Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Gio.1947 28/02/2018 ore 14.03.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Procreazione

Per Antinatalismo si intende l’idea che in quanto “specie” dovremmo desistere dall’atto della procreazione – che è sbagliato fare bambini.
Ci sono diverse ragioni per giungere a tale conclusione.
Quella maggiormente accreditata dal punto di vista etico è di origine filantropica ed emana dalla preoccupazione per una desiderabile buona qualità di vita per la nostra specie.
Secondo questa visione la vita umana è caratterizzata principalmente dalla sofferenza e l’atto di procreare non fa che aumentarne il carico.
Coloro i quali professano il convincimento opposto, i natalisti, sostengono invece che la vita è costellata da numerosissimi momenti di felicità e che basterebbe saperli cogliere. In una accezione del tutto metafisica e meno condivisibile si invoca ad una presunta sacralità della vita.
Di fatto sembra che la maggioranza delle persone siano dei proni ottimisti e che imprimano alle loro vivide esperienze questo tipo di bias, vale a dire il mantenimento di una prospettiva parziale sulle cose. In conseguenza a questa “manipolazione” ideologica, la quale favorisce un vizio mentale, essi sviluppano un tratto psicologico che tende a far loro sottovalutare quanto di negativo accade nella vita.
Se questo è il caso avremmo un motivo molto efficacie per non dare peso alle valutazioni troppo sbilanciate in positivo di quanti asseriscono che la loro vita “stà andando bene”.
Uno sguardo accorto intorno a noi ci consentirebbe di fare il punto sulla quantità di sofferenza che connota la vita umana e sull’incidenza che questa esercita sulla “buona qualità” della stessa.
Ci sono milioni di persone che sopravvivono in condizioni di povertà estrema e che sono soggette ad atti di violenza sistematica e intollerabile. povertà estrema
In parti del mondo considerate “più sicure” e in pace con se stesse, un enorme numero di persone vive in uno stato di stress e di angoscia permanenti a causa dello stile di vita che si sono scelti, depressione, ansia, frustrazione e lutto.
La vita di molti di noi è osteggiata da periodi di malattia, alcuni dei quali si risolvono senza particolari danni psico fisici, altri conducono a condizioni di cronicità e di declino delle facoltà organiche e intellettuali essenziali all’affermazione di noi stessi.
Negli angoli di mondo dove la tecnica e l’organizzazione umana non riescono a sollevare le persone da malattie infettive gravi e da condizioni avverse alla salute pubblica quotidianamente si combatte per non perire in miseria e in solitudine. Anche nei paesi cosidetti a capitalismo avanzato, dove ci si racconta che il buon vivere e la felicità siano alla portata di tutti, ci si ammala e si muore a causa di malattie degenerative come il cancro, ma anche a causa di malattie del benessere come diabete, condizioni cardiovascolari e obesità. La dottrina e propaganda occidentali ci inducono a credere che nelle nostre società si viva comunque bene abbastanza per continuare a generare bambini non tenendo spesso conto di quanto mettiamo loro a rischio di una grottesca sequela di possibili disagi e dolori, ma sopratutto di quanto strumentale tale attività sia nel porre le nuove generazioni faccia a faccia con la loro assicurata finitudine, con una morte certa la quale non arriva quasi mai in maniera improvvisa. Il 40% della popolazione adulta in Europa verrà diagnosticata con un tumore ad un certo punto della loro vita adulta. E’ un po’ come una roulette russa. Infliggere ai nuovi nati simili prospettive non appare affatto ragionevole. Perchè mai, nelle circostanze, richiamare dall’estasi della loro non esistenza schiere di nuovi nati?
Arthur-SchopenhauerUn altra argomentazione, assai più solida della prima, che va tipicamente a formare il corredo dell’ideale antinatalista è di natura misantropica. Alla base di tale conclusione vi è la convinzione che la specie umana sia succube di tendenze alla distruzione e alla crudeltà verso tutti gli altri abitanti, animali umani e non umani, del pianeta, rendendo un vero inferno l’esistenza di miliardi di altri terrestri, basti pensare agli allevamenti intensivi, ai laboratori di ricerca bio medica, ai macelli industriali e agli “spettacoli” nei quali si assoggetta e abusa senza alcun ripensamento soggetti i quali non possono difendersi dalla nostra violenza. Se i responsabili di tante atrocità fossero membri di una specie che non è la nostra, non potremmo che augurare loro una rapida estinzione. E’ triste a volte vedere quanto le persone le quali non riescono che in misura minore o niente affatto a sentirsi colpevoli di condotte riprovevoli, siano poi quelle che se la spassano di più su questa terra. Un adagio nord americano recita che “le cattive persone sono utili a tenere le altre cattive persone fuori dalla porta”.
L’antinatalismo non promuove mai l’estinzione della specie umana per via di accadimenti violenti, la violenza non è mai giustificata, si dice, a meno che la utilizziamo per difenderci, ma la causalità delle dinamiche conflittuali che distinguono i vissuti di ogni rappresentante della specie umana ci impone una lettura diversa meno confortante della realtà.
Per ridurre il livello di esposizione alla sofferenza e al tedio della vita civile moderna molti si danno al bere o all’assunzione di sostanze legali o illegali che siano, ma a lungo andare questi rimedi non fanno che rendere ancora più complicate le cose, sembrerebbe.
salva il pianeta, togliti la vitaGli antinatalisti vengono con frequenza associati ai nichilisti, infatti molti di loro si riconoscono in questa particolare corrente filosofica secondo la quale “niente importa”. La sofferenza però “importa sempre” ed è per questo che l’antinatalismo si appoggia su valori universalmente riconosciuti piuttosto che sull’assenza di questi. Sottrarsi alla sofferenza si inscrive nel registro ideale di ogni singolo membro nella “comunità dei terrestri”, questo è il primo, e forse l’unico valore che, a parere di chi scrive, dovrebbe accomunare chiunque si trovi nelle condizioni di determinare il proprio destino ( e quello degli altri).
Soltanto coloro che non intendono rendersi responsabili delle loro azioni possono continuare a non curarsi della miseria che la nostra specie forza sull’esistenza dei membri di altre specie, in particolare, ancora, di tutti quegli individui senzienti “non ancora nati” – magari dotati dalla Natura di un corredo di abilità e di un grado di coscienza di sé differenti da quelli umani ma non per questo meno intensamente reale per loro.
Nonostante la capacità di cogito tutta umana che ci consentirebbe di elaborare informazioni e di costruire mondi, un numero impressionante di umani persiste nell’atto procreativo senza soffermarsi granchè sulle sue nefaste implicazioni.
Questo indica che l’animale UOMO non è affatto differente da L’ANIMALE così come il paradigma antropocentrico vorrebbe far credere.
Come tutte le altre creature terrestri, quella umana è il risultato di passaggi evolutivi/adattivi derivati dalle spinte biologiche che sostanziano la matrice genetica che ci distingue.
Niente è perduto dal fatto di non essere mai venuti alla luce. Togliere la vita, attraverso il suicidio o lo specicidio è complicato e porta con se tutta una serie di dilemmi morali non ultimo quello di violare la volontà e i corpi di coloro i quali preferirebbero vivere, molto più semplice e coerente è l’opzione di non generare nuova vita umana.
In quanto convinto antinatalista, il sottoscritto ha sviluppato tale solida convinzione troppo tardi per “scongiurare” l’arrivo della sua amata prole, ma l’esperienza di osservare questa nuova vita avvilupparsi all’esistente, in una lotta serrata alla ricerca di uno spazio adatto ad esistere in sana coesione coi propri principi e con le proprie aspettative in un mondo ridotto come quello che conosciamo non fa che rafforzare tale convinzione.
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Per Antinatalismo si intende l’idea che in quanto “specie” dovremmo desistere dall’atto della procreazione – che è sbagliato fare...
Discussione
28/02/2018 14.03.02
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c.hicca44 c.hicca44 28/02/2018 ore 14.50.32 Ultimi messaggi
marianute 28/02/2018 ore 17.09.12 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

