Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.19.40
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InsicuroPolitica e cultura

Invade la cultura, il cinema, l’arte, la lirica.
È dappertutto, intrusiva e ubiquitaria

La politica invade la cultura, il cinema, l’arte, la lirica. È dappertutto, intrusiva e ubiquitaria: nei festival del cinema e nelle fiere del libro. Sostituisce la critica letteraria, si insinua nelle mostre, si intrufola nelle gallerie d'arte, plasma i giudizi sui film. Rompe ogni argine. Ma, stavolta, la colpa non è dei soliti «politici». Si va a Cannes e ogni attenzione si orienta sul taglio politico di «Draquila». Viene registrato ogni soffio esternatorio di Sabina Guzzanti. Il ministro Bondi e il suo rifiuto di andare alla Croisette diventano il clou delle giornate cinematografiche. Il red carpet si trasforma nell'ennesima tribuna politica. I giornali di partito si schierano: per gli uni il film della Guzzanti è uno «schiaffo» all’Italia, per gli altri l'inizio della guerra di liberazione antiberlusconiana. Non si parla d'altro. Sembra di stare a Montecitorio durante gli schiamazzi che ogni tanto allietano l'atmosfera di un'istituzione che dovrebbe conservare almeno l'apparenza di una certa solennità. E Cannes dovrebbe conservare almeno l'apparenza di un festival del cinema: trame, attori, attrici, fotografia, colonna sonora, spettacolo, cose così. Invece no: a chi giova? Che dirà Bondi? E Berlusconi? E gli anti Berlusconi? Un'ossessione. La solita ossessione (non quella, cinematografica e non politica, di Visconti).
TORINO E RENZO BOSSI - Si va a Torino e i libri vengono momentaneamente (si spera) messi da parte per dirottare ogni considerazione sulla presenza di Renzo Bossi, figlio di Umberto, oramai ribattezzato, per colpa del padre che lo ha definito così per dimostrare che non è il suo delfino, «la trota». Renzo Bossi, «la trota», con i libri non sembra abbia avuto sinora soverchia dimestichezza. Almeno con quelli scolastici, viste le reiterate bocciature all’esame di maturità poi faticosamente ed eroicamente conquistata. Nella fiera torinese dedicata ai libri, lui dovrebbe avere umilmente un ruolo marginale, ma si nota di più la sua presenza di ogni altra cosa. In un'intervista alla Stampa, Renzo Bossi ha anche aggiunto che il suo autore preferito è Popper e che sta prendendo lezioni di cultura generale da Giorgio Albertazzi, «un amico di famiglia». Ma è difficile eliminare la sensazione che anche qui la politica si sia seduta abusivamente su un trono, non voglia lasciare spazio ai libri, i veri padroni di casa della manifestazione. Invadente. Prepotente.
SAVIANO - E Roberto Saviano? Oramai la discussione si incardina su quanta sinistra ci sia nei suoi libri, quanta destra sia presente nelle sue letture, sulla perfetta collocazione politica di «Gomorra». Non si dice più se il suo romanzo sia bello o brutto, ma a quale causa possa servire. Lo attacca Berlusconi, e di conseguenza lo invita Fini, come feticcio da esibire, prova suprema che la discussione interna al Pdl è viva e lacerante. Saviano si trasforma in un simbolo. Il suo romanzo diventa una sigla, a seconda dell'accoglienza di cui è gratificato nello schieramento politico di maggioranza: se non piace, è la destra che non si impegna contro la camorra, se piace è la destra della legalità. Non c'è via d'uscita. E nemmeno per lo stesso Roberto Saviano, che si adagia nel suo ruolo di nuovo vate della sinistra, si fa portabandiera di ogni causa, primo firmatario di ogni appello, emblema di ogni crociata che abbia a bersaglio chi governa. Un simbolo contro un altro simbolo. Una deriva politica contro un'altra deriva politica.

IL RESTAURO DELLA BASILICA - E la letteratura, i libri, la cultura? Sarà per un'altra volta. A Bologna un'associazione culturale prepara un volume a più autori per raccogliere fondi a favore del restauro della basilica di Santo Stefano. Meritoria iniziativa. Ma scoppia il finimondo perché tra gli autori compare la firma di Berlusconi. Gli intellettuali anti berlusconiani ritirano la firma. Una meritoria iniziativa si trasforma in una bolgia politica. Luigi Mascheroni sul Giornale si domanda se non sia l'ennesima manifestazione del «conformismo ideologico» degli intellettuali. Forse. Ma che bisogno c'era di includere Berlusconi? Non si poteva lasciare fuori la politica per una raccolta di fondi a favore di una basilica? Bisogna sempre che ci siano dirigenti di partito, leader, ministri, addirittura premier per far parlare di sé? Ogni confine è abbattuto. Ogni parvenza di autonomia culturale è oscurata. La logica di partito fa premio su tutto, dal romanzo all’opera lirica. E meno male che si invocava, con formula un po’ corriva e alla moda: la politica faccia un passo indietro.
Pierluigi Battista
15 maggio 2010
Battista che ha una certa età deve avere un difetto di memoria, perché quello che così puntigliosamente racconta non è fenomeno nato oggi, tutt'altro è nato molti anni fà nell'immediato dopoguerra e si è consolidato nel tempo, solo che era una cultura di un solo colore e nessuno si azzardava a criticare i vari vati accreditati politicamente. Oggi le cose sono cambiate e mi domando perchè Battista non protestasse allora per queste intrusioni quanto protesta oggi.

Corriere della Sera
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.30.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
A Bologna un'associazione culturale prepara un volume a più autori per raccogliere fondi a favore del restauro della basilica di Santo Stefano. Meritoria iniziativa. Ma scoppia il finimondo perché tra gli autori compare la firma di Berlusconi. Gli intellettuali anti berlusconiani ritirano la firma. Una meritoria iniziativa si trasforma in una bolgia politica.


Che imbecilli.

codicepelikan codicepelikan 15/05/2010 ore 10.35.24
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ xpescatore:

come se non si sapesse che cannes da sempre predilige infilarci alcune pellicole antitaliani. come dice Intermezzo, imbecille si, ma qui' si supera il buco nero dell'idiozia.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.35.46
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ intermezzo:
I soliti "intellettuali" sinistrati che hanno fatto carriera nelle sedi del partito. La cultura vera si confronta sempre con tutto e con tutti, ma questi di cultura ne sanno poco o niente.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.38.50
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ codicepelikan:
Cannes si fa poca cultura, è solo un salotto dove si presentano delle merci da comprare o vendere. La Guzzanti con il tamtam mediatico che ha suscitato approfittando dell'antitalianità dei francesi guadagnerà un bel pacco di soldi.
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.39.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

codicepelikan scrive:
come dice Intermezzo, imbecille si, ma qui' si supera il buco nero dell'idiozia.


Inevitabile, in questo clima gelatinoso di indotto cretinismo diffuso dalla pervasiva informazione politica d'opposizione.

intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.40.24 Ultimi messaggi
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 10.41.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Abbasso Cannes, viva Venezia.

chissà se brunetta è d'accordo :-)))
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 10.42.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Cannes si fa poca cultura

sono convinto che se ti farai una carrellata di film premiati ed usciti da Cannes vedrai facilmente la differenza con l'oscar per esempio.
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.43.01 Ultimi messaggi
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 10.43.14 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

@ MalaSalus: giusta osservazione, anche se così a naso anche lui non mi pare abbia una visione molto ampia del mondo!
:-)))
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.43.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
sono convinto che se ti farai una carrellata di film premiati ed usciti da Cannes vedrai facilmente la differenza con l'oscar per esempio.



Nominane uno a memoria. Possibilmente non dei tempi della ricostruzione postbellica.



intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 10.44.30 Ultimi messaggi
neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 10.46.44
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Battista che ha una certa età deve avere un difetto di memoria, perché quello che così puntigliosamente racconta non è fenomeno nato oggi, tutt'altro è nato molti anni fà nell'immediato dopoguerra e si è consolidato nel tempo, solo che era una cultura di un solo colore e nessuno si azzardava a criticare i vari vati accreditati politicamente. Oggi le cose sono cambiate e mi domando perchè Battista non protestasse allora per queste intrusioni quanto protesta oggi.

E si badi bene, non è un fenomeno recente e neppure solo italiano, ma molto occidentale. Comunque non mi spiace questa riflessione di Battista. Fino a che punto la cultura usa e si appropria della politica per manifestare se stessa o viceversa, la politica usi la cultura come veicolo trainante per i propri fini?
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 10.48.05 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Richiesta replicata pure a te, signor sparapalle.

De che?
:-)))
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.48.51
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
anche lui non mi pare abbia una visione molto ampia del mondo!

Non sono un cinefilo, ma da anni tutti sanno che a Cannes si premia la "cultura" mentre si fanno affari tra produttori e distributori, se pensi che sia diverso ho l'impressione che sia tu ad avere una visione ristretta del mondo.
arlina arlina 15/05/2010 ore 10.50.17
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
La Guzzanti con il tamtam mediatico che ha suscitato approfittando dell'antitalianità dei francesi guadagnerà un bel pacco di soldi.



andiamo avanti a supposizioni, come al solito :-)))
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 10.53.21 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Nominane uno a memoria. Possibilmente non dei tempi della ricostruzione postbellica.

dancer in the dark di trier.. :sbong

cannes a differenza degli oscar non è solo un'aspetto commerciale e di interesse lobbistico.. pescatore sbaglia e dimostra la più grossa ignoranza: vedendo poi che a cannes ultimamente vengono proiettati film come il divo e draquila posso anche capire, senza giustificare, il perché.

mi spiace che faccia tanto male avere opinioni diverse e avere credito per queste :-)))
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 10.55.15 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

@ xpescatore: perchè nelle altre manifestazioni le cose vanno diversamente? Comunque c'è cultura e cultura, ad esempio mi pare che il plurisovvenzionato Alberto da Giussano non abbia avuto molto successo oltr'alpe, e dire il vero manco sott'alpe e manco nell'alpe!
Ma neanche io sono cinofilo!
:-)))
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 10.56.21
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
andiamo avanti a supposizioni

Perchè "supposizioni"? Solo per il fatto di essere a Cannes dove non sarebbe mai potuta andare per meriti artistici (?) le sue quotazioni salgono.
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.00.03
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Perchè "supposizioni"? Solo per il fatto di essere a Cannes dove non sarebbe mai potuta andare per meriti artistici (?) le sue quotazioni salgono.


non avrebbe mai potuto andarci per meriti artistici :mmm e per quale motivo sta là?? :nono1
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.02.25
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
Ma neanche io sono cinofilo!

Non c'è niente di male ad essere cinefilo o cinofilo, ma mi domando come mai a Cannes non si sia mai proiettato il film Porzus o simili.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.03.53
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
e per quale motivo sta là

Certamente non perchè Draquila sia un'opera d'arte, ma solo per i risvolti mediatici.
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.05.08 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
dancer in the dark di trier..


