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Popolo degli "anta" fate sentire la vostra voce!

phytong 02/08/2018 ore 13.55.05 Ultimi messaggi
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(Nessuno)chat che depressione

Per
una vita si rilassano con la nicotina, si svegliano con la caffeina, si
divertono con l’alcool, dormono ocn i sonniferi, si tirano su con gli
psicofarmaci e si nutrono solo di cibo morto.Ma poi per guarire vogliono la pillola miracolosa…O vengono sulle chat per un miracolo…. Andate a FINLANDIA!!!
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Per una vita si rilassano con la nicotina, si svegliano con la caffeina, si divertono con l’alcool, dormono ocn i sonniferi, si...
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02/08/2018 13.55.05
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3x3 3x3 02/08/2018 ore 14.32.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: chat che depressione

È un incubo :sbong
Il problema non è quel che fai ma di cosa ti fai :-)))
phytong phytong 02/08/2018 ore 15.06.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: chat che depressione

A 7 anni esclusa dal centro estivo perché epilettica
'I nostri educatori non sono autorizzati a somministrare farmaci'
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A

Non può più partecipare al centro estivo perché epilettica. Si tratta della bambina di 7 anni 'esclusa' dal centro estivo del Lingotto a Torino.

La storia è stata raccontata, questa mattina (giovedì 2 agosto), da La Repubblica. "I nostri educatori non sono autorizzati a somministrare farmaci" è stata la spiegazione, fornita al quotidiano, dai responsabili del centro estivo. Eppure, fa notare La Repubblica, la piccola, insieme al fratello, aveva già frequentato l'estate ragazzi al Lingotto. Quest'anno, come detto, i genitori si sono visti negare l'iscrizione. "Ci hanno detto che non si può fare perché - è la testimonianza raccolta dal quotidiano - sono cambiate le direttive aziendali. E' discriminazione."

La bambina di 7 anni soffre di epilessia da quando aveva poco pià di 2 anni, ma da tre non ha più avuto una crisi. Gli anni precedenti, quando era al centro estivo, veniva seguita da un apposito educatore, che portava sempre con sé una dose del farmaco. Ora però non è più possibile. Anche in caso di crisi gli educatori non possono intervenire, ma solo chiamare il 118.

I genitori hanno dunque deciso di rivolgersi anche all'Apice, l'Associazione piemontese che riunisce le famiglie e i malati di epilessia.

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