Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Peltier14 30/07/2019 ore 16.39.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Un ''Golgota'' per tutti

Che la nostra condizione esistenziale sia problematica, e' forse l'affermazione piu' condivisa da tutti in tutti i tempi. In questa circostanza pero' vorrei focalizzare la problematicita', cosi' come da noi avvertita a livello esistenziale in termini ristretti. Quindi accantoniamo tutte le difficolta' del quotidiano di ogni ordine e grado per puntare su quella che subiamo come disagio derivante unicamente dalla considerazione di trovarci fiondati in un deserto sconosciuto ed inospitale. Cio' apre ad una serie di interrogativi conseguenziali, che concorrono a quell'insanabile ''mal di vivere''. Il modo coatto e non partecipato di questa chiamata, la condizione intellettiva capace di considerazioni teleologiche senza una risposta, l'interruzione accidentale di tutto cio' senza una prospettiva certa e potete completare voi la lista tragica. Ora tutte queste considerazioni citate sarebbero scardinabili seppur a fatica, ma il punto e', l'opportunita' di tale architettura sentita e insopportabile. Tutto il quadro di lacerazione verra' risolto nell'ambito di una transcomprensione alla quale accederemo,ma intanto e' richiesto da noi il Golgota. Questo aspetto porta per me a due considerazioni possibili: una come esistenza vista in termini di effetto di una CAUSA a monte, e l'altra (per i non laici) ad una struttura non ''omogenea'' di chichessia l'Artefice.
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Che la nostra condizione esistenziale sia problematica, e' forse l'affermazione piu' condivisa da tutti in tutti i tempi. In...
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30/07/2019 16.39.48
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KitCarson1971 KitCarson1971 30/07/2019 ore 17.57.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@Peltier14 :


Ciao. Già già, L'amico Peltier è or ora meno poliptotico, più comprensibile a tutti (credo). La sua apertura, il suo incedere non si sposta però più di tanto dal ritrito argomentare sulla sofferenza, sulla vità e sul perchè... sono questi i grandi ENIGMI CAPITALI, il litotele finale l'è e sarà, SEMPER QUEL. Non che non sia interessante, ci mancherebbe, ma il nostro dibattere (seppur lodevole) non ci porterà MAI al di là di una intrinseca iperestesia del tutto intimamente informale. Comunque sia entriamo nù poco su alcuni termini, partendo dalla fine... dalla signora che non ha bisogno di alcuna falciatrice: SORA Morte Corporale...(gran donna mi conSCenta, direbbe myster bunga bunga) :-))) .

Se questa (la morte) venisse compresa, assimilata e sentita nel modo giusto da tutti noi, la nostra stessa vita, ma anche la stessa società sarebbe certamente diversa. Una comprensione che cambierebbe il nostro indirizzo, verso una vita completamente diversa da quanto stia avvenendo, per le scelte che ne seguirebbero (sia pure in parte vincolate da un libero arbitrio non totale ma in parte condizionato) di noi individui, così immersi nei continui tumulti, in continue ansie, con il solito CONTRASTO felicità - infelicità che, in un insieme apparentemente casuale, caratterizza lo svolgersi delle nostre esistenze.

Credo sia questo, volente o nolente, l'enigma che ci fa torcere e ritorcere contro tutto e tutti: che si nasca, che si viva e che si muoia ne siamo tutti consapevoli, ma è certamente il "sopravvivere, la sopravvivenza, l'aldilà", che lascia dubbiosi la stragrande maggioranza di noi (di voi...), da questo mystero di sopravvivenza nascono e si perdono le nostre intenzioni. Soltanto imparando a vivere ogni giorno nel modo migliore e più fruttuoso per noi stessi e per gli altri, al momento della morte si potrebbe sconfiggere definitivamente il timore dell'ANNULLAMENTO di sè stessi, il timore della morte.
Un saluto
mastro6 mastro6 31/07/2019 ore 00.33.06 Ultimi messaggi
Peltier14 Peltier14 01/08/2019 ore 23.39.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@KitCarson1971 : Non intendevo porre l'accento sulla questione Morte,mi sembra gia' oggetto di discussione da non molto.Inoltre per quel che mi suggerisce il mio pensiero ritengo quest'ultima(la Morte), marginale e di ininfluente apporto in merito alla questione esistenziale. L'approfondimento vertiva invece su come l'esistenza e' percepita,sentita e come da cio' scaturiscano delle considerazioni su ''Quanto'' puo' averle emanate. Essa possiamo considerarla come una matrice che ha in sé il potenziale espresso nella fase immanente. E' come la firma posta su un'opera,da essa si puo' risalire all'autore ed alle sue caratteristiche . La questione era questa ed inoltre ho azzardato in conclusione due ipotesi concettuali(per ovvie ragioni di appesantimento solo citate) . Ho terminato.
Peltier14 Peltier14 01/08/2019 ore 23.50.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@mastro6 : Non accetto ne tantomeno posso condividere tale affermazione se non supportata. Non intendo essere pedante e noioso ma e' tempo che questa questione del Dolore,del soffrire sia espressa nella sua essenza. Non ti pongo la non domanda di cosa esso sia, ma l'impianto sul quale poggia, in che modo esso produca codesti effetti miracolosi da te citati, attraverso l'aforisma,. E' tutto
mastro6 mastro6 02/08/2019 ore 00.22.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@Peltier14 scrive:
Non accetto ne tantomeno posso condividere tale affermazione se non supportata. Non intendo essere pedante e noioso ma e' tempo che questa questione del Dolore,del soffrire sia espressa nella sua essenza. Non ti pongo la non domanda di cosa esso sia, ma l'impianto sul quale poggia, in che modo esso produca codesti effetti miracolosi da te citati, attraverso l'aforisma,. E' tutto


