Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Peltier14 12/05/2020 ore 12.22.14 Ultimi messaggi
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(Nessuno) Il Commiato

E' scritto che, se il padrone di casa sapesse quando il ladro arriverebbe, non si farebbe trovare impreparato. Accade anche pero' che a volte, si sa' esattamente quando egli verra', con cronometrica precisione. E' il caso di un suicidio o di un malato terminale,ad esempio. Ora sono stato in visita ad un amico, che si e' trovato nella circostanza della seconda ipotesi. In tutta franchezza, ha voluto esternarmi le sue considerazioni in relazione al suo stato d'animo specifico. Sicche' mi ha detto: in merito a quello che mi accadra', ti posso dire, che ho fatto incetta sensoriale durante la mia vita, pertanto, non mi manchera' tutto cio' che di bello ho visto in giro per il mondo,le grandi scorpacciate,le interminabili ingroppate,ecc. ecc.. Insomma appagato profondamente dal punto di vista sensoriale, anche se cio' essendo un loop chiuso genera anche tristezza.(ma quest'ultima e' una mia considerazione). Ma il punto che lo distruggeva mentalmente e che gli genereva una disperazione esagerata era: Dovro' interrompere il rapporto con me stesso! Cessera' quel dialogo ,che ogni mattina ,al risveglio,ritrovo e mi rassicura,placa la mia ansia,e mi fa sentire vivo. Che fine fara' quel dialogo? E' come non poter incontrare piu' il proprio miglior amico. Come consolarlo? Cosa dirgli? Aveva perfettamente ragione, non era tanto morire ma' perdere PER SEMPRE il dialogo specifico con se stesso. Si,gli ho detto tu morirai e morirai profondamente e per sempre. Morirai ,per il tuo sentire comune verso te stesso, in modo TOTALE ed irreversibile. Che la tua disperazione si compia e cessi a breve amico mio.Allora, in sintesi morire e', essere privati di questo rapporto e NULL'ALTRO.
8601565
E' scritto che, se il padrone di casa sapesse quando il ladro arriverebbe, non si farebbe trovare impreparato. Accade anche pero'...
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12/05/2020 12.22.14
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71silvia 71silvia 12/05/2020 ore 13.59.58 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

Intanto tutto il mio completo rispetto per il tuo amico, perché se lo merita. Pur non conoscendolo, gli sono vicina, come in questa situazione potrebbe aiutare appellarsi alla religione. Scusate l'intromissione.
mastro6 mastro6 12/05/2020 ore 14.51.25 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@Peltier14 scrive:
mi ha detto: in merito a quello che mi accadra', ti posso dire, che ho fatto incetta sensoriale durante la mia vita, pertanto, non mi manchera' tutto cio' che di bello ho visto in giro per il mondo


Qualcuno etichetta questo pensiero come puro materialismo, ma dimentica che non è solo il ristoro corporeo in un vivere 'bello', armonioso, godereccio, tangibile, è anche una miriade di aspetti psicologici, mentali, legati alla propria indole, alla propria sensibilità...
Io dico che debba essere questo il senso della vita: viverla bene, non sperare nel solo domani idealistico e incerto, su mondi diversi ed equivoci del 'poi'; bisogna attingere agli aspetti concreti attraverso i quali meritarsi quel riposo eterno che la dannazione estrema, comunque, accompagna.
KitCarson1971 KitCarson1971 12/05/2020 ore 15.03.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@Peltier14 scrive:
Che la tua disperazione si compia e cessi a breve amico mio.Allora, in sintesi morire e', essere privati di questo rapporto e NULL'ALTRO.


Ciao. Ecco, sinceramente, gratificando per quel che mi consta la tua intelligenza, pur considerando il momento così difficile, mi sarebbe piaciuto e avrei condiviso, se avessi concluso la frase finale con un paio di punti interrogativi. Ma io stesso sbaglio quando menziono l'intelligenza nel dibattere questo tipo di vere tragedie. E' questo un errore di fondo, non è un problema di "ricezione" di "percezione" che come rigagnoli sfociano nel fiume dell'intelletto. NO! l'essere umano, anche il più intelligente, soprattutto in Occidente e nelle condizioni attuali della cosidetta "civiltà", è assolutamente impreparato ad affrontare il fenomeno morte, come del resto qualunque tipo di "separazione" che comportino traumi sproporzionati al fatto stesso. L'impreparazione è sia di carattere psicologico che "culturale", intendendo con culturale una carenza di informazioni su tutto ciò che concerne il fenomeno della morte.

Certo NON critico l'amico Peltier, tanto meno il suo amico, ci sono reazioni e reazioni di fronte alla paura della morte che incombe. Reazioni che mi fanno "allargare" in considerazione che c'è (dovrebbe esserci per tutti) soprattutto il senso ineffabile, indescrivibile, fuori da ogni schema psicologico, culturale o linguistico, di quel "dialogo" col Sè, di quel nuovo rapporto che pacifica (dovrebbe pacificare) l'essere rendendolo più disponibile con una diversa e più compiuta saggezza nei confronti della vita che passa e di tutte le infinite relative cose di cui è intessuta.

