Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

vensolo 21/10/2019 ore 23.02.58 Ultimi messaggi
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(Nessuno)ma DOPO cosa c'e' ?

VI ARROVELLATE ANCORA, AVETE LASCIATO PERDERE OPPURE AVETE TROVATO ?
8593017
VI ARROVELLATE ANCORA, AVETE LASCIATO PERDERE OPPURE AVETE TROVATO ?
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21/10/2019 23.02.58
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mastro6 mastro6 21/10/2019 ore 23.37.16 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@vensolo scrive:
VI ARROVELLATE ANCORA, AVETE LASCIATO PERDERE OPPURE AVETE TROVATO ?


Non smetterò mai di darVi la possibilità di cercare, di provare a convincermi che DOPO è tutto finito. (finito o finto?)
KitCarson1971 KitCarson1971 22/10/2019 ore 11.05.12 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
Non smetterò mai di darVi la possibilità di cercare, di provare a convincermi che DOPO è tutto finito. (finito o finto?)



Mastro 666 dev'essere parente del pelato Pilato.... lui, egli, esso, non vaglia mai, lui, egli, esso, GIUDICA. Embè, alùra, caro 999, inscì son capaci tutti, mi con e senta. Il SOLITO domandone resta TOSTO, quasi quasi mi appello all'amico bibliotecario di Verona, magari invitandolo in piazza Bra, nel bar sotto i Portici del "Liston" per il "solito"... aperitivo, a mie spese ben inteso... Mi appello al Maestro o non mi appello? Mumble mumble, ma no, meglio non disturbarlo durante il suo pisolino mattutino...potrebbe irritarsi, c'è sempre una primera vez...

Provo a non calcare le sfuggevoli orme di Masto sei sei sei... e affrontiamo il problema dell'Aldilà, strettamente connesso al tema della sopravvivenza, che ha sempre sollecitato l'uomo (pure la donna, Brunalu per esempio...), ma per quanto filosofi ed esoteristi si siano dati da fare , è rimasto (e rimarrà, quasi per tutti) un quesito senza risposta. Insigni studiosi di ogni disciplina e di ogni tempo si sono interpellati, sulla possibilità di affrontare con metodo scientifico il problema della sopravvivenza e dell'Aldilà.

Tuttavia in termini scientifici le numerose risposte pervenute vertono TUTTE sul concetto che non è possibile trovare una risposta al quesito, attraverso una metedologia rigorosamente scientifica. La sopravvivenza umana dopo la morte non potrà mai essere provata con metodo scientifico perchè si tratta di un PROBLEMA METAFISICO la cui soluzione è inaccessibile a chi operi nel mondo fenomenico dell'esperienza. Il problema potrà forse essere affrontato da una scienza nuova che sviluppi metodi sintetici e globali. Prove oggettive della sopravvivenza non ne abbiamo, ma, riconosciuta la legge della materia e dell'energia, questa potrebbe essere applicata alla psiche qualora fosse dimostrata la sua indipendenza dal corpo.
20172303
@mastro6 scrive: Non smetterò mai di darVi la possibilità di cercare, di provare a convincermi che DOPO è tutto finito. (finito o...
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22/10/2019 11.05.12
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mastro6 mastro6 22/10/2019 ore 14.03.47 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Il problema potrà forse essere affrontato da una scienza nuova


Vedi che ogni tanto ragioni, invece che ripercorrere le solite strade, già ampiamente battute?

Il fatto è (può essere) che quel 'forse' non sia nemmeno 'probabile'...

Saluti
Filodeon Filodeon 22/10/2019 ore 16.48.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
La sopravvivenza umana dopo la morte non potrà mai essere provata con metodo scientifico perchè si tratta di un PROBLEMA METAFISICO la cui soluzione è inaccessibile a chi operi nel mondo fenomenico dell'esperienza. Il problema potrà forse essere affrontato da una scienza nuova che sviluppi metodi sintetici e globali

...idem dicasi della "conversione" della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo, dove sangue e vino conservano prima dopo e durante la consacrazione le stesse apparenze di prima durante e dopo, anche se la formula proposta dal concilio tridentino cerca di confondere ancor di più il fedele deluso, forse non sufficientemente ubriacato di rosari e litanie per non riuscire a sconnettere del tutto la razionalità mentale del del buon senso cerebrale, che non può certo accontentarsi del miracoloso ilemorfismo aristotelico ibridato dalla misteriosa transustanzaiazione scolastico - affrettandosi (i tridentino concilio ) a rendere ancora più indigesto il dogma asserendo apoditticamente che, se le apparenze sono sempre quelle di prima, IN REALTÀ è cambiata la "forma sostanziale" o "principio costitutivo" per cui le "sacre specie SONO REALMENTE il corpo sangue anima e divinità di Gesù Cristo" (formula del concetto dogmatico formulato con un ibrido di categorie aristoteliche categorie tomistiche e di categorie paradossalmente assurde, che io avevo imparato a otto anni da suor Celestina che mi aveva impastoiato a dovere per prepararmi alla prima comunione ) : non penso proprio che potrà mai esistere una scienza nuova in grado di sviluppare con metodi sintetici e globali quello che tu chiami eufemisticmente un problema, ma che IN REALTÀ e anche REALMENTE a me appare una vera e propria ASSURDA PARADOSSALE CONTRADDIZIONE , ameno che tu voglia chiamare in causa la quantomeccanica, che però va avanti a suon di vedrifiche prove riscontri e non ha paura ad esporsi nelle sue previsioni alla falsificabilizzazione (volevo ricorrere al termine scolastico cinciuncianghiano, ma ho preferito non ritrovarmi ripetitivo...
"
KitCarson1971 KitCarson1971 22/10/2019 ore 21.00.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
ma ho preferito non ritrovarmi ripetitivo...


Si ripeta, si ripeta caro Maestro, ciò Le è essenzialmente, sottilmente congeniale. Non sto affermando che la Sua retorica sia inutile, a Lei indubbiamente serve, come sempre La distingue... lo spaziare diversificato non è mai stato per Lei un problema. Restringiamo però il Suo campo, andiamo direttamente al raccolto, sia stitico per una volta, Si tranquillizzi però, l'olio di ricino è passato di moda...

Mi permetto d'insistere: il problema NON è risolvibile scientificamente perchè la scienza si realizza nel mondo SENSIBILE DELLA REALTA', mentre la sopravvivenza si svolge nel mondo soprasensibile. La prova scientifica della sopravvivenza è impossibile perchè l'anima, la sua immortalità e la sua esistenza indipendente sfuggono, per loro natura, alla scienza. Il concetto dove vai spesso a parare (e che gli atei prendono in considerazione unica), è che proprio in considerazione che l'idea della sopravvivenza e dell'Aldilà non è possibile raggiungerla con mezzi razionali, ma solo attraverso una posizione di fede, la ritengo riduttiva, troppo di parte, spropositamente atea.
Omaggi
mastro6 mastro6 22/10/2019 ore 21.20.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
il problema NON è risolvibile scientificamente perchè la scienza si realizza nel mondo SENSIBILE DELLA REALTA', mentre la sopravvivenza si svolge nel mondo soprasensibile. La prova scientifica della sopravvivenza è impossibile perchè l'anima, la sua immortalità e la sua esistenza indipendente sfuggono, per loro natura, alla scienza


Quindi, per buon senso, mi aspetterei che MAI E POI MAI mi si mettesse davanti ad una posizione fideistica volendola SPACCIARE per VERITA' SCIENTIFICA, anzi mi aspetterei, da parte di chi sostiente questa metafisica posizione veder fare un passo indietro rispetto a discussioni (strettamente) probatorie, probanti, improntate sugli aspetti che NORMALMENTE E CORRENTEMENTE siamo disposti a credere come DIMOSTRABILI.
Insomma, troverei giusto che, chi crede, continui imperterrito a professare la SUA fede, senza tentare di 'convincere' nessun altro, in quanto TALE POSSIBILITA' DI CONVINCIMENTO non è attuabile: proprio quello che dicevi tu, nulla di differente.
20172709
@KitCarson1971 scrive: il problema NON è risolvibile scientificamente perchè la scienza si realizza nel mondo SENSIBILE DELLA...
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22/10/2019 21.20.55
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chissadoveequando chissadoveequando 23/10/2019 ore 11.57.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@kit
Non ho mai scritto in proposito ,perché mi dava l'impressione di mettermi contro una persona che non è mai stata scortese con me,però per il rispetto che ho di me stessa,per non essere ipocrita e fare finta di non vedere, ti devo dire che condivido ciò che ultimamente ti viene detto spesso: parli come da un pulpito,come se tu fossi il possessore della verità unica e incontrovertibile. Puoi crederlo, ma non puoi imporlo agli altri,anche perché questo può indisporre le persone creando verso di te un flusso di negatività che per altri aspetti non meriteresti.
Un saluto con simpatia
20172848
@kit Non ho mai scritto in proposito ,perché mi dava l'impressione di mettermi contro una persona che non è mai stata scortese...
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23/10/2019 11.57.23
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KitCarson1971 KitCarson1971 23/10/2019 ore 14.24.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@chissadoveequando scrive:
ti devo dire che condivido ciò che ultimamente ti viene detto spesso: parli come da un pulpito,come se tu fossi il possessore della verità unica e incontrovertibile.



E' sempre un piacere sentirla (meglio dire leggerla) cara dottoressa Chissà. Prendo seriamente atto di quanto affermi, e questo, di per sè, non mi configura scisso su di un inattaccabile pulpito, nel senso che mi metto continuamente in gioco qui come nella vita di tutti i giorni. Io NOn HO, nè ho MAI detto di avere verità inoppugnabili, ho, come tutti le MIE verità, e a queste mi attengo, pronto comunque ad abiurarle qualora fossero soverchiate da verità più decise e lampanti. Mi spiace venga frainteso, ancor più da una persona attendibile come ritengo tu sia. Il giudizio negativo è dato forse dal tono semiserio delle espressioni? Ma questo fa parte del mio carattere gioviale, LIEVEMENTE ironico, l'ho già detto: a queste latitudini è essenziale non prendersi troppo sul serio, pur trattando argomenti del tutto seriosi. E' il mio modo di procedere. Non desidero mummificare le mie espressioni in motivi decisamente onustici e lalafobistici. Se hai notato sono il primo a non prendersi troppo sul serio... preferisco portare rancore più a me stesso che ad altri. Frase che può sembrare una facondìa burlesca, sempliciotta, ma è ciò che veramente sento nel valutarmi. Insomma non far troppo caso al simbolismo... delle mie "battute" ma al sentimento espresso.

Dato che sono sul pezzo... dirò di più.... :-) Puoi credermi quando affermo che non mi dispiace affatto l'esuberanza dialettica del Maestro Filo, indubbiamente particolare, che vuol essere in definitiva di "rilievo" pur mancando dei fini essenziali (è una mia opinione, prendila come tale...) di un vero psichismo che ami comunicare. Personalmente inquadro il calderone del mio Maestro Filo, in perenne EBOLLIZIONE, ma quelli come lui sono comunque da caldeggiare, magari non come ossequio a vere verità o chissà quali miti, ma comunque, seppur con qualche sorpresa, lo si può considerare costruttivo. Il credere a quanto lui dice o a quanto espone il sottoscritto, potrebbe sorprendere, rientrerebbe in quel fideismo che accennavo in precedenza, quantomeno ad un principio d'ingenuità, tuttavia, per quel che mi consta, sussistono legami e fattori molto significativi, pur nelle frequenti umane contraddizioni (mai che Mastro sei sei sei me ne scampi una...), di evanescenze, di incertezze. Già già cara dottoressa Chissà, queste esistono e si notano, così come del resto, dammene atto, ti prego... di vere estrinsecazioni e stabilità discorsive discretamente valide.
Un abbraccio (lieve, eh... :rosa )

20172901
@chissadoveequando scrive: ti devo dire che condivido ciò che ultimamente ti viene detto spesso: parli come da un pulpito,come se...
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23/10/2019 14.24.59
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chissadoveequando chissadoveequando 23/10/2019 ore 14.47.12 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Kit
Benissimo,ti ringrazio per la risposta e per il tono e prendo atto che non ti consideri su di un inattaccabile pulpito.
A me fa sempre piacere leggervi tutti, perché nella mia ancora scarsa esperienza di chatta, questo mi sembra l'unico posto del sito dove si manifestano persone intelligenti e pensanti,e,soprattutto, che non si sono omologate alla massa accettando supinamente quello che è stato dato loro in risposta alle domande fondamentali dell'uomo,ma hanno cercato, letto , studiato e sono disponibili a mettersi in gioco.
Ricambio il lieve abbraccio. Hasta pronto!
20172916
@Kit Benissimo,ti ringrazio per la risposta e per il tono e prendo atto che non ti consideri su di un inattaccabile pulpito. A me...
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23/10/2019 14.47.12
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nunoli91 nunoli91 27/10/2019 ore 00.28.37 Ultimi messaggi
Merovigni Merovigni 30/10/2019 ore 22.19.44 Ultimi messaggi
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SerenoRE: ma DOPO cosa c'e' ?

Molti anni fa' era una domanda che mi proponevo spesso, era diventata molto importante, vista la mia alta predisposizione innata nei confronti del grande mistero della vita.. premetto che studio Simbologia antica da molti anni, e in ogni simbolo nel quale mi sono inoltrato ho sempre intuito una verita' importante legata a questo concetto profondo ed unico. Quello che di certo posso esprimere al momento, si tratta di un vero e propio viaggio esoterico interiore intuitivo, paragonabile ad una ricerca di un tesoro senza tempo e valore..Un viaggio che si divide in diverse soste dove concetti e valori primordiali si fanno presenti nella loro essenza, e richiamano ad onorare parole semplici come: Umilta, coscienza, consapevolezza,del propio stato di essere.. Un viaggio nella luce per vedere nel buio.. Un viaggio nel buio per trovare la luce..
20176669
Molti anni fa' era una domanda che mi proponevo spesso, era diventata molto importante, vista la mia alta predisposizione innata...
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30/10/2019 22.19.44
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Blader.0 Blader.0 01/11/2019 ore 16.53.18 Ultimi messaggi
Blader.0 Blader.0 01/11/2019 ore 16.55.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Mastro 666 dev'essere parente del pelato Pilato.... lui, egli, esso, non vaglia mai, lui, egli, esso, GIUDICA. Embè, alùra, caro 999, inscì son capaci tutti, mi con e senta. Il SOLITO domandone resta TOSTO, quasi quasi mi appello all'amico bibliotecario di Verona, magari invitandolo in piazza Bra, nel bar sotto i Portici del "Liston" per il "solito"... aperitivo, a mie spese ben inteso... Mi appello al Maestro o non mi appello? Mumble mumble, ma no, meglio non disturbarlo durante il suo pisolino mattutino...potrebbe irritarsi, c'è sempre una primera vez...

Provo a non calcare le sfuggevoli orme di Masto sei sei sei... e affrontiamo il problema dell'Aldilà, strettamente connesso al tema della sopravvivenza, che ha sempre sollecitato l'uomo (pure la donna, Brunalu per esempio...), ma per quanto filosofi ed esoteristi si siano dati da fare , è rimasto (e rimarrà, quasi per tutti) un quesito senza risposta. Insigni studiosi di ogni disciplina e di ogni tempo si sono interpellati, sulla possibilità di affrontare con metodo scientifico il problema della sopravvivenza e dell'Aldilà.

Tuttavia in termini scientifici le numerose risposte pervenute vertono TUTTE sul concetto che non è possibile trovare una risposta al quesito, attraverso una metedologia rigorosamente scientifica. La sopravvivenza umana dopo la morte non potrà mai essere provata con metodo scientifico perchè si tratta di un PROBLEMA METAFISICO la cui soluzione è inaccessibile a chi operi nel mondo fenomenico dell'esperienza. Il problema potrà forse essere affrontato da una scienza nuova che sviluppi metodi sintetici e globali. Prove oggettive della sopravvivenza non ne abbiamo, ma, riconosciuta la legge della materia e dell'energia, questa potrebbe essere applicata alla psiche qualora fosse dimostrata la sua indipendenza dal corpo.

Un giorno di questi mi devi spiegare come fai ad avere sti viaggi intercontinentali oltre lo spirito...


