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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

sportyfive 10/09/2018 ore 22.50.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

A grandi linee il progetto Agenda 21 è una sorta di "programma di azione" attraverso il quale l'ONU si impegna a ridisegnare radicalmente tanto il rapporto dell'uomo con l'ambiente in cui vive, quanto il rapporto dell'uomo con la sua propria esistenza, attraverso una complessa operazione d'ingegneria sociale ad ampio respiro che trovi la propria realizzazione nel corso del nuovo secolo. Il tutto declinato nel segno dello sviluppo (sostenibile) e della globalizzazione, rivisitata per l'occasione attraverso i contorni di una comunità globale tesa verso l'uguaglianza sociale e la prosperità economica. Leggendo l'ampio articolato che compone il progetto, infarcito di buoni propositi e apparentemente finalizzato a migliorare sia lo stato di salute dell'umanità che quello della biosfera, si potrebbe pensare che Agenda 21 possa essere in fondo un qualcosa di positivo, una sorta di "cura" dolorosa ma necessaria, per renderci alla fine tutti più sani e più felici, ma nascoste fra le pieghe di tanto filantropico altruismo continuano a ronzarci nelle orecchie un paio di domande che si ostinano a tormentarci. Con quali mezzi realmente l'ONU intende sostituirsi a Dio nel ridisegnare gli equilibri fra l'umanità e il pianeta? E per quale ragione "l'uomo della strada" pur rappresentando il fulcro dell'intera operazione non è stato interpellato in merito ad una decisione che potrebbe stravolgere la sua vita?
fine alla povertà in tutte le sue forme è senza dubbio un nobile proposito, ma il senso in cui si sta muovendo la "governance mondiale" che sovrintende anche ad Agenda 21 è totalmente antitetico a questo obiettivo. Nei paesi cosiddetti "sviluppati" le fabbriche chiudono, la disoccupazione cresce, le tutele per i lavoratori si assottigliano, l'accesso ad un reddito dignitoso sta diventando un mito inarrivabile per decine e decine di milioni di famiglie, dopo che nel corso di un secolo di modello basato sulla crescita e sullo sviluppo la sopravvivenza dei cittadini è stata legata con filo indissolubile alla disponibilità di denaro. Nei paesi cosiddetti "sottosviluppati" o in quelli "in via di sviluppo" la povertà sta diventando ancora più diffusa e perniciosa, dopo che i mentori dello sviluppo (gli stessi che gestiscono Agenda 21) hanno sradicato qualsiasi pratica di autoproduzione o forma di sussistenza esistesse in precedenza e l'unica alternativa alla povertà sembra consistere nell'emigrazione di massa, che la governance in oggetto oltretutto favorisce.
Per porre fine alla povertà non servono proclami, bisognerebbe in primo luogo smettere di crearla, ma purtroppo sotto al velo delle "buone" intenzioni non è questa la direzione in cui la governance si sta fattivamente muovendo.

Azzerare la fame nel mondo è un proponimento condivisibile da parte di chiunque, caro perfino ai bimbi delle elementari, ma proprio per questo rischia di trasformarsi nel pretesto "incontestabile", per giustificare tutta una serie di azioni in sè assolutamente ingiustificabili. L'introduzione delle sementi OGM, l'abuso dei pesticidi, il tentativo di modificare e standardizzare le abitudini alimentari delle popolazioni, solo per fare qualche esempio di una vastissima lista di operazioni aberranti che possono venire spacciate come "buone" e "necessarie", anche se non lo sono affatto.
Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti è un obiettivo auspicato da qualunque essere umano, però i mezzi usati per ottenerlo potrebbero essere molto meno condivisibili di quanto non lo sia l'obiettivo stesso ed i risultati ottenuti potrebbero manifestarsi assai differenti dai "buoni propositi" iniziali. Pensiamo ad esempio alle vaccinazioni di massa obbligatorie, al Codex Alimentarius, ai microchip da installare sottocute per scopi medici, per finire con il controllo dell'aumento della popolazione che nell'immaginario di molti "complottisti" sarebbe uno fra i principali obiettivi di Agenda 21. Senza contare il fatto che in buona parte d'Europa (Italia e Grecia in primis) l'austerità imposta dalla BCE e dalla UE (parti integranti della governance mondiale) sta progressivamente smantellando l'accesso del cittadino alla sanità pubblica, in antitesi con gli obiettivi proclamati dall'agenda stessa.

