Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

cristian1977 cristian1977 25/10/2008 ore 11.53.43
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Importantegli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”


da la stampa

«La prima cosa che vorremmo dire è... che noi non siamo come quelli lì».

Chi, quelli lì?

Simone Rubino, 23 anni, scienze politiche. «Quelli del ’68. Lo sappiamo, ce lo ripetono tutti, ma noi non siamo politicizzati. Anche i collettivi non sono che un grande contenitore. A chi si avvicina non chiediamo tessere». Roberta Carbone, 18 anni, liceo linguistico: «Abbiamo una composizione diversa, litighiamo, non siamo un blocco, e non vogliamo diventare una classe al potere, come invece sono diventati quelli del ’68».

La differenza fondamentale è che nel ‘68 i ragazzi sentivano di avere davanti un futuro. Voi protestate in un’epoca ripiegata, di crisi economica. Questo vi pesa, lo avvertite?

Marco Caprioli, 21 anni, medicina. «Lo sentiamo sì, la nostra azione ha come orizzonte i tagli, l’ossessione di risparmiare. Anche se la critichiamo, il quadro è quello. Però allegria c’è anche tra noi, non sono vere certe rappresentazioni violente che ho visto l’altra sera da Mentana».


Gli scontri in piazzale Cadorna a Milano non sono stati un grande spot per la vostra protesta, non credete?

M. «Ma a Milano sbaglio o i ragazzi stavano cantando ed è partita una carica della polizia? Io, da moderato quale sono, non scaglierei mai una pietra. Però ricordo che qualche tempo fa erano i poliziotti in piazza, e nessuno ha cercato di raccontarli in modo caricaturale quando protestavano per i loro stipendi. Guardate, non c’è più la contraddizione tra il poliziotto e lo sbirro che c’era una volta».

Vi battete contro la riforma Gelmini, però la Gelmini nei sondaggi ha un grado di popolarità altissimo. Come lo spiegate?

Giorgio Macaluso, 19 anni, filosofia. «Lei piace per lo stesso motivo per cui piace Brunetta, sanno maneggiare slogan, prendono un luogo comune, che magari come tutti i luoghi comuni ha una base di verità, per esempio l’attacco ai fannulloni, e lo trasformano in verità. Ma il problema è che mascherano con motivazioni culturali un’operazione solo economica». S. «Io vorrei anche vedere se questi sondaggi sono realistici. Nel nostro movimento c’è una grande trasversalità, c’è anche gente di destra, e non mi pare che a loro la Gelmini piaccia».

Vi siete mai posti però il problema che la scuola italiana è al penultimo posto tra i Paesi europei come qualità degli studenti, davanti solo alla Grecia?

Matteo Amatori, 22 anni, scienze politiche. «Che le cose non vadano bene in questo Paese è chiaro, ma è sbagliato dire che succede solo nella scuola o all’Università. Una proposta per migliorare la scuola è far pensare che noi non siamo dei privilegiati, o dei fannulloni, come fa il ministro? È far credere che tutta l’Università vada sempre più privatizzata? Hanno creato un capro espiatorio, il sistema dell’istruzione, e scaricano solo su di noi 1500 miliardi di tagli».

Oggi Brunetta è tornato ad attaccarvi, vi ha chiamati «bamboccioni ignoranti».

«Abbiamo la faccia dei bamboccioni? Pensate cosa avrebbe detto se un’offesa così l’avessimo fatta noi».

Qualcosa che si può rivedere nelle Università c’è: che ne dite per esempio dell’idea folle di fare le facoltà nei capoluoghi di Provincia?

Matteo: «Io vengo da Aosta, e sono venuto a studiare a Torino. Non difendo affatto la proliferazione degli atenei». Andrea. «Io dalla provincia di Milano e sono venuto a Torino».

Non c’è nulla, del piano Gelmini, che salvereste?

G. «È solo un piano che taglia fondi. È un po’ la politica del centrodestra europeo, lo so, che accusa la sinistra di essere meritocratica. Però tagliando solo non riesci a fare il vero cambiamento, far cambiare la mentalità dei ragazzi. Per quello servirebbe parlare. Si taglieranno un po’ di ricercatori, magari due assunzioni, ovviamente i baroni non verranno toccati...».

Scusate, professori e baroni non sono con voi sulle barricate?

G. «In effetti sono rimasto sorpreso l’altro giorno nel vedere Pietro Rossi, che mi descrivevano come un barone, alzarsi e spendersi contro la riforma. Ma certo credo che lo facciano anche per difendere certi privilegi...».

Ecco, i privilegi. L’Università italiana ha il più alto rapporto tra docenti e studenti d’Europa. Il risultato è che arriva alla laurea poco più del 10% degli italiani, mentre in Germania, Francia, persino in Cile, le proporzioni sono più alte. Rischiate di difendere uno status quo che non ha dato esiti brillanti.

Valentine Braconcini, 24, lingue. «Noi l’abbiamo detto che questa Università non ci piace. Io però suggerirei alla Gelmini di partire da una cosa diversa: andare a vedere il tipo di ricerca che si finanzia, la qualità degli insegnamenti, non tagliare nel mucchio».
Matteo. «Se avesse coraggio non taglierebbe le cose di qualità che ci sono».