L'ho citato in risposta del tuo Th: Un Golgota per tutti, che mi fa pensare ad una impronta di dolore e di patimento, per tutti, indistintamente.
Mediamente, ognuno ha problemi, in periodi della propria vita o diffusamente ma questa non è una costante, anzi possono esistere periodi, momenti, circostanze che fanno eccezione e sono felici, spensierati, leggeri.

Fa parte del proprio carattere la capacità di isolare questi momenti, e renderli importanti, oppure svilirli; non credo si possano stabilire regole valide per tutti, dunque il focus sll'argomento non sarà affatto preciso, chirurgico, e da questa considerazione (non fatta esplicitamente prima) avevo inteso alleggerire la complessità della tua domanda.
Ho attraversato il Golgota, più volte, ma sono tornato anche spesso a valle.
20122687
@Peltier14 scrive: Non accetto ne tantomeno posso condividere tale affermazione se non supportata. Non intendo essere pedante e...
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KitCarson1971 KitCarson1971 02/08/2019 ore 11.28.17 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@Peltier14 scrive:
L'approfondimento vertiva invece su come l'esistenza e' percepita,sentita e come da cio' scaturiscano delle considerazioni su ''Quanto'' puo' averle emanate.




Al di là degli infantilismi teologici che se ne potrebbero derivare, il titolone verte, senza ombra di smentita, della sofferenza dell'essere umano posto su questa biglia che trottoleggia nello spazio infinito. Le risposte-opinioni-considerazioni sono logicamente differenziate, così come ben dice il dottor Mastro6, essendo per propria natura ognuno di noi diverso da altri. L'argomento della sofferenza quotidiana riguarda l'essenza dell'uomo e delle sue origini, l'area culturale e "sapienziale" di ogni epoca. Le considerazioni, dicevo, non possono che essere multiple ma, per quanto mi riguarda, una sta nel fatto, di limpida, incontestabile logica: che l'infima durata della vita umana non può (qualunque sia il suo "contenuto morale"e su questo venga inevitabilmente da più parti considerata) misurarsi con l'eternità del nostro "composto" chimico. E qui mi fermo. E' meglio...

Quindi Golgota attuale sì, configurato nelle vita di tutti i giorni, ma il mio ragionamento lo surclassa almeno dal punto di vista strutturale-temporale, ciò non significa "abbuffarsi" di puritanesimo scientifico-religioso, tutt'altro, Non seguo certamente un puritanesimo, o un "moralismo" di radice religiosa, cui ha sempre fatto comodo (anche come strumento delle gerarchie ecclesiastiche) distorcere la condotta della vita umana secondo i canoni delle varie chiese e degli pseudo rappresentanti della divinità. Penso che questo pensiero basti anche per l'enigmatico mio Maestro Filo... il quale credo sia nel giusto solo fino a quando non esagera nel ricalcare smodatamente gli "infantilismi teologici"...