Spirito inteso sia a livello mentale che pratico sotto forma di alcol confezionato in bottiglia :urlo :sbong
bialy bialy 05/11/2019 ore 06.43.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

E' interessante vedere come il quesito su cosa ci sia dopo la vita spesso agita (in senso discorsivo) coloro che non sentono o percepiscono niente oltre la dipartita. Il nulla è del resto quel contenitore affascinante dove puoi riporre ogni pensiero, se si vuole è anche l'origine del tutto. E' un punto di partenza e non di fine. Secondo me la risposta è, come sempre dentro e non fuori dall'uomo. Finché si ragiona in termini di separazione è difficile arrivare a percepire che esista qualcosa di diverso dal conosciuto e dal conscio.
20179056
E' interessante vedere come il quesito su cosa ci sia dopo la vita spesso agita (in senso discorsivo) coloro che non sentono o...
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05/11/2019 6.43.48
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Filodeon Filodeon 05/11/2019 ore 16.09.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Si ripeta, si ripeta caro Maestro, ciò Le è essenzialmente, sottilmente congeniale

Repetita iuvant e nel medesimo tempo evitano di dover ricorrere inutilmente a rispolverare ripetutamente la tuttologia, dandosi il caso che il vero illuminato SAPERE è quello CON-SAPEVOLE e non quello che si appiccica nozionisticamene posticcio e quindi suscettibile di cadere subito nel dimenticatoio, a me almeno accade così e ora come adesso , in maniera alquanto preoccupante..,, e però giusto per tentare di tornare in carreggiata, direi proprio che il credere nell'immortalità dell'anima sia soltanto un corollario metafisico nel credere/non-credere nell'esistenza di Dio : ritengo infatti risibili e inaccettabili le "prove" fornite dalla letteratura parapsicologica che prende ingenuamente per oro colato tutta l'aneddotica al riguardo : ora come ora mi vien che citare le impronte del Diavolo su un inginocchiatoio o la voce delComollo allievo di don Bosco, altro dalla mia memoria non mi sovviene per cui chiedo venia nonchè ausilio dalla tua : tu mi dirai: ma che centra il diavolo? Centra perchè il diavolo sarebbe l'anima dannata di una persona passata a peggior vita, solo che c'è un pesante ostacolo da rimuovere, un grosso impedimento o dirimento da rimuovere, chiamiamolo, se vogliamo, più semplicemente un insolubile "problema da risolvere e cioè come si possa parlare di vita vuoi biologica vuoi biochimica vuoi cerebrale vuoi mentale, quando la distruzione delle cellule cerebrali, che sono le prime che si distruggono, mandano in fumo tutto il patrimonio mnestico mentale della propria consapevolezza individual identitaria nonchè personale, per cui mi riesce improbo immaginare sia pur controfattualmente come la mente possa funzionare priva assolutamente di ogni sia pur minimo frammento di memoria consapevole, lettere dell'alfabeto comprese, per cui senza il patrimonio mnemonico delle parole, la mente non sa più di essere mente l'io non sa più di essere io, l'io non sa più di avere un nome e tantomeno la sua posizione anagrafico finanziaria sociale...insomma non so immaginarmi questo tipo di sopravvivenza priva completamente di memoria (*), ben diversa da quella in cui si piomba col sopraggiungere della perdita della consapevolezza provocata dal sonno , durante il quale, dal mare inconscio del sonno, si verificano intermittenti riaffioramenti di frammenti di barlumi di coscienza conscia che poi noi una volta svegliati siamo in grado di recuperare esprimendoli con parole che ne possono rappresentare anche le immagini con cui il sogno si è presentato( paesaggio scenario onirico e relativi esseri che eventualmente lo hanno popolato, ma quando , per fare un esempio calzante con i giorni delle ricorrenze commemorative dei defunti, quando mi dici che dietro la lapide dei loculi ci sta sì un corpo in sfacelo, ma la sua anima che gli è sopravissuta è REALMENTE ESISTENTE mi fa lo stesso effetto di quando mia nonna, divergendo dalla serotina passeggiata campestre ed entrati nella chiesa parrocchiale, indicandomi nella penombra delle navate un baluginante lumicino che dava rossatri bagliori intermittenti, mi diceva che quello era il Santissimo Sacramento dell'altare, ma quello che non ho mai capito è perchè il Santissimo per manifestarsi avesse bisogno di una candela accesa ed ero sicuro che se fossimo entrati nella chiesa senza il lumicino, mia nonna non avrebbe saputo dirmi se il Santissimo era presente o era stato portato via : per me credere che l'anima è immortale ha la stessa insensatezza nel credere che una particola sia corpo sangue anima e dinvinità di nOSTRO sIGNOR gESÙ cRISTO REALMENTE ESISTENTE: tu come la pensi in proposito?

PS Ne approfitto per cerziorarti che il tuo commento sull'astuzia del Diavolo che inganna gli atei e sull'astuzia di Dio che inganna i credenti a me sembra un assoluto travisamento, in quanto non hai capito che le due asserzioni andavano impostate dicendo semplicemente che mentre i credenti ritengono che gli atei siano ingannati da Satana, gli atei altrettanto logicamente hanno il diritto di ritenere che i credenti siano ingannati da Dio, ma tu come al solito, anche se di tanto in tanto accetti l'idea che il credere o il non credere non sia razionalmente e quindi filosoficamente dimostrabile, poi te ne scordi subito e imperterrito procedi secondo le tue incongruenti e contradditorie affermazioni e facendo come al solito orecchie da mercante, nontrovi di meglio che proporre come commento sull'astuzia di Dio e di Satana, che come ripeto , dimostri di aver completamente travisato, una dimostrazione hegheliana che con l'ssunto da me proposto centrava come i cavoli a merenda...
(*)l'anima mi riesce di rappresentamela come la figura retorica di una metafora simbolico letteraria della "vita" biologicamente intesa, nè più nè meno di Dio come metafora letteraria dell'universo cosmologicamente inteso: e non mi sembra di far torto nè all'una nè all'altro attribuendo loro questa valenza semasiologico letteraria:
Biancalux Biancalux 05/11/2019 ore 16.34.09
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

C'è una signora che è sicura che sia oro tutto quel che luccicae sta comprando una scala per il Paradiso quando vi arriverà sa che se tutti i negozi sono chiusic on una parola può ottenere ciò per cui è venuta e sta comprando una scala per il paradiso c'è una scritta sul muro ma lei vuole essere sicura perchè, come tu sai, talvolta le parole hanno due significati, su un albero vicino al ruscello
c'è un uccello che canta , talvolta tutti i nostri pensieri sono sospetti e questo mi stupisce e questo mi stupisce, c'è una sensazione che provo quando guardo a Ovest e il mio spirito grida di andarsene; nei miei pensieri ho visto anelli di fumo attraverso gli alberi e le voci di coloro che stanno in piedi a osservare...oooh e questo mi stupisce...ooooh e questo mi stupisce davvero e si mormora che presto, se tutti noi intoniamo la melodia il pifferaio ci condurrà alla ragione e albeggerà un nuovo giorno per coloro che aspettavano da lungo tempo e le foreste risponderanno con una risata Se c'è trambusto nella tua siepe, non ti allarmare è solo la pulizia di primavera per la festa di Maggio si, ci sono due strade che puoi percorrere ma a lungo andare c'è sempre tempo per cambiare strada e ciò mi stupisce la tua testa ti ronza e il ronzio non se ne andrà nel caso tu non lo sapessi
il pifferaio ti sta chiamando per unirti a lui, signora cara, può sentire il vento soffiare? e sapeva
che la sua scala è costruita sul vento mormorante? e mentre scendiamo in strada le nostre ombre più grandi delle nostre anime ...là cammina una donna che noi tutti conosciamo che risplende di luce bianca e vuole dimostrare come qualsiasi cosa si tramuti in oro e se ascolti molto attentamente alla fine la melodia verrà da te quando tutti sono uno e uno è tutti per essere una roccia e per non rotolare via ...e sta comprando una scala per il paradiso

KitCarson1971 KitCarson1971 05/11/2019 ore 21.15.10 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon :


Ciao Maestro. NESSUNO su questa terra è pienamente e CON-SAPEVOLMENTE consapevole, condizionati come siamo, anche fisiologicamente, a percorrere un diverso cammino che indirizzerebbe verso altre determinate opinioni, come ad esempio l'interessarsi di parapsicologia, ma, nonostante ciò, c'è chi non è affatto indotto a interessarsi di quelle misteriose tematiche che esulano dalla realtà fisica. Non pretendere dal sottoscritto disamine essenziali, provo solo a risponderti per quanto mi consta. Il lumicino della nonna lasciamolo alla nonna e alle sue ragioni che valgono quelle di qualunque altro, oggi come ieri, come quelle degli "altri" (i credenti più accentuati che si ritengono sapienti) e sorridono a questo ritenendo che Dio non ha bisogno di un lume per vedere nell'oscurità.

Dici di non credere all'anima immortale. Ed hai ragione, l'analisi più profonda ci dice che solo lo spirito è immortale, mentre l'anima è invariabilmente soggetta nel tempo a dissoluzione. E' questa una questione che porterebbe fuori dal contesto della tua principale domanda che invece verte sulla particola. Questa ci sposta verso Dio. In giusta maniera il termine "DIO", viene giustificato in alcuni casi dalla materialità umana, forse perchè (in questo avresti ragione) intorno a questo termine è sorta una poetica un pò mitica, per quanto vero esso sia. In termini strettamente funzionali (per seguirti dovrei definirli formali, solo fisici e materiali), questo "quid" chiamato Dio funziona anche a livello universale come forza.

Ma torniamo all'ostia e al tranello che incessantemente mi tendi... Diavùl de vùn... partiamo leziosamente da lontano, al magistero della chiesa secondo il quale il Cristo si rende presente nel sacramento dell'eucarestia. Sostanzialmente per mezzo della "transustanziazione", ossia del cambiamento della sostanza del pane e del vino. Ma quale sostanza? Non cambia l'insieme delle sostanze fisiche e chimiche, che rimangono inalterate, ma la "sostanza" indicata da questo termine composito derivante dal latino Quod sub stat, cioè quello che sta al di sotto della realtà fisica e chimica del pane e del vino e che la filosofia del buon senso ci dice che ci deve pur essere a comporre insieme atomi in modo che qui, di fatto, mi diano il vino, là pane, altrove ferro, ecc. In sostanza la presenza di Cristo ha "solo" valore di testimonianza.
Un saluto
Filodeon Filodeon 09/11/2019 ore 12.09.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
la filosofia del buon senso ci dice che ci deve pur essere a comporre insieme atomi in modo che qui, di fatto, mi diano il vino, là pane, altrove ferro, ecc.

Vorrei chiederti la cortesia di esprimerti sul fatto della mia interpretazione del termine che mi sembra mancante e che ho completato riportandolo in grassetto oppure hai voluto di proposito rimanere ambiguo?

"la filosofia del buon senso ci dice che ci deve pur essere QUALCOSA a comporre insieme atomi in modo che..."
KitCarson1971 KitCarson1971 09/11/2019 ore 13.34.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?



Ciao Maestro. Chiedi ma non dai. Interpretazioni univoche intendo.
Ma non per questo intendo bypassare le tue domande, non l'ho mai fatto, anche se tu rimarchi ogniqualvolta il contrario. Parto sempre alla lontana, questo si, ne convengo, ma è solo per entrare appieno nell'interesse randommatico della stessa tematica.

Se si considera nella sua complessità, il Sacramento dell'Eucarestia non lo si trova in nessun'altra religione. Nel Cristianesimo l'Eucarestia è uno dei sette sacramenti secondo il quale nelle specie del pane e del vino è contenuto realmente il corpo e il sangue di Gesù Cristo, per essere offerto in sacrificio e distribuito ai fedeli in cibo spirituale. Se si prende in considerazione solo il simbolismo del "sacrificio" non cruento che ricorda quello cruento dell'immolazione del Dio, dobbiamo dire che molte religioni pagane sia del mondo classico, sia delle civiltà centroamericane e andine hanno avuto riti simili con sacrifici cruenti sia animali che umani.

Si hanno avuto casi documentati, anche recenti, di ostie che si tramutano in carne, qui il discorso andrebbe ad intristirsi (almeno per i credenti) sfociando spesso ANCHE nella para-normalità. La nostra curiosità, che allora definimmo "studio sul campo", ci portò in vari luoghi e in quel che più ci fece riflettere, ovvero a Lanciano. Ma a parte questa divagazione, se si volesse attestare il fatto (nell'atto dello spezzare l'ostia) della presenza eucaristica di Cristo nel sacramento, non altrettanto ne attesta il modo e tanto meno la natura intima, l'essere di Colui che si fa presente in ogni messa. In sostanza, la presenza divina nell'ostia consacrata si esprime, nella sua natura transustanzazionale, SOLO nell'atto dell'elevazione, MOMENTO in cui appunto, il "miracolo" si manifesta.
Un saluto
mastro6 mastro6 09/11/2019 ore 18.26.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Si hanno avuto casi documentati, anche recenti, di ostie che si tramutano in carne, qui il discorso andrebbe ad intristirsi (almeno per i credenti) sfociando spesso ANCHE nella para-normalità. La nostra curiosità, che allora definimmo "studio sul campo", ci portò in vari luoghi e in quel che più ci fece riflettere, ovvero a Lanciano. Ma a parte questa divagazione, se si volesse attestare il fatto (nell'atto dello spezzare l'ostia) della presenza eucaristica di Cristo nel sacramento, non altrettanto ne attesta il modo e tanto meno la natura intima, l'essere di Colui che si fa presente in ogni messa. In sostanza, la presenza divina nell'ostia consacrata si esprime, nella sua natura transustanzazionale, SOLO nell'atto dell'elevazione, MOMENTO in cui appunto, il "miracolo" si manifesta


Anche il solo pensarla, questa eventualità, mi fa inorridire, e credo di esserlo (inorridito) sia nell'aspetto concettuale, mistico, spirituale ed immateriale che in quello (eventualmente presente) fisico, immanente, terreno.
Non si può tenere più in piedi, secondo me, questo modo di 'vedere' e 'professare' la fede, che fede non è più (o non è mai stata) se arriva a rappresentare un rituale che potrebbe solo essere riservato alle popolazioni dedite al cannibalismo, e non certo ai popoli odierni, alla nostra cultura, alle nostre abitudini.

Forse, di fronte ad una ipotetica 'fede' dobbiamo diventare così ciechi ed insensibili, barbari, cruenti?
Siamo così ottenebrati dalle parole, dalle pratiche illusoriamente 'pie', da una morale che non riconosciamo più, da non capire il significato brutale di 'mangiare il corpo ed il sangue'?
Il bene, quello più vero possibile, la fede, quella più immacolata possibile, devono passare attraverso questo patibolo?
Un vegano cattolico, esiste? (...per alleggerire un pò il mio impeto...)
20181247
@KitCarson1971 scrive: Si hanno avuto casi documentati, anche recenti, di ostie che si tramutano in carne, qui il discorso...
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09/11/2019 18.26.50
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Filodeon Filodeon 10/11/2019 ore 11.46.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
Il bene, quello più vero possibile, la fede, quella più immacolata possibile, devono passare attraverso questo patibolo?

Ma io sarei meno pessimista, in quanto se la transustanzialità carnale carnosa o becchinaria che dir si voglia presenta solo "valore di testimonianza, come sembra ambiguamente affermare il nostro Maiestro dei maestri ( tra mastri e maestri e ministri qui è innegabile che formiamo un santissima magistrale trinità) ma il vero patibolo della ragione è che si vuol giustificare una presenza reale di Criso tramite la paranormale medianicità di un centone di raffazzonamenti di filosofia aristotelica e di filosofia tomistico scolastica, che se ai tempi nei quali andava rapportata aveva il suo innegabile valore logico, ora all'epoca del neopositivismo risulta del tutto ANACRONISTICA , dal momento che la filosofia è diventata o epistemologia cioè filosofia applicata alle scienze o logica informatica cioè filosofia applicata ai codici semasiologici vuoi telematici vuoi del linguaggio propriamente detto, quello alfabetico : ai tempi di Aristotele o di S.Tommaso i concetti della teoria dell'informazione, uno per tutti che l'informazione possa essere misurabile quantificabile, neanche passava nell'anticamera del cervello degli studiosi di allora, tutti preti frati e monaci che quando quando gli capitava di circuitare qualche idea brillante dovevano stare attenti a come proporla per non rischiare di finire arrostiti e del resto gli sriptori e le biblioteche da chi erano gestite? dalla chiesa che stava all'impero come l'anima sta al corpo come il monaco sta al guerriero-cavaliere come il sommo potefice (del sacro romano impero) sta all'imperatore ( del scro romano impero),,,, (per motivi di forza maggiore devo sospendere:continua prossimamente)
mastro6 mastro6 10/11/2019 ore 13.39.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
io sarei meno pessimista, in quanto se la transustanzialità carnale carnosa o becchinaria che dir si voglia presenta solo "valore di testimonianza"


Il valore simbolico della eucaristia potrebbe ben essere accettata come testimonianza della cena con gli apostoli, rappresentando IL PANE ED IL VINO CONSUMATI IN QUELLA CENA, ma non certamente la carne ed il sangue di Cristo!
chissadoveequando chissadoveequando 10/11/2019 ore 21.37.25 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6
Secondo me il valore simbolico dell'eucarestia, detta anche comunione, è che se mangi il corpo di Gesù entri in comunione con la sua essenza santificante, come i cannibali che mangiavano il cuore o il fegato dei nemici vinti - scusa se sono cruenta - per assumerne il coraggio.
Però, se la religione cattolica dice che Dio è onnipresente, a cosa serve questo se Dio è già presente in noi? Presumo solo per ricordarcelo con tutta l'importanza e il senso del sacro che porta con sè un rito.
mastro6 mastro6 10/11/2019 ore 22.29.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@chissadoveequando scrive:
come i cannibali che mangiavano il cuore o il fegato dei nemici vinti


