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Popolo degli "anta" fate sentire la vostra voce!

partenopeaDOP partenopeaDOP 03/01/2009 ore 11.33.18
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(Nessuno)RE: cos'è, la quiete


Pazzaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :urlo

buon anno !!! :flower :rosa

:bacio :shy


S0NQUI S0NQUI 03/01/2009 ore 11.34.40
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(Nessuno)RE: cos'è, la quiete

A savannah56 che il 03/01/2009 11.32.37 ha scritto:
ciao sonn :bacio :-)
antico :ok
:fuma
hola pazzarè :ok

Rispondo: buon anno sav :-*
pazzascatenata64 pazzascatenata64 03/01/2009 ore 11.37.05
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(Nessuno)RE: cos'è, la quiete


Anche tu mi e ci sei mancata SON :tvb

SAVA :bacio :staff

PARTEEEEEE :urlo dai, fatti stritolare un po' le guanciotte :staff :tvb bella ragazzuola :bacio
savannah56 savannah56 03/01/2009 ore 11.37.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: cos'è, la quiete

buon anno anche a te :-) ma non ci eravamo gia scambiate l'augurio?:nono1 :fuma
Assisi58 Assisi58 03/01/2009 ore 11.40.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: cos'è, la quiete

A S0NQUI che il 03/01/2009 10.56.32 ha scritto:

prima della tempesta :-))) ?

:boing

Rispondo: SONQUI un buongiorno un buon fine settimana la poesia di LEOPARDI ti dedico Silvio
La quiete dopo la tempesta Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.


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