Fatti del giorno

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Fatti di cronaca, costume e società. Ne parlano TG e giornali... discutiamone insieme.

amicotuo913 29/03/2020 ore 00.22.19 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Proprio non sopporto più

i ringraziamenti di comodo fatti a medici, infermieri, volontari e più genericamente a tutti coloro che sono in prima linea e che hanno anche pagato con la vita le insufficienze e le incapacità proprio di chi spreca ora, od ogni piè sospinto, i ringraziamenti.
Invece di ringraziare, dovrebbero chiedere scusa, ogni volta che parlano di loro, per come li hanno costretti a lavorare, per avere creato strutture insufficienti, per non essere stati capaci di creare, nel tempo, linee specifiche di rifornimenti, scorte, attrezzature da usare in caso di necessità..e non riguarda solo questo, ma riguarda tutte le varie catastrofi passate.
E poi mi permetto una considerazione: Il nostro esercito contava, intorno agli anni 2000, circa 230.000 unità, che negli anni successivi sono state ridotte alle attuali 90.000. In pari è stata istituita la protezione civile, con queste differenze: l'esercito aveva diffuso su tutto il territorio nazionale caserme, mezzi, personale addestrato e soprattutto una linea di comando certa e funzionale; la protezione civile è una struttura formata principalmente da volontari (con lavori, famiglie e persone di cui curarsi), con dotazioni di mezzi ed attrezzature recuperati quà e là e per la struttura stessa si è dovuta costituire una linea di comando ex novo.
Mi chiedo: non sarebbe stato meglio conservare l'esercito, magari trasformandone una parte in una specie di guardia nazionale? Avremmo avuto già tutto pronto, almeno per gli uomini facenti parte di quest'ultima sezione, con diffusione nazionale, pronti ed attrezzati ad intervenire. Pensate solo ai problemi di una squadra della protezione civile che deve spostarsi fuori provincia o regione: dove li sistemiamo? E poi come detto i volontari hanno famiglie e lavori, quindi sono condizionati da queste cose; è ragionevole contare su tutti loro? Certamente no ed infatti ogni sezione ha un numero di iscritti magari notevole, proprio perchè solo una piccola parte potrà effettivamente muoversi.
Certo, come al solito sarà stato questione di costi (perchè, la protezione civile non costa?)
Ma sicuramente non capisco nulla e parlo di cose più grandi di me.
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i ringraziamenti di comodo fatti a medici, infermieri, volontari e più genericamente a tutti coloro che sono in prima linea e che...
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29/03/2020 0.22.19
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amicotuo913 amicotuo913 31/03/2020 ore 01.01.21 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

Urca...proprio nessuno che esprime una pur semplice opinione in merito.....
Hanserat Hanserat 31/03/2020 ore 03.14.04 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

Secondo me hai preso un termine di paragone errato, quando dici "hanno diminuito i militari per risparmiare, ma la protezione civile costa altrettanto, con i più tutti i disagi logistici".

I militarti non "fruttano". La protezione civile sì. Tanto. Pensa agli appalti che si mettono in moto. Ti ricordi i due che sghignazzavano al terremoto che avrebbe portato tanto guadagno?

Per quanto riguardo i rifornimenti e scorte di materiale, io l'ho sempre detto. Bisogna eliminare le regioni come centri di amministrazione. Sono covi di malviventi e parassiti.
La gestione diretta (i comuni e consorzio di comuni con affinità culturali ed economiche, magari fino alle province) può "sentire" le necessità del territorio.
amicotuo913 amicotuo913 31/03/2020 ore 10.55.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

@Hanserat :
Ti ringrazio della partecipazione.
Per le regioni, una delle cose che mi ha sempre dato molto fastidio è la possibilità loro concessa di legiferare in autonomia in merito alle retribuzioni della compagine ai vertici (come del resto non comprendo la possibilità di legiferare in autonomia per gli addetti alla burocrazia amministrativa parlamentare). Per il resto, non trovo così negativo che si occupino del territorio, sentiti ovviamente i comuni. Delegare tutto solo a questi ultimi potrebbe generare un frazionamento di esigenze e di dispositivi tali da rendere le normative troppo complesse perchè troppo variegate; già ora l'autonomia data alle regioni ha consentito di tutto.
Teoricamente, mi sembra abbastanza funzionale una struttura piramidale con la base formata dai comuni, cui sovrintende la regione e con al vertice lo stato.
mastro6 mastro6 31/03/2020 ore 12.06.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

@Hanserat scrive:
I militarti non "fruttano". La protezione civile sì. Tanto. Pensa agli appalti che si mettono in moto. Ti ricordi i due che sghignazzavano al terremoto che avrebbe portato tanto guadagno?

