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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

VioIa21 18/01/2019 ore 10.35.55 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

...puo' darsi sia da criminali andare in mare con bambini e neonati....però, allora, mi permetterete dire che è da sfruttatori della pedo-pornografia mandare i bambini a catechismo, anzi costringerli con la forza a farsi pure cattolici .... gli esempi sono validi se cambiando una incognita il risultato non cambia....quindi biondini....non erro se vi do di pervertiti...:nono
pabloyglorioso pabloyglorioso 18/01/2019 ore 10.41.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@c.ioccolatino111 :

tu credi davvero che ai cosidetti buonisti e progressisti interessi la vita di queste persone, donne, bambini e uomini?

io non lo credo affatto.

tanto per dire, sta gente non ha uno straccio di considerazione per le donne e i loro figli, tagliare la gola a una persona e venderla a pezzi non crea alcun disagio morale.

ho messo un post ieri sulla mafia nigeriana che fattura unmiliardo e settecentomila euro anno ammazzando e vendendo organi per trapianto, con tanto di servizio espianti.

vabbe che da noi sciolgono bambini nell'acido e vengono pure omaggiati a Natale....
20016739
@c.ioccolatino111 : tu credi davvero che ai cosidetti buonisti e progressisti interessi la vita di queste persone, donne, bambini...
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Gio.1947 Gio.1947 18/01/2019 ore 12.58.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@giorgio60 scrive:
non sono esempi calzanti,ti aiuto io...

Ti ringrazio dell'aiuto, io invece ti consiglio di leggere questo articolo

Trump giorni or sono ha dichiarato che abbiamo sconfitto l'ISIS mentre invece quest'articolo dice che si è semplicemente spostato in Africa a noi più vicina

Simona Santoni - 17 luglio 2018

Che fine ha fatto l'Isis? Dopo aver terrorizzato le estati europee 2016 e 2017, da Nizza a Barcellona, il Califfato islamico è uscito sconfitto da Siria e Iraq. Ma mentre gli statunitensi e i loro alleati dopo averlo schiacciato se ne stanno tornando a casa, la brutale idelogia dell'Isis non è morta. Trova anzi terreno fertile in Africa, nel Sahel, la fascia sub-sahariana che va dal deserto alla savana, dall'Alantico al Mar Rosso.

Ecco perché l'Isis ha spostato la sua guerra in Africa, i numeri delle stragi, i gruppi jihadisti presenti, le cause della presenza e le mosse false che l'Occidente deve evitare.

I gruppi jihadisti presenti nel Sahel
C'è un gran mix di gruppi jihadisti nel Sahel. La maggior parte di questi hanno giurato fedeltà all'Isis o ad al-Qaida e sono estremamente sanguinari. In Somalia c'è al-Shabaab, autore di due attentati nell'ultima settimana; in Nigeria c'è Boko Haram con le sue fazioni, che prospera nelle paludi del Lago Chad; in Mali c'è Jama'at Nasr al-Islam wal Muslimin.

Ogni gruppo condivide alcuni tratti ideologici ma può anche avere delle rivendicazioni locali. Sono tutti molto sanguinari e, come scrive l'Economist, più numerosi dei loro colleghi iracheni o siriani: la Provincia dello Stato Islamico dell'Africa Occidentale (Iswap), gruppo jihadista nigeriano allineato con l'Isis, costola di Boko Haram, ha circa 3.500 combattenti, probabilmente più di quanti ne abbia ora l'Isis in Iraq e in Siria.

Il caos in Libia conseguente alla caduta di Gheddafi nel 2011 li ha rafforzati: le armi arrivano dalla Libia, i soldi dal traffico di persone, droghe e checchesia attraverso il Sahara.

I numeri delle stragi
I jihadisti in Africa sono più letali dei loro compagni iracheni. Anche se in Occidente pochi ne parlano, nel 2017 hanno ucciso circa 10 mila persone, per lo più civili, contro i circa duemila morti civili in Iraq e Siria.

Tra il 2010 e il 2017 il numero di episodi di violenza che coinvolgono gruppi jihadisti in Africa è aumentato di oltre il 300%.

La guerra che l'Occidente non può perdere
La guerra in corso contro i jihadisti ha attirato truppe dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dalla Germania, ma anche i resti dell'Isis. Diversi e distanti i campi di battaglia aperti, da Dakar, in Senegal, a Mogadiscio in Somalia.

La vittoria però sembra in mano ai jihadisti: secondo il Centro per gli Studi strategici dell'Africa, negli ultimi 7 anni il numero di Paesi africani coinvolti dalle attività dei militanti è più che raddoppiato e si attesta a 12.

