Mondo diversamente abile

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Un punto di incontro e di dialogo tra ragazzi diversamente abilii e tra chi vive a loro stretto contatto.

noil 21/07/2007 ore 18.42.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)LESIONI MIDOLLARI


allora... visto che quì si parla di ogni tipo di disabilità... oggi la lezione è sulle lesioni midollari...

LESIONE MIDOLLARE

Le lesioni spinali determinano quattro gruppi eterogenei di quadri clinici:

paraplegia,

tetraplegia,

paraparesi,

tetraparesi.

Il midollo spinale è un organo segmentario e di conduzione che trasporta ai centri soprastanti informazioni somestesiche afferenti e da questi trasporta ordini motori efferenti. Pertanto, per paraplegia si intende una sindrome sensitivo-motoria con paralisi degli arti inferiori e disturbi sfinterici, mentre nella tetraplegia si aggiungono anche paralisi degli arti superiori e disturbi neurovegetativi; la paraparesi e la tetraparesi sono rispettivamente la paralisi incompleta degli arti inferiori e la paralisi incompleta dei quattro arti.

Solitamente si considera tetraplegico anche chi presenta una motricità residua relativamente valida degli arti superiori ma comunque compromessa.

La tetraplegia e la tetraparesi sono conseguenze di una lesione del tratto cervicale del midollo spinale, la paraplegia e la paraparesi sono conseguenze di una lesione localizzata nel tratto dorsale o lombare. Le lesioni midollari possono quindi essere complete o incomplete; nel secondo caso la prognosi quoad functionem sarà ovviamente migliore.

I traumi costituiscono la causa più frequente di lesione midollare; esistono anche patologie non traumatiche - come la mielite virale, l?infarto del midollo e la ematomielia - che possono determinare una lesione spinale.

La paraplegia e la tetraplegia non sono malattie ma condizioni umane nelle quali vengono a trovarsi ogni anno in Italia circa 1.000 persone; esse vanno ad aggiungersi ai circa 70.000 casi già esistenti. Le statistiche presenti in letteratura indicano che ogni anno ci sono nei paesi industrializzati dai 13 ai 30 nuovi casi di lesioni midollare per milione di abitanti.

L?esito della lesione midollare era noto sin dai tempi della civiltà egizia; anche Ippocrate descrisse le conseguenze di un trauma midollare e dopo di lui molti altri illustri medici del passato si interessarono del trattamento dei soggetti con lesione mielica. Alla fine dello scorso secolo ed agli inizi di questo ci sono stati numerosi contributi di famosi clinici, ma la situazione della persona con lesione spinale è rimasta fondamentalmente invariata dagli inizi della storia della medicina fino al secondo conflitto mondiale. Prima di allora i paraplegici ed i tetraplegici avevano un?aspettativa di vita estremamente bassa e ciò in primo luogo avveniva a causa delle complicanze polmonari e renali e per le ulcere da decubito. Dopo la scoperta degli antibiotici divenne possibile debellare tali infezioni, frequenti soprattutto durante la fase acuta.

Il medico che per primo comprese che il midolloleso può e deve tornare ad essere una persona nel vero e proprio significato del termine fu Ludwig Guttmann; egli fondò nel 1944 la prima Unità Spinale del mondo, ovvero il centro ospedaliero dove vengono curati i mielolesi dal momento dell?insorgenza della lesione fino al giorno del ritorno in famiglia. Questo centro è tuttora funzionante nei dintorni di Londra.

Subito dopo sorgono nel resto d?Europa e nel Nord America molte altre unità spinali. In quel periodo il nostro era uno dei paesi all?avanguardia nella cura dei paraplegici; purtroppo questa competenza è andata quasi completamente perduta negli anni ?70 e ?80, tanto da arrivare al punto che molti para e tetraplegici italiani sono stati e sono tuttora costretti ad essere curati in centri stranieri. In tanti vi sono giunti in condizioni disperate, con ulcere da decubito molto estese, fistole uretrali, calcificazioni e complicanze internistiche di entità così grave da determinare in molti casi il decesso.

