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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

Gio.1947 Gio.1947 16/06/2018 ore 02.08.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

@giorgio60 scrive:
il giappone e' uscito da una guerra mondiale praticamente dilaniato dalle bombe atomiche.
e' stato costretto alla resa e al disarmo eppure piano piano e' diventato una potenza economica di prima importanza mondiale...

Il Giappone prima della seconda guerra mondiale aveva già una storia millennaria. Africa invece no,sono secoli che è stata sfruttata prima con la schiavitù poi con le colonizzazioni che hanno sfruttato le loro risorse e continuano a farlo. Conosci la storia di ENRICO MATTEI.

Non sono ne a favore dell’immigrazione ne contrario.
Tutti i fenomeni che accadono hanno delle cause che le determinano.
Ecco cosa accade all’Italia nel 1962

Ecco come, le 7 sorelle, compagnie multinazionali petrolifere Americane, lo hanno messo in culo all’Italia.

Enrico Mattei fu assassinato, il suo caso insabbiato, i testimoni messi a tacere. Ma una cosa è certa: l’aereo su cui viaggiava il presidente dell’ENI e che cadde la sera del 27 ottobre 1962 a Bascapé, alle porte di Milano, fu sabotato. Era un uomo che dava molto fastidio. La strategia di Mattei era volta a spezzare il monopolio delle “sette sorelle”, non soltanto per il tornaconto del nostro ente petrolifero, ma anche per stabilire rapporti nuovi tra i paesi industrializzati e i fornitori di materie prime.
Una strategia semplicemente inaccettabile per le grandi compagnie petrolifere che si spartiscono le ricchezze del mondo.

Dall’inchiesta della Procura di Pavia, riaperta a metà degli anni ‘90, risulta inoltre evidente che l’insabbiamento di quel crimine fu diretto dai vertici dei servizi. Per il sostituto procuratore di Pavia Vincenzo Calia il fondatore dell’ENI fu “inequivocabilmente” vittima di un attentato. Vincenzo Calia giunge vicino alla soluzione del caso e formula l’ipotesi dell’attentato, ma non può provarla. Scrive Calia: “L’esecuzione dell’attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell’ente petrolifero di Stato”. Calia ha dimostrato che l’esplosione che abbatté il bimotore Morane-Saulnier su cui viaggiavano il presidente dell’ENI, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale fu causata da una bomba collocata nel carrello d’atterraggio del velivolo. Le prove contenute nelle 208 pagine del fascicolo dimostrano anche che l’inchiesta del 1962, presieduta dal generale dell’Aeronautica Ercole Savi, conclusasi dichiarando l’impossibilità di “accertare la causa” del disastro, fu in realtà un mostruoso insabbiamento.

Finora davanti alla sbarra è finito soltanto un contadino di Bascapé, Mario Ronchi, accusato di “favoreggiamento personale aggravato”. Secondo l’accusa vide l’aereo di Mattei esplodere in volo, rilasciò alcune interviste in questo senso a diversi organi di stampa e alla Rai e poi… si rimangiò tutto. Chi ha sabotato l’aereo? Chi sono i mandanti? Il pubblico ministero Calia non riesce ad accertarlo, ma è probabile che vi siano responsabilità di uomini inseriti nell’Eni e negli organi di sicurezza dello Stato. E ancora depistaggi, manipolazioni, soppressioni di prove e di documenti, pressioni che impediscono l’accertamento della verità.
Il 27 luglio 1993 dal “pentito” di mafia Gaetano Iannì giungono dichiarazioni importanti.