Ho letto e riletto diverse volte perché qualcosa non mi quadrava, ma non era neanche per i concetti esposti ( lontani comunque mille miglia dal mio pensiero ). Poi ho visto la parola "logiche" usata da c.hicca44, poco sotto il tuo scritto ed ho capito cosa non mi quadrava. Non è possibile trattare come logico (ineccepibile sotto certi aspetti che sottolinei) un argomento che non lo è, anzi, è agli antipodi proprio perché si compone di emozioni: un terreno estremamente refrattario alle logiche. Come due parallele che non s'incontreranno mai anche se vicinissime.
c.hicca44 c.hicca44 28/02/2018 ore 17.19.09 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@marianute : grazie maria mi sei venuta in aiuto con il tuo ragionamento. Gio è una persona cortese quindi sono convinta che avrà voglia di comunicare ancora sull'argomento ;-)
marianute 28/02/2018 ore 17.23.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@c.hicca44 : Sono convinta di si, L'argomento è serio e si presta a molteplici commenti interessanti tutti.
Gio.1947 Gio.1947 28/02/2018 ore 17.40.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@marianute scrive:
Ho letto e riletto diverse volte perché qualcosa non mi quadrava, ma non era neanche per i concetti esposti ( lontani comunque mille miglia dal mio pensiero ). Poi ho visto la parola "logiche" usata da c.hicca44, poco sotto il tuo scritto ed ho capito cosa non mi quadrava. Non è possibile trattare come logico (ineccepibile sotto certi aspetti che sottolinei) un argomento che non lo è, anzi, è agli antipodi proprio perché si compone di emozioni: un terreno estremamente refrattario alle logiche. Come due parallele che non s'incontreranno mai anche se vicinissime.