Pensare, riflettere, verificare con la propria testa, criticamente, rendendosi conto "dell'intorno" e del contesto dei problemi esistenziali, questa è l'unica maniera per non soggiacere alla fumosità teologiche del poter- saper vivere, o di qualunque altra natura (ideeologica, sociale, politica, ecc.).
Un saluto


b.slaves b.slaves 02/08/2019 ore 13.08.56 Ultimi messaggi
brunalu brunalu 02/08/2019 ore 20.25.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@b.slaves scrive:
Solo accettando il Golgota si arriva alla Resurrezione


Ossignur! :amen

Filodeon Filodeon 03/08/2019 ore 12.01.58 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@KitCarson1971 scrive:
Al di là degli infantilismi teologici che se ne potrebbero derivare,

E bravo il mio Allievo che invito ad essere meno enigmatico del suo Maestro, che poi, a mio modesto parere che non più soltanto autoreferenzialmente ho il piacere di condividere, sarei io, me stesso, con tutta la mia consapevolezza esistenziale, scarpe, anzi, nella fatispecie, sandali e tutto, chiedendogli la cortesia, spinto in questa richiesta dall'osservazione fatta da Peltier al Ma(e)stro mio esimio collega, che senza nessun ombra di impertinenza o ironia da prete(*)( ha commentato la sua poetica constastazione di un'assegnazione democraticamente indiscriminata per un Golgota per tutti, con un'altrettanto rassegnata ma rasserenante poetica constatazione, con tanto di paronomastico paralogismo :" Il patire fa imparare", al che, non perchè risentito, ma per rilanciare il filo logico del discorso il Peltier ha replicato." Non accetto ne tantomeno posso condividere tale affermazione se non supportata", così, alla stregua e nel medesimo tempo sulla falsariga di tale politically correct, il tuo Maestro gradirebbe il supporto di quanto in questa sede è stato da lui quotato e questo non tanto per un controllo sulle affermazioni CICAPiscounamazza, ma per eventualmente ricredermi se la mordacità astiosa è solo una mia impressione, dal momento che se tu ti provassi ad esemplificare qualche "infantilismo teologico da te riscontrato (come se se il pesssimismo fosse sinonimo di infantilismo) giusto per togliere il sospetto che si tratti di gratuiti insulti che quando suonano come tali si possono in tutta tranquillità rimandare al mittente, se non con la psicocinesi, almeno col teletrasporto attraverso le elettroniche tastiere digitali di cui, grazie alla quarko tanglodinamico meccanica siamo in grado di disporre...Un saluto.

(*)Immpertinenza pretesca e ironia sacerdotale di chi, anche se forse non è nelle sue intenzioni, ingenera nella comunicazione dei suoi messaggi l'impresssione che sia veramente un prete, prete che però, avendo finito inevitabilmente per constare, magari nel mezzo del cammino del suo cursus honorum, magari arrivato ad essere un prelato di Santa Romana Chiesa, che la sua causa sia rivelata non dico persa, ma una inesistente illusione, copre il sul suo inevitabile disagio, che a me non puoi, o egregio allievo, camuffare sotto una vernice di accettabile ironia, come l'umoristica allusione degli occhiali scuri del mio collega come concausa del suo pessimismo o il mio modo di trattare i concetti come se fossero un'insalata mista , assemblando fragole con pomodori, padre Pio con Cinciuncing e attribuendo questa mia "confusione" ((( che però chiamerei, ma non per, lungi da ,me giustificarmi, ma per dare a Cesare quel che è di Cesare e alla "quantomeccanica" quello che è di sua pertinenza anche se non esclusiva, chiamerei piuttosto non "confusione", sibbene "intanglazione" intanglamento intanglamentazione intanglamentazionitudinismo intanglamentazionitudinismicismo intanglamentazionitudinisticità , che ricorrendo all'accorgimento logico matematico della semplificazione dei fattori e degli addendi che si applica alle equazioni matematiche, che è poi l'unico modo per risolverle, vuoi equazioni vuoi parole, chiameremo, anche per evitare asfissie logiche da apnea mentale, semplicemente "tanglità ))) come concausa della Weltascaung pessimistica che ci accomuna di cui al contempo siamo vittime e fruitori, nè di più ne di meno di quanto lo siano coloro che invece scelgono, facendo invece come gli struzzi, la Weltanscaung ottimistica, ma, adoperando una metafora familiare, nascondendosi dietro il proprio dito o guardando il dito piuttosto che quello che indica ( come vedi sono tutti concetti interscambiabili che come bombe a mano lanciate contro il nemico, se non scoppiano, cioè se non sono affermazioni supportate, motivate, suonano senza però deflagrare come astiose mordacità nonostante la tua assicurazione che non del tutto convinto tu stesso, affermi trattarsi di puro umorismo, ma ti dirò di più, codesto tuo modo di fare mi richiama il comportamento di una madre ai grandi magazzini nei confronti del figlioletto al quale aveva affibbiato un fragoroso ceffone , accompagnato da un incongruo "Tesoro, smettila di infastidirmi" Ci sarebbe da meravigliarsi se poi a casa, il bambino dopo aver assistito ad un programma televisivo, invitato a spegnere la TV, puntasse invece il telecomando su di lei nel tentativo spegnere la madre ? Ma soprattutto chi ha questo modo di fare da prete, mi richiama lo stile del pubblicista, motivatore, opinionista che mi riesce il più antipatico di tuti quelli che mi risultano tali vale a dire il mentore di Mediugorje, che dà l'impressione, soprattutto per quel ricorso eccessivo all'intercalare di "cari amici", almeno nel suo modo di fare ( di "cari amici" in una sua catechesi ne sono arrivato a contare 120 e poi mi sono stancato prima che terminasse))che da tutto sarà spinto ad agire, ma, salvo l'improbbile evenienz che non si tratti di un fanatico stincoo di santo, ma su questo pongo una vagonata di riserve, non certo per la salvezza delle anime: che vuoi che ti dica un prete perfetto, nel suo genere bisogna ammettere che è ben riuscito, tonaca e scarpe e tutto... Un saluto
20123466
@KitCarson1971 scrive: Al di là degli infantilismi teologici che se ne potrebbero derivare, E bravo il mio Allievo che invito ad...
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03/08/2019 12.01.58
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brunalu brunalu 03/08/2019 ore 13.12.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

