Over 40

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Popolo degli "anta" fate sentire la vostra voce!

Vioia3 Vioia3 23/06/2011 ore 17.05.27
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(Nessuno)Viola

Era caldo quel giorno d'estate. Avevano appena mietuto il grano ed era stato raccolto generoso. Lo sapevano i due vecchi che quella terra , i loro campi, erano preziosi per sfamare. Erano stanchi i due appena tornati dai campi, ancora con il sudore misto alla polvere che pizzicava sulla pelle. Seduti vicino al pozzo avevano bevuto acqua fresca dal secchio, le scarpe pesanti e rattoppate, buone per non farsi male sui resti taglienti delle spighe appena tagliate, buttati sulla soglia. Era bello, "da signori", diceva la Viola, camminare a piedi nudi sull'erba davanti casa.



Il marito era infermo, non poteva più camminare dalla grande guerra, ma ogni anno voleva essere portato sotto il “salcio” all'ombra e incitava, e incoraggiava chi doveva falciare il grano. Stava lì tutto il giorno, mangiava con loro, parlava del raccolto, ogni tanto faceva una battuta, sudava con loro e si prendeva tutta la polvere che si sollevava, ogni tanto chiamava qualcuno e gli porgeva il fiasco del vino o quello dell'acqua se era una donna. Stava lì, e si stancava come se le sue gambe potessero ancora trascinarsi tra le zolle.
Si era nel '55 del secolo passato, il tempo scorreva più piano ed avevi anche il tempo di star seduto vicino ad un pozzo ad aspettare che il vento della sera decidesse di capitare anche in quell'aia. Erano lì ad aspettare, in silenzio, come si conveniva quando si attendeva un ospite desiderato, quando videro arrivare il postino a cavalcioni di una bicicletta sgangherata.
“Ohioi” fa la Viola “brutte notizie!”
Già, non ricevevano molta posta ed erano sempre state brutte notizie. Come quando arrivò la cartolina della croce rossa che diceva di Silviero chiuso in un campo di prigionia. Non avevano avuto più notizie del fratello e la Viola accendeva sempre un lumino sull'altare della cappella del cimitero dicendo: Non importa dove sei, questa è per te”, ed attaccava con un pater.

Il postino si fermò vicino il pozzo in un “quarantotto” di stridìo di freni. Ruffolò nella borsa e prese una lettera: “la manda il Comune” disse alla Viola. “E che vole il comune da me?” rispose.
“Il vostro figliolo ve la può leggere?” si informò l'uomo.
“Si, si l'ho fatto studiare per qualche anno e sa leggere”

La donna guardò l'uomo che a fatica riprendeva la pedalata e sentì pesare oltre misura quella lettera tra le mani.
“Vò a cercare R.” disse al marito.

Di corsa tornò nei campi. Chiamò a gran voce il figlio che corse subito verso di lei pensando ad un malore del su babbo. Quando arrivò vicino alla Viola, lei gli porse, quasi gli buttò tra le mani la lettera :”Leggi”
Il figlio lesse e poi rilesse per essere sicuro di aver letto bene.
“Il comune ci porta via la terra per il bene pubblico” alla fine disse con un filo di voce.
“Che vuol dire?” chiese la donna.
“Ci espropriano la terra perchè ci devono costruire qualcosa per il paese”
“E a me che me ne frega del paese, un m0hanno mai regalato nulla a me. Ci spropriano?? e te che fai? Ti sei sposato da poco, senza terra come la campi la famiglia? Io sono vecchia ma te come fai?”

R. andò in comune il giorno dopo. Lo disse anche al Sindaco che il comune metteva alla fame una famiglia, che lui sapeva fare solo il contadino. Pregò, bestemmiò, maledisse ma non ci fu nulla da fare, il bene pubblico viene prima di ogni cosa o forse era perchè era solo un contadino e la pelle della sua famiglia non valeva tanto.
Lo disse alla Viola che avevano perso tutto e lei pianse. Mio padre mi ha sempre raccontato che non l'aveva mai vista piangere, nemmeno quando, due anni dopo, le morì il marito, ma quel giorno pianse la sua terra che il bene pubblico le aveva rubato.

Viola
Viller Viller 23/06/2011 ore 17.06.49
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(Nessuno)RE: Viola

...splendida foto !!!
Vioia3 Vioia3 23/06/2011 ore 17.09.11
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(Nessuno)RE: Viola

...lo so..non è mia per questa l'ho messa

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