Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Gio.1947 04/03/2018 ore 16.12.00 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le domande che mi pongo

Premetto che non sono un INDOTTRINATO, ma Credere al caso è altrettanto incredibile come credere in Dio, ma non abbiamo alternative o crediamo al caso o crediamo in Dio.
Le domande che mi pongo sono:
RIPRODUZIONE
1) Come faceva il caso a sapere che gli animali per riprodursi c'era bisogno del maschio e della femmina ?
2) Come faceva il caso a sapere che per riprodursi c'era bisogno che il maschio della specie aveva bisogno di produrre SPERMA e la femmina aveva bisogno di OVULI ?
3) Come faceva il caso a sapere che uno spermatozoi maschile avrebbe dovuto fecondare l'ovulo femminile ?
4) La riproduzione necessita di un maschio adulto e di una femmina adulta, come è possibile che il caso li abbia fatti nascere contemporaneamente ?
ORGASMO.
1) Oltre ad essere indispensabile per la procreazione, per gli animali E' IL GODIMENTO IN ASSOLUTO PIU' PIACEVOLE, sia per il maschio che per la femmina, ma l' accoppiamento comporta anche FATICA. Nonostante sia IL GODIMENTO IN ASSOLUTO PIU' PIACEVOLE, non sempre abbiamo voglia di FATICARE per accoppiarci.
2) Come faceva il caso a sapere che per accoppiarci dovevamo provare piacere ?
3) Se l' accoppiarci fosse solo FATICA SENZA ALCUN GODIMENTO quanti lo farebbero ?
e quanti sarebbero nati ?
Altre domande che mi faccio sono: come faceva il caso a sapere che avevamo bisogno del CERVELLO per pensare, ricordare e ragionare
Come faceva il caso a sapere che avevamo bisogno di vedere e sentire
Credo in Dio ? Credo di SI. Dubbi? si certo. Ma nessuno può avere LA CERTEZZA che Dio esiste oppure che non esiste, ne i credenti possono dimostrare la sua esistenza e ne i non credenti possono dimostrare le sua inesistenza, ma LA RAGIONE ti può portare vicino alla VERITA'. A questo punto mi fermo, non c'è nessun ragionamento che posso fare per capire se c'è vita post-morte, se c'è l'inferno e paradiso, l'unica cosa certa è il nulla. Allora che senso ha l'aver vissuto se poi non ricorderemo niente?
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Premetto che non sono un INDOTTRINATO, ma Credere al caso è altrettanto incredibile come credere in Dio, ma non abbiamo...
Discussione
04/03/2018 16.12.00
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brunalu brunalu 04/03/2018 ore 16.33.16 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Gio.1947 scrive:
che senso ha l'aver vissuto ?


credo che sia in assoluto la domanda più difficile
Sthula Sthula 04/03/2018 ore 21.11.11 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Gio.1947 scrive:
1) Ma nessuno può avere LA CERTEZZA che Dio esiste oppure che non esiste, ne i credenti possono dimostrare la sua esistenza e ne i non credenti possono dimostrare le sua inesistenza, ma 2) LA RAGIONE ti può portare vicino alla VERITA'. A questo punto mi fermo,3) non c'è nessun ragionamento che posso fare per capire se c'è vita post-morte, se c'è l'inferno e paradiso, l'unica cosa certa è il nulla. Allora che senso ha l'aver vissuto se poi non ricorderemo niente?


1) l'uomo religioso (non chi ha preso i voti) e quindi l'uomo che ha fede, vede già con gli occhi dello spirito che ha dentro di se, Dio. Se l'uomo non avesse la scintilla di Dio dentro di se, sarebbe un semplice animale. Quindi nella vita di chi crede in Dio, egli è già reale, lo si può sperimentare realmente e non teoricamente.
2) Certo, la ragione ti porta vicino alla verità, ma non alla verità tutta intera. La ragione ha bisogno della logica filosofica e della spiritualità, solo così si raggiunge la verità.
3) Un semplice ragionamento c'è, come tu stesso hai esposto in più punti, il caso non potrebbe sviluppare certe regole o leggi che noi chiamiamo naturali.
Le leggi della natura, come la struttura fisica dell'uomo ha un archetipo nella persona spirituale di Dio, come la materia ha un archetipo in una struttura originale e antica che incarna tutte le carateristiche della manteria e altro ancora di più.
L'esistenza di Dio è dimostrata proprio dalla ragione, la ragione di un ateo arriva a concepire Dio, ma subito dopo viene la negazione. Quindi la prova più concreta dell'esistenza di Dio è proprio determinata dalla presenza degli atei.
Per finire, resta altrettanto logico che l'esistenza umana sia come la gestazione per un feto.
Il feto (se potesse ragionare) si porrebbe le tue stesse domande e vebrebbe nel parto la fine della sua esistenza. Lo stesso la crisalide che si trasforma in farfalla. Perché mai avremmo questi esempi?
L'esistenza umana è un'occasione per dimostrare chi siamo e quanto valiamo e allo stesso tempo è la possibilità di scegliere un destino eterno.
Gli stadi della vita nell'universo comprendono esseri perfetti e via via meno perfetti, fino ad arrivare all'uomo, l'essere che ha meno perfezione in atto.
Potenzialmente l'uomo è superiore (o uguale) agli esseri perfetti, datao che sperimenta la privazione e la lontananza fisica da Dio, nonchè le numerose vicissitudini negative che la vita gli offre.
Ma il valore di un uomo, "abbondonato a se stesso" e dimentico dell'esistenza di un universo vivo, è immensamente superiore ad un essere che nato perfetto e che non ha bisogno d'altro, ma purtroppo è privato per sempre dell'esperienza evoluzionaria che caratterizza la nostra specie.
La fede per visione ha un valore più basso della fede solo spirituale. E gli uomini hanno una valore assoluto in questo campo
brunalu brunalu 04/03/2018 ore 23.13.43 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Sthula scrive:
L'esistenza umana è un'occasione per dimostrare chi siamo e quanto valiamo e allo stesso tempo è la possibilità di scegliere un destino eterno.