Mamma mia trier, che disastro per il cinema.... fortuna che è passato di moda prestissimo, se no rimanevano esclusi dal cinema i malati di mal di mare. Situazione terribilmente discriminatoria.
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.06.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Certamente non perchè Draquila sia un'opera d'arte, ma solo per i risvolti mediatici.

quali risvolti mediatici?
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.07.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Mamma mia trier, che disastro per il cinema.... fortuna che è passato di moda prestissimo, se no rimanevano esclusi dal cinema i malati di mal di mare. Situazione terribilmente discriminatoria.

de gustibus, a me piace.. non faccio difficoltà a vederlo... ma ce ne sono altri. ti basterà cercare l'elenco on line.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.09.08
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
quali risvolti mediatici

Come sarebbe a dire quali risvolti? E' andata a Cannes, è stata sulla prima pagina di tutti i giornali nazionali ed internazionali, e ti sembra poco?
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.09.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Come sarebbe a dire quali risvolti? E' andata a Cannes, è stata sulla prima pagina di tutti i giornali nazionali ed internazionali, e ti sembra poco?

ok, dici che a cannes l'hanno ammessa per poterle permettere di avere una visibilità?
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.11.20
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Certamente non perchè Draquila sia un'opera d'arte, ma solo per i risvolti mediatici.



cioè??

arlina arlina 15/05/2010 ore 11.12.03
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Come sarebbe a dire quali risvolti? E' andata a Cannes, è stata sulla prima pagina di tutti i giornali nazionali ed internazionali, e ti sembra poco?


ci vuole così poco???

il prossimo anno allora ci vado anche io :-)))
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.13.19 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
. ti basterà cercare l'elenco on line.


L'importante è che gli ammiratori del festival di cannes ne conoscano almeno la metà a memoria. Ma mi sa che trier è l'eccezione che conferma la regola.

linx linx 15/05/2010 ore 11.13.32
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Politica e cultura
Invade la cultura, il cinema, l’arte, la lirica.
È dappertutto, intrusiva e ubiquitaria

COME E' GIUSTO CHE SIA.
ANCHE NEL VENTENNIO E NEL REICH ERA COSI'
ADDIRITTURA NON SI FINAZIANO OPERE CINEMATOGRAFICHE CONTRARIE ALL'ATTUALE GOVERNO.
E SI FAVORISCONO QUELLE IN FAVORE
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.15.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Comunque una bella domandina per tutti. Ristrutturano un monumento della vostra città, avete dei soldi da parte e sottoscrivete il finanziamento dei lavori con una cifra più o meno simbolica. Arriva Berlusconi che ci mette 100.000 euro. Come reagite? E come giudicate la reazione di chi ritira la propria firma per non vederla associata a quella del Cavaliere?

linx linx 15/05/2010 ore 11.17.22
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Politica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.

Definizioni
« L'uomo è per natura un animale politico »

(Aristotele, Politica)

La prima definizione di "politica" (dal greco politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.
Branche della politica

La politica si può suddividere in tre branche in base all'aspetto della società e dei suoi rapporti in cui viene analizzata. Le tre branche sono politics, policy e polity. Per politics si intendono le dinamiche attuate dai vari partiti o gruppi di pressione per riuscire a conquistare il potere politico. Le dinamiche sono ovviamente differenti in base al sistema di riferimento, che può essere democratico o meno. Per policy si intendono le leggi o altri atti giuridici attuati dal potere politico per gestire la cosa pubblica. Per polity si intende il consenso da parte della collettività al potere politico e la coesione intrasocietaria delle classi. Questi tre aspetti si intrecciano e influenzano tra di loro, attuando più complesse dinamiche e aspetti socio-politici.
linx linx 15/05/2010 ore 11.18.12
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Storia
Età classica

In Grecia erano note tre forme di governo con le relative degenerazioni (la suddivisione appartiene ad Aristotele):

* Politeia - simile alla democrazia del linguaggio attuale (la sua corruzione: Democrazia - nel linguaggio corrente demagogia): il governo in cui a comandare è la massa.
* Aristocrazia (Oligarchia): Dal greco Aristoi (i migliori) si intende il governo dei più adatti a governare in contrapposizione alla sua corruzione Oligarchia (Da Oligoi pochi) ovvero il governo di alcuni, non necessariamente i migliori. Il termine aristocrazia è passato a indicare il ceto dei nobili anziché la forma di governo. C'è inoltre da notare come un'ulteriore degenerazione possa essere l'Oclocrazia cioè il "governo della feccia del popolo".
* Monarchia (Tirannide): da Monos (solo) indica il governo di un sol uomo. Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nell'antica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale ma indicava solamente l'"illegalità" del potere.

Da notare che nel mondo ellenico era conosciuta anche la Diarchia ovvero il governo di due uomini come accadeva a Sparta.
Età moderna

Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza e ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da un'etica civile un'etica statuale, in quanto tale più alta e differente, un'etica del governo di un'entità territoriale e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli crea così il termine "Ragion di stato", che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli rimarrà in assoluto positiva, (la frase "il fine giustifica i mezzi" è stata attribuita falsamente al Machiavelli). Machiavelli intendeva dare alla politica un'autonomia che il Clero dell'epoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta Europa per le sue dichiarazioni. Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina (come stabiliva la tradizione) ma da un patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nell'attribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società ma anzi formulò l'idea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà privata. Fondamentale è nella storia del pensiero politico l'opera di Montesquieu "L'ésprit des lois" (Lo spirito delle leggi) dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide. Anche Montesquieu esamina i vari tipi di governo, per concludere che la monarchia costituzionale resta la forma migliore, perché la classe nobiliare in generale è meno corruttibile, in quanto vincolata al principio dell'onore.
Età contemporanea

Nell'Ottocento Karl Marx formulò la dottrina del materialismo storico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua "forma" dai rapporti economici in essere. L'economia rappresenta la base della società, che viene ad essere modellata e influenzata dai rapporti economici (la struttura), la quale, proprio perché alla base dell'organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici (sovrastruttura). Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da considerarsi in maniera semplicemente deterministica.

Nel Novecento, l'arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.
« In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica »

(Gandhi, Politica)

Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all'astrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.

Uno degli strumenti di intervento della società civile nell'azione politica istituzionale sono apparsi sempre più spesso i referendum di iniziativa popolare, sia in ambito nazionale, sia sempre più spesso in ambito regionale o locale.
linx linx 15/05/2010 ore 11.18.57
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

LEGGERE IMPARARE MEMORIZZARE.
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.21.25
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
xpescatore scrive:
Come sarebbe a dire quali risvolti? E' andata a Cannes, è stata sulla prima pagina di tutti i giornali nazionali ed internazionali, e ti sembra poco?


ci vuole così poco???

il prossimo anno allora ci vado anche io

Draquila è stata ammessa a Cannes "fuori concorso" solo per il fatto che fa scandalo, perchè mette sotto una cattiva luce Berlusconi ed il suo operato, non certamente per meriti artistici. Quindi la Guzzanti ed il festival hanno usufruito di questa esposizione mediatica o no?
Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 11.22.05
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

è arrivato lo spammatore di papiri inutili :-(
Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 11.22.43
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Draquila è stata ammessa a Cannes "fuori concorso" solo per il fatto che fa scandalo, perchè mette sotto una cattiva luce Berlusconi ed il suo operato, non certamente per meriti artistici.

:ok
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.22.58
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ Lasciatemi.inPace: QUOTONE
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 11.24.27
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ Lasciatemi.inPace:

Carissimo

sono ansioso, anzi..ansiosamente ansioso ed in attesa di una TUA narrativa adulta sulla LEGGENDA URBANA che da MULTIFOX dissemini intensamente..e cioe' del mio essere stato cacciato dal Blog di Beppe Grillo..

E quoto il tuo descrivere il metodo..**a calci in culo**

Attendo la NARRATIVA dettagliata, per cui ti sto dando l'autorizzazione da giorni..ma pubblicala..dettagliata...

Grazie SERVO..
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 11.26.35
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ xpescatore:

Chi ordina il merito e di cosa, a proposito di un DOCUMENTARIO VERO...?


E cosa e' l'arte, secondo te..??

E cosa si pensa dell'Omino in Francia..e nei MEDIA...??

Sai qualcosa od eviti di ACQUISIRE conoscenze utili...?
xpescatore xpescatore 15/05/2010 ore 11.30.14
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

nonsonono scrive:
Sai qualcosa od eviti di ACQUISIRE conoscenze utili

No, sono un ignorante integrale, non leggo, non vado a teatro, guardo solo rete4.
Ciò non ostante capisco sempre molto più di te.

neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 11.31.13
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

come entrano linx e nonsonono.. ogni discussione seria va a farsi benedire..
neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 11.33.11
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Provocano e basta, vivono nella loro presunzione d'incapaci. Degli esemplari ignoranti.
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 11.38.26 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
Quindi la Guzzanti ed il festival hanno usufruito di questa esposizione mediatica o no?

Per il lancio del film della guzzanti dovete prendervela con bondi, che oltre a rendersi ridicolo ha offerto una gran bella cassa di risonanza, e poi se gli danno tanto risalto si vede che in europa l'immagine di gongolo non è così tanto diamantina come ci vogliono far credere qui gli scodinzolini vari, basta mettere il naso fuori dall'italia per rendersene conto.
Per Porzùs hai ragione, nulla da eccepire, però mi pare che manco da noi si sia visto molto.

Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 11.42.43
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

neraperIa scrive:
come entrano linx e nonsonono.. ogni discussione seria va a farsi benedire..

e poi kip si lamenta con me :testata :testata :testata :testata :testata :testata

questi due+1 sono la rovina del forum.
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.43.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
L'importante è che gli ammiratori del festival di cannes ne conoscano almeno la metà a memoria. Ma mi sa che trier è l'eccezione che conferma la regola.

ma va.. io quando ho voglia di vedermi un film mi faccio la carrellata dei film presentati a cannes e berlino, vado quasi sul sicuro.. poi vabbeh.. i gusti non si discutono.
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.44.17
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Comunque una bella domandina per tutti. Ristrutturano un monumento della vostra città, avete dei soldi da parte e sottoscrivete il finanziamento dei lavori con una cifra più o meno simbolica. Arriva Berlusconi che ci mette 100.000 euro. Come reagite? E come giudicate la reazione di chi ritira la propria firma per non vederla associata a quella del Cavaliere?


coerenza? :mmm
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.45.08
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
Per il lancio del film della guzzanti dovete prendervela con bondi, che oltre a rendersi ridicolo ha offerto una gran bella cassa di risonanza, e poi se gli danno tanto risalto si vede che in europa l'immagine di gongolo non è così tanto diamantina come ci vogliono far credere qui gli scodinzolini vari, basta mettere il naso fuori dall'italia per rendersene conto.
Per Porzùs hai ragione, nulla da eccepire, però mi pare che manco da noi si sia visto molto.