Per quanto riguardo i rifornimenti e scorte di materiale, io l'ho sempre detto. Bisogna eliminare le regioni come centri di amministrazione. Sono covi di malviventi e parassiti.


Anche i militari hanno da sempre gestito appalti milionari.
Le leggi esistono, non si può convivere per decenni con le organizzazioni clientelari e non pensare che, ad una stretta reale, i nodi non vengano al pettine.

Così come cattedrali nel deserto, erette perché disponibili benefici economici e tanto 'paga Pantalone', sono l'esempio di questa corruzione, di questo stolto impiego quotidiano delle risorse, tanto sudate da molti.
E l'evasione, la frode, la truffa, non le vogliamo considerare? Abbiamo convissuto con queste realtà, se non noi il nostro vicino, se non lui il nostro capo, o, magari, tutti insieme appassionatamente!

Il diritto è diventato un favore, una vocazione è diventato un mestiere, un mestiere che è un ingranaggio e che si rompe se non sincronizzato con tutti gli altri: ciò che succede oggi, infermieri e medici eroi che soccombono perchè altri di loro complete teste di cazzo ed irresponsabili, ingranaggi marci che rompono il sistema.
Scusate, è uno sfogo.
amicotuo913 amicotuo913 31/03/2020 ore 18.21.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

Scusato.....
Ma tutti questi non sono marziani, sono italiani come noi, sono il nostro vicino, un nostro conoscente, sono gli italiani più furbi o più capaci degli altri di sfruttare le situazioni e di sfruttare gli istinti della popolazione...e pensare che questa avrebbe il potere di pilotare le attività per così dire "superiori": se tutti non volessimo la tv spazzatura o troppo superficiale, basterebbe spegnere la tv in occasione di tali trasmissioni; se veramente volessimo avere auto più semplici basterebbe andare di più in bicicletta (tanto per dire); se volessimo veramente una vita più "succosa", basterebbe rifiutare buona parte del consumismo...ma non lo facciamo, per un fatto di comodità, di voler apparire, di mancanza di cultura, di convenienza. Siamo noi gli artefici del nostro male.
Cosa potrebbe cambiare questo stato di cose?
mastro6 mastro6 31/03/2020 ore 18.57.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

@amicotuo913 scrive:
gli istinti della popolazione...e pensare che questa avrebbe il potere di pilotare le attività per così dire "superiori": se tutti non volessimo la tv spazzatura o troppo superficiale, basterebbe spegnere la tv in occasione di tali trasmissioni; se veramente volessimo avere auto più semplici basterebbe andare di più in bicicletta (tanto per dire); se volessimo veramente una vita più "succosa", basterebbe rifiutare buona parte del consumismo...ma non lo facciamo, per un fatto di comodità, di voler apparire, di mancanza di cultura, di convenienza. Siamo noi gli artefici del nostro male.
Cosa potrebbe cambiare questo stato di cose?


Io ho iniziato già da un po a non correre dietro ai falsi miti, ho cercato di dare valore alle cose più essenziali, a guardare nel mio orticello prima di essere preso dalla smania di un acquisto, a non sprecare. Non sono mai stato venale, questa non è una cosa facile da gestire, sia chiaro, ma aiuta a non farsi intrappolare mentalmente in discorsi di pura convenienza, di lucro, ed è già molto.
Piccole cose, nessun proclama altisonante, è sempre vero che un lungo viaggio inizia sempre con un piccolo passo, no?
20252655
@amicotuo913 scrive: gli istinti della popolazione...e pensare che questa avrebbe il potere di pilotare le attività per così dire...
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31/03/2020 18.57.06
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Hanserat Hanserat 01/04/2020 ore 04.43.49 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Proprio non sopporto più

Quando interveniamo in questo Forum con uno sfogo o una proposta, non è che possiamo cambiare lo stato delle cose o modificare le decisioni che addetti sono incaricati a prendere. Ma, come dicevate, proprio nel nostro piccolo raggio d'azione agire secondo l'idea che ci dirige.