Ma non sarebbe meglio mettere qualche punto ( . ) in più quando si scrive?
Così, giusto per poter ogni tanto respirare e soprattutto per poter raccogliere le idee e capire il senso di quello che si sta leggendo.
E' come fare una maratona, e io non ho più l'età! :-(
mastro6 mastro6 03/08/2019 ore 13.43.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@Filodeon scrive:
per eventualmente ricredermi se la mordacità astiosa è solo una mia impressione, dal momento che se tu ti provassi ad esemplificare qualche "infantilismo teologico da te riscontrato (come se se il pesssimismo fosse sinonimo di infantilismo) giusto per togliere il sospetto che si tratti di gratuiti insulti


Anche una scimmia sa bene distinguere da chi e da cosa difendersi. (La scimmia, traslando, sarei io)

Con questo voglio solo precisare che non c'è bisogno di studi ma solo di istinto per capire il carattere delle persone, dunque siamo tutti pari nel discernimento.
Non siamo altrettanto pari, direi, nei caratteri, nei modi, nella personalità, nella sensibilità.
Basta saperlo.
20123492
@Filodeon scrive: per eventualmente ricredermi se la mordacità astiosa è solo una mia impressione, dal momento che se tu ti...
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KitCarson1971 KitCarson1971 03/08/2019 ore 15.05.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti



Anzi tutto un doveroso inchino caro Maestro :inchino .
Ma poi, ad eventuali parti invertite, se tu fossi l'allievo dovrei sculacciarti. Sembrava cominciassi a comprendermi, e invece.... Sob, gneee, ;-( bestia come sto soffrendo, mi sto mordendo i capezzoli... tacciarmi da prete quando similmente da otras lugar mi tacciano per MANGIAPRETI. Maestro carissimo, ti prego, non metterti al centro dell'Universo. Con "infantilismi teologici" volevasi indicare tutto ciò che ci è stato introdotto magistralmente, quasi come in endovenose cicliche, fin dal momento della morte di un Giusto su tal Golgota, forme teologiche spicciole e spesso assurde per chi cercava, e tuttora cerca di sopperire, dando assenso monocolo-settario a sentieri tracciati già da altri. Non vedo come avete potuto almanaccare tu e l'amico frate-rno Mastro 6 su una frase certamente NON diretta. Cos'è poi questo continuo refrain sulle offese personali? assurdo, RIPETO, io scherzo, NON offendo, MAI! (che prete timorato di Dio sarei altrimenti...).

Proverò a venirvi incontro pur restando nell'ambito "Golgota-sofferenza di Peltier, se però andando per vie traverse mi fraintendi ancora, va da sè che mi cercherò un'altro Maestro, chessò, Topolino, o il mio pard Tex Willer... Bisognerebbe anzitutto non nascondersi, ma fare un salto qualitativo che faccia riscontro ad un diverso tipo di "comunicazione", affrontare senza remore il problema avanzato dall'autore (Peltier) che, a ben vedere affronta lo stesso problema della solitudine e della sofferenza, seppur visto da angolazioni differenti.

