Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

amicotuo913 09/03/2019 ore 15.45.34 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)Inautenticità della nostra vita

Voi cosa ne dite?
Vero che ci resta una cosa sola, veramente nostra, con cui confrontarci ed in base alla quale vivere, ovvero - come scriveva M. Heidegger - la nostra dipartita?
Perchè di fronte a quella, allora tutti i condizionamenti del mondo diventano secondari, ma quando succede in genere è troppo tardi, perchè intanto la vita è già stata vissuta......ma in funzione di quello che volevano gli altri.
8581791
Voi cosa ne dite? Vero che ci resta una cosa sola, veramente nostra, con cui confrontarci ed in base alla quale vivere, ovvero -...
Discussione
09/03/2019 15.45.34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
mastro6 mastro6 09/03/2019 ore 17.20.24 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Vero che ci resta una cosa sola, veramente nostra, con cui confrontarci ed in base alla quale vivere, ovvero - come scriveva M. Heidegger - la nostra dipartita?
Perchè di fronte a quella, allora tutti i condizionamenti del mondo diventano secondari, ma quando succede in genere è troppo tardi, perchè intanto la vita è già stata vissuta......ma in funzione di quello che volevano gli altri.


Forse alla base del nostro vissuto c'è una decisione: se essere (esseri) sociali oppure asociali, eremitici.
Da ciò, presumo, si originano tante piccole o grandi 'decisioni' sul vivere secondo ciò che vogliono gli altri o secondo ciò che vogliamo noi, e se si propende per uno o l'altro caso può essere un fatto caratteriale, di convenienza o di momento, di stanchezza, o anche di scarsa, buona o errata valutazione dei fatti, che ci fa declinare comportamenti a noi stessi invisi, più in la nel tempo.

Siamo fatti così: incostanti, insicuri, inaffidabili, un giorno viviamo da leoni e subito dopo siamo l'agnello, ci facciamo mille problemi e altrettanti propositi per poi dimenticarceli tutti...

Saremo ciò che abbiamo scelto, vivendo: ogni decisione, ogni bivio, ogni incostanza o, al contrario, perseveranza costituirà un 'noi stessi' che, per quanto impalpabile, è vero, unico ed autentico (secondo me e con buona pace di Heidegger)
20041205
@amicotuo913 scrive: Vero che ci resta una cosa sola, veramente nostra, con cui confrontarci ed in base alla quale vivere, ovvero...
Risposta
09/03/2019 17.20.24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
amicotuo913 amicotuo913 10/03/2019 ore 01.31.18 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
Forse alla base del nostro vissuto c'è una decisione: se essere (esseri) sociali oppure asociali, eremitici.
Saremo ciò che abbiamo scelto, vivendo: ogni decisione, ogni bivio, ogni incostanza o, al contrario, perseveranza costituirà un 'noi stessi' che, per quanto impalpabile, è vero, unico ed autentico (secondo me e con buona pace di Heidegger)

Uhmm....lasciami rispondere al tuo primo capoverso dicendo che, secondo me, noi siamo sicuramente esseri sociali; non scegliamo niente, solo una piccolissima minoranza decide di allontanarsi da questa condizione, ma parlo di qualche eremita, perchè anche organizzazioni di tipo settario o monacale rispettano, se pure a modo loro, la socialità.
Al secondo rispondo sostenendo che bisogna porsi una domanda: ma siamo sicuri che noi "scegliamo"?
Secondo me NO; non possiamo scegliere perchè siamo condizionati, sin dall'infanzia a confrontarci e quindi adeguarci al modo di vivere che ci viene presentato.
I desideri ed i bisogni che vengono generati in noi dalla pubblicità, da quello che vediamo intorno, dal modo stesso di vivere dei nostri genitori (che a loro volta perseguono il bisogno di emergere), non dà possibilità alcuna, alla maggior parte delle persone, di avere alternative al seguire la corrente.
Per esempio guardiamo il turismo di massa, le crociere, le auto e vedremo alcune strane incongruenze:
Turismo vorrebbe dire girare per vedere, imparare cose nuove, scoprire posti nuovi, ma quanto il turismo di massa soddisfa queste esigenze e quanto invece si limita a soddisfare il principio "vanno tutti in vacanza, quindi se posso ci vado pure io"?
Le crociere sono un altro fatto notevole: si forniscono navi che non sono più navi ma paesi galleggianti, che cercano di fare dimenticare il concetto di nave, ponendo giardini, alberi, vialetti, piscine e gallerie commerciali a disposizione dei passeggeri. In una settimana o dieci giorni si toccano svariati luoghi, (di cui non si ha tempo di vedere nulla), mentre le ore di viaggio si passano sulle sdraio, nei bar, in palestra o nelle sale da ballo...Anche qui, quale è il "bisogno interiore" che viene soddisfatto con la crociera?
Veniamo alle auto:se alle origini erano una necessità mirata a rendere gli spostamenti fisici più agevoli e pur riconoscendo che tale necessità sussiste ancora oggi, quanto incide -attualmente- nelle auto il concetto di status, di immagine, di rappresentanza, di etichetta sociale? E lo stesso dicasi degli abiti, degli accessori, dei mobili etc.etc.
Insomma, qui si passa tutta la vita cercando di soddisfare bisogni che altre persone fanno continuamente nascere in noi; questo conferma il concetto di Heidegger sulla "inautenticità della vita".
Oltretutto a me pare che perseguire la soddisfazione di questi bisogni indotti (che sempre secondo me hanno variato la disposizione degli stessi nella "piramide emozionale" elaborata da Maslow negli anni 50, sussistendo adesso una notevolissima, per non dire quasi totale, maggior rilevanza della zona superiore), richieda "tempo" che ovviamente vien sottratto ad altre cose. In altri termini perseguire tutte queste cose ci "arricchisce" di una bella auto, di bei mobili, di una bella casa, che sono molto etichette ed immagine, ma ci "impoverisce" come pensieri, riflessioni, intimità...e forse anche cultura.
20041406
@mastro6 scrive: Forse alla base del nostro vissuto c'è una decisione: se essere (esseri) sociali oppure asociali, eremitici....
Risposta
10/03/2019 1.31.18
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
mastro6 mastro6 10/03/2019 ore 17.13.29 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Insomma, qui si passa tutta la vita cercando di soddisfare bisogni che altre persone fanno continuamente nascere in noi; questo conferma il concetto di Heidegger sulla "inautenticità della vita".
Oltretutto a me pare che perseguire la soddisfazione di questi bisogni indotti (che sempre secondo me hanno variato la disposizione degli stessi nella "piramide emozionale" elaborata da Maslow negli anni 50, sussistendo adesso una notevolissima, per non dire quasi totale, maggior rilevanza della zona superiore), richieda "tempo" che ovviamente vien sottratto ad altre cose. In altri termini perseguire tutte queste cose ci "arricchisce" di una bella auto, di bei mobili, di una bella casa, che sono molto etichette ed immagine, ma ci "impoverisce" come pensieri, riflessioni, intimità...e forse anche cultura


Non possiamo, neanche volendo forse, essere 'unici ed autentici' in un toto indefinito, visto che l'evoluzione è intesa proprio nel senso di unirsi alla 'scia' di chi ha tracciato, prima di noi, quella strada. Facciamo il caso della religione: non è che si possa essere creativi a seguire un 'credo', questo significa essere inautentici?
Certo che nasciamo già in un mondo pieno di regole, di usi e costumi, di etichette, di morale o immorale, di crociere e balli di gruppo o di rifiuto dei pensieri riflessivi, ma ciò non toglie che sia possibile, sempre, deviare dalla scia e andare fuori dai luoghi comuni; in definitiva ciò rende meno piatta l'esistenza, al punto che anche una 'non scelta', paradossalmente è una scelta, una decisione, autentica.
Per questo mettevo in discussione quel principio di Heidegger, non volendo dire che siamo perle di autenticità ma sicuro non siamo cloni uno dell'altro, rifiutavo un pò l'accezione negativa che sembra trasparire dal termine ('inautentico').
amicotuo913 amicotuo913 10/03/2019 ore 21.40.36 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
Per questo mettevo in discussione quel principio di Heidegger, non volendo dire che siamo perle di autenticità ma sicuro non siamo cloni uno dell'altro, rifiutavo un pò l'accezione negativa che sembra trasparire dal termine ('inautentico').

Solo per amor di discussione vorrei dire questo:
1) Nessuno di noi nasce già "formato", tranne in qualche istinto base; siamo, alla nascita, una lavagna pulita.
2) Diventa quindi ovvio riconoscere che tutto quello che facciamo, seguiamo, perseguiamo, odiamo, amiamo è il risultato di un condizionamento, come tu hai ben detto sopra.
3) Non esistono peraltro parametri assoluti cui riferirsi per vedere se siamo allineati al "giusto" o se siamo andati fuori dal seminato; anche la morale è questine di luoghi, il buono ed il cattivo idem etc.etc.
4)Come fare quindi a decidere se stiamo vivendo una vita autentica, corposa, sostanziosa, nostra oppure se stiamo correndo dietro alla soddisfazione di bisogni che sentiamo come nostri ma sono stati imposti da altri?
5) Stando a quanto elaborato da Heidegger (...almeno credo), sussiste un solo modo per selezionare le cose "nostre" dalle altre: quello di confrontarci con la propria morte, che è l'unica cosa veramente esclusiva che abbiamo.
Non ne sono del tutto sicuro, ma credo che il suo concetto potrebbe essere di "vivere la vita in funzione della morte", ovvero vivere come se si dovesse morire domani; in questa ottica, quante sono le cose che abbiamo rincorso e che rincorriamo ma che in effetti, di fronte alla morte, diventano del tutto superflue ed irrilevanti?
6) Ecco che se qualcuno cerca un riferimento, un confine tra l'autenticità e l'inautenticità della vita.....in questa impostazione potrebbe averlo trovato.
7) sussiste una ulteriore considerazione: chi, anche se dovesse morire domani, vuole continuare ad essere un "gaudente" (non trovo un termine specifico)o volesse esserlo ancora di più, proprio in funzione di quell'evento, può farlo, non è mica proibito, nè Heidegger "bolla" tale comportamento; egli fornisce solo un metodo per scegliere come vivere.
mastro6 mastro6 10/03/2019 ore 22.13.25 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Come fare quindi a decidere se stiamo vivendo una vita autentica, corposa, sostanziosa, nostra oppure se stiamo correndo dietro alla soddisfazione di bisogni che sentiamo come nostri ma sono stati imposti da altri?


Vedi, questa frase, questa osservazione, questa domanda, è molto capziosa per come è impostata, perché predetermina una risposta, che non è detto sia sensata.
Essa, infatti, appare preconcettuosa (termine da prendere con le pinze!) in quanto contrappone una 'imposizione' di altri, intesa, se non erro, in termini negativi, ad altri concetti 'positivi' come autentica, corposa, sostanziosa, e non inutile; io capisco quel punto di vista di Heidegger, ma è estremizzato, non rappresenta un equilibrio accettabile ma (forse) soltanto la provocatoria quanto drastica soluzione di un esposto 'preparato' da filosofiche considerazioni, da tracce già individuate negli schemi di ragionamento rispetto ad un 'confine' che (forse) non esiste affatto, oppure ha connotati, spessori, dimensioni differenti.
Si sa, le parole possono dire tutto ed il contrario di tutto, senza che si muova in realtà una sola foglia.

Io dico solo che è subdola la conclusione, eppure siamo permeati di 'abitudini' atte a facilitare la nostra vita, tu dici che la possono rendere 'inautentica' ma io allora ti chiedo: basta ri-usare l'alfabeto, quello con cui ci esprimiamo, scriviamo, anche qua su chatta, per essere etichettati come 'inautentici'?
In fondo anche esso è una consuetudine, no?

Per questo non la vedo come Heidegger (se sono riuscito a farti pervenire il barlume che mi aleggia in testa in questo momento)
amicotuo913 amicotuo913 10/03/2019 ore 22.35.36 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Bè...innanzitutto la discussione può essere valida solo per chi ha almeno una vaga consapevolezza dei punti 1 e 2 da me precedentemente elencati.
In effetti vero che ognuno ha diritto di essere come si sente o come gli piace essere, quindi anche vivere una vita in funzione della soddisfazione di desideri imposti può anche andare bene; a me pare però importante almeno il rendersene conto.
Va da sè che, almeno secondo la mia mentalità, non appena uno se ne rende conto dovrebbe iniziare a filtrare bene la pubblicità, iniziare rifiutare un pò di consumismo, iniziare a vagliare un pò più profondamente le parole dei politici etc.etc....Insomma, a me dà fastidio sentirmi "manovrato".
Alle ultime cose che scrivi ho qualche problema a rispondere perchè non le ho ben capite...ma credo che il brutto non sia l'uso dell'alfabeto, che è un semplice mezzo di comunicazione, ma bensì "cosa" esprimiamo con l'uso dell'alfabeto.
Gio.1947 Gio.1947 22/03/2019 ore 13.19.24 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
l secondo rispondo sostenendo che bisogna porsi una domanda: ma siamo sicuri che noi "scegliamo"?
Secondo me NO; non possiamo scegliere perchè siamo condizionati, sin dall'infanzia a confrontarci e quindi adeguarci al modo di vivere che ci viene presentato.

Vivere sentendoci liberi è pura illusione, siamo schiavi del sistema che c'impone le sue regole.
20048282
@amicotuo913 scrive: l secondo rispondo sostenendo che bisogna porsi una domanda: ma siamo sicuri che noi "scegliamo"? Secondo me...
Risposta
22/03/2019 13.19.24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
amicotuo913 amicotuo913 22/03/2019 ore 23.19.39 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Purtroppo devo condividere, ma almeno cerchiamo di limitarlo il più possibile....
Gio.1947 Gio.1947 25/03/2019 ore 19.36.11 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
ma almeno cerchiamo di limitarlo il più possibile....

Ore 00,00/00,08 sveglia
30/45 minuti lavarsi
30/120 minuti viaggiare per andare al lavoro
5 ore di lavoro
1 ora pausa pranzo
3 ore di lavoro
30/120 minuti viaggiare per tornare dal lavoro
1 ora per cenare
2/3 ore di televisione
e questo tutti i giorni per alcuni sabato e domenica escluso, per molti solo la domenica
Certo che ne abbiamo di libertà
Dimenticavo neanche le vacanze siamo liberi di programmarle
20050712
@amicotuo913 scrive: ma almeno cerchiamo di limitarlo il più possibile.... Ore 00,00/00,08 sveglia 30/45 minuti lavarsi 30/120...
Risposta
25/03/2019 19.36.11
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
amicotuo913 amicotuo913 26/03/2019 ore 01.19.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 scrive:
30/120 minuti viaggiare per andare al lavoro
30/120 minuti viaggiare per tornare dal lavoro
2/3 ore di televisione

Ecco, dal tuo scritto ho estratto i punti dove si potrebbe intervenire...e del resto il tuo post completo illustra perchè noi siamo sempre "al seguito" e raramente abbiamo la possibilità di partecipare fattivamente alle cose ed agli aspetti sociali della vita.
Certo che da 30 a 120 minuti per due volte/giorno sono una bella fetta di tempo, al massimo investita in un pò di radio se si è in auto...o magari nel giornale se si è in treno (questo è già meglio)
Le 2-3 ore di tv....sono facoltative, però è pure logico che uno desideri e "ceda" a un pò di superficialità, dopo lo stress della giornata (che poi hai trascurato completamente il tempo doverosamente dedicato agli impegni famigliari: moglie, figli, fare la spesa, piccole manutenzioni etc. etc.),.
Ne consegue che di fatto la maggior parte di noi non ha tempo e modo di essere se stessi, cosa forse riservata ad altri tempi, altri ritmi di vita, altre professioni; un contadino, un falegname, un vasaio, un artigiano, oltre a svolgere un lavoro magari più gratificante, mentre lavorava poteva anche pensare, riflettere ed approfondire le cose.....ma aveva le capacità e le basi per farlo? Probabilmente no e quindi da tutto questo a me pare che esca una condizione quasi universale di sudditanza alle condizioni/imposizioni della vita, superabili solo nel periodo degli studi, in genere così poco apprezzato dagli scolari; poi per un motivo o per l'altro, si entra nel vortice.
Eppure qualcuno che riesce a pensare in modo autonomo o quantomeno si sforza di farlo, documentandosi per quanto possibile, tenendosi aggiornato, privilegiando una passeggiata od un libro alla movida ed agli spettacoli di cassetta, sicuramente c'è ancora e quando capita è un piacere incontrarlo e parlarci insieme...è come respirare una boccata di ossigeno.
Gio.1947 Gio.1947 26/03/2019 ore 13.38.03 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Eppure qualcuno che riesce a pensare in modo autonomo o quantomeno si sforza di farlo, documentandosi per quanto possibile, tenendosi aggiornato, privilegiando una passeggiata od un libro alla movida ed agli spettacoli di cassetta, sicuramente c'è ancora e quando capita è un piacere incontrarlo e parlarci insieme...è come respirare una boccata di ossigeno.

