Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

Erakle1986 26/08/2019 ore 14.11.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Bolsonaro

su FB dileggia Brigitte, 60enne premiere dame francese, con un post dove la paragona alla sua " giovane" moglie 37enne...

Bolsonaro, Trump, Salvini, Johnson … populisti che facendo i bombiminkia ed i bulli sul web attirano milioni di followers che si riconoscono in queste pratiche.

ma dove andremom a finire?
8590117
su FB dileggia Brigitte, 60enne premiere dame francese, con un post dove la paragona alla sua " giovane" moglie 37enne......
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26/08/2019 14.11.52
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Allergic.GB 26/08/2019 ore 14.49.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

Uno della NASA ha già smentito le sue accuse alle ong. Come se servisse uno della NASA poi :haha
Erakle1986 Erakle1986 26/08/2019 ore 14.51.42 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

@Allergic.GB scrive:
Uno della NASA


Amico, qui i vari zuzznami, te meno, asdr , pablito etc sono convinti che la NASA sia una organizzazioni di alieni invasori finanziati da soros e amanti della merkel…
attento a quello che dici, che sennò ti chiedono tutte le tabelline e pure le divisioni con le virgole :hoho
Allergic.GB 26/08/2019 ore 14.59.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

@Erakle1986 : Questo succede quando si da potere a degli svalvolati astiosi.
RW2602 RW2602 26/08/2019 ore 15.43.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

@Erakle1986 :


Non si placa lo scontro a distanza tra Francia e Brasile innescato dalle polemiche sui roghi in Amazzonia: dopo il botta e risposta nei giorni scorsi tra il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, e il leader francese, Emmanuel Macron, da Brasilia il capo di Stato ha criticato su Facebook anche la premiere dame, Brigitte, scatenando polemiche.

Bolsonaro ha commentato un post di un utente su Facebook che attaccava la moglie di Macron, confrontandola fisicamente con la giovane moglie di Bolsonaro, Michelle, nel giorno dell'investitura del marito: "Capite ora perché Macron perseguita Bolsonaro? Questa è gelosia, ci scommetto", ha scritto l'ignoto commentatore. E il presidente brasiliano gli ha risposto con un'esortazione a "non mettere in imbarazzo il ragazzo", riferendosi a Macron.

Domenica, era stato il ministro dell'Istruzione brasiliano a insultare Macron, definendolo un "cretino opportunista". All'origine delle polemiche tra i due Paesi, i roghi in Amazzonia, per i quali sono sotto accusa le politiche messe in atto da Bolsonaro. L'invito di Macron a parlare dell'emergenza al G7 a Biarritz, formato dal quale è escluso il Brasile, non è piaciuto al leader sudamericano che lo ha tacciato di mentalità colonialista. L'inquilino di Eliseo ha risposto, sostenendo che Bolsonaro abbia mentito sul suo impegno a favore dell'ambiente, ed annunciando l'opposizione di Parigi all'accordo Ue-Mercosur.

cajo.021079 cajo.021079 26/08/2019 ore 16.32.12 Ultimi messaggi
Erakle1986 Erakle1986 26/08/2019 ore 16.33.03 Ultimi messaggi
AyrtoneGilles AyrtoneGilles 27/08/2019 ore 09.07.26
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

E' TUTTA COLPA DI BOLSONARO?
La risposta è no. Il Brasile ha perso l'11% della sua area forestale tra il 1985 e il 2017, un'area equivalente a 2,6 stati di San Paolo. Il 61,5% del dato totale, secondo la ricerca di Mapbiomas, sono perdite forestali in Amazzonia e uno dei due record di tassi di deforestazione è - ebbene sì - del governo Lula. In questo arco di tempo sono 800.000 i chilometri quadrati di foresta amazzonica scomparsi per fare spazio ad agricoltura e allevamento intensivi. Vasti tratti di foresta vengono disboscati per poi essere seminati nuovamente con dell'erba tipica della savana africana per nutrire i bovini, o in alternativa vengono architettati stretti filari per la coltivazione della soia, di cui il Brasile, dietro solo agli Stati Uniti, è tra i principali esportatori al mondo.

In diciasette anni, spiega il Global Forest Watch, non è cambiato nulla e il tasso di deforestazione permanente nel mondo, soprattutto legato al commercio di merci, è rimasto totalmente inalterato. Da Cardoso a Bolsonaro, quindi, passando per Lula, Dilma Rousseff e Michel Temer, lo scopo dei governi è stato uno e uno soltanto: resuscitare le sorti del Paese, costi quel che costi.
Nel 2017 una nuova corsa all'oro ha portato il governo federale brasiliano a pubblicare un decreto in grado di abolire una riserva grande quanto la Svizzera, la National Reserve of Copper and Assoono, per favorire lo sfruttamento delle risorse minerarie. Mentre pochi anni prima, la diminuzione degli investimenti, sia con Lula sia con Rousseff, a supporto di nuove attività produttive sostenibili, sfociò nel settembre 2011 con l’approvazione del progetto di riforma del Codice Forestale che permise di incrementare la deforestazione a favore delle infrastrutture per i Mondiali.