Solitudine che tu, caro Maestro, forse perchè anche da non sposato e con prole, stilli ad ogni rigo. Ovvio che NON è una colpa, ad ognuno il suo, magari ho più problemi io con moglie e due figli... Il nocciolo va posto nel nostro stesso essere, l'uomo in definitiva è costruito per vivere da solo. L'essere, anche indipendentemente dal corpo, è costruito per stare da solo. LO dico, almeno dal mio punto di vista in RELAZIONE allo SPIRITO. Lo spirito è un'unità che rappresenta proprio un "numero", ed esso è costruito per essere autosussistente, autosufficiente, quindi per poter stare da solo. Cioè, esso da solo può esistere. Contemporaneamente lo spirito è però anche un essere che non sta da solo, in quanto esiste proprio la tendenza a raggrupparsi con quelle altre forme che intellettualmente e conoscitivamente rientrano nell'ambito dei suoi interessi.

Io credo che siano punti da meditare ma che suonino forse incomprensibili e quindi sprecati su di un forum. Ecco, lo dico: il Golgota dell'amico Peltier penso sia da considerarsi nella solitudine. Ma va pur ripetuto che l'uomo, in effetti, pur nella folla, nella vita associativa, a qualunque livello continua a portarsi dietro la SUA solitudine, perchè per quanto possa avere scambi con esseri amati, o aventi interessi simili, tuttavia c'è una parte di lui che continua ad essere solitaria: i propri pensieri, il proprio inconscio, ciò che l'uomo (ma anche l'utente Bruna...) ha veramente dentro ed è incomunicabile: questo è il nodo della solitudine che per alcuni porta tristezza ed isolamento, e non c'è niente da fare. L'aspirazione massima, ed io lo spero per loro, è di non intristirsi oltre misura, la vita va vissuta comunque, nel miglior modo possibile che l'etica individuale propone.

Se il dottor Mastro 6, per questa mia, non mi sbraga con un "mi piace", giuro che prendo i voti... :hihi



mastro6 mastro6 03/08/2019 ore 15.43.04 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

...dovrei sculacciarti...
...Sembrava cominciassi a comprendermi...
...sto soffrendo...
...mi sto mordendo i capezzoli...
...mi tacciano per MANGIAPRETI...
...Non vedo come avete potuto...
...io scherzo...
...NON offendo...
...sarei altrimenti...
...Proverò a venirvi incontro...
...se però... mi fraintendi ancora...
...cercherò un'altro Maestro...
...il mio pard...
...io con moglie e due figli...
...LO dico...
...dal mio punto di vista...
...Io credo...
...Ecco, lo dico...
...io lo spero per loro...
...per questa mia...
...non mi sbraga...
...prendo i voti...


Condito da: 'Maestro carissimo, ti prego, non metterti al centro dell'Universo'

Non metto il 'mi piace' perchè preferisco discorsi meno autoreferenzialmente compiacevoli, anche se ammetto di apprezzare lo sforzo! :ok
KitCarson1971 KitCarson1971 03/08/2019 ore 17.45.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti



Ma alùra.... alùra, myster Master, lei ce l'ha con me, non affondi la lama, la prego, non sopporto il dolore fisico...

Io avrei terminato, ma si sa, quando ci si ritrova sul "pezzo"... Mi verrebbe seriamente di aggiungere che il cammino della vita è disseminato di durissime prove e di coinvolgenti esperienze che ci pongono di fronte a noi stessi in un costante misurarci. Il ricorrere, nelle avversità, ad alibi mentali per giustificare a noi stessi i nostri eventuali insuccessi o i colpi che ci riserba la sorte avversa è una posizione di comodo che non ci qualifica. Fu detto che l'uomo è figlio del dolore e che nel dolore è il suo riscatto. La partita con Sora Morte è una partita persa in partenza: l'importante è giocarla bene, accettando con forza e serenità di giudizio tutte le vicende che siamo costretti ad affrontare. Non che questo sia facile, ne convengo, ma con lo spirito giusto, ne abbiamo almeno in parte, le capacità.

Postscrittopoidopo, spero che questo ultimo post commuovi l'amicone Mastro e mi dia la tanto sospirata approvazione... altrimenti so già che senza la quale trascorrerò una notte insonne.... :spazzolino :cry
20123799
Ma alùra.... alùra, myster Master, lei ce l'ha con me, non affondi la lama, la prego, non sopporto il dolore fisico... Io avrei t...
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chissadoveequando chissadoveequando 04/08/2019 ore 21.22.23 Ultimi messaggi
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@Peltier14 scrive:
Tutto il quadro di lacerazione verra' risolto nell'ambito di una transcomprensione alla quale accederemo,ma intanto e' richiesto da noi il Golgota.