Io per esempio odio le regioni. Ma non tanto le regioni in se stesse, ma per come le hanno gestite i politici che occupano i centri decisionali.
Dovrebbero essere certo un tassello della piramide amministrativa, ma secondo me sono diventate una terra di mezzo fuori controllo.
Dico questo perché le regioni potrebbero essere più che una espressione geografica o un puro centro amministrativo, ma più adatte alla situazione culturale italiana.
Allora sì che a diretto contatto della cultura delle persone non potremmo lamentarci se le cose vanno male o non si riuscisse a prevedere ciò di cui il territorio ha bisogno.

Quando sento il nome di una regione culturale italiana ho una sensazione di orgoglio di essere italiano e per come riusciamo a impregnare il territorio delle nostre capacità.

Dato che ne parlo, ecco un elenco di alcune regioni di cui conosco il nome:


1. Valdigne: Nei pressi di Courmayeur
2. Adret: Valgrisenche, Val di Rhêmes, Valsavaranche e Val di Cogne, vicino al Parco Nazionale del Gran Paradiso.
3. Envers: : La valle che porta al Gran San Bernardo comincia a Nord di Aosta. Da Saint-Vincent comincia la Valtournanche che porta al Cervino e a Breuil (Cervinia).
4. Sestriere e dintorni: non solo Sci, ma d'estate anche Paesaggi e Buon Mangiare.
5. Langhe: per tutto l'anno fra i poggi del Barolo.
6. Monferrato: qui il Belvedere più romantico del mondo, a un'ora da tre grandi città: To_Mi_Ge.
7. Vergante: itinerari in Alpeggi e colline fra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta
8. Brianza: il grado di soddisfazione degli abitanti e il gradimento del territorio: Qualità dei servizi offerti, Assenza di criminalità, Offerta di lavoro, Ricchezza di offerte turistiche, Proposte di servizi per il tempo libero, Purezza dell’aria e del territorio.
9. Franciacorta: itinerari dal lago d'Iseo alla Val Camonica alla scoperta dei Vini con le Bollicine.
10. Lodigiano: Fuori porta Milanese ricco di musei, beni culturali e aree naturalistiche.
11. Martesana: Parco attorno al Naviglio.
12. Pavese: Si scappa qui dalle grandi città, perché in questi borghi è bello vivere come una volta.
13. Varesotto: Benessere e Bellezze Naturali in un'area economicamente solida.
14. Bassa Atesina: ambiente sociale tedesco
15. Meranese: clima mediterraneo in una conca alpina.
16a. Val Venosta. 16b. Val Pusteria. : Riti e tradizioni di un'antica Vita Montana
17. Anaunia - Val di Non: Cammino Jacopeo dei pellegrini lungo le pareti alpine. Circa trenta Paesi che sviluppano attività agricole e boschive montane (Mele, Pere)
18. Giudicarie: tessuto sociale ed economico d'alta montagna, come Madonna di Campiglio.
20. Val di Sole: Parchi Naturali nelle Dolomiti: Stelvio, Adamello, Brenta.
21. Vallagarina: Territorio a Nord del Garda che valorizza i valori fondamentali della Montagna: Ambientali, Sociali, economici. Si ambisce ad un servizio ottimale per i cittadini.
22. Valsugana: Dall'alta Valsugana e Tesino, il Trentino si accosta al Veneto. Comprende paesi con una attività socio economica attiva.
24. Ampezzano: Fermento culturale, sociale ed economico, in attesa dei giochi olimpici invernali del 2021
25. Cadore: Avventura organizzata tra le cime delle Alpi.
26. Colli Berici: Storia e cultura nella campagna ed altopiani lussureggianti.
27. Jesolo: Riviera in pieno sviluppo turistico e residenziale.
28. Lessinia: Arte e cultura in un parco montano sempre nuovo, sempre bello.
29. Marca Trevigiana: Il motore economico del Veneto
30. Montagnanese: Palio e Fiera fra i borghi più belli d'Italia.
31. Polesine - Delta del Po: diffuso benessere con alto livello di soddisfazione esistenziale.
32. Riviera del Brenta: Spiagge, canali navigabili ed itinerari in un territorio florido.
33. Sette Comuni: Agriturismo fra i pascoli delle malghe e le foreste.
34. Valpolicella: Assolato versante delle Prealpi, e vicino al Garda, dove si produce buon vino.