La lesione spinale è sicuramente la patologia che più frequentemente causa disabilità grave e permanente nei giovani.
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 allora... visto che quì si parla di ogni tipo di disabilità... oggi la lezione è sulle lesioni midollari... LESIONE...
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21/07/2007 18.42.45
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sossio78 sossio78 21/07/2007 ore 20.20.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: LESIONI MIDOLLARI

noil ha scritto:

allora... visto che quì si parla di ogni tipo di disabilità... oggi la lezione è sulle lesioni midollari...

LESIONE MIDOLLARE

Le lesioni spinali determinano quattro gruppi eterogenei di quadri clinici:

paraplegia,

tetraplegia,

paraparesi,

tetraparesi.

Il midollo spinale è un organo segmentario e di conduzione che trasporta ai centri soprastanti informazioni somestesiche afferenti e da questi trasporta ordini motori efferenti. Pertanto, per paraplegia si intende una sindrome sensitivo-motoria con paralisi degli arti inferiori e disturbi sfinterici, mentre nella tetraplegia si aggiungono anche paralisi degli arti superiori e disturbi neurovegetativi; la paraparesi e la tetraparesi sono rispettivamente la paralisi incompleta degli arti inferiori e la paralisi incompleta dei quattro arti.

Solitamente si considera tetraplegico anche chi presenta una motricità residua relativamente valida degli arti superiori ma comunque compromessa.

La tetraplegia e la tetraparesi sono conseguenze di una lesione del tratto cervicale del midollo spinale, la paraplegia e la paraparesi sono conseguenze di una lesione localizzata nel tratto dorsale o lombare. Le lesioni midollari possono quindi essere complete o incomplete; nel secondo caso la prognosi quoad functionem sarà ovviamente migliore.

I traumi costituiscono la causa più frequente di lesione midollare; esistono anche patologie non traumatiche - come la mielite virale, l?infarto del midollo e la ematomielia - che possono determinare una lesione spinale.

La paraplegia e la tetraplegia non sono malattie ma condizioni umane nelle quali vengono a trovarsi ogni anno in Italia circa 1.000 persone; esse vanno ad aggiungersi ai circa 70.000 casi già esistenti. Le statistiche presenti in letteratura indicano che ogni anno ci sono nei paesi industrializzati dai 13 ai 30 nuovi casi di lesioni midollare per milione di abitanti.

L?esito della lesione midollare era noto sin dai tempi della civiltà egizia; anche Ippocrate descrisse le conseguenze di un trauma midollare e dopo di lui molti altri illustri medici del passato si interessarono del trattamento dei soggetti con lesione mielica. Alla fine dello scorso secolo ed agli inizi di questo ci sono stati numerosi contributi di famosi clinici, ma la situazione della persona con lesione spinale è rimasta fondamentalmente invariata dagli inizi della storia della medicina fino al secondo conflitto mondiale. Prima di allora i paraplegici ed i tetraplegici avevano un?aspettativa di vita estremamente bassa e ciò in primo luogo avveniva a causa delle complicanze polmonari e renali e per le ulcere da decubito. Dopo la scoperta degli antibiotici divenne possibile debellare tali infezioni, frequenti soprattutto durante la fase acuta.

Il medico che per primo comprese che il midolloleso può e deve tornare ad essere una persona nel vero e proprio significato del termine fu Ludwig Guttmann; egli fondò nel 1944 la prima Unità Spinale del mondo, ovvero il centro ospedaliero dove vengono curati i mielolesi dal momento dell?insorgenza della lesione fino al giorno del ritorno in famiglia. Questo centro è tuttora funzionante nei dintorni di Londra.

Subito dopo sorgono nel resto d?Europa e nel Nord America molte altre unità spinali. In quel periodo il nostro era uno dei paesi all?avanguardia nella cura dei paraplegici; purtroppo questa competenza è andata quasi completamente perduta negli anni ?70 e ?80, tanto da arrivare al punto che molti para e tetraplegici italiani sono stati e sono tuttora costretti ad essere curati in centri stranieri. In tanti vi sono giunti in condizioni disperate, con ulcere da decubito molto estese, fistole uretrali, calcificazioni e complicanze internistiche di entità così grave da determinare in molti casi il decesso.

La lesione spinale è sicuramente la patologia che più frequentemente causa disabilità grave e permanente nei giovani.
E BRAVO A NOIL!!!

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