:-)))

che è porzus? :mmm
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.46.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

neraperIa scrive:
Provocano e basta

allunga la lista:

servo
pecora
ernest

per la maggior parte delle volte linx e nonsonono commentano, magari in forme diverse e poco chiare, ma commentano.

servo ancora invece non ha capito il suo fine biologico.. :mmm
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 11.50.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
che è porzus?

parla di uno scontro tra gappisti e una brigata, se non sbaglio si chiamava osoppo.
Anche questo film ha goduto di molti contributi statali, ed al momento, se non erro non è mai stato proiettato.
:-)))
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.50.14 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
coerenza?


Sei proprio pasionaria allora a scambiare la stupidità per coerenza. Scusa se lo dico. Se uno ritirasse i suoi soldi da un'impresa benefica perchè c'è tra i firmatari Prodi, non dico che farei scemo scemo in coro con gli altri firmatari, ma minimo gli chiederò se gli è andato in pappa il cervello.

intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.50.51 Ultimi messaggi
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.51.41 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Tu digli pure che hanno ragione.

a volte.. :mmm
dipende dallo spirito creativo del momento :-)))
neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 11.53.27
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
per la maggior parte delle volte linx e nonsonono commentano, magari in forme diverse e poco chiare, ma commentano.

Certo come no.. ti lascio subito un bel commento che ha appena fatto inerente al tema, ti risparmio le due paginone del compagno linx.. sono buona stamani. :ok

Gustatelo e grazie :ok

Carissimo

sono ansioso, anzi..ansiosamente ansioso ed in attesa di una TUA narrativa adulta sulla LEGGENDA URBANA che da MULTIFOX dissemini intensamente..e cioe' del mio essere stato cacciato dal Blog di Beppe Grillo..

E quoto il tuo descrivere il metodo..**a calci in culo**

Attendo la NARRATIVA dettagliata, per cui ti sto dando l'autorizzazione da giorni..ma pubblicala..dettagliata...

Grazie SERVO..
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.54.21
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
parla di uno scontro tra gappisti e una brigata, se non sbaglio si chiamava osoppo.
Anche questo film ha goduto di molti contributi statali, ed al momento, se non erro non è mai stato proiettato


grazie :ok
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.55.34
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

intermezzo scrive:
Sei proprio pasionaria allora a scambiare la stupidità per coerenza. Scusa se lo dico. Se uno ritirasse i suoi soldi da un'impresa benefica perchè c'è tra i firmatari Prodi, non dico che farei scemo scemo in coro con gli altri firmatari, ma minimo gli chiederò se gli è andato in pappa il cervello.


stupidità è la tua visione.

coerenza è la mia.

non vedo perchè la tua visione dovrebbe essere più autorevole.
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 11.56.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

neraperIa scrive:
Certo come no.. ti lascio subito un bel commento che ha appena fatto inerente al tema, ti risparmio le due paginone del compagno linx.. sono buona stamani.

Gustatelo e grazie

Carissimo

sono ansioso, anzi..ansiosamente ansioso ed in attesa di una TUA narrativa adulta sulla LEGGENDA URBANA che da MULTIFOX dissemini intensamente..e cioe' del mio essere stato cacciato dal Blog di Beppe Grillo..

E quoto il tuo descrivere il metodo..**a calci in culo**

Attendo la NARRATIVA dettagliata, per cui ti sto dando l'autorizzazione da giorni..ma pubblicala..dettagliata...

Grazie SERVO..


cazzi tra servo e nonsonono, quindi?
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.58.17 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
dipende dallo spirito creativo del momento


Mi sa che lo spirito creativo si è fossilizzato.... 8-)

intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 11.59.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
stupidità è la tua visione.

coerenza è la mia.



Pazienza. Tanto lo so che ogni tanto esci da questo strano letargo.

linx linx 15/05/2010 ore 11.59.13
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Lasciatemi.inPace scrive:
è arrivato lo spammatore di papiri inutili smile

MI DEVO MIO MALGRADO RENDERE CONTO CHE TU PURTROPPO NON SEI IN GRADO DI LEGGERE NEPPURE UNA PAGINETTA DI BIGINO.
COME SE IL TESTO INIZIALE DEL TOPIC FOSSE PIU' CORTO.
cavallobianconormann cavallobianconormann 15/05/2010 ore 11.59.33
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSALUS@
decisamente non è una cosa delimitata a due utenti ma a ben altre e serie circostanze.
arlina arlina 15/05/2010 ore 11.59.49
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
cazzi tra servo e nonsonono, quindi?



quindi c'è chi può e chi non può :-)))

chi può difendersi da una botta di idiota portando in campo l'esercito o ricorrendo a favori di amici.

e chi non può difendersi dall'accusa di pedofilia o di essere stato cacciato a calci in culo da un blog. tutto ovviemente non documentato ma reiterato verbalmente all'infinito.

praticamente ed deve tacere perchè dà fastidio ai nostri destrini che sono tanto buoni e suscettibili :-)))

servo invece può dire ogni porcheria gli passi per la mente, anzi.. più ne dice e meglio è :haha
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 12.00.09 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

@ arlina: prego, sai normalmente sono molto più ferrato su colossal tipo cicciolina e i sessanta marocchini o casalinghe infuocate, ma questo mi era capitato da poco su uno schema di bartezzaghi!
:-)))
Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 12.00.55
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

nonsonono scrive:
@ Lasciatemi.inPace:

Carissimo

sono ansioso, anzi..ansiosamente ansioso ed in attesa di una TUA narrativa adulta sulla LEGGENDA URBANA che da MULTIFOX dissemini intensamente..e cioe' del mio essere stato cacciato dal Blog di Beppe Grillo..

E quoto il tuo descrivere il metodo..**a calci in culo**

Attendo la NARRATIVA dettagliata, per cui ti sto dando l'autorizzazione da giorni..ma pubblicala..dettagliata...

Grazie SERVO..



kippppppppppppppp
questa come la chiamiamo?
è provocazione o soprassediamo?
kipppppppppp dai di qualcosa :-(
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.02.08
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
prego, sai normalmente sono molto più ferrato su colossal tipo cicciolina e i sessanta marocchini o casalinghe infuocate, ma questo mi era capitato da poco su uno schema di bartezzaghi!



ma perchè non hai fatto ub nel tam tam e lo hai spedito a cannes?? :-)))
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.02.50
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Lasciatemi.inPace scrive:
kippppppppppppppp
questa come la chiamiamo?
è provocazione o soprassediamo?
kipppppppppp dai di qualcosa



dove sarebbe la provocazione?? nel chiedere chiarimenti ad accuse che riceve giornalmente???
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 12.03.57 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

@ arlina: il branco agisce così, hai presenti i cani randagi? Poi quando ne trovi uno da solo e fai buuu scappa con la coda tra le gambe!
Oggi me sento animofilo!
:-)))
linx linx 15/05/2010 ore 12.05.26
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
e chi non può difendersi dall'accusa di pedofilia o di essere stato cacciato a calci in culo da un blog. tutto ovviemente non documentato ma reiterato verbalmente all'infinito.

SI CHIAMA DIFFAMAZIONE.
PRECISIAMO SUL GRUPPO.
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE AI FINI DI DIFFAMARE UN UTENTE.

QUESTO DICE IL CODICE PENALE CHE A QUANTO PARE QUESTA STRANA GENTE IGNORA O SOTTOVALUTA.
NON SI PUO' DIFFONDERE IL FALSO SU UNA PERSONA, INSULTARLA, MINACIARLA SENZA INCORREERE PRIMA O POI NELLA LEGGE.
IN PIU'.
SE VIENE DIMOSTRATA L'AZIONE DEL BRANCO SIAMO VERAMENTE NELL'ASSOCIAZIOMNE A DELINQUERE.
INFORMATYEVI DA CHI NE SA.
linx linx 15/05/2010 ore 12.07.28
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:
servo invece può dire ogni porcheria gli passi per la mente, anzi.. più ne dice e meglio è smile

CHISSA' COME MAI PENSO LO STESSO.
MA MI PARE PERO'CHE NON SIA L'UNICO CON PARTICOLARI COMPORTAMENTI.
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.09.11
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

linx scrive:
CHISSA' COME MAI PENSO LO STESSO.
MA MI PARE PERO'CHE NON SIA L'UNICO CON PARTICOLARI COMPORTAMENTI.



verissimo, non è l'unico. diciamo forse il più sfacciato, ma di certo non è l'unico.
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 12.10.13
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ Lasciatemi.inPace:

E' un civile INVITO a cui non sai rispondere

Pertanto, ed avvisa il GURU del KAKKIO, io ti sto proponendo di CORROBORARE, assieme al RACKET.cio' che AFFERMI..una LEGGENDA URBANA per me..CERTEZZE per te che AFFERMI (affermare..)

Poi io apriro' la PARTE due, DOCUEMNTATA. di cosa viene INFILTRATO in Rete e da chi

Ocio, Bambocio, che stai schiacciando i piedi ad un BURBERO LIGURE..che non e' NDRANGHETOSO, CAMORRISTA, SACRA CORONA, e NEMMENO MAFIOSO..oltre che conoscere LEGALMENTE (e non TAROCCANDO..alla PECORA NERA)...cosette del tutto curiose della Rete che frequento per IMPARARE..io

Sei ben certo di cio' che SOSTIENI..e STROMBAZZI dappertutto..ma molto ben certo..?

Grazie
MalaSalus MalaSalus 15/05/2010 ore 12.13.15 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

DuPalle scrive:
@ arlina: il branco agisce così, hai presenti i cani randagi? Poi quando ne trovi uno da solo e fai buuu scappa con la coda tra le gambe!
Oggi me sento animofilo

sì ma il branco si autoalimenta, probabilmente non capisce che è prassi utile e valida solo per chi è portato a non cercare il senso delle cose, le verità nolteplici sulle medesime cose.. non vanno molto oltre il confine del loro parco neuroni.
mamma che idioti :-)))
linx linx 15/05/2010 ore 12.13.41
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

NAZIFASCISMO?
QUI NO PROBLEM.
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 12.14.17
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

@ arlina:

Grazie Arlina...solo che il MONCO non sa leggere....deve farsi spiegare e gli preparano la risposta..che poi, come CHIARAMENTE SI PUO' LEGGERE..posta come roba sua...

E' il LAVORO dei PIGIA TASTI..con accesso **taroccato tipo mondo politico e redazioni ed altro**, indi, per l'Amministrazione, spesso, e' arduo CACCIARLI..

Poi l'articolo che pubblico spesso, sui PARLAMENTARI FANNULLONI BLOGGARI SCOPERTI, credo che dovrebbe chiarire il TUTTO...

Metodi importati di fare DANNO a certi spazi dove circola informazione..non da ragazzini, malgrado le VOLUTE apparenze imbecilli, spesso...ocio su quello..la RECITA

Grazie ancora per il tuo intervento corretto
neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 12.14.40
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

nonsonono scrive:
E' un civile INVITO a cui non sai rispondere

Pertanto, ed avvisa il GURU del KAKKIO, io ti sto proponendo di CORROBORARE, assieme al RACKET.cio' che AFFERMI..una LEGGENDA URBANA per me..CERTEZZE per te che AFFERMI (affermare..)

