Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Peltier14 Peltier14 05/10/2019 ore 16.13.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

Ma perché non restituite a Dio la Sua dignita'.Perché continuate a inbacuccarlo di spoglie umane? Ma Dio non vi appartiene e parlarne in questo modo e' blasfemia. Quel dio di cui sempre parlate e vi riferite e' la mamma, e' il babbo pronti a coccolarvi e comprendervi, concetti molto originali dispensati dalle religioni di Stato. Dio non puo' esistere e non puo' fare nulla per voi. Tuttavia esso ''Fa''', ma il termine, e' assolutamente impropio,molto di piu' di quanto si possa immagginare.
20164746
Ma perché non restituite a Dio la Sua dignita'.Perché continuate a inbacuccarlo di spoglie umane? Ma Dio non vi appartiene e...
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05/10/2019 16.13.22
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mastro6 mastro6 05/10/2019 ore 21.20.00 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@Peltier14 scrive:
Ma perché non restituite a Dio la Sua dignita'.Perché continuate a inbacuccarlo di spoglie umane? Ma Dio non vi appartiene e parlarne in questo modo e' blasfemia


L'errore che tu evidenzi, la valutazione 'umana' di Dio, è sempre in agguato, e (anche) tu ti stai contraddicendo; mentre inviti infatti a non affibbiargli caratteristiche umane, gliene hai data un'altra, che con blasfemia fanno già due!
Peltier14 Peltier14 05/10/2019 ore 22.41.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@mastro6 : Il dio ad uso e consumo umano, al pari di una lattina di birra, ed al quale mi riferivo per la blasfemia e' quello che invocate e pregate, supplicandolo di concedervi grazie e ogni tipo di miracolo. Il dio degli uomini e' blasfemo e verecondo poiché e' la versione dell'uomo/dio cosi utile alla specie umana. Poi non c'e' DIO, con il suo non esserCi che e' cosi' illogico per gli individui poiche' non soddisfa tutte quelle necessita'cosi' demenziali ,ma primarie, a cui le societa' sono cosi' legate e soggiogate. Quando vi rivolgete a quel dio tanto amato nelle chiese del pianeta,di fatto vi rivolgete ad un mago Merlino. Dio non puo' essere invocato, a Dio non si puo' chiedere nulla.
amicotuo913 amicotuo913 06/10/2019 ore 01.44.51 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@Peltier14 :
Per quanto condivida quanto dici, consentimi una considerazione: trovo imprecisa questa impostazione del discorso: "La religione Cristiana.......e' attraversata da profeti e figli di Dio che ,ad un certo punto,si manifestano all'umanita' nascendo. Nel caso specifico il Cristianesimo prevede la nascita di Cristo ad un certo tempo della storia.
Orbene, detto così sembra che la religione sia un sentiero esistente a priori, lungo il quale si siano verificati degli eventi più o meno salienti.
Tralasciando il fatto che il Vecchio testamento sembra essere più che altro la storia di un popolo e delle sue guerre, coprente quasi duemila anni ma scritto da una pluralità di soggetti negli ultimi sec. AC, (e quindi presumibilmente scritta a posteriori) ed il Nuovo Testamento la storia di un uomo, delle sue opere e dei suoi insegnamenti, dai quali è nato il cristianesimo moderno, mi pare che la situazione effettiva sia l'opposto.
Detto questo, mi trovo a concordare con chissadoveequando, laddove scrive:
"In questo modo non c'è ingiustizia o sfortuna, ognuno risponde alla propria chiamata durante la propria epoca, e quello che gli viene offerto è adeguato all'umanità di e in quel momento storico".
Peraltro in Matteo si legge:
5:17) Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. 18..19..20 omissis.
(bisogna dire che è l'unico a trattare chiaramente l'argomento, solo in Luca 16:17, sussiste un versetto in merito, mentre negli altri apostoli risulta solo qualche versetto interpretabile come consapevolezza di continuità.
Comunque un adattamento/adeguamento delle linee guida della religione ai tempi in quel momento correnti mi sembra evidente.
Del resto anche negli ultimi secoli abbiamo visto un continuo evolversi dei concetti cristiani, sviluppatesi forse proprio per evitare contrasti nella società, con buona pace di tutti i credenti.
20164904
@Peltier14 : Per quanto condivida quanto dici, consentimi una considerazione: trovo imprecisa questa impostazione del discorso:...
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EtaPeta EtaPeta 09/10/2019 ore 17.24.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@mastro6 :
Le profezie e la religione hanno qualcosa in comune.
Col tempo si capiscono o si rafforzano.
La religione cattolica ha avuto diversi gradi di sviluppo.
Non è stato il Cristo a scrivere i vangeli, ma gli apostoli.
Inoltre non sono stati gli apostoli a creare il nuovo testamento (scartando i vangeli apocrifi),
ma la chiesa cattolica.
Per discutere di qualunque cosa, c’è bisogno di una “base comune di intendimento”.
Per questo i profeti vengono chiamati così, perché “Pro” “Feriscono” prima di altri.
Precedono i tempi con un modo di parlare non comune e ostico da capire.

