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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

excristian1977 15/02/2018 ore 11.27.05 Ultimi messaggi
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ImportantePiccole imprese “sedotte” da Lega e 5 Stelle

da la stampa

Sondaggio Swg-Confesercenti: grande delusione nei confronti della politica, astensionismo in forte aumento. Il 62% non si riconosce in nessuna forza. De Luise: “Troppi slogan, poche proposte vere”




Delusi, circospetti e molto cauti nell’immaginare nuovi investimenti. Secondo un sondaggio realizzato da Swg per la Confesercenti nazionale i rappresentanti delle piccole imprese quest’anno sono intenzionati a disertare le urne ancor di più della media degli italiani, mentre nel 2013 il loro tasso di affluenza è stato superiore a quello generale. Infatti dice di voler andare a votare appena il 55% del campione (58% Nord , 62% Centro e 50 Sud), contro il 79% che lo ha fatto 5 anni fa. In media il 25% (30% al Sud, 225 al Nord e 20% al Centro) dice che non andrà a votare, mentre un altro 20% è indeciso. Se poi si guarda alle regionali di Lazio e Lombardia il fenomeno è ancora più amplificato: solo il 44% conferma infatti che andrà ai seggi, mentre 34% non andrà a votare (con gli indecisi al 22%)



INSODDISFATTI DAI PARTITI
Le ragioni di questa scelta? Tra le «pmi» prevale una fortissima insoddisfazione (voto medio 4,4 su 10, 4,2 al Nord) per la poca attenzione data da partiti e movimenti alle istanze di questo comparto della nostra economia. Tant’è che ben il 62% del campione (un panel di 800 imprenditori consultato online da Swg dal 30 gennaio al 1 febbraio e dal 5 al 12 con metodo Cawi) non si sente infatti rappresentato da nessun partito o movimento politico, il 18% non ha fiducia nel sistema politico elettorale ed un altro 17% non è convinto dei programmi fin qui annunciati.

Questo atteggiamento – rileva Swg - si riflette anche sulla intenzione di investire nell’impresa: il 36% attende l’esito per procedere o meno con gli investimenti, il 33% non aveva in programma di farli mente il 28% (32% al Nord) si muove indipendentemente dalla contingenza elettorale. Anche la scelta elettorale segnala un mondo con sfaccettature al suo interno. Il programma attrae il 33% degli imprenditori, il 27% è mosso dal «voto utile», per il 24% vale il legame politico; resta marginale, il 13% la figura del leader. Le priorità sono ben delineate e gerarchizzate nel sentire dei rappresentanti delle Pmi. In primo luogo vi è l’alleggerimento fiscale (56%), poi il sostegno alla piccola impresa (39%), quindi la semplificazione della burocrazia (30%) e la riduzione del costo del lavoro (28%).

Rispetto al giudizio sulla legislatura che si è appena chiusa gli imprenditori però si dividono: la metà vede una certa continuità nell’azione della prossima legislatura, oltre un terzo però sollecita una forte discontinuità.



E IL 20% CAMBIA VOTO
Ma alla fine il 4 marzo cosa voteranno commercianti e artigiani? Swg segnala una prevalente continuità nella scelta di voto: «tutto quanto è accaduto negli scorsi cinque anni ha, pertanto, determinato un limitato cambiamento negli indirizzi di voto», tuttavia un quinto di questo fetta di elettorato si sposta, dato che nell’attuale situazione, può produrre degli effetti significativi.

E così se il 70% confermerà il voto del 2013, il 20% dice di voler cambiare mentre il restante 10% è ancora incerto. Per Swg tra le Pmi il centrodestra ottiene consensi superiori alla media dei votanti (con un indice di 135 rispetto ai 100 punti di base riferiti alla media elettorale nazionale) soprattutto grazie alla Lega (130), mentre Fi è in calo (90 su 100). Lo stesso vale per i 5 Stelle (anche loro a quota 130) e in misura minore per Leu (a 110). Notevolmente sotto la media il centrosinistra (90 su 100), soprattutto per colpa del Pd che sta a 85.



DE LUISE: TROPPI SLOGAN
«Durante la campagna elettorale si è parlato spesso di piccola e media impresa, ma le proposte assomigliano più a slogan che a progetti ben definiti, – commenta Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti ma anche presidente di turno di Rete Imprese Italia (foto sopra). «Le Pmi – aggiunge - cercano stabilità ma anche un’inversione di tendenza, bisogna dare loro sostegno per agganciare finalmente la ripresa. Le associazioni delle imprese hanno presentato alla politica proposte puntuali per dare alle Pmi uno shock positivo. Sta al prossimo governo, qualunque esso sia, trasformarle in pratica. Le Pmi sono le principali artefici di valore aggiunto è lavoro: se non si dà loro attenzione, la nostra economia non correrà più di quanto visto quest’anno».

COSA PENSATE?

io torno a ripetere
renzi e silvio si stanno preparando per l'inciucio post voto
mo grillini e lega facciano altrettanto per fottere FI e PD
se anche le piccole imprese li vedono bene e meglio rispetto agli altri...
8533307
da la stampa Sondaggio Swg-Confesercenti: grande delusione nei confronti della politica, astensionismo in forte aumento. Il 62%...
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15/02/2018 11.27.05
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