Pausa Caffè

Pausa Caffè

Prenditi una pausa ed entra qua! 5 minuti di chiacchiere in libertà.

Tonnissima Tonnissima 04/05/2016 ore 21.41.24
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@conOsenza : In parte sì. Se ti metti la minigonna e un trucco da puttana su treni e stazioni deserte o in luoghi che non sono propriamente sicuri esempio dove ci sono bar malfamati con ubriaconi a destra e a amnca(giusto per far un esempio banale), te la sei cercata eccome.
benhanscom benhanscom 04/05/2016 ore 21.41.59
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@conOsenza scrive:
vuoi dirmi che dai temi e dai comportamenti non si evidenzino certe problematiche ?

ci vogliono conoscenze specifiche che nn tutti gli insegnanti possono avere...
conOsenza conOsenza 04/05/2016 ore 21.51.27
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@Tonnissima scrive:
In parte sì. Se ti metti la minigonna e un trucco da puttana su treni e stazioni deserte o in luoghi che non sono propriamente sicuri esempio dove ci sono bar malfamati con ubriaconi a destra e a amnca(giusto per far un esempio banale), te la sei cercata eccome.

beh..io credo che in determinati ambienti.puoi andare vestito anche da palombaro ,ma se i personaggi sono "malati"sicuramente chiunque diventa un bersaglio,o ti derubano o ti fanno violenza.
TheWalkingSmart TheWalkingSmart 04/05/2016 ore 22.25.09
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@benhanscom scrive:
da chi sarebbe dovuta andare questa bambina a confidarsi?


Penso che un bambino istintivamente ha una sua figura di riferimento, un suo "preferito", uno col quale si trova a proprio agio, non necessariamente i genitori. Esempio ho una cuginetta di secondo grado di 6anni, i genitori, miei cugini, si fanno il mazzo tutto il giorno e lei passa gran parte del tempo coi nonni materni, ebbene, la nonna non la calcola nemmeno, vuoi perchè più severa, il nonno invece è letteralmente il suo dio...il suo tutto, quello che la fa giocare sempre, la porta a spasso, il suo insegnante, custode, il suo effettivo padre a voler guardare bene.
In questi "preferiti" il bambino può trovare con chi confidarsi, non per forza e necessariamente con figure della stretta cerchia familiare.
Il problema del non riuscire a confidarsi dipende dal blocco emotivo del bambino per un determinato fatto, non dalla mancanza di persone con cui aprirsi.
Parere personale s'intende.
TheWalkingSmart TheWalkingSmart 04/05/2016 ore 22.28.08
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@Tonnissima scrive:
In parte sì. Se ti metti la minigonna e un trucco da puttana su treni e stazioni deserte o in luoghi che non sono propriamente sicuri esempio dove ci sono bar malfamati con ubriaconi a destra e a amnca(giusto per far un esempio banale), te la sei cercata eccome.


Bah, che tristezza queste parole ,tonna.
E' dare alibi alla violenza.
Quindi se vai in giro con la bandiera del napoli io posso menarti perchè in fondo te la sei cercata..?
Non ci siamo tonna, neanche un pò.
conOsenza conOsenza 04/05/2016 ore 22.34.59
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@benhanscom scrive:

ci vogliono conoscenze specifiche che nn tutti gli insegnanti possono avere...

e certo,in certe aree geografiche degradate mica si possono mandare insegnanti competenti...e ci mancherebbe altro ...mica che la scuola assuma il ruolo di educatrice e rubi il mestiere a quei bravi genitori già tanto bravi ad affidare i figli agli stupratori.
Tonnissima Tonnissima 04/05/2016 ore 22.35.25
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@TheWalkingSmart scrive:
L'educazione conta fino ad un certo punto, nel senso che il bambino può apprendere gli insegnamenti che si vuole, ma ciò avviene sempre in famiglia, in ambiente protetto, ed a livello teorico. L'insegnamento conseguito viene messo a dura prova all'esterno della famiglia, nella società, nel confronto con gli altri. Lì, fuori, si ha la psiche e i propri insegnamenti soli, senza protezione, e la reazione emotiva ai più svariati eventi è imprevedibilie, solo in parte incanalata nell'apprendimento ricevuto.
Non è raro tanto per fare un banale esempio trovare bambini che tacciono per vergogna o timore il brutto voto a scuola o la ramanzina della maestra, figuriamoci in fatti quali lo sconosciuto o l'adulto del quale ti fidavi che ti fa discorsi strani, ti accarezza in un modo diverso dal solito, e via discorrendo.
L'educazione ricevuta deve inevitabilmente scontrarsi col fuori, la società.
Sono solo ed unicamente le esperienze (brutte o belle che siano) a far maturare la coscienza di sè, a creare muri difensivi o brecce di accoglienza.
L'educazione ricevuta non è sufficiente a scongiurare i pericoli.


