Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.19.40
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InsicuroPolitica e cultura

Invade la cultura, il cinema, l’arte, la lirica.
È dappertutto, intrusiva e ubiquitaria

La politica invade la cultura, il cinema, l’arte, la lirica. È dappertutto, intrusiva e ubiquitaria: nei festival del cinema e nelle fiere del libro. Sostituisce la critica letteraria, si insinua nelle mostre, si intrufola nelle gallerie d'arte, plasma i giudizi sui film. Rompe ogni argine. Ma, stavolta, la colpa non è dei soliti «politici». Si va a Cannes e ogni attenzione si orienta sul taglio politico di «Draquila». Viene registrato ogni soffio esternatorio di Sabina Guzzanti. Il ministro Bondi e il suo rifiuto di andare alla Croisette diventano il clou delle giornate cinematografiche. Il red carpet si trasforma nell'ennesima tribuna politica. I giornali di partito si schierano: per gli uni il film della Guzzanti è uno «schiaffo» all’Italia, per gli altri l'inizio della guerra di liberazione antiberlusconiana. Non si parla d'altro. Sembra di stare a Montecitorio durante gli schiamazzi che ogni tanto allietano l'atmosfera di un'istituzione che dovrebbe conservare almeno l'apparenza di una certa solennità. E Cannes dovrebbe conservare almeno l'apparenza di un festival del cinema: trame, attori, attrici, fotografia, colonna sonora, spettacolo, cose così. Invece no: a chi giova? Che dirà Bondi? E Berlusconi? E gli anti Berlusconi? Un'ossessione. La solita ossessione (non quella, cinematografica e non politica, di Visconti).
TORINO E RENZO BOSSI - Si va a Torino e i libri vengono momentaneamente (si spera) messi da parte per dirottare ogni considerazione sulla presenza di Renzo Bossi, figlio di Umberto, oramai ribattezzato, per colpa del padre che lo ha definito così per dimostrare che non è il suo delfino, «la trota». Renzo Bossi, «la trota», con i libri non sembra abbia avuto sinora soverchia dimestichezza. Almeno con quelli scolastici, viste le reiterate bocciature all’esame di maturità poi faticosamente ed eroicamente conquistata. Nella fiera torinese dedicata ai libri, lui dovrebbe avere umilmente un ruolo marginale, ma si nota di più la sua presenza di ogni altra cosa. In un'intervista alla Stampa, Renzo Bossi ha anche aggiunto che il suo autore preferito è Popper e che sta prendendo lezioni di cultura generale da Giorgio Albertazzi, «un amico di famiglia». Ma è difficile eliminare la sensazione che anche qui la politica si sia seduta abusivamente su un trono, non voglia lasciare spazio ai libri, i veri padroni di casa della manifestazione. Invadente. Prepotente.
SAVIANO - E Roberto Saviano? Oramai la discussione si incardina su quanta sinistra ci sia nei suoi libri, quanta destra sia presente nelle sue letture, sulla perfetta collocazione politica di «Gomorra». Non si dice più se il suo romanzo sia bello o brutto, ma a quale causa possa servire. Lo attacca Berlusconi, e di conseguenza lo invita Fini, come feticcio da esibire, prova suprema che la discussione interna al Pdl è viva e lacerante. Saviano si trasforma in un simbolo. Il suo romanzo diventa una sigla, a seconda dell'accoglienza di cui è gratificato nello schieramento politico di maggioranza: se non piace, è la destra che non si impegna contro la camorra, se piace è la destra della legalità. Non c'è via d'uscita. E nemmeno per lo stesso Roberto Saviano, che si adagia nel suo ruolo di nuovo vate della sinistra, si fa portabandiera di ogni causa, primo firmatario di ogni appello, emblema di ogni crociata che abbia a bersaglio chi governa. Un simbolo contro un altro simbolo. Una deriva politica contro un'altra deriva politica.

IL RESTAURO DELLA BASILICA - E la letteratura, i libri, la cultura? Sarà per un'altra volta. A Bologna un'associazione culturale prepara un volume a più autori per raccogliere fondi a favore del restauro della basilica di Santo Stefano. Meritoria iniziativa. Ma scoppia il finimondo perché tra gli autori compare la firma di Berlusconi. Gli intellettuali anti berlusconiani ritirano la firma. Una meritoria iniziativa si trasforma in una bolgia politica. Luigi Mascheroni sul Giornale si domanda se non sia l'ennesima manifestazione del «conformismo ideologico» degli intellettuali. Forse. Ma che bisogno c'era di includere Berlusconi? Non si poteva lasciare fuori la politica per una raccolta di fondi a favore di una basilica? Bisogna sempre che ci siano dirigenti di partito, leader, ministri, addirittura premier per far parlare di sé? Ogni confine è abbattuto. Ogni parvenza di autonomia culturale è oscurata. La logica di partito fa premio su tutto, dal romanzo all’opera lirica. E meno male che si invocava, con formula un po’ corriva e alla moda: la politica faccia un passo indietro.
Pierluigi Battista
15 maggio 2010
Battista che ha una certa età deve avere un difetto di memoria, perché quello che così puntigliosamente racconta non è fenomeno nato oggi, tutt'altro è nato molti anni fà nell'immediato dopoguerra e si è consolidato nel tempo, solo che era una cultura di un solo colore e nessuno si azzardava a criticare i vari vati accreditati politicamente. Oggi le cose sono cambiate e mi domando perchè Battista non protestasse allora per queste intrusioni quanto protesta oggi.

Corriere della Sera
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.30.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
A Bologna un'associazione culturale prepara un volume a più autori per raccogliere fondi a favore del restauro della basilica di Santo Stefano. Meritoria iniziativa. Ma scoppia il finimondo perché tra gli autori compare la firma di Berlusconi. Gli intellettuali anti berlusconiani ritirano la firma. Una meritoria iniziativa si trasforma in una bolgia politica.


Che imbecilli.

codicepelikan codicepelikan 15/05/2010 ore 10.35.24
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ xpescatore:

come se non si sapesse che cannes da sempre predilige infilarci alcune pellicole antitaliani. come dice Intermezzo, imbecille si, ma qui' si supera il buco nero dell'idiozia.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.35.46
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ intermezzo:
I soliti "intellettuali" sinistrati che hanno fatto carriera nelle sedi del partito. La cultura vera si confronta sempre con tutto e con tutti, ma questi di cultura ne sanno poco o niente.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.38.50
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ codicepelikan:
Cannes si fa poca cultura, è solo un salotto dove si presentano delle merci da comprare o vendere. La Guzzanti con il tamtam mediatico che ha suscitato approfittando dell'antitalianità dei francesi guadagnerà un bel pacco di soldi.
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.39.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

codicepelikan scrive:
come dice Intermezzo, imbecille si, ma qui' si supera il buco nero dell'idiozia.


Inevitabile, in questo clima gelatinoso di indotto cretinismo diffuso dalla pervasiva informazione politica d'opposizione.

intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.40.24 Ultimi messaggi
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 10.41.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Abbasso Cannes, viva Venezia.

chissà se brunetta è d'accordo :-)))
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 10.42.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Cannes si fa poca cultura

sono convinto che se ti farai una carrellata di film premiati ed usciti da Cannes vedrai facilmente la differenza con l'oscar per esempio.
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.43.01 Ultimi messaggi

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