Poco molto poco rispetto alle cose che molte volte malvolentieri siamo costretti a fare. Quanti sono coloro che amano veramente il proprio lavoro? Se lo amano così tanto perchè spesso e volentieri si assentano con malattie inesistenti? Se lo amano così tanto perchè aspettano con ansia la pensione?
amicotuo913 amicotuo913 28/03/2019 ore 02.30.05 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 scrive:
Quanti sono coloro che amano veramente il proprio lavoro?

Sorprendente come da un argomento si sviluppino mille altre cose; questo che tu dici meriterebbe un nuovo th....ed è un problema non da poco: quanti possono scegliersi il lavoro? quanti per tutta la vita lo subiscono? Quanti ne sono stressati e quanti invece ne sono appagati? Quanti hanno la forza di cambiarlo, se non li soddisfa? E quanti devono per forza continuare, anche se vorrebbero cambiare?
20052416
@Gio.1947 scrive: Quanti sono coloro che amano veramente il proprio lavoro? Sorprendente come da un argomento si sviluppino mille...
Risposta
28/03/2019 2.30.05
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
marianute marianute 28/03/2019 ore 11.29.16 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

L'ho letta proprio ieri sul libro "Il demonio ha paura della gente allegra":

-.... Esiste un'etica del lavoro che emerge anche da come passi la scopa dopo pranzo, o da come si lavano i vetri. -



Gio.1947 Gio.1947 28/03/2019 ore 12.59.29 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@marianute scrive:
Esiste un'etica del lavoro che emerge anche da come passi la scopa dopo pranzo, o da come si lavano i vetri. -

Se lo fai bene e sei pagata bene, si ti do ragione potrebbe esserci una soddisfazione, ma se pagati male lo fai male e subisci un umiliazione e non può ritenersi etico un lavoro mal pagato.
marianute marianute 28/03/2019 ore 17.21.24 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 : Credo s'intenda una sensazione interiore di onestà verso innanzitutto sé stessi. Quel sentirsi a posto che se ne frega se dall'altra parte non c'è riscontro. Non cose da santi, ma cose per la propria autostima. Chi ti paga male o poco lo sa che è fuori posto, mentre di te gli resta un'impressione positiva che, anche se non manifesta, ti fa ricordare come uno che sta un passo avanti. Naturalmente non un motivo di superiorità, ma uno sprono, un esempio che un giorno potrebbe servire a chi si comporta da furbetto credendo di essere chissà chi. Cosa è davvero autentico? La fregatura che prendo continuamente perché gli eventi non posso sempre condurli a mio piacimento o il sentirsi a posto perché ho dato tutto quello che ho potuto secondo le mie possibilità? Tutte e due le cose, secondo il libro, sta a me valorizzare le vittorie e mettercela tutta per fare altrettanto con le sconfitte.
20052743
@Gio.1947 : Credo s'intenda una sensazione interiore di onestà verso innanzitutto sé stessi. Quel sentirsi a posto che se ne...
Risposta
28/03/2019 17.21.24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
Gio.1947 Gio.1947 28/03/2019 ore 17.29.23 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@marianute scrive:
@Gio.1947 : Credo s'intenda una sensazione interiore di onestà verso innanzitutto sé stessi. Quel sentirsi a posto che se ne frega se dall'altra parte non c'è riscontro. Non cose da santi, ma cose per la propria autostima. Chi ti paga male o poco lo sa che è fuori posto, mentre di te gli resta un'impressione positiva che, anche se non manifesta, ti fa ricordare come uno che sta un passo avanti. Naturalmente non un motivo di superiorità, ma uno sprono, un esempio che un giorno potrebbe servire a chi si comporta da furbetto credendo di essere chissà chi. Cosa è davvero autentico? La fregatura che prendo continuamente perché gli eventi non posso sempre condurli a mio piacimento o il sentirsi a posto perché ho dato tutto quello che ho potuto secondo le mie possibilità? Tutte e due le cose, secondo il libro, sta a me valorizzare le vittorie e mettercela tutta per fare altrettanto con le sconfitte.


Quello di cui io parlo è altro che non ha niente a che fare con la dignità delle persone, ma della illusione delle nostra libertà

Ore 00,00/00,08 sveglia
30/45 minuti lavarsi
30/120 minuti viaggiare per andare al lavoro
5 ore di lavoro
1 ora pausa pranzo
3 ore di lavoro
30/120 minuti viaggiare per tornare dal lavoro
1 ora per cenare
2/3 ore di televisione
e questo tutti i giorni per alcuni sabato e domenica escluso, per molti solo la domenica
Certo che ne abbiamo di libertà
Dimenticavo neanche le vacanze siamo liberi di programmarle

amicotuo913 amicotuo913 29/03/2019 ore 01.11.05 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@marianute :
@Gio.1947 :
Eheheh...secondo me avete ragione entrambi...anzi, abbiamo ragione in tre:
- Gio perchè sostiene che non siamo liberi e quindi viviamo una vita non nostra.
- Marianute perchè sostiene che una persona "a posto" deve forzatamente fare bene il suo lavoro, nel senso che non "riesce" a farlo male anche se sottopagato.
- Io perchè sostengo che Heidegger ha ragione quando indica la strada per vivere una vita autentica...od almeno il più possibile autentica, vivendo il presente in funzione del futuro e dell'esperienza passata, ma con la consapevolezza e l'accettazione della propria morte.
marianute marianute 29/03/2019 ore 11.49.04 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 : Ma scusa, chi o cosa ha dato origine a questo che tu dici essere praticamente un tormento? Da bambini si è condotti per mano, da ragazzi si comincia a valutare, da adulti si sceglie. Si può anche fare i barboni ed essere felici e liberi da vincoli, senza orari, senza costrizioni affettive, senza incubo dei soldi, senza meta, solo vivere e basta. Mi pare che il punto chiave non sia qui, ma che il punto sia una ribellione al vivere stesso. E il discorso diventa pieno di sfumature perché, tra l'altro, include una parte complessa in cui si cerca, ma non si vorrebbe trovare, il che ci riporta alla valutazione della propria dignità di comportamento.
Gio.1947 Gio.1947 29/03/2019 ore 13.31.13 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@marianute scrive:
Si può anche fare i barboni ed essere felici e liberi da vincoli, senza orari, senza costrizioni affettive, senza incubo dei soldi,

Anche fare i barboni come dici hai dei bisogni che non puoi fare a meno, darti da fare per trovare il modo di mangiare ogni giorno della tua vita, hai bisogno di lavarti, hai bisogno di espletare i tuoi bisogni fisici, trovare un posto per dormire, anche da barboni si è schiavi del sistema
marianute marianute 29/03/2019 ore 15.40.46 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 : Una matrix senza telefono insomma. Ahi ahi, brutt'assai quest'impressione.
Gio.1947 Gio.1947 29/03/2019 ore 15.59.39 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@marianute scrive:
Una matrix senza telefono insomma. Ahi ahi, brutt'assai quest'impressione.

Sarà brutta ma è la realtà
Aria.s Aria.s 29/03/2019 ore 17.39.03
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

Dovremmo imparare a non lasciarci condizionare dal tempo, noi pensiamo che il tempo sia un valore assoluto ma non è così. Dopo una lunga giornata di lavoro e di impegni mi raccolgo un minuto, due minuti, cinque minuti, non importa quanto ma lo faccio ogni giorno, non so se chiamarla meditazione, no, non lo è, piuttosto un contatto profondo con gli elementi della natura, l'aria, il sole, le stelle, la terra, gli alberi, ed allora il tempo si dilata, la vita acquista consapevolezza, in quella scintilla, in quel lampo rubato agli impegni e regalato a noi stessi è possibile trovare il senso, la rotta, il cammino, l'unità. Si è schiavi solo se si pensa di esserlo.
KitCarson1971 KitCarson1971 29/03/2019 ore 19.50.49 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
Si è schiavi solo se si pensa di esserlo.
;-)

Gio.1947 Gio.1947 09/04/2019 ore 16.33.46 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
quante sono le cose che abbiamo rincorso e che rincorriamo ma che in effetti, di fronte alla morte, diventano del tutto superflue ed irrilevanti?

Come sosteneva Qoelet
https://www.maranatha.it/Bibbia/3-LibriSapienziali/25-QoeletPage.htm

Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi è apparso vanità e un inseguire il vento: non c'è alcun vantaggio sotto il sole.
amicotuo913 amicotuo913 09/04/2019 ore 23.32.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Non è mica vero....a me pare che a ben leggere il Qoelet, emerga alla fine una certa tolleranza....ed una certa approvazione della vita così come può essere vissuta dalla maggior parte delle persone.
Forse è per questo che è stato inserito nella cultura religiosa.
mastro6 mastro6 10/04/2019 ore 10.57.04 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

Qoèlet - Capitolo 1

Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.
PRIMA PARTE
Prologo

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.


Mi sembra la fiera del qualunquismo, di concetti superati e ammuffiti, di visioni ristrette.
Gio.1947 Gio.1947 10/04/2019 ore 13.14.45 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Non è mica vero....a me pare che a ben leggere il Qoelet, emerga alla fine una certa tolleranza....ed una certa approvazione della vita così come può essere vissuta dalla maggior parte delle persone.
Forse è per questo che è stato inserito nella cultura religiosa.

Qoelet, La società
Ho poi considerato tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole. Ecco il pianto degli oppressi che non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori sta la violenza, mentre per essi non c'è chi li consoli. Allora ho proclamato più felici i morti, ormai trapassati, dei viventi che sono ancora in vita; ma ancor più felice degli uni e degli altri chi ancora non è e non ha visto le azioni malvage che si commettono sotto il sole.
amicotuo913 amicotuo913 12/04/2019 ore 02.16.52 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Eppure qualcosa di positivo c'è...
Riporto dal terzo capitolo:
"Ho capito che per essi non c’è nulla di meglio che godere e procurarsi felicità durante la loro vita; e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio. Riconosco che qualsiasi cosa Dio fa, dura per sempre; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’iniquità. Ho pensato dentro di me: «Il giusto e il malvagio Dio li giudicherà, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione».
Ed ancora la parte terminale:
"Chi sa se il soffio vitale dell’uomo sale in alto, mentre quello della bestia scende in basso, nella terra? Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la parte che gli spetta; e chi potrà condurlo a vedere ciò che accadrà dopo di lui?"
Insomma, tutto è apparentemente inutile, però ammette la fondatezza di perseguire la felicità od almeno la serenità, il che mi sembra già molto. In merito all'ultima domanda che viene posta...non è poi tanto negativa, perchè la ricerca di tali risposte può anche riempire una vita, sia che si trovino oppure no.
Non sarà molto utile alle persone come me ed alle comuni problematiche della vita ordinaria...ma chi avrebbe mai detto, solo qualche anno addietro, che si sarebbe vista una foto "vera" di un buco nero, completa di orizzonte degli eventi e con essa tutte le implicazioni della fisica? Insomma, sotto un certo aspetto come razza, pur nella semplicità della vita di miliardi di esseri umani, stiamo crescendo, arricchendoci di informazioni sorprendenti...non mi sembra poco!
Gio.1947 Gio.1947 12/04/2019 ore 13.10.54 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Insomma, sotto un certo aspetto come razza, pur nella semplicità della vita di miliardi di esseri umani, stiamo crescendo, arricchendoci di informazioni sorprendenti...non mi sembra poco!

Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?

Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
Tutto ciò che è verrà dimenticato
amicotuo913 amicotuo913 12/04/2019 ore 17.01.34 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Ho capito...inutile riportare tutto il testo...il bello è che questo è la dimostrazione di come a parità di testo si possano avere opinioni diverse (il che è già di per sè sorprendente, poichè non dovrebbero sussistere diverse interpretazioni a fronte delle stesse parole). Io colgo e dò valore ad alcune, tu ad altre lui ancora ad altre...e forse è questa la cosa più interessante ed utile, sempre se si parla tra persone ragionevoli, perchè il tutto può e deve portare ad una mediazione.
Gio.1947 Gio.1947 12/04/2019 ore 18.46.27 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
sarebbe vista una foto "vera" di un buco nero,

Non so quale utilità porta questa scoperta, presto come tutte le scoperte scientifiche per le massa cadono nel dimenticatoio. Mentre spendiamo soldi per mandare, forse un migliaio di persone su marte, assistiamo inermi alle difficoltà di oltre 4/5 della popolazione che non hanno accesso ad una vita degna di essere vissuta. VANITA'
amicotuo913 amicotuo913 13/04/2019 ore 10.06.33 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Quale utilità?...Ma stai scherzando, vero? Tutto quello che siamo oggi, comprese queste righe che ti stò inviando, per non parlare dei cellulari, della radio , della tv, delle materie plastiche, delle cure mediche con irradiazioni etc.etc., deriva da scoperte apparentemente inutili o poco sfruttabili al momento della scoperta stessa....poi i tecnici vi hanno attinto per creare il mondo come lo conosciamo.
Forse in molte cose si esagera, forse... anzi sicuramente potremmo limitarci e rispettare di più la natura...ma questo è colpa nostra, non dalle invenzioni, anche se è vero che l'occasione fà l'uomo ladro.
Gio.1947 Gio.1947 13/04/2019 ore 13.09.44 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Quale utilità?...Ma stai scherzando, vero? Tutto quello che siamo oggi, comprese queste righe che ti stò inviando, per non parlare dei cellulari, della radio , della tv, delle materie plastiche, delle cure mediche con irradiazioni etc.etc., deriva da scoperte apparentemente inutili o poco sfruttabili al momento della scoperta stessa....poi i tecnici vi hanno attinto per creare il mondo come lo conosciamo.
Forse in molte cose si esagera, forse... anzi sicuramente potremmo limitarci e rispettare di più la natura...ma questo è colpa nostra, non dalle invenzioni, anche se è vero che l'occasione fà l'uomo ladro.

Mentre spendiamo soldi per mandare, forse un migliaio di persone su marte, assistiamo inermi alle difficoltà di oltre 4/5 della popolazione che non hanno accesso ad una vita degna di essere vissuta. VANITA'
amicotuo913 amicotuo913 13/04/2019 ore 21.11.12 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 scrive:
.... assistiamo inermi alle difficoltà di oltre 4/5 della popolazione che non hanno accesso ad una vita degna di essere vissuta. VANITA'

Su questo mi trovi in accordo...ed aggiungo che non solo si tratta di vanità, ma direi pure presunzione, egocentrismo, indifferenza...
Ma una cosa non esclude l'altra: la ricerca, ivi compreso un viaggio su Marte, non è alternativa ad una ridistribuzione della ricchezza, al rispetto e all'aiuto dei paesi arretrati...(che poi qui il discorso si fà lungo, perchè non si tratta di mandare aiuti economici, alimentari o fare donazioni a fondo perso...si tratta di ben altro). Del resto i paesi centralizzati navigano su un mare di denaro...non è certo quello che manca, basta vedere gli sprechi correnti; il problema è come lo si utilizza, questo denaro, sia da parte del singolo sia da parte delle autorità.
Gio.1947 Gio.1947 14/04/2019 ore 13.44.33 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Su questo mi trovi in accordo...ed aggiungo che non solo si tratta di vanità, ma direi pure presunzione, egocentrismo, indifferenza...
Ma una cosa non esclude l'altra: la ricerca, ivi compreso un viaggio su Marte, non è alternativa ad una ridistribuzione della ricchezza, al rispetto e all'aiuto dei paesi arretrati...(che poi qui il discorso si fà lungo, perchè non si tratta di mandare aiuti economici, alimentari o fare donazioni a fondo perso...si tratta di ben altro). Del resto i paesi centralizzati navigano su un mare di denaro...non è certo quello che manca, basta vedere gli sprechi correnti; il problema è come lo si utilizza, questo denaro, sia da parte del singolo sia da parte delle autorità.

