Politica

Politica

di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

cristian1977 cristian1977 01/04/2008 ore 08.33.00
segnala

ImportanteIl fantasma del non voto


da la stampa

MICHELE AINIS

Può darsi che io viva sulla luna, o forse l'Italia è ormai la luna, una crosta tutta sforacchiata dove i vuoti prevalgono sui pieni, dove l'assenza è l'unica presenza. Sta di fatto che inciampo continuamente su un fantasma: quello del popolo votante. Tendo l'orecchio per strada, in autobus, al bar, nei conciliaboli fra colleghi, amici, familiari - e ovunque ascolto un'idea di diserzione, l'idea di lasciar deserta l'urna elettorale. Accendo il computer, e dalla rete rimbalza sullo schermo l'appello del non voto. Non solo tra i grillini, non solo tra gli anarchici o tra chi ha fatto della protesta un sacerdozio, bensì tra i liberali (è il caso di Veneto liberale), così come tra circoli e associazioni delle più varie risme. Ai nastri di partenza della gara elettorale si era presentato perfino un partito, il cui stesso nome recava in sé un ossimoro: «Io non voto». Poi, però, non ha raccolto le 100 mila firme necessarie; almeno in questo, i suoi (non) elettori hanno offerto prova di coerenza.

Questo fenomeno non viene registrato dai sondaggi, che al più disegnano una mela ritagliando la fetta degli indecisi, come se gli indecisi fossero pur sempre decisi a votare. Eppure può diventare la novità più dirompente del prossimo turno elettorale. Perché a un paio di settimane dal verdetto ogni rilevazione misurava almeno un 30% d'incerti, molto di più che nel passato. Perché i pochi sondaggi sull'astensionismo suonano ancora più allarmanti: tale per esempio il dato diffuso lo scorso 17 marzo da Ipr Marketing, secondo cui il 37% dei giovani non andrà a votare. Perché dunque l'esito del voto verrà determinato dal non voto. O meglio, dal voto espresso nel 2006 da parte di chi stavolta non userà la scheda elettorale. Insomma per la sinistra l'astenuto di destra peserà più del vecchio militante di sinistra. E viceversa, naturalmente.

Da qui un grumo d'interrogativi, sul piano politico ma altresì giuridico. Sì, giuridico, benché il diritto sia diventato un legno storto nella patria del diritto. E però non abbiamo forse in circolo una norma costituzionale che proclama il «dovere civico» del voto? Tanto che negli Anni Cinquanta l'elettore non votante aveva l'obbligo di giustificarsi di persona presso il sindaco, che a sua volta ne affiggeva per un mese il nome sull'albo comunale, e per sovrapprezzo gli macchiava il certificato di buona condotta. E adesso? Possiamo desumerne che i pifferai dell'astensione sfruttano l'eclissi del nostro senso del dovere, nonché l'eclissi della Costituzione di cui i doveri collettivi sono figli? Sì e no. Intanto, dal lato formale, c'è almeno una categoria d?astensionisti che non si sottrae al dovere di votare: sono quanti annullano la scheda, o la lasciano bianca. Ma la questione è sostanziale. E s'accompagna agli argomenti che gonfiano il nostro scontento nazionale: i programmi fotocopia, le promesse buone per i grulli, l'aria da inciucio post-elettorale, le liste piene di signorine signorsì, e più in generale un senso di frustrazione, d'impotenza.

Niente di nuovo, verrebbe da obiettare. Dopotutto in democrazia si sceglie quasi sempre il meno peggio. E dopotutto il non voto è sterile, è esso stesso un gesto d'impotenza. Tuttavia gli astensionisti ti rispondono che stavolta la musica è diversa. Perché siamo chiamati a una non scelta, dato che con questa legge elettorale gli eletti sono già stati scelti dai partiti, per giunta senza uno straccio di primarie. Perché se ciò nonostante gli italiani corressero in massa verso i seggi, vorrebbe dire che accettano il sopruso. Perché dunque gli astensionisti s'appellano al diritto evocato nell'Antigone di Sofocle, il diritto d'opporsi contro una legge ingiusta. Ecco, è proprio il divorzio fra giustizia e legge la colpa più nefanda di cui la politica si sia resa responsabile. Ed è questo divorzio che ha allevato poi l'antipolitica, la quale giunge adesso al suo primo riscontro elettorale. Nel 2006 il non voto toccò quota 9 milioni. Se il 13 aprile - come tutto lascia presagire - vi s'aggiungerà un altro milione d'italiani, otterremo una misura della nostra malattia.