Poi io apriro' la PARTE due, DOCUEMNTATA. di cosa viene INFILTRATO in Rete e da chi

Ocio, Bambocio, che stai schiacciando i piedi ad un BURBERO LIGURE..che non e' NDRANGHETOSO, CAMORRISTA, SACRA CORONA, e NEMMENO MAFIOSO..oltre che conoscere LEGALMENTE (e non TAROCCANDO..alla PECORA NERA)...cosette del tutto curiose della Rete che frequento per IMPARARE..io

Sei ben certo di cio' che SOSTIENI..e STROMBAZZI dappertutto..ma molto ben certo..?

Grazie

Ahahah.. gli è di nuovo partita la bambola :hoho... ma poverino è sempre così provocato accidenti, che i compagni di merenda manco si accorgono che da quando è entrato qua dentro la sua principale missione è floddare con innumerevoli post e rispondere più volte alle sue caxxate per tener in prima pagina thread che nessuno mai calcolerebbe.
Bravi merenderos che vivono in mondi rovesciati :ok
linx linx 15/05/2010 ore 12.17.23
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
sì ma il branco si autoalimenta,

PRECISIAMO
L'ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE ATTA A DIFFAMARE,INSULTARE,MINACCIARE.

Associazione per delinquere
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'associazione per delinquere è un delitto contro l'ordine pubblico, previsto dall'art. 416 del codice penale. Con l'entrata in vigore della L. 13 Settembre 1982 n. 646, i casi di associazione di tipo mafioso (mafia, camorra, n'drangheta, sacra corona unita, etc.) sono disciplinati dall'art. 416 bis c.p.. Il fatto dell'associazione per delinquere comune si realizza "Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti...".

I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono:

* la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente;
* l'esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame.

Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una "organizzazione", anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere. Sul punto però non v'è uniformità di vedute: secondo taluno in dottrina non è necessaria alcuna organizzazione; secondo altri, invece, è indispensabile una struttura ben delineata "gerarchicamente" organizzata. Infine, soprattutto in giurisprudenza, si è sostenuto talvolta che è sufficiente una struttura "rudimentale".

L'associazione per delinquere presenta delle affinità con il concorso di persone nel reato ciononostante i due istituti vanno tenuti nettamente separati. Infatti, mentre nel concorso di persone due o più soggetti si incontrano e occasionalmente si accordano per la commissione di uno o più reati ben determinati dopo la realizzazione dei quali l'accordo si scioglie; nell'associazione per delinquere tre o più soggetti si accordano allo scopo di dar vita ad una entità stabile e duratura diretta alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti per cui dopo la commissione di uno o più reati attuativi del programma di delinquenza i membri dell'associazione restano uniti per l'ulteriore attuazione del programma dell'associazione.

Bene giuridico protetto

Secondo la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, il bene protetto è costituito dall’ordine pubblico, che risulterebbe minacciato dalla sola esistenza dell'associazione per delinquere: gli associati, infatti, vengono "...per ciò solo..." puniti cioè per il solo fatto di appartenere all'associazione, indipendentemente dalla commissione o meno dei delitti contemplati dal programma di delinquenza questo perché il semplice fatto di essere a conoscenza dell'esistenza di una associazione per delinquere genera inevitabilmente "allarme sociale" ovverosia mette in pericolo la tranquillità e la pace pubblica. Come si può notare, ciò costituisce una vistosa eccezione al principio generale sancito dall'art. 115 c.p. secondo cui "Salvo che la legge disponga altrimenti..." non è punibile colui il quale si accorda allo scopo di commettere un reato, quando l'accordo non sia seguito dalla commissione del reato medesimo. Il legislatore penale del '30 evidentemente ha ritenuto che la minaccia all'ordine pubblico derivante dall'esistenza stessa dell'associazione criminosa giustificasse l'anticipazione della soglia di punibilità al livello del pericolo costruendo così una tipica fattispecie di pericolo.
Soggetto attivo

Soggetto attivo del reato può essere chiunque. Occorre però che il reato sia commesso da almeno tre persone (reato plurisoggettivo o a concorso necessario) accordatesi tra loro. Secondo la dottrina prevalente e la giurisprudenza nel numero minimo non devono essere computati i soggetti incapaci di intendere o di volere, cioè gli infermi di mente e i minori di anni diciotto. Tuttavia, un'autorevole dottrina ha acutamente osservato che l'esclusione sarebbe in contrasto con il principio generale sancito dall'ultimo comma dell'art. 112 c.p. secondo cui anche i soggetti incapaci devono essere annoverati tra i "concorrenti" nel reato; inoltre, l'esclusione sarebbe manifestamente irragionevole perché la stessa dottrina e giurisprudenza quando si tratta di determinare il numero di persone (pari a 10 o più) che darebbe luogo all'applicazione dell'aggravante speciale prevista dal quinto comma dell'art. 416 c.p. vi computano anche i soggetti incapaci e non si capisce la ragione di tale arbitrio (Antolisei, manuale - parte speciale II).
Struttura della norma incriminatrice

La norma incriminatrice ripropone la struttura fondamentale del fatto associativo ("Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti...") prevedendo l'applicazione della pena della reclusione da uno a cinque anni per i membri semplici dell'associazione e con quella della reclusione da tre a sette anni per coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione ovvero per i capi della stessa.

A puro titolo informativo, è promotore colui il quale prende l’iniziativa per la costituzione dell’associazione, palesando all'esterno l'intenzione di voler dar vita alla stessa; è costitutore colui che crea l’associazione mediante il reclutamento del personale ed il reperimento dei mezzi; è organizzatore colui il quale fornisce una struttura operativa al sodalizio criminoso, agendo con autonomo potere decisionale. L’art. 416 co. 3 c.p. equipara ai promotori i capi cioè i soggetti che dirigono l'associazione o ne detengono il potere.


Consumazione

Il reato si consuma nel momento in cui nasce l’associazione perché è in questo stesso momento che sorge il pericolo per l’ordine pubblico: trattandosi di reato di pericolo, per la consumazione è indifferente la realizzazione dei reati programmati. L’associazione per delinquere è, come già anticipato, un tipico reato permanente per cui la consumazione si protrae finché l’associazione non si scioglie per il venir meno dei singoli associati o il compimento del programma di delinquenza. I compartecipi che commettono uno o più delitti oggetto del programma di delinquenza ne risponderanno personalmente in concorso con il delitto di cui all'art. 416 c.p.
Elemento soggettivo

Ai fini della sussistenza del dolo è necessaria non solo la volontà di associarsi ma altresì la consapevolezza di associarsi con almeno altre due persone allo scopo ulteriore di commettere una pluralità indeterminata di delitti. Trattasi evidentemente di un dolo specifico. Il dolo è escluso dall’ignoranza del carattere delittuoso dei fatti rientranti nello scopo comune.
Circostanze aggravanti

Il nostro codice penale prevede due circostanze aggravanti speciali: la prima è quella del cd. brigantaggio quando cioè "gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie" (art. 416 co. 4 c.p.) per la quale è prevista l'applicazione della pena della reclusione da cinque a quindici anni in luogo di quella prevista per l'ipotesi base; la seconda è quella che ricorre quando il numero degli associati sia pari a dieci o superiore (art. 416 co. 5 c.p.) nel qual caso si applica un aumento di pena "...fino a un terzo".


arlina arlina 15/05/2010 ore 12.18.05
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

nonsonono scrive:
Grazie Arlina...solo che il MONCO non sa leggere....deve farsi spiegare e gli preparano la risposta..che poi, come CHIARAMENTE SI PUO' LEGGERE..posta come roba sua...

E' il LAVORO dei PIGIA TASTI..con accesso **taroccato tipo mondo politico e redazioni ed altro**, indi, per l'Amministrazione, spesso, e' arduo CACCIARLI..

Poi l'articolo che pubblico spesso, sui PARLAMENTARI FANNULLONI BLOGGARI SCOPERTI, credo che dovrebbe chiarire il TUTTO...

Metodi importati di fare DANNO a certi spazi dove circola informazione..non da ragazzini, malgrado le VOLUTE apparenze imbecilli, spesso...ocio su quello..la RECITA

Grazie ancora per il tuo intervento corretto



ghe manchieiva ancun.. ;-)

Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 12.18.14
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

linx scrive:
NON SI PUO' DIFFONDERE IL FALSO SU UNA PERSONA, INSULTARLA, MINACIARLA SENZA INCORREERE PRIMA O POI NELLA LEGGE.
IN PIU'.



:many
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 12.18.17
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

xpescatore scrive:
tutti sanno che a Cannes si premia la "cultura" mentre si fanno affari tra produttori e distributori,



Tu mandi avanti il discorso dell'USURAIO, che diffonde l'ODIO per i SOLDI..cosi' limita la concorrenza

Vivi nel MEDIOEVO..in essenza e rifiuti di conoscere faccende come MEDIATRADE..a proposito di SOLDONI ZOZZI..e frodi fiscali..intrattenimento e FESTIVAL a Los Angeles dei Media..cultura, commercio etc etc

Nulla su cui puoi alzare la voce..NULLA...e giocare al JE ACCUSE..come facesti con EMERGENCY..da (dis)informato..e poi sei sparito..
linx linx 15/05/2010 ore 12.18.21
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

neraperIa scrive:
Bravi merenderos che vivono in mondi rovesciati smile

SESESE
Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 12.19.12
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

linx scrive:
PRECISIAMO
L'ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE ATTA A DIFFAMARE,INSULTARE,MINACCIARE.

siamo arrivati al delirio totale, associazione a delinquere :hoho
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.19.45
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

MalaSalus scrive:
sì ma il branco si autoalimenta, probabilmente non capisce che è prassi utile e valida solo per chi è portato a non cercare il senso delle cose, le verità nolteplici sulle medesime cose.. non vanno molto oltre il confine del loro parco neuroni.
mamma che idioti



mamma come quoto :-)))
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.21.07
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Lasciatemi.inPace scrive:
siamo arrivati al delirio totale, associazione a delinquere



effettivamente è troppo, anche per voi :hoho:hoho:hoho
Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 12.24.23
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

arlina scrive:


mamma come quoto

lo quoito pure io, ma abbiamo un'idea diversa su chi sia il branco, per noi il branco siete voi del chioschetto arlina :ok
linx linx 15/05/2010 ore 12.24.57
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Il reato di diffamazione a mezzo Internet - reati informatici

La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie informatiche ha posto, in passato, il legislatore nella difficoltà ad approntare un'adeguata tutela dei diritti della personalità, a causa del divieto di analogia, principio cardine in materia penale, stante l'assenza di un'apposita disciplina che non consentiva di reprimere condotte che, se pur meritevoli di condanna, non erano previste come ipotesi di reato.

Una tale situazione ha, dunque, spinto il legislatore ad emanare la legge n.547/1993, la quale ha introdotto nuove fattispecie di reato, volte proprio a contrastare i c.d. reati informatici , vale a dire quei reati lesivi della libertà informatica degli utenti.