Non avete il sospetto di essere un po’ corporativi? L’accusa che vi fanno è: prof e sindacati mandano avanti voi per tutelare privilegi loro. All’Università esistono corsi seguiti da tre-quattro studenti.

Matteo: «Sì, e altri con 80 studenti». Simone. «Noi non ci facciamo strumentalizzare da nessuna parte».

Veltroni però dice di sostenervi in pieno. Non siete imbarazzati dalla coincidenza con la manifestazione del Pd?

Simone. «Il Pd è colpevole come la destra dello sfascio e della mentalità che vuole privatizzare tutto. La protesta degli anni scorsi contro la Berlinguer-Zecchino fu durissima». M. «E poi il corteo del Pd è stato indetto da cinque mesi...».
Qualcuno ci andrà?

In coro: «No ».

Qualche taglio lo accettereste mai? Magari reinvestito in borse di studio per i più bravi?

Roberta. «Se l’Università diventasse un’azienda pubblica io sarei felice. Però non è vero che ovunque ci sono sprechi. A scuola mia non c’era neanche un bidello in tre piani». G. «Da me invece il bidello non si trovava mai». Marco. «Ma scusate, per quale motivo ci sconvolgiamo che una struttura che svolge un servizio pubblico faccia del deficit? Non tutto può esser ridotto al mercato».

Luigi Berlinguer aveva tentato di introdurre la valutazione di merito dei docenti. Sareste d’accordo con una riforma così?

Marco: «Io sì, i prof vanno valutati». Andrea. «Sì, io farei un controllo di merito. Anch’io ho avuto dei prof incompetenti al liceo. E direi anche: abbiamo delle mummie al liceo? Prepensioniamole; ma non coi tagli indiscriminati».
Sonia. «Il rischio sono le epurazioni. E poi come fanno dei prof a valutare altri prof?».
Roberta. «Io dei risparmi, se reinvestiti nell’Università, sarei disposta ad accettarli».

Non avete una proposta da fare?

Simone. «Ci stiamo lavorando, ma abbiamo appena un mese di vita. E anche qui, come vedete, non siamo monoliti, ci sono idee, si discute...».

L’accusa che vi si fa è che dite solo dei no.

R. «Ma se non si discute neanche in Parlamento, e tutto passa con la fiducia, o i decreti, che proposte possiamo fare noi?».

Però oggi la Gelmini dice di volervi incontrare.

M. «Sì, e poi appena noi facciamo un’apertura minima ci frega, dicendoci che ci ha accontentato».

L’occupazione è anche un’occasione per fare amicizia, ancora? Vi scambiate libri, sentite musica in comune?

M. «Io in due notti ho dormito solo tre ore, ma non è che abbia fatto bisboccia, non le ho passate a bere. I libri... ognuno ha i suoi, ma non vedo un libro comune».
G. «Non c’è Marcuse; né la “Lettera a una professoressa” di una volta».

Avete qualche mito, una figura che torna nei cortei?

M. «No. Però abbiamo scritto “Yes, we can” nei bagni di Palazzo Nuovo, come Obama».

Lo slogan che preferite?

«Enterogelmina» Ehi ma ridete anche o siete sempre seri?

Vale. «Ieri abbiamo anche fatto il cabaret...»

Marco: «Ridiamo un sacco, non diventeremo come quei tristi dei sessantottini». «Non bisogna criminalizzare gli studenti e le occupazioni»: è un invito al dialogo sulla riforma della scuola quello del presidente dell’Osservatorio giovani-editori Andrea Ceccherini. Parlando alla presentazione di «Quotidiano in classe», l’iniziativa nata nove anni fa per avvicinare gli studenti a una lettura critica dei giornali, Ceccherini ha fatto un invito al dialogo riprendendo le parole di Giorgio Napolitano. «Sono assolutamente d’accordo con il presidente della Repubblica quando dice che non si può solo dire no - ha detto - ma penso che il ministro Gelmini abbia il dovere di ascoltare gli studenti che sono gli utenti della scuola».

COSA PENSATE?

alcune considerazioni in merito:

1) questi ragazzi non sembrano essere mossi da motivi politici me da motivi prettamente propri

2) non vogliono farsi strumentalizzare dal PD

3) considerano il PD alla stregua del governo

4) veltroni che tanto li corteggia dicendo che gli studenti stanno con lui è smentito da queste dichiarazioni: gli studenti stanno con gli studenti non con veltroni

5) gli studenti sanno che i docenti che manifestano contro la riforma lo fanno per mantenere i loro privilegi e non perchè sono in sintonia con loro

xpescatore xpescatore 25/10/2008 ore 11.59.21
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Checchè ne dicano ci sono riberberi di sessantottismo, forse meno nei giovani che sono meno politicizzati, ma tra i docenti senz'altro essendo essi stessi figli del '68. Comunque la Gelmini tira avanti, prima o dopo la protesta finirà perchè poi alla fine gli esami si devono fare...
big46 big46 25/10/2008 ore 12.00.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”


esattamente come nel '68...poi invece.