Eh, appunto, dico, dobbiamo imparare ad elevarci spiritualmente oppure apprendere usanze tribali?
20181672
@chissadoveequando scrive: come i cannibali che mangiavano il cuore o il fegato dei nemici vinti Eh, appunto, dico, dobbiamo...
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10/11/2019 22.29.38
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Filodeon Filodeon 13/11/2019 ore 15.19.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Il lumicino della nonna lasciamolo alla nonna e alle sue ragioni che valgono quelle di qualunque altro, oggi come ieri, come quelle degli "altri" (i credenti più accentuati che si ritengono sapienti) e sorridono a questo ritenendo che Dio non ha bisogno di un lume per vedere nell'oscurità.
Il lumicino della nonna, mi dispiace contraddirti, ma è la cosa più importante a cui mi aggancio per poter riferire almeno qualcosa di quello che per te resta sempre e comunque e totalmente qualcosa di misteriosamente segreto ineffabile inesprimibile e non rappresentabie o comunque parolabile riguardo alla fenomenologia della "Allucinazioni oniriche lucidamente controllate", che si possono sperimentare vuoi in una chiesetta di campagna vuoi sofficemente sprofondati nel tepore del proprio cubicolo vuoi sulla tastiera di una postazione internet in biblioteca...cioè il dar corpo alle emozioni commosse nonchè alle commozioni emotive suscitate nell'immaginario vagheggiamento fantastico di due persone che entrano in una chiesetta di campagna: nella fatispecie nonna e nipotino che, nello scenario di un campo psichico spazio-temporale, innesca un vivido ricordo di mnestica consapevolezza irrinunciabile, altro che lasciar perdere, e che contemporaneamenteinnesca anche un turbamento che alla luce di quella reminiscenza di bambino di scuola elementare, riproposta più tardi quando ero alle scuole medie mi ha provocato una certa qual perplessità, per non dire turbamento, quello stesso turbamento che ho provato quando di volta in volta, lungo il percorso che facevo come passeggero sulla corriera della vita, puntualmente ad ogni fermata che mi costringeva a far mente locale, regolarmente mi veniva fatto di inequivocabilmente capire di essere stato ingannato quando mi era stato propinato le storie di Santa Lucia che reca doni, del veterinario che entrando nella stalla reca il vitellino racchiuso nella valigia che si porta appresso, e così via , tutta una serie di disillusioni e disincanti che scandivano il mio affacciarsi alla consapevolezza , diciamo, via via sempre più consapevole nella misura in cui mi sentivo sempre più ostaggio di una realtà sempre più deludente ed illusoria, ma soprattutto falsa e che però nel medesimo tempo sentivo come foriera della promessa della verità, verità che poi ha finito col far coincidere con l'appagante e rasserenante prospettiva che mi attende e che però immagino attendere anche ogni altra persona se è vero, come è vero che la mente consapevole è una mancanza di essere stretta dal desiderio del nostalgico richiamo di ciò da cui scaturisce , ma non il richiamo di una madre, ma un richiamo preternaturale o meglio cosmologica e astralmente fisica attrazione gravitazionale parolabile nonchè paragonabile con la locuzione di " quiete eterna nullificante" che amo rappresentarmi attualmente come il dissolvimento mentale della mia mnestica consapevolezza ,,, quando sarò arrivato al capolinea del mio percorso esistenziale, dissolvimento della mia stessa consapevolezzza, consapevolezza alla quale, ora come ora, non me la sentirei più di acquistarle un ulteriore biglietto e anzi a dirla tutta mi sembra che chi vuole risalire su quella corriera lo farebbe con una compoulsione di egoismo inaccettabile dal momento che la corriera riesce a stento a conteneretutti passeggeri imbarcati per il medesimo viaggio soltanto per la prima volta, imentre io invece sono consapevole che su quella corriera esistenziale ci sono salito all'incirca 25.215 volte pari al numero di fermate giornalliere che coincidono col numero di volte che mi sono addormentato la notte e risvegliato al mattino successivo (365x71): non mi sembra che ci sia nulla da meravigliarsi se uno comincia a sentire un certo qual sentimento di sazietà e cominciasse ad accarezzare l'idea di non svegliarsi più...Tornando dopo questa breve divagazione alla nonna con nipotino, devi prendere atto che se capitiamo, puta caso, all'interno di una chiesetta di campagna, mia nonna se si accorge del lumicino rosso semasiologicamente acceso, per segnalare l'ostia eucaristicamente consacrata all'interno del chiuso tabernacolo inchiavardato, si meterebbe in "ginocchiosa genuflettente adorazione, costringendomi quale suo pargolo accompagnatore ad una serie di gloria patri padrenostrici, mentere se la chiesetta lo presenta spento, aprirebbe meglio la porta d'ingreso per dar luce all'affresco raffigurante l'Annunciazione e senza badare alla devozione eucaristica che la fiammella spenta del lumicino avverte non possibile, avrebbe senz'altro fatto deragliare la sua attenzione e mia dal tabernacolo creduto vuoto del Santissimo, indirizzandola invece al soggetto pittorico raffigurato dall'affresco iconodulico rappresentante l'Amnunciazione, magari gratificandomi delle poche informazioni iconologiche in suo possesso : che si tratta dll'angelo Gabriele, da distinguere dall'angelo custode, affidatomi dalla pietà celeste a protezione della mia incolumità e dai pericoli dai pericoli di normale amministrazione e che si chiama Raffaele, mentre l'angelo Michele è quello in perenne lotta contro Lucifero...Comunque quello che mi ha sempre lasciato perplesso è stato il pensiero che se il lumicino si fosse spento soltanto per colpa di un soffio di vento, era evidente che l'Onnipotente divinità non era in grado di lanciare un sia pur modesto indizzo della sua presenza all'interno del tabernacolo, mentre invece per Padre Pio era ingiustamente prodiga di cotali segnali paranormali, ma il sospetto che mi si presenta con la certezza dell'evidenza si è che anche lui sia pur in buona fede, dal momento che tutti i santi estatici che sciorinano il carisma di andare in estasi sono tutti degli isterici istrioni infettati dalla "schizzococco" e dal bacterium schizomisticomicetum, ricorra inconsciamente ed in buona fede(?)ai trucchi dell'illusionismo : comunque sia se io avessi constatato che mia nonna era dotata del potere di avvertire la presenza del Santissimo, senza dovermi accontentare della testimonianza di incontrovertibili testimonianze che però riguardano Padre Pio, io potrei anche accettare l'idea della inconfutabile dimostrazione dell'esistenza vuoi di Dio vuoi dello spirito vuoi della sopravvivenza dell'anima vuoi dell'esistenza del paranormale, vivendo così d'amore d d'accordo col mio prof di religione che quando è fuori dalla scuola fa l'agente segreto del Vaticano...
Filodeon Filodeon 18/11/2019 ore 11.59.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
Il valore simbolico della eucaristia potrebbe ben essere accettata come testimonianza della cena con gli apostoli, rappresentando IL PANE ED IL VINO CONSUMATI IN QUELLA CENA, ma non certamente la carne ed il sangue di Cristo!

Ma la faccenda è ancor di più paradossale, anzi, vien da dire anzichenò, parossistica, se tieni a mente che il dogma impone di credere che quelle SOSTANZE, SOSTANZIALMENTE cibo farinaceo e bevanda vitifera fermentata (* a base di succo di frutta) mediante la FORMULA MAGICA della CONSACRAZIONE fatta da un sacerdote consacrato(unto) dal vescovo a sua volta consacrato da un altro vescovo su delega del Vaticano luogo geopolitico della residenza del Sommo pontefice ( l'unto degli unti il santo dei santi il servodei servi rappresentante di Dio in terra (** l'apocrifo 8 FALSO9 della donazione diCostantino ) subiscono la misteriosa metamorfosi della transubstanziazione ( letteralmente TRANSIZIONE di SOSTANZA SOTTOSTANTE )per cui il dogma eucaristico imporrebbe al credente di credere che le "sacre specie che contengono REALMENTE il corpo sangue anima e divinità di nosrto Signor Gesù Cristo "
A conferma di ciò la divina misericordia di Dio ha permesso il miracolo di Bolsena( particola mummificata e corporale impregnato di tessuto sanguigno pure mummificato, , null'altro, che sia stato scientificamente acquisito e vien da pensare come mai, se Dio vuole fede incondizionata da parte dei fedeli del Vaticano, ha concesso queste parziali eccezioni che tra l'altro non confermano che sia affatto il Sangue di Cristo, dal momento che di Cristo fin'ora non se ne conosce il genoma, ma non tanto perchè andato perduto, ma perchè ancora in possesso del suo legittimo proprietario che scorazza nei cieli e sulla terra, in compagnia di sua Madre, pure lei col genoma ancora operante in grazia del dogma dell'Assunta : una religione fondata su postulati assiomatici addiritura contradditori pure quelli...
aldoroma40 aldoroma40 18/11/2019 ore 18.10.45 Ultimi messaggi
ma.nnaggia ma.nnaggia 18/11/2019 ore 18.16.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@vensolo scrive:
VI ARROVELLATE ANCORA, AVETE LASCIATO PERDERE OPPURE AVETE TROVATO ?

Dopo cosa c'è? Il Nulla.
Ma se anche ci fosse davvero un Paradiso, e conseguenzialmente anche un Inferno poco importerebbe.
Noi esistiamo solo in quanto immagazzinamento dati...mi spiego meglio.
Cosa fa di ma.nnaggia...ma.nnaggia?
I ricordi, i pensieri, le emozioni, gli affetti, i traumi, i dolori, le vittorie e le sconfitte, il bene e il male ricevuto e dilapidato.
Senza non sarei più io ma qualcun altro...quindi ma.nnaggia non esisterebbe.
Detto questo, ritengo poco probabile che nell'aldilà l'Altissimo si vorrà circondare di peccatori terreni. quindi elevandoci a puro spirito ci perderebbe, si perderebbe quello che siamo stati...quindi il nulla!
disponibile.1959 disponibile.1959 24/11/2019 ore 20.37.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

DOPO c'è la vita . penso che sia una sorpresa per molti , ma troveranno molto di piu di quello che hanno adesso
mastro6 mastro6 24/11/2019 ore 23.29.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@disponibile.1959 scrive:
DOPO c'è la vita


Confermato? Oppure è una tua opinione?
disponibile.1959 disponibile.1959 25/11/2019 ore 00.01.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

si dopo c'è una vita ma diversa da qui , non possiamo capirla , pero si sta benissimo ,
Blader.0 Blader.0 25/11/2019 ore 02.34.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Se ti accontenti di stare solo qui e sei contento buon x te

Vuol dire chje hai fatto 2 + 2 = 4 e non 2 + 0
Peltier14 Peltier14 25/11/2019 ore 23.12.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@vensolo : Il problema non e' mai nella risposta ,ma nella domanda alquanto bizzarra che poni. Dopo l'esserCi vorresti un un proseguio per continuare a vivere ad un livello superiore? E' questo che tutti avrebbero in animo di sperare? Ed ecco la cattiva notizia. Quando ognuno di noi morira', morira' profondamente e totalmente, vale a dire morira' alla grande,nel senso piu' profondo del termine. Schiantati dalla morte non sopravvivera' nulla di quello che noi ipotizziamo, corpo,mente,pensieri ,ricordi,anima. Pover'uomo, privato di tutto ,tenuto ''in vita'' dalle celebrazioni dei vivi per i vivi. Che penoso rituale. In questo senso un individuo deve essere terrorizzato letteralmente dalla morte che lui intende,poiche' ad ogni istante rischia di annichilire come se mai fosse nato e le tracce, che si dice che lasci, sono solo un espediente dei vivi per esorcizzare la morte ed evitare il panico generale. Concepire una vita per morire completamente e' una idiozia tipica dell'uomo antropico, che disperato giunge a celebrarsi attraverso una vita pasticciata di morte. Non esiste nessun transito individuale nell'Oltre; c'e' solo l'Oltre. Si rassegnino coloro che sono alla ricerca di un ridicolo risarcimento antropico.
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.09.53 Ultimi messaggi
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.11.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Individuazione (o processo di individuazione) è un concetto elaborato nell'ambito della psicologia analitica dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung negli anni '20. È sinonimo di quel processo psichico unico e irripetibile di ogni individuo che consiste nell'avvicinamento dell'Io con il Sé, cioè con una crescente integrazione e unificazione dei complessi che formano la personalità. L'avvicinamento avviene tramite l'attribuzione di significato ai simboli e la loro interpretazione che l'individuo incontra durante la sua vita. Il simbolo lo si può trovare nel mondo interno e nel mondo esterno. La formazione interna avviene tramite regressioni e progressioni della libido. La sincronicità invece aiuterebbe l'individuo a vedere simboli non solo al suo interno ma anche nel mondo che lo circonda. Questo percorso designa quindi una sorta di "viaggio spirituale" verso una maggiore consapevolezza di sé.
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.12.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Studiate invece di dormire:



Con il termine empowerment viene indicato un processo di crescita, sia dell'individuo sia del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.

Questo processo porta ad un rovesciamento della percezione dei propri limiti in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative. L'Empowerment è un costrutto multilivello che in base alla tripartizione di Zimmerman (2000) si declina in: 1. psicologico-individuale; 2. organizzativo; 3. socio-politico e di comunità. Questi tre livelli sono analizzabili individualmente ma strettamente interconnessi fra di loro
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.13.04 Ultimi messaggi
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Il livello individuale rimanda al concetto di self-empowerment e si riferisce al processo di crescita del singolo individuo che attraverso percorsi di natura diversa (terapeutico, formativo, esperienziale, ecc.) sviluppa nuove abilità e competenze. Zimmerman (2000) si è occupato di empowerment psicologico individuale come percorso che porta dalla learned helplessness (cioè la passività appresa accompagnata da senso di sfiducia e sconforto nell'affrontare problemi quotidiani) alla learned hopefulness (maggiore fiducia in se stessi e apprendimento della speranza). Tale costrutto viene scomposto in tre componenti che, considerate insieme, costituiscono un modello di base per la valutazione dell'empowerment a livello di analisi dell'individuo:
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.13.26 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Livello Organizzativo
L'approccio organizzativo deriva dall'ambizione di superare le dinamiche strettamente individuali considerando rilevanti anche altre prospettive come i legami tra le persone, le dinamiche relazionali e la struttura delle organizzazioni. Nonostante questo approccio faccia riferimento a molteplici contesti e situazioni, gli studi si sono limitati a considerare lo sviluppo dell'empowerment individuale all'interno dei gruppi, delle organizzazioni e delle associazioni principalmente a livello aziendale. Esistono due tipi di organizzazione con caratteristiche riconducibili alla definizione di empowerment di Zimmerman (2000):

Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.13.45 Ultimi messaggi
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A livello di comunità, l'empowerment fa riferimento all'azione collettiva finalizzata a migliorare la qualità di vita e alle connessioni tra le organizzazioni e le agenzie presenti nella comunità. Attraverso l'empowerment di comunità si realizza la “comunità competente”, in cui i cittadini hanno “le competenze, la motivazione e le risorse per intraprendere attività volte al miglioramento della vita”. Le strategie di empowerment di comunità sono volte a favorire il processo di crescita di potere nei cittadini tramite la partecipazione di questi ad esperienze significative. In tal senso, pertanto, questi cittadini costituiranno una risorsa per le altre persone. Secondo Iscoe e Harris (1984), le comunità competenti sono caratterizzate da tre fattori:

1. Il potere di generare opportunità ed alternative

2. La coscienza di come ottenere risorse ovvero gli strumenti necessari per risolvere un problema

3. L'autostima considerata in termini di orgoglio, ottimismo e motivazione.
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.15.06 Ultimi messaggi
Blader.0 Blader.0 26/11/2019 ore 03.16.12 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

I Contesti
Empowerment nel contesto lavorativo
Dall'organizzazione scientifica del lavoro ai contesti organizzativi empowered
L'empowerment in ambito lavorativo appare per la prima volta nel 1977, quando Rosabeth Moss Kanter scrive “Men and Woman of the Corporation”. Il libro si colloca all'avanguardia di un movimento volto a restituire ai dipendenti una certa discrezionalità sul loro lavoro per emanciparli da rigide gerarchie (Kanter, 1977). Oggi è diffusa la consapevolezza che l'empowerment sia lo strumento di management che permette di responsabilizzare i collaboratori di tutti i livelli, e di stimolarne l'impegno e la motivazione(Redmond, 1999).

Organizzazione empowering ed empowered
Si può distinguere tra aspetto empowering, quando un'organizzazione permette ai suoi membri di acquisire maggior controllo sulla propria situazione lavorativa e, aspetto empowered, le azioni di un'organizzazione per ciò che concerne politiche sociali, servizi, alternative di lavoro, cambiamenti al contesto. (Zimmerman, 2000).

Empowerment e personale impiegato in un'azienda
La responsabilizzazione dei dipendenti è una risorsa importante nelle organizzazioni. Molti studi hanno evidenziato l'esistenza di un legame tra il trattare i dipendenti come persone mature e la loro capacità di prendere iniziative, la loro motivazione, il loro benessere e il loro impegno. Una ricerca di Gallup (1999) evidenzia come dipendenti impegnati abbiano un più forte legame emotivo con l'azienda, come ci siano più probabilità che la raccomandino ad altri, che investano tempo ed energie per aiutarla ad avere successo e che sviluppino per contro proprio idee innovative e soluzioni ai vari problemi. Sono inoltre più concentrati sui clienti e provocavano meno incidenti. Il lavoro di accrescimento dell'empowerment nei dipendenti delle organizzazioni deve tenere conto che dipendenti di culture diverse hanno bisogni diversi. Non è possibile trasferire tout court strategie di empowerment senza considerare le differenze culturali. Esistono culture nelle quali i dipendenti riescono a divenire empowerizzati in breve tempo ed altre per le quali non sembrano ancora esistere interventi efficaci. Per esempio, un controllo sul proprio ambiente di lavoro accresce il grado di empowerment di dipendenti Giapponesi piuttosto che di dipendenti Australiani e Tedeschi (Alpander & Guvenc, 1999)

Empowerment e leader
L'empowerment è un concetto importante anche per chi ricopre posizioni di leader. L'empowerment è un obiettivo del lavoro del leader al fine di favorire una maggior presa di responsabilità da parte dei collaboratori attraverso una condivisione reale del potere. (Quinn & Spreitzer, 1987). Quinn e Spreitzer introducono il termine cicli di disempowering in contrapposizione ai cicli di empowering. Questi ultimi si instaurano laddove i leader sono sia capaci di avere una visione globale sia riescono a stabilire precisi traguardi e si impegnano nel fornire sostegno e sicurezza ai propri collaboratori coinvolti in prima persona nell'affrontare le grandi sfide organizzative (Quaglino, 2007).