Offrire un'educazione di qualità per tutti è un'aspirazione sicuramente di buon senso, sia pure subordinata alla necessità di non patire la fame ed essere in salute, però il fulcro della questione consiste in cosa s'intenda realmente per qualità. Purtroppo il confine fra istruzione ed indottrinamento è molto sottile, così come lo è quello fra informazione e propaganda.

Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne è un altro obiettivo auspicabile, ma suona stonato nelle corde di un modello di sviluppo come quello attuale che quotidianamente crea precarizzazione e disagio sociale, antepone la produttività al diritto alla maternità e compie ogni sforzo per praticare l'eutanasia della famiglia tradizionale.
Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua sarebbe un proponimento che trova tutti d'accordo, ma purtroppo l'élite globale (che sovrintende anche ad Agenda 21) ha trasformato il bene acqua in una merce e si sta muovendo sempre più su scala mondiale verso la privatizzazione delle risorse idriche, perseguendo in realtà l'obiettivo di costruire un monopolio nella gestione dell'acqua, che oltretutto risulta spesso di scarsa qualità, favorendo in questo modo il business delle multinazionali dell'acqua in bottiglia.

Assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti è un processo che potrebbe passare attraverso il potenziamento delle reti di distribuzione intelligenti (smart grid), consentendo una maggiore integrazione con l'autoproduzione energetica ed una più alta flessibilità del sistema di creazione e distribuzione dell'energia. Alcuni sforzi in questo senso sono già stati compiuti, ma se occorre rassegnarsi al fatto che l'energia pulita in effetti non esiste, dal momento che anche le fonti rinnovabili determinano impatti ambientali, sia pure in maniera differente rispetto a quelle fossili, la definizione "a buon mercato" sembra destinata a restare un miraggio inarrivabile, dal momento che sforzi in questo senso non se ne sono mai visti e continuano a non vedersene all'orizzonte.

Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti è probabilmente il punto più delirante fra i 17 proposti (o imposti) dall'ONU. In primo luogo la crescita economica, anche qualora duratura, non è per sua stessa natura sostenibile, né tanto meno inclusiva, dal momento che il PIL (unico indicatore utilizzato per misurarla) conteggia esclusivamente la quantità degli esborsi economici, senza tenere in alcun conto gli impatti ambientali e sociali determinati dalla crescita stessa e senza curarsi assolutamente della distribuzione della ricchezza. In secondo luogo non esiste alcun rapporto diretto fra crescita economica e piena occupazione, basti pensare che in Italia fra il 1960 e il 1998 il PIL è triplicato, mentre al contempo l'occupazione è scesa dal 41,5% al 38,5% della popolazione. Per quanto concerne poi i lavori decorosi, ognuno di noi credo possa constatare sulla propria pelle come lo sviluppo (sostenibile o meno) ne stia praticando progressivamente la completa eutanasia.
Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione si rivela un obiettivo assai enigmatico. Non risulta chiaro a quali infrastrutture "resistenti" il programma faccia riferimento. Molto spesso le grandi opere spacciate come sostenibili, l'alta velocità ferroviaria, le mega dighe e via discorrendo provocano impatti ambientali e sociali devastanti senza offrire un ritorno adeguato in termini economici. L'industrializzazione sostenibile è un altro degli ossimori in voga nella neolingua orwelliana. In un mondo globalizzato dove l'Occidente è in fase di deindustrializzazione e le industrie energivore ed iper-inquinanti si stanno concentrando nei paesi in via di sviluppo, dove le legislazioni hanno maglie più larghe ed è possibile reperire energia a basso costo, la neo industrializzazione sponsorizzata dalla governance mondiale non si manifesta affatto sostenibile, né tanto meno inclusiva. L'innovazione non è un qualcosa di positivo a prescindere dalla sua natura, rappresenta una positività qualora riesca a migliorare l'esistente, ma può anche essere peggiorativa come spesso è accaduto ed accade. Attribuire all'innovazione una valenza positiva senza curarsi della sua natura, solamente sulla base del convincimento che il "nuovo" sia meglio del "vecchio" per una sua valenza intrinseca rappresenta un errore marchiano con il quale stiamo già oggi facendo i conti attraverso le devastazioni imposte dal progresso.