Tra i diritti della personalità facilmente aggredibili, in questa prospettiva, vi è il diritto alla reputazione, minacciabile mediante la diffusione di notizie false o diffamatorie ai danni di un soggetto, attraverso il mezzo di internet, che consente una capillare e rapidissima diffusione in ogni angolo del mondo dei contenuti in esso pubblicati.
Si pone a questo punto da risolvere il problema, di non facile soluzione, della responsabilità penale per la pubblicazione “in rete” di notizie calunniose.

Ma, prima di andare avanti, è opportuno chiarire quali sono, a livello teorico, i due diversi orientamenti con riferimento al fenomeno di internet.

Una prima posizione intende internet come un territorio completamente libero, senza regole e dunque aperto all'immissione di qualsiasi contenuto o messaggio, non accettando l'inserimento di limitazioni o divieti.

Secondo un'altra opinione, al contrario, la pubblicazione su internet di un qualsiasi tipo di testo o notizia deve essere regolamentata, in maniera tale da poter consentire da un lato la tutela dei diritti della personalità e dall'altro di salvaguardare il diritto alla libertà di espressione, sancito dalla nostra Costituzione.

A nostro avviso, è da preferire quest'ultima posizione nella convinzione che internet rappresenti uno dei tanti mezzi di diffusione di dati e notizie, motivo per cui non può essere escluso da una forma di disciplina.

Tuttavia è oramai noto agli operatori del diritto come la rete internet possa fungere da mezzo od oggetto per la commissione di fattispecie tradizionali di reato. 1

In particolare, per quanto riguarda la diffamazione a mezzo internet e la normativa sulla stampa, la dottrina e la giurisprudenza si sono domandate se tale reato non debba più correttamente essere inquadrato e disciplinato alla stregua di ipotesi particolari, analogamente alla diffamazione a mezzo stampa o a mezzo di trasmissioni radio-televisive. Dapprima ci si è chiesti se si potesse direttamente richiamare la normativa sulla stampa e sulle trasmissioni radio-televisive. L'orientamento prevalso è stato di segno negativo scaturito dall'insormontabile divieto di analogia in malam partem 2 vigente in materia penale . Un chiaro ostacolo all'interpretazione anzidetta è costituito proprio dalla definizione, espressamente dichiarata dalla giurisprudenza dominante insuscettibile di interpretazione estensiva 3, di stampato, data dallo stesso art. 1, l . n. 47 del 1948, che fa riferimento a tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici; appare evidente l'incompatibilità della suddetta definizione con le modalità di diffusione delle pubblicazioni a mezzo internet, che avvengono attraverso la collocazione di dati ed informazioni trasmessi per via telematica, tramite l'utilizzo della rete telefonica, al server di un cosiddetto provider o webmaster , accessibile a migliaia di utenti contemporaneamente, presso il quale le informazioni restano a disposizione nei diversi siti in modo tale che ciascun interessato può leggerle e conservarle mediante il proprio computer. Peraltro, alla luce delle pur generiche definizioni contenute nella normativa sovranazionale di riferimento 4, è di tutta evidenza come, in ossequio al principio di stretta legalità, le trasmissioni via internet non possano che ritenersi estranee alle previsioni penali relative alla radio-televisione, poiché esse avvengono con modalità del tutto differenti, e dunque incomparabili, rispetto alle trasmissioni oggetto della regolamentazione operata dalla normativa in esame. Tuttavia, recentemente, uno spiraglio per un'equiparazione di internet agli altri mezzi di comunicazione è stato fornito dalla l. 7 marzo 2001, n. 62 sul diritto d'autore, la quale, se pur ad altri fini, fornisce una definizione di prodotto editoriale che si estende sino a ricomprendere qualsiasi prodotto su supporto cartaceo o su supporto informatico destinato a pubblicazione o diffusione con ogni mezzo anche elettronico. Alcuni giudici di merito 5 hanno affermato che il sito internet deve essere ritenuto prodotto editoriale ai sensi dell'art. 1, l . n. 62 del 2001, in quanto prodotto realizzato su supporto informatico destinato alla diffusione di informazioni con mezzo elettronico attraverso l'immissione nella rete mondiale, accessibile in pratica a chiunque, di una serie di opinioni e informazioni.

Sul punto è altresì intervenuta un'ulteriore pronuncia di merito 6 che, ritenendo insuperabili le molteplici e rilevanti obiezioni ad un'equiparazione, quantomeno in campo penalistico, tra internet e stampa, riafferma l'incompatibilità delle caratteristiche tecniche di internet con la definizione di stampato fornita dalla l. n. 47 del 1948, non potendosi ignorare come il concetto di riproduzione, che ne costituisce il fulcro, presupponga - da un punto di vista logico - una distinzione fisicamente percepibile tra l'oggetto da riprodurre e le sue riproduzioni, essendo poi indifferente il procedimento fisico-chimico mediante il quale la riproduzione viene posta in essere. Al contrario, il testo pubblicato su sito internet non può in alcun modo essere considerato una riproduzione, poiché il relativo file si trova in unico originale sul sito stesso, e può essere consultato dall'utente mediante l'accesso al sito. I files pubblicati su internet non sono, in realtà, riproduzioni, ma documenti informatici originali 7. La citata pronuncia giurisprudenziale può, del resto, giovarsi del conforto di autorevole dottrina la quale, sin dagli albori della vexata quaestio , ha coerentemente evidenziato come, pur essendo innegabile che la nozione di comunicazioni telematiche includa un'attività di stampa, essa sia da considerare meramente eventuale e qualora abbia luogo è in ogni caso il soggetto utente a decidere se stampare e cosa stampare, riproducendo l'intero documento o solo parte di esso; peraltro, non si può ignorare come esistano anche comunicazioni telematiche insuscettibili di tale operazione, quali i messaggi audio o video 8. Inoltre, si evidenzia come l'art. 1, l . n. 47 del 1948, individua come proprio campo di applicazione le riproduzioni tipografiche in qualunque modo destinate alla pubblicazione ; tale definizione risulta assolutamente estranea alle comunicazioni telematiche, che utilizzano tecniche completamente diverse. Solo nell'ipotesi in cui lo stampato venisse duplicato e diffuso verso una generalità di soggetti esso potrebbe acquistare rilevanza ai fini del succitato art. 1.

Con riferimento alla diffamazione a mezzo internet e l'aggravante speciale per offese commesse con un qualsiasi mezzo di pubblicità, ex art. 595 comma 3 c.p., l' orientamento giurisprudenziale ormai dominante, consolidatosi a seguito di una pronuncia intervenuta in tal senso da parte della Suprema Corte, è incline a sussumere la diffamazione a mezzo internet in un'ipotesi aggravata, riveniente non già dall'applicazione della disciplina sulla stampa o sulla radio-televisione, bensì dello stesso art. 595 c.p., che al comma 3 prevede un'aggravante speciale per l'offesa “recata...con qualsiasi altro mezzo di pubblicità” 9. Tuttavia, parte della dottrina dubita che internet sia pacificamente riconducibile all'estensione semantica dell'espressione altro mezzo di pubblicità, contenuta nell'art. 595, comma 3, c.p.; ad avviso di alcuni autori, invero, l'estensione numerica degli utenti raggiungibili dal messaggio diffamatorio è al più suscettibile di incidere in sede di esercizio del potere discrezionale del giudice in sede di commisurazione della pena ex art. 133 c.p., ma non può in alcun modo fungere di per sé da elemento di distinzione fra un mezzo normale di comunicazione e un mezzo di pubblicità, poiché il requisito della comunicazione con più persone richiede, in ogni caso, una potenzialità divulgativa: al contrario, la distinzione dovrebbe fondarsi su un connotato valutabile aprioristicamente, che qualifichi il mezzo divulgativo utilizzato in base alla sua natura e non al risultato in concreto sortito sul presupposto di un dato variabile come la consistenza numerica effettiva delle persone raggiunte dal messaggio 10. In altre parole, si può affermare che l'estensione numerica degli utenti raggiungibili dal messaggio diffamatorio non è decisiva ai fini della configurazione dell'aggravante in questione.

Con riferimento alla questione del locus commissi delicti e la giurisdizione, è evidente che nessuna difficoltà insorge in ipotesi di reato commesso agendo dall'Italia in collegamento con un server parimenti installato in Italia, essendo il fatto interamente commesso nel territorio italiano e, conseguentemente, punibile alla stregua del principio generale di territorialità.

Analogamente, se l'agente opera in e dall'Italia su un server installato all'estero sussiste la giurisdizione italiana ex art. 6, comma 2, c.p., alla stregua del quale il reato si considera compiuto in Italia.

Al contrario, la problematica si presenta in relazione ai casi in cui l'agente opera all'estero, e all'estero è pure collocato il server al quale egli accede, ove si rifletta che il messaggio è ricevuto, oltre che nel resto del mondo, anche in Italia 11. Il reato di diffamazione : di mera condotta o di evento?
In un primo momento, le pronunce dei giudici di merito in materia di diffamazione avvenuta a mezzo internet per tramite di server allocato all'estero sono state concordi nel ravvisare il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria italiana.
Tanto, sulla scorta della considerazione che se la diffusione dei contenuti diffamatori è avvenuta fuori dai confini dello Stato italiano, anche la consumazione del reato deve ritenersi avvenuta all'estero, poiché la diffamazione si consuma nel momento in cui si verifica la diffusione della manifestazione offensiva diretta a più persone. Altra dottrina argomenta dal differente presupposto che nel reato di diffamazione , istantaneo e di pura condotta, la condotta consista nella comunicazione con più persone e la consumazione avvenga solo nel momento in cui i destinatari percepiscono le espressioni diffamatorie, poiché la percezione non è l'evento del reato, ma ne è elemento costitutivo, in quanto fa parte della condotta dell'agente: essa non integra il danno, che, viceversa, si verifica nel momento in cui l'interessato, percependo le espressioni offensive che lo riguardano (ma che sono dirette a terze persone), sente lesa la propria reputazione.
Sulla scorta di tali premesse, questo secondo orientamento dottrinale giunge all'opposta conclusione per cui il reato (ma non il danno) si è perfezionato nel momento in cui il messaggio, diffuso sul sito, viene percepito da una pluralità di persone che a detto sito accedono 12; essendo la percezione del contenuto offensivo dei messaggi avvenuta in Italia, il reato dev'essere considerato come commesso sul territorio italiano, alla luce del disposto dell'art. 6 c.p. e del c.d. principio d'ubiquità 13.
Un ulteriore orientamento, da ultimo autorevolmente avallato da una pronuncia della Suprema Corte, è incline a considerare la diffamazione un reato di evento, inteso quest'ultimo come avvenimento esterno all'agente, sebbene collegato al comportamento di costui, consistente nella percezione da parte del terzo ( rectius , dei terzi) dell'espressione offensiva; la percezione, conseguentemente, non è un elemento costitutivo della condotta, non essendo in alcun modo ascrivibile all'agente, pur se si configura come una conseguenza del suo operato. In virtù di quanto innanzi esposto, il momento consumativo del reato de quo non è quello della diffusione del messaggio offensivo, bensì quello della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano «terzi» rispetto all'agente e alla persona offesa 14 .
Ben si comprende come, sulla scorta di questo ragionamento, possa giungersi a statuire l'applicabilità della legge italiana.

