinAltissimo.. che colpirebbe - con insolita durezza - la colpa dei padri fino alla terza o quarta generazione / cosi' almeno per l' autore (ispirato) di Esodo capitolo 20 --

Infatti il citato autore della FisherVerlag - riporta quel mitico passo del "marziano" Giovanni ( capitolo 9 - il nato cieco.. riguardo la Responsabilita' (!) per quella infausta nascita..eccc..eccc..)- che seppur quella dottrina retributiva fosse stata screditata.. era ancora in auge al tempo del Gesu' della storia.

Quindi proprio "questo Essere" è l' Elargitore delle sventure, delle sciagure, dei Mali che affliggono la Natura tutta / come del resto riporta l' autore (ovviamente "ispirato") del celeberrimo Libro di Isaia ( 45.7 !!) - che, secondo il biblista Roemer, è il solo (!) passo - in tutta la Scrittura - ove in modo esplicito il divinVegliardo manifesta la sua onnipotente volonta' di fare cio' che lui ritiene opportuno !!

Al credente non resta che sottomettersi (come uno zerbino) alla sua insindacabile volonta' ( proprio perchè - Essa - è del tutto insondabile al devoto ) !
Semmai il credente (quello "verace") DEVE accettare, con Gioiosa rassegnazione (sic!) tutto (!) quanto egli sperimenta (suo fulgido modello è /l' immaginario/ Giobbe ) -

----------------------------

Tu scrivi: solo un amore sconfinato può fare da contenitore al mistero della sofferenza, non solo umana, anche degli altri animali, delle piante..


Infatti è il pensiero dell' eccelso di Tarso - colui che vuol far intendere che il divinAbba', per riparare l' ignobile offesa arrecataGLI dall' ignobile Primo Adam, avrebbe inviato quaggiu' il divinFiglio - colui che comunque era GIA' PRE-destinato - perchè "Doveva" - espiare tutte le colpe del genero umano in modo da concretizzare quei fantastici doni.. ovvero:
- la Riconciliazione, la Redenzione, la Giustificazione, la Liberazione e la (strabiliante) Salvezza ( ma questa SOLO alla fine dei mitici tempi... eccc..eccc..

Anche la Natura, non solo era sottomessa essa stessa alla caducita' - ma "soffriva" e gemeva le colpe, per via di quel monellaccio PrimoAdam. Anch' "essa" attendeva (con viva trepidazione..) la redenzione che avrebbe apportato il divinFiglio.

Il dubbio semmai sorge riguardo a quelle tanto osannate facolta' divine ( espresse in modo antromoporfo) ovvero la sua Onniveggenza + Onniscienza. - Lui "dovrebbe" conoscere - in largo anticipo - tutto di tutti !!

Come del resto ben riportava l' autore del celeberrimo salmo n. 139 / circa la sublime Onniveggenza del divinAbba' !

- T. Roemer _ I lati oscuri di Dio / crudelta' e violenza nell' A.T. / Claudiana editore
- Bayer _ Cristianesimo / FisherVerlag
Gio.1947 Gio.1947 28/10/2017 ore 17.56.43 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@marianute scrive:
Ogni non nato è una piccola possibilità in meno di migliorare il mondo.


Ma ci credi d'avvero in quello che dici.

Quindi secondo te bisogna fare figli perchè devono migliorare il mondo ?
Sei veramente convinta che quelli che nasceranno miglioreranno il mondo ?
Scusami ma ho i miei dubbi.
Si oggi la tecnologia, le scienze e la medicina hanno raggiunto livelli altissimi rispetto a 80 anni fa
ma hanno migliorato il mondo ?
Tu pensi che oggi il mondo sia migliore rispetto a 50/80 anni fa ?
Sei convinta che le generazioni degli ultimi 80 anni hanno migliorato il mondo ?
Da quello che vedo non direi, anzi secondo me l'abbiamo peggiorato.

Oggi abbiamo una popolazione di sette miliardi di abitanti, nel 2050 si calcola che arriveremo a dieci miliardi. Gli scienziati dicono che se non s'interviene oggi ad inquinare di meno nel 2030 le temperature arriveranno ad essere di 2 gradi più alte con la conseguenza dello scioglimento dei ghiacciai artici e relativo innalzamento dei mari, nel 2050 (sempre se non s'interviene subito) è previsto un aumento delle temperature tra i 3/5 gradi in più, con conseguente desertificazione dell'Africa ed altre parti del mondo. Il mare è inquinato, pieno di spazzatura che l'uomo ha prodotto. Più siamo e più inquiniamo. Il rischio di una guerra nucleare è dietro l' angolo potrebbe accadere anche oggi e non in un futuro lontano (vedi Corea del Nord e America). La robotica sostituirà l'uomo in molti lavori con inevitabile aumento della disoccupazione. Se non si trova oggi una soluzione per sviluppare l'Africa L' immigrazione aumenterà e nessuno se non una guerra li potrà fermare. Queste sono le previsioni di un futuro prossimo. Accadrà ?

Hai mai sentito parlare di LOBBY

Tu pensi che le LOBBY dell' alimentazione consentiranno ALLE NUOVE GENERAZIONE di fare leggi che vanno contro i loro interessi ?
Tu pensi che le LOBBY farmaceutiche consentiranno ALLE NUOVE GENERAZIONE di fare leggi che vanno contro i loro interessi ?
Tu pensi che le LOBBY dell' armi consentiranno ALLE NUOVE GENERAZIONE di fare leggi che vanno contro i loro interessi ?
Tu pensi che le LOBBY petrolifere consentiranno ALLE NUOVE GENERAZIONE di fare leggi che vanno contro i loro interessi ?

Ho citato le LOBBY più importanti, ma ce ne sono a centinaia che inserite nei governi mondiali consentono e disapprovono le leggi che a loro convengono.

Noi andiamo a votare e scegliamo i nostri governi, ma alla fine sono sempre loro che governano, le LOBBY e la MAFIA

Credimi se tu pensi che il fine ultimo delle nuove generazione è quello di cambiare il mondo è una PIA ILLUSIONE è PURA UTOPIA

Chi nasce non sceglie niente e non decide nulla è già tutto programmato

Ma a pensarci bene tu pensi che uno che vive nel nulla gli freghi qualcosa di cambiare il mondo ?

Lui nel suo nulla vive bene, il problema e di chi è venuto al mondo non di chi non è venuto al mondo.

marianute marianute 28/10/2017 ore 18.33.51 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

@Gio.1947 : Se facciamo l'elenco delle brutture che ci affliggono diventiamo statici e fermiamo il tempo che invece continua a scorrere e scorrerà per tanto ancora, il fermento non odora di buono, ma è indispensabile per ottenere un vino gradevolmente profumato, un formaggio saporito, un pane lievitato da cuocere.
Sthula Sthula 28/10/2017 ore 19.12.32 Ultimi messaggi
ruccutiello ruccutiello 28/10/2017 ore 20.55.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Dono

Ognuno risolve la sua vita facendosi una propria personale religione, per convenienza, per superficialità, per dubbi, per qualsiasi altro motivo che solo in se stesso può comprendere e tollerare.
C'è chi si associa e chi fa il bastian contrario, chi altalena tra i suoi momenti e le sue puntiformi sensazioni e chi preferisce la calma piatta; chi si lancia in analisi antropologico-social-filosofiche di un taglio nella tela di tale Fontana e chi, se colto da un masso che cade se ne scansa e passa oltre senza scomporsi affatto.
Comunque tutto ciò perchè siamo, in qualche dimensione.

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