Secondo Iannì per l’eliminazione di Mattei ci fu un accordo tra non meglio identificati “americani” e Cosa nostra siciliana. A mettere una bomba sull’aereo di Mattei fuono alcuni uomini della famiglia mafiosa capeggiata da Giuseppe Di Cristina. Anche Tommaso Buscetta rivela che la mafia americana chiese a Cosa nostra il favore di eliminare Enrico Mattei “nell’interesse sostanziale delle maggiori compagnie petrolifere americane”. In Italia, poi, Mattei era un finanziatore della politica, nemico dei circoli economici e politici legati ai grandi interessi.
La certezza è che il presidente dell’ENI Enrico Mattei, il più potente manager di stato italiano viene uccisola sera del 27 ottobre 1962 insieme al pilota Irnerio Bertuzzi e al giornalista americano William Mc Hale. Parallelamente all’inchiesta amministrativa condotta dall’Aeronautica Militare, la Procura di Pavia apre un’inchiesta per i reati di omicidio pluriaggravato e disastro aviatorio. L’inchiesta militare si chiude rapidamente, nel marzo 1963, senza avere sostanzialmente accertato la causa dell’incidente; Pavia chiude le indagini penali il 7 febbraio 1966, accogliendo le richieste della procura e pronunciando sentenza “di non luogo a procedere perché i fatti non sussistono”. A ridare fiato alla vicenda sul finire degli anni Settanta sono un libro e un film. Il libro, scritto da Fulvio Bellini e Alessandro Previdi, è intitolato “L’assassinio di Enrico Mattei”. Il film è “Il caso Mattei” di Francesco Rosi.Contemporaneamente Italo Mattei, fratello di Enrico, chiede che venga istituita una commissione parlamentare di inchiesta. Sono troppi i dubbi sull’incidente e inoltre la scomparsa di Mattei ha fatto comodo a troppe persone, in Italia e all’estero, dal momento che i suoi rapporti con i paesi del terzo mondo produttori di petrolio avevano urtato il cartello petrolifero delle sette sorelle. La riapertura delle indagini viene chiesta anche da una campagna stampa del settimanale “Le ore della settimana” e da una serie di interrogazioni parlamentari. L’interesse attorno alla misteriosa fine del “re del petrolio italiano” riceve nuovo impulso dalle indagini sulla scomparsa del giornalista dell’ “Ora” di Palermo Mauro De Mauro, il 16 settembre 1970. Una delle piste seguita dall’inchiesta sulla fine di De Mauro ipotizza infatti che il giornalista palermitano sia stato sequestrato e ucciso per aver scoperto qualcosa di molto importante circa la morte del presidente dell’E.N.I.: De Mauro aveva infatti ricevuto dal regista Rosi l’incarico di collaborare alla preparazione della sceneggiatura del film “Il caso Mattei”, ricostruendo gli ultimi due giorni di vita trascorsi dal presidente dell’E.N.I. in Sicilia.L’indagine sulla scomparsa di De Mauro si conclude in un nulla di fatto, nonostante la richiesta di ulteriori investigazioni formulata dal GIP di Palermo ancora nel 1991. Il procedimento viene archiviato il 18 agosto 1992: De Mauro non poteva aver scoperto nulla di particolare intorno alla morte di Enrico Mattei, dal momento che la magistratura di Pavia aveva ritenuto del tutto accidentale la natura del disastro di Bascapè. Il 20 settembre 1994 il gip di Pavia autorizza la riapertura delle indagini nei confronti di ignoti. La riapertura era stata chiesta dalla procura pavese che, per competenza, aveva ricevuto dalla procura di Caltanisetta l’estratto delle dichiarazioni rese da un pentito di mafia. Il 5 novembre 1997 il pubblico ministero di Pavia Vincenzo Calia giunge a questa conclusione: “l’aereo, a bordo del quale viaggiavano Enrico Mattei, William Mc Hale e Inrneio Bertuzzi, venne dolosamente abbattuto nel cielo di Bascapè la sera del 27 ottobre 1962. Il mezzo utilizzato fu una limitata carica esplosiva, probabilmente innescata dal comando che abbassava il carrello e apriva i portelloni di chiusura dei loro alloggiamenti”. Di più non si riesce a scoprire e le domande rimangono. Enrico Mattei stava per spezzare la morsa costruita attorno a lui dal cartello petrolifero che escluse l’ENI dal mercato petrolifero internazionale, negandogli concessioni nei paesi produttori alla pari con le altre compagnie petrolifere. Mattei allora dichiarò guerra al sistema neocoloniale delle concessioni, offrendo ai paesi produttori un accordo rivoluzionario, il 75% dei profitti contro il 50% finora offerto dalle compagnie, e la qualificazione della forza lavoro locale. Il cartello reagì furiosamente, giungendo a rovesciare governi, come quello libico, che avevano accettato l’offerta e aperto all’ENI prospettive di grandi forniture. Nel 1962, quando si andava prospettando la soluzione della questione algerina, Mattei era riuscito ad aggirare il blocco.