Io ovviamente rimango sulle mie posizioni, con tutta l'infinita serie di fenomenologie che indicano nell'uomo la presenza di una tensione, NON APPARTENENTE AL CORPO OD ALLA PSICHE, per quanto affinata e "colta" sia, ma a quella "energia spirituale" indistruttibile, il cui postulato è sempre più necessario per il miglior chiarimento di molti aspetti della vita, ancora (e forse per sempre) avvolti nel mistero.
Un saluto



20275046
@Peltier14 scrive: Che la tua disperazione si compia e cessi a breve amico mio.Allora, in sintesi morire e', essere privati di...
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12/05/2020 15.03.24
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Peltier14 Peltier14 13/05/2020 ore 15.28.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@mastro6 scrive:
Io dico che debba essere questo il senso della vita: viverla bene

Vedi,in tutta franchezza e' cio' che mi auguro non accada alla mia vita. Non per dibattere ad ogni costo,Mastro ma cio' la vedo come accettazione passiva, di una condizione,visto che non vi sono alternative. Accettare, malgrado non si condivida, magari autoconvincendosi che dopo tutto non e' male. Ma tu sai, che una condizione del genere, richiama quella del pupazzo cosciente ,improgionato in se stesso? E se io fossi anche l'unica e degenere creatura vivente a porsi in questo modo,meriterei forse un destino siffatto?. Io pongo un problema universale, in ogni caso.
mastro6 mastro6 13/05/2020 ore 16.15.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@Peltier14 scrive:
la vedo come accettazione passiva, di una condizione


E' una questione di (propria) sensibilità, di (propri) punti di vista, interpretazioni, domande e/o risposte che ci si pone, non è sempre un problema universale in taluni aspetti, anche se poi, a ben vedere, lo è esattamente.
In definitiva nessuno ti vieta di dare di matto e sovvertire ogni regola, ogni norma scritta o non scritta, certo poi andrebbe capito più in profondità che il ruolo che tu puoi anche considerare passivo, quello inscritto in un ambiente sociale che comunque si presuppone tu abbia scelto di frequentare, è 'quasi' da gregge e da pecora, ma non sempre, e lì, in quel piccolo risvolto, puoi trovare un 'merito' che elevi il rango da pecora confusa nella massa ad essere umano con qualità e connotazioni proprie e singolari.
Piccole soddisfazioni, certo, ma a volte basta poco per vivere con dignità.
Peltier14 Peltier14 13/05/2020 ore 16.16.29 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@KitCarson1971 scrive:
Io ovviamente rimango sulle mie posizioni, con tutta l'infinita serie di fenomenologie che indicano nell'uomo la presenza di una tensione, NON APPARTENENTE AL CORPO OD ALLA PSICHE, per quanto affinata e "colta" sia, ma a quella "energia spirituale" indistruttibile, il cui postulato è sempre più necessario per il miglior chiarimento di molti aspetti della vita, ancora (e forse per sempre) avvolti nel mistero.Un saluto

Il tuo impianto e' necessario,''vitale'' ne convengo,ma non so' se ,come la cura di un medico,aiuti a guarire o e' solo persecuzione terapeutica. In qualche modo ,la soluzione ''Mastro'' e' pragmatica ed efficace nel suo contesto. Tu Kit rischi di splalancare le porte dell'Inferno,ma quantomeno tenti di affrancare quel pupazzo. Quantunque ci fosse data la possibilita' di comprendere il ''TUTTO'' per una concessione speciale,cio' non costituirebbe un'attenuante giustificatrice alla nostra percezione della vita vissuta,cosi' come ognuno di noi fa' ogni giorno. Anche accogliendo le religioni piu' benevoli ,ti dico perche' il Nirvana ad esempio deve avere un costo individuale cosi' alto per la liberazione? Non c'e' una religione che non si ponga in termini tipicamente antropici e cosi' si intende come esse siano solo la Morfina per il pupazzo disperato. Ma forse, la condizione paradossale di rendere ogni domanda impossibile(Zenone), non per la risposta , ma perché neppure la domanda medesima si riesce a formulare nel vero senso del termine, e' un debito ignoto ,di cui ci e' chiesto di pagarne il saldo e gli oneri. Qualunque sia la sua origine,cio' indica pero' che ci potrebbe essere stato qualche problema, Lassu',a noi sconosciuto.
Peltier14 Peltier14 13/05/2020 ore 17.56.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Il Commiato

@mastro6 scrive:Se dovessi specchiarmi solo in cio' che il nostro sentire comune ci pone,Storia,Societa',Economia,persino Noosfera , quelle piccole soddisfazioni sarebbero sufficienti e bastanti come tu dici. Ma la questione che si pone e che mi porta a dialogare con te e con altri simili attiene quella parte che, mio malgrado, va' oltre. Non in termini di astratto idealismo ,ma di una condizione piu' che concreta supportata da elementi della nostra esistenza, comuni a tutti gli esponenti del genere umano. A connotare l'universalita' di cio' e' sufficiente la Storia della Filosofia ad esempio. Quindi una condizione oggettiva e specifica legata alla sfera intellettiva dell'Homo Sapiens. Considerazioni,domande ,conclusioni sono del tutto sussidiarie alla questione cardine, rispetto a cui questo sentire si e'posto e si pone a milioni di individui coscienti. Al momento, e' cio' che mi interessa porre, come dato oggettivo di partenza .

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