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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

bughi bughi 02/04/2008 ore 00.33.26 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'uso criminoso della televisione

jobonam ha scritto:

"Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv". Sceglie questa volta Milano Silvio Berlusconi per lanciare il suo nuovo editto contro il conduttore di "Annozero". Nel corso della videochat con il Corriere ieri a Milano, prima nega perfino di avere pronunciato il precedente editto contro Enzo Biagi, poi attacca Santoro: "L'uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti consiste nell'attaccare gli avversari senza dare a questi avversari la possibilità di una replica, cosa che lui continua impunemente a fare anche adesso."

E quindi si torna a parlare di uso criminoso di una televisione utilizzata per attaccare gli avversari, fatto salvo poi il diritto di smentita, come già accaduto con Biagi, subito dopo la sua scomparsa. Ma le televisioni private invece sono caricate a salve? Emilio Fede che uso fa del tg4? Ed "Il Giornale" di famiglia come tratta gli avversari politici? E Belpietro con Panorma non è un vero "serial Killer" della notizia criminosa? Ma secondo Berlusconi ed il suo seguito la televisione pubblica deve avere regole precise, mentre quella privata deve essere totalmente affrancata da quelle regole. Un re sole della politica e del libero mercato: le regole sono sono per gli altri, lui ne è esclusivamente l'eccezione. L'unica.

Mi sembra di sognare se Tu sei un politico il quadro che hai fatto lo si smonta in un attimo e non servono tante parole. Ti sembra che in una Democrazia sia giusto che non esistano delle leggi su un argomento tanto importante?! Se pensi di sì hai pienamente ragione, ma in questo caso non sei tanto democratico. Penso per ciò che mi riguarda che un buon giornalismo sia TV che nella carta stampata mai ci sarà, fino a quando la carta stampata prende il denaro del Governo o dipende da chi comanda la Tv, che centra Santoro ognuno si difende come può? non credi tutti usano il denaro pubblico vuoi che ti scrivo a quanto ammonta ? Sai dove trovare la verità, nel conflitto di interessi ma nessuno, sia a destra che a sinistra tacca l?argomento perché non se ne parla affatto. Serve ancora tempo poi ci arriverete da voi. Ma vorrei sapere Tu per chi tieni, pure Tu usi un mezzo per fare propaganda, o mi sbaglio.. come Te tanti altri qui, vedi la differenza che intercorre tra me, e Te, è semplice Tu ti schieri da una parte evidente, io cerco di essere obiettivo dicendo che è l?ingranaggio che non funziona, ma solo per i cittadini che pagano e devono solo esprimersi mediante l'ascolto e una croce.
diamonds84 diamonds84 02/04/2008 ore 04.27.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'uso criminoso della televisione


Discussione interessante.

1) AasYazin ha scritto: (tu non lo paghi, tu paghi la tassa di possesso della televisione)

Il canone è una tassa che eroga un finanziamento alla TV (spese obbligatorie) e non sul possesso della televisione ( è una definizione sbagliata ).

2) cristian1977 ha scritto:

fede lavora su una Tv privata quindi può fare e dire quello che vuole, a me non interessa, non lo pago io
Spese Involontarie : è costituita dal corrispettivo della pubblicità sebbene tutt?altro che involontario sia la decisione delle industrie di trasmettere spot.Il peso economico di questa spesa resta invisibile al di fuori del giro degli addetti ai lavori perchè viene trasferito a carico dei consumatori in luoghi lontanissimi dai mezzi di comunicazione e così nessuno ha mai la sensazione di comprare dalla pubblicità.
Anche se c' è una sostanziale differenza tra una Spesa obbligatoria ( canone) e Spesa Involontaria ( pubblicità), il succo rimane lo stesso, i soldi. In fondo anche se indirettamente paghi anche " Mediaset". ( non mi riferisco a te come persona, bensì come discorso riguardante tutti).

3) Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare riguardo al termine "pluralismo televisivo" e questo in conseguenza della singolare situazione politico-mediatica determinatasi con le ultime elezioni.
Ma che cos?è realmente il pluralismo?
Esso si compone di una serie di principi di libertà che trovano il loro fondamento in alcuni articoli della nostra Costituzione. Esistono due tipi di pluralismo: 1) Il Pluralismo Interno 2) Pluralismo Esterno;
Il pluralismo interno grava principalmente sulla Rai, in quanto concessionaria del Servizio Pubblico e consiste: " nell' obbligo di dar voce al maggior numero di opinioni politiche, sociali e culturali presenti nel paese", questo nell' interpretazione della Corte Costituzionale. Esso è codificato in varie leggi disciplinanti la materia radiotelevisiva:

1) dalla 103/ 70

2) alla Legge Mammì del 1990

3) nonchè dalle convenzioni Stato-Rai

In parole povere la Rai deve dare uno spazio ad ogni voce del paese e ciò si concreta anche nel "diritto di accesso", garantito dalle varie tribune, elettorali o altro.
Questa forma di pluralismo si applica in un caso anche ai soggetti privati: ciò avviene nel principio della "par condicio" nella propaganda elettorale e questo si deduce da varie interpretazioni che la Consulta ha fornito nel tempo, ma manca di una duratura codificazione legislativa. 2) Il secondo tipo di pluralismo, quello ?ESTERNO?, si rivolge a tutti gli operatori del settore radiotelevisivo: esso, secondo la Corte riguarda: "la possibilità di ingresso nell?ambito dell?emittenza di quante più voci consentano i mezzi tecnici con la possibilità nell?emittenza privata che i soggetti portatori di opinioni diverse possano esprimersi senza il pericolo di essere emarginati a causa di processi di concentrazione", in parole povere il mercato delle telecomunicazioni a) non può essere blindato riguardo all?ingresso di nuovi competitori (anti-trust) b) e le realtà esistenti devono garantire l?espressione di tutte le voci, anche se avverse. Esso si concreta inoltre nella possibilità per i cittadini di poter disporre di fonti di informazione eterogenee. Quindi i cittadini ne possono godere in maniera sia attiva che passiva e tali diritti non possono dispiegarsi se si è in presenza di un trust dominante nei settori della tv, radio, stampa, etc? Il Pluralismo Esterno è strettamente collegato il principio della trasparenza delle fonti di finanziamento della stampa, esteso anche alla televisione; principio espresso nell?articolo 21 della Costituzione che concerne la libertà di manifestare il proprio pensiero e che rappresenta la fonte giuridica, oltrechè morale dei due tipi di pluralismo.
Da questa concisa illustrazione spero si comprenda la ragione del fervore con cui molte forze politiche e sociali tengono costante l?attenzione sul rispetto del pluralismo: garantendo uno dei diritti inalienabili dell?uomo, quello di manifestare il proprio pensiero (stabilito come tale anche dall?art.18 della Dichiarazione universale dei diritti dell?uomo).




xpescatore xpescatore 02/04/2008 ore 09.33.14
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(Nessuno)RE: L'uso criminoso della televisione

Sinda ha scritto:
Perché se cerchi un giornalista che sia solamente d'accordo con te, lo devi pagare... non puoi accusare la tv pubblica di faziosità, solo perché non rispecchia il tuo modo di vedere il mondo... mi pare per lo meno contraddittorio.


xpescatore ha scritto:
denny968 ha scritto:
io la trasmissione annozero la guardo senza problemi, la ritengo tutto sommato anche una buona trasmissione, fanno anche informazione, quando parlano delle case con l'amianto, e tante altre cose. è vero che lui è di pare, ma ci vuole ben altro per farmi cambiare idea 8-)

Che tu guardi Annozero senza problemi non è certo uno scandalo, se fosse su una rete privata sarebbe anche normale, non la paghiamo nè tu nè io. Ma non si può consentire che questo tipo di trasmissioni di parte siano trasmesse da una rete pubblica pagata da tutti gli italiani di dx centro e sx.
Perchè dovrei pagare una trasmissione che va contro le mie idee? Pagando faccio come quello che per far dispetto alla moglie se lo tagliò! Lo posso tollerare?



Sinda la TV pubblica in quanto pubblica sono obbligato a pagarla ed è quindi obbligo della TV di essere imparziale perchè deve tenere conto di tutte le idee politiche del popolo sovrano, e non può in nessun modo essere parziale come lo può essere una TV privata.
Se io mi compro una TV e faccio propaganda alle mie idee a mie spese è lecito tu sei libera di guardarla o meno, non la paghi. La Tv pubblica è un servizio pubblico equiparabile quindi ad un tribunale dove la legge è uguale per tutti.

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