Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

gio52b gio52b 15/02/2018 ore 10.44.05
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(Nessuno)RE: IL NODO DELLE CLASSI SOCIALI: E' PROPRIO VERO CHE SONO SPARITE?

@x.nutella89 scrive:
Quindi come vedi anche il capitalismo ha fallito, visto che non riesce a garantire un benessere a tutti.

Le politiche hanno fallito, il capitalismo ha fallito i tuoi punti di riferimento falliranno inesorabilmente anch'essi, quest’ultimi, primo perché nascono già da un fallimento universale e poi, perchè il pianeta non sopporterà il benessere per tutti i suoi inquilini neanche se cediamo parte del nostro, a meno che la scienza progredisca a tal punto da riuscire a ovviare in qualche modo alla carenza di risorse. Anche in quel caso non ci sarà da gioire perchè questo produrrà una massificazione generalizzata per la maggioranza della popolazione la quale avrà lo stretto necessario per vivere, con la disponibilità di prodotti di basso livello e alimenti provenienti da coltivazioni e allevamenti geneticamente modificati. Di contro vi saranno oligarchie molto protette e benestanti che potranno permettersi tutto, avendo in mano le leve del comando e la vita stessa delle popolazioni. Brutto scenario vero? Ma molto probabile. Altra soluzione sarebbe quella di riorganizzare il pianeta per diminuirne la pressione antropica per questi buoni motivi:
• La sussistenza richiede una produzione di beni (soprattutto alimenti) ma per questa occorre, oltre al lavoro, anche capitale. Se la popolazione aumenta, bisogna usare una parte delle risorse per creare nuovi posti di lavoro. Se invece la popolazione fosse stabile, le stesse risorse potrebbero essere usate per fornire ad ogni lavoratore una più alta dotazione di capitale.
• Molte risorse minerali sono prossime all’esaurimento. Se la popolazione mondiale fosse minore, l’esaurimento di tali risorse verrebbe rallentato. Inoltre, la competizione per risorse limitate porta spesso alle guerre.
• Le attività umane producono inquinamento, con conseguenze gravissime per la salute umana, specialmente per quanto riguarda l’inquinamento marino ed atmosferico. Se la popolazione mondiale fosse minore, anche l’emissione nell’ambiente di sostanze inquinanti sarebbe minore.
• Le attività umane richiedono un alto consumo di energia, che attualmente viene ricavata soprattutto dai combustibili fossili, con gravi problemi di inquinamento e di esaurimento delle risorse. Se la popolazione mondiale fosse minore, anche il consumo di energia sarebbe minore.
• L’alimentazione dell’attuale enorme popolazione umana richiede la coltivazione di una crescente quantità di terreno, così che si riducono sempre più le foreste, essenziali per la produzione dell’ossigeno. Se la popolazione mondiale fosse minore, si potrebbe ridurre la quantità di terreno coltivato ed aumentare la superficie delle foreste.
• L’acqua è un bene che scarseggia sempre di più in vaste aree del Terzo Mondo. Se la popolazione mondiale fosse minore, vi sarebbe più acqua per tutti.
• La conservazione della natura è un’esigenza sempre più sentita da parte di una notevole parte dell’opinione pubblica, che vuole ostacolare l’estinzione di specie animali e vegetali e la perdita di habitat. A tale scopo quasi tutti i Paesi creano parchi nazionali e regionali e riserve naturali. Da ciò sorgono conflitti perché queste stesse aree sono reclamate per attività umane industriali o agricole. Se la popolazione mondiale fosse minore, vi sarebbero meno conflitti tra conservazione della natura ed attività economiche.
Chiaro che anche qui c'è un rovescio della medaglia perchè la popolazione invecchierà e ci sarà un minor ricambio generazionale e quindi una riduzione di produzione e consumi che metterà a dura prova il capitalismo, unico soggetto, oltre la chiesa cristiana, che auspica nascite e immigrazione in occidente per creare nuovi consumatori. L'invecchiamento della popolazione non comporterà solo una riduzione di consumi e quindi di lavoro ma produrrà, per il periodo transitorio, una povertà indotta per milioni di soggetti anziani che sarà difficile da contrastare. In Italia, poiché essendo a crescita zero, ne abbiamo prova, anche se in concorso con altri fattori, ci stiamo impoverendo e siamo costretti a lavorare fino a tarda età per sostenere il sistema pensionistico ed il welfare che abbiamo. L’obiettivo sarebbe quello di riportare il numero di abitanti del pianeta tra i 4-5 mld.. I sistemi migliori per far ciò sono noti, a parte l’uso dei contracettivi, e l’imposizione per legge del numero dei figli, sarebbe opportuno cercare di sviluppare, le condizioni che si associano alla minore natalità nei paesi sottosviluppati i quali hanno il più alto tasso di crescita demografica ad esempio:
• elevare le opportunità di lavoro per le donne al di fuori della famiglia
• favorire un più alto tasso di frequenza scolastica femminile, soprattutto della scuola primaria e della scuola secondaria
• elaborare programmi di salute pubblica ed un miglior livello nutrizionale della mamma e del bambino per ridurre la mortalità infantile ed indirettamente rendere meno desiderabile una famiglia numerosa
• introdurre forme di previdenza per gli anziani e sicurezza sociale può rendere meno desiderabile una famiglia numerosa come assicurazione per la vecchiaia.
In poche parole se riusciamo ad elevare lo standard di vita di queste popolazioni avremo due grandi risultati: riduzione della natalità e riduzione delle migrazioni.
Ci vuole tempo e molte risorse ma credo che potrebbe essere un ottimo investimento per l’umanità.
x.nutella89 x.nutella89 15/02/2018 ore 15.42.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: IL NODO DELLE CLASSI SOCIALI: E' PROPRIO VERO CHE SONO SPARITE?