Configurabilità del tentativo. Una parte minoritaria della dottrina ipotizza che sia configurabile il tentativo nel reato di diffamazione a mezzo internet. Ora, come rilevato anche dalla Suprema Corte, nel caso in cui l'offesa venga arrecata tramite internet , risulta di più agevole e immediata constatazione la differenziazione concettuale tra condotta ed evento, poiché l'evento appare anche temporalmente ben distinto dalla condotta.
Ed invero, in un primo momento si ha l'inserimento in rete da parte dell'agente degli scritti offensivi o denigratori, e, solo in un secondo momento, a distanza di minuti, secondi, ore, giorni, ecc., i terzi, connettendosi con il sito e percependo il messaggio, consentiranno la verificazione dell'evento e, di conseguenza, la consumazione del reato ex art. 595 c.p.
Nell'ipotesi in cui un messaggio dal contenuto diffamatorio venga pubblicato sul web e, per avventura, nessuno abbia la possibilità di prenderne conoscenza, in assenza di percezioni da parte dei terzi del messaggio diffamatorio, l'azione si è evidentemente compiuta e perfezionata, mentre ciò che non si è verificato, impedendo al reato di giungere a consumazione, è innegabilmente l'evento 15.

Tuttavia, la dottrina prevalente concorda nel ritenere che l'art. 595 c.p. contempli un reato di pericolo c.d. concreto; ed invero, se da un lato non vi è alcuna necessità di accertare che la reputazione o l'onore del soggetto abbiano effettivamente subito un danno per effetto della condotta diffamatoria, pure è essenziale che il giudice accerti, caso per caso, esaminando e valutando il fatto nella sua singolarità storica, nei suoi elementi costitutivi di azione e di evento, al fine di trarre il convincimento della sussistenza degli estremi oggettivi e soggettivi della lesione 16, che esista quantomeno una rilevante possibilità di verificazione dell'evento temuto.

Altra parte della dottrina prospetta un quadro dogmatico-interpretativo differente, asserendo da un lato che l'effettiva percezione dell'offesa non segna il momento consumativo del reato, non potendo considerarsi la diffamazione un reato di evento, dall'altro che, nel caso di specie ed in altri analoghi, sussiste ugualmente la giurisdizione italiana, dovendosi considerare il reato commesso nel nostro territorio ai sensi dell'art. 6 c.p.
La suddetta dottrina riconosce come, in caso di immissione di materiale diffamatorio in internet, si debba addirittura dubitare se e quando possa dirsi realizzata un'effettiva comunicazione e se questa sia comunque imputabile all'agente, visto che vi è una pluralità indeterminata di destinatari; essi, peraltro, non vengono neppure «avvisati», come avviene invece per il destinatario (determinato) di un' e-mail , dell'esistenza concreta del messaggio, ma autonomamente possono acquisirne cognizione accedendo ai servers in cui è memorizzato e tanto solo se previamente lo ricercano, con un loro volontario comportamento, pur ignorandone, fino alla totale o parziale lettura, il preciso contenuto ed anzi spesso anche la concreta esistenza 17. l'Autore non considera la diffamazione un reato di evento, poiché a suo dire l'offesa all'altrui reputazione non si configura quale conseguenza causale della condotta dell'agente, ma è costituita piuttosto da quel momento di fatto che evidenzia la proiezione intersoggettiva del rapporto vietato, nei confronti del soggetto passivo e dei terzi, coincidendo con l'instaurarsi di un effettivo rapporto di aggressione che neghi il riconoscimento ed il rispetto dovuti 18 .
Ad avviso della citata dottrina, tuttavia, anche nel caso di comportamenti che si esauriscano completamente all'estero, perché ivi è avvenuta l'immissione di dati in rete, la prima registrazione su un server , la riproduzione e circolazione su altri servers collegati, si potrebbe affermare la giurisdizione italiana, alla luce della considerazione che l'interesse punitivo dei singoli ordinamenti non può ritenersi circoscritto al luogo degli atti di immissione, né a quello della memorizzazione originaria o attuale dei dati illeciti, ma investe, piuttosto, la loro stessa tenuta a disposizione in rete.

Alla luce di quanto sin qui rassegnato, sembrano affermarsi le ragioni di chi - in dottrina e in giurisprudenza - ritiene opportuno differenziare nettamente, e sotto tutti gli aspetti, il mezzo di comunicazione «internet» dai mezzi di comunicazione di massa «tradizionali», quali stampa e radiotelevisione, in relazione alle quali è ormai consolidato un orientamento interpretativo particolarmente severo, che fa coincidere la consumazione del reato con la mera pubblicazione o trasmissione dei contenuti diffamatori anche in assenza di un'effettiva percezione dell'offesa.

Dott. Francesco Marciano

Note:

1 In argomento cfr. diffusamente Pica , Il diritto penale delle tecnologie informatiche , Torino, 1999

2 Cfr. g.i.p. Trib.Oristano, 6 giugno 2000, n. 137

3 Cfr. su tutte Cass., 3 febbraio 1989, n. 259, in Giust. pen. , 1990, 2, 1974: «Ai fini della configurabilità di una fattispecie criminosa come reato commesso con il mezzo della stampa, le definizioni che di stampa e stampati fornisce l'art. 1, l . n. 47 del 1948 non sono suscettibili d'interpretazione analogica e/o estensiva».

4 Cfr. in particolare la direttiva CE n. 552 del 1989 sull'esercizio delle attività televisive, che definisce la trasmissione televisiva quella «via cavo, via etere...o via satellite di programmi televisivi destinati al pubblico... la suddetta nozione non comprende invece i servizi di comunicazione che forniscono informazioni specifiche o altri messaggi su richiesta individuale, come la telecopiatura, le banche di dati elettroniche e servizi analoghi».
Analogamente, la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, ratificata dall'Italia con l. n. 327 del 1991, prevede che per trasmissione s'intende «l'emissione primaria, via emittente terrestre, via cavo o ogni tipo di satellite, in forma codificata o non codificata di programmi televisivi destinati al pubblico in generale. Il termine suddetto non comprende i servizi di comunicazione che operano su richiesta individuale».

5 Cfr. in particolare l'ordinanza g.i.p. Trib. Latina, 7 giugno 2001

6 Cfr. g.i.p. Trib. Aosta, 5 febbraio 2002, n. 22

7 Cfr. sul punto, nello stesso senso, la precedente pronuncia di g.u.p. Trib. Oristano, cit.

8 Zeno-Zencovich , in La pretesa estensione alla telematica del regime della stampa: note critiche , in Dir. inform ., 1998, 15 ss.

9 Cass., sez. V, 27 dicembre 2000

10 Cfr. sul punto Scopinaro , Internet e delitti contro l'onore , in Riv. it. dir. proc. pen ., 2000, 641 ss.

11 cfr. in argomento diffusamente Galdieri , Teoria e pratica nell'interpretazione del reato informatico , Milano, 1997.

12Cfr. sul punto Mantovani , Diritto penale . Parte generale, 3a ed., Padova, 1992, 427, nonché Pagliaro , Principi di diritto penale , Milano, 1996, 502 ss.

13 Cfr., ex plurimis, Siniscalco , Locus commissi delicti , in Enc. Dir. , 1974, XXIV, 1054 ss.

14 Cfr. Cass., sez V, 27 dicembre 2000, cit.

15Cfr. sul punto Seminara , La pirateria su Internet e il diritto penale , in Riv. trim. dir. pen. econ. , 1997, 106

16 Cfr., ex plurimis, Cass., sez. V, 17 febbraio 1989, in Giust. pen ., 1990, II, 413

17 Cfr. Picotti , Profili penali delle comunicazioni illecite via Internet , in Dir. inform. , 1999, 283 ss.

18 Cfr. Picotti , Il dolo specifico , Padova, 1993, 116, nonché Profili penali cit., 283 ss.
http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=1221
nonsonono nonsonono 15/05/2010 ore 12.25.25
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

neraperIa scrive:
Ahahah.. gli è di nuovo partita la bambola ... ma poverino è sempre così provocato accidenti, che i compagni di merenda manco si accorgono che da quando è entrato qua dentro la sua principale missione è floddare con innumerevoli post e rispondere più volte alle sue caxxate per tener in prima pagina thread che nessuno mai calcolerebbe.
Bravi merenderos che vivono in mondi rovesciati



Orrendo ruolo il tuo, per darti il WELCOME

1-Se non provi e documenti PRIVILEGI..sei un NICK QUALUNQUE..ed oltremodo CACIAROSO

2-La Rete rigetta la tua arroganza..come ben sai..la Rete (non i finti tifosi..)

3-hai contribuito a POSTARE OT di SQUADRISMO AD PERSONAM..tu..non io...a cui il GREGGE ha poi dato aiuto..ed ogni giorno POSTATO..

4-non si definisce FLODDARE il rispondere come faccio io a molti INTERVENTI..devi studiare molto e di tutto

5- il POVERINO (POVERACCIO NICK), gestiscitelo coi tuoi tentativi da FOTO PORNO..e da INSOFFERENTE a TUTTO (vediti con ENZO DEFRENNA a proposito di NET-DIPENDENZA)

Ripeto..narra la vicenda di cui a SERVO (un NICK e NON PERSONA) e' stato dato l';incarico di fare PIAZZISMO INTENSO..

Usi la Rete come casa tua..e questo e' indicativo di tante cose...e chi le finanzia

Evita CRITICISMI..dal momento che con la Rete..se seimini VENTO..raccogli TEMPESTA...(legale e non alla PECORANERA..uno die NICK nel BRANCO..attenzionato e per bene)

Mi rifarei qualcosa a base di silicone..o neuroni

Lasciatemi.inPace Lasciatemi.inPace 15/05/2010 ore 12.25.29
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

e vai con lo spam papirato :nono
arlina arlina 15/05/2010 ore 12.26.49
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

Lasciatemi.inPace scrive:
lo quoito pure io, ma abbiamo un'idea diversa su chi sia il branco, per noi il branco siete voi del chioschetto arlina


che vorrei ricordare resta luogo aperto accessibile a tutti :-)))

evita di tirare fuori paragoni che non reggono altrimenti devo parlare del frignatoio privato :haha
neraperIa neraperIa 15/05/2010 ore 12.28.08
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

linx scrive:
Il reato di diffamazione a mezzo Internet - reati informatici

La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie informatiche ha posto, in passato, il legislatore nella difficoltà ad approntare un'adeguata tutela dei diritti della personalità, a causa del divieto di analogia, principio cardine in materia penale, stante l'assenza di un'apposita disciplina che non consentiva di reprimere condotte che, se pur meritevoli di condanna, non erano previste come ipotesi di reato.

