Moda e trend

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byg.sistem byg.sistem 16/09/2007 ore 13.19.37
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SarcasmoUSI DELLE DONNE NEWYORKESI


questo commento è sul web da uno che viveva a ny:hoho



Ciao Mauro, mi è piaciuta molto la parte del libro in cui parli del date: mi permetto di mandarti alcune mie osservazioni che al riguardo ho inviato quando ancora vivevo a NY ad alcuni miei amici, non so se le trovi condivisibili:



"Il date è davvero qualcosa di sconvolgente per un europeo, pare davvero incredibile pensare che gli americani abbiano codificato le regole di ingaggio tra uomo e donna (ma anche tra uomo e uomo, o donna e donna, ahimè particolarmente in voga nella zona in cui vivevo io, cioè il West Village), come si trattasse di una sorta di contratto, caratterizzato da regole ben precise quanto vincolanti: pena, appunto, la perdita del "date" (termine con cui si indica non solo l'incontro in sè ma anche la "controparte": è frequente l'impiego di espressioni come "you are my date tonite", o "can I introduce you my date?" o ancora "I am on a date", quest'ultima espressione non nel senso che pensate voi...).



Ecco alcune di queste regole, ancor più assurde se si pensa che vengono rigidamente applicate in una città come NY, in cui le donne sono spesso più uomini degli uomini stessi, spesso socie di studi legali e banche d'affari di importanza mondiale, ma ancora pretendono che si applichino consuetudini per certi versi ottocentesche (alcune, altre come vedremo molto meno...):



1) L'uomo deve offrire rigorosamente TUTTO, dal primo all' ultimo istante del date: la prima (ed aihmè unica) volta che una donna ha offerto di "smezzare" con me la cena l'ha fatto per comunicarmi implicitamente (cosa che ho appreso successivamente) che non l'avrei più rivista: ecco dunque una prima regola, se la donna rifuta di vedersi offrire la cena è finita, se invece l'accetta almeno un bacio (la prima sera: vedi regola successiva al punto 5) se scappa; non chiedetemi, perchè non lo so, come sono organizzati da questo punto di vista i date alternativi, alla Dolce e Gabbana, tanto in voga a Chelsea;



2) Non solo, ma il date deve COSTARE: le donne newyorkesi (specie quelle belle, e ce ne sono di davvero belle) sono particolarmente sensibili a valori come il denaro e la ricchezza, per cui è bene portarle (a meno di non voler essere subito bollati come "cheap") in ristoranti da almeno 150 dollari a botta, a meno di non volersi limitare ad un "drinks date" o "brunch date" (c'è un nome specifico per ciascun genere di date) generalmente accettato però solo in una fase "avanzata" del rapporto, e cioè, secondo gli standard newyorkesi, a partire dalla seconda-terza settimana; specie durante il mio anno da studente, ho vissuto periodi di quasi-povertà, pur di conservare le risorse finanziarie necessarie alla celebrazione del date



3) il date (con ciò che ne consegue dal punto di vista economico) dura fino all'istante in cui la donna varca la soglia di casa (sua o tua, con o senza di te): se chiede al cab di fare "two stops" - il che significa che quella sera non è aria - l'uomo deve comunque accompagnarla fino alla destinazione finale, anche se lei abita nel New Jersey o in Connecticut oppure mollare un ventone al tassista: che si opti per la scelta più "galante" o per l'altra (decisamente più rozza) per le donne americane (specie se del New Jeersey o del Connecticut) è del tutto indifferente, purchè sia l'uomo a farsi carico degli oneri di trasporto;



4) il date non è necessariamente "esclusivo": se io esco con una ragazza a New York non sono autorizzato a supporre che lei esca solo con me: ciò richiede il cosiddetto "exclusivity talk", e cioè un reciproco impegno, assunto expressis verbis, a non frequentare altre persone durante lo svolgimento della relazione: questo "talk" può avvenire anche dopo mesi di reciproca frequentazione, e, ciò che è ancor più incredibile, è pure "retrattabile": mi è capitato che una ragazza, dopo avermi proposto questa benedetta esclusività (che ho accettato con chiara riserva mentale) mi abbia espresso a distanza di qualche mese il desiderio di tornare a sentirsi libera di frequentare altri uomini: al che io ho naturalmente simulato la scena del maschio italiano geloso...