La scienza usate per fare del bene è un bene
La scienza usate per fare del male è un male
La scienza se viene usata per migliore la vita degli uomini è un bene
La scienza se viene usata per favorire le case farmaceutiche allungando le sofferenze degli uomini è un male.
Il 5G è un pericolo per la vita degli uomini per 2 ragioni la prima per le onde elettromagnetiche e la seconda per attacchi informatici che riuscirebbe ha bloccare intere nazioni. Ma quella che più temo è Il Trans-umanesimo, Ne hai sentito parlare ?
https://www.raiplay.it/video/2018/03/Report-86935509-75c6-44fd-be10-e80275004867.html

Quando si apre il link a destra troverai gli argomenti che tratta la puntata clicca su "esseri umani"
amicotuo913 amicotuo913 14/04/2019 ore 14.48.47 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Ciao...ho provato ad entrare, ma il sito richiede la registrazione ...e vedrò se farla.
Per il resto, devi sapere che ero (ora lo sono un pò meno) un accanito lettore di fantascienza e di libri di divulgazione scientifica (....il che, per molti versi, li rende qualche volta simili) e pertanto il tansumanesimo mi è un poco noto.
Il problema comunque non è da poco, poichè verte su una scelta di fondo: restare sulla strada e sulla tempistica "naturale" dell'evoluzione od accelerarla utilizzando tutto quello che possiamo?
Personalmente sono favorevole alla prima opzione, anche se non sono sicuro che sia quella giusta; infatti il confine tra cure od interventi di "mantenimento in buona salute" e cure od interventi per "migliorarsi in modo transumano" è abbastanza elastico: per fare un esempio stupido e nonostante quello che ho scritto, non riesco a non apprezzare, esteticamente, una femmina che si è rifatta il seno, i fianchi o comunque qualcosa che la migliori; anche il problema dei matrimoni gay e dei figli generati per mezzo di altre persone (spermatozoi suoi, ovulo dalla sorella, utero della madre) potrebbe rientrare nella visione transumana, che del resto, essendo mirata ad un miglioramento dei risultati e delle funzionalità umane globali come posso affermare che sia sbagliata?....Però posso affermare di preferire sempre e comunque la prima opzione, quella dell'evoluzione naturale.
Comunque vorrei sentire anche il parere di altri..... chissà cosa ne esce!
Gio.1947 Gio.1947 14/04/2019 ore 16.09.26 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Ciao...ho provato ad entrare, ma il sito richiede la registrazione

Io la visto senza alcuna registrazione. Se sei interessato a vederlo su google digita "Report Transumanesimo" a destra trovi i programmi clicca su "essere umani"
é interessante vederlo tutto
Gio.1947 Gio.1947 14/04/2019 ore 17.11.49 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
essendo mirata ad un miglioramento dei risultati

Sono poche le scoperte scientifiche che hanno portato solo del bene, la scissione dell'atomo ne è la prova. La scienza spinta oltre confine può sfuggire al controllo umano ed essere causa dell'estinzione dell'uomo.
amicotuo913 amicotuo913 15/04/2019 ore 01.03.16 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
....A parte il fatto che questo th stà diventando un discorso a due, lasciami dire che una pistola, di per sè, è innocua; è l'uso che se ne fà, la mano che la impugna e la mente che dà l'ordine di premere il grilletto a renderla micidiale. Lo stesso dicasi del'energia atomica.
In merito alla scienza che và oltre i confini....bè, la ricerca deve per forza superare i confini, altrimenti che ricerca sarebbe?
Comunque la scienza e la tecnica se possono danneggiare l'ambiente possono anche aiutarlo....basta volere: abbiamo la tecnologia per estrarre CO2 dall'atmosfera e contenere l'effetto serra, mentre dalla fissione nucleare, molto inquinante, sembra che si possa passare (progetto iter-demo) alla fusione nucleare, (non inquinante); del resto sono disponibili anche teconologie sperimentate per la produzione di energia rinnovabile. Ovviamente queste tecnologie danneggeranno molti settori industriali, che quindi faranno resistenza ad oltranza ed anche una guerra personale "contro"....ma siamo di nuovo lì, si tratta di mentalità, avidità, egoismo...non è colpa della scienza!
Gio.1947 Gio.1947 15/04/2019 ore 13.29.32 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 :

Il 5G è un pericolo per la vita degli uomini per 2 ragioni la prima per le onde elettromagnetiche, dannose all'uomo, e la seconda per attacchi informatici che riuscirebbe ha bloccare intere nazioni.
Perchè tutte le nazioni ne hanno paura?

Ma quella che più temo è Il Trans-umanesimo, Ne hai sentito parlare ?
https://www.raiplay.it/video/2018/03/Report-86935509-75c6-44fd-be10-e80275004867.html
Pochi potrebbero accedere a questa tecnologia e molti potrebbero essere schiavi di questa tecnologia

Ho fatto una prova è il link funziona senza chiedere l'accesso sarebbe interessante guardarlo
E' appunto l'uomo che mi fa paura dell'utilizzo delle tecnologie
amicotuo913 amicotuo913 16/04/2019 ore 01.48.06 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 scrive:
Il 5G è un pericolo per la vita degli uomini

Allora...che effettivo bisogno abbiamo del 5g? E' così importante essere costantemente connessi?
dal telefono fisso siamo passati ai cellulari ordinari...ora vogliamo di più...ecco, proprio così: VOGLIAMO DI PIU'.... a costo di rimetterci la salute.
Confermo: il tuo link rimanda a RAI PLAY, che mi richiede la registrazione; comunque l'argomento mi è noto e nulla potrei aggiungere a quanto detto prima. Non condivido le forzature sul nostro organismo, non condivido i figli in provetta, non condivido la genetica modificatrice, non condivido le mutazioni indotte o volontarie, il tutto fatti salvi i casi di sopravvivenza, cure o condizioni particolari....ma rendere e considerare queste faccende come una cosa normale, naturale ed ovvia...non mi stà bene.
20062682
@Gio.1947 scrive: Il 5G è un pericolo per la vita degli uomini Allora...che effettivo bisogno abbiamo del 5g? E' così importante...
Risposta
16/04/2019 1.48.06
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
Gio.1947 Gio.1947 16/04/2019 ore 20.40.12 Ultimi messaggi
amicotuo913 amicotuo913 17/04/2019 ore 02.51.37 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Gio.1947 :
Neppure io, ma è sempre il solito tema. se la tecnologia in se tessa può essere valida, è l'uso che se ne fà a renderla pericolosa.....e come dicevi tu, la gente è facile che ci caschi ed apra poi la strada all'utilizzo di queste procedure..anzi, a chiederle: ma guarda te se uno come quello del filmato deve farsi impiantare un microchip solo per avere una corsia preferenziale in una discoteca....
Urca, ora che ci penso, anche i miei cani hanno il microchip
Per fortuna altra tecnologia può aiutarci a capire e difenderci: video, rete, informazioni contro e quanto altro, anche se, purtroppo, il "pecoronismo" impera sovrano.
20063253
@Gio.1947 : Neppure io, ma è sempre il solito tema. se la tecnologia in se tessa può essere valida, è l'uso che se ne fà a...
Risposta
17/04/2019 2.51.37
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
c.hicca44 c.hicca44 17/04/2019 ore 14.03.05 Ultimi messaggi
Filodeon Filodeon 17/04/2019 ore 16.53.20 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
Si è schiavi solo se si pensa di esserlo.

Quando "l'aquila che si credeva un pollo" per via che il suo UOVO NATALE era finito fatalmente in un'incubatrice per POLLI D'ALLEVAMENTO condividendone così il desolante e triste destino, vide volteggiare nel cielo un' aquila, abbassò sconsolata la testa tornando a piluccare il suo becchime in preda ad un'ennesima crisi di sconforto e per alleviare il suo dolore, come di consueto ricorse a farsi le paranoie accovacciata al computer e becchettare sui tasti neanche fossero saporiti chicchi di mangime e tutto quello che scriveva erano variazioni di un unico e ossessivo e monotono unitematico motivo. " non sono che un pollo, non saprò mai librarmi nel cielo come quella creatura sublime e imitare i superbi volteggi, con le ali atrofizzate che mi ritrovo" .
Secondo la versione di De Mello, che altro non è che la versione della fiaba-apologo del "brutto anatroccolo", che, la pura e semplice acquisizione di non esserlo gli bastò per raggiungere in volo i suoi tassonimicamente congeneri genetici biancoalati pennuti, ritovandosi magicamente , appunto, un cigno, ma purtroppo, l'aver cambiato tassoomia del volatile non può certo bastare a trasformare la fiaba in una ricetta per raggiungere la felicità e la gioia di poter volare, fatalmente interdetta all'aquilotto per via della sfortunata circostanza in cui si era ritrovato coinvolto in un allevamentoo aviario dove aveva acquisito irreversibilmente l'imprinting muscolare e cerebrale di pollo gallinaceo che altro non può fare che starnazzare.
Morale della favola: la FELICITÀ non è acquisibile coi manuali dei vari De Mello, Siboldi e compagnia briscola, tarotica compresa, a cui senza esitare accosterei le promesse delle illusioni religiose se non fosse che queste ultime, PRUDENTEMENTE, per evitare dolorosi DISINGANNI, e soprattutto per tenersi buoni i fedeli seguaci, ne rinviano ineluttabilmente il raggiungimento.
Tornando al nostro "pollo aquilino goffamente starnazzante che REALISTICAMENTE(*) non sarà mai in grado di volare a causa della malasorte toccata al suo UOVO NATALE, in questa mia presente LOCCCAZIONE(*) non posso esimermi, rimembrando il periodo festaiolo e liturgicamente religioso in cui andiamo incontro, di fare gli auguri di prammatica agli interneticanti compagni vuoi di volo esoterico, vuoi di razzolamento occultistico, MAGICI(*) comunque nell'uno che nell'altra controfattualità, e non avendo l'onestà intellettuale di AUGURARE-LORO una buona Pasqua di Resurrezione, auspicando al contempo in concomitanza della ROTTURA dell'UOVO PASQUALE un favorevole pronostico, AUGURANDO-MI che quando era UOVO NATALIZIO contenete, invece dei geni degli accipitri pennuti, quelli dei piumati gallinacei notoriamente inetti al volo, non sia finito per fatalità dentro un nido dove regnano le aquile.
Non voglio immaginare come finirebbe quando , dopo la schiusa e il resto, i genitori adottivi finirebbero per spingere lo pseudo aquilotto fuori dal nido per farlo volare...

(*) (*) (*) Ammpcac vuoi la MAGIA(*) vuoi le PRATICHE LOCCATIVE(*) presentano un loro specifico livello di REALISMO(*) nella misura in cui vengono interfacciate dalla scrittura verbale a supporto vuoi neuronico, vuoi elettronico, vuoi cartaceo, vuoi foneticamente soltanto sonoro.

20063593
@Aria.s scrive: Si è schiavi solo se si pensa di esserlo. Quando "l'aquila che si credeva un pollo" per via che il suo UOVO...
Risposta
17/04/2019 16.53.20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
Filodeon Filodeon 17/04/2019 ore 17.02.19 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@c.hicca44 scrive:
bellissima questa discussione mi piacerebbe parteciparvi

Nel frattempo beccati questo mangime e non dimenticare di preg... di riferire se anch'esso è di tuo gradimento...abbiti comunque vada il tuo giudizio al quale ribadisco che ci tengo, i miei migliori auguri di buone feste, sperando che i salamelecchi degli auguri pasquali non vengano lesinati in questo restante tempo della settimanatra gli amici interneticanti...
c.hicca44 c.hicca44 17/04/2019 ore 18.52.37 Ultimi messaggi
amicotuo913 amicotuo913 17/04/2019 ore 22.17.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
.....la gioia di poter volare, fatalmente interdetta all'aquilotto per via della sfortunata circostanza in cui si era ritrovato coinvolto in un allevamentoo aviario dove aveva acquisito irreversibilmente l'imprinting muscolare e cerebrale di pollo gallinaceo che altro non può fare che starnazzare.

Quindi tu sostieni che per "la massa" non ci sono speranze di miglioramento.
Devo pensare prima di rispondere.

amicotuo913 amicotuo913 17/04/2019 ore 22.21.24 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@c.hicca44 scrive:
bellissima questa discussione mi piacerebbe parteciparvi


...Ed entra, mannaggia !...Cosa aspetti?
Qui abbiamo bisogno di tutte le opinioni possibili.
c.hicca44 c.hicca44 17/04/2019 ore 22.24.47 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 : amico.....tienti forte.....sto vedendo la d'urso!!!! e , miracolo della scienza, hanno scongelato Sandra Milo!!!! 8-) 8-) 8-) 8-) (sì sì ok ok non è un bel periodo per me )
amicotuo913 amicotuo913 17/04/2019 ore 22.27.54 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@c.hicca44 :
Ok, non preoccuparti, al pc scrivo da seduto, su poltroncina con schienale e braccioli, quindi anticaduta...
c.hicca44 c.hicca44 17/04/2019 ore 22.37.09 Ultimi messaggi
KitCarson1971 KitCarson1971 18/04/2019 ore 10.49.18 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
Morale della favola: la FELICITÀ non è acquisibile coi manuali dei vari De Mello, Siboldi e compagnia briscola, tarotica compresa, a cui senza esitare accosterei le promesse delle illusioni religiose se non fosse che queste ultime, PRUDENTEMENTE, per evitare dolorosi DISINGANNI, e soprattutto per tenersi buoni i fedeli seguaci, ne rinviano ineluttabilmente il raggiungimento.



Il mio Maestro Filo mi da lo spunto, non tanto come personalità da aiutare, lo siamo tutti, ma per sovvertire almeno prosaicamente, in vero (o invero...) simile attendibilità, che poi risulta sempre in maniera molto relativa, se è vero, come appare sotto ogni punto di vista, che la Terra, come minuscola briciola di Universo, come base di esperienza di "fisicità", è una "stazione di transito" di terza o quarta categoria. Quindi necessariamente molto imperfetta, contraddittoria, devastante, come ambiente naturale e sociale, per le persone più deboli, più insicure, più dipendenti da ciò che c'è fuori, piuttosto da ciò che C'E' DENTRO.

Personalità da aiutare, indubbiamente, e per fortuna questo tipo d'aiuto c'è ancora (al di là del mio incensare l'amico Filo), qui da noi, sollecitato e appoggiato, da "qualcun altro" che solo chi è cieco e sordo non percepisce (il Maestro Filo ne è (purtroppo) la prova), probabilmente non può e NON deve percepirlo. Poi, il discorso sul "permessivismo" di chi sta "più in alto", spiritualmente, non quadra affatto con il principio della libertà e dell'autodeterminazione degli individui; a parte il fatto, veramente fondamentale e il PRINCIPIO (in senso assoluto) che esiste un "mondo spirituale" è perfettamente logico che esso non possa e NON debba interferire con il cammino dell'uomo e con le sue esperienze sulla Terra. Vorrei tanto che l'amico Filo leggesse e ponderasse, rimuginandole, queste ultime righe, che contrastano il suo pessimismo innato. Lo dico seriamente.