Scusa, a volte mi è difficile capire il linguaggio di questi post che mi risultano trascendentali nel senso che trascendono la mia capacità di comprendere, desidererei che mi venisse per favore spiegato il senso di questa affermazione: Ci è richiesto il Golgota per accedere alla "transcomprensione". E da chi? e dove è scritto? o forse poiché ho sentito dire che Golgota significa luogo del cranio, quando avremo ucciso tutti gli impedimenti potremo accedere alla comprensione senza ostacoli? Preciso che questa non è una provocazione e che le mie sono domande vere. Se le emoticon di questo forum non fossero troppo piccole per la mia comprensione visiva, qua ci metterei una bella faccina sorridente:)
Peltier14 Peltier14 07/08/2019 ore 19.09.41 Ultimi messaggi
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@chissadoveequando : Intanto cio' che e' ''scritto'' non garantisce a quanto e' scritto la certezza di verita' ,solo per il fatto di esser scritto , mi pare. E poi la questione e' semplice. Ho letto tutti gli interventi che ho apprezzato; ma il mio quesito principe era in che modo il cosidetto Dolore,(cio' che noi percepiamo in termini psico /fisici) possa riscattare. In sintesi non facciamo altro che portare avanti discorsi sulla scorta di affermazioni e sentito dire secolari dandoli per scontati. Quello che viviamo non e' piu' il tempo di sermoni ma di autentiche esplorazioni ed introspezioni. La chiave interpretativa interessante di Carson sulla solitudine, di fatto, apre ad un aspetto della condizione umana,ancor più nascosto, che e' L'Uno ed il Plurimo. Ed infine circa il mandante del Golgota ,evitiamo le trappole di certa logica,non esiste nessun mandante ma il Golgota e' sicuramente un ''problema'' o indizio della matrice ontologica.
20125880
@chissadoveequando : Intanto cio' che e' ''scritto'' non garantisce a quanto e' scritto la certezza di verita' ,solo per il fatto...
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07/08/2019 19.09.41
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chissadoveequando chissadoveequando 08/08/2019 ore 14.44.26 Ultimi messaggi
Filodeon Filodeon 13/08/2019 ore 18.00.33 Ultimi messaggi
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@KitCarson1971 scrive:
dalla signora che non ha bisogno di alcuna falciatrice: SORA Morte Corporale...(gran donna mi conSCenta, direbbe myster bunga bunga) smile ...al momento della morte si potrebbe sconfiggere definitivamente il timore dell'ANNULLAMENTO di sè stessi, il timore della MORTE.
.....L'ANGELO DELLA MORTE E IL SATANA DELLA SOFFERENZA E DEL DOLORE....