20166682
@mastro6 : Le profezie e la religione hanno qualcosa in comune. Col tempo si capiscono o si rafforzano. La religione cattolica ha...
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mastro6 mastro6 09/10/2019 ore 22.51.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@EtaPeta scrive:
Per questo i profeti vengono chiamati così, perché “Pro” “Feriscono” prima di altri.
Precedono i tempi con un modo di parlare non comune e ostico da capire.


Credo che il nostro tempo possa insegnarci più di qualsiasi 'profeta', e se identifichiamo (prima che arrivino) eventi celesti, terrestri, climatici, nessuno grida 'al miracolo'.
Sarebbe ora di leggere il presente, più che continuare ad osannare e mitizzare un passato incerto, vivere un presente fattivo più che destinare ad una 'utopia di vita futura' (e bada bene, non ho nemmeno la necessità di identificarla PRIMA o DOPO la morte) le nostre scelte, rimandando ad un 'poi' ciò che saremo in grado di fare, di capire e stabilire.
Di miti, in testa, ne abbiamo fin troppi e, secondo me, quello dei profeti non fa eccezione.
EtaPeta EtaPeta 10/10/2019 ore 11.31.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@mastro6 scrive:
Di miti, in testa, ne abbiamo fin troppi e, secondo me, quello dei profeti non fa eccezione.

Non sono le persone che scelgono di essere quello che sono(che siano calciatori o profeti), ma è la loro natura che sceglie per loro.
Dai un’occhiata a questa breve favola…

Brani scelti: ESOPO, Favole, VI secolo a.C.
Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!"
"E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione…" rispose lui "È la mia natura!"


Morale:
Nonostante lo scorpione sia consapevole che pungendo la rana annegherà anche lui, non riesce a trattenersi quando la "vocina" interna gli dice che lui è un animale che punge gli altri per sua stessa natura.

Fonte:
https://www.libriantichionline.com/divagazioni/esopo_rana_scorpione

mastro6 mastro6 10/10/2019 ore 12.40.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

@EtaPeta scrive:
Favole



Favole!

Riusciamo a scindere le favole dalla realtà?!?
Peltier14 Peltier14 10/10/2019 ore 22.53.25 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Una temporalita' discriminante

ETA PETA :''Nonostante lo scorpione sia consapevole che pungendo la rana annegherà anche lui, non riesce a trattenersi quando la "vocina" interna gli dice che lui è un animale che punge gli altri per sua stessa natura''.
Cio' e' applicabile alle numerose vocine presenti in ogni entita' di qualsiasi natura. E cio' significa anche una sola cosa, che giacche' siamo quella cosa con quella vocina , non abbiamo scampo,siamo alla merce' di quella vocina. D'innanzi ad una condizione coatta di tale portata che ci rende totalmente dipendenti e schiavi di una natura che ci e' stata stampata nel profondo in modo violento e non partecipato, non e' difficile realizzare che ci troviamo in un lager cinico e perverso. No. I conti non tornano.

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