Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

Gio.1947 Gio.1947 18/01/2019 ore 21.54.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@SetaMoire scrive:
scusa ma anche sulla luna ci siamo andati nel 69, che significa... anche il maglev funziona tra shangai e il suo aeroporto, la linea è lunga 30 km. Forse ti sfugge che tra gli esperimenti e l'ingegnerizzazione e l'operatività, costi permettendo, ci passano decenni. Ma dov'è che lo stanno realizzando? Stanno realizzando esperimenti.

https://www.industriaitaliana.it/cosa-ce-dietro-hyperloop-treno-supersonico-un-po-italiano/

Qui trovi tutte le informazioni che vuoi
SetaMoire SetaMoire 18/01/2019 ore 21.57.22 Ultimi messaggi
Gio.1947 Gio.1947 18/01/2019 ore 22.01.16 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@c.ioccolatino111 scrive:
Saranno realtà nella ricchissima (?) Dubai..

https://pro.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/hyperloop-one-il-treno-che-viaggia-a-1100-km-h-sara-realta-a-dubai_65577.html

e pure in Cina...

https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/scienza/treno_hyperloop_cina-3215351.html

le grandi e ricche metropoli, in futuro, si sfideranno a colpi di velocità

Non vorrei sbagliare ma mi ricordo di aver sentito, che chi maggiormente si avvalerà di questa tecnologia saranno principalmente i paesi in via di sviluppo
c.ioccolatino111 18/01/2019 ore 22.07.43 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@Nordlibero scrive:
la tav che costa quasi poco più di 8 miliardi miliardi


conoscendo certi italiani, sono alquanto diffidente: si inizia con 8 miliardi e si finisce ....??

Ma probabile che la mia diffidenza sia ferma alle opere mai terminate e ai costi esorbitanti che le stesse e altre opere finite, ci sono costate.

non so... come mio solito, sono dubbiosa :-)))
20017322
@Nordlibero scrive: la tav che costa quasi poco più di 8 miliardi miliardi conoscendo certi italiani, sono alquanto diffidente:...
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18/01/2019 22.07.43
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c.ioccolatino111 18/01/2019 ore 22.09.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@Gio.1947 scrive:
Non vorrei sbagliare ma mi ricordo di aver sentito, che chi maggiormente si avvalerà di questa tecnologia saranno principalmente i paesi in via di sviluppo


Io invece ho sentito il contrario. (ma il solo sentire, di fatto non può esserci alcuna certezza)
intermezzo intermezzo 19/01/2019 ore 10.43.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@Gio.1947 scrive:
Non vorrei sbagliare ma mi ricordo di aver sentito, che chi maggiormente si avvalerà di questa tecnologia saranno principalmente i paesi in via di sviluppo


E' più che probabile. Perché di norma in quei paesi ci se ne frega della protezione dell'ambiente e a livello internazionale gli viene concesso di inquinare quanto gli pare.

excristian1977 excristian1977 19/01/2019 ore 11.31.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@SetaMoire scrive:
ma poi, mi chiedo, ma perchè devo andare da roma a milano in 30 minuti? ma dov'è la magia del viaggio? Dov'è la magia del vedere il paesaggio cambiare, dov'è la bellezza del sentirsi in continua modificazione, e arrivare a destinazione diversi da quando eravamo partiti? Stiamo diventando dei replicanti, a noi interessa andare da A a B ma non ci frega un cazzo di tutto quello che c'è in mezzo. E diventiamo sempre più scemi e inquadrati. Io per legge imporrei a tutti di non suoperare i 50 km/h, e per chi viola la regola, pena di morte.



hai ragione ma purtroppo il mondo va sempre più veloce e manco in vacanza di riesci ormai a godere il panorama
20017474
@SetaMoire scrive: ma poi, mi chiedo, ma perchè devo andare da roma a milano in 30 minuti? ma dov'è la magia del viaggio? Dov'è...
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19/01/2019 11.31.34
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x.nutella89 x.nutella89 19/01/2019 ore 13.15.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@Gio.1947 :

Gio leggiti questa lettera aperta di alcuni docenti tra cui esperti in materia e membri della commissione tecnica, alle cosiddette "madamine"!.

Era un atto dovuto inserire questo documento , cosi forse anche la cretina che mi attaccava, la quale chissà dove si informa e spara slogan a casaccio, si può informare meglio, riuscendo a capirne qualcosa... anche se ne dubito fortemente!



"Care Madamine,
abbiamo letto e ascoltato vostri interventi riguardo alla nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione. Ci sembra che attribuiate a quest’opera un valore del tutto simbolico, non ritroviamo nelle vostre parole né dati tecnici né scenari di futuro basati sulla realtà fisica, mentre compaiono soltanto aspettative generiche che nulla hanno a che vedere con un traforo sotto il
massiccio dell’Ambin.

Chi si oppone a tale opera lo fa da oltre vent’anni basandosi su grandezze fisiche e previsioni
analitiche.