Vero. Ma concepiamo in maniera diversa il concetto di educazione, credo.
Per me l'educazione non è qualcosa di teorico che ti viene imposto dall'alto. Ma sono delle linee guida che ti debbeano servire a svilupparti come persona e a rispondere al meglio a qualsiasi situazione ti capiti nella bolgia là fuori (leggi mondo brutale) della vita di tutti i giorni, in cui sei da solo e mamma e papà non ci sono.
Un genitore non è un veggente, quindi non è che può prevedere quello che succederà al figlio nella sua vita. Nè potrà effettivamente sapere come lui se la caverà oggettivamente, ma può cercare( ANZI, é QUELLO IL SUO COMPITO PRINCIPALE SECONDO ME) di buttare le basi più solide che può e soprattutto utili affinché il figlio stesso sia leso il meno possibile nelle situazioni negative.

Ti faccio un esempio concreto, così forse mi faccio capire meglio su cosa intendo. Prendiamo il mio episodio specifico:
Mia madre a me ha sempre tenuto a dire tre-4 cose quand'ero piccolina:
1) stai sempre attenta, all'occhio sempre 2)qualsiasi persona provi a farti del male o a metterti le mani addosso o si comporti in modo strano con te tu 2)cerca di uscire dalla situazione in modo più veloce possibile per far sì che finisca senza troppi danni 3)scappa più velocemente che puoi e non entrare più in quella situazione, evita 4)vienimelo a dire sempre.
Come il fatidico scappa più veloce che puoi, qualsiasi cosa succeda. Me lo sono sempre sentito dire. Giuro che queste cose io me le sono sentite dire da, credo, 3 anni in su (sarà che mia madre si era trovata da giovane in una brutta situazione sul luogo di lavoro, con un capo bavoso, che un giorno le ha chiuso la porta a chiave e le ha allungato le mani. Sto stronzo. Quindi forse, come retaggio di una sua esperienza, ci ha tenuto a trasmetterlo a me fin da piccola piccola. Non lo so. Cmq non è questo il punto, il punto è che io fin da piccolissima mi sono sempre sentita ripetere che in situazioni di "pericolo" si reagisce così). Ma, se noti, puer essendo punti fermi, non sono specifici ed è questo che li rende effettivamente adattabili alle più diverse situazioni secondo me.
Mia madre non poteva certo sapere che mi sarei trovata in una situazione ambigua effettimente e manco che quel giorno nel confessionale potesse succedere.

Quando io mi sono trovata in quella situazione, a parte il fatto di realizzare o meno la cosa nell'immediato... perché non è che l'ho realizzato subito... ma nel suo svilupparsi e anche dopo: cmq non è che ho pensato "ecco: adesso succede questo quindi devo applicare la teoria alla pratica e quindi devo fare questo, questo e quest'altro".
Semplicemente mi è venuto come spontaneo, automatico. Una specie di campanello d'alarme. Infatti io lui l'ho fatto parlare... è sbagliato dire "assecondare" perché na bambina di nove anni non è che asseconda. Non so manco come spiegarti... ma cercavo di uscire semplicemente il più velocemente possibile dalla situazione. A un certo punto mi sono alzata e andata via il più velocemente possibile, non sono più entrata nella mia vita, per tutta una serie di cose, nel raggio d'azione di quella persona incluso anche il fatto di averne parlato ai miei.
E ancora oggi mio padre è convinto che quello fosse un depravato e che io l'abbia rischiata grossa.
Quella situazione quindi è rimasta né più né meno che una situazione ambigua, PER FORTUNA, che mi ha solo lascianto un senso di disagio addosso, e di cui ho ricordi molto fumosi... tipo il discorso che una bambina di 9 anni vada a confessare peccati quali desiderio sessuale e voglia sessuale, cosa in realtà non vera. E "il battere chiodo sempre lì".