Una tale situazione ha, dunque, spinto il legislatore ad emanare la legge n.547/1993, la quale ha introdotto nuove fattispecie di reato, volte proprio a contrastare i c.d. reati informatici , vale a dire quei reati lesivi della libertà informatica degli utenti.

Tra i diritti della personalità facilmente aggredibili, in questa prospettiva, vi è il diritto alla reputazione, minacciabile mediante la diffusione di notizie false o diffamatorie ai danni di un soggetto, attraverso il mezzo di internet, che consente una capillare e rapidissima diffusione in ogni angolo del mondo dei contenuti in esso pubblicati.
Si pone a questo punto da risolvere il problema, di non facile soluzione, della responsabilità penale per la pubblicazione “in rete” di notizie calunniose.

Ma, prima di andare avanti, è opportuno chiarire quali sono, a livello teorico, i due diversi orientamenti con riferimento al fenomeno di internet.

Una prima posizione intende internet come un territorio completamente libero, senza regole e dunque aperto all'immissione di qualsiasi contenuto o messaggio, non accettando l'inserimento di limitazioni o divieti.

Secondo un'altra opinione, al contrario, la pubblicazione su internet di un qualsiasi tipo di testo o notizia deve essere regolamentata, in maniera tale da poter consentire da un lato la tutela dei diritti della personalità e dall'altro di salvaguardare il diritto alla libertà di espressione, sancito dalla nostra Costituzione.

A nostro avviso, è da preferire quest'ultima posizione nella convinzione che internet rappresenti uno dei tanti mezzi di diffusione di dati e notizie, motivo per cui non può essere escluso da una forma di disciplina.

Tuttavia è oramai noto agli operatori del diritto come la rete internet possa fungere da mezzo od oggetto per la commissione di fattispecie tradizionali di reato. 1

In particolare, per quanto riguarda la diffamazione a mezzo internet e la normativa sulla stampa, la dottrina e la giurisprudenza si sono domandate se tale reato non debba più correttamente essere inquadrato e disciplinato alla stregua di ipotesi particolari, analogamente alla diffamazione a mezzo stampa o a mezzo di trasmissioni radio-televisive. Dapprima ci si è chiesti se si potesse direttamente richiamare la normativa sulla stampa e sulle trasmissioni radio-televisive. L'orientamento prevalso è stato di segno negativo scaturito dall'insormontabile divieto di analogia in malam partem 2 vigente in materia penale . Un chiaro ostacolo all'interpretazione anzidetta è costituito proprio dalla definizione, espressamente dichiarata dalla giurisprudenza dominante insuscettibile di interpretazione estensiva 3, di stampato, data dallo stesso art. 1, l . n. 47 del 1948, che fa riferimento a tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici; appare evidente l'incompatibilità della suddetta definizione con le modalità di diffusione delle pubblicazioni a mezzo internet, che avvengono attraverso la collocazione di dati ed informazioni trasmessi per via telematica, tramite l'utilizzo della rete telefonica, al server di un cosiddetto provider o webmaster , accessibile a migliaia di utenti contemporaneamente, presso il quale le informazioni restano a disposizione nei diversi siti in modo tale che ciascun interessato può leggerle e conservarle mediante il proprio computer. Peraltro, alla luce delle pur generiche definizioni contenute nella normativa sovranazionale di riferimento 4, è di tutta evidenza come, in ossequio al principio di stretta legalità, le trasmissioni via internet non possano che ritenersi estranee alle previsioni penali relative alla radio-televisione, poiché esse avvengono con modalità del tutto differenti, e dunque incomparabili, rispetto alle trasmissioni oggetto della regolamentazione operata dalla normativa in esame. Tuttavia, recentemente, uno spiraglio per un'equiparazione di internet agli altri mezzi di comunicazione è stato fornito dalla l. 7 marzo 2001, n. 62 sul diritto d'autore, la quale, se pur ad altri fini, fornisce una definizione di prodotto editoriale che si estende sino a ricomprendere qualsiasi prodotto su supporto cartaceo o su supporto informatico destinato a pubblicazione o diffusione con ogni mezzo anche elettronico. Alcuni giudici di merito 5 hanno affermato che il sito internet deve essere ritenuto prodotto editoriale ai sensi dell'art. 1, l . n. 62 del 2001, in quanto prodotto realizzato su supporto informatico destinato alla diffusione di informazioni con mezzo elettronico attraverso l'immissione nella rete mondiale, accessibile in pratica a chiunque, di una serie di opinioni e informazioni.

Sul punto è altresì intervenuta un'ulteriore pronuncia di merito 6 che, ritenendo insuperabili le molteplici e rilevanti obiezioni ad un'equiparazione, quantomeno in campo penalistico, tra internet e stampa, riafferma l'incompatibilità delle caratteristiche tecniche di internet con la definizione di stampato fornita dalla l. n. 47 del 1948, non potendosi ignorare come il concetto di riproduzione, che ne costituisce il fulcro, presupponga - da un punto di vista logico - una distinzione fisicamente percepibile tra l'oggetto da riprodurre e le sue riproduzioni, essendo poi indifferente il procedimento fisico-chimico mediante il quale la riproduzione viene posta in essere. Al contrario, il testo pubblicato su sito internet non può in alcun modo essere considerato una riproduzione, poiché il relativo file si trova in unico originale sul sito stesso, e può essere consultato dall'utente mediante l'accesso al sito. I files pubblicati su internet non sono, in realtà, riproduzioni, ma documenti informatici originali 7. La citata pronuncia giurisprudenziale può, del resto, giovarsi del conforto di autorevole dottrina la quale, sin dagli albori della vexata quaestio , ha coerentemente evidenziato come, pur essendo innegabile che la nozione di comunicazioni telematiche includa un'attività di stampa, essa sia da considerare meramente eventuale e qualora abbia luogo è in ogni caso il soggetto utente a decidere se stampare e cosa stampare, riproducendo l'intero documento o solo parte di esso; peraltro, non si può ignorare come esistano anche comunicazioni telematiche insuscettibili di tale operazione, quali i messaggi audio o video 8. Inoltre, si evidenzia come l'art. 1, l . n. 47 del 1948, individua come proprio campo di applicazione le riproduzioni tipografiche in qualunque modo destinate alla pubblicazione ; tale definizione risulta assolutamente estranea alle comunicazioni telematiche, che utilizzano tecniche completamente diverse. Solo nell'ipotesi in cui lo stampato venisse duplicato e diffuso verso una generalità di soggetti esso potrebbe acquistare rilevanza ai fini del succitato art. 1.

Con riferimento alla diffamazione a mezzo internet e l'aggravante speciale per offese commesse con un qualsiasi mezzo di pubblicità, ex art. 595 comma 3 c.p., l' orientamento giurisprudenziale ormai dominante, consolidatosi a seguito di una pronuncia intervenuta in tal senso da parte della Suprema Corte, è incline a sussumere la diffamazione a mezzo internet in un'ipotesi aggravata, riveniente non già dall'applicazione della disciplina sulla stampa o sulla radio-televisione, bensì dello stesso art. 595 c.p., che al comma 3 prevede un'aggravante speciale per l'offesa “recata...con qualsiasi altro mezzo di pubblicità” 9. Tuttavia, parte della dottrina dubita che internet sia pacificamente riconducibile all'estensione semantica dell'espressione altro mezzo di pubblicità, contenuta nell'art. 595, comma 3, c.p.; ad avviso di alcuni autori, invero, l'estensione numerica degli utenti raggiungibili dal messaggio diffamatorio è al più suscettibile di incidere in sede di esercizio del potere discrezionale del giudice in sede di commisurazione della pena ex art. 133 c.p., ma non può in alcun modo fungere di per sé da elemento di distinzione fra un mezzo normale di comunicazione e un mezzo di pubblicità, poiché il requisito della comunicazione con più persone richiede, in ogni caso, una potenzialità divulgativa: al contrario, la distinzione dovrebbe fondarsi su un connotato valutabile aprioristicamente, che qualifichi il mezzo divulgativo utilizzato in base alla sua natura e non al risultato in concreto sortito sul presupposto di un dato variabile come la consistenza numerica effettiva delle persone raggiunte dal messaggio 10. In altre parole, si può affermare che l'estensione numerica degli utenti raggiungibili dal messaggio diffamatorio non è decisiva ai fini della configurazione dell'aggravante in questione.

Con riferimento alla questione del locus commissi delicti e la giurisdizione, è evidente che nessuna difficoltà insorge in ipotesi di reato commesso agendo dall'Italia in collegamento con un server parimenti installato in Italia, essendo il fatto interamente commesso nel territorio italiano e, conseguentemente, punibile alla stregua del principio generale di territorialità.

Analogamente, se l'agente opera in e dall'Italia su un server installato all'estero sussiste la giurisdizione italiana ex art. 6, comma 2, c.p., alla stregua del quale il reato si considera compiuto in Italia.

Al contrario, la problematica si presenta in relazione ai casi in cui l'agente opera all'estero, e all'estero è pure collocato il server al quale egli accede, ove si rifletta che il messaggio è ricevuto, oltre che nel resto del mondo, anche in Italia 11. Il reato di diffamazione : di mera condotta o di evento?
In un primo momento, le pronunce dei giudici di merito in materia di diffamazione avvenuta a mezzo internet per tramite di server allocato all'estero sono state concordi nel ravvisare il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria italiana.
Tanto, sulla scorta della considerazione che se la diffusione dei contenuti diffamatori è avvenuta fuori dai confini dello Stato italiano, anche la consumazione del reato deve ritenersi avvenuta all'estero, poiché la diffamazione si consuma nel momento in cui si verifica la diffusione della manifestazione offensiva diretta a più persone. Altra dottrina argomenta dal differente presupposto che nel reato di diffamazione , istantaneo e di pura condotta, la condotta consista nella comunicazione con più persone e la consumazione avvenga solo nel momento in cui i destinatari percepiscono le espressioni diffamatorie, poiché la percezione non è l'evento del reato, ma ne è elemento costitutivo, in quanto fa parte della condotta dell'agente: essa non integra il danno, che, viceversa, si verifica nel momento in cui l'interessato, percependo le espressioni offensive che lo riguardano (ma che sono dirette a terze persone), sente lesa la propria reputazione.
Sulla scorta di tali premesse, questo secondo orientamento dottrinale giunge all'opposta conclusione per cui il reato (ma non il danno) si è perfezionato nel momento in cui il messaggio, diffuso sul sito, viene percepito da una pluralità di persone che a detto sito accedono 12; essendo la percezione del contenuto offensivo dei messaggi avvenuta in Italia, il reato dev'essere considerato come commesso sul territorio italiano, alla luce del disposto dell'art. 6 c.p. e del c.d. principio d'ubiquità 13.
Un ulteriore orientamento, da ultimo autorevolmente avallato da una pronuncia della Suprema Corte, è incline a considerare la diffamazione un reato di evento, inteso quest'ultimo come avvenimento esterno all'agente, sebbene collegato al comportamento di costui, consistente nella percezione da parte del terzo ( rectius , dei terzi) dell'espressione offensiva; la percezione, conseguentemente, non è un elemento costitutivo della condotta, non essendo in alcun modo ascrivibile all'agente, pur se si configura come una conseguenza del suo operato. In virtù di quanto innanzi esposto, il momento consumativo del reato de quo non è quello della diffusione del messaggio offensivo, bensì quello della percezione dello stesso da parte di soggetti che siano «terzi» rispetto all'agente e alla persona offesa 14 .
Ben si comprende come, sulla scorta di questo ragionamento, possa giungersi a statuire l'applicabilità della legge italiana.