35. Bisiacaria: Il territorio riserva molte sorprese: piccoli centri agricoli, resti storici, ambienti palustri di rara bellezza, fino al mare.
36. Carnia: Tutta l'attività sportiva possibile in ambiente montano: Sci, Ciclismo, equitazione, deltaplano.
37. Carso: sotto l'altopiano calcareo tante le grandi grotte. Sul territorio pietroso cresce uva per il vino Terrano.
38. Cinque terre: Il paesaggio attira turismo internazionale. Collegamenti in treno e itinerari enologici.
39. Tigullio: Si vuole ampliare l'attività marinara sia in attività turistica marina, magari col Leudo, sia con itinerari interni.
40. Lunigiana: Turismo Rurale e degli spazi aperti, per conoscere i prodotti tipici dell'ambiente collinare e montano.
41. Frignano: Altopiano collinare e montano dove si producono le più grandi eccellenze di formaggi e salumi.
42. Riviera Romagnola: Il top dell'organizzazione rivierasca. Itinerari romantici e culturali.
43. Forlivese: Grandi investimenti in imprese e cultura.
44. Ravennate: Innovazione Tecnologica e Start Up.
45. Casentino: L'evoluzione dell'agricoltura nel territorio.
46. Chianti: Week End all'aria aperta nella terra del Chianti.
47. Garfagnana:Villaggi rurali in ambiente Longobardo, sul versante Ovest delle Alpi Apuane.
48. Lucchesia: Dalla agricoltura intensiva della piana alluvionale, alla estrazione del Marmo nelle Apuane.
49. Maremma:Spiagge,Scogli impervi, Monti boscosi, zone lacustri, colline coltivate. Qui prosperarono Etruschi e romani.
50. Mugello: Non solo Autodromo, ma anche intensa attività artigianale.
51. Valle del Bisenzio: Energie rinnovabili ed industria.
52. Versilia: dal Lido al marmo di Michelangelo.
53. Sabina: Fuori da rotte turistiche: Borghi storici che hanno radici nella storia Etrusco - Romana
54. Piceno: Turismo culturale e itinerari nell'artigianato: Ceramica, Travertino, Tintura delle stoffe, Ricamo al Tombolo.
55. Agro Pontino: Intensa attività agricola con punte di eccellenza, come il KIWI, l'Anguria e il Carciofo.
56. Agro Romano: Vocazione agricola di Roma con l'attività agricola periurbana.
57. Campagna Romana: Pastorizia estensiva fra i Casali della Campagna Romana Storica.
58. Castelli Romani: Musei ed itinerari nel territorio dei romani.
59. Cicolano: Territorio isolato per la morfologia impervia. Le "Casette" della transumanza rivivono come rifugi.
60. Ciociaria: La modernizzazione ha fatto scomparire le tradizioni cinquecentesche vive fino a poco tempo fa.
61. Circeo: Escursioni e itinerari attorno al Promontorio del Parco.
62. Tuscia: Laboratorio universitario nelle città tuscia.
63. Marsica: Territorio Tormentato, rifugio di lupi ed orsi, che trova ristoro nella piana del prosciugato lago del Fucino.
64. Matese: Giovani in azione e artigianato sono lo sviluppo del Parco Naturale.
65. Sannio: La Transumanza stagionale lungo i Tratturi elevata ad arte.
66. Terra di Lavoro: Processo di valorizzazione del Patrimonio Storico-Artistico.
67. Agro Campano: Nonostante la tenaglia della 'Camorra', localmente sono in sviluppo attività sociali e solidali.
68. Cilento: Attività Culturali al servizio del Parco Naturale e le sue Valli.
69. Costiera Amalfitana: I 50 Km di Costa più belli d'Europa.
70. Irpinia: Rigenerazione Urbana, Culturale e Sociale dei Borghi abbandonati e dei Beni confiscati alla malavita.
71. Litorale Domizio: Riqualificazione ambientale per un Litorale balneabile tutto l'anno.
72. Vallo di Diano: Facilitare 'Fare impresa' ai Giovani, per lo sviluppo economico e saciale.
73. Alto Bradano - Vulture: La scarsa densità di popolazione ha preservato l'Identità Storico-Ambientale, la cultura Schipetara e i Riti, per una specificità non solo turistica.
74. Lucania: Il risparmio energetico con impianti innovativi consente il Welfare socio-Culturale.
75. Capitanata: I giovani, per l'economia e lo sviluppo sociale, usano il cibo, e mettono in relazione Impresa, Cultura e Scienza.