Sostenendo il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), Mattei aveva ipotecato un trattamento preferenziale verso l’ENI dal futuro governo. Si pensava allora che l’Algeria possedesse, al confine con la Libia , le più vaste riserve di petrolio inesplorate del mondo. Parallelamente a Mattei si mosse De Gaulle, che decise di riconoscere l’indipendenza algerina. Come contropartita, la compagnia petrolifera francese ottenne gli stessi privilegi dell’ENI. L’ingresso trionfale dell’ENI sul mercato petrolifero era quindi quasi assicurato.
Non solo, l’Executive Intelligence Review, attraverso una ricostruzione minuziosa del caso Mattei, afferma che il presidente dell’Eni, alla fine, era riuscito ad aprire un dialogo con la Casa Bianca , nonostante la stampa internazionale avesse dipinto Mattei come un pericoloso sovversivo anti-americano. Mattei, per l’Eir, era riuscito a far capire alla nuova amministrazione Kennedy che tutto ciò che desiderava era essere trattato alla pari, che egli non ce l’aveva con l’America ma con i metodi coloniali applicati dalle “sette sorelle” del petrolio. L’amministrazione Kennedy accettò il dialogo e fece pressioni su una compagnia petrolifera, la Exxon , per concedere all’Eni dei diritti di sfruttamento. L’accordo sarebbe stato celebrato con la visita di Mattei a Washington, dove avrebbe incontrato il Presidente Usa e ottenuto il conferimento di una laurea honoris causa da parte di una prestigiosa università statunitense
Alla vigilia di quel viaggio, il 27 ottobre 1962, Mattei fu assassinato. Un anno dopo, fu ucciso Kennedy. In un rapporto confidenziale del Foreign Office del 19 luglio 1962, si leggeva che “il Matteismo” era “potenzialmente molto pericoloso per tutte le compagnie petrolifere che operano nell’ambito della libera concorrenza (…). Non è un’esagerazione asserire che il successo della politica ‘Matteista’ rappresenta la distruzione del sistema libero petrolifero in tutto il mondo”. E quindi Mattei andava eliminato, in un modo o nell’altro.


Credo che L'Italia, essendo a soli 70 km. dall'Africa, sia la VITTIMA di quello che hanno fatto tutte le nazioni al mondo. Hanno sfruttato l'africa privandola delle sue ricchezze senza in cambio portare sviluppo. Oggi purtroppo subbiamo l'invasione da parte degli Africani. Oggi tutte le forze politiche dicono che bisogna aiutarli in Africa per evitare che vengano in Italia. Ma mi chiedo non potevano pensarci 50 anni fa

Qual è l'aiuto che oggi vogliamo portare in Africa?
Aprire campi profughi in Africa
E' questo l'aiuto che vogliamo portare in Africa?
Semplicemente ridicolo


Caro giorgio.

La soluzione ottimale sarebbe un piano Marshall (ufficialmente chiamato piano per la ripresa europea ("European Recovery Program") a seguito della sua attuazione, fu uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale.) Cosi come gli stati uniti hanno aiutato l'Europa a RINASCERE, tutti i popoli del mondo dovrebbero contribuire alla NASCITA dell'Africa, se ciò non avverrà saranno cazzi acidi per le generazioni future. Oggi sono centomila domani saranno milioni e li fermerai solo con una bomba atomica
19849156
@giorgio60 scrive: il giappone e' uscito da una guerra mondiale praticamente dilaniato dalle bombe atomiche. e' stato costretto...
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Gio.1947 Gio.1947 16/06/2018 ore 02.20.17 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

@hostimmaginist scrive:
avrei preferito nascere nero balotelli che non bianco in italia...
comunque continui a menarla con questa storia ma non si può fare, qua c'è un video che può farti capire la questione.

Guardato il video e concordo in toto con quanto asserisce

La soluzione ottimale sarebbe un piano Marshall (ufficialmente chiamato piano per la ripresa europea ("European Recovery Program") a seguito della sua attuazione, fu uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale.) Cosi come gli stati uniti hanno aiutato l'Europa a RINASCERE, tutti i popoli del mondo dovrebbero contribuire alla NASCITA dell'Africa, se ciò non avverrà saranno cazzi acidi per le generazioni future. Oggi sono centomila domani saranno milioni e li fermerai solo con una bomba atomica
giorgio60 giorgio60 16/06/2018 ore 02.39.25 Ultimi messaggi
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@Gio.1947 scrive:

La soluzione ottimale sarebbe un piano Marshall (


non credo perche' il problema non sono i soldi.
il problema sono le condizioni politiche,religiose e culturali che non permettono loro di evolversi nella direzione dello sviluppo economico tipico di quello capitalistico...la loro e' una scelta al vertice del potere che immobilizza qualsiasi forma di progresso,almeno per il popolo.


la soluzione ottimale sarebbe trovare il modo di introdurre l'idea che per vivere bene in molti servono leggi e professioni che aiutino la comunita' e allora si dovrebbe investire in scuole e in presenze professionali quali medici,ingegneri...la soluzione ottimale sarebbe una collaborazione bilaterale economica che li aiuti ad arrivare a camminare da soli solo che' c'e' la questione di fondo che rimane prioritaria e cioe'...

questi paesi come possono evolversi se non si muovono di un centimetro dal loro status politico,religioso e culturale?