Ma perchè mai, amico nostro, vai cincischiando in merito al timore della morte? in quale genere di depravato pessimismo da pretE ti sei andato a contaminare? La morte dovrebbe essere rappresentata da una Venere rinascimentale tizianesca, tuttalpiù polizianesca , delle due noi, qui lo confessiamo e qui lo confermiamo, preferiamo quella di Urbino dipinta dal Vecellio, e non certo quella proposta e raffigurata nei tarocchi che dal comune sentire vien chiamata Morte, ma di cognome fa Dolore e viene, sempre dal sentire comune ( vox populi vox Dei), soprannominata Sofferenza ; ma tu di grazia, in grazia di quale aggrovigliato ragionamento ti arroghi a sentenziare, dissentendo così clamorosamente dalla voce divina in quello che si evidenzia da ciò che hai postato, e cioè che il timore della morte sia dovuto dalla prospettiva dell'annullamento di se stessi? Noi per esempio siamo pervenuti a ben altre CONCLUSIONI MOLTO MENO METAFISICHE e se fai una capatina all'IPAB ( il cui acronimo preferiamo esplicare nonchè eziandio liberamente esplicitare ((( ma senza naturlmente esemplificare, vuoi perchè ne mancherebbe il tempo, vuoi per la deprimente atmosfera che inevitabilmente ingenererebbe la descrittoria esemplificazione ))) e cioè "anticamere della Morte-liberazione che si sconta soffrendo" , se ci fai una capatina, dicevamo, vale a dire nell'ospizio più prossimo che ti ritrovi, potrai constatare che le cose non stanno esattamente così: c'è sì chi è caparbiamente attaccato alla sopravvivenza, "schiavo", anzi, più realisticamente specchio della realtà concreta, "preda" dell'engram genomatico che gli impone perentoriamente di sopravvivere costi quel che costi e per questuni (le prede vittime de predatore genomatico) non vale il detto "quando l'anima si frusta, l'anima si aggiusta", e non so se sia la maggioranza o la minoranza e neanche ci interessa saperlo, ma sappiamo per certo che tra i vecchietti parcheggiati in attesa della signora nudovestita , cioè in adamitica tenuta, ci troverai anche chi coll'anima aggiustata dalle sofferenze, dimostra di aver superato questo step di succobe obbedienza a tale categorico imperativo e avendo superato, se di estrazione culturale cattolica, la paura dell'inferno, chiede ai medici, infermieri, familiari, di essere eutanazzizzato, ma non per suscitare affetto strumentalizzando la compassione, di questo ci si accorge subito dal contesto di sofferenze in cui l'"ospite", ma forse è meglio dire "paziente" si viene a trovare.
Il fatto si è che qua fa mestieri trattatarsi, o amico mio, di sOFFERENZA fISICA ((( dove la "s" e la "e" si trovano ad essere rigorosamente vergate con lettere minuscole per indicare che si tratta di sofferenze e dolori "non degni di essere vissuti" per il fatto che la loro finalità non è la guarigione ma il progressivo sfacelo con conseguente recessione delle funzioni della mente animica nell'irreversibile decadimento delle facoltà cognitive del linguaggio, ma forse questo è un bene dal momento che la perdita della consapevolezza comporta l'attenuazione della percezione della tortura ))) , e non il timore della morte, salvo per chi è stato impastoiato dai preti che se hanno praticato per benino il lavaggio del cervello non fanno altro che far balenare al malcapitato una SOFFERENZA ILLUSORIA(*) come un valore aggiunto a quella fisica lenita dalla speranza di un'altrettanta ILLUSORIA(*) FELICITÀ : da parte nostra, o amico nostro, siamo del parere che la MORTE sia l'archetipo non del NULLA, ma delle sofferenze che ordinariamente comportano tale annullamento, che la "Divina provvidenza nella sua imperscrutabile Sapienza a noi interdetta", ha decretato che avvenga lentamente ((( una punizione, un sadico accanimento delle Divinità ( speriamo che tu abbia capito che l'"imperscrutabile Sapienza della Divina provvidenza etc era solo una figura retorica, un'un'enfatica allegoria, a cui i reti sono adusati a ricorere per consolare gli impastoiati,e purtoppo enfastidire gli "spiriti" liberi", tuttalpiù una personificazione ), le quali sentendosi il centro dei loro mondi e convinte di essere fatalmente immortali, guardano con invidia questo prossimo dischiudersi delle porte dell'annullamento nirvanatico che credono un privilegio riservato solo agli umani ma a loro, con supporti mentali praticamente indistrutibile e comunque clonabili, interdetto ))) e , sempre da parte nostra, preferiamo visualizzarcela ( siamo tornati alla morte ) nonchè immaginarcela non come uno scheletro dal quale nell'impeto della furiosa e disperata cavalcata gli cadono dal corpo gli ultimi residui di brandelli e di carne ((((( vedi bene che è una questione di sofferenza e di dolore, piuttosto che di conclusione nella pace e nel riposo eternamente nirvanatico, ma è una questione estetica e tu mi insegni che de gustibus non est disputandum, del resto un nostro antico professore proponendoci la versione della morte di don Rodrigo manzoniano nella prima versione dove per l'appunto in un rigurgito di vitalità rimastagli nell'agonia, era riuscito a salire a cavallo in una furiosa cavalcata nel disperato tentativo di fuggire dal lazzaretto e di sottrarsi ( noi diciamo, alle sofferenze, ma lui il professore aveva sentenziato, dimostrando in ciò di essere il vero pessimista ) alla morte : " ecco ragazzi, vedete? Qui Il Manzoni ci presenta icasticamente la Morte " impastoiandoci così nel vero pessimismo senza speranza, quando in realtà, col senno di poi, possimoo affermare che semmai era Lucia l'allegoria l'archetipo l'immagine rasserenante della morte ))))) sibbene come un appetitoso e florido corpo di giovane donna dalle carni sode fresche o calde ( a seconda della stagione in cui la Divina provvidenza nella sua etc piacerà di inviarci questo desiderabile ANGELO DELLA MORTE ), sdraiata su di un letto, in un ambiguo atteggiamento di maliziosa femminilità che con la mano sembra nascondere / titilare le pudenda, e diversamente all'assenza di interesse per noi se il gatto quantico esiti come gatto "vivo / morto", la nostra preferenza, ma che come si diceva all'inizio rientra pure nel senso comune, non è neppure da specificare sul tipo di tifo, entusiamo, eccitazione sull'esitazione della donna quantica come donna "vecchia / giovane" o sull'esitazione del demone quantico come demone angelico / satanico...
(*) (*) Dove ovviamente "illusorio" è sinonimo di METAFISICO TRASCENDENTE.

