Fatti del giorno

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phytong 30/11/2018 ore 13.49.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)chi di spada ferisce di spada perisce

E’ sotto assedio Luigi Di Maio. E se il Movimento 5 Stelle punta il dito contro la stampa, in realtà i problemi che coinvolgono personalmente il leader del partito e vicepresidente del Consiglio sono ben più profondi. Dopo gli scandali che hanno coinvolto suo padre Antonio, tra condoni edilizi, immobili fantasma e lavoratori pagati in nero, ora le accuse riguardano la madre di Luigi, ma anche lo stesso Ministro.

Ancora una volta al centro dell’attenzione l’azienda di famiglia, quella di cui Luigi Di Maio è socio al 50% dal 2013, ma che prima vedeva come titolare Paolina Esposito, la madre del Ministro. Tutto nasce nel 2006, quando secondo i documenti la signora Di Maio ha fondato l’impresa individuale Ardima Costruzioni diventandone titolare firmatario. Il 30 dicembre 2013 Paolina Esposito dona la proprietà dell’azienda ai figli Luigi e Rosalba, che ne diventano titolari al 50% l’uno. Ma, come scrive l’Espresso, qui nascono i problemi.

Sì, perché la piccola imprenditrice Paolina Esposito ha già un lavoro. Per la precisione è preside in una scuola pubblica napoletana. E la legge italiana, nell’articolo 58 del Decreto legislativo 29 del 1993, lo vieta, dicendo che “i dipendenti della pubblica amministrazione non possono svolgere alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro”. Insomma, chi lavora nel settore pubblico deve fare quello, non aprire aziende. Come ha fatto Paolina Esposito.

Ma, come detto, i problemi ora toccano direttamente Luigi Di Maio. Se il leader del Movimento 5 Stelle sul blog del movimento ha pubblicato i documenti che smentirebbero che lui in passato ha lavorato in nero per l’azienda di famiglia, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano esce un nuovo scandalo. Il giornale di Marco Travaglio, infatti, scrive che “il futuro vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha lavorato per un anno, dall’estate 2011 all’estate 2012, cioè fino a pochi mesi della sua elezione alla Camera, come cameriere “non inquadrato” in una pizzeria di Pomigliano d’Arco, che da queste parti significa in nero”.

Un fatto confermato dalla figlia dei proprietari della pizzeria “La Dalila” di Pomigliano d’Arco, per la quale dunque il futuro onorevole ha lavorato per un anno. Tra il 2011 e il 2012. Peccato che, nel 2013, Luigi Di Maio rese pubblica la sua dichiarazione dei redditi per il 2012, quando non dovette nulla allo Stato come tasse perché il suo reddito risultava pari a zero euro.
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E’ sotto assedio Luigi Di Maio. E se il Movimento 5 Stelle punta il dito contro la stampa, in realtà i problemi che coinvolgono...
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30/11/2018 13.49.54
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amicotuo913 amicotuo913 02/12/2018 ore 02.26.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: chi di spada ferisce di spada perisce

Comunque sia....è una tristezza.
Premesso che tutto il mondo è paese e queste cose magari succedono in ogni luogo, quello che forse cambia è la percentuale di queste faccende; forse altri paesi vanno meglio perchè le irregolarità, di ogni tipo, sono più contenute ed incidono quindi meno, mentre da noi le troviamo così diffuse da essere quasi la regola.
Mi chiedo come ne usciremo e quando ne usciremo...ammesso che sia possibile uscirne.
unvecchiofrack338 unvecchiofrack338 02/12/2018 ore 19.09.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: chi di spada ferisce di spada perisce

@Y00PER scrive:
poi quando e` Di Maio AD AVERE LAVORATO IN NERO



In guerra , QUALSIASI ARMA è LECITA, CONTRO IL NEMICO.

E giggini o bibbitaro, è nemico di tutti gli uomini di buona volontà.

In un paese civile, avrebbe una taglia sulla testa.

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