76. Daunia: Artigianato contadino e cultura del territorio contro la omologazione culturale della globalizzazione.
77. Gargano: Ecosistema integrale protetto: Natura, Paesaggio e biodiversità in simbiosi con l'ecosistema umano.
78. Murge: Territorio carsico degradante a mare, spoglio di vegetazione, ma con ampie caverne sotterranee.
79. Salento: Per servire il turismo di massa, i 'tour operator' cancellano le e delle Puglie: Dopo la padana, la più grande pianura italiana, già meta di transumanza invernale dal Gargano e dall' Appennino, oggi ha intensa produzione di grano, olive, pomodori, nonostante la carenza d'acqua.
81. Aspromonte: Paesaggio 'Dolomitico' al centro del mediterraneo. Parco Nazionale che aspira al riconoscimento UNESCO:
82. Coste Calabresi: Non ostante ingenti sovvenzioni a pioggia non viene creata una struttura di comunicazione utile per la regione. Le coste aspettano un razionale piano di sviluppo.
83. Crotonese: La 'Magna Grecia' che si affaccia sullo Jonio.
84. Locride: Aspira paziente al ruolo di 'Riviera'.
85. Piana di Sibari: Rimpianti per uno sviluppo arenato su atteggiamenti parassitari.
86. Serre calabresi: Parco testimone del lungo lavoro della natura.
87. Sila: Il "Gran Bosco d'Italia" con paesaggi unici al mondo.
88. Vibonese: Dopo il 'Sicuro' territorio interno, ci si avvia ad una economia del mare.
89. Piana di Catania: L'assenza di meritocrazia nelle professioni, di una classe dirigente e di un ecosistema di PMI, impedisce lo sviluppo organico della Sicilia. Solo particolari attività si salvano. Le arance rosse di Catania, la zona industriale di Gela, La pesca di Mazzara del Vallo, il Sale di trapani. Il resto è un sistema economico basato sui servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione.
90. Anglona: il Passaggio da ambiente agricolo a industria turistica della costa non ha intaccato il paesaggio. la cultura e le tradizioni delle zone interne.
91. Barbagia: Comunità dedita a produzioni agricole di eccellenza, come le piante aromatiche e officinali. Itinerari ippici e fluviali.
92. Campidano: Cultura agricola con la produzione del rinomato Zafferano famoso in tutto il mondo.
93. Gallura: Forte tendenza a conservare le proprie tradizioni, lingua, costumi, musiche, danze, caratteristiche di un mondo che continua a vivere pur all'interno di un sistema proiettato verso il futuro.
94. Gerrei: La cultura dei pascoli caprari del Gerrei è differente dallo stile di vita meno attivo e dai blandi ritmi di lavoro dei pecorai.
95. Logudoro:Boschi, laghi e steppe: regno della biodiversità. Conservazione di specie faunistiche di rilevanza europea: la martora, il quercino sardo, l’aquila reale, l’astore sardo, l’occhione, il falco di palude, il discoglosso sardo e il gongilo.Per la gallina prataiola, il Logudoro rappresenta una delle ultime aree di sopravvivenza europee.
96. Màrghine - Planargia: Polo industriale agroalimentare
97. Marmilla: Insediamento antropico a maglia larga dedito all'agricoltura, ma c'è l'artigianato artistico e i siti archeologici, il villaggio nuragico “Su Nuraxi”(Patrimonio UNESCO), per il turismo.
98. Nuorese: Pastorizia e coltivazione del grano autoctono. Formaggi e farina per l'esportazione.
99. Ogliastra: Innovazione in corso; da economia rurale a Turismo ecologico.
100. Oristanese: Il porto, l'aeroporto e la posizione centrale, sono per Oristano una garanzia di sviluppo e benessere.
101. Sulcis - Iglesiente: Centinaia di miniere dismesse e il bisogno di trovare uno sbocco economico: siti archologici e sport acquatici (kitesurf, windsurf, diving, vela).
102. Supramonte: Antichi ovili in pietra e grotte rifugio dei pastori, lungo i percorsi naturalistici attraverso selvagge vallate e distese di macchia mediterranea.
103. Villanova: Per immergersi nelle essenze e nella storia della Sardegna: i Nuraghe.

20252750
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01/04/2020 4.43.49
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