a chi? e perché dovremmo farlo?

e perché darci l'obbligo di dover scegliere un destino eterno ? che poi tanto scelta non è visto che ci impone determinati comportamenti

19779482
@Sthula scrive: L'esistenza umana è un'occasione per dimostrare chi siamo e quanto valiamo e allo stesso tempo è la possibilità...
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Sthula Sthula 05/03/2018 ore 00.16.47 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@brunalu scrive:
a chi? e perché dovremmo farlo?e perché darci l'obbligo di dover scegliere un destino eterno ? che poi tanto scelta non è visto che ci impone determinati comportamenti

A noi stessi.
Non siamo obbligati a fare nulla che non vogliamo.
Gio.1947 Gio.1947 05/03/2018 ore 13.17.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Sthula scrive:
Non siamo obbligati a fare nulla che non vogliamo.

Dimmi tu hai chiesto di nascere oppure sei stato obbligato a nascere?
Gio.1947 Gio.1947 05/03/2018 ore 13.19.27 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@brunalu scrive:
e perché darci l'obbligo di dover scegliere un destino eterno

Prima già eravamo nell'eternità?
Sthula Sthula 05/03/2018 ore 23.00.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Gio.1947 scrive:
Dimmi tu hai chiesto di nascere oppure sei stato obbligato a nascere?

La tua indecisione e quindi la domanda che ti sei posto è tra il caso e Dio.
Ora sta a te la scelta, perché in entrambi i casi, per quanto riguarda la nostra "chiamata alla vita", sembrerebbe che la nostra influenza sia stata nulla.
Primo punto, noi non sappiamo come è strutturata la vita.
Secondo punto, la nostra nascita dipende in parte dai nostri genitori e in parte da un piano più vasto che come dicevi, potrebbe essere dipeso dal Caso o da Dio. Ma di entrambe le soluzioni non sappiamo con certezza come avvenga.
Terzo punto, se noi non esistiamo prima della nostra nascita, non siamo obbligati a nulla, nasciamo e basta.
La mia affermazione riguardava la scelta in vita. Se non esisti di certo non puoi essere obbligato a far nulla, ci deve essere qualcuno che ha programmato un sistema.
amicotuo913 amicotuo913 06/03/2018 ore 00.39.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

@Gio.1947 scrive:
ma non abbiamo alternative o crediamo al caso o crediamo in Dio.

Guarda che tu poni la questione in termini molto semplicistici:
-Dio, ovvero un regista che è riuscito a creare la vita così come noi la conosciamo, partendo dal niente.
- Il caso, dove "casualmente" si sono organizzate ed incastrare alla perfezione miliardi di miliardi di combinazioni, iniziando da una semplice miscela di gas più o meno densi, sino ad arrivare alla vita come noi a conosciamo.
Non voglio assolutamente esprimermi nei confronti della prima ipotesi, chi crede in Dio, ci crede, chi non ci crede non ci crede. (resta però il fatto di quante religioni esistono, ognuna col suo essere superiore ed assoluto). Per la seconda...non credo che il caso abbia potuto essere così enormemente ripetitivo e sempre con risultati ottimali, in una sequenza infinita di casualità progressive, corrispondenti etc.etc.
Sussiste a mio avviso un'altra possibilità, la normale, possibile e ragionevole, per quanto sorprendente, faccenda della naturale evoluzione (che è tutt'altro che una serie di "casi"), iniziata alcuni miliardi di anni addietro e passata attraverso la formazione di amminoacidi e nucleotidi, andati a costituire le prime molecole, per poi passare a semplici cellule e di seguito a strutture progressivamente più complesse. In effetti un essere vivente è costituito da un quasi infinito numero di mattoncini, che ancora oggi sono quelli iniziali, solo composti ed assemblati in modo tale da costituire, alla fine, un organismo.
Mi piace pensare che se qualcosa di divino ci sia stato, sia riconducibile alla spinta iniziale, ma successivamente mi piace pensare che sia stato merito dell'evoluzione se siamo quelli che siamo.
Anche la nascita di una nuova vita a mio avviso non è dovuta al caso, ma avviene a seguito di un insieme di condizioni preesisteti ed esistenti al momento del concepimento, che ne è la naturale conseguenza.
marianute marianute 06/03/2018 ore 09.45.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le domande che mi pongo

Un concentrato di forze coalizzano al meglio quando un nascituro (di qualunque specie) sta per vedere la luce. Momento non privo certo di criticità, pieno di imprevisti che possono portare anche alla morte. La lotta senza escusione di colpi che mette in atto la natura per difendere la nuova creatura, non avrebbe senso se fosse il caso a dirigere l'orchestra della vita.
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Un concentrato di forze coalizzano al meglio quando un nascituro (di qualunque specie) sta per vedere la luce. Momento non privo...
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06/03/2018 9.45.46
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