La riduzione delle disuguaglianze fra i paesi potrebbe sembrare di primo acchito l'obiettivo principe della globalizzazione mondialista. Un mondo dove non esistano più le differenze, i cittadini godano tutti degli stessi (pochi) diritti, siano soggetti alle stesse leggi, mangino lo stesso cibo, abbiano gli stessi gusti, le stesse ambizioni, la stessa religione, gli stessi sogni e conducano in sostanza la stessa vita. Una pianificazione su scala globale dell'umanità, da ottenere secondo Agenda 21 attraverso la crescita e lo sviluppo sostenibile. Ci sarebbero senza dubbio molte riflessioni da fare intorno a questo "paradiso" o "inferno" prossimo venturo, ma a monte ne esiste una che le sovrasta tutte. Proprio sulle disuguaglianze di carattere economico fra i vari paesi la governance mondiale che sovrintende ad Agenda 21 ha costruito il caposaldo della propria politica sviluppista, ad iniziare dal programma mondiale di delocalizzazione industriale nei paesi a basso costo della manodopera e dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse minerarie ed energetiche dei paesi del "terzo mondo". Mentre le disuguaglianze vengono "valorizzate", monetizzate e coccolate nel presente, se ne propone dunque la riduzione nel prossimo futuro, senza dubbio un cortocircuito logico che legittima seri dubbi sulla bontà di un progetto come quello di Agenda 21.
le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili rientra anch'esso nel novero dei buoni propositi, ma è un'intenzione che trasuda utopia da tutti i pori, visto lo stato in cui versano tutte le grandi città, malsane, insicure, ghettizzanti e caotiche e di quelle che sembrano essere le loro prospettive future, alla luce dell'immigrazione selvaggia e della crescita esponenziale della disoccupazione e della povertà, provocate proprio dall'élite mondialista che governa anche Agenda 21. Forse la sicurezza potrebbe anche venire aumentata, attraverso strumenti di controllo (telecamere, microchip obbligatorio, droni intelligenti) e di repressione, ma non si tratterebbe comunque del luogo dove una persona desidererebbe spendere la propria vita. Nonostante ciò proprio nell'ambito delle città (grandi e piccole) il programma Agenda 21 ha concentrato molti dei propri sforzi.

Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili è un altro dei molti cortocircuiti logici di cui il progetto risulta essere infarcito. Senza dubbio esisterebbero svariati modelli di consumo e produzione meno impattanti e più parchi di quello attuale, basti pensare alla "decrescita felice" proposta da Maurizio Pallante, alla società della decrescita di Serge Latouche, al comunitarismo di Alain De Benoist, ma tutti questi modelli hanno in comune la scelta di ripudiare la crescita economica e lo sviluppo come valori fondanti dell'umanità. Una società che intende perseguire con pervicacia l'obiettivo della crescita economica (come asserito nel punto 8 di Agenda 21) non potrà mai ottenere modelli di consumo e produzione sostenibili, dal momento che la crescita impone per forza di cose un continuo aumento della produzione e dei consumi, mentre la disponibilità delle risorse non può aumentare all'infinito, così come non può aumentare all'infinito la capacità della biosfera di fare fronte alle conseguenze (inquinamento, deforestazione, impermeabilizzazione dei suoli, rifiuti, ecc.) dell'aumento di produzione e consumo.

Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto rappresenta uno dei punti in assoluto più controversi del piano d'azione Agenda 21. In primo luogo perché all'interno della comunità scientifica non esiste un'identità di vedute riguardo ai cambiamenti climatici, al presunto riscaldamento globale, al loro impatto ed alle cause che contribuirebbero ad ingenerarli. I rapporti dell'IPCC che paventavano il riscaldamento del pianeta per cause di origine antropica, prima delle quali l'emissione di anidride carbonica in atmosfera, non sono mai apparsi così cristallini ed attendibili, meno ancora dopo lo scandalo climategate che nel 2009 portò alla luce alcune mail di ricercatori adusi a "truccare" i dati climatici per suffragare le proprie teorie riguardo al riscaldamento globale. L'eccessiva concentrazione di attenzione intorno alle emissioni di CO2 è parsa fin da subito quanto meno singolare e scarsamente supportata da riscontri scientifici oggettivi. È forte la sensazione che lo spettro del riscaldamento globale possa venire usato come "cavallo di Troia" per tutta una serie di tasse, balzelli e misure restrittive, finalizzati ad orientare ed indirizzare l'attività umana globale nella direzione voluta, per ragioni che prescindono profondamente dall'intenzione di evitare i cambiamenti climatici e preservare la biosfera.
Oltretutto sullo sfondo della lotta al riscaldamento globale compaiono anche progetti più o meno ufficiali concernenti il controllo climatico, le scie chimiche ed HAARP, operazioni assai inquietanti, realizzate in segreto e tenute nascoste all'opinione pubblica dai media mainstream.
Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine è sicuramente necessario, soprattutto alla luce della devastazione portata dalle trivellazioni petrolifere, dalla pesca industriale, dagli scarichi tossici e via discorrendo, ma anche in questo caso è netta la sensazione che le parole si muovano in direzione antitetica rispetto alle azioni reali. Lo stesso discorso vale per l'obiettivo di Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri.

Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile ha molte affinità con il progetto di "esportazione della democrazia" del quale l'ONU si sta facendo portatore da alcuni decenni. Sovvertimento degli stati sovrani non allineati (destinati comunque a scomparire come tutti gli altri), imposizione di un unico modello sociale, politico e culturale. Gli effetti di questa "promozione" si sono già potuti apprezzare, in Iraq, come in Libia, in Afghanistan, nella ex Jugoslavia ed in tutte le zone del mondo dove l'ordine precostituito è stato sostituito con il caos composto da governi fantoccio e bande armate che si spartiscono e disputano fette di territorio. Nulla lascia supporre che la "promozione" prossima ventura sortirà risultati differenti rispetto alla precedente.

Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile può significare tante cose, come anche nulla. Sostanzialmente si pone l'accento sulla necessità di un partenariato globale di carattere sovranazionale, una sorta di governo mondiale, declinato nel segno dello "sviluppo sostenibile" e destinato a gestire la vita di tutti noi.

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A grandi linee il progetto Agenda 21 è una sorta di "programma di azione" attraverso il quale l'ONU si impegna a ridisegnare...
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10/09/2018 22.50.01
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VioIa20 VioIa20 11/09/2018 ore 10.18.23
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

...non ce la posso fare...:nono1

...però mi è venuto in mente :idea

@sportyfive scrive:
QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO




...e poi ringraziami....:-)))
sportyfive sportyfive 11/09/2018 ore 12.28.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

si è roba forte ...i nomadi però sono una scelta azzeccata ! ;)
giulia711 giulia711 11/09/2018 ore 12.46.57 Ultimi messaggi
sportyfive sportyfive 11/09/2018 ore 12.52.20 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

qui ci vorrebbe un task force di quelle antiproiettile !
Settembre Settembre 11/09/2018 ore 14.42.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

@sportyfive :

DIO NON è MORTO...

noi l'abbiamo messo da parte...

l'onu...na manica de pinguini celesti

che fà quasi un ca**o e li paghiamo na marea di soldi :-(
19929481
@sportyfive : DIO NON è MORTO... noi l'abbiamo messo da parte... l'onu...na manica de pinguini celesti che fà quasi un ca**o e li...
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11/09/2018 14.42.01
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mery1981 mery1981 11/09/2018 ore 16.09.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

100 milioni l'anno li mortacci loro ehehhe
CAVAJO CAVAJO 11/09/2018 ore 16.44.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

SOSTENERE SALVINI E APPOGGIARE PIU' APERTAMENTE TRUMP. AL MOMETNO NON CI SONO ALTRE VIE.
tsunami1998 tsunami1998 11/09/2018 ore 16.50.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

@VioIa20 : apprezzo!
Per capirne solo un pezzettino puoi pensare a qnt google non si faccia gli Affaracci suoi su un aggeggio che tutti hanno in tasca...lo smartphone!
Gli manca una foto della tua intimità e siamo a posto.
Qst si chiama controllo monitoraggio degli esseri umani.
Spero di esser stato d aiuto.
19929594
@VioIa20 : apprezzo! Per capirne solo un pezzettino puoi pensare a qnt google non si faccia gli Affaracci suoi su un aggeggio che...
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11/09/2018 16.50.34
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sportyfive sportyfive 11/09/2018 ore 22.35.00 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: AGENDA 21: QUANDO L'ONU VORREBBE SOSTITUIRSI A DIO

@Settembre : l'umanità si sta sempre più perdendo nel vuoto..ma queto non è un caso...se leggi le linee guida dettate dall'OMS ,da attuarsi già a partire dall'asilo e dalle scuole materne a crescere,ti rendi conto che c'è in atto un'opera per snaturare i bambini..con questo metodo si avranno degli adulti con un pensiero già precostruito senza che se ne rendano conto...forse già lo sai ,ma l'onu è stato inventato da Rockefeller,pensi che l'abbia fatto per il bene dei popoli?
19929940
@Settembre : l'umanità si sta sempre più perdendo nel vuoto..ma queto non è un caso...se leggi le linee guida dettate dall'OMS...
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11/09/2018 22.35.00
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