Dicevo di "non interferenza". A maggior ragione non può interferire con le strutture che, nel bene e nel male, la specie umana si è data, anche se a livello individuale non si possono escludere interventi di carattere eccezionale e "mirati". Tranne dicevo, in quei casi molto rari, in cui un certo "aiuto" all'umanità può provenire dal suo stesso contesto, cioè attraverso l'opera di alcuni dei suoi più elevati rappresentanti: dai grandi fondatori di religioni ai profeti, dai più illuminati filosofi agli scienziati che non disdegnano di occuparsi dell'uomo come tale.

Sul pessimismo del Maestro Filo (ma non solo per lui), possono incidere anche i programmi TV sempre più decadenti che sono un'insulto all'intelligenza e alla dignità umana, doti comunque, più diffuse di quanto non si creda abitualmente. La lotta dunque è necessaria, ma deve avere una radice dentro di noi, altrimenti ci si affloscia al primo ostacolo e non si riesce a capire più nulla, e così torna il fantasma manicheo del BENE/MALE: binomio fasullo, deviante, filosoficamente assurdo, perlomeno quanto la folle credenza nel diavolo, puerile personificazione del "Male", appunto... e garanzia di un certo tipo di potere....
Un saluto

Aria.s Aria.s 18/04/2019 ore 15.45.03
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon : infatti...la felicità non si impara né ci si può sforzare di acquisirla in un modo o nell'altro...va semplicemente lasciata emergere...ne siamo tutti provvisti, solo che alcuni preferiscono ripiegarsi su sé stessi e sulle loro ridondanti e autoreferenziali convinzioni, è un po' la differenza che passa tra masturbarsi e fare l'amore con qualcuno ;-)
Filodeon Filodeon 18/04/2019 ore 17.48.48 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
alcuni preferiscono ripiegarsi su sé stessi e sulle loro ridondanti e autoreferenziali convinzioni, è un po' la differenza che passa tra masturbarsi e fare l'amore con qualcuno
Ma guarda un po'. E io che pensavo che per il fatto di partecipare interagendo alle interneticazioni, vuoi condividendo, vuoi dissentendo, vuoi comunque in qualche modo comunicando, pensavo che il mio inchiostro elettronico potesse in qualche maniera attecchire un qualche germe di embrione concettuale di energie e invece me lo vedo sparso ai quatro venti in un onanistico spreco...
Comunque facendo tesoro dei maestri di saggezza coi quali sono attualmente in comunicazione (defunti e/o viventi nell'orizzonte degli eventi interneticali non fa differenza alcuna) e cioè De Mello , Sibaldi, Zeland,tutti unanimente concordi nel suggerire lapalissianamene di trasformare le avversità in opportunità, senza per altro tener realisticamente conto che se l'aquilotto vissuto nel pollaio decidesse di lanciarsi nel vuoto si sfracellerebbe come il polo, covato per sbaglio nel nido delle aquile, vuol dire che in questo caso anche l'onanismo intellettuale farà contenti i sostenitori delle rautoreferenziali e ridondanti convinzioni di coloro che combattono ad oltranza per sostenere l'ideologia dei principi non negoziabili in quqnto che eviterà che attecchiscano idee embrionali e feti di pensieri che non avranno poi necessità di essere abortiti, ideologia di referenziali e ridondanti convinzioni che anche se sono condivise da più persone, diciamo una vagonate di persone che recitano il rosario ogni giorno, aperto quest'ultimo, o meglio questo primo, dalle preghiere mattutine e concluso da quelle serali, non cessano di risultare opinabili e discutibili proprio nella misura in cui le ritengono verità assolute rivelate da Dio...

20064192
@Aria.s scrive: alcuni preferiscono ripiegarsi su sé stessi e sulle loro ridondanti e autoreferenziali convinzioni, è un po' la...
Risposta
18/04/2019 17.48.48
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
KitCarson1971 KitCarson1971 18/04/2019 ore 18.40.16 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
è un po' la differenza che passa tra masturbarsi e fare l'amore con qualcuno


Ostrega ciò, mo varda mò ben, vedo che sei pratica ANCHE di masturbazioni e quindi puoi con competenza discernere. Mi complimento.... ;-) mmmmmh, o forse non dovevo? :-( :dancer
Aria.s Aria.s 18/04/2019 ore 18.58.53
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon : Carpe diem Filodeon !!!
mastro6 mastro6 18/04/2019 ore 19.30.14 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
la felicità non si impara né ci si può sforzare di acquisirla in un modo o nell'altro...va semplicemente lasciata emergere...ne siamo tutti provvisti


La vedo diversamente.
La felicità (che per me è la capacità di gioire di qualcosa) è uno stato d'animo, molto labile e volatile, mai uguale a se stessa, poco o mai prevedibile, e non è cosa certa.
A volte, pur avendo tutto per poter essere felici, non si riesce affatto a gioire, basta uno sguardo ricevuto a smorzare ed annullare un attimo felice: un attimo, non può essere tanto di più la vera felicità, altrimenti non sarebbe nemmeno apprezzata.
Aria.s Aria.s 18/04/2019 ore 20.09.53
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
basta uno sguardo ricevuto

La felicità non dipende dagli altri. Vista in questo modo certo che è labile, basta uno sguardo ricevuto, una parola storta....quello che secondo me va lasciato emergere è lo stato di felicità che ognuno di noi possiede nel proprio animo indipendentemente dagli altri. Non parlerei proprio di felicità ma di uno stato d'animo felice, ovvero predisposto ad accettare positivamente la vita, poi è chiaro che ci sono eventi che rendono tristi, depressi, disillusi...ma è come una bilancia sulla quale abbiamo caricato troppo peso, iniziamo a togliere tutte quelle situazioni a cui possiamo benissimo permettere di non scalfirci più di tanto e partiamo dal presupposto che chiunque ci attacca non è fondamentalmente in pace con se stesso e finché non fa pace con se stesso avrà sempre bisogno di un avversario.
amicotuo913 amicotuo913 19/04/2019 ore 01.57.07 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon :
Precedentemente ti ho scritto:" Quindi tu sostieni che per "la massa" non ci sono speranze di miglioramento.
Devo pensare prima di rispondere."
Ecco, non ho trovato una risposta sicuramente giusta, anche se il video postato da Aria.s mi soddisfa, mi piace molto e vorrei farlo mio.
Indipendentemente da tutto, vorrei però farti notare che i tuoi concetti, se sono veri e non puro esempio di elaborata quanto tortuosa dialettica, sono in effetti una ben triste sorte alla quale ti condanni.
amicotuo913 amicotuo913 19/04/2019 ore 02.17.47 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@c.hicca44 scrive:
@amicotuo913 : cosa è il G5 per cortesia?

Sicuramente a quest'ora avrai già trovato le risposte, comunque il G5 è la nuova frontiera della comunicazione mobile, il cui retro della medaglia sembra essere un incremento notevole di mini antenne e di frequenze radio millimetriche, con conseguente aumento dell'inquinamento da radiofrequenza e le discendenti possibili patologie neoplastiche
amicotuo913 amicotuo913 19/04/2019 ore 02.23.28 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 :
Urca...certo che in quanto a tortuosità dialettica il buon Filo ha fatto scuola....
Comunque sia mi sembra di leggere un certo ottimismo costruttivo nel tuo scritto, cosa che condivido, perchè in un certo senso mi trasforma da soggetto completamente passivo e succube in soggetto attivo con la possibilità di cambiare le cose; che poi ci si riesca i meno è altra cosa, ma già la possibilità stessa mi pare di notevole aiuto e soddisfazione.
amicotuo913 amicotuo913 19/04/2019 ore 02.41.40 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s :
Accidenti...a parte la voce del lettore, che non mi piace molto, condivido quasi tutto quello che si ascolta in quel video; in particolare ho apprezzato alcune strofe ed alcuni concetti, sparsi quà e là.
Whitman e tanti altri, comparsi nel corso dei secoli, sono soggetti che possono insegnare ed hanno insegnato qualcosa...siamo noi, persone comuni, che non riusciamo a raccogliere e fare nostro quello che ci viene detto...che poi neanche è vero, perchè è grazie a pochi ed alle loro idee che o bene o male un pò di miglioramento c'è stato, in questa benedetta società.
20064416
@Aria.s : Accidenti...a parte la voce del lettore, che non mi piace molto, condivido quasi tutto quello che si ascolta in quel...
Risposta
19/04/2019 2.41.40
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
amicotuo913 amicotuo913 19/04/2019 ore 03.14.25 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Guarda, non mi riesce postare direttamente il video, quindi ti manderò si YT, con questo:
https://youtu.be/JvSuM90o8ds
..... a me piace molto
mastro6 mastro6 19/04/2019 ore 07.24.14 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
https://youtu.be/JvSuM90o8ds


Un messaggio da 'slogan', ma nessun reale motivo addotto per essere 'felici'.

Non esiste affatto, la felicità. Esiste, solamente, ed è molto importante, non la sottovaluto affatto, la capacità di gioire (di accontentarsi, dunque) anche delle piccole cose. Molti di noi sono troppo disillusi, troppo provati dalle esperienze, dalla vita, per poter credere ad una romantica condizione di 'felicità continua'.
20064423
@amicotuo913 scrive: https://youtu.be/JvSuM90o8ds Un messaggio da 'slogan', ma nessun reale motivo addotto per essere 'felici'....
Risposta
19/04/2019 7.24.14
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
c.hicca44 c.hicca44 19/04/2019 ore 13.45.02 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 : no le risposte non le ho neppure cercate,ha avuto molti pensieri e li ho tuttora. la risposta che mi dai mi atterrisce
KitCarson1971 KitCarson1971 19/04/2019 ore 14.25.53 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
@KitCarson1971 :
Urca...certo che in quanto a tortuosità dialettica il buon Filo ha fatto scuola....
Comunque sia mi sembra di leggere un certo ottimismo costruttivo nel tuo scritto, cosa che condivido, perchè in un certo senso mi trasforma da soggetto completamente passivo e succube in soggetto attivo con la possibilità di cambiare le cose; che poi ci si riesca i meno è altra cosa, ma già la possibilità stessa mi pare di notevole aiuto e soddisfazione.



Amico mio e di tutti, Il Maestro Filo sarà sempre irraggiungibile, io non sono che un imitatore, un suo scendiletto... Vorrei abbracciarlo ma poi per inezie e facezie simili si passa per culattoni e io non lo sono, non lo nacqui direbbe l'immenso Totò...
Con uno sforzo sovrumano provo a rimanere serio e in tema. Se si consulta un qualunque vocabolario, alla parola felicità si trova, mas o menos, questa definizione: -- Stato di chi si sente felice. Gioia. Soddisfazione completa. Felice è chi è pienamente soddisfatto per aver ottenuto tutto ciò che desidera --. Una definizione che pecca di superficialità. Se uno ha ottenuto tutto ciò che vuole non ha più nulla da desiderare. E la mancanza di desideri è uno stato di felicità? Ne dubito.

In coscienza preferisco virare verso la dottrina eudemonistica, dove la felicità viene considerata come IL FINE NATURALE E IL BENE SUPREMO CUI L'UOMO DEVE TENDERE. Diversamente non sarebbe altro che una manifestazione di anestesia morale. Saremmo allo stesso livello della droga.

Il tema proposto non ha (purtroppo) raggiunto un esauriente risultato, e forse mai lo sarà perchè il concetto di felicità è estremamente soggettivo e sfugge ad un archetipo comune, tuttavia qui vedo che c'è stata partecipazione e una sollecitazione a comunicare, a riconoscersi, a superare quelle barriere dell'indifferenza e della incomunicabilità di cui tanto soffre oggi l'umanità.
Un saluto a todos
Filodeon Filodeon 19/04/2019 ore 18.34.54 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
@Filodeon : Carpe diem Filodeon !!!

Dicono che i vangeli sono stati costruiti in gran parte prendendo brandelli di qua e stralci di là, dalle pagine che riportano gli scritti dei profeti, salvo far dire loro( ai profeti) che si trattava per l'appunto di profezie (cfr in primis tutte le profezie di Isaia circa l'uomo dei dolori) e tutte la altre che hanno per protagonista il misterioso "figlio dell'uomo", mentre ivece non si tratta dlla costruzione a posteriori di un inividuo costtruito sugli scopiazzamenti C(cfr il leif motif nel vamgelo di San Luca in particolare:" e questo accadde in conformità alla profezia del profeta tal dei tali o tal altro dei tal altri che aveva predetto...") e questo lo ha fatto Suor Lucia che ha avuto buon gioco, ad esempio, ad attribuire alla Madonna la previsione della fine della guerra, della conversione della Russia, diventaa a regime sociopolitico ateo materialistico appunto ad apparizioni già da tempo pregresse, lo hanno fatto pure i miei autori di recente lettura De Mello, Sibaldi e Zeland, quello del Transurfing, per intenderci, che sembra abbiano attinto a piene mani dalla bibbia elettronica whitmaniana, che Arias ha avuto la bontà di teletrasportareper la mia conversione e di altri pessimisti impenitanti, l'amico Giò in testa a farda corifeo.
Unono dei tre ha espresso questo ineffabile concetto: " Il paradiso non è un luogo da raggiungere ma una condizione eudemonistica ( mi permetto di scopiazzare il concetto dal mio eudemonistico maestro al quale chiedo venia per la mia intemperanza, non tanto eudemonistica, ma edonistica, erotistica, libidinosistica, e si sa che Eros è la l'altra faccia di Thanatos, come dire che la pusione alla felicità è olisticamente connessa, ma anche sinolisticamente quarco intanglata con il desiderio di estinzione annientamento, che , forse per l'occidentale è più comprensibilmente accettabile come "aspirazione al nirvana, nell'annichilimento del tutto che volenti o nolenti, alla fin fine comunque ci inghiotte, il tutto nirvanaticamente coincidente col nulla dirachiano, dal quale siamo nati...
Adesso dovrei tornare indietro per sistemare il filo logico conduttore per renderlo sintatticamente accettabile, comunque mi scuso se lo lascio così per via dell'orario della biblioteca che tra un'ora mi disattiverà, facendo estinguere la mia individualità interneticante assieme alle elettroniche eiaculazione che avrei intenzione di lanciare nell'etere proponendomi destinatari anche estraterrestri, non si sa mai...dicevo che volevo guadagnar tempo per via che intendo propinare, se non altro per coloro che vanno a messa almeno una volta all'anno, ed eventualmente, per essere ligi al precetto, comunicandosi a Pasqua, e che comunque ascolteranno la lettura evangelica dell'ispezione al sepolcro della tomba vuota, una mia versione di traduzione, che pensavo di aver postato anche su questo sito, ma che, dovendo risalire almeno a quattro anni fa, non sono in grado di rintracciare e che comunque in precedenza, esattamente sul n° 4 de "L'Altro Giornale", mensile veronese, ho inviato nell'aprile del 2010 come lettera al direttore : eccone la traduzione, di cui, a distanza di quasi un ventennio, ne vado ancora fiero, nonostante il mio desiderio di annientamento, di cui sembra tanto preoccuparsi il mio amicone e maestro buontempone a buon dirtto classificabile come corifeo nella classificazione antropologica dell'"homo optimisticus ad ultrantiam"