Empowerment come strumento di prevenzione del burnout
L'empowerment è strettamente connesso anche con il fenomeno del burnout nei contesti lavorativi, soprattutto per quanto riguarda professionisti che operano nell'ambito sanitario (Pietrantoni & Zani, 2000). L'empowerment può configurarsi come un fattore di prevenzione del burnout attraverso la messa in atto di interventi di empowerment individuale e sociale nel contesto organizzativo da parte dello psicologo di comunità. L'empowerment sociale si basa sul rispetto reciproco, sulla riflessione critica, sull'attività di cura, sulla partecipazione di gruppo ed il fine è la nascita di una comunità competente (Iscoe, 1984), che ha possibilità e alternative (potere), sa come e dove ottenere risorse (conoscenza), chiede di essere autonoma (motivazione e autostima). A livello individuale Piccardo (1995) suggerisce di agire creando un clima utile a valorizzare le persone, a sostenerne la crescita, a svilupparne l'autostima e il senso di identità.

Empowerment nella comunità
L'empowerment sociale o di comunità, secondo la definizione data dal Cornell University Empowerment Group (1989), è “un processo intenzionale, continuo, centrato sulla comunità locale, che comporta rispetto reciproco, riflessione critica, attività di cura (caring) e partecipazione di gruppo, mediante il quale le persone prive di una giusta quota di risorse valide possono raggiungere più facilmente l'accesso a tali risorse e accrescere il loro controllo su di esse”. I processi di empowerment portano allo sviluppo di “comunità competenti” (Iscoe, 1984), contribuendo a creare un diffuso senso di coesione sociale, una sensibilizzazione sulle problematiche rilevanti per la comunità e a proporre obbiettivi di azione comuni (Zani, 2012).

Empowerment e dipendenze
Il concetto di dipendenza secondo il DSM IV implica una modalità patologica d'uso di una sostanza che conduce a menomazione o a disagio clinicamente significativi. Oggi si parla di nuove dipendenze, non solo da droga e alcol, ma anche da Internet, dal cibo, dal lavoro, dal mercato. L'empowerment può essere uno strumento che facendo leva sulle risorse del soggetto permette di liberarsi dalla dipendenza e di attuare una completa riabilitazione. La persona è resa oggetto dalla sostanza stessa e vive un processo di spersonalizzazione. Attraverso la prospettiva dell'empowerment, la soggettività del singolo può trovare il suo spazio nel quale ri-costruire se stesso, realizzando, o meglio, avvicinandosi il più possibile ad un proprio progetto di vita (Dionigi, 2008). La prospettiva dell'empowerment (individuale, sociale e politico) permette di stimolare nel soggetto la capacità di autoprogettarsi, reagendo a situazioni di dipendenza maturate, ma, prima ancora, prevenendole (Fabbri, 2009).

Empowerment e esclusione sociale
Gli interventi di empowerment nell'ambito dell'esclusione sociale mirano all'incremento dell'auto-efficacia, del livello di partecipazione, del senso di inclusione e della sensazione di controllo del potere. L'homelessness determina una ridefinizione della propria identità e dell'appartenenza alla comunità (Toohey, Shinn & Weitzman, 2004). In particolare, in questo contesto si cerca di favorire la narrazione del percorso di vita della persona, una maggiore autonomia, l'auto-efficacia e la gestione del tempo per creare comunità empowered e diminuire lo stigma sociale nei confronti dei senzatetto (Morandi, Riccardi, Paulesu & Meringolo, 2009).

Empowerment nel contesto formativo
L'empowerment nei contesti formativi è stato indagato in diversi ambiti: nel sistema educativo, in quello familiare, all'interno dei gruppi dei pari e nei mass-media.

Empowerment e sistema educativo
Nel sistema educativo, l'empowerment è inteso come “cultura dell'autonomia”, che coinvolge non solo il personale didattico, ma anche gli studenti e le proprie famiglie. Il cambiamento attuato dal processo di empowerment deve agire non solo a livello organizzativo, ma anche e soprattutto a quello mentale, in termini di ristrutturazione del sensemaking (Cesarini & Regni, 1999). In una ricerca condotta negli USA in alcune scuole elementari (1996) è stato visto come l'empowerment sia un processo a spirale che coinvolge come attori attivi gli insegnanti, che a loro volta favoriscono l'innesco del fenomeno stesso anche nei loro alunni. Innanzitutto, i maestri raggiungono uno step iniziale grazie al quale si rendono conto che il cambiamento è necessario. Dopodiché, l'insegnante è spinto alla ricerca di nuove conoscenze, attraverso programmi di training professionale e nuove esperienze. Infine, dall'applicazione di queste nuove competenze vengono introdotti cambiamenti educativi in classe. Il successo di questo processo aumenta i livelli di fiducia degli insegnanti stessi, portando in alcuni casi al raggiungimento di ruoli di leadership e producendo un feedback, che porta alla ricerca continua di nuove conoscenze. Ne derivano benefici sia per loro che per i loro studenti (Barksdale-Ladd & Thomas, 1996).

Empowerment e famiglia
Per quanto riguarda il sistema familiare, l'empowerment è inteso come promozione del benessere. Il focus è centrato su una “cultura della genitorialità”, un tempo appresa naturalmente, e che attualmente deve affrontare le difficoltà di una realtà frammentata (Molinari & Putton, 2011).

Empowerment e gruppo dei pari

La peer education si riferisce a “trasmissione, scambio e condivisione di informazioni, valori ed esperienze tra persone della stessa età o appartenenti allo stesso gruppo sociale” (www.inadolescenza.it). Questa intende favorire tra i pari processi e azioni di responsabilizzazione e consapevolezza delle proprie possibilità, ovvero un processo di empowerment. In questo senso, trova importanti applicazioni sia nel campo della promozione della salute e della prevenzione dei comportamenti a rischio (Croce & Gnemmi, 2003), che all'interno delle scuole, alle quali offre nuove potenzialità formative ed educative al fine di incrementare lo sviluppo delle competenze psicosociali (Boda, 2001; Pepe, 2004). Uno dei più importanti obiettivi della peer education è quello di individuare strumenti e strategie utili a rafforzare nei soggetti la motivazione al cambiamento (Croce & Gnemmi, 2003) e di proporre interventi che rendano gli attori attivi nella propria formazione e attivatori di informazioni ed “educazione permanente” (Cipolloni, 2003).

Empowerment e nuove tecnologie
Per quanto riguarda i social network, la loro enorme diffusione negli ultimi anni, li ha resi un possibile strumento di empowerment, che coinvolge i cittadini/pazienti in un processo di valutazione dei diversi servizi offerti (Santoro, 2007). Nello specifico, in ambito sanitario, sono state introdotte le piattaforme di eHealth, Health 2.0 e Medicine2.0, che permettono agli attori coinvolti, quali medici, ricercatori e pazienti, di personalizzare l'assistenza sanitaria, collaborare fra loro e promuovere un'educazione sanitaria (Rinaldi & Carnevali, 2011). I principali obiettivi di queste iniziative, inerenti al processo di empowerment, riguardano la partecipazione attiva di tutti i soggetti ed in particolare del paziente, la condivisione delle informazioni cliniche, l'utilizzo di strumenti di lavoro collaborativo e di social network (Rinaldi & Carnevali, 2011). L'uso di computer networking risulta, secondo alcune ricerche, potenzialmente utile anche in ambito scolastico come fattore promuovente l'empowerment degli alunni, favorendone lo sviluppo dell'autonomia e della capacità di cooperazione e condivisione, anche con scambi cross-culturali (Warschauer, Turbee & Roberts, 1996). L'apertura all'utilizzo di Internet può promuovere l'empowerment anche in ambito lavorativo. Una ricerca esplorativa condotta in Cina ha mostrato come l'empowerment in alcuni lavori possa essere favorito dalla creazione di un ambiente lavorativo che permetta ai lavoratori di apprezzare i benefici dell'uso di Internet nel portare a termine compiti quotidiani con il massimo profitto (Hu & Leung, 2003). È stato visto che l'atteggiamento e la percezione dei benefici e dei vantaggi correlati a Internet e all'uso di informazioni tecnologiche può influire sull'esperienza psicologica di empowerment tra donne che lavorano. Le donne lavoratrici esperiscono un grado maggiore di empowerment quando hanno un atteggiamento positivo e aspettative ottimistiche verso Internet, e sono inoltre aperte all'uso di informazioni tecnologiche. La probabilità che queste donne accrescano il loro empowerment in un'organizzazione aumenta se la percezione della loro relazione con gli altri impiegati e con i clienti viene migliorata dall'uso delle informazioni tecnologiche, ad esempio tramite Internet. In particolare, in questo studio, le donne che usano frequentemente e-mail e credono che Internet possa aiutarle a espandere il loro ambiente sociale e a costruire strette relazioni con gli altri, percepiscono un certo grado di controllo e influenza nell'organizzazione, diventando maggiormente empowered (Hu & Leung, 2003).

Empowerment nello sport
Le strategie di empowerment in ambito sportivo cercano di migliorare alcune caratteristiche fondamentali a livello individuale quali il senso di realizzazione, di identità e di autoefficacia. Inoltre, l'empowerment influisce sull'identità di gruppo, l'efficacia collettiva e il clima motivazionale. Una ricerca di Pensgaard e Sorensen (2002) evidenzia come modelli di empowerment possano favorire l'emergere di tali peculiarità anche in ragazzi disabili che praticano sport. È stato, inoltre, visto che l'empowerment media i livelli di burnout negli atleti, mediante uno stile di leadership degli allenatori empowerizzante (Grimm, 2012). Lo sport stesso può essere una strategia di empowerment: ragazzi disabili attraverso l'attività sportiva possono aumentare la competenza percepita come attori sociali, sentirsi agevolati nel raggiungimento degli obbiettivi e sentirsi maggiormente integrati nella società (Blinde & Taub, 1999).

Empowerment nelle differenze di genere
Fin dagli anni '60 il costrutto di empowerment è presente nei movimenti femminili. Nel corso del tempo, si è assistito a un focus maggiore sull'empowerment in relazione alle differenze di genere. Il paradigma dominante si fonda su un modello occidentale e risulta problematico perché non considera l'empowerment in maniera olistica (Francescato & Burattini, 1997). La diversità delle dinamiche che caratterizzano le relazioni di genere, a seconda del contesto socio-politico e culturale di riferimento, non sono sufficientemente tenute in considerazione. In particolare, la rappresentazione delle donne come un gruppo omogeneo comporta una sottostima della storia e politica delle donne non occidentali. Il costrutto di empowerment femminile si basa su un modello di come le relazioni di genere dovrebbero essere, piuttosto che di come sono realmente (Francescato & Burattini, 1997). Molti interventi che cercano di promuovere lo sviluppo delle donne hanno come obiettivo principale la promozione del loro livello di empowerment (Syed, 2010). Nel panorama italiano, una ricerca Istat del 1994, riportata nel libro di Francescato e Burattini (1997), mostra ancora la presenza di problematiche nel cambiamento di ruolo femminile: risulta evidente una forte diversificazione nell'accesso alle risorse, soprattutto di potere. Inoltre, il valore delle differenze che caratterizzano uomini e donne non viene riconosciuto in modo adeguato. Uno studio della Francescato mostra come la partecipazione da parte delle donne a programmi di sviluppo del Terzo Mondo contribuisca a accrescere il senso di empowerment (Francescato & Massotti, 1997). Per quanto riguarda, l'immigrazione femminile in Italia alcuni fattori sono stati individuati come promuoventi lo sviluppo di empowerment: acquisizione di competenze, coinvolgimento delle donne immigrate nella gestione dei centri di accoglienza e sviluppo di collegamenti tra le varie strutture territoriali. Inoltre, le donne immigrate che frequentano i centri di accoglienza e esercitano una professione differente da quella di colf riescono maggiormente a immaginare progetti di vita futura e a sviluppare empowerment (Francescato & Burattini, 1997).

Empowerment e cooperazione allo sviluppo
Nel campo della cooperazione allo sviluppo, l'empowerment indica la possibilità da parte dei più bisognosi o gruppi minoritari di aumentare la loro influenza sulla pianificazione delle proprie condizioni di vita (http://www.sdc.admin.ch/).

Cooperazione allo sviluppo ed empowerment nei paesi in via di sviluppo
Il progetto “Food for Work”, fornisce cibo in cambio di lavoro nella zona di Iriamurai. In questo modo vengono realizzate opere pubbliche(bacini idrici, strade) e programmi di diversificazione alimentare puntando alla utilizzazione delle risorse personali e degli altri, secondo due dimensioni principali: il «protagonismo interno» positivo e la fiducia esterna, negli altri membri della comunità. Si evitano forme di assistenzialismo, in quanto viene utilizzato lo strumento dell'empowerment di comunità e sociale che favorisce le risorse degli abitanti di Iriamurai e la presa in considerazione dei loro reali bisogni.(http://nevereversleeps.wordpress.com/; www.accr.it)

Cooperazione allo sviluppo ed empowerment nelle persone con disabilità
Vi sono 650 milioni di persone con disabilità nel mondo, 82% vive nei paesi in cerca di sviluppo. Solo il 2% riceve servizi o sostegni, il 98% dei bambini con disabilità non ha accesso ad una educazione formale (Istat, 2009). Un consorzio di 12 ONG europee e organizzazioni di persone con disabilità ha lanciato il progetto denominato “Iniziativa Europea per l'inclusione delle persone con disabilità” nei programmi di Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto è finanziato dalla Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali dell'Unione Europea. Esso mira a includere la tematica della disabilità nelle politiche della cooperazione allo sviluppo incoraggiando interventi destinati alle persone con disabilità basati sul mainsteaming e sull'empowerment sociale(www.aifo.it; www.dpitalia.org) L'empowerment nelle organizzazioni per persone con disabilità permette di:

Favorire mediante la tecnica di peer counseling una miglior percezione di Sé
Messa in atto di progetti di auto-aiuto e sostegno reciproco
Maturazione di competenze e capacità
Sostenere il conseguimento dei diritti attraverso l'inclusione sociale
Strumenti e strategie di sviluppo dell'empowerment
Le strategie messe in atto dagli psicologi di comunità per promuovere lo sviluppo dell'empowerment, condividono alcune caratteristiche di base (Dallago, 2006):

Lavorare considerando vari aspetti del problema;
Valorizzare il gruppo e gli individui rafforzandone le competenze relazionali e di cooperazione;
Valorizzare le esperienze di vita e di lavoro, attraverso l'uso di metodi e attività coinvolgenti;
Favorire la partecipazione attiva dei soggetti interessati, aumentare la motivazione, creando spazi per la condivisione di idee e abilità;
Creare reti di istituzioni e di individui in grado di condividere sforzi, risorse e idee, e di diventare nuova risorsa per la comunità;
Promuovere la cultura della valutazione, indicando l'importanza della raccolta dei dati sui processi e sui risultati delle attività,
Fare in modo che il lavoro non si concluda con l'uscita di scena dello psicologo e dell'operatore ma che continui e diventi patrimonio della comunità.
Attività per genitori
Interventi svolti in momenti particolari della vita familiare (es divorzi, malattie) per affrontare e gestire le crisi transitorie che caratterizzano il ciclo di vita. L'operatore di aiuto è chiamato ad affiancare la famiglia, prendendosi cura delle relazioni al suo interno, attraverso un abile uso della stessa relazione di aiuto. L'obiettivo primario diviene dunque l'empowerment del soggetto famiglia, perché possa individuare e mobilitare le sue risorse (Mazzoleni, 2004). Prevedono di far comprendere ai genitori la necessità di arricchire il proprio ruolo con alcune abilità di base, in grado di limitare le risposte automatiche rispetto al comportamento dei propri figli e di favorire modalità più adattive ed efficaci di interazione. Tipologie:

Strategie di accompagnamento: ad esempio la mediazione familiare, nella quale non si ha più la delega per risoluzione problemi ma si attribuisce alla famiglia un ruolo di importanza per restituirle lo status di soggetto attivo.
Strategie di formazione/educazione: aiutano i membri, soprattutto i genitori, a superare le difficoltà presenti e a ridare valore.
Di particolare interesse sono i parent training, nei quali l'enfasi viene posta sull'importanza del ruolo dei genitori nel benessere dei figli e della famiglia e sul cercare di rafforzare le loro competenze per gestire meglio le difficoltà quotidiane. In questo tipo d'interventi c'è, però, il rischio di non rafforzare le capacità dei genitori ma di imporre loro modalità alternative di ruolo. Il conduttore non deve essere un insegnante, non deve dare ricette che siano sempre utilizzabili, perché essere genitori efficaci non significa essere genitori perfetti (Dallago, 2006).

Coaching
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Coaching.
Strategia di formazione che parte dall'esperienza di ciascuno e opera un cambiamento, una trasformazione che migliora e amplifica le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali. È un processo che offre al cliente strumenti che gli permettono di elaborare e identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. La pratica del coaching è basata su un'elevata mutualità nella relazione e focalizza l'attenzione su quegli aspetti che si legano all'apprendimento di competenze utilizzabili nel proprio ruolo lavorativo. Il cliente che si affida al coach ha delle potenzialità latenti che tramite di lui impara a scoprire e ad utilizzare. Il coach è un consulente qualificato, un trainer che fornisce gli strumenti e il metodo più adeguato per realizzare progetti di sviluppo personale e aziendale, stimolando le motivazioni per procedere. Sposta, quindi, l'attenzione sui risultati lavorativi (Megginson, Clutterbuck, 1995) e principalmente sulle performance e dà risalto allo sviluppo delle abilità (Clutterbuck, 2004).