@gio52b :

Spreco alimentare, si butta 4 volte la quantità di cibo per sfamare 800 milioni di persone

Solo gli Stati Uniti gettano 46milioni di tonnellate di cibo l’anno
mentre il solo cibo buttato in Europa sfamerebbe circa 200milioni di persone (FAO).

E tu mi vieni a parlare di riduzione di persone nel mondo come se quello fosse l'unico e il solo problema per salvare il mondo... ma per favore

Questo solo per limitarsi alla nutrizione, poi potrei farla lunga sugli altri disastri creati da noi, ma direi di fermarci qui , perchè vedo parliamo due lingue diverse.

Tra l'altro il tema del topic voleva richiamare l'attenzione sulle classi sociali piu deboli che non si ribellano a questo schifo cosi evidente.
Mentre noto che per i piu è molto piu interessante il gossip e le dispute tra miseri politici italiani
gio52b gio52b 16/02/2018 ore 16.15.27
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(Nessuno)RE: IL NODO DELLE CLASSI SOCIALI: E' PROPRIO VERO CHE SONO SPARITE?

@x.nutella89 scrive:
Spreco alimentare, si butta 4 volte la quantità di cibo per sfamare 800 milioni di persone
Solo gli Stati Uniti gettano 46milioni di tonnellate di cibo l’anno
mentre il solo cibo buttato in Europa sfamerebbe circa 200milioni di persone (FAO).