Questa mia traduzione, ispiratami dal parroco biblista di Tivoli Don Persili e divulgata dal noto apologista V. Messori nel suo "Dicono che èrisorto", ma resa ammpcac in modo più convincente e plausibile vuoi grammaticalmente vuoi logicamente...si trova in linea coll'altrimenti misterioso brano patristico di San Giovanni Damasceno, che in una sua omelia risalente al VI secolo osservava che , "come al suo natale Cirsto fu partorito lasciando integra la madre, così alla sua resurrezione uscì dall'avello senza romperne i sigilli", dove "avello" (= alvo albio), tenendo conto che la pietra che ostruiva la cripta era stata decisamente dissigillata, significa quindi "involucro funebre", mummia, cassa da morto, o meglio contenitore mortuario non rigido, da cui non si potrebbe estrarre il cadavere senza disfarne le fasciature (sigilli) che avvolgevano il lenzuolo funebre, se non in modo fraudolento e che, afflosciato su se stesso, dimostra che si trova svuotato del cadavere che ospitava. Ecco latraduzione che ne consegue interpretando le altrimenti ambigue e incomprensibili parole dell'evangelista: " I discepoli entrati nella cripta...videro le fasciature trasversali afflosciate ed il lenzuolo che era stato sul suo corpo afflosciato non accanto alle fasciature , ma racchiuso al suo posto " ( Fine della citazione evangelica da me interpretata con la traduzione che ne ho dato ).
Per spiegare la lezione "sudario che era stato sul suo capo" da me resa con "lenzuolo che era stato sul suo corpo", senza dover necessariamente giustificarla con la figura retorica della sineddoche (parte per il tutto = capo per corpo), è sufficiente richiamarsi alle rappresentazioni vignettistiche dei fantasmi, raffigurati per visivamente rappresentarli collo stratagemma del ricorso ad un lenzuolo sulla testa che scende a coprire, suggerendola, tutta la sagoma della persona in una specie di abbozzo vestigiale, spettralmente fantasmatico, per l'appunto. Grazie per l'ospitalità " ( Fine della citazione della lettera )...
Filodeon Filodeon 19/04/2019 ore 18.46.28 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 scrive:
qui da noi, sollecitato e appoggiato, da "qualcun altro" che solo chi è cieco e sordo non percepisce

Egregio maestro, purtoppo mi ritrovo, e per la sordità da un'orecchio anche letteralmente interneticando, peggio di Arlecchin Batocio, notoriamente orbo da un'orecchio e sordo da un ocio, per cui faccio istanza alla tua cortes disponibilità se tu avessi, avresti, come diamine si dice?, la cortesia nonchè la degnazione di provvedere di conseguenza ed uscire fuori di metafora. Grazie
KitCarson1971 KitCarson1971 19/04/2019 ore 21.27.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
Egregio maestro, purtoppo mi ritrovo, e per la sordità da un'orecchio anche letteralmente interneticando, peggio di Arlecchin Batocio, notoriamente orbo da un'orecchio e sordo da un ocio, per cui faccio istanza alla tua cortes disponibilità se tu avessi, avresti, come diamine si dice?, la cortesia nonchè la degnazione di provvedere di conseguenza ed uscire fuori di metafora. Grazie



Caro Maestro, Le avevo già risposto in parte nel post precedente, nel riquadro e nel riguardo della "pura felicità". Proverò ad essere più chiaro nei Suoi confronti. Suvvia, non sono poi così criptico, cerco solo di espellere la pula dal setaccio, tanto sembra che non serva... Bando dunque alle ciance, di forma e di pro-forma incluse: nei tuoi post si respira indubbiamente un clima particolare che potrebbe essere riassunto nella frase NOIA di vivere, del sentirsi vivere. Tutte le tue parole sembrano esprimere un'aposiopeesi senso della vita che ti porta a NON assaporarne ogni minima espressione, così da NON riuscire a compenetrartene l'intima vibrazione che ogni accadimento provoca, NON riuscendo così ad interpretarlo come un arcano messaggio di CONFERMA DELL'IMPORTANZA DEL VIVERE. La vita, in quanto tale, dovrebbe essere per te gioia, NON noia. Invece mi sembra che tu sia il co-autore del califfo in una sua celebre canzone... Perdona l'uscita dal contesto, è fatto momentaneo....Ritorno immantinente.

Caro Filo, questo tuo atteggiamento mi riconduce un pò al concetto epicureo della felicità: il saggio è felice perchè, usando come base della conoscenza la "sensazione" (per Epicuro sempre vera perchè nasce dalla realtà oggettiva), raggiunge, liberandosi dai "terrori del volgo" e liberandosi dalle passioni, l'atarassia, cioè quella beatitudine del godimento individuale, dovuta all'indipendenza spirituale. Volevo insomma, caro Filo, condurti in una presa di coscienza e di contatto con il mondo sensibile che ti (che ci) circonda e che nelle realtà anche minime tende a compenetrarci fino a riuscire ad assaporarne l'intima essenza vitale. Altro dovrei dire, ma penso e spero di aver svuotato in parte il caricatore di fiori primaverili...
Un saluto
amicotuo913 amicotuo913 20/04/2019 ore 01.14.15 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

Per Filo e Kit...
Scusate, c'è quà vicino un burrone, un ponte, un precipizio alto....molto alto? Così, tanto per segnarmelo e tenerlo a mente...
amicotuo913 amicotuo913 20/04/2019 ore 01.26.08 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Non so perchè, ma siamo "scivolati" sul discorso felicità...ben venga, comunque.
Certamente che la felicità continua non esiste; sicuramente se ne possono avere brevi istanti, destinati a spegnersi subito...ma questi brevi istanti sono da tutti ricercati e questa ricerca può anche riempirti la vita, il che non è poco.
Forse la serenità, che vale probabilmente più della felicità, può essere una costante, al pari della tristezza, caratteristica intrinseca di chi non sà come cercare, creare, costruirsi nè la serenità nè la felicità.
20064799
@mastro6 : Non so perchè, ma siamo "scivolati" sul discorso felicità...ben venga, comunque. Certamente che la felicità continua...
Risposta
20/04/2019 1.26.08
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
Filodeon Filodeon 20/04/2019 ore 10.36.39 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Non so perchè, ma siamo "scivolati" sul discorso felicità...ben venga, comunque.
Certamente che la felicità CONTINUA non esiste
Sarà perchè, ma soltanto ammpcac, la percezione dell'inautenticità della vita è provocata dalla constatazione dell'impossibilità del riscontro della Felicità, soprattutto quella che tu affermi come FELICITÀ CONTINUA, pura utopia, ne siamo certamente tutti d'accordo, ma eziandio anche nei confronti della FELICITÀ PULSANTE, fisiologicamente ma soprattutto psicologicamente attuabile come FELICITÀ ALTERNATA, come dire, succintamente parafrasando il lapidario poeta che incoerentemente con la sua tendenza ad essere sobrio e parsimonioso anche nelle parole, tanto da essere classificato come ermetico, quando si trattava di illuminarsi di immenso non andava per il sottile infischiandosene della bolletta dell'Enel, e riprendendo il filo elettrico della mia intenzionale parafrasi, che rischiavo quasi quasi di andare in corto, fuso dal carico di cotanta forza energetica indotta dalla carica elettromagnetica attrattiva di un argomento nei cui confronti sono particolarmente reattivo eccola qua :"la felicità si sconta soffrendo " , dove mi innesca l'ideologia dell'ultimo Freud ieri sera accennata riguardo l'attrazione per Thanatos : non è che si deve vedere la VITA da una parte e la MORTE dall'altra, ma la vita come fenomeno che si manifesta come sinolistica correlazione tra EROS e THANATOS, tra NASCITA e MOERTE , tra pulsione all'AMORE e pulsione all'ODIO nichilistico annientativo nirvanico, come dire che per la manifestazione dell'una pulsione, bisogna che ci sia la presenza, almeno di sfondo , dell'altra. Infatti se Dio è capace di scrivere dritto su linee storte, neppure Dio è capace di scrivere nero su una lavagna nera, ma ricorrerà giocoforza adoperare gessetti bianchi se lo sondo è nero come pure sarà mestieri che ricorra ad inchiostro nero se lo sfondo è quello di una pagina bianca...E qui mi immagino qualcuno che salta fuori a dire che Dio per scrivere non ha bisogno nè di lavagne nere nè di pagine bianche, anzi, a rigor di termini non avrebbe neppur bisogno di scrivere, dal momento che, e qui dove sembrava che l'obiezioone avesse dato un taglio netto e definitivo alla metaforica retorica della scrittura, ecco che si ricasca nella retorica, e cadendo dalla padella nelle bracee facendo rientrare dalla finestra quello che si era scacciato dalla porta ci si affretta ad affermare aposiopesicamente (( come direbbe il mio MAESTRO (maggiore) e che in qualità di suo MINISTRO (minore) confesso di non sapere cosa significhi e comunque non posso all'istante documentarmi per non perdere il filo già alquanto sfilacciato di suo, ma quasi sicuramente di figura retorica e quindi di traslazione metafora e quindi di trascendentale metafisicità è indubbio che si tratti )) dal momento ( continua a blatterare l'aposiopesi) che le regole del nostro comportamento Dio le ha direttamente impresse nei nostri cuori e incidentalmente incise sulle tavole del decalogo solo per quelli di dura cervice, di cuore di pietra e per gli arlecchini batoci, dal momento che non c'è più analfabeta di chi non vuol leggere...
Filodeon Filodeon 20/04/2019 ore 12.25.14 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
" I discepoli entrati nella cripta...videro le fasciature trasversali afflosciate ed il lenzuolo che era stato sul suo corpo afflosciato non accanto alle fasciature , ma racchiuso al suo posto "
Mi sono accorto che il teletrasporto operato dalla telescrivente terrestre da me utilizzata nell'invio della lettera originariamente fatta recapitare dal postino alla redazione de "L'altro Giornale", ma ieri lanciata nello spazio sotto forma di onde elettroniche unipervasivamente sferiche (cfr la teoria quantistica circa l'ubiquità dell'elettronelanciato nell'universo ) e quindi in grado di diffondere la loro eiaculata fecondità informatica, non tanto nell'universso terraque, ma eziandio nel firmanmento cosmico a disposizione di intelligenze galattiche,,, per via che per trascrivere le frasi greche che corrispondevano via via alla interpretazione della traduzione da me operata avevo utilizzato le parentesi quadre, esse parentesi non solo sono state disattese, ma anche quello che vi era contenuto ( e qui ci starebbe bene sviluppare lo spunto del concetto di uovo pasquale come uovo elettronico contenente la sorpresa, che non è un pulcino come quello che si dischiude a natale sotto forma di un cucciolo Gesuino, anche se il fatto della nascita di un bambinello che lascia intatto l'apparato genitale della madre, farebbe pensare ad un damasceniano moderno che anche in quel caso di uovo pasquale, nella fatispecie elettronico, anche là era stato non partoerito ma tecnologicamente inviato sotto forma di informazioni genomatiche tout court, altrimenti che sorpresa sarebbe se rotto l'uovo, diciamo, nella fatispecie, la placenta, che sporpresa sarebbe se ne vien fuori un cucciolo un pulcino, un bambinello ? la sorpresa sarebbe appunto se ne vien fuori Dio, dico bene? Ma si tratta di considerazioni che i ripropongo di sviluppare in separata sede, per ora preoccupiamoci di riempire le uova-parentesi con gusci che impediscano disperdere il teletrasporto informazionale riguardo le frasi testuali in lingua originale. Ordunque :
I discepoli entrati nella cripta..."videro le fasciature trasversali afflosciate (octonia keimena) ed il lenzuolo che era stato sul suo corpo (kai soudarion o en epi tes kefales aoutou) afflosciato non accanto alle fasciature (ou metà ton octonio keimenon), ma racchiuso (= separatamente ravvolto : koris etetyligmenon) al suo posto (= nello stesso luogo : eis ena topon) "
E siccome poi continuando il carteggio epistolare col direttore del giornale, dichiarandomi insodisfatto della risposta reticente, che dico , aposioppaica, che ne avevo ricevuro da parte di un sacerdote, continuo a riportare il dibattito:
Di fronte a questi silenzi risulta spontaneo il dubbio che forse l'interpretazione risulta scomoda per una qualche ragioen che mi sfugge.Ma per il principio del "rasoio D'Occam" applicato alla grammatica, alla logica e alla sintassi, esistono tre buoni motivi che fanno preferire la lezione "sudarion rinchiuso al suo posto" per quella di "sudario piegato in luogo a parte" .
Si evita di tradurre "ena"come semplice articolo indeterminativo assolutamente ingiustificato in questo contesto.
Si è più rispettosi della segmentazione nella disposizione delle parole dell'originale, evitando una gratuita ripetizione se si considerasse "coris"(= al contrario)"come congiunzione, dal momento che è preceduto da "allà"(= ma ) che è già una congiunzione, quando invece "koris"(= separatamente) è un avverbio che serve a contestualizzare il significato di "ravvolto" che farà interpretare in italiano la lezione di "separatamente ravvolto" con una sola parola: "racchiuso".
Ecosì si otterrà un senso logico di un passo per unanime ammissione assolutamente oscuro. MNon era infatti nell'intento dell'Evangelista dimostrare che non si era trattato di un furto di cadavere, ma con la sua meticolosa descrizione del "dèpouillement" all'interno della grotta sepolcrale intendeva rilevare la differenza tra la RIANIMAZIONE di Lazzaro e LA TRISURREZIONE di Cristo, ambedue insaccati per la testa nei rispettivi sudari ed imprigionati dalle fasciature trasversali, ma mentre il primo aveva avuto bisogno di essere slegato per liberarsi, il secondo no.
Dal canto suo il regista Mel Gibson inscenando la risurrezione mediante il ricorso ad una mummia che si afflosciava irradiando luce di raggi fotonici (ma sarebbe meglio dire elettronici, almeno per chi diffida di tutto ciò che viene sdoganato o meglio sbolognato dalla magia religiosa come miracolo ,dimostra di essere il primo dei moderni a riprendere in considerazioe la "risurrezione damascena", rappresentandola in raffigurazione artistica ancor prima che sia stata suffragata dall'avallo testuale costituito dall'approvazione ecclesiastica CEI.
Ci sarebbero altre considerazioni da fare riguardo alla comparazione delluovo natalea (le fasce del bambinello di Natale) e quelle della mummia cadaverica, rappresentata dall'uovo pasquale, per il quale rinvio a googlare su "corteccia di Escher" ... ma qui tra dieci minuti la biblioteca chiude laonde per cui rinviando a dopo pasqua il prosieguo non mi resta che augurare una buona visione del film ( la scena della risurrezione occupa soltanto l'ultimo minuto prima della conclusione della pellicola )...
20064839
@Filodeon scrive: " I discepoli entrati nella cripta...videro le fasciature trasversali afflosciate ed il lenzuolo che era stato...
Risposta
20/04/2019 12.25.14
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
Aria.s Aria.s 20/04/2019 ore 12.44.25
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon : Una domanda: ma tu quando vai a fare la spesa ti domandi sempre se ciò che compri è autentico, è vero oppure ti basi semplicemente sul fatto che un alimento ti piace, ti fa stare bene, ritieni che sia eccellente dal punto di vista nutrizionale ecc. ecc. ...ergo perché arrovellarsi sulle verità-non verità legate alla persona del Cristo quando ciò che ci insegna fa bene ?
KitCarson1971 KitCarson1971 20/04/2019 ore 14.48.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Per Filo e Kit...
Scusate, c'è quà vicino un burrone, un ponte, un precipizio alto....molto alto? Così, tanto per segnarmelo e tenerlo a mente...