Come solvente ad attenuare le posizioni dei politici brasiliani, ci pensano però le multinazionali e i “banditi ambientali”. Molte grandi aziende, infatti, non comunicano in modo trasparente l’impatto delle loro attività sulla deforestazione globale, oltre a non adottare misure adeguate a favore della salvaguardia delle foreste. Il nuovo report pubblicato da CDP, la piattaforma globale di rendicontazione ambientale, ha notificato nomi e ragioni sociali: più di 350 aziende hanno rifiutato di rispondere sul triennio 2016-2018, tra cui marchi come Dominos, Next, Ferrero Spa e Sports Direct. L’interrogazione dell’associazione ha coinvolto oltre 1.500 le aziende, il cui operato ha un impatto significativo sulla deforestazione. Il 70% non ha fornito informazioni o dettagli sui principali elementi contestati e responsabili (direttamente o indirettamente) della deforestazione: ovvero legno, olio di palma, allevamenti di bestiame e soia.

Il che ci porta al secondo punto. La deforestazione illegale si traduce successivamente in cluster di allevamento abusivo: sono molte le aree in cui pascolano decine di migliaia di animali, i cui allevatori, prima di condurli alla morte, li trasporterebbero in pascoli legali alterandone l’origine

Queste aziende utilizzano ampiamente prodotti che figurano nel carnet dei derivati dalla deforestazione. A volte, fornendosi perfino della rendita di quella illegale. Come il caso del colosso JBS, il produttore più grande al mondo di carne, accusato dall’Ibama, l’agenzia della protezione ambientale brasiliana, di aver comprato 59 mila bovini provenienti da 507 km quadrati di pascoli interdetti per disboscamento mai autorizzato. Il che ci porta al secondo punto. La deforestazione illegale si traduce successivamente in cluster di allevamento abusivo: sono molte le aree in cui pascolano decine di migliaia di animali, i cui allevatori, prima di condurli alla morte, li trasporterebbero in pascoli legali alterandone l’origine.

Se a incidere sulla percezione del disastro che sta consumando il cosiddetto polmone verde del pianeta, è soprattutto la cospicua perdita di ecosistema, nondimeno a subirne le conseguenze sono gli abitanti che vivono al suo interno. Le invasioni territoriali a discapito degli indigeni sono cresciute del 150 per cento, mentre le specie in via di estinzione adesso contano, allo stato naturale, anche il famoso Ara di Spix blu, protagonista del film di animazione Rio.

Infine, basta uscire leggermente dai confini brasiliani per rendersi conto dell’estensione del problema. L’Amazzonia affonda le sue radici per il 60% in Brasile, mentre le restanti diramazioni interessano gran parte del Sud America, in particolare Colombia, Perù ed Ecuador. Lo Stato di Iván Duque Márquez, dopo anni di deforestazione selvaggia, vede la luce con un calo del 10% dei tagli. Non si può dire lo stesso del Perù, dove la portata della deforestazione subita dalle foreste pluviali, a causa dell’attività mineraria condotta in quelle zone per estrarre oro, ha spazzato via più di 170.000 acri, equivalenti a circa 200 Central Park di New York. In Ecuador, il gigante petrolifero Chevron è stato condannato al pagamento di un risarcimento di 9,5 miliardi di dollari per compensare gli irreparabili danni causati alla foresta amazzonica nel corso di decenni di attività.

Insomma, l’effetto Bolsonaro è indiscutibile, lontano da ogni giustificazione. Basti pensare che lo scorso anno, secondo l’Osservatorio sul Clima, il Brasile ha immesso nell’atmosfera 1,93 miliardi di tonnellate di CO2, facendo registrare un incremento delle emissioni del 3,5 per cento rispetto al 2014. Tuttavia, in questo concorso di colpe, l’innocenza ha un prezzo e ognuno, senza remore, vuole uno spicchio della grande e ricca torta verde.

l' importante è credere che sia colpa dell' ultimo arrivato.
poveri coglioni
Erakle1986 Erakle1986 27/08/2019 ore 11.41.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Bolsonaro

@AyrtoneGilles scrive:
Insomma, l’effetto Bolsonaro è indiscutibile, lontano da ogni giustificazione



Ma almeno sei capaci di leggere le cose che linki tra una lavata di pavimento ed una spazzata di scale?

E passi che posti cose linkate dalla stampa di sinistra pensando siano di destra, ma ora confuti anche le tesi con...tesi che le confermano?

ma povero calabro :hoho

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