Proviamo pertanto, come docenti universitari a proporre di fare qualche passo avanti su una questione che rischia di basarsi su una tifoseria tribale più che su elementi razionali.

Isolamento

Le affermazioni riguardo al “rompere l’isolamento” del Piemonte suonano paradossali e prive di fondamento.

Nel 2017 le tonnellate di merci che hanno varcato il confine italo-francese sono state circa 44 milioni, pari approssimativamente ad un quinto di tutto quello che attraversa le Alpi ogni anno (216 milioni di tonnellate).

All’aeroporto di Caselle sono transitati 3.814.000 passeggeri; sui treni Milano-Parigi che toccano Torino e transitano dal Fréjus c’è stata una presenza complessiva di circa 500.000 viaggiatori.

Aggiungiamo il transito di autovetture ai valichi alpini da Ventimiglia al Monte
Bianco ed è difficile capire in che senso il Piemonte e Torino siano “isolati”.

Negli atenei torinesi ci sono quasi 10.000 studenti stranieri, circa il 9% del totale degli iscritti: per una città “isolata” non è male.

Nell’era di Internet parlare di isolamento è sempre più un concetto marginale.

Sostenibilità

Se dunque non è l’isolamento di merci e passeggeri a caratterizzare il Piemonte, si potrebbe invocare la scarsa sostenibilità ambientale del traffico aereo e su gomma, quindi vedere il TAV Torino-Lione semplicemente come sostituzione di modalità di trasporto. Ma sostenibile non è un aggettivo magico da affiancare a qualsiasi cosa.

La sostenibilità sta soltanto in un’economia circolare, promossa dalla stessa UE, che riduca i flussi di energia e materia, quindi con una minor circolazione di merci.

Per la nuova linea Torino-Lione la narrazione favorevole ipotizza invece un cospicuo e duraturo aumento delle tonnellate da trasportare.

A prescindere dalla realtà che si incarica di smentire sostanziali tendenze alla crescita quantitativa dei flussi attraverso la frontiera italo-francese, l’economia della crescita
delle quantità materiali non è sicuramente circolare e si trova agli antipodi della sostenibilità perché è in conflitto con vincoli e leggi fisiche
.

Tutto ciò è ben noto alla comunità scientifica internazionale ed illustrato in documenti delle Nazioni
Unite o nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

La NLTL per essere realizzata consuma inoltre molta energia e materie prime, produce imponenti emissioni di gas climalteranti che promette di cominciare a recuperare solo dopo una
ventina d’anni dall’apertura dei cantieri: per contenere i cambiamenti climatici dobbiamo ridurre le emissioni subito, non tra vent’anni, e il denaro stanziato per l’opera potrebbe essere diretto verso altre opere trasportistiche con ricadute immediate, anche occupazionali, come l’estensione della mobilità elettrica e il miglioramento di quella urbana e ferroviaria esistente.

Disuguaglianze

Le statistiche dell’OCSE e delle Nazioni Unite dicono che da decenni le disuguaglianze di reddito sono in crescita, sia all’interno delle nazioni che fra di loro. Ciò indica che si tratta non di un fenomeno congiunturale, ma strutturale.

Di certo non sono i meccanismi della crescita materiale competitiva a poter perseguire l’equità sociale, né si può sperare di curare la malattia lasciando campo libero a multinazionali guidate esclusivamente dalla massimizzazione del profitto e che spostano i propri investimenti da un paese all’altro in cerca del luogo in cui incontrino meno vincoli ambientali e sociali mirando a minimizzare i costi.

Quella logica non mitiga gli impatti ma li scarica sugli altri e di certo non ottimizza,
anzi minimizza, la retribuzione del lavoro; l’occupazione è comunemente gestita come un ricatto nei confronti dei pubblici poteri onde poter avere mano libera.

Certamente la soluzione al problema delle disuguaglianze non sono uno o più buchi
nelle montagne, ma semmai la diffusione di nuovi modelli economici e sociali che contemplino sostenibilità e resilienza.


Futuro

Il futuro va costruito in maniera solidale, tenendo conto dei limiti e dei vincoli del sistema Terra-biosfera che oggi sono ben evidenti.

Un ruolo chiave ce l’ha certamente l’innovazione e la frontiera possiamo trovarla nella chimica verde, nella biomimicry (biomimesi), nei processi circolari per minimizzare la produzione di rifiuti e massimizzare l’efficienza energetica, nell’internet of things (internet delle cose) e magari nel quantum computing (computazione quantistica); non nel movimento terra e nel cemento.

Se il sistema imprenditoriale ha difficoltà a muoversi in questi campi non è certo
perché manchi una galleria. La strada non è quella di guardare al passato riproponendo i vecchi modelli che hanno portato alla situazione presente di insostenibilità globale.

Partendo da una base materiale che è comunque molto vasta, bisogna puntare sull’intelligenza e sull’immateriale, sulla qualità personale e sociale della vita piuttosto che su un
impossibile aumento delle tonnellate da spostare qua e là. Un’illusione proposta come soluzione.