Counseling
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: counseling.
Attività in cui il professionista, all'interno di una relazione paritaria, cerca di favorire, sostenere, sviluppare le potenzialità della persona e la sua qualità della vita. Attraverso la comunicazione interpersonale, l'ascolto, l'empatia e il sostegno promuove un processo di empowerment, aiutando la persona a raggiungere una visione più oggettiva e completa del problema e a trovare in prima persona risorse e soluzioni personali. La persona è supportata ma mantiene la libertà e l'autonomia di scelta (Rogers, 1951), si cerca di innescare una visione realistica di se stessa e dei vari contesti di vita in cui è inserita, riducendo al minimo fattori conflittuali, soggettivi e/o di errata valutazione. Il professionista può utilizzare il Counseling non solo per fornire aiuto e supporto individuale, ma anche di gruppo, oppure nelle scuole, o anche nelle realtà aziendali, laddove è necessario superare tensioni e difficoltà tra colleghi, le quali possono compromettere il personale benessere e la sfera lavorativa, così come il generale buon andamento gestionale e produttivo dell'azienda stessa.

Contratti di quartiere
Progetti per aumentare l'empowerment delle comunità locali attraverso la partecipazione dei cittadini a tutte le fasi della trasformazione urbana: ideazione, progettazione, attuazione, gestione. Prevedono l'utilizzo di quattro strumenti di base:

Tavolo di coordinamento: referenti dell'amministrazione e degli enti/istituzioni con funzione di coordinamento dei contatti;
Gruppo di supporto tecnico: équipe di esperti con competenze tecnico-architettoniche più psicologo di comunità per progettare intervento;
Forum locale: rappresentanti della comunità che lavorano a stretto contatto con il gruppo tecnico per dare voce alle esigenze del territorio;
Laboratorio di quartiere: spazio per la progettazione partecipata, spazio di ascolto dell'utenza, analisi fabbisogni sociali ecc. che propone idee che saranno revisionate dai 3 gruppi precedenti e ne analizzano lì attuabilità.
Sono un forte mezzo per aumentare l'empowerment dei cittadini con coinvolgimento attivo a decisioni che li riguardano, tuttavia, la difficoltà maggiore è di avere una partecipazione dei cittadini in elevato numero e i tempi richiesti sono molto lunghi con dispendio di risorse umane (Mannarini, 2004).

Empowered peer education
Rappresenta un modello di educazione tra pari, che si discosta sensibilmente dalle applicazioni pure della peer education e, allo stesso tempo, rappresenta un'evoluzione originale dei percorsi di peer tutoring e counselling tra pari. Propone ai ragazzi, sia a livello teorico che pratico, la possibilità di essere attori primari nella promozione dei propri fattori di salute, sviluppando a livello cooperativo e trasversale competenze plurime, attinenti alle macro-aree del saper essere, del sapere, del saper fare, del saper far fare, da un lato, ma anche, e soprattutto, del saper sperare. L'intervento ha doppio focus: far passare messaggi positivi attraverso gli individui che hanno più possibilità di essere ascoltati (i pari) e incrementare l'empowerment e la fiducia nelle capacità di peer educator promuovendo il ruolo attivo per il bene della comunità. L'empowered peer education rifiuta le applicazioni pure dell'educazione tra pari che prevedono l'utilizzo esclusivo di modalità addestrative e trasmissive. Alla base vi è una nuova declinazione dell'educazione alla salute fondata sull'elaborazione e la rielaborazione condivisa di significati e di apprendimenti da parte dei ragazzi e sulla necessità, sempre più evidente, di abbandonare modalità di tipo trasmissivo del sapere e delle competenze, di carattere cognitivo o emotivo-relazionale. Fondamentale è la formazione dei peer educator, che ha l'intento di migliorare le loro abilità relazionali, di fornire conoscenze di base su tematiche di cui diverranno educatori e di aumentare le loro abilità per affrontare e coinvolgere un pubblico. Le applicazioni di questo intervento, risultano particolarmente adatte al lavoro con gli adolescenti all'interno della scuola, ma possono essere declinate ad hoc anche per altri contesti organizzativi, oppure riformulate per uno sviluppo operativo anche all'interno di contesti informali. In particolare è stato riscontrato un miglioramento legato a esperienze come AIDS, assunzione droghe, abuso di alcol (Pellai, Rinaldin, Tamborini, 2002).

Formazione empowering
È una formazione che parte dall'esperienza delle persone e integra le tecniche umanistiche esperienziali orientandosi, successivamente, al quadro di competenze, anche quelle di vita. Componenti fondamentali della formazione empowering sono la promozione dell'empowerment socio-politico, ossia la comprensione del proprio contesto sociale, e l'accomodamento intersistemico, come ricerca creativa di un accordo tra ciò che si aspira a fare e quello che c'è fuori. Tale tipo di formazione sembra essere maggiormente in grado di rispondere ai bisogni formativi, esplicitamente individuati e valorizzati, all'interno di contesti tra loro diversi.

Gruppi self-help
Sono strumenti di prevenzione secondaria, che affrontano o limitano un disagio già in corso attraverso un processo di sostegno reciproco tra chi vive tale disagio. I componenti stabiliscono una relazione tra pari cosicché sono tutti coinvolti nella richiesta e offerta di cure e sostegno. TIPOLOGIE (Levy, 1979):

Gruppi di controllo del comportamento o riorganizzazione della condotta: lo scopo è eliminare o controllare alcuni comportamenti problematici, esempio Alcolisti Anonimi.
Gruppi di sostegno e di difesa dallo stress: Membri che condividono una situazione più o meno stressante. Lo scopo è accrescere le capacità di far fronte allo stress attraverso il mutuo supporto e la messa in comune di strategie efficaci. Esempio: tutti i gruppi formati da persone che hanno in comune una malattia cronica o un handicap o che hanno subito un trauma nel loro ciclo di vita.
Gruppi di azione sociale che lottano contro l'emarginazione sociale e per la difesa dei propri diritti e comprendono categorie discriminate a causa dei loro valori, stili di vita, caratteristiche come sesso, razza, ceto sociale. Svolgono un'attività d'informazione e promozione all'esterno al fine di stimolare cambiamenti di atteggiamenti e/o programmi istituzionali. Esempio: gruppi di autocoscienza e di liberazione delle donne, i gruppi composti da gay, gruppi di supporto etnico o razziale.
Gruppi di crescita persona e autorealizzazione, formati da membri che condividono obiettivi di incremento delle capacità relative alla sfera emotiva, sessuale, interpersonale. Esempio: gruppi autogestiti e più o meno ispirati alle psicoterapie umanistiche o alle dinamiche di gruppo.
Sono importanti nello svolgere una funzione di scambio informativo, sostegno, rinforzo e identificazione insita nella dinamica socio-emotiva del gruppo, tra pari. La carica ideologica del gruppo di self-help offre la possibilità di modificare atteggiamenti, valori e modelli culturali personali e presenti nella società esterna. Tuttavia, possono essere poco flessibili e portare a una scarsa personalizzazione degli interventi.

Manuali self-change
I manuali self-change sono uno strumento che viene utilizzato nel contesto dell'autocambiamento individuale, trattando prevalentemente disturbi come ansia, stress, depressione e insonnia. Dalla letteratura emerge che l'efficacia di tali strumenti è subordinata al contatto, seppur minimo, con una figura di supervisione esterna. Mancano tuttavia delle ricerche che valutino l'efficacia di tecniche di self-change completamente autosomministrate. Spesso questi tipi di manuale hanno l'ambizione di affrontare un'ampia gamma di disturbi e di tecniche per ridurli ma piuttosto che offrire tecniche terapeutiche, mirano a sviluppare risorse quali l'assertività, la decisionalità, la capacità di rilassarsi o di programmare efficacemente il proprio tempo (Francescato, Ghirelli, 1988).

Mentoring
Metodologia olistica influenzata sia dai contesti in cui esiste, sia dagli innumerevoli e diversi obiettivi per cui viene applicato. Nata nel contesto statunitense, negli anni ‘90 è stata importata in Italia, dove ha riscosso successo che ne ha favorito l'utilizzo successivo (Santinello, 1998). Si tratta di un rapporto personale, di una relazione (formale o informale) tra un soggetto con più esperienza (senior, mentor) e uno con meno esperienza (junior, mentee, protégé) al fine di far sviluppare a quest'ultimo, competenze in ambito formativo, lavorativo e sociale. L'elemento centrale è proprio questo processo di sviluppo, perché in tutti i contesti e discipline in cui viene applicato, il focus è quello di sviluppare la persona nella sua totalità, la sua competenza, l'esperienza e la saggezza, necessarie per utilizzare tecniche complesse. Comporta, quindi, che il Mentee operi un cambiamento che lo porti a nuove forme di partecipazione in varie e significative attività nelle comunità (lavoro, scuola, università, comunità sociali, sport, etc). Può essere utilizzato per combattere la dispersione scolastica, per orientare alla scelta del percorso formativo o professionale (in Scuole e/o in Università), per promuovere la consapevolezza e le competenze tecniche di un particolare ruolo o professione, per individuare i talenti personali e per favorirne lo sviluppo, per la gestione dei nuovi assunti, (nelle Aziende), oppure per sviluppare competenze comunicative, relazionali, autostima e autonomia di entrambi i soggetti coinvolti nella relazione. CARATTERISTICHE (Tammy, Eby, 2007): Aiuto informale, offerto da una persona ad un'altra in modo volontario, al fine di creare un significativo e reciproco cambiamento della conoscenza, delle competenze e del modo di pensare; Supporto di una persona ad un'altra, nell'ambito di una relazione sviluppata durante un significativo periodo di tempo; Relazione basata su una scelta libera e volontaria; Relazione costruita su di un rapporto positivo e paritario; Incontro di due persone che condividono volontariamente la propria esperienza di vita, all'interno di un processo di reciprocità e di crescita. La diffusione del mentoring è stata rapida e, di conseguenza, i critici sostengono che la risonanza da esso avuta possa portare a sottovalutare l'importanza del sostegno naturale (ad esempio quello dei genitori) già esistente nelle reti sociali. Ritengono, quindi, che i programmi di mentoring potrebbero minare le risorse di sostegno informale e di comunità.

Metodo dei profili
Sono un metodo di analisi della comunità che si struttura in forma altamente partecipativa e che ha la finalità di produrre un cambiamento nel contesto aggetto di studio (Martini, Sequi, 1999). Viene chiamato metodo dei profili perché vengono raccolti dati in base ad otto profili: territoriale, demografico, economico, istituzionale, dei servizi, antropologico-culturale, psicologico e del futuro. L'obiettivo è di raccogliere dati con la collaborazione dei diretti interessati in grado di guidare l'azione basata su conoscenze locali più che scientifiche per creare empowerment e apprendimento reciproco. I membri della comunità devono partecipare sia alla fase di analisi che a quella di messa in atto dell'intervento. L'esperto e facilitatore deve riuscire a dare un ruolo attivo ai cittadini, alle dinamiche di gruppo importanti ma il gruppo deve essere visto come un mezzo e non come un fine. Infatti, non sempre i residenti hanno la competenza per leggere una moltitudine di dati come quella ricavata dai profili, il passaggio all'azione è spesso problematico e difficile.

Photovoice
Metodo per promuovere lo sviluppo di comunità, utilizzando la fotografia come strumento di narrazione e documentazione. Rientra nell'ambito della ricerca azione partecipata, può accrescere il livello di empowerment nella misura in cui riesce a dar voce ai gruppi più svantaggiati. Attraverso la fotografia i partecipanti raccontano il proprio punto di vista sulla comunità, sui problemi che incontrano, sulle loro esperienze di vita. Prevede una fase formativa, nella quale vengono illustrate le caratteristiche e gli obiettivi del metodo, successivamente, i partecipanti scattano alcune foto che vengono discusse in gruppo a partire da 5 domande: Cosa vedi qui? Cosa sta accadendo qui realmente? In che modo questo ha a che fare con la tua vita? Perché c'è questo problema/risorsa? Che possiamo fare noi? Dopo la discussione si passa alla fase VOICE (voicing our individual and collective expirience) nella quale vengono esaminati e messi insieme i diversi punti di vista, permettendo così l'emergere di una visione condivisa che può essere resa pubblica attraverso mostre (slide show) o pubblicazioni su Web (Wang, Burris, 1997).

Ricerca azione partecipata
È un tipo di ricerca-azione, una ricerca comparata sulle condizioni e gli effetti delle varie forme di azione sociale che tende a promuovere l'azione sociale stessa (Levin, 1946). Utilizza un approccio scientifico con finalità applicative per migliorare la qualità della vita dei cittadini che vengono attivamente coinvolti. Punta alla costruzione sociale del benessere, alla valorizzazione dei saperi locali ed esperti, al coinvolgimento della popolazione target in tutte le fasi del processo (diagnosi, sviluppo delle strategie d'intervento, valutazione, ecc). Prevede tre principi di base: la democraticizzazione del processo di sapere scientifico; l'idea della conoscenza come strumento di potere, di emancipazione delle masse e quindi di empowerment; il principio di partecipazione come mezzo e fine fondamentale del cambiamento sociale d'intervento.

Caratteristiche
Approccio olistico al problema: l'attenzione è rivolta a tutti gli aspetti del processo, senza la necessità di scomporre il problema;
Significatività del tema di ricerca per tutti gli attori coinvolti;
Disponibilità del ricercatore a negoziare con gli attori: sono fondamentali la collaborazione e il confronto tra ricercatori, operatori e cittadini;
Intervento del ricercatore nelle azioni: è un attore della comunità, crea rapporti educativi;
Assenza di un metodo d'intervento predefinito da applicare: la costruzione del processo avviene in itinere ed è collettiva;
Perseguimento dello sviluppo personale e professionale degli operatori-attori;
Emancipazione degli attori: processo di empowerment sui partecipanti;
Impiego di strumenti descrittivi per la valutazione dei risultati: devono essere chiari e leggibili da tutti e cogliere la complessità dei fenomeni;
Produzione di un mutamento sociale: si cerca di cambiare la realtà.
Il ricercatore diviene un teorico partecipante, perché mette a disposizione della comunità le proprie competenze tecniche, divenendo, così, uno strumento nelle mani del gruppo per facilitare la presa di decisioni condivisa e la ricerca di modalità e di strumenti negoziali e collaborativi nuovi. I partecipanti, quindi, sono i soggetti della ricerca, agiscono come intellettuali organici, raccolgono e analizzano i dati in base alle metodologie da loro facilmente comprensibili. Utilizzano, infine, le conoscenze generate per promuovere azioni finalizzate al cambiamento sociale e al miglioramento della qualità della vita. Nonostante gli innumerevoli risultati positivi conseguiti con tale approccio, gli sperimentalisti criticano questo tipo di ricerca affermando che manchi di scientificità e di validità ecologica, perché non rende possibile la generalizzazione dei risultati.

La misura dell'empowerment
Per quanto riguarda la misura dell'Empowerment sono stati fatti numerosi tentativi nel corso degli anni per riuscire a trovare un sistema che fosse efficace nel misurare tale costrutto. Come illustra nel 2000 Zimmerman non è né praticabile e né concettualmente appropriato pensare di poter trovare un sistema di misurazione universale per il costrutto di “Empowerment” poiché tale costrutto presenta una serie di caratteristiche peculiari contesto-specifiche e popolazione-specifiche che non è possibile generalizzare. Proprio per questo gli autori si sono proposti di elaborare una serie di misure che fossero adeguate alla popolazione e al contesto particolare in cui si lavorava. Le scale che sono state proposte per la misurazione dell'Empowerment sono essenzialmente due: la Psychological Empowerment Scale at Work (PES) e la Empo.

Psychological empowerment scale at work (PES)
Questo tipo di scala è stato elaborato nel 1995 da Spreitzer e consiste in un modello di misurazione dell'Empowerment basato su quattro dimensioni riferite agli stati psicologici individuali rispetto al proprio lavoro:
Significatività (Meaning): si riferisce alla corrispondenza tra le richieste dei compiti lavorativi e il sistema di valori, ideali e credenze della persona e rappresenta l'importanza attribuita dalla persona in ciò che fa;
Abilità (Competence): si riferisce al grado di convinzione della persona di possedere abilità e strumenti per svolgere adeguatamente un lavoro;
Autodeterminazione (Self-determination): si riferisce alla sensazione di controllo percepita in relazione al proprio lavoro;
Influenza (Impact): si riferisce alla convinzione che ha la persona di avere un'incidenza sugli esiti operativi e strategici del proprio lavoro.
Tale scala è composta da 12 item ed è stata validata dall'autore in una serie di studi riguardanti in particolare i manager di aziende.
Le quattro dimensioni una volta analizzate, si combinano l'una con l'altra, per determinare il costrutto generale di Empowerment e la mancanza di una di esse determinerà una diminuzione del livello totale di tale costrutto. Ne deriva così, che l'empowerment è determinato sia da fattori organizzativi che da caratteristiche personali.
Empo
Si tratta di una scala validata in italiano da Francescato e collaboratori nel 2007 e si basa sulla misurazione di tre componenti chiave dell'Empowerment individuale a livello teorico:

Capacità di porsi degli obiettivi e di raggiungerli in maniera efficace;
Mancanza di speranza e di fiducia;
Interesse verso questioni sociopolitiche e partecipazione nell'ambito politico (entrambi considerati indicatori di consapevolezza critica).
Gli autori ritengono che queste tre dimensioni formino un costrutto più ampio definito “Empowerment personale e politico” e per questo motivo può essere considerata come una misura unidimensionale del costrutto. La struttura di questo strumento è stata revisionata molte volte; l'ultima versione prevede 24 item, i primi 10 riguardanti la componente “capacità di porsi obiettivi e raggiungerli in maniera efficace”, i successivi 5 riguardanti la componente “mancanza di speranza e fiducia” e gli ultimi 9 riguardanti la componente “mancanza di speranza e di fiducia”. Dallo studio di validazione sono emersi una serie di spunti per approfondimenti futuri, uno di questi è l'importanza di verificare in futuro eventuali differenze tra elettori e militanti di diversi schieramenti politici nel grado di Empowerment personale e politico rispetto ai modi di partecipazione politica diretta.