Che ne dici del ponte sull'Adige? Oltre tutto l'amico Filo abita a due passi, potrebbe tirarti in secca e farti la respirazione bocca a bocca... Sono arci convinto di una tua pronta ripresa, per cui i SENSI capiscono il SENSO di non restare a lungo insensati trovando all'unisono il momento di rinvenire....
Un saluto
mastro6 mastro6 20/04/2019 ore 19.05.25 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
perché arrovellarsi sulle verità-non verità legate alla persona del Cristo quando ciò che ci insegna fa bene


Dunque perché continuare ad arrovellarsi sull'essere o non essere catto-cristiano se la laicissima morale ed etica diffuse fanno benissimo la loro parte?

amicotuo913 amicotuo913 22/04/2019 ore 09.42.31 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 scrive:
Che ne dici del ponte convinto di una tua pronta ripresa

No, no....se c'è la possibilità di salvarsi, non và bene.......
P.S. Per Filo e Kit: battute a parte, spero comunque che entrambi cogliate l'interesse che ho per i vostri interventi che, salvo momentanei periodi di perplessità, confusione e sconforto, apprezzo molto ed ai quali mai vorrei rinunciare.
amicotuo913 amicotuo913 22/04/2019 ore 09.53.53 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Ecco:
Aria.s scrive: "perché arrovellarsi sulle verità-non verità legate alla persona del Cristo quando ciò che ci insegna fa bene?"
Tu rispondi:" ...... se la laicissima morale ed etica diffuse fanno benissimo la loro parte?
Io mi chiedo: Ma se le parole di Gesù, come riportate dai Vangeli canonici e senza andare a cercare tanto più in là, sono in linea di massima positive e costruttive, mentre la morale e l'etica diffuse e correnti ci stanno portando allo sfascio....cosa conviene seguire?
20065361
@mastro6 : Ecco: Aria.s scrive: "perché arrovellarsi sulle verità-non verità legate alla persona del Cristo quando ciò che ci...
Risposta
22/04/2019 9.53.53
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
brunalu brunalu 22/04/2019 ore 10.42.08 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
salvo momentanei periodi di perplessità, confusione e sconforto

:hihi
mi associo!
mastro6 mastro6 22/04/2019 ore 14.31.15 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Tu rispondi:" ...... se la laicissima morale ed etica diffuse fanno benissimo la loro parte?
Io mi chiedo: Ma se le parole di Gesù, come riportate dai Vangeli canonici e senza andare a cercare tanto più in là, sono in linea di massima positive e costruttive, mentre la morale e l'etica diffuse e correnti ci stanno portando allo sfascio....cosa conviene seguire?


Non ne sono sicuro, ma non credo proprio che quelle che ci stanno portando allo sfascio (frase e concetto che però non possiamo ingurgitare così come posto, in quanto troppo generico, superficiale, qualinquistico) siano la moralità e l'etica, forse il loro esatto contrario, l'immoralità dilagante (immoralità che sembrerebbe essere anche il contrario di etica) ed il nostro celarci dietro paraventi di una irrituale ed infeconda 'cristianità', nella quale non crediamo veramente e che adottiamo (vedi questo periodo pasquale) per comodità, per apatia, per conformismo.

Io ero dell'ipotesi che, da qualunque parte vengano, da Gesù Cristo, da Gandhi, da Budda, da Trump o dalla Regina Elisabetta, le abitudini che ci emancipano piuttosto che imbrutirci, siano sempre bene accette, valide e degne di essere seguite.
Oggi appartenere ad uno solo degli insiemi culturali 'moralizzatori' potrebbe non essere più al passo con i tempi, non preferibile; è per questo che in più momenti ho ipotizzato un azzeramento delle 'scritture' in favore di una riscoperta, trasversale, di quell'etica morale che (forse) potrebbe salvarci dalla auto-distruzione.
Peltier14 Peltier14 22/04/2019 ore 22.43.05 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

L'autenticita' della nostra vita,le nostre scelte presunte o meno,i condizionamenti,la nostra dipartita. Tutti questi aspetti presuppongono un soggetto,quell'io che date per scontato in senso relativo ed oggettivo. Senza tale certezza tutto cio' che e' stato detto collasserebbe. L'io e' autoreferenziale ed e' simile ad una equazione Diofantea. Ogni impianto costruito sul concetto corrente di Io viene da questo aspirato ed asservito alla sua intrinseca essenza. Il metodo di analisi e' pertanto ineficcace. La causa poi, che origina tutto cio', e' l'evidente contaminazione del ''discreto'' ad opera dell'analogico che caratterizza la nostra incoerente condizione esistenziale.
amicotuo913 amicotuo913 22/04/2019 ore 23.02.55 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Peltier14 scrive:
L'autenticita' della nostra vita,le nostre scelte presunte o meno,i condizionamenti,la nostra dipartita. Tutti questi aspetti presuppongono un soggetto,quell'io che date per scontato in senso relativo ed oggettivo

Humm...direi invece che la condizione è rovesciata, nel senso che solo la ricerca del senso dell'essere finisce poi per determinare la consapevolezza dell'"io", che è quindi conseguenziale a tale ricerca ed è peraltro appannaggio solo dell'uomo.
mastro6 mastro6 23/04/2019 ore 07.45.20 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Peltier14 scrive:
L'io e' autoreferenziale ed e' simile ad una equazione Diofantea. Ogni impianto costruito sul concetto corrente di Io viene da questo aspirato ed asservito alla sua intrinseca essenza. Il metodo di analisi e' pertanto inefficace


Troviamone uno più efficace.

Intanto non è stato stabilito se l'io è un concetto qualificato oppure no: io propendo per considerarlo alla stregua di una delle N soluzioni possibili, intendendo per 'soluzione' non certo una equazione scientifica ma solamente un singolo 'punto di vista possibile'.
amicotuo913 amicotuo913 23/04/2019 ore 08.48.14 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Ecco, in quanto da te riportato di Peltier:" Ogni impianto costruito sul concetto corrente di Io viene da questo aspirato ed asservito alla sua intrinseca essenza", mi danno da pensare le parole "il concetto corrente di Io". Ammesso che sia vera la condizione conseguente da lui esposta ed ammessa la possibilità di trovare altre forme di analisi, non sarebbe opportuno, prima, cercare di stabilire quale è il "concetto corrente" dell'Io e, perchè no, cercare anche di stabilire se sussista un concetto assoluto da perseguire, disgiunto da tutti i vari condizionamenti epocali?
Perchè alla fine, se la definizione dell'Io può variare in funzione delle varie epoche, degli usi e dei costumi....Mah!
Possibile che non ci siano concetti e valori fissi ed immutabili a cui fare riferimento, il che ci renderebbe la vita e le decisioni molto più facili?
amicotuo913 amicotuo913 23/04/2019 ore 09.11.48 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
siano la moralità e l'etica, forse il loro esatto contrario, l'immoralità dilagante (immoralità che sembrerebbe essere anche il contrario di etica) ed il nostro celarci dietro paraventi

Sicuramente sì, a parte il fatto che "forse il loro esatto contrario" dice poi la stessa identica cosa.
A me pare che la nostra società non sia poi molto diversa da quelle dei tempi andati (e questa è la cosa più triste); in tutte le epoche ci sono sempre stati da parte degli uomini interessi personali, tendenza ad arricchirsi, a sfruttare, a disinteressarsi, a pensare solo a se stessi.
Non mi ricordo di un'epoca storica in cui abbia brillato o fosse di uso corrente, a tutti i livelli, l'onestà, la semplicità, la correttezza, l'etica, etc.
Mi sembra invece che le guerre, il bisogno di prevaricare, la violenza, l'ingiustizia, le vessazioni, lo sfruttamento dei più deboli siano sempre esistiti e perseguiti, nonchè ufficializzati.
Con questi "vizi" di fondo, sorprende come l'umanità, nonostante tutto, sia potuta comunque crescere e, nel complesso migliorare; bisogna quindi ammettere che forse anche pochi, nel posto giusto, con le idee giuste, con la capacità di trasferirle, possano compensare l'inerzia di moltissimi...forse questo ci ha salvati.
Ergo, questi pochi dovrebbero diventare molti...e tutti potremmo fare parte di quel gruppo, facendoci promotori di concetti e comportamenti positivi....perchè non lo facciamo?
mastro6 mastro6 23/04/2019 ore 10.07.31 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
perchè non lo facciamo


Noi, scrivendo qua, lo facciamo già.
KitCarson1971 KitCarson1971 23/04/2019 ore 11.10.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Possibile che non ci siano concetti e valori fissi ed immutabili a cui fare riferimento, il che ci renderebbe la vita e le decisioni molto più facili?



Bellissima domanda che supplisce alle reiterate negazioni ad oltranza dell'amico mastro6 & C. L'uomo in definitiva, ha la possibilità non solo di pensare, ma anche di sapere che pensa. é ciò che lo contraddistingue dai robot. L'uomo (pure la donna cara Bruna, pure la donna...) possiede un eccezionale potere di sdoppiamento che gli permette di essere insieme oggetto "nel mondo" e soggetto "fuori del mondo". E il suo spirito, per quanto condizionato, appare libero nella misura in cui si rivela capace di iniziative creatrici.

La vera grandezza dell'uomo è quella di saper scegliere tra il bene e il male, tra l'obbedienza e la disobbedienza, tra l'ateismo e la fede, tra la materia e lo spirito, tra l'egoismo e l'altruismo, tra la vendetta e il perdono. La volontà umana può fermarsi anche su un bene minore, in forza della sua razionalità e libertà, tuttavia essa non cerca il male in quanto tale, ma un bene deficiente che appare parzialmente appetibile. E supponendo vera tale ipotesi, cioè che l'uomo non è radicalmente cattivo o malizioso, dovrebbe seguirne che le diversità di giudizio sulle cose, o se si vuol dire di "pregiudizio", non dovrebbero essere considerate con intolleranza.

Se non altro per la difficoltà a far piazza pulita di "pregiudizi" derivati da criteri di autorità del passato o, se si vuole, da precipitazione intellettuale per scarsa capacità di raccogliere dati e riferimenti per giungere criticamente ad un giudizio che non sia pregiudizio in senso negativo. Se si tiene conto che la verità assoluta è difficilmente raggiungibile perchè è SEMPRE AL DI LA' delle capacità umane, a meno che non si intenda per verità quella contenuta nella Bibbia.... La quale oltretutto richiede essa stessa interpretazione (ne sa qualcosa messer Biglino...), nessuno ha il diritto di monopolizzare la verità a danno degli altri.
Un saluto
amicotuo913 amicotuo913 25/04/2019 ore 01.38.54 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
Noi, scrivendo qua, lo facciamo già.

....Ammesso che sia vero, ovvero ammesso che effettivamente si parli e si propongano cose utili, dovrai riconoscere che siamo veramente in pochi (mi riferisco ovviamente al forum)...ed è questa la cosa sorprendente: come è possibile che dopo 3 o 4 generazioni di persone che hanno avuto una discreta istruzione, nonchè l'ausilio dei giornali, della tv, della radio, del cinema, ci siano ancora persone ottuse e superficiali?
Evidentemente qualcosa non ha funzionato; nei tempi andati la trasmissione della cultura avveniva per via orale (e quindi era inevitabilmente di parte); i libri, per questione sia di costo sia di capacità a leggerli erano riservati a pochi e quindi erano tutte cose che giustificavano l'ignoranza delle masse, con la successiva scolarizzazione e le aperture possibili con gli altri canali informativi, si potrebbe presumere una generale crescita delle persone ragionevoli ed attente, sino a divenire la totalità, mentre invece a me pare che non sia così, anzi che stia imperando la superficialità, l'apparenza, l'indifferenza...almeno parlando in senso generale.
Sembra quasi che tv, radio, cinema ed ultimamente la rete, invece di incrementare quel pochettino di cultura scolastica che ci è stata resa disponibile, abbiano contribuito a ridurla o cancellarla, sostituendola con tutt'altre cose ed emozioni.
Ma se fosse vero ...possibile che solo qualcuno se ne renda conto? O magari è solo un mio errato convincimento?
brunalu brunalu 25/04/2019 ore 10.09.33 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 :

premesso che quando mi va bene comprendo 1/4 di quello che dite,essere citata nelle tue disquisizioni mi strappa sempre una allegra risata
Grazie
P.S scusate l' O.T
mastro6 mastro6 25/04/2019 ore 12.03.53 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
come è possibile che dopo 3 o 4 generazioni di persone che hanno avuto una discreta istruzione, nonchè l'ausilio dei giornali, della tv, della radio, del cinema, ci siano ancora persone ottuse e superficiali?
Evidentemente qualcosa non ha funzionato; se nei tempi andati la trasmissione della cultura avveniva per via orale (e quindi inevitabilmente di parte); se i libri, per questione sia di costo sia di capacità a leggerli erano riservati a pochi e se quindi tutte cose che giustificavano l'ignoranza delle masse, con la successiva scolarizzazione e le aperture possibili con gli altri canali informativi, si potrebbe presumere una generale crescita delle persone ragionevoli ed attente, sino a divenire la totalità, mentre invece a me pare che non sia così, anzi che stia imperando la superficialità, l'apparenza, l'indifferenza...almeno parlando in senso generale.
Sembra quasi che tv, radio, cinema ed ultimamente la rete, invece di incrementare quel pochettino di cultura scolastica che ci è stata resa disponibile, abbiano contribuito a ridurla o cancellarla, sostituendola con tutt'altre cose ed emozioni.


Potrebbe essere che il livello di cultura generale si sia alzato in media, perché l'informazione è sicuramente molto più disponibile (esattamente come da te specificato) ma contemporaneamente, essendo diventata 'facile' da reperire, sempre più raramente si ha necessità (o voglia) di 'faticare' per portare a casa un risultato: accedere alla informazione è diventato sinonimo di possedere cultura. Il che non è, ovviamente.
amicotuo913 amicotuo913 26/04/2019 ore 01.54.30 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
accedere alla informazione è diventato sinonimo di possedere cultura. Il che non è, ovviamente.

Credo che tu abbia ragione. Attingere alle informazioni della rete è già buono, intendiamoci, ma certamente non è cultura nel senso di conoscere bene tutto il complesso di cose collegate a quella nozione.
Però già avere voglia di andare ad informarsi è tanto, anche se la facilità con la quale si ottiene la risposta, se ben ricordo l'articolo di un medico su questo argomento, sembra determinare alla lunga un'indebolimento della capacità cognitiva, perchè si salta a piè pari tutto quanto è necessario sapere per arrivare in autonomia a quella risposta.
Filodeon Filodeon 27/04/2019 ore 11.47.09 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Scusate, c'è quà vicino un burrone, un ponte, un precipizio alto....molto alto?

Io sarei propenso, invece di usufruire di una squallida rupe Tarpea ( di volare nonostante i suggerimenti di Whitman, De Mello e compagnia briscola, tanto non ci riusciremo mai) utilizzabile da anziani in vena di auto-eliminazione,, per la scelta di un bello specchio d'acqua, magari accontentandosi, non dico infatti di quello intravisto dal poeta al di là della siepe che il guardo esclude suggerendogli l'infinito silenzio che a sua volta gli sussurra i versi del naufragio dell'anima annegando con essa nell'Adriatico se stesso e il pensier suo compreso, e neppure l'acqua degli tirrenici fondali vulcanici da cui è stato irresistibilmente attratto il giovane fisico catanese "SCOMPARSO NEL MONDO DEI QUANTI" (*),,,ma di avvalersi più modestamernte anche soltanto del lago di Garda che, per gli appassionati del volo ad oltranza, presenta pure la possibilità di usufruire per la bisogna di una notevole e panoramicamente suggestiva rupe deliziosamente precipitevolizievole costituita dalla "Rocca della regina Adelaide", situata, la rocca, non la regina longobarda che vi ci era stata soltanto imprigionata, tra Bardolinio e, per l'appunto, il paese di Garda...
Di acqua, nevvero, ce n'è più che a sufficienza per INCORPORARE A RITROSO il PIACERE DELLA SUZIONE che mentre da poppanti si chiamava libido ed Eros, ora da scenescenti è giocomestieri CAMBIARLE DI NOME : destrudo e Thanatos, che poi alla fin fine della resa dei conti implica nell'EQUAZIONE DELLA VITA che in geometria analitica viene notoriamente rappresentata da una linea congiunta ai due punti estremi del segmento rappresentati dal punto della NASCITA e punto della MORTE che si congiungono a rappresentare geometricamente un'ellisse,,, nè più nè meno che la stessa INSENSATA PERMUTAZIONE apparentemente irreversibile, ma che per essere accurati nell'efficacia di quello che sto faticosamente descrivendo dovrebbe essere un'equazione segnata non da un "uguale"(=), ma da un segno che non trovo su questa tastiera e che implica "reversibilità autoalimentantesi che compare , guarda caso nell'equazione del fisico teorico dello "specchio d'acqua " a me più congeniale, lo specchio d'acqua quantistico del "Mare di Dirac"...