questi paesi vogliono evolversi?
alla fine saremo costretti ad affrontarli purtropo a muso duro?
o dobbiamo arrenderci all'esodo di disperazione?
sono questioni importanti...
questi paesi devono capire che se non si evolvono diventeranno preda delle potenze in cerca di materie prime e allora dovranno scegliere se contrattare da soggetti indipendenti o sottomettersi alla legge del piu' forte perche' non sono solo l'europa,l'america e la cina a diventare grandi potenze in cerca di materie prime...ce ne sono ormai tante altre e l'africa potrebbe rifare acquolina in bocca di nuovo a molti...oggi sono in condizioni di decidere il loro destino domani non lo so e l'alternativa no e' delle piu' esaltanti...
19849158
@Gio.1947 scrive: La soluzione ottimale sarebbe un piano Marshall ( non credo perche' il problema non sono i soldi. il problema...
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Gio.1947 Gio.1947 16/06/2018 ore 02.51.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

@giorgio60 scrive:
non credo perche' il problema non sono i soldi.
il problema sono le condizioni politiche,religiose e culturali che non permettono loro di evolversi nella direzione dello sviluppo economico tipico di quello capitalistico...la loro e' una scelta al vertice del potere che immobilizza qualsiasi forma di progresso,almeno per il popolo.

E' l'occidente, che con le lobby per fare affari corrompe i politici Africani per sottrarre risorse a basso costo, e per fare questo creano caos armandoli e continuano a sfruttarli.
hostimmaginist hostimmaginist 16/06/2018 ore 07.06.10
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

@Gio.1947 scrive:
Guardato il video e concordo in toto con quanto asserisce

La soluzione ottimale sarebbe un piano Marshall (ufficialmente chiamato piano per la ripresa europea ("European Recovery Program") a seguito della sua attuazione, fu uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale.) Cosi come gli stati uniti hanno aiutato l'Europa a RINASCERE, tutti i popoli del mondo dovrebbero contribuire alla NASCITA dell'Africa, se ciò non avverrà saranno cazzi acidi per le generazioni future. Oggi sono centomila domani saranno milioni e li fermerai solo con una bomba atomica


no, per me non è questa la strada giusta. per me è la cina la strada da seguire e non quella americana, se pensi che la cina era una terra contadina fino agli anni 80 e oggi è la prima economia del mondo con tecnologia e soldi a non finire è lampante che è quella la vera soluzione per risolvere la questione africana e non la strategia americana del dopoguerra.
ma.nnaggia ma.nnaggia 16/06/2018 ore 07.15.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

Concetto sbagliato; parlate di schiavismo americano ma dimenticate che chi ammazzava donne e bambini e vendeva gli uomini robusti a chi li comprava, erano gli africani del nord, quelli che stanno facendo adesso la stessa cosa, con l'ausilio di irresponsabili ignoranti (nel senso che ignorano...) di sinistra che sputano fandonie.
Il fatto che il cosiddetto "colonialismo" ha salvato miliodi di africani dalla cattiveria di se stessi,in effetti dopo la partenza degli europei le guerre intestine in quei posti sono decuplicate, e questa è una delle causa di questi esodi pilotati dalla Cina...che non è colonialista, è imperialista.
Dalla padella nella brace...
ma.nnaggia ma.nnaggia 16/06/2018 ore 07.18.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Nessuno ha

Questi negri sono armi, lo capite?
Armi di destabilizzazione di interi stati, economie, ideologie,morali, religioni e quant'altro.
Dasein1960 Dasein1960 16/06/2018 ore 07.44.41 Ultimi messaggi
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è innegabile che l'occidente forte della "civiltà" in essa sviluppatasi che ebbe la culla in grecia ,ma pure in parte in mediooriente e nord africa
ha fatto di tutto in secoli di nefandezze per tenere nel sottosviluppo funzionale alla rapina di uomini e risorse di detti popoli
L'odierna immigrazione/invasione destabilizzatrice dei delicati equilibri di cui vivono le democrazie è figlia della nostra civiltà usata in modo miope da forze oscurantiste contro tutto cio che nn si poteva autonomamente difendere
Libera volpe in libero pollaio
19849174
è innegabile che l'occidente forte della "civiltà" in essa sviluppatasi che ebbe la culla in grecia ,ma pure in parte in...
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Dasein1960 Dasein1960 16/06/2018 ore 07.54.44 Ultimi messaggi
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@Gio.1947 scrive:
Più semplici di così si muore.

Hai ragione
quello è morto da un pezzo
ma ancora nn qlielo hanno detto
19849176
@Gio.1947 scrive: Più semplici di così si muore. Hai ragione quello è morto da un pezzo ma ancora nn qlielo hanno detto
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ma.nnaggia ma.nnaggia 16/06/2018 ore 08.40.16 Ultimi messaggi

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