Non credo che parliamo lingue troppo diverse, la questione è importante, sicuramente lo è molto più dei battibecchi tra i politici ecc. cui facevi cenno. Forse ci sono punti di vista diversi nelle soluzioni, probabile poi che riscontri in te un po’ troppo filantropismo per questioni che la maggior parte delle persone vive con molto meno coinvolgimento avendo più a cuore concetti diversi, come quello di cedere meno possibile delle conquiste economico sociali raggiunte. Non penserai sul serio che una famiglia media nella quale i coniugi lavorano, i figli vanno a scuola oppure un operaio che lavora in fabbrica ed ha raggiunto una seppur piccola stabilità economica, mettano a disposizione quanto hanno, per aiutare il terzo mondo. Magari potranno avere qualche piccolo rimorso di coscienza momentaneo, quando se ne parla, il meno possibile, ma poi ognuno continuerà a pensare a se ed al suo orticello. Comunque potrei parlarti per ore e ore di questo argomento che mi interessa, anche se ti confesso in maniera sempre più scettica specie nei confronti di certi guru o presunti tali che sentenziano sul tema con slogan teatrali al fine di attirare l’attenzione e soprattutto attrarre denari da spendere bene? Ho qualche dubbio.
Come ad esempio i dati sullo spreco alimentare. Ancora una volta ci troviamo di fronte a dati che sembrano clamorosi ma che se vai a leggerli a fondo, ti rendi conto che servono solo per fini propagandistici, anche se si tratta di propaganda a fin di bene (o almeno speriamo che lo sia) Piccola divagazione, a proposito della FAO che citi per questi dati, sei mai stata in qualcuna delle sedi dell’organizzazione? se si hai notato cosa hanno tutte in comune? L’essere a dir poco faraoniche e gli stipendi dei funzionar? Lasciamo perdere….
Torniamo a noi. In primo luogo tutti gli alimenti sono soggetti a scadenza e i tempi spesso sono fin troppo cautelativi per cui molti alimenti freschi e specialmente quelli conservati, potrebbero rimanere in vendita molto più a lungo dando cosi luogo ad un minore ricambio e quindi minore spreco. Secondo la tendenza allo spreco in questi ultimi anni si è drasticamente ridotta, un pò per i costi e un pò per maggiore sensibilità da parte di tutti. Terzo le aziende cercano di gestire, i prodotti freschi, più localmente possibile al fine di evitare gli alti costi di trasporto per merci spesso di poco valore. Questo consente anche di diminuire il traffico stradale e l'inquinamento che esso produce. Quarto il cibo che viene sprecato nei supermercati, nelle mense scolastiche (che sono i maggiori imputati per lo spreco) non può raggiungere popolazioni del terzo mondo per evidenti difficoltà di trasporto. Infatti non basta produrre cibo ma bisogna essere in grado di distribuirlo e per fare ciò c'è bisogno di costosissimi mezzi di trasporto e infrastrutture quali strade, ferrovie, porti ed aeroporti che sono carenti nei luoghi dove la gente muore di fame.
Quindi può andar bene dire che c’è uno spreco alimentare ma è errato l’accostamento dei dati: “tot tonnellate di cibo possono sfamare tot milioni di persone” No, perché il costo reale di quel cibo non corrisponde al numero indicato di persone da poter sfamare che invece sarà molto, molto minore.
In realtà se si toglie il 10/15% di scarto fisiologico della produzione di cibo, che non viene sprecato ma per lo più finisce riciclato in compost o per uso energetico, ci accorgiamo che la massima parte del cibo si spreca nella filiera tra la produzione, il trasporto e la distribuzione. Quindi bisogna produrre meno, incidere e migliorare le tecnologie di conservazione, il confezionamento e la logistica di distribuzione, a partire dai trasporti, cercando di realizzare filiere più brevi. Questo ovviamente produrrà costi superiori che però saranno assorbiti totalmente o quasi dal minore spreco.
Quindi è ancora tutto da stabilire quanto sarà il reale margine residuale che rimarrà disponibile e quanto di questo andrà a beneficio della riduzione dei costi dei singoli prodotti, e quant’altro invece servirà a coprire i costi derivati da una minore produzione. Al netto di questo forse rimarrà qualche spicciolo da destinare a quei diseredati, soggetti di questa discussione. Questi spiccioli poi finiranno in mano alle varie ong, che ne tratterranno la maggior parte per mantenere le loro organizzazioni, pagarsi i loro lauti stipendi e perché no anche farsi qualche bella orgetta….
A parte le battute, anche se non rimarrà niente o poco la riduzione degli sprechi è una cosa saggia ed i benefici si conteranno non tanto per il denaro risparmiato ma per quanto meno andremo ad impattare sull’ambiente in termini energetici e d’inquinamento.
Cara amica la questione della fame nel mondo, i due mld di anime che non hanno nulla ed altre 800 milioni che appena riescono a nutrirsi, è problema che, a parole, sta a cuore a tutti sia di sinistra di centro che di destra. Va però affrontata nella giusta maniera e a livello globale, evitando il più possibile la frammentazione e la dispersione delle risorse, che ogni Stato ricco deve mettere a disposizione, in mille rigoli gestiti da più o meno oneste organizzazioni umanitarie o pseudo tali. Ci vuole un programma studiato e coordinato, da organismi internazionali, (ben controllati sul loro operato) per ogni singola zona della Terra ove vi sia denutrizione, per implementare le infrastrutture necessarie allo sviluppo di quella zona che sarà sicuramente differente dalle necessità di un’altra, lontana migliaia di km.. Questo non vuol dire imporre il nostro modello di sviluppo, concetto che anche tu disputavi, ma vuol dire gettare le basi per dare possibilità di vita a popolazioni che ora non hanno speranza, le quali mano a mano che miglioreranno le loro sorti saranno capaci di decidere il loro futuro con i modelli di sviluppo che preferiscono. Ma una cosa è certa, non potremo assolutamente seguire all’infinito il comandamento che il Signore dette ad Adamo e Eva quando lasciarono il paradiso terrestre: andate e moltiplicatevi; perché porterebbe inevitabilmente o alla fine dell’umanità o a qualche nuovo e più terribile olocausto…. Ma non ho dubbi sul fatto che qualsiasi civiltà, non appena abbia raggiungo una stabilità economica accettabile, automaticamente riduce anche le nascite, per i motivi che ti spiegavo nella mia precedente risposta….
x.nutella89 x.nutella89 16/02/2018 ore 17.22.44 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: IL NODO DELLE CLASSI SOCIALI: E' PROPRIO VERO CHE SONO SPARITE?

@gio52b :
Lo spreco di enormi quantità cibo era solo un esempio.

Puoi farla lunga quanto vuoi, ma il nodo di una redistribuzione della ricchezza resta.
Come resta il nodo delle classi sociali,con le sue enormi disuguaglianze e un modello di sviluppo dissennato.

I dati riportati all'inizio del topic e quelli dei premi nobel lo stanno a dimostrare.
Io non credo che possiamo fingere a lungo, facendo finta che la cosa non ci riguarda.

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