(*) "CoseDISienza.it :

............ La scomparsa nel mondo dei quanti..............

...Ultimamente un fisico ucraino ha avanzato un’ipotesi relativa alla scomparsa di Majorana indubbiamente originale ma anche molto stravagante. Egli ritiene che il famoso fisico avrebbe organizzato la propria uscita di scena applicando ad essa i principi della meccanica quantistica, secondo la quale il mondo sarebbe retto dal caso e dalla probabilità e non da certezze.

Quella di Majorana sarebbe quindi stata una “sparizione quantistica”. L’autore dell’idea parte dalla constatazione che sulla scomparsa di Majorana sono state fatte molte illazioni: suicidio, fuga all’estero, rapimento, rifugio in convento. Qual è quella giusta? Quando lo stavano cercando Majorana era ancora vivo o era già morto? Il fisico ucraino pensa che si siano realizzate entrambe le cose simultaneamente. La sua ipotesi come abbiamo detto trae origine dalla meccanica quantistica in cui le particelle del mondo subatomico hanno una doppia personalità: ora si comportano come onde ora sembrano particelle. In questo ambito regna il principio di indeterminazione di Heisenberg, una legge fisica secondo la quale non è possibile seguire il destino di una singola particella ma è possibile farlo solo in termini statistici su un numero consistente di esse. Ad esempio si può stabilire dopo quanto tempo un certo numero di atomi radioattivi trasformandosi in atomi non radioattivi si sarà ridotto alla metà, ma non è possibile stabilire quando decadrà il singolo atomo. Solo l’osservazione diretta potrà dare la risposta.

Il principio di indeterminazione come è noto conduce al famoso paradosso del “gatto di Schrödinger”. Si tratta di un esperimento ideale che immagina un gatto rinchiuso in una scatola insieme con una fiala di veleno e un atomo radioattivo il quale nel momento in cui decadrà libererà il veleno della fiala che ucciderà il gatto. Dall’esterno non è possibile sapere se, passato un certo tempo, l’atomo si sarà trasformato o meno. Quindi il gatto in un qualsiasi momento può essere vivo o morto, ovvero contemporaneamente entrambe le cose: solo aprendo la scatola si saprà la verità.

La stessa cosa sarebbe successa nel caso di Majorana, il quale avrebbe inteso contemporaneamente essere e non essere come nell’esempio del gatto di Schrödinger. Secondo il fisico ucraino Majorana, grande estimatore di Pirandello, avrebbe messo in scena una “commedia quantistica” attribuendosi contemporaneamente il ruolo di protagonista (quindi del gatto) e di spettatore, cioè dello sperimentatore che apre la scatola per vedere lo stato fisico dell’occupante...
20068656
@amicotuo913 scrive: Scusate, c'è quà vicino un burrone, un ponte, un precipizio alto....molto alto? Io sarei propenso, invece di...
Risposta
27/04/2019 11.47.09
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
Filodeon Filodeon 27/04/2019 ore 12.23.48 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Aria.s scrive:
ma tu quando vai a fare la spesa ti domandi sempre se ciò che compri è autentico, è vero oppure ti basi semplicemente sul fatto che un alimento ti piace, ti fa stare bene, ritieni che sia eccellente dal punto di vista nutrizionale ecc. ecc.

quando si fanno delle similitudini ricorrendo a sinonimiche metafore lo si fa per persuadere gli altri, ma soprattutto se stessi di una certa opinione che già in partenza si sa non essere quella definitiva, questo per dirti che lungi dal ricercare l'AUTENTICITÀ che in questo caso intendo come sinonimica similitudine metaforica di VERITÀ, che ammpcac, ritengo irraggiungibile se non col gesto estremo dell'estremo silenzio del definitivo spegnimento vuoi del computer vuoi di "tutto il resto" dal quale suole essere attivato, ti dirò che mi piace estrinsecare il mio desiderio di sprizzare qualche sprizzo di felicità, per quello che ne posso trarre dalla mia esausta esistenza, ricorrendo all'attività conoscitiva, ma non volta alla ricerca dell'AUTENTICITÀ DELLA VERITTÀ, dal momento che la realtà della VERITÀ la ritengo, sempre ricorrendo ad una sinonimica similitudine metaforica a quello che suggerisce l'etimo stesso della parola "VERITÀ" , cioè "velo", e come dice bene il mio impareggiabile maestro, ci provo sempre un grande piacere a sollevarlo, il vestito della verità e non quello del maestro, anche se però sono ben lungi dall'essere arrivato alle mutande : c'è la crinolina il corpetto il farsetto la gonna la camicietta il reggipetto, insomma non finisce mai, sembra, più che con un vestito, di aver a che fare con gli strati di un una cipolla, salvo poi accorgersi che sotto quello strato sindonico, non c'è dentro proprio niente, come dire che la "VERITÀ AUTENTICA" si è autenticamente e veramente, e qui nel senso letterale dei due avverbi, ANNICHILITA ANNIENTATA pur dessa nel mare di Dirac...
20068686
@Aria.s scrive: ma tu quando vai a fare la spesa ti domandi sempre se ciò che compri è autentico, è vero oppure ti basi...
Risposta
27/04/2019 12.23.48
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
KitCarson1971 KitCarson1971 27/04/2019 ore 14.12.01 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita



Volevo rifuggire il sitio ormai smorto, incolore, ravvivato e miracolato saltuariamente dal testamentario enciclopedico emulo del fu Pico, in quel di Mirandola, ovvero il Gran Maestro Filo. Ritorno a ritroso nelle mie orme per la mirata osservazione della capa tanta E. Majorana, le cui vicende stando all'ammirevole Filo, sfociarono nella dualità particellare dei "Quanti". Quanti siano in verità nessuno lo sa...

Hanno da tempo chiuso il fascicolo Majorana. Se mai ci fosse una logica nella scomparsa di E. Majorana, questa verte al suicidio. Il "giallo" rimase insoluto fino al 1997. La di lui sorella Maria ormai ottuagenaria, la più vicina come sintonia al fratello scomparso, rivelò che lei sapeva che questi si era suicidato. Un suicidio da molto tempo pianificato e maturato attingendo alle teorie pessimistiche (del più pessimista dei filosofi... dopo Filo s'intende) che tanto lo intrigavano: Schopenhauer.

Il suicidio era diventato per Majorana una soluzione logica, per un uomo come lui tormentato da una visione ultra-pessimistica della vita e, forse, come qualcuno insinuò in un suo libro, da una qualche sconvolgente scoperta che tenne segreta. Scoperta scientifica che altri rigettano, ma va detto che Majorana era per certi versi, avanti parecchi anni rispetto ad altri studiosi del suo tempo. Un aneddoto: nel 1935 la coppia (di nome e di fatto) di scienziati francesi Joliot/Curie, (cui si doveva anche la scoperta della radioattività artificiale) riuscirono ad ottenere alcune "particelle strane", non riuscendo però a catalogarle. E. Majorana, giovane fisico emergente, dopo uno sguardo alla relazione dei due scienziati francesi, pubblicata anche su Nature, subito esclamò: "che sciocchi, hanno scoperto i neutroni e non se ne sono nemmeno accorti".

Majorana era qualificato un genio matematico. Concordi con il suo suicidio furono i suoi colleghi del tempo, tra cui G. Occhini, Amaldi, Pontecorvo e Segrè, i quali dopo la sua scomparsa dichiararono che più volte Majorana parlava del suo suicidio come l'unica uscita da questo mondo materiale.

Forse il suo allarme e desiderio di farla finita stava proprio in una clamorosa scoperta scientifica distruttiva. Forse l'algebrica formula unitaria della fisica del Cosmo, per anni inseguita anche da Einstein. La quale in se stessa confermerebbe la teoria filosofica di Schopenhauer, il filosofo tedesco tanto ammirato dal giovane Majorana, che concepiva l'Universo come un QUID negativo, generato da cieche forze magnetiche e gravitazionali, governanti a loro volta, altrettante cieche e casuali produzioni della natura, animate da una ottusa energia vitale: la volontà di vivere.

amicotuo913 amicotuo913 27/04/2019 ore 22.15.01 Ultimi messaggi
KitCarson1971 KitCarson1971 27/04/2019 ore 23.47.42 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Per Filo e Kit: ....non ho parole....



Eeeeeehh... lo so lo so, a volte mancano pure a me... le mie. Per riprendermi certe volte non basterebbero i sali, prima di svenire però scorro alcune lapalissiane aperture, nonchè chiusure dell'immenso Filo. Altro che effetto SALI, le FILOlogiche introspezioni del Maestro mi fanno anche SCENDERE in taverna per stappare un Pinot fresco alla sua salute...

Tra il serio e il faceto tesso le lodi del Maestro sperando mi consideri come suo vero entusiasmante sostenitore. Al di là (ma pure al di quà) della sua burbera parvenza, il Maestro ha un cuore d'oro (anche d'argento sarebbe già più che sufficiente), gonfio di bontà e di saggezza, sempre pronto ad offrire un contributo significativo senza parlare da un pulpito, senza indossare l'abito talare. Il Maestro Filo, almeno nei miei confronti, è un esempio raro di tolleranza e di apertura, ispirato da un SENSO della vita tutto suo, senza essere per questo mai pedante, nè bigotto. Lui guarda oltre, oltre le apparenze, con un un coraggio auto imposto , come una scelta obbligata per chi decide di vivere un'esistenza lontana dall'ipocrisia.

Postscrittopoi: Caro Maestro per questo mio doveroso contributo nei suoi confronti mi aspetto un encomio, chessò, un paio d'etti di mortadella, mezzo kg di fagioli, un tozzo di pane raffermo, due o tre noci, una buccia di banana, faccia un popò Lei, per me tutto va ben, tutto fa brodo
amicotuo913 amicotuo913 02/05/2019 ore 03.30.14 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 :
@Filodeon :
Urca..... si dimostra ancora una volta come scrivendo e parlando nei forum una ciliegia tira l'altra: dall'inautenticità della vita, problema essenzialmente morale-filosofico, siamo arrivati alla meccanica quantistica, passando attraverso la scomparsa del fisico Majorana; tutte cose che ovviamente mi hanno spinto ad andare a vedere i vari argomenti...ed ognuno di questi a sua volta ha parecchi e parecchi rimandi ad altre faccende. Forse ho imparato qualcosa o forse no e sicuramente, come detto prima con Mastro6, non è propriamente coltura, però è sempre piacevole aprire delle porte e trovare corridoi; se percorrerli o meno è poi scelta soggettiva.
Mi permetto di riportare quanto segue; lo trovo interessante e peraltro leggo che esperimenti precisi su teorie, possibilità e condizioni previste cent'anni addietro sono sviluppati proprio in questi nostri anni....
Argomento: meccanica quantistica, principio di indeterminazione, disuguaglianze.
"Anche se un tal problema sorpassa il potere dell'intelletto umano, qualsiasi matematico può vedere che il problema è ben definito ..... e che una mente che avesse le capacità necessarie per trattare tale problema in forma appropriata e fosse abbastanza brillante da percepirne le soluzioni ..... tale mente, dico, a partire da un arco continuo descritto in un intervallo di tempo, non importa quanto piccolo, da tutti i punti della materia, potrebbe derivare le leggi della forza ..... Se la legge delle forze fosse conosciuta, così come la posizione, velocità e direzione di tutti i punti in un dato istante, sarebbe possibile per una tale mente prevedere tutti i movimenti successivi che dovranno necessariamente avvenire, e predire tutti i fenomeni che necessariamente seguono da essi.»
(Ruggero Giuseppe Boscovich, 1763)
Le ultime tre o quattro righe di questo scritto sono sorprendenti....e lo sviluppo della meccanica quantistica relativistica sembra darne qualche conferma; chissà cosa arriveremo a poter fare in futuro..
mastro6 mastro6 02/05/2019 ore 09.56.15 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Se la legge delle forze fosse conosciuta, così come la posizione, velocità e direzione di tutti i punti in un dato istante, sarebbe possibile per una tale mente prevedere tutti i movimenti successivi che dovranno necessariamente avvenire, e predire tutti i fenomeni che necessariamente seguono da essi.


Immaginavo un temporale, un accumulo di nubi dense piene di cariche elettriche, di pioggia, nel suo dispiegarsi, nel suo 'divenire', che è regolato da forze ormai note, ed ai calcoli necessari per sapere esattamente dove cadrà il prossimo fulmine o addirittura la prossima goccia di acqua. Probabilmente sarebbe anche possibile tale calcolo, ma rischierebbe di restare un puro 'esercizio di stile' rispetto a considerazioni che l'uomo comune, in tutta la sua elementare basicità di ragionamento e conseguente comportamento, mette in atto: ripararsi.
La matematica, la scienza, i quark, le filosofie di ogni ordine e grado sono necessari per elevarsi, per capire altro, ma non bisogna perdere il buon senso, basico, essenziale, che ci guidi nell'attimo vissuto.
KitCarson1971 KitCarson1971 02/05/2019 ore 14.06.21 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita



Ciao Amico di tutti noi. Ti stai immettendo dritto dritto nel sentiero impervio che è la scienza di confine che, di per sè, sta dando nuovo impulso agli studi della Ricerca Psichica, che potrebbe collimare con la "scoperta" del così detto "Punto di Dio", il che ci porterebbe avanti, oltre le attuali frontiere dell'immaginario, sfociando nel mondo estremo del paranormale, per cui si giungerebbe perfino a dire: 1)- Che Dio è presente nel nostro cervello, e 2)- Che i nostri ricordi non sono nella nostra testa... Dichiarazione forse clamorosa per i non addetti, ma di casa all'Università di San Diego (California), dove una èquipe di neurologi avrebbero da tempo scoperto nel cervello umano una zona che potrebbe essere speciale, concepita per "ascoltare" la Voce del Cielo. Che poi, in parole semplici altro non significherebbe che "l'uso" del lobo temporale destro, che comporterebbe e in determinati momenti si "armonizzerebbe" con la nozione di Essere Supremo, con tanto di esperienze mistiche. Un vero meccanismo dedicato alla religione insomma. Non ti dico poi cosa potrebbe fare il lobo temporale sinistro... c'è da rabbrividire.... :hehe :hell
Un saluto
Peltier14 Peltier14 02/05/2019 ore 23.35.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 : Non si tratta di trovare un metodo di analisi alternativo,poiche' cio' ci riporterebbe al punto di partenza,in quanto sarebbe una falsa copia di quello originario. L'alternativa e' radicale.
Ogni tipo di individuazione psico/fisica che osserviamo e recepiamo nella rappresentazione dell'universo che descriviamo e'sempre accompagnata da una riduzione temporanea dell'entropia. L'io che ''sentiamo'' ne e' l'effetto piu' vistoso. Appena il livello entropico ,superato l'equilibrio e la compressione temporanea,torna a riassumere il valore medio di fondo, il nostro IO sublima (non ho utilizzato il termine evapora non a caso), in ogni caso quell'Io tutto nostro,soggettivo,sociale ,storico MUORE in senso profondo e definitivo. Di autentico e certificato c'e' solo questo anichilimento. Pensare quindi di servirsi di analizzare molti dei temi che si tenta di affrontare in questa sede con gli strumenti tipici di questa individuazione che chiamiamo Io, e' come sperare che un eco ci restituisca un suono diverso da quello iniziale. Qualcuno dira': ma non abbiamo che questo,noi in fondo siamo l'Io, cos'altro fare? La marea crescente dell'entropia spazzera' via un piccolo momento chiamato Io per restiturci alla Vita svelata. Fuori da ogni condizione di lacerazione d'innanzi a noi vedremo per la prima volta quel cerchio sempre disatteso e sognato.
amicotuo913 amicotuo913 03/05/2019 ore 02.32.35 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