I francesi, con l'opération Barkhane, stanno impiegando 4.500 soldati. Gli Stati Uniti ne hanno circa 6.000. Le truppe occidentali sono fondamentali soprattutto nell'addestramento degli eserciti africani e nel fornire intelligence. Dalla morte di quattro soldati americani in Niger nell'ottobre scorso, però, alle truppe Usa è stato ordinato di assumersi meno rischi. Si prefigura anche un possibile taglio fino al 50% del numero di forze speciali assegnate alla regione.

La minaccia che il Sahel pone agli interessi occidentali è ancora limitata, ma sta crescendo. Jihadisti collegati ad al-Qaeda e all'Isis hanno attaccato le ambasciate occidentali, gli hotel e strutture petrolifere nel Sahel. E anche in Europa sono già arrivati i suoi tentacoli: l'attentato del 2017 al concerto di Ariana Grande a Manchester era collegato alla Libia.

Sarebbe più facile fermare oggi la caduta del Sahel, che rimetterlo in piedi un domani.

Il fronte caldo: la Nigeria e Boko Haram
La più importante delle battaglie si svolge in Nigeria contro Boko Haram. Se la "ricca" Nigeria - il Paese più popoloso d'Africa e l'economia principale - cade nelle mani dei jihadisti, figurarsi quale destino possono avere i Paesi più poveri.

Boko Haram è un gruppo jihadista così feroce e brutale da far impallidire persino l'Isis, con cui si è alleato nel 2015, cambiando il suo nome in Provincia dello Stato Islamico dell'Africa Occidentale (Iswap).
Ucciso il suo fondatore Ustaz Mohammed Yusuf nel 2009 dal governo nigeriano, la guida è stata assunta da Abubakar Shekau. Nel 2016 il gruppo si è diviso in due fazioni e ora è Abu Musab al-Barnawi il leader di Iswap.

Nel 2014 Boko Haram si è reso cupamente famoso con il rapimento di oltre 300 studentesse in una scuola di Chibok, nel nord-est del Paese.

Diversamente dall'Isis, che in Siria e in Iraq istituì amministrazioni civili e provò a governare, Boko Haram ha preferito il caos e la violenza sfrenata.

Ha bombardato moschee e mercati, ha massacrato gli abitanti dei villaggi, ha rapito donne e bambini, ha ridotto ragazze in schiavitù e le ha vendute, ha costretto civili a immolarsi come bombe umane.
Uno studio del Combating Terrorism Centre di West Point ha rilevato che oltre la metà delle 434 bombe umane utilizzate tra aprile 2011 e giugno 2017 erano donne.

La causa? Il malgoverno
Il Sahel è una fascia di territorio arida e scarsamente popolata, povera e mal governata. Una polveriera. Alcuni Paesi come la Somalia o la Repubblica Centrafricana, uno dei paesi più poveri della Terra, non conoscono la pace da decenni.

È proprio il fronte caldissimo della Nigeria l'esempio di come il malgoverno apra la strada all'Isis e derivati, generando nuovi seguaci.

Grazie anche all'aiuto di una forza multinazionale costituita dalle truppe di Stati vicini come Ciad, Niger e Camerun, l'esercito nigeriano ora controlla Maiduguri, la città nordnigeriana in cui è nato Boko Haram, e le città principali. Gli insorti dominano la campagna e i villaggi.

Appellandosi alla necessità di allontanare i civili dai combattimenti per proteggerli e negare cibo e rifugio ai jihadisti, l'esercito ha sradicato i residenti dalle campagne, ha bruciato i loro villaggi e li ha sistemati in squallidi accampamenti a Maiduguri e in altre città. Circa 2,4 milioni di persone sono state sfollate in Nigeria e nei Paesi limitrofi.
Un passo falso pericoloso.


Secondo gli osservatori internazionali, l'uccisione indiscriminata da parte dell'esercito e questo sradicamento forzato alimentano l'insurrezione. Il malgoverno, una volta di più, sarà una fabbrica di jihadisti.

https://www.panorama.it/news/esteri/isis-jihadisti-guerra-africa/

Sai cosa significa questo: che l' Africa sarà ancor di più destabilizzata e molti fuggiranno da essa


Ecco chi arma (ancora) i terroristi dell'Isis
Cina, Russia e Stati Uniti fra i principali fornitori di armamenti agli jihadisti. Ma nella lista di Conflict Armament Research anche materiale italiano


Cina, Russia, Europa dell'est e Stati Uniti, tutti insieme, non a combattere l'Isis, ma a fornire armi e munizioni proprio ai miliziani dell'autoproclamato Califfato.

È uno dei paradossi della guerra in Siria, che non risparmia neppure l'Iraq.