Saranno contenti della valutazione (reale in effetti) i loro nonni sessantottini.
Alekseja00 Alekseja00 25/10/2008 ore 12.00.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

io prenderei a sberle i giovani ke parlano così....... questa protesta è un modo furbo per cazzeggiare! ki ha voglia di studiare era in aula io in primis!! e vi posso garantire ke le aule erano abbastanza piene...anke se loro non volevano farle riprendere perkè se no passavano per una minoranza...
linx linx 25/10/2008 ore 12.01.43
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Il Sessantotto



HardNHeavy HardNHeavy 25/10/2008 ore 12.03.39
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Intanto lo slogan "La crisi noi non la paghiamo" urlato dai manifestanti ha indicato un particolare indirizzo dei manifestanti.
flashgordon87 flashgordon87 25/10/2008 ore 12.05.06
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A Alekseja00 che il 25/10/2008 12.00.38 ha scritto:
io prenderei a sberle i giovani ke parlano così....... questa protesta è un modo furbo per cazzeggiare! ki ha voglia di studiare era in aula io in primis!! e vi posso garantire ke le aule erano abbastanza piene...anke se loro non volevano farle riprendere perkè se no passavano per una minoranza...

Rispondo: 

Infatti hai ragione...ci tocca solo metterci supini ed aspettare un'altra riforma della Gelmini...ma si continuiamo a far finta che non è successo nulla,del resto come ha detto un intervistato a Matrix(studente del La Sapienza di Roma)..."Non manifesto,perchè ho votato l'attuale governo,e quindi devo accettare ogni loro manovra"...se siam arrivati sin qui,è proprio perchè le "manovre" non si possono accettare...

ma nn t preoccupare tu continua ad andare in aula...fino a quando ne hai una;-)
Alekseja00 Alekseja00 25/10/2008 ore 12.10.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A flashgordon87 che il 25/10/2008 12.05.06 ha scritto:
A Alekseja00 che il 25/10/2008 12.00.38 ha scritto:
io prenderei a sberle i giovani ke parlano così....... questa protesta è un modo furbo per cazzeggiare! ki ha voglia di studiare era in aula io in primis!! e vi posso garantire ke le aule erano abbastanza piene...anke se loro non volevano farle riprendere perkè se no passavano per una minoranza...

Rispondo:

Infatti hai ragione...ci tocca solo metterci supini ed aspettare un'altra riforma della Gelmini...ma si continuiamo a far finta che non è successo nulla,del resto come ha detto un intervistato a Matrix(studente del La Sapienza di Roma)..."Non manifesto,perchè ho votato l'attuale governo,e quindi devo accettare ogni loro manovra"...se siam arrivati sin qui,è proprio perchè le "manovre" non si possono accettare...

ma nn t preoccupare tu continua ad andare in aula...fino a quando ne hai una;-)

Rispondo: sai qual'è il problema? la disinformazione! l'università continuerà ad esistere! non sarà una riforma a farla kiudere (senza contare il fatto ke la riforma Gelmini non centra, poikè per le università si parla di legge 133, e vuoi sapere di più? nella legge 133 ci sono circa 100-150 punti e dedicati all'università solo 2 punti, ma in tv non lo dicono vero?!).... si è vero ci saranno dei tagli, ma riguarderanno i corsi dove c'è solo 1 alunno....dove capirai ke i costi sono maggiori dei ricavi! e poi faranno anke una distinzione: perkè c'è tipo l'università di Siena ke negli anni passati ha fatto delle spese al di fuori della sua possibilità e quindi il suo bilancio è messo male, ma qua il governo non ci può fare niente...è stato ki ha diretto l'univerisità ad aver sbagliato....l'università statale di milano invece se la caverà egreggiamente anke con i tagli...

HardNHeavy HardNHeavy 25/10/2008 ore 12.13.33
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Si parla chiaramente di "trasformazione in fondazioni delle università". Ovvero: CIò CHE é PUBBLICO, DI TUTTI, DIVENTA PRIVATO...con tutto quello che ne consegue. SVEGLIA.
Alekseja00 Alekseja00 25/10/2008 ore 12.18.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A HardNHeavy che il 25/10/2008 12.13.33 ha scritto:
Si parla chiaramente di "trasformazione in fondazioni delle università". Ovvero: CIò CHE é PUBBLICO, DI TUTTI, DIVENTA PRIVATO...con tutto quello che ne consegue. SVEGLIA.

Rispondo: ti sbagli....è proprio qua ke sta l'errore...uno non è sicuro al 100% ke diventeranno fondazioni! due sai cosa sono le fondazione? sono tipo onlus e cose varie, cioè ke possono prendere solo denaro in offerte...il vero problema è solo dove prenderanno il denaro, visto ke non penso ke ci sia molta gente disposta a donarlo così, senza ragione.... e non lo dico io.... io faccio scienze politiche e a parlarcene è stato proprio il nostro professore...quindi io credo più a lui ke ad altri ke usano queste cose solo per strumentalizzare..


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