COSA PENSATE?

effettivamente il pertito degli astenuti in questa tornata elettorale potrebbe prendere molti "voti" in più rispetto al passato proprio per i motivi descritti nell'articolo
xpescatore xpescatore 01/04/2008 ore 12.01.50
segnala

(Nessuno)RE: Il fantasma del non voto

Vivo in una città rossa, rossa da più di 60 anni (prima era completamente nera ai tempi di Ciano).
Il malumore tra gli elettori della sx per la delusione Prodi non ostante la "novità" Uolter, è ancora molto forte e molti, pur di non votare il PDL rinunciano al voto, mentre gli elettori del cdx sono in cerca di riscatto per lo smacco del 2006 e vanno compatti a votare.
Quindi, secondo me, l'assenteismo favorirà il cdx e non è un male.
kabatar kabatar 01/04/2008 ore 12.05.50
segnala

(Nessuno)RE: Il fantasma del non voto

Ma dopo aver visto l a schifo della poliica italiana tutti vorremmo astererci....ma poi?
LittleWolf84 LittleWolf84 01/04/2008 ore 13.16.45 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Il fantasma del non voto


Come ho già ribadito in alcune discussioni, io come la maggior parte degli italiani sono totalmente deluso e sfiduciato dalla classe politica..questa campagna elettorale l ho vissuta come un esorbitante presa per i fondelli...sopratutto dopo la nascita di PD, e PDL !!!

Quando senti i politici ai telegiornali o in TV cascano dalle nuvole..non riescono a concepire il PERCHE' di questo malcontento...e per pararsi le spalle fanno la cosa che sanno fare meglio, ossia scaricarsi la colpa l uno addosso all altro !!

L astensione di massa se la meriterebbero...non riesco a concepire come possano esistere persone capaci d credere nuovamente alle parole false e opportuniste d questa classe politica corrotta, decadente e inefficente !! Il problema è il 'dopo estensione' li io credo che occorre resettare tutto e ripartire da zero


xpescatore xpescatore 01/04/2008 ore 17.10.13
segnala

(Nessuno)RE: Il fantasma del non voto

LittleWolf84 ha scritto:

Come ho già ribadito in alcune discussioni, io come la maggior parte degli italiani sono totalmente deluso e sfiduciato dalla classe politica..questa campagna elettorale l ho vissuta come un esorbitante presa per i fondelli...sopratutto dopo la nascita di PD, e PDL !!!

Quando senti i politici ai telegiornali o in TV cascano dalle nuvole..non riescono a concepire il PERCHE' di questo malcontento...e per pararsi le spalle fanno la cosa che sanno fare meglio, ossia scaricarsi la colpa l uno addosso all altro !!

L astensione di massa se la meriterebbero...non riesco a concepire come possano esistere persone capaci d credere nuovamente alle parole false e opportuniste d questa classe politica corrotta, decadente e inefficente !! Il problema è il 'dopo estensione' li io credo che occorre resettare tutto e ripartire da zero

Ho già postato una cosa del genere ma la ripeto volentieri.

Per cambiare la classe politica bisogna che tanti giovani ogni sera invece di fare la partita al calcetto o le serate tra amici si rechino nelle sedi dei partiti di riferimento e facciano sentire la loro voce e la loro presenza.

Non si può sempre delegare gli altri.



LittleWolf84 LittleWolf84 01/04/2008 ore 20.07.56 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: Il fantasma del non voto

xpescatore ha scritto:

Non si può sempre delegare gli altri.



Quoto alla grande !!! La difficoltà d trovare persone intenzionate a muoveri è veramente alta !!!

Rispondi al messaggio

Per scrivere un nuovo messaggio è necessario accedere al sito.