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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

empowerment
sostantivo
La conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale.
"il movimento femminista ha favorito il processo di e. da parte delle donne"
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La conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale.
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La conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale.
mastro6 mastro6 26/11/2019 ore 14.33.53 Ultimi messaggi
Filodeon Filodeon 26/11/2019 ore 18.11.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Peltier14 scrive:
1)Non esiste nessun transito individuale nell'Oltre; 2)c'e' solo l'Oltre. 3)Si rassegnino coloro che sono alla ricerca di un ridicolo risarcimento antropico.

1)Non esiste nessun transito individuale nell'Oltre:
1)Finora in effetti non è dato dimostrare, accertare avere evidenze e riscontri in merito e penso che in ciò ti trovi sintonizzato con Mastrosei, i cui interventi puntuali in merito alle affermazioni sulla religione in particolare e sulla paranormalità nello specifico hanno avuto il merito di additarmi il sistematico ed inconfutabile inganno, inganno in cui cadevo spesso quando sentivo predicare i preti che per dimostrare fatti ed eventi naturali* fisici** immaneti*** casuali**** ricorrono ad un deragliamento sistematico quale si trova ad essere quello di ricorrere a dimostrazioni che in partenza (postulati assiomatici) avevano posto come preternaturali* spirituali** trascendenti*** miracolose**** finendo per convincere gli incauti disposti ad essere abbindolati a non cogliere il continuo passaggio tra il piano ontologico e il piano gnoseologico, dimenticando, loro malignamente e gli ascoltatori ingenuamente(esoterici o essoterici che siano) che spacciano per dimostrazioni incontrovertibilmente reali e veritiere quello che hanno assunto soltanto come ipotesi...

2)"C'e solo l'OLTRE"
2)Confermato? Oppure è una tua opinione?

3)Si rassegnino coloro che sono alla ricerca di un ridicolo risarcimento ANTROPICO.
3)Se con OLTRE intendi IMMAGINARIO e con ANTROPICO intendi ILLUSORIO sono d'accordo : l'IMMAGINARIO è per sua natura, come del resto tutte le raltà vuoi fisiche vuoi biologiche vuoi psicologiche, e, si costituisce in un campo energetico polare per cui nella fatispecie l'IMMAGINARIO presenta una POLARITÀ CONSOLATORIA , dicimo positiva, di fatto inestricabilmente connessa con la sua correlazione polare, diciamo negativa , costituita per l'appunto dalla POLARITÀ INQUIETANTE e in questo senso, cioè nel senso di una ricerca "antropico - illusoria" c'è chi trova consolatorio immaginarsi la PARUSIA come sopravvivenza resurrezione dai morti e chi, come me, trova più consolatoria immaginare la sua PARUSIA( non quella degli altri che, Dio ne scampi e liberi, lungi da me qualsiasi tentativo di persuadere chichessia sulle mie illusorie consolazioni o consolatorie illusioni) come l'estinzione più integrale, l'unico modo possibile ( almeno CREDO ATTUALMENTE ) per definitivamente sottrarsi dal dolore e dalla sofferenza, che però i preti abituati al continuo deragliamento tra il piano immagiario e quello reale, pensano che anche l'ateo che asserisce questa sua credenza come consolatoria illusione e niente di più, ne faccia un pretesto per far proselitismo sul piano reale come promozione del pensiero anarchico e nichilista, neanche se chi si professa ateo sarebbe ipso facto discepolo di Illuminazionecosmica che come i preti, applicava la sua fantasia di sommo bene come estinzione perpetua, anche alla realtà e se c'è una cosa in cui l'ateo non deraglia mai è quella di non confondere mai, ingannevolmente e sudolamente equivocando il sogno ( sia pure quello delle allucinazioni controllate) con la realtà e qui sta il punto della questione, la prevenzione peraltro radicata dai secoli dei secoli che l'ateo ateo nella misura in cui rifiuta il cristianesimo non possa essere buon cittadino, mentre per fortuna si sta instaurando una controtendenza che lo vuole animato dagli stessi sentimenti di bontà altruismo amore eroismo e chi più ne ha più ne metta del pari dei buoni, ma anche cattivi sentimenti che animano il credente che in quanto a buon cittadino,la chiesa cattolica con l'evasione sistematica dell'IMU, si cita qui un'evasione fiscale, ma tutti i privilegi della chiesa non depongono a favore dei cittadini credenti se la prendono come esempio, nel difendre aspada tratta i propri privilegi immanenti, la radice del vero malessere della gente, che se è cattolicaa arriva al paradosso di giustificarli (i privilegi)
Peltier14 Peltier14 26/11/2019 ore 23.02.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
Non esiste nessun transito individuale nell'Oltre

A morire infatti e' solo l'Io, inteso come coscienza di se. E' poca cosa, ma i suoi risvolti sono tragici nel momento in cui quest'Io e' la rappresentazione della vita stessa. Una condizione del tutto inacettabile, infernale , mostruosa e macabra. Una condizione richiesta dall'Ontologia dell'Essere sul piano Ontico. Un cortocircuito sul piano esistenziale equivalente ad una tortura senza fuga attraverso un percorso di cio' che noi chiamiamo dolore a sviluppo inflattivo. Una vertigine spaventosa.
"C'e solo l'OLTRE"
2)Confermato? Oppure è una tua opinione?
L'immaginazione ha in sé elementi di incoerenza che provano la sua contaminazione ad opera di elementi estranei. L'immaginazione puo' virtualizzare solo elementi attinenti il nostro orizonte esistenziale. Nelle funzioni matematiche si parla di ''tendenza all'infinito'' e non di infinito. Dovunque e' solo quantita' discrete, eppure immaginiamo l'analogico ed il Continum ,mai esistiti e sperimentati in questo universo. Immaginiamo l'impossibile linea curva che nessuno vedra' mai poiche' impossibile. L'immaginazione non virtualizza solo ma, TRASCENDE. Puo' farlo solo con la presenza di tracce Ontologiche dell'Essere. E allora la nostra immaginazione ''sente'' il luogo di quanto e' oltre, percepito e rappresentato in modo anomalo ed incoerente.
La morte e' la soluzione dell'equazione esistenziale. L'unica soluzione possibile alla Vita.
xSiNeSTeSiAx 27/11/2019 ore 02.33.00 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

io voglio la vita eterna, infatti l'adilà, se prima no adesso mi mette il terrore addosso, credo che sia un inferno pieno di demoni e ti ritrovi solo contro demoni che conoscono le tue piu inconscie fobie e paure il peggior film dell'horrore vissuto per l'eternità, ma forse questo è per chi ha peccato in questo mondo io non ci credo che la natura è di natura maligna, pero per non sapere ne scrivere ne leggeere io voglio la vita eterna, mi basta questa con il mio cervello di 10 anni fa che godevo come un riccio con niente o quasi, sbrigatevi scienziati che il tempo stringe io una vita in queste condizioni non la faccio mi ammazzo prima o poi, compongo capolavori e meli godo oper una infinitesima parte, inividio chi è vivo e puo ascoltare i miei lavori chissà che emozioni prova, forti, dirompenti che ti lasciano il segno

SBRIGATEVI!!
mastro6 mastro6 27/11/2019 ore 08.58.44 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Peltier14 scrive:
L'immaginazione ha in sé elementi di incoerenza che provano la sua contaminazione ad opera di elementi estranei. L'immaginazione puo' virtualizzare solo elementi attinenti il nostro orizonte esistenziale. Nelle funzioni matematiche si parla di ''tendenza all'infinito'' e non di infinito. Dovunque e' solo quantita' discrete, eppure immaginiamo l'analogico ed il Continum ,mai esistiti e sperimentati in questo universo. Immaginiamo l'impossibile linea curva che nessuno vedra' mai poiche' impossibile


1) Anche se tutto il genere umano pensasse come giusta, vera una tesi, una condizione, a partire da quelle espresse da chiunque di noi qua dentro, essa potrebbe essere falsa.
2) In (parziale) contraddizione con il secondo tuo pensiero, che non è sperimentabile la linea (curva, retta, punto, arco, cerchio, ecc...) ma solo una sua realizzazione imperfetta, ti vorrei esporre che, laddove non siamo più in grado di valutare (misurare) lo scostamento tra la linea (cerchio ecc...) discreta (reale approssimata) e il 'luogo ideale dei punti' costituente per definizione quella 'perfetta', chiunque potrebbe affermare (come infatti afferma) che ha ottenuto (sperimentato) la perfezione.
In sostanza, laddove gli scarti teorici non sono più distinguibili da quelli pratici, quella è una retta, un cerchio ecc..., e tutte le residue considerazioni sono puramente 'filosofiche'.
Questo, come ricaduta pratica, fa accettare (innegabilmente) che alcune 'soluzioni' per approssimare quegli elementi definiti geometricamente siano adottate nella vita pratica di ogni giorno, e dunque per ottenere un cilindro usiamo il tornio, che facendo ruotare il pezzo inserito nella sua morsa, consente di andare molto vicini alla forma 'pura' di quel solido, oppure se vogliamo tracciare un cerchio usiamo il compasso, oppure un chiodo piantato a terra ed una cordicella legata ad esso, che descrive benissimo il percorso del cerchio, e tanti altri sistemi adottati per rendere fruibili, in maniera più che soddisfacente, quelle definizioni.
E' probabile che, dunque, troveremo tantissimi che diranno di 'aver visto' una linea curva, in sostanziale coerenza con altre, trascurabili, considerazioni.
Blader.0 Blader.0 27/11/2019 ore 19.33.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
empowerment
sostantivo


Compulsivo.
(aggettivo
)

empowerment sostantivo
conferimento m
più raramente:
accrescimento di potere m
empower sb. verbo
responsabilizzare qcn. v
più raramente:
abilitare qcn. v · autorizzare qcn. v
focalizzatosi sulla costruzione della memoria,



https://www.linguee.it/inglese-italiano/traduzione/empowerment.html
Peltier14 Peltier14 27/11/2019 ore 23.25.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
E' probabile che, dunque, troveremo tantissimi che diranno di 'aver visto' una linea curva, in sostanziale coerenza con altre, trascurabili, considerazioni.

In un precedente intervento ho sottolineato l'ennesima bestemmia antropica che l'uomo compie in relazione alle scale di grandezza. Cosi' come fece Tolomeo piazzando al centro la Terra che rappresenta l'Io e mettendo intorno,in rotazione l'intero Universo; cosi' in merito alle scale di grandezza pone le dimensioni proprie al centro,per poi poter identificare il microcosmo e macro in funzione delle personali dimensioni. Cosi' nasce il piccolo ed il grande,alla stregua di un alto e un basso. Tutte considerazioni fallaci ed asservite ancora una volta alla centralita'che si e' dato. Non c'e' una scala di grandezze ma piu' propriamente una diversita'. E allora perché l'universo dovrebbe essere agganciato alla scala umana e non alla micra o macro? Naturalmente ancora una volta la risposta e' legata alla centralita' di quell'io terminale che per esorcizzare l'orrore della propria dipartita rivendica una centralita' assoluta. Smontiamolo quest'uomo solipsista tragicamente solo. E allora quelle differenze infinetesimali ed impercettibili fra un raggio e l'apotema diverranno sostanziali poiche' non piu' asservite ad una grandezza di riferimento antropica. Quelle sfumature teoriche e quindi filosofiche, ora libere, assumono pari dignita' ed importanza rispetto le altre. Continui a pensare che esiste una differenza profonda fra un quark, un uomo ed una galassia? C'e', ma non risiede nelle scale convenzionali di grandezza, ma riguarda ben altro.
20189041
@mastro6 scrive: E' probabile che, dunque, troveremo tantissimi che diranno di 'aver visto' una linea curva, in sostanziale...
Risposta
27/11/2019 23.25.22
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mastro6 mastro6 28/11/2019 ore 05.01.17 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Peltier14 scrive:
Continui a pensare che esiste una differenza profonda fra un quark, un uomo ed una galassia? C'e', ma non risiede nelle scale convenzionali di grandezza, ma riguarda ben altro


Sono perfettamente persuaso che la centralità della visione umana, dell'io, sia alla base di tutte le 'letture' dell'universo, dal micro al macro, passando per le tracce dei luoghi geometrici e attraverso le definizioni matematiche, i costrutti filosofici e i voli pindarici: tutto ciò è frutto (e dimensione) dell'uomo.
In questa ottica (non unica ma corrente, comune, pacifica) le differenze infinitesimali tra raggio ed apotema non diventeranno mai sostanziali, ma solo perchè siamo sempre noi, uomini, a discuterne, a parlarne, a (continuare a) teorizzare, e dunque far finta di non essere umani (a misura del proprio o altrui io) significherebbe snaturare completamente l'autenticità dell'assunto. Sarebbe come se un limone fosse considerato un treno.
Filodeon Filodeon 01/12/2019 ore 11.53.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
Il lumicino della nonna lasciamolo alla nonna e alle sue ragioni che valgono quelle di qualunque altro, oggi come ieri, come quelle degli "altri" (i credenti più accentuati che si ritengono sapienti) e sorridono a questo ritenendo che Dio non ha bisogno di un lume per vedere nell'oscurità.
.


Riprendo il lumicino della nonna per commentare la considerazione che ne riporti come intesa a svalutare la mia riflessione sulla realtà fisica del lumicino che vale soltanto come segnale simbolico di un'altrettanto simbolica presenza, quella eucaristica ( per me "simbolico" è sinonimo di "sovrannaturale" "preternaturale" "archetipale" "metaforico" "traslato" ) all'interno del tabernacolo, della cui presenza è garante soltanto l'esile fiammella di un lumicino che un SOFFIO DI VENTO( "simbolo" pur desso dello SPIRITO SANTO, lungi dall'evidenziarne e confermarne la presenza in modo paranormale come vento che inspiegabilmente non riuscirebbe a spegnerne invece la fiammella(*), invece di entrer nel merito facendo mente locale alle mie obiezioni, come è tuo adusato costume e sei solito fare, non trovi di meglio che , mediante un deragliamento poetico invero molto efficace, ma assolutamente impertinente con il ragionamento logico inerente l'argomento discussorio ds me sollecitato, te ne vieni fuori con la bella affermazione che i credenti consapevoli non possono che sorridere alla mia considerazione ritenendo che "Dio non ha bisogno di un lume per vedere nell'oscurità ", che col mio assunto non centra una beata minchia : non si capisce nè perchè sorridano, nè perchè il lumicino di cui hanno bisogno i credenti venga supplito dal fatto che Dio invece può benissimo vedere nell'oscurità anche senza lanternini: la tua "battuta mi fa venire in mente la risposta di un prete ad un ateo che asseriva di non credere in Dio " Se tu non credi in Dio è Dio che crede in te" che sono risposte ad effetto, poeticamente belle, ma indisponenti quando vengono BUTTATE Lì IN UNA DISCUSSIONE LOGICAMENTE RAGIONATA PER TRARSI DI IMPACCIO DALLE DIFFICOLTà ED OBIEZIONI PRESENTATE DAL NON CREDENTE, ma ce ne sono di ben peggiori, di una supponenza assolutamente inspiegabile, per non paqrlare di una errata psicologia per cui non vorrei mai che al mio capezzale, sul letto del termine delle mie sofferenze si presentase il prete per tentare di salvarmi l'anima mediante le sue argomentazioni impertinenti e rigurgitanti supponenza e arroganza ipocritamente mascherata da pietà quando sa perfettamente che per me l'anima è sinonimo di consapevolezza, consapevolezza che si estingue irreversibilmente e definitivamente col marasma biologico corporale: non vorrei trasformare i momenti della mia estinzione in un ulteriore dibattito come se fossi alla tastiera interneticale praticare esoterismo.