Ma a suscitare la curiosità più grande è proprio l’accostamento tra quest’opera e la salvifica risoluzione di problemi presenti e futuri.

Anche lanciando oggi i lavori definitivi di costruzione (finora mai partiti) dovremmo attendere decenni
prima di vedere transitare un treno sulla nuova linea ferroviaria da Torino a Lione.

Il tunnel di base non sarebbe attivo prima della metà degli anni ’30 e i collegamenti nazionali non prima della fine degli anni ’40. E nel frattempo?

Gli imprenditori dovrebbero attendere fino ad allora quest’unica ipotesi di rilancio dell’economia?

Torino e il Piemonte continuerebbero a restare isolate (ammesso e non concesso che oggi lo siano)? I nostri giovani continuerebbero ad emigrare, con l’unica consolazione di un biglietto di ritorno datato 2050? Rimarremmo tutti per vent’anni in trepidante attesa, certi del miracolo?


Nel nostro lavoro siamo abituati a ragionare in termini concreti, saldamente ancorati ad elementi di realtà valutabili.

Il progetto di nuova linea ferroviaria Torino Lione è notoriamente basato su presupposti proposti alcuni decenni fa, oggi rivelatisi errati e anacronistici. Pensare di puntare tutto su quest’opera ha più a che fare con il gioco d’azzardo che con la visione strategica.

Per uscire tutti insieme dalle difficoltà presenti non solo il nuovo tunnel di base non c’entra nulla, ma è d’impedimento in quanto vorrebbe catturare risorse che dovrebbero molto più produttivamente essere impiegate altrove."

16 Gennaio 2019

Seguono firme
Alessandra Algostino, docente universitario
Mauro Bonaiuti, docente universitario
Marina Clerico, docente universitario e membro della Commissione Tecnica Torino Lione
Elisabetta Grande, docente universitario
Sergio Foà, docente universitario
Ugo Mattei, docente universitario
Luca Mercalli, Associazione Meteorologica Italiana
Dario Padovan, docente universitario
Livio Pepino, già magistrato
Alberto Poggio, docente universitario e membro della Commissione Tecnica Torino Lione
Angelo Tartaglia, già docente universitario e membro della Commissione Tecnica Torino Lione
20017553
@Gio.1947 : Gio leggiti questa lettera aperta di alcuni docenti tra cui esperti in materia e membri della commissione tecnica,...
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x.nutella89 x.nutella89 19/01/2019 ore 19.13.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La tav

@Gio.1947 :


Per completare ti metto dieci domande che il comitato ha inviato al presidente del consiglio, il quale finora si è ben guardato dal rispondere.





"Ecco le 10 domande

1. – Il Presidente del Consiglio, l’Avvocato Professore Giuseppe Conte? agisce nell’interesse dello Stato Italiano, oppure si fa dettare la linea dalle lobby italo-francesi del TAV?

2. – Quali interessi difende l’Avvocatura dello Stato che, informano i giornali, sarebbe impegnata in un “analisi giuridica” del progetto TAV?

3. – Difende veramente quelli dello Stato italiano e dei suoi cittadini?

4. – Oppure vagheggia di presunte penali facendo il copia-incolla delle cifre sapientemente preparate dai promotori dell’opera?

5. – Come farà l’Avvocatura dello Stato a rendere plausibile l’esistenza di penali, quando è pubblico, evidente e notorio che nessuna penale o rimborso è prevista negli accordi e nei contratti TAV, né verso la Francia né tantomeno verso l’Europa?

6. – Non pare un curioso caso quello di un Paese nel quale l’Avvocatura dello Stato valuta l’opportunità di rinunciare ad una spesa colossale per un’opera non conveniente basandosi proprio su informazioni fornite da chi vuole realizzare l’opera a tutti i costi?

7. – È al corrente il Presidente del Consiglio che, sempre sulla base delle informazioni dei media, l’unica fonte dei dati finora esaminata sarebbe la relazione predisposta da TELT, Promotore Pubblico incaricato e responsabile della realizzazione e della gestione del Tunnel di Base della Torino-Lione, presieduta da Hubert du Mesnil?

8. – È al corrente il Presidente del Consiglio che Hubert du Mesnil è anche il presidente dell’Istituto per la Gestione Delegata che milita per la privatizzazione delle grandi opere e nel cui Consiglio di Amministrazione siedono le principali imprese di costruzione francesi?

9. – È al corrente il Governo che il progetto transfrontaliero finanziato dalla Ue Torino-Lione corrisponde al tunnel di base di 57,5 km e a nient’altro?

10. – È al corrente il Governo che i soldi oggi disponibili nel bilancio dello Stato sono solo relativi al tunnel transfrontaliero e non alla collina morenica che quindi viene utilizzata soltanto come specchietto per le allodole inventandosi di togliere ciò che non è mai stato messo? "

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