Da un lato Mosca solo pochi giorni fa ha annunciato, tramite il Capo di Stato maggiore russo, Gherasimov, di aver annientato tutti gli jihadisti, liberando il territorio siriano dopo aver combattuto contro l'Isis; dall'altro, però, proprio il Cremlino figura tra i principali fornitori di armi agli islamisti.

A dirlo è un report dell'associazione britannica Conflict Armament Research, che ricostruisce la provenienza di oltre 40mila tra detonatori, munizioni e materiale per armi chimiche, usato in Siria per realizzare i cosiddetti Ied, acronimo dell'inglese Improvised Explosive Device.

Proprio tra i produttori di fertilizzanti figura anche un'azienda italiana, involontaria fornitrice di materia prima per realizzare bombe artigianali.

Il rapporto britannico
Il lavoro, che indica nella Cina il principale Paese di provenienza dell'arsenale dell'Isis, è stato condotto da un team britannico nell'arco di tre anni, dal 2014 al 2017.

Secondo i ricercatori, i miliziani dello Stato islamico utilizzano fucili cinesi, insieme a razzi anticarro prodotti in paesi dell'est europeo e munizioni russe, oltre ad armi che Washington aveva inviato ai ribelli siriani anti-Assad, ma che sono poi finite nelle mani dei sostenitori del Califfo.

Diversi gruppi di insorti del variegato fronte che da anni combatte il raìs siriano, infatti, avrebbero finito con l'unirsi ai terroristi dell'Isis, di fatto mettendo loro a disposizione un ingente armamento. Lo stesso è accaduto anche per armi di provenienza saudita, giunte da Riad, e che si aggingono a quelle iraniane.

Dalla Siria all'Iraq
Nel dossier si legge che, una volta entrati in possesso di tanto materiale bellico, gli jihadisti hanno utilizzato sul campo armi e detonatori anche in Iraq. Tra i prodotti trovati dai ricercatori britannici del CAR figura anche un carico di 12 tonnellate e mezzo di fertilizzante chimico, uscito da un'azienda di Bologna.

Si tratta della Biolchim, dalla cui sede di Medicina nel bolognese, nel 2013 sarebbe partito un carico destinato ad Amman, in Giordania.

Qui, però, i prodotti, normalmente utilizzati in agricoltura, sarebbero stati esportati a Bagdad in Iraq l'anno dopo da una società locale, la Green Land. La merce "preziosa" sarebbe poi finita nelle mani dell'Isis nel 2016 a Mahmudiyah, vicino a Bagdad, destinandola a ben altri scopi, ovvero proprio alla realizzazione di ied.

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Uno dei sacchi di fertilizzante prodotto in Italia, dalla Biolchim, trovato in Iraq, vicino a Bagdad e usato per realizzare ordigni artigianali (foto @conflictarm.com)

Fornitori "involontari"
La stessa sorte sarebbe avvenuta anche per armi statunitensi e saudite, prodotte in paesi come Bulgaria e Romania, e finite negli arsenali dell'Isis in Iraq. Non è un caso che in ex roccaforti del Califfato come Mosul, Tikrit, Falluja e Ramadi sia stato rinvenuto materiale americano.

Già nel 2014 il Washington Post aveva documentato la fornitura di lanciamissili BGM-71 Tow ai ribelli anti-Assad, all'epoca del sostegno da parte del Presidente Obama ai combattenti del Free Syrian Army.

Spesso il materiale bellico veniva ufficialmente venduto all'Arabia Saudita (si parlava di 15 mila tra pistole e fucili), la quale poi provvedeva a sostenere militarmente i miliziani contrari al regime di Assad.

A sorprendere ora è però la rapidità con la quale anche armamenti molto recenti siano in possesso degli estremisti islamici: secondo il rapporto britannico, infatti, la metà del loro arsenale risulta prodotta negli ultimi 4 anni, ovvero dopo la nascita dell'Isis stesso.

La Cina principale fornitore
Se gli Stati Uniti figurano come fornitori "involontari" di armi al Califfato, è invece la Cina il principale esportatore di materiale bellico ai miliziani islamisti in Siria e Iraq: ben il 90% degli armamenti, secondo il report, proviene da Pechino, insieme a Mosca e ad alcuni paesi dell'est europeo.

Su quest'ultimo dato, la spiegazione pare debba essere ricondotta al fatto che le armi prodotte ad esempio come Romania e Bulgaria, tra le quali razzi e proiettili, erano state prima vendute a Stati Uniti e Arabia Saudita, poi da questi inviate in Siria e Iraq in funzione anti-Isis.

Proprio per evitare che tutto ciò potesse ripetersi l'Unione europea aveva stabilito il divieto di riesportazione di tecnologia e attrezzature militari, con una legge del 2008, che però forse è stata aggirata o che non ha fatto in tempo a bloccare il materiale già esportato negli anni precedenti.