Ehmm...qui oscilliamo tra la fisica, la metafisica e la filosofia.....Giusta l'osservazione di Mastro6 sul temporale, resta il fatto che per fortuna alcune menti si sono dedicate alle ricerche teoriche del perchè e del percome delle cose. Nel caso della luce, di fronte a due verità opposte, (elettromagnetismo di Maxwell e la meccanica classica di Newton) era necessario approfondire e trovare le spiegazioni del caso: ne sortì la teoria della relatività generale di Einstein...che peraltro non mi sembra più una teoria, essendo stata poi ampiamente confermata.
Se prima si poteva solo mettere su un diagrammma la posizione effettiva e reale di un punto, con la fisica quantistica relativistica mi sembra che si possa prevedere la densità delle probabilità che un certo corpuscolo si trovi in un preciso punto.....e questa è, embrionalmente, cosa equiparabile ad una "predizione reale".
Le frasi di Boscovich, del 1763 sono quindi profetiche e forse possibili....se non ci riuscirà una mente, forse ci riuscirà un supercomputer, ma prima o poi succederà!
Del resto il dualismo tra lo stato apparente delle cose, ovvero la nostra realtà fisica e le realtà dei componenti e dei corpuscoli subatomici che alla fin fine la costituiscono, è incredibile; riuscire poi a comprendere perfettamente il funzionamento delle seconde....e magari a poterle governare, aprirà la strada a cose semplicemente stupefacenti.
Io ci credo!
KitCarson1971 KitCarson1971 03/05/2019 ore 10.52.57 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Peltier14 scrive:
@mastro6 : Non si tratta di trovare un metodo di analisi alternativo,poiche' cio' ci riporterebbe al punto di partenza,in quanto sarebbe una falsa copia di quello originario. L'alternativa e' radicale.
Ogni tipo di individuazione psico/fisica che osserviamo e recepiamo nella rappresentazione dell'universo che descriviamo e'sempre accompagnata da una riduzione temporanea dell'entropia. L'io che ''sentiamo'' ne e' l'effetto piu' vistoso. Appena il livello entropico ,superato l'equilibrio e la compressione temporanea,torna a riassumere il valore medio di fondo, il nostro IO sublima (non ho utilizzato il termine evapora non a caso), in ogni caso quell'Io tutto nostro,soggettivo,sociale ,storico MUORE in senso profondo e definitivo. Di autentico e certificato c'e' solo questo anichilimento. Pensare quindi di servirsi di analizzare molti dei temi che si tenta di affrontare in questa sede con gli strumenti tipici di questa individuazione che chiamiamo Io, e' come sperare che un eco ci restituisca un suono diverso da quello iniziale. Qualcuno dira': ma non abbiamo che questo,noi in fondo siamo l'Io, cos'altro fare? La marea crescente dell'entropia spazzera' via un piccolo momento chiamato Io per restiturci alla Vita svelata. Fuori da ogni condizione di lacerazione d'innanzi a noi vedremo per la prima volta quel cerchio sempre disatteso e sognato.




Dopo siffatti ubertosi anacronistici e inclitici pareri della contro e parte, io chiedo qualche moina o, al più un fazzolettino, all'amica Bruna: non ci resta che piangere ;-( . A meno che... a meno che.... intervenga il mio Maesto FILO a mettere in riga tali discorsi lisergici, con la sua spiccata semplice, irrefragabile dialettica, comprensibile a tutti, altro che messer Peltier 14 con le sue cariatidi e bovarisme allusioni redimitive.

Il quale Peltier14, detto papale papale, e dissacrando dissacrando, vuole approssimarci alla VERITA', ma questa merita un altro discorso, per tempi più maturi. Per il momento ci accorgiamo, tra uno scherzo e l'altro, che qualcosa è venuto fuori. Uomo, nuvole ed infinito... Un rapporto che si ripete nel tempo, in ogni tempo, con i suoi tempi e che non sembra sia disposto a denunciare le sue radici di origine.
Un saluto e... grazie a madonna Bruna per il fazzolettino
Filodeon Filodeon 03/05/2019 ore 11.28.28 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Peltier14 scrive:
.................La marea crescente dell'entropia....................
........................spazzerà via.................................
.................questo piccolo momento chiamato io..................
.......................per restiturci................................
...................,,alla Vita svelata...............................

La connessione di codeste frasi, se le prendo come dei versi poetici di una strofa, può andar bene, ma se volessi analizzarli logicamente come grammatica insegna a sequenziare, per l'appunto, logicamente la struttura dell'informazione che mi viene trasmessa, mi metti nella nella condizione di trovarmi alle prese con un mistero vero e proprio, per non volerlo chiamare una contraddizione : se infatti l'io annichilisce, mi sembra che poi tu lo fai risuscitare restituendolo alla vita svelata, come dire che quando era un "IO" pronome in prima persona singolare, se la passava non tanto bene, ma poi sembra che tu lo abbia fatto risorgere all'interno di un "NOI" pronome di prima persona plurale, restituendolo assieme ad una vagonata di altri IO, dove "vagonata" sta per stormi se di IO metamorfizzati in creature aeree si tratta oppure, in banchi, se in creature marine, oppure in popolazioni se la palingenesi non è andata a buon fine, tenendo presente che solo se di banchi, branchi stormi sciami si tratta, allora c'avresti ragione,,,vale a dire che tu questi io li consideri risorti oppure individui dall'identità personale altra da quella annichilita?
..................Ognuno sta SOLO sul cuore della terra------------------.
......................ma trafitto da un raggio di luna....................
.....................si troverà subito assieme col sole...................
20071524
@Peltier14 scrive: .................La marea crescente dell'entropia.................... ........................spazzerà...
Risposta
03/05/2019 11.28.28
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
KitCarson1971 KitCarson1971 03/05/2019 ore 16.46.58 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
La connessione di codeste frasi, se le prendo come dei versi poetici di una strofa, può andar bene, ma se volessi analizzarli logicamente come grammatica insegna a sequenziare, per l'appunto, logicamente la struttura dell'informazione che mi viene trasmessa, mi metti nella nella condizione di trovarmi alle prese con un mistero vero e proprio, per non volerlo chiamare una contraddizione : se infatti l'io annichilisce, mi sembra che poi tu lo fai risuscitare restituendolo alla vita svelata, come dire che quando era un "IO" pronome in prima persona singolare, se la passava non tanto bene, ma poi sembra che tu lo abbia fatto risorgere all'interno di un "NOI" pronome di prima persona plurale, restituendolo assieme ad una vagonata di altri IO, dove "vagonata" sta per stormi se di IO metamorfizzati in creature aeree si tratta oppure, in banchi, se in creature marine, oppure in popolazioni se la palingenesi non è andata a buon fine, tenendo presente che solo se di banchi, branchi stormi sciami si tratta, allora c'avresti ragione,,,vale a dire che tu questi io li consideri risorti oppure individui dall'identità personale altra da quella annichilita?
..................Ognuno sta SOLO sul cuore della terra------------------.
......................ma trafitto da un raggio di luna....................
.....................si troverà subito assieme col sole...................



Mi son permesso di nominarlo, ed ecco, che dire? Le mie parole non bastano, ogni sciorinamento verbale non potrà mai portare paradigmi di sorta. La lingua italiana svilisce anche un eventuale calepino d'altri tempi. Il Maestro Filo va ben al di là di ogni vetta conosciuta dello scibile. In poche frasi ha dato dimostrazione sensata, appiattendo ogni coacervo e abulico ruminamento filosofico edito dall' IO di Roby e 14.

L'uomo di Verona lo devo incensare, mi si consenta, ci sta illuminando d'immenso, come un albedo, un potpourri di antichi vintages. Possano giungergli i miei più sentiti omaggi. Il Maestro, deve intendere ciò come una ovvia e genuina parresia, misera e mucida se vogliamo, non degna di Lui, ma doverosamente e ugualmente dal sottoscritto sentita.

Tornando all'"Io", a quello vero.... Qui me lo stanno alterando, chi vorrebbe entrare in competizione col Maestro, lo sta invadendo, allungandolo, travasandolo come i vignaioli disonesti, e andemo, poche ciacoe, diamo all'IO ciò che è dell'IO y a nosotros lo que es de nosotros... In filosofia l'idea di IO ha ricevuto le interpretazioni più varie, e non sono mancati i filosofi che ne hanno messo perfino in dubbio l'esistenza: secondo una definizione classica quanto generica è il soggetto opposto all'oggetto.

Col permesso del mio Maestro entro nel profondo (sperando di non sprofondare nelle bavosità dell'IO), asserendo che un'altra definizione considera l'IO il centro unitario a cui viene costantemente riferito un succedersi d'esperienze e che mantiene la coscienza della propria identità nel continuo mutare delle esperienze stesse. Tale centro però, può essere considerato sia come principio unitario autonomo, indipendentemente da qualsiasi organismo, e quindi identificato con l'anima o spirito, sia come nucleo di una somma di esperienze dipendenti da un complesso organico. In quest'ultimo caso si distingue un IO come organismo nel quale si svolgono quelle esperienze, o IO somatico, e un IO risultante dal contenuto delle esperienze organizzate in un tutto dinamico, o IO psicologico. Mi fermo non vorrei indispettire madonna Bruna.
Un saluto

mastro6 mastro6 03/05/2019 ore 17.44.34 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Peltier14 scrive:
Non si tratta di trovare un metodo di analisi alternativo,poiche' cio' ci riporterebbe al punto di partenza,in quanto sarebbe una falsa copia di quello originario. L'alternativa e' radicale.
Ogni tipo di individuazione psico/fisica che osserviamo e recepiamo nella rappresentazione dell'universo che descriviamo e'sempre accompagnata da una riduzione temporanea dell'entropia. L'io che ''sentiamo'' ne e' l'effetto piu' vistoso. Appena il livello entropico ,superato l'equilibrio e la compressione temporanea,torna a riassumere il valore medio di fondo, il nostro IO sublima (non ho utilizzato il termine evapora non a caso), in ogni caso quell'Io tutto nostro,soggettivo,sociale ,storico MUORE in senso profondo e definitivo. Di autentico e certificato c'e' solo questo anichilimento. Pensare quindi di servirsi di analizzare molti dei temi che si tenta di affrontare in questa sede con gli strumenti tipici di questa individuazione che chiamiamo Io, e' come sperare che un eco ci restituisca un suono diverso da quello iniziale. Qualcuno dira': ma non abbiamo che questo,noi in fondo siamo l'Io, cos'altro fare? La marea crescente dell'entropia spazzera' via un piccolo momento chiamato Io per restiturci alla Vita svelata. Fuori da ogni condizione di lacerazione d'innanzi a noi vedremo per la prima volta quel cerchio sempre disatteso e sognato.


Vorrei tentare di rendere semplicistico e basico il concetto dell'Io paragonandolo ed assimilandolo alla singola goccia di pioggia nel pieno di un temporale: a secondo dei punti di vista si potrà dire che una goccia è uguale ed identica all'altra, ma tanti potrebbero dire che non contiene le stesse identiche molecole, non segue la stessa traiettoria nella sua caduta, non cadrà allo stesso modo, potendosi infrangere su asfalto, su una foglia, su altra acqua, su una testa calva o su una folta capigliatura...
Dunque siamo uguali, inautentici.
Oppure unici, autentici.
Diventa filosofia, senza dubbio.
Io dico che siamo ancora un pò diversi pur nella nostra essenza di forme, abitudini, pensieri abbastanza sovrapponibili e, se posso lanciare una idea nuova, se definiti attraverso un sistema di block-chain saremmo assolutamente diversi, autentici, tutti.
Un pò come dire (semplicisticamente come sono abituato a fare): non è che percorrendo la stessa strada diventiamo tutti uguali!
amicotuo913 amicotuo913 03/05/2019 ore 22.47.25 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
a secondo dei punti di vista si potrà dire che una goccia è uguale ed identica all'altra, ma tanti potrebbero dire che non contiene le stesse identiche molecole

Questa affermazione è discutibile: a me pare ovvio che "sembrino" uguali ma che in realtà non lo siano.
Credo anche che ognuno di noi, come le gocce di pioggia, sia unico.
Del resto, trovatemi voi due cose o due esseri umani uguali in tutto e per tutto, sia fisicamente sia mentalmente.
Il fatto è che si può essere inautentici pur essendo unici.
mastro6 mastro6 05/05/2019 ore 18.27.59 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@amicotuo913 scrive:
Il fatto è che si può essere inautentici pur essendo unici


Riporto il termine autenticità (e quindi autentico) da Wikipedia:
Il termine diretto da cui deriva quello di autenticità è "autentico" (dal lat. tardo authenticus che vuol dire "autore", "che opera da sé" e che significava in senso lato "avere autorità su se stessi"). La parola è composta da autòs (sé stesso) ed entòs (in, dentro) e quindi in senso più pregnante autentico può voler dire che autentico è ciò che si riferisce alla nostra vera interiorità, al di là di quello che vogliamo apparire o crediamo di essere.

Ed aggiungo (di mio): ...ed al di là di quello che appare ad altri.

Siamo inautentici (forse) perché seguiamo strade tracciate da altri, ma autentici quando ce ne discostiamo, quando non subiamo gli altrui condizionamenti (che però, in quanto esseri sociali, abbiamo deciso di accettare).
Gio.1947 Gio.1947 05/05/2019 ore 22.42.50 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 scrive:
Siamo inautentici (forse) perché seguiamo strade tracciate da altri, ma autentici quando ce ne discostiamo, quando non subiamo gli altrui condizionamenti (che però, in quanto esseri sociali, abbiamo deciso di accettare)

Mi suona un po di auto-assolversi perchè la società e la politica gestisce le nostre vite ed accettiamo quello che ci viene imposto, ma ci auto-convinciamo che ha decidere siamo stati noi
amicotuo913 amicotuo913 06/05/2019 ore 00.09.39 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@mastro6 :
Hemm...sono costretto a richiamare la vostra attenzione sul fatto che non si discute del termine "autentico" in se stesso, ma del senso che intendeva dargli Heidegger.. Mi sembra che lui sostenga che solo con la completa consapevolezza della propria morte si possa vivere la vita e che si possano rendere "autentici" i tre momenti, passato, presente e futuro, che la compongono. La tendenza, emergente già ai suoi tempi ed evidenziatasi ancora di più ultimamente (almeno a mio avviso), tende invece ad escluderla e così noi viviamo per così dire nella futilità, come se fossimo eterni ed anche quando parliamo della morte, parliamo sempre della morte altrui, usando magari, anche qui, il si impersonale; si muore, si vive, si ruba, si dice, si fà; un "si" che sostanzialmente non dice nulla e declina ogni responsabilità, mentre "Esserci" è invece personalmente molto impegnativo.
Merita anche dire che forse la consapevolezza della morte non è una visione demoralizzante, bensì un validissimo aiuto a vivere in modo autentico, perchè rende fondamentale il concetto di "esserci".
Peltier14 Peltier14 27/05/2019 ore 18.04.44 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@KitCarson1971 : su quando, tu riterrai maturi i tempi affinche' questa VERITA' che citi possa palesarsi con opportuna dialettica, ti invito a darcene comunicazione affinché il Sacro e la Logica formale non se ne abbiano a male.
Peltier14 Peltier14 27/05/2019 ore 18.23.51 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Inautenticità della nostra vita

@Filodeon scrive:
La connessione di codeste frasi, se le prendo come dei versi poetici di una strofa, può andar bene, ma se volessi analizzarli logicamente come grammatica insegna a sequenziare, per l'appunto, logicamente la struttura dell'informazione che mi viene trasmessa, mi metti nella nella condizione di trovarmi alle prese con un mistero vero e proprio, per non volerlo chiamare una contraddizione

Ma quelle frasi a cui tu ti riferisci e che io ho detto, se tenti di aprirle con il grimaldello di una penosa logica formale,si dissolvono e questo tu lo sai. Cogliere la contraddizione e' un'operazione scellerata e pretestuosa. Non abbiamo da compiacere nessuno.Se qualcuno teme l'inferno si dia fuoco alle ali.

Rispondi al messaggio

Per scrivere un nuovo messaggio è necessario accedere al sito.