Configurabilità del tentativo. Una parte minoritaria della dottrina ipotizza che sia configurabile il tentativo nel reato di diffamazione a mezzo internet. Ora, come rilevato anche dalla Suprema Corte, nel caso in cui l'offesa venga arrecata tramite internet , risulta di più agevole e immediata constatazione la differenziazione concettuale tra condotta ed evento, poiché l'evento appare anche temporalmente ben distinto dalla condotta.
Ed invero, in un primo momento si ha l'inserimento in rete da parte dell'agente degli scritti offensivi o denigratori, e, solo in un secondo momento, a distanza di minuti, secondi, ore, giorni, ecc., i terzi, connettendosi con il sito e percependo il messaggio, consentiranno la verificazione dell'evento e, di conseguenza, la consumazione del reato ex art. 595 c.p.
Nell'ipotesi in cui un messaggio dal contenuto diffamatorio venga pubblicato sul web e, per avventura, nessuno abbia la possibilità di prenderne conoscenza, in assenza di percezioni da parte dei terzi del messaggio diffamatorio, l'azione si è evidentemente compiuta e perfezionata, mentre ciò che non si è verificato, impedendo al reato di giungere a consumazione, è innegabilmente l'evento 15.

Tuttavia, la dottrina prevalente concorda nel ritenere che l'art. 595 c.p. contempli un reato di pericolo c.d. concreto; ed invero, se da un lato non vi è alcuna necessità di accertare che la reputazione o l'onore del soggetto abbiano effettivamente subito un danno per effetto della condotta diffamatoria, pure è essenziale che il giudice accerti, caso per caso, esaminando e valutando il fatto nella sua singolarità storica, nei suoi elementi costitutivi di azione e di evento, al fine di trarre il convincimento della sussistenza degli estremi oggettivi e soggettivi della lesione 16, che esista quantomeno una rilevante possibilità di verificazione dell'evento temuto.

Altra parte della dottrina prospetta un quadro dogmatico-interpretativo differente, asserendo da un lato che l'effettiva percezione dell'offesa non segna il momento consumativo del reato, non potendo considerarsi la diffamazione un reato di evento, dall'altro che, nel caso di specie ed in altri analoghi, sussiste ugualmente la giurisdizione italiana, dovendosi considerare il reato commesso nel nostro territorio ai sensi dell'art. 6 c.p.
La suddetta dottrina riconosce come, in caso di immissione di materiale diffamatorio in internet, si debba addirittura dubitare se e quando possa dirsi realizzata un'effettiva comunicazione e se questa sia comunque imputabile all'agente, visto che vi è una pluralità indeterminata di destinatari; essi, peraltro, non vengono neppure «avvisati», come avviene invece per il destinatario (determinato) di un' e-mail , dell'esistenza concreta del messaggio, ma autonomamente possono acquisirne cognizione accedendo ai servers in cui è memorizzato e tanto solo se previamente lo ricercano, con un loro volontario comportamento, pur ignorandone, fino alla totale o parziale lettura, il preciso contenuto ed anzi spesso anche la concreta esistenza 17. l'Autore non considera la diffamazione un reato di evento, poiché a suo dire l'offesa all'altrui reputazione non si configura quale conseguenza causale della condotta dell'agente, ma è costituita piuttosto da quel momento di fatto che evidenzia la proiezione intersoggettiva del rapporto vietato, nei confronti del soggetto passivo e dei terzi, coincidendo con l'instaurarsi di un effettivo rapporto di aggressione che neghi il riconoscimento ed il rispetto dovuti 18 .
Ad avviso della citata dottrina, tuttavia, anche nel caso di comportamenti che si esauriscano completamente all'estero, perché ivi è avvenuta l'immissione di dati in rete, la prima registrazione su un server , la riproduzione e circolazione su altri servers collegati, si potrebbe affermare la giurisdizione italiana, alla luce della considerazione che l'interesse punitivo dei singoli ordinamenti non può ritenersi circoscritto al luogo degli atti di immissione, né a quello della memorizzazione originaria o attuale dei dati illeciti, ma investe, piuttosto, la loro stessa tenuta a disposizione in rete.

Alla luce di quanto sin qui rassegnato, sembrano affermarsi le ragioni di chi - in dottrina e in giurisprudenza - ritiene opportuno differenziare nettamente, e sotto tutti gli aspetti, il mezzo di comunicazione «internet» dai mezzi di comunicazione di massa «tradizionali», quali stampa e radiotelevisione, in relazione alle quali è ormai consolidato un orientamento interpretativo particolarmente severo, che fa coincidere la consumazione del reato con la mera pubblicazione o trasmissione dei contenuti diffamatori anche in assenza di un'effettiva percezione dell'offesa.

Dott. Francesco Marciano

Note:

1 In argomento cfr. diffusamente Pica , Il diritto penale delle tecnologie informatiche , Torino, 1999

2 Cfr. g.i.p. Trib.Oristano, 6 giugno 2000, n. 137

3 Cfr. su tutte Cass., 3 febbraio 1989, n. 259, in Giust. pen. , 1990, 2, 1974: «Ai fini della configurabilità di una fattispecie criminosa come reato commesso con il mezzo della stampa, le definizioni che di stampa e stampati fornisce l'art. 1, l . n. 47 del 1948 non sono suscettibili d'interpretazione analogica e/o estensiva».

4 Cfr. in particolare la direttiva CE n. 552 del 1989 sull'esercizio delle attività televisive, che definisce la trasmissione televisiva quella «via cavo, via etere...o via satellite di programmi televisivi destinati al pubblico... la suddetta nozione non comprende invece i servizi di comunicazione che forniscono informazioni specifiche o altri messaggi su richiesta individuale, come la telecopiatura, le banche di dati elettroniche e servizi analoghi».
Analogamente, la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, ratificata dall'Italia con l. n. 327 del 1991, prevede che per trasmissione s'intende «l'emissione primaria, via emittente terrestre, via cavo o ogni tipo di satellite, in forma codificata o non codificata di programmi televisivi destinati al pubblico in generale. Il termine suddetto non comprende i servizi di comunicazione che operano su richiesta individuale».

5 Cfr. in particolare l'ordinanza g.i.p. Trib. Latina, 7 giugno 2001

6 Cfr. g.i.p. Trib. Aosta, 5 febbraio 2002, n. 22

7 Cfr. sul punto, nello stesso senso, la precedente pronuncia di g.u.p. Trib. Oristano, cit.

8 Zeno-Zencovich , in La pretesa estensione alla telematica del regime della stampa: note critiche , in Dir. inform ., 1998, 15 ss.

9 Cass., sez. V, 27 dicembre 2000

10 Cfr. sul punto Scopinaro , Internet e delitti contro l'onore , in Riv. it. dir. proc. pen ., 2000, 641 ss.

11 cfr. in argomento diffusamente Galdieri , Teoria e pratica nell'interpretazione del reato informatico , Milano, 1997.

12Cfr. sul punto Mantovani , Diritto penale . Parte generale, 3a ed., Padova, 1992, 427, nonché Pagliaro , Principi di diritto penale , Milano, 1996, 502 ss.

13 Cfr., ex plurimis, Siniscalco , Locus commissi delicti , in Enc. Dir. , 1974, XXIV, 1054 ss.

14 Cfr. Cass., sez V, 27 dicembre 2000, cit.

15Cfr. sul punto Seminara , La pirateria su Internet e il diritto penale , in Riv. trim. dir. pen. econ. , 1997, 106

16 Cfr., ex plurimis, Cass., sez. V, 17 febbraio 1989, in Giust. pen ., 1990, II, 413

17 Cfr. Picotti , Profili penali delle comunicazioni illecite via Internet , in Dir. inform. , 1999, 283 ss.

18 Cfr. Picotti , Il dolo specifico , Padova, 1993, 116, nonché Profili penali cit., 283 ss.

Quoto tutto, ogni singola parola.. così restiamo in topic.. come piace ai merenderos :ok
Oh.. se non basta lo riquoto 3 4 5 volte.. no problem.. caxxo ce ne frega della guzzanti e di cannes... l'importante è postare postare postare... vero merenderos?:ok
intermezzo intermezzo 15/05/2010 ore 12.28.48 Ultimi messaggi
linx linx 15/05/2010 ore 12.39.03
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

L'INSULTO AL BAR E' FINITO LI'.
L'INSULTO SU DI UN GIORNALE DURA IL TEMPòO DI QUALCHE GIORNO.FINCHE' SONO IN CIORCOLAZIONE COPIE CARTACEE.POI C'E' SOLO IN BIBLIOTECA.A VOLTE NEPPURE LI'.
QUELLO SU INTERNET POTREBBE CONSIDERARSI MOLTO PIU' GRAVE SE NON CANCELLATO DATO CHE PERDURA NEL TEMPO INFINITAMENTE, A DISPOSIZIONE DI UN QUALSIASI LETTORE.
QUI ABBIAMO UN BACINO DI UTENZA TEORICO DI UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE.
MI PARE SUFFICIENTE PER DIRE CHE EQUIVALE AD UN GIORNALE CAERTACEO E BEN PIU'.
CHE POI QUESTO REATO SIA CONTINUATIVO E FATTO SPESSO IN GRUPPO E' UN AGGRAVANTE BEN CHIARA.
CHSSA' SE QUESTA GENTE LO CAPIRA' MAI.
linx linx 15/05/2010 ore 12.46.11
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

SALUTO
VADO A FAR ALTRO.
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 12.47.31 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

Il trito si fa mettendo la carne nell'apposito apparecchio, chiamato appunto tritacarne, il ritrito invece penso che si faccia così!
:-)))
cavallobianconormann cavallobianconormann 15/05/2010 ore 12.50.05
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(Nessuno)RE: Politica e cultura

NEROPERLA@
ESATTO la pensa allo stesso modo VITO SCHEPISI costretto con la forza ad iscriversi a questo Forum ed usato come anti depressivo
agli sponsor della pagina 777 del televideo o dei meschini che vorrebbero trovare in un sito istituzionale quello che nemmeno
un bimbo crederebbe di trovare.
DuPalle DuPalle 15/05/2010 ore 12.50.59 Ultimi messaggi
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ImpressionatoRE: Politica e cultura

arlina scrive:
ma perchè non hai fatto ub nel tam tam e lo hai spedito a cannes??

che dovevo fa? Mo nun ricominciamo co sti termini strani tipo thread trolley fake emoticon, io so ruspante!
:-)))

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