Nessuno sostiene che la "logica" di un proprio pensiero lo sia per tutti.
Ognuno in base alla sua esperienza ha una propria visione della vita.
Non sono io ad aver scritto la lettera ma ne condivido il contenuto.
c.hicca44 c.hicca44 28/02/2018 ore 19.10.30 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 28/02/2018 ore 19.37.12 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@c.hicca44 scrive:
secondo tali logiche io dovrei sentirmi in colpa



Nessuno sostiene che la "logica" di un proprio pensiero lo sia per tutti.
Ognuno in base alla sua esperienza ha una propria visione della vita.
Non sono io ad aver scritto la lettera ma ne condivido il contenuto.

Credevo di averlo fatto per entrambe per te e marianute
c.hicca44 c.hicca44 28/02/2018 ore 19.40.16 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@Gio.1947 : ti ringrazio. aggiungo però che ho due ragazzi , e l'ho ripetuto più volte, non sono "felici" secondo la logica della famigliola del mulino bianco ....però tra una guerriglia e l'altra siamo contenti. anche i ragazzi :-)
Gio.1947 Gio.1947 28/02/2018 ore 19.42.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@c.hicca44 scrive:
ti ringrazio. aggiungo però che ho due ragazzi , e l'ho ripetuto più volte, non sono "felici" secondo la logica della famigliola del mulino bianco ....però tra una guerriglia e l'altra siamo contenti. anche i ragazzi

Questo non può che farmi piacere, sono contento per te e i tuoi figlioli.
Comunque il post da me proposto non è mica un fatto personale tra me e te
c.hicca44 c.hicca44 28/02/2018 ore 19.44.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

@Gio.1947 : ehhh ma sebbene siano autonomi con la figlia è sempre guerra ehhhhh....conflitto bergmaniano (e non solo) madre-figlia ;-)
Azzurro72 Azzurro72 28/02/2018 ore 21.47.48
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SarcasmoRE: Procreazione

Con la logica ci ragionano solo i vulcaniani...
Gio.1947 Gio.1947 02/03/2018 ore 17.18.27 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

Ha senso andare al cinema a vedere un film, sapendo prima, che alla fine del film, bello o brutto che è stato non ricorderemo nulla?
Sthula Sthula 02/03/2018 ore 21.56.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Procreazione

La tematica proposta, che poi non rientra neppure tra le categorie esoteriche e/o misteriche non è - non dico di facile soluzione - ma neppure di facile dibattito. Non basterebbe un libro per analizzare e capire la complessità umana o di illustre persone che ne hanno già parlato o che ne abbiano fatto un motivo di vita. La mia posizione va oltre il dibattito puramente umano, limitato alle difficoltà o alle malattie che si possano incontrare durante certi percorsi umani.
Dirò soltanto che se inquadrata dentro lo stretto cerchio della vita umana la procreazione non ha senso. Quindi do ragione agli scettici o agli atei o ai pessimisti che non possono usufruire di una visione leggermente diversa. Chi ha fede vede tutto in un'altra ottica. E resta difficile spiegare a chi non ha fede le motivazioni che portano i credenti non tanto a sperare, ma a considerare già come realizzato, il percorso umano che non termina con la morte.

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