L'Isis è ancora pericoloso
Il rapporto del Conflict Armament Research mostra anche preoccupazione per l'attuale pericolosità degli uomini del Califfato: nonostante le sconfitte sul campo, infatti, i miliziani rappresenterebbero ancora una minaccia, proprio in virtù del materiale di cui dispongono.

Nelle scorse settimane è giunto l'allarme per possibili attentati in Europa da parte di cosiddetti foreign fighters fuggiti da Siria e Iraq, e ora potenzialmente pronti ad entrare in azione nel Vecchio Continente con attacchi terroristici.

Secondo il Global Terrorism Index 2017, pubblicato a novembre dall'Institute for Economics and Peace, i paesi a più alto rischio attentati in Europa sono la Francia (23esima al mondo) e la Gran Bretagna (35esima), precedute solo da Turchia e Ucraina, considerate parte del Vecchio Continente. A seguire si trovano Germania, Belgio, Grecia, Svezia e Irlanda. Nella lista, guidata a livello mondiale da Iraq, Afghanistan e Nigeria, l'Italia è al 10° posto tra i paesi europei.

https://www.panorama.it/news/esteri/chi-arma-terroristi-isis/

E stiamo ancora a chiederci perchè scappano dall'Africa.



RW2602 RW2602 18/01/2019 ore 14.01.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@c.ioccolatino111 scrive:
La notizia pensavo fosse quella del 17 gennaio.

non solo tu, la maggior parte delle persone legge solo i titoli dei giornali, i giornali e giornalisti piu faziosi contano su questo per far "intendere" al pubblico le notizie in modo distorto e manipolato secondo i loro interessi.
purtroppo la legge italiana lo permette e se li citi in giudizio c'è sempre nell'articolo una scappatoia per cui avrai torto... "se leggevi tutto con attenzione capivi che..."
il gruppo editoriale di repubblica/l'esresso sono insuperati maestri in quest'arte.
20016927
@c.ioccolatino111 scrive: La notizia pensavo fosse quella del 17 gennaio. non solo tu, la maggior parte delle persone legge solo...
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c.ioccolatino111 c.ioccolatino111 18/01/2019 ore 15.13.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@RW2602 scrive:
il gruppo editoriale di repubblica/l'esresso sono insuperati maestri in quest'arte.


Ma la loro faziosità la si legge benissimo tra le righe e in grande lettere. :-)))
Quindi, succede che a gridare al lupo, al lupo continuamente... alla fine la gente non crede più a ciò che gli viene raccontato.

Giusto che non venga più passato un tolino ai vari giornalai.
Tutti nessuno escluso.
c.ioccolatino111 c.ioccolatino111 18/01/2019 ore 15.14.15 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@Gio.1947 scrive:
E stiamo ancora a chiederci perchè scappano dall'Africa.


Ma, caro Gio, scappare dall'Africa, risolve i problemi dell'Africa?
20016994
@Gio.1947 scrive: E stiamo ancora a chiederci perchè scappano dall'Africa. Ma, caro Gio, scappare dall'Africa, risolve i problemi...
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c.ioccolatino111 c.ioccolatino111 18/01/2019 ore 15.15.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@pabloyglorioso scrive:
tu credi davvero che ai cosidetti buonisti e progressisti interessi la vita di queste persone, donne, bambini e uomini?

io non lo credo affatto.



nemmeno io. :-)))

Se Salvini cambiasse suonata, credo che la cambierebbero pure loro pur di dargli contro.

Ma posso sbagliarmi neh?

scappo.
20016995
@pabloyglorioso scrive: tu credi davvero che ai cosidetti buonisti e progressisti interessi la vita di queste persone, donne,...
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mery1981 mery1981 18/01/2019 ore 15.20.21 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@DuPalle : ahahahhaha tranquillo so sposata eheheh non me serve nessuno eheheh :many :many :many
AlfanDue AlfanDue 18/01/2019 ore 15.25.21
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@Erakle1986 scrive:
E' la pagella che aveva cucita addosso un bambino migrante annegato.

poveraccio, anche lui è stato illuso dai criminali PDocchi; come i PDioti fresconi che li votano...

ne hanno fatti fuori 15 mila in tre anni quei delinquenti asinistri per foraggiare le loro coop schiaviste e negriere

AlfanDue AlfanDue 18/01/2019 ore 15.30.22
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(Nessuno)RE: Questa nun se capisce

@FreeAsACat scrive:
Anal izzando in che senso? Fa paura a pensarci sta cosa!

con tutte le inculate che ti prendi sistematicamente tu, di cosa hai paura?

a forza di prendertela nel culo c'hai un ano delle stesse dimensioni di quando l'arbitro indica il Var ahahahah :hihi

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