ORA, RAGIONIAMO PER ASSURDO:
Facciamo finta che io non mi sia mai sentita dire tutto ciò da mia madre. E di non aver alcun tipo di educazione riguardo a queste situazioni.
Entro per par la confessione dove sta il prete. Casco dalle nuvole... non mi rendo manco conto veramente di quello che succede ma le cose si svolgono nello stesso identico modo della situazione di prima, solo che magari non penso a uscirci in fretta perché non mi è mai stato posto come campanello d'allarme (in fondo sono una bambina); e magari provo anche le stesse identiche sensazioni sopradescritte. Magari però la cosa diventa ancora più ambigua perché appunto non ho il campanello d'allarme e la merda di turno se ne approfitta. Vado a casa e sto zitta, col senso di disagio addosso perché nessuno mi ha mai detto di poterne parlare senza problemi... i genitori, ignari, mi rimandano là e io stesso posso anche tornarci senza grossi problemi al'inizio, perché sono una bambina senza campanelli d'allarme dati dall'educazione; ed ecco che magari succede una seconda o terza volta, e si passa all'abuso piano piano. Ed ecco che a quel punto sei dentro alla spirale senza che volessi effettivamente entrarci e senza che magari i tuoi genitori lo sappiano. Almeno all'inizio.

Poi l'educazione "in radice" data a un bambino è una cosa che gli resta anche da adulto. Anche se poi ognuno forma il suo carattere. Infatti io le situazioni che sento di "potenziale pericolo" cerco di farle passare il più velocemente possibile ancora oggi. Un esempio su tutti: oggi ho 28 anni e prendo treni tutti i giorni. Spesso anche la sera tardi e la mia stazione e il pezzo di strada che devo fare non è proprio un'isola feice; spessissimo è deserto o con brutte facce che girano. Non mi metterei mai minigonna e trucco da battona. Quelle cose magari me le metto in un altro contesto. Con amici e parenti che mi circondano. O in un contesto generalmente più sicuro. Poi è chiaro che non sei mai sicuro al 100%. Ma la vita è questa.
Tutto qui.

TheWalkingSmart TheWalkingSmart 04/05/2016 ore 23.18.18
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@Tonnissima scrive:
Tutto qui.


Alla faccia del tutto qui. La divina commedia.. :haha

Gli insegnamenti che hai ricevuto da piccola sono quelli canonici che dei genitori con buon senso danno generalmente, il "non prendere caramelle dagli sconosciuti, mi raccomando.." per intenderci e varianti annesse.
Hai detto bene, c'è differenza tra chi va dal prete porco con una infarinatura di base e chi l'infarinatura non l'ha mai avuta. C'è differenza, ma l'orco, il porco, sa anche queste cose, e non agisce immediatamente con gli atti ambigui, strani, che possano mettere dubbi nel bambino "istruito", ma lavora sulla distanza, studiando i punti deboli, cosa piace al bambino, lo condisce,lo intorta,se lo rende amico, lo plagia psicologicamnete, dopodichè lo abusa, certo ormai che la confidenza, il feeling che è riuscito a costruire saranno più forti, molto più forti di quella infarinatura di base. E' quello il problema.
Cmq io pure ho avuto una esperienza "strana" con un prete confessore, ma ero già grandicello, 13o 14 anni credo, niente abuso o roba del genere, ma un parlare morboso, una curiosità morbosa sul peccato relativo al "non commettere atti impuri". I dettagli non li racconto, ma ci si può arrivare con un pò d'intuito. Sì insomma era una curiosità eccessiva , non pertinente con l'eventuale peccato in sè del sesto comandamento.
Tonnissima Tonnissima 04/05/2016 ore 23.25.59
segnala

(Nessuno)RE: fortuna...

@TheWalkingSmart scrive:
La divina commedia..

:hoho sorry

Rispondi al messaggio

Per scrivere un nuovo messaggio è necessario accedere al sito.