Filodeon Filodeon 13/08/2019 ore 18.51.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti

@Peltier14 scrive:
ho azzardato in conclusione due ipotesi concettuali(per ovvie ragioni di appesantimento solo citate)

C'e qualcuno che gentilmente in grado di indicarci quali sono queste due ipotesi solo citate? Sarà perchè ci siamo appesantiti di nostro, siamo infatti reduce da un papiellone che neppure noiche ne siamo gli estensori siamo in grado di raccapezzolarvicisene, ma ci sembra di ricordare di non essere riusciti a farlo neppure ad una precedente lettura...
20129257
@Peltier14 scrive: ho azzardato in conclusione due ipotesi concettuali(per ovvie ragioni di appesantimento solo citate) C'e...
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13/08/2019 18.51.18
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KitCarson1971 KitCarson1971 13/08/2019 ore 21.38.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Un ''Golgota'' per tutti



Caro Maestro è sempre un piacere. Anche se sottotraccia mi taccia da Curato alla Don Abbondio... Non insista o Folgore di Assur, o Sublime Reminiscenza Ancestrale, La prego: mi a'sò tut'altra roba... Alcune righe per ricordarLe che NON sentenzio, e ci mancherebbe altro: io mi spremo e mi esprimo, mi conSCenta.

Le nostre visioni "mortuarie" non collimano: nella morte non vedo una fine ma un inizio, troppe cose d'effetto personale, me lo indicano. Frase magari ritrita, ne convengo, ma che ben esprime il senso del mio sentire. Discordo in parte sul tuo reiterato concetto dell'eutanasia, nel senso che aggiungere giorni ad una vita inconsistente, potrebbe essere visto come un dileggio, un'offesa alla morale e alla dignità del paziente che "SEMBRA" non più consapevole ed auto sufficiente, ma, mi chiedo e TI CHIEDO: sei certo che sia proprio così come te lo prefiguri, lo stato inerte di tale paziente? Mentale-fisico e ipostatico pure? Nessuno può esserne certo, nemmeno ELLA caro Maestro, che sondi e esprimi pareri-sentenze, dal di FUORI da tale inerte corpo (e meno male...), lo stesso dipanarsi di un'esistenza "normale" ha tempi bui, senza alcun senso e motivo di essere vissuti, ed altri "sostanziosi" degni di essere spesi. Che famo? Applichiamo l'eutanasia e risolviamo i tempi MORTI?...

Caro amico di Verona, le mie conclusioni, dopo oltre un ventennio di "pratiche", mi portano a credere che il significato REALE della nostra presenza in Terra è quello di sperimentare questo mondo nella maniera più intensa possibile, anche nell'immobilismo, considerando filosoficamente e praticamente tale realtà di "passaggio" come un "elemento di conoscenza per CONTRASTO", come l'alter ego della personalità reale dell'individuo (quella che tradizionalmente viene definita come il suo "spirito"). Un completamento diverso dall'immobilità mentale e somatica. Sto parlando di un non poi tanto misterioso "campo d'energia" di cui è formata la nostra individualità assoluta e la nostra personalità reale, cioè quella che un pò alla "carlona" si sottintende come spirito. L'argomento può apparire complesso, mi affido alla sua intelligenza discernitrice caro Maestro.

Se si approfondisce la riflessione su questi argomenti che sono comunque difficili e ostici ai più, si può giungere a considerare che siamo qui per vivere essenzialmente sulla Terra, nel BENE e nel MALE, nel DUBBIO e nell'ANGOSCIA, nella pseudo fede o nel falso ateismo dalla tranquilla coscienza. Dopo, se ci sarà un "DOPO" (come fermamente sono convinto che sia), si scioglieranno via via tutti i puerili nodi della nostra mente, urtata e compressa da mille pensieri, oppure quasi inerte di fronte allo scenario naturale e SENSORIALE della multiforme esperienza.
Un rotondo saluto amicale come l'Arena...


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