(*) e io purtroppo di eventi siffatti non ho mai potuto goderne l'esperienza, ma solo sentirne i racconti riportati da testimonianze indirette, tipo quelle che riferisci tu, esperto per l'appunto di LETTERATURA PARANRMALE FIDEISTICAMENTE PRESUNTA, dal momento che sfugge ad ogni riscontro ed evidenza, ma in barba a questi presupposti riportata come VERAMENTE VERIFICATASI e non frutto di esperienze dirette sul CAMPO, nella fatispecie di aver assistito personalmente tu e la nonna ad una variante della versione preternaturale del "mosaico roveto ardente" : quanto sarebbe stato veramente interessante che tu avessi riferito come, nella tua fanciulleazza, entrato in detta chiesetta con la nonna, ad un certo punto come se lo Spirito Santo avesse letto nella tua mente la tua incredulità desunta da vitellino nella borsa del veterinario o dei regali di Santa Lucia acquistati invece dai genitori e applicataq analogicamente anche al lumicino che segnalava la presenza del Santissimo, per confermarne la REALE PRESENZA e per nel medesimo tempo ESTINGUERE i tuoi dubbi circa le affermazioni fideistiche di codesta tua controfattuale nonnina ecco che improvvisamente un vento impetuosamente inspiegabile ( roveto ardente ) la cui intensità era riuscita a far cadere le candele presenti sull'altare, ma INSPIEGABILMENTE impotente ad ESTINGUERE il "lumicino sacramentale della nonna" .
KitCarson1971 KitCarson1971 01/12/2019 ore 14.52.52 Ultimi messaggi
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@Filodeon scrive:
lungi dall'evidenziarne e confermarne la presenza in modo paranormale come vento che inspiegabilmente non riuscirebbe a spegnerne invece la fiammella(*), invece di entrer nel merito facendo mente locale alle mie obiezioni, come è tuo adusato costume e sei solito fare, non trovi di meglio che , mediante un deragliamento poetico invero molto efficace, ma assolutamente impertinente



Ciao Maestro. Mi ero ripromesso di non intromettermi più, in un forum come questo dove si va troppo per la tangente osmosica-pseudo-religiosa, e tralasciando di fatto la misterica esoterica con le sue infinite varianti, per di più in un marasma logossistico dove l'incomprensione per chi si ha davanti è la prassi continua: essere da te considerato alla stregua di un pretuncolo mi ha slavinato gli zebedei al punto di rischiare di calpestarmeli ad ogni passo. Sarò ancor più chiaro, anche se dubito che tu... Io detesto in massima parte i ripetitivi marasmatici mestieranti cattolici, ma non posso negare a me stesso, e tu non potrai farmi cambiare idea, di aver conosciuto anche tra loro (purtroppo un piccolo numero in verità) grandi menti e stimatissime persone che vivevano in povertà vera, lontani dai clichè dei bla bla dell'ecumenismo mai risolto.

Non l'hai ancora capito ma ti sono amico più di quanto tu creda, ed è per questo che mi sono sempre permesso di esprimere il mio dissenso (anche con ironia -corroborante- almeno dal mio punto di vista s'intende...) sulle tue ormai ripetitive introspezioni che nel tempo, oltre al fatto di elencarle continuamente, non ti hanno di fatto mai aiutato a comprendere di più, almeno con nuove VARIANTI, le possibili ALTERNATIVE alle pessimistiche stesure solite. Affermo questo in base a ciò che da sempre vai ripetendo, non sto inventando nulla. Caro amico, so benissimo di correre il rischio di essere considerato ancora una volta per quel che NON sono, ma mi va di dire che le tue non sembrano AFFATTO parole sagge e serene di una persona che dimostra di aver sempre vissuto con la consapevolezza di vivere: dote forse rara e preziosa che permette a chi la possiede, di apprezzare un dono, quello della vita, tanto sublime quanto da molti, purtroppo, sprecato e maledetto (ebbene si, non sei il solo)...

Con questo non si può oggettivamente negare che viviamo in un caos d'idee e ideologie che questa società ogni giorno sforna gabellandole per verità, rischiamo di perdere quella che in parole povere si dice la "tramontana"... Non ti esorto più di tanto, AD OGNUNO IL SUO, ma ritengo che la vita sia piena di misteri (molti dei quali anche se non ti piace il termine, da toccare con mano), di tante speranze, di tante possibilità e il nostro destino è in continua evoluzione. Il destino è quello che è, nè giusto nè ingiusto, ma tutto avviene secondo le nostre azioni sagge o errate che generiamo, per il fatto che è nella nostra possibilità, attraverso le esperienze, di correggere un pò alla volta i difetti. Possibilità che resta valida fino alla fine dei nostri giorni.
Un saluto
Peltier14 Peltier14 01/12/2019 ore 23.58.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 : : Accade all'improvviso che un'inquetudine, si apra un varco, e il senso dell'assurdo di un'esistenza ,straripi innondandoti. Tutto cio' che ti era noto e familiare assume contorni piu' incerti ed indefiniti, e' come se il mondo che ti circonda si faccesse estraneo. E' il momento in cui il mito di Sisifo di dischiude. Nella tua risposta e' evidente una totale assenza di visione multifocale. Sei in un fortino comodo e protetto, l'assurdo e' oltre l'orizonte e la percezione che la vita scorra puo' bastare. Gli elementi di contaminazione ed incoerenza esistenziale non turbano, un cerchio e una pi greca sono colti come reminiscenze degli studi scolastici. Uno degli argomenti principi filosofici quello del suicidio per esempio e' relagato a disturbi psichici che qualche sfortunato individuo ha avuto la sfiga di contrarre. Ma poi l'urlo si fa' alto e l'indifferenza di un cosmo che ci circonda diventa insopportabile. La ''seconda navigazione'' Platonica apre alla trascendenza ed una dopo l'altra tutte le presenze dell'Iperuranio trovono posto in un quadro d'insieme dove il fortino e' un frammento. La nostra indagine esistenziale non puo' fermarsi d'innanzi all'io del tuo ometto razionale che parla e si pone ma va' messo in relazione con quella radiazione fossile di fondo che lo pervade. Naturalmente ci si puo' anche persuadere che l'esistenza in sé non relazionata con gli altri elementi del puzzle puo' bastare ad evitare quei 2 metri di corda.
mastro6 mastro6 02/12/2019 ore 14.29.29 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Peltier14 scrive:
Accade all'improvviso che un'inquetudine, si apra un varco, e il senso dell'assurdo di un'esistenza ,straripi innondandoti. Tutto cio' che ti era noto e familiare assume contorni piu' incerti ed indefiniti, e' come se il mondo che ti circonda si faccesse estraneo. E' il momento in cui il mito di Sisifo di dischiude. Nella tua risposta e' evidente una totale assenza di visione multifocale. Sei in un fortino comodo e protetto, l'assurdo e' oltre l'orizonte e la percezione che la vita scorra puo' bastare. Gli elementi di contaminazione ed incoerenza esistenziale non turbano, un cerchio e una pi greca sono colti come reminiscenze degli studi scolastici. Uno degli argomenti principi filosofici quello del suicidio per esempio e' relagato a disturbi psichici che qualche sfortunato individuo ha avuto la sfiga di contrarre. Ma poi l'urlo si fa' alto e l'indifferenza di un cosmo che ci circonda diventa insopportabile. La ''seconda navigazione'' Platonica apre alla trascendenza ed una dopo l'altra tutte le presenze dell'Iperuranio trovono posto in un quadro d'insieme dove il fortino e' un frammento. La nostra indagine esistenziale non puo' fermarsi d'innanzi all'io del tuo ometto razionale che parla e si pone ma va' messo in relazione con quella radiazione fossile di fondo che lo pervade. Naturalmente ci si puo' anche persuadere che l'esistenza in sé non relazionata con gli altri elementi del puzzle puo' bastare ad evitare quei 2 metri di corda.


Ma sei sempre tu, UOMO, ad esporre questa sensibilità, questi pensieri?
Se la risposta è SI, a me basta.
Peltier14 Peltier14 02/12/2019 ore 15.49.27 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Certo che quest'UOMOOO deve essere la tua ossessione. L'UOMO esiste solo in relazione a tutto il resto, che non vede e ignora. Egli puo' concettualizzare solo il pensabile fisico/biologico - Gli Enti non gli appartengono e puo' pensarli solo attraverso un campo induttivo nel quale e' immerso e di cui, molto banalmente, si e' appropiato. Ecco , cio' che resta e' il tuo uomo.
mastro6 mastro6 02/12/2019 ore 17.42.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Peltier14 scrive:
Certo che quest'UOMOOO deve essere la tua ossessione


Eh, no, non è certo la mia! A me basta sapere, evidenziare, che ogni atto (materiale o immateriale, traccia o sostanza, apotema, cerchio, radiazione cosmica, Dio, anima, aldilà, morale, etica, scienza, orrore, sentimento, filosofia, astrazioni, teorizzazioni, viste, intendimenti, capricci, gioie, ecc..) viene letto a misura umana.
A me sta bene così, non trovo motivi per esserne ossessionato, non trovo ragioni per tentare di scavalcare questa ragionevole visione, e, solo, ti faccio notare (perchè penso che tu non abbia centrato il senso di qualche mia risposta, che non era propriamente superficiale anche se è stata considerata tale) che OGNI TUA PERSONALE ESPRESSIONE è una espressione 'da uomo', anche quelle più profonde e filosofiche, e ti chiedevo, appunto, se tu sei un uomo, dando per scontata la risposta (SI).

Ecco, il mio ragionamento vacillerebbe (nei tuoi confronti) solo e solamente se tu non fossi tale (uomo) ma Dio, intelligenza artificiale, o non so che altro.
mastro6 mastro6 02/12/2019 ore 17.46.47 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
he ogni atto


...ogni atto che, ovviamente, ci 'tocchi'...

Un ragno avrà una 'visione' del mondo 'da ragno', in poche parole. E, nonostante possa vivere il 'suo mondo' con difficoltà, per lui quella di ragno è l'unica visione possibile, inutile girarci intorno.
Filodeon Filodeon 03/12/2019 ore 15.19.51 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@disponibile.1959 scrive:
DOPO c'è la vita . penso che sia una sorpresa per molti , ma troveranno molto di piu di quello che hanno adesso

Dio ce ne scampi la vita si sconta vivendo e se è vero che i grandi piaceri gioie consolazioni si scontano pagano con grandi pene sofferenze e dolori e viceversevolmente in modo reversibile per poter godere di queste soddisfazioni bisogna pagarle a prezzo di lacrime e di sangue vuoi nell'orto del Getzemani vuoi inchiavardati sul palo della tortura, io proprio non me la sento di fare l'eroe alla Gesù Cristo che gli avrebbero fatto proferire ( non si capisce come i suoi seguaci infatti avrebbero fatto ad udirlo sopraffatti come erano da un incontrollabile sonno, mentre era a colloquio col suo preternaturalistico Genitore ) avrebbe detto in un angosciosa crisi di sconforto subitaneamente quanto eroisticamente superata "Padre, allontana da me questo calice di sofferenza, però sia fatta la tua non la mia volontà", se immaginandomi controfattualmente nel Getzemani al posto di Cristo, gli avrei detto al sovrannaturale genitore "Ti prego, o Padre eterno,se fosse soltanto una medicina amara da trangugiare propinatami dalla Fatina Azzurra non farei come Pinocchio, ma qui si tratta di ben altro, perdonami, ma proprio non me la sento, neppure, guarda tu, nè di virtualmente sostenere quelle scene angoscianti nella pratica dello specchio di vera penitenza sullo sfondo del presepe del Getzemani e del Cavario, nè tantomeno in forma di solitamente innocue allucinazioni oniriche lucidamente controllate riesco a sostenere siffatti tormenti per non rischiare reali isterismi convulsivi propri del delirante tarantolato, accontentati ,o Atissimo Padre Eterno dello scenario del presepe della Nativià che mi riesce molto più congeniale, anche se si svolge in un clima metereologico di freddo pungente e le punture del freddo mi riescono sofferenze molto più sostenibili che le trafitture dei chiodi della croce e del resto tuo figlio ha messo in guardiail fedele con la minaccia di "chi non è con me è contro di me", devo rispettosamente farti presente che ha poi attenuato il suo perentorio dictat asserendo più tollerantemente che "chi non è contro di me è con me " e io non ce l'ho con la vostra famiglia, chiedo solo, come il biblico Giobbe, di essere lasciato in pace, mi sembra di non chiedere il paradiso nè di meritare l'inferno per questa mia pusillanime neghittosità da povero e meschino mortale. Amen "
EtaPeta EtaPeta 03/12/2019 ore 16.05.29 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Io non vedo qualcosa "dopo" vedo qualcosa oltre…
Questo però è difficile da spiegare con poche righe, ci vorrebbe perlomeno un libro.
Filodeon Filodeon 03/12/2019 ore 16.07.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
ma mi va di dire che le tue non sembrano AFFATTO parole sagge e serene di una persona che dimostra di aver sempre vissuto con la consapevolezza di vivere

Se i miei fossero parolamenti (peccati) di parolante (peccatore) saggio e consapevole ( che ha trovato la PACE ( non dico quella VERA(*), ma quella che tranquillizza ed acquieta almeno psicologimente e che come tu mi insegni e stai ossessivamente ribadendo fino ad annoiare, anzi ossessionare ed angosciare riuscendo a farla perdere se controfattualmente fosse stata raggiunta, ma se la raggiungi e ne hai consapevolezza non è quella vera, sibbene quella psicologica, che per l'appunto si può perderea : MA LA PACE VERA, QUELLA CIOÈ DELLA DISSOLUZIONE NIRVANICA (= NULLIFICANTE) DELLA PROPRIA INDIVIDUALE IDENTITARIA PERSONALE CONSAPEVOLEZZA MENTALE che non si ottiene simbolicamente come spegnere la luce, come invece si ottiene , accedndendola ( la luce ) simbolicamente il PARADISO parolandolo CONSOLATORIAMENTE o come RISARCIMETO, medianicamente rappresentandocelo mediante la bergsoniana funzione del LINGUAGGIO FABULATORIO vuoi MITICO vuoi ARCHETIPALE vuoi EMOTIVO vuoi EMOZIONALE vuoi SENTIMENTALE, comunque sempre ad infallibile effetto di cinematografica spettacolarità che , a seconda dellle idiosincrasie del PADRETERNICO REGISTA sancisce di questa discutibile sfera dei vissuti esistenziali una sola delle due polarità, valea dire o il troionfo del bene (felicità e gioia) o il trionfo del male ( dolore e sofferenza) quando da persona lungi dall'aver raggiunto la saggezza e la tranquillità sia pur soltanto psicologiche, sono giunto aa questa conclusione, conclusione per modo di dire in quanto sono evidenteente e decisamente e qualunquemente disposto a rivederla, alla luce di evidenze e riscontri a me non ancora rimasti sconosciuti, e cioè che la netta separazione di ogni polarità, data 'inestricabile connessione con cui si presenta la loro esistenza, sono possibili solo al cinema, in paradiso (l'analogo dei film alla melassa romantica) e all'inferno ( l'analogo dei film horror )...
EtaPeta EtaPeta 03/12/2019 ore 16.35.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
MA LA PACE VERA, QUELLA CIOÈ DELLA DISSOLUZIONE NIRVANICA (= NULLIFICANTE) DELLA PROPRIA INDIVIDUALE IDENTITARIA PERSONALE CONSAPEVOLEZZA MENTALE


Visto che questa mi sembra la serata delle critiche (costruttive per carità), ne faccio una.
Caro Filodeon, secondo me tu (mi permetto di darti del tu) pensi troppo.
Sei ben lontano dall'illuminazione, e/o dalla "DISSOLUZIONE NIRVANICA".
Ti consiglio di dare un'occhiata alla "legge di attrazione".
E' un po' come il surrogato del cioccolato ma aiuta a far capire un po' il senso del "pensare positivo".
mastro6 mastro6 03/12/2019 ore 18.47.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@EtaPeta scrive:
legge di attrazione



Come Usare la Legge dell'Attrazione
La legge dell'attrazione dice che qualsiasi evento, sia positivo che negativo, viene attratto da noi. Ad esempio, quando quell'amico speciale ti ha prestato dei soldi proprio nel momento del bisogno, pur non essendone consapevole, sei stato tu ad attrarlo, usando la legge. Allo stesso modo hai anche attratto quell'insegnante, quel compagno di classe, quel cliente e quel collega che tanto ti ha fatto impazzire. La legge di attrazione agisce sempre, in ogni istante della tua vita, anche la lettura di questo articolo non è un caso. I passi fondamentali da seguire sono tre: chiedere, credere, ricevere. Lo scopo di questo articolo è proprio quello di analizzare i tre passi in modo semplice e pratico.

1
Rilassa la mente. Meditare per 5-10 minuti ne aumenta il potere e quieta i pensieri.

2
Definisci con chiarezza che cosa vuoi e fidati di te stesso. Ricorda che attraverso i tuoi pensieri stai inviando una richiesta all'Universo. Sapere esattamente cosa si vuole è fondamentale. Avere dei dubbi invierà una richiesta incerta e poco chiara e potrebbe portarti risultati non voluti. Assicurati quindi di desiderare davvero ciò che stai chiedendo.

3
Invia la tua richiesta all'Universo. L'Universo non è in grado di ascoltare le tue parole quindi non avrai bisogno di parlare, pensieri, sentimenti ed immagini saranno più che sufficienti. L'Universo risponderà. E' importante che tu senta che le tue richieste verranno esaudite. Visualizzare e cercare di immaginarci già in possesso degli oggetti desiderati o già protagonisti delle situazioni volute è indispensabile. Più dettagliate saranno le tue richieste meglio sarà. Se quello che desideri è una Nintendo Wii cerca di immaginare te stesso seduto sul tuo divano mentre ci giochi, sentiti il controller tra le mani, gioca ai tuoi videogiochi preferiti, tocca la consolle. Se quello che desideri è riappacificarti con una persona a te cara cerca di visualizzarti in sua compagnia mentre la tocchi, le parli, le sorridi.