5) il date segue precisi passi che conducono all'intimità:

a) primo date (se andato bene): bacio;
b) secondo date (come sopra): petting, preferibilmente a casa di lei;
c) terzo date: indovinate, sempre a casa di lei, a meno che non abiti in New Jersey o in Connecticut o, come pure è capitato al vostro, a PHILADELPHIA;
d) quarto date: casa tua, necessariamente (ergo, devi lavare i piatti e ramazzare l'appartamento), anche nel date rileva il senso di ospitalità;
e) a volte (ma solo a volte, checchè ne dica qualcuno che legge, e del resto dipende anche dalla qualità del "date") questi step subiscono delle variazioni, tipo la fase "c" o addirittura "d" anticipata alla fase "a";



6) il dating si "conduce" attraverso tutti i possibili mezzi di comunicazione: il vostro è stato scaricato via sms, email, e pure messaggio in segreteria telefonica...più in generale, intere relazioni nascono, crescono e muoiono a NY attraverso interminabili messaggi lasciati in segreteria (tutti sono molto indaffarati, e raramente hanno il tempo di risponderti nel momento in cui vorresti parlare);



7) Il date si esplicita: se una ragazza non è interessata, non necessariamente rifiuta, magari accetta di uscire "but not as a date" (a volte contraddicendosi a fine serata);



8) il date è "rimborsabile": se una donna accetta di vedersi offrire la o le cene e poi non si conforma al punto 5 può accedere che qualche uomo (non certo il vostro) chieda il rimborso...altri non lo fanno, semplicemente perchè possono scaricarlo dalle tasse.



9) Queste in estrema sintesi le regole del date, anche se ci sono delle splendide varianti, tipo:

a) il date "familiare", con prole presente;

b) il "blind date", con persone che non si sono mai viste prima, con conseguenti, frequenti quanto imbarazzanti scambi di persona all'ingresso dei locali;

c) il date sportivo, con donna fissata con il fitness che ti impone di passare il venerdì sera in palestra con lei;

d) il date "litigioso": le donne (come del resto gli uomini) di New York in analisi sono molte, ed accade di frequente che il minimo "sgarbo" da parte dell'uomo conduca a liti tanto drammatiche quanto fondate sul nulla (con pianti e conseguente scioglimento di fard annesso) ;

e) il date con fuga, da parte della donna come dell'uomo (in quest'ultimo caso, possibilmente prima di aver pagato: il lounge di Bond Street, per chi abbia presente, si presta particolarmente bene al riguardo, mentre il Bronx, per lo scarso numero di taxi e l'elevato tasso di criminalità, è rigorosamente da evitare);

f) il date "in trasferta", con mete esotiche come Philadelphia raggiunte dal vostro attraverso splendidi bus gestiti ed usati da emigranti rigorosamente ed esclusivamente cinesi, facendo credere al proprio date, sempre per non sembrare cheap (vedi punto 2), di aver preso l'aereo;

g) il date casuale, conosciuto per strada: la possibilità che ciò accada (a me mai purtroppo) spiega in parte la magia di New York...

h) il date con blackberry: i due commensali si ignorano reciprocamente trascorrendo tutta la serata smanettando questi aggeggi infernali (l'ho visto con i miei occhi);

i) il date con le modelle di cristo (www.modelsforchrist.com), donne bellissime ma con una possibilità di "score" pari allo zero: lo dico per esperienza...

l) il date telematico con annesso errore di comprensione: come quella volta che credevo che il chocolate lab fosse il laboratorio dove il mio date faceva il cioccolato (con annessa email di 20 righe in cui io esprimevo increbile ammirazione per questo stravagante hobby) mentre si trattava del suo cane (chocolate lab-rador);

m) il date con annesso errore di espressione: come quella volta in cui per chiedere al mio date una sigaretta le ho detto (volendo intendere: "posso scroccare?"): "may I free ride you?" (per chi non lo sapesse, ride significa "cavalcare"): si è immediatamente tramutato in un date con cinquina in faccia...."

Ciao



:hoho


giadamoon giadamoon 16/09/2007 ore 15.27.04
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(Nessuno)RE: USI DELLE DONNE NEWYORKESI

maaaaaaaaaaaaaaaa nn avevi niente da fare k hai scritto sto papiro di roba?:many
byg.sistem byg.sistem 16/09/2007 ore 16.22.10
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(Nessuno)RE: USI DELLE DONNE NEWYORKESI


(e mica l'ho scritto io,ma da uno che ci viveva,il problema sta tutto nel leggere prima di sparare stronzate)

:hoho





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