4
Scrivi la tua lista dei desideri. Inizia con "In questo momento sono davvero felice e grato per..." e completa la frase comunicando all'Universo i tuoi desideri. Scrivi la tua lista usando il presente come se si fossero già avverati. Evita di formulare frasi al negativo (vai alla sezione Avvertenze per maggiori dettagli). Sii costante, fino a che i tuoi desideri non si saranno avverati, chiudi gli occhi per qualche minuto ogni giorno e immagina che il momento tanto atteso sia adesso.

5
Sentilo. Sentiti come se i tuoi sogni fossero già divenuti realtà. Agisci, parla e pensa come se si stessero realizzando proprio ora. Questo è il segreto, questo è il punto fondamentale ed indispensabile perché la legge dell'attrazione funzioni. L'Universo è in grado di percepire i tuoi pensieri e le tue emozioni, dimostragli fiducia e lui ricambierà avverando i tuoi sogni.

6
Sii grato. Scrivi una lista con tutte le cose meravigliose che l'Universo ti ha donato fino ad ora. Sentiti grato per tutto ciò che hai già, l'Universo ha già fatto molto per te. Mostrare gratitudine all'Universo è importante e lo motiverà nel darti tutto quello che desideri. Se nel passato sei stato vittima di bullismo da parte di qualcuno ed ora non lo sei più, questo è motivo di gratitudine. Se la persona che ami torna da te, questo è motivo di gratitudine, se non torna probabilmente l'Universo ha altri progetti per te ed anche questo deve essere motivo di gratitudine. La gratitudine è un fantastico accelerante nel processo di realizzazione dei propri desideri.

7
Fidati dell'Universo. Immagina che esista un universo parallelo dove tutto è esattamente identico al nostro e dove i desideri vengono realizzati all'istante. Immagina te stesso in quell'universo, immagina che i tuoi desideri vengano esauditi all'istante. Sentirsi in attesa di qualcosa e non già in possesso di qualcosa è l'errore che molti fanno.
Sii Paziente. Abbi fiducia e non disperare se le cose non accadono immediatamente; non cercare di decidere il "come" le cose dovrebbero accadere lascia che sia l'Universo a deciderlo per te. Quando vuoi sostituirti all'Universo stai inviando un segnale di sfiducia, stai tentando di imporre il tuo volere, ricorda che la conoscenza e il potere dell'Universo vanno ben oltre a quello della mente umana.


In sostanza è come credere ad un (ulteriore) dogmatico assunto?!?!

Qui si supera (!): Invia la tua richiesta all'Universo. L'Universo non è in grado di ascoltare le tue parole quindi non avrai bisogno di parlare, pensieri, sentimenti ed immagini saranno più che sufficienti.

Put....te megagalattiche! Ops! Mi deve essere sfuggito megagalattiche! :-x

mastro6 mastro6 03/12/2019 ore 18.52.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@EtaPeta scrive:
aiuta a far capire un po' il senso del "pensare positivo"


Scusami, non ti offendere, assolutamente, però siamo al polo opposto del pensiero positivo, semmai!
EtaPeta EtaPeta 03/12/2019 ore 18.57.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

Non è una novità che emozione e ragione siano ai lati opposti.
Tu hai ragione.
mastro6 mastro6 03/12/2019 ore 21.14.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@EtaPeta scrive:
Non è una novità che emozione e ragione siano ai lati opposti.
Tu hai ragione


Desumo che dunque a te provoca emozione questa 'legge di attrazione', ed in tal caso va anche bene, ma io non credo affatto che un pensiero, non 'inseguito' coi fatti (o non seguito dai fatti), possa influenzare esternamente la persona, casomai una buona disposizione d'animo può rendere meno pesante, più attraente, più tollerabile qualche momento non propriamente positivo, e ancora più sicuramente una buona disposizione verso gli altri può portare (attraverso la migliore considerazione che essi possono farsi su di te) altri benefici effetti, ma ciò è già 'esternalizzazione' del pensiero che, secondo me, da solo, non può smuovere assolutamente nulla.

Poi io non sono convinto che emozione e ragione siano opposte l'una all'altra, anzi spesso esse si intersecano, creando facce non solo bianche e nere, ma di sorprendenti sfumature, forme e senso; e meno male, se non fosse così saremmo dei veri automi, sequenziati e sequenziabili.

Hai figli, tu? Io non potrei mai sostenere di fronte ad un figlio affermazioni quali quelle che ho 'copia-e-incollate' prima; i genitori attenti devono essere sempre un pò 'allenatori' della propria 'squadra' e non barcamenarsi tra concetti che, seppur apparentemente ben espressi, non siano stati 'centellinati', anzi, 'millesimati' proprio! Ed è quello che io ho fatto qua dentro, di fronte ad una affermazione apparentemente innocua, andando ad analizzare con più pragmatismo e meno sensazionalismo o romanticismo, in modo molto più disilluso, quel concetto, o almeno quello che si intende comunemente per esso.
Buona serata!
cajo.021079 cajo.021079 04/12/2019 ore 00.25.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@KitCarson1971 scrive:
La sopravvivenza umana dopo la morte non potrà mai essere provata con metodo scientifico


Fine della discussione.
Filodeon Filodeon 04/12/2019 ore 15.53.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@EtaPeta scrive:
Ti consiglio di dare un'occhiata alla "leggi di attrazione".

Mi consigli di dare un'occhiata a quelle fabulatorie consolatorie illusorie immaginarie psichiche esoteriche oniriche allucinatorie ((( che come la legge della preternaturalità ( esistenza presenza o assenza di Dio, sopravvivenza dell'anima, miracoli paranormali fenomenologia parapsicologica apparizioni miracolosamente veraci etc "FINORA" non è, bada bene, non dico "MAI", stato dato di riscontrarne , evidenziarne, accertarne , provarne la veridicità ))) o a qwuelle newtoniane della gravitazione universale, MIGLIORATE e PERFEZIONATE dalle teorie scientifiche einsteiniane, poi scientificamente riscontrate, ne più ne meno che le leggi mendeleeviana del sistema periodico degli elementi chimici che per giustificarne l'ATTRAZIONE PERIODICO OSCILLATORIA prevedevano caselle vuote per gli elementi non ancora concretamente scoperti ? ,,,leggi dell'attrazione gravitazionale universale che poi le discipline magiche dell'immaginario vuoi onirico vuoi allucinatorio vuoi delirante vuoi fanatico se ne sono appropriate metaforicamente facendone traslate figure retoriche, chiamandole preternaturalità misticismo mistero magia stregoneria finendo alla fin fine e nel medesimo tempo e fuori di dubbio, cari amici, col degenerare in superstizioni e tabù e pregiudizi ai quali si finisce per pagare amari e funesti contributi, non ultimo quello del fanatismo...
EtaPeta EtaPeta 04/12/2019 ore 16.36.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
provarne la veridicità


Provare la veridicità di alcune cose e renderle oggettivamente comprovate non è semplice.
Quindi chiudiamo qui il discorso e ti auguro un buon natale (e magari del cioccolato fondente al 100%).
Peltier14 Peltier14 04/12/2019 ore 23.25.15 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@mastro6 scrive:
filosofia, astrazioni, teorizzazioni, viste, intendimenti, capricci, gioie, ecc..) viene letto a misura umana.

Se e' sufficiente una tale scontata tautologia ad un uomo ,come quelle da te, citate sopra, allora finalmente comprendo cio' che intendi per uomo. A un uomo cosi' infatti puo' bastare , concordo. Del resto cosa puo' darti di piu' una ''ragionevole'' visione? In un'indagine esistenziale un tale approccio e' deludente ed inutile. E infine che ogni espressione di un uomo e' umana e' assolutamente comico. Ho posto tutta una serie di elementi e tracce attraverso le quali ogni uomo (un po' diverso da quello che tu comunemente intendi)potrebbe svelare il nascosto , ma probabilmente occorre volerlo e soprattutto ''morire'' e poi ''morire'' ancora.
disponibile.1959 disponibile.1959 05/12/2019 ore 03.20.26 Ultimi messaggi
Filodeon Filodeon 05/12/2019 ore 11.59.29 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@cajo.021079 scrive:
@KitCarson1971 scrive: La sopravvivenza umana dopo la morte non potrà mai essere provata con metodo scientifico
Fine della discussione

Mi vien che commentare, Mastrosei non me ne voglia se gli prendo in prestito una tipicamente sua idiomatica locuzione, " confermato oppure è una tua opinione ? ".
Tieni presente che questa zebedeica asserzione viene fatta da uno che era disposto a sottoscrivere che vuoi l'esistenza di Dio vuoi l'inesistenza, vuoi la sua presenza vuoi l'assenza, non sono state finora dimostrate nè con plausibili ragionamenti nè con riscontri scientifici: non ti sembra che sul fondamento di quanto assuntamente aveva ammesso, la sua affermazione si possa considerare un deragliamento un tantino contradditoria? : ora mentre l'ateo, consapevolmente conscio che la sua "non credenza" è altrettanto fideistica di quella del credente, si dichiara disposto a rivedere la sua posizione, alla luce di evidenze e riscontri ragionativi plausibili, magari al limite anche con dimostrazioni comprovate scientificamente,, su quale fondamento realmente concreto il nostro zebedeico metafisico se ne viene fuori a dichiarare perentoriamente dimenticando o fingendo di dimenticare o sperando che che almeno lo dimentichino i suoi interlocutori, che le sue sono solo opinioni che riguardano soltanto la sfera trascendentalmente preternaturale, con l'apodittica indimostrabile dogmatica perentoria indiscutibile asserzione che " la sopravvivenza umana dopo la morte non potrà MAI essere provata col metodo scientifico " ? , il buon ateo, più possibilista e tollerante, salvo evidenziare inaccettabili deragliamenti e contraddizioni tipiche di chi ingannevolmente A SECONDA CHE GLI FA COMODO trapassa sistematicamente dal piano reale a quello ultramondano lecitando tutte le corbellerie ( per giustificare le incoerenze inerenti per forza di cose in quel mondo frutto in realtà di metaforizzazioni metaforiche accumolatesi lungo i secoli dalla fervida immaginazione delle "anime visionarie misticamente esaltate dalle loro estatiche contemplazioni ) nonchè fregnacce ( per mettersi al riparo da eventuali smentite e confutazioni nonchè falsificabilizzazioni) che gli passano per il CAPO, secondo il detto proverbiale che una mano lava l'altra e tutte e due lavano il VISO...
Filodeon Filodeon 05/12/2019 ore 13.25.11 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@EtaPeta :
@EtaPeta scrive:Provare la veridicità di alcune cose e renderle oggettivamente comprovate non è semplice.Quindi chiudiamo qui il discorso e ti auguro un buon natale (e magari del cioccolato fondente al 100%).
Provare la veridicità di alcune cose e renderle oggettivamente comprovate non è semplice.
Quindi chiudiamo qui il discorso e ti auguro un buon natale (e magari del cioccolato fondente al 100%).

Temo di non essere in grado di ottemperare al tuo invito di chiudere il discorso e nel mmedesimo tempo sono desolato di non poter adeguarmi a quello postato sullo stesso tenore dal mio conterraneo Kaio come se le discussioni sui massimi sistemi, sull'ESISTENZA DI DIO e la SOPRAVVIVENZA DELL'ANIMA" che è stata costì proposta o meglio rilanciata come argomento discussorio da Vensolo che ne ha parafrasato il senso titolandolo efficacemente con "Ma dopo cosa c'è?", subito ermeticamente ricondotto sui binari esoterici dalla peltieriana "ALTROVITÀ"(*) come se le discussioni sui massimi sistemi avessero il potere di influenzare negativamente rovinandolo il clima alla melassa romantica nel quale a molti piace immergersi nelle festività natalizie dell'ESTINZIONE del vecchio anno ( la decrepita Befana e il vegliardo Babbo Natale ) nonchè , l'INIZIAZIONE di un nuovo anno ( NATIVITÀ Ddi GESÙ BAMBINO )se non fosse che la tua osservazione che "provare la veridicità di alcune cose e renderle oggettivamente comprovate non è semplice" e non c'è dubbio che la difficoltà consiste nel tener nascosto agli interlocutori che ciò che prima era stato ammesso come sovrannaturale , trascendentale, metafisico , poi viene contradditoriamente , con deragliamenti degni da consumati piloti di formula uno, fatto passare per VERO REALE CONCRETO MIRACOLOSO, quando in realtà non si fa altro che passare dall'IMMAGINARIO PRETERNATURALE all'IMMAGINARIO SURREALE dell'ASSURDAMENTE PARADOSSALE: per chi vuol farsi quattro risate sul fondamento di dotte disquisizioni filosofiche aristotelico scolastiche si legga la spiegazione del MISTERO EUCARISTICO secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica e poi, ciliegina sulla torta , l'esposizione di relativi eucaristici miracoli "avvenuti", o meglio "sanciti" dalla chiesa controriformistica seicentesca, di quelli moderni la Chiesa non ne ha approvato nemmeno uno, dimostrando con cioò di avere almeno un residuo di pudore che la mette al riparo di esporsi alla berlina del senso comune...

(*)Nenache a farlo apposta l'"ALTROVITÀ" di cui argomenta il Peltier capita in coincidenza di un libro prenotato due settimane fa e che proprio stamattina ho avuto l'avviso da parte della biblioteca, di andare a ritiralo: se non fosse che io non credo alla "sincronicità Junghiana", certo che si tratta di una bella coincidenza significativa, stante il fatto che il titolo del libro blanchottiano "Spazio letterario " lo ritengo sinonimo di un altrettanto significativo libro sartreiano "L'immaginario", dove lo spazio letterario come luogo dell'immaginario mi sembra possa alludere all' ALTROVITÀ ESISTENZIALE SURREALE METAFISICA PRETERNATURALE TRASCENDENTE, perseguita esotericamente , ermeticamente, misticamente nonchè poeticamente mediante l'artificio delle figure retoriche dei traslati metaforici , LUOGO SURREALE il cui orizzonte degli eventi si trova delimitato da campi di forze le cui polarità soltanto in grazia di tale stratagemma, quello dell'artificio linguistico LETTERARIO della retorica ( per me sinonimo di religione ) si possono mediante la medianità del messaggio e della comunicazione artistica "art-ificisamente" separare, vale a dire il polo della sofferenza del dolore demoralizzazione, abbattimento, depressione, sconforto, scoraggiamento, smarrimento, umiliazione, prostrazione, costernazione , dal polo della gioia piacere felicità gaudio esaltazione estasi contemplazione entusismo,, dove cioè lo specchio surreale(**) di vera sofferenza non sia che l'altra faccia di quello di vera felicità, ma due luoghi ( purtroppo surreali ) distinti (***)

(**) "surreale" perchè l'accostamento di specchio e immagine accostati al concreto e al vero costituiscono un ossimorico paradosso come l'accostamento del virtuale con il reale.

(***)Naturalmente solo per l'iniziato adeguatamente esecitato nell'addestramento "nirvanico esoterical misteriosofico" la scelta tra i due specchi, quello di vera felicità e quello di vera "sofferenza" ( alias "penitenza") si detrmina in equilibrio di indifferente differenza , stante il fatto che nel medesimo tempo è fuori di dubbio che lo spechio di vera penitenza si trova ad identificarsi alla fin fine , dopo una pratica ascetica alquanto ardua con lo specchio di vero annullamento e ancora che la consapevolezza della felicità, dopo trainig adeguato finisce per divenire sinonimo di estinzione della propria individuale identitaria consapevolezza personale, dissolvimento panicamente nirvanico nel tutto-nulla.
mastro6 mastro6 05/12/2019 ore 14.29.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
non ti sembra che sul fondamento di quanto assuntamente aveva ammesso, la sua affermazione si possa considerare un deragliamento un tantino contradditoria?


Non credo sia un deragliamento, almeno per come l'ho interpretata io a me sembra data per 'chiudere' il discorso, come si farebbe con un cretino, dicendogli si, si, vabbene, hai ragione tu, che rimarca un ruolo 'superiore' di chi, quella risposta, l'ha 'acconsentita'...

mastro6 mastro6 05/12/2019 ore 14.41.26 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
non c'è dubbio che la difficoltà consiste nel tener nascosto agli interlocutori che ciò che prima era stato ammesso come sovrannaturale , trascendentale, metafisico , poi viene contradditoriamente , con deragliamenti degni da consumati piloti di formula uno, fatto passare per VERO REALE CONCRETO MIRACOLOSO


E ti confermo che la mia ricerca, le mie provocazioni, le mie richieste in tal senso sono tutte 'andate deserte' nei fatti, e la mia meraviglia è, ogni volta, constatare che invece si potrebbe ben conciliare il credo fideistico (che in fondo ha finalità etiche e morali notevoli) con un atteggiamento mite, di buon senso e fatto, soprattutto, di esempi personali i quali, come sa ogni buon genitore (e non solo), sono l'unico trait-d'union tra il professare e il dimostrare.
Insomma per me non si 'dimostrano' le tesi fideistiche secondo il solo 'parolare' ma, assolutamente, attraverso il proprio 'fare'.

(ho adottato anche io un tuo termine)
Peltier14 Peltier14 07/12/2019 ore 11.50.51 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ma DOPO cosa c'e' ?

@Filodeon scrive:
vuoi l'esistenza di Dio vuoi l'inesistenza, vuoi la sua presenza vuoi l'assenza, non sono state finora dimostrate nè con plausibili ragionamenti nè con riscontri scientifici

Vorrei precisare che l'inesistenza di dio e' dimostrabile e si pone in modo incontrovertibile. A consentire cio' e' stata la persistente bestemmia di un dio strumentale e necessario. La Morfina principe dell'uomo. Ma proprio cio', ha aperto ad una Sua definitiva chiave di percezione indicibile.

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