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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

excristian1977 08/10/2019 ore 15.44.53 Ultimi messaggi
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ImportanteTRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

Salvino Paternò

Stante il proliferare di soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport che continuano ad accusare le forze dell’ordine di lassismo ed impreparazione in relazione ai tristi avvenimenti di Trieste, vorrei tentare di far intuire, sulla base delle norme vigenti, in che condizioni costoro sono costrette ad operare.
E voglio riferirmi in particolare all’uso delle manette che sino a qualche giorno fa gli opinionisti illuminati ritenevano deprecabile e oggi, invece, imputano agli agenti operanti l’errore di non averle usate.

Eh già, se l’assassino fosse stato ammanettato non sarebbe riuscito a trucidare i due poliziotti, né tantomeno a tentare di commettere una strage. Peccato che nel caso di specie l’uso delle manette fosse CATEGORICAMENTE VIETATO dalla legge.
L’unico articolo, infatti, che parla delle manette, senza neanche il coraggio chiamarle con il loro nome e usando il più edulcorato termine di “mezzi di coercizione fisica”, è l’art 53 del codice penale. In base a tale norma “non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso di mezzi di coercizione fisica, quando vi è COSTRETTO dalla necessità di respingere una VIOLENZA o di vincere una RESISTENZA”.
Questo significa che se la persona che, per qualsiasi motivo, entra in contatto con la polizia giudiziaria non mette in atto alcuna azione violenta, né tantomeno oppone resistenza (come nel caso di Trieste), non c’è alcuna possibilità di ammanettarlo. Semmai lo facessero, il solerte magistrato di turno si attiverebbe, più veloce della luce, per mettere gli agenti sotto processo con l’accusa di abuso d’autorità.

Vabbè, dirà qualcuno di voi, ma in caso di arresto le manette sono obbligatorie. Sì… come no?
In primis specifichiamo che l’assassino di Trieste, nel momento in cui è stato avvicinato dagli agenti non era, e non sarebbe mai potuto essere, dichiarato in stato di arresto.
Eh già, perché la condizione necessaria per arrestare un delinquente è coglierlo in stato di flagranza, cioè nell’atto di commettere il fatto. Nel caso in questione, il sospettato aveva illecitamente sottratto il ciclomotore ore prima, per cui la flagranza era bella e che sfumata.

Non sarebbe neanche stato possibile sottoporlo a Fermo di Polizia Giudiziaria, poiché il presupposto fondamentale per procedere a tale intervento limitativo della libertà personale, che si attua fuori dai casi di flagranza, è il fondato pericolo di fuga. Mi spiegate come si sarebbe potuto dimostrare al solerte magistrato che c’era un fondato pericolo di fuga in una persona che volontariamente e senza alcuna resistenza viene in questura per sottoporsi agli accertamenti?
Ma, pur presupponendo che c’erano (ma non c’erano!) i presupposti per arrestarlo o fermarlo, neanche in quel caso l’uso delle manette sarebbe stato automatico.
La legge 26 luglio 1975, n. 354 (con relative e immancabili modifiche) sostanzialmente sancisce che per tradurre (leggasi: trasportare) l’arrestato è consentito l’uso delle manette solo quando lo richiedono la PERICOLOSITÀ del soggetto, o il PERICOLO DI FUGA. In tutti gli altri casi l'uso delle manette ai polsi E' VIETATO.
Quindi, solo l’arrestato ritenuto “pericoloso”, o che si ritiene possa scappare, può essere ammanettato. Ma sia ben chiaro che tale valutazione deve essere fatta sulla base di elementi concreti, e non sulla sola percezione degli agenti operanti.

Un soggetto lo si può definire “pericoloso” solo se vanta numerosi precedenti penali o è sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza. Parimenti, si può ritenere un arrestato a rischio fuga, solo se mette in atto specifici atteggiamenti che denotano tale intenzione. In assenza di tali presupposti, il solerte magistrato se ne fa un baffo delle percezioni sensoriali dei poliziotti e apre seduta stante un fascicolo nei loro confronti con l’accusa di “abuso di autorità contro arrestati o detenuti”. E se ne sbatte allegramente se nelle fasi concitate dell’arresto in flagranza non c’era materialmente il tempo per controllare il curriculum del soggetto, anzi, se si trattava di extracomunitari, non c’era neanche il tempo di conoscere le loro vere generalità.
Considerate, infine, che tali valutazioni (soggetto pericoloso, pericolo di fuga, atteggiamenti tali da poter essere definiti violenti o di resistenza) spesso devono essere effettuate in pochi secondi, sulla strada, in condizioni di stress, con l’ansia di sbagliare. E lo sbaglio se ti va bene ti trascina quale imputato davanti al solerte magistrato, se ti va male ti sprofonda sotto terra.
C’è da invidiare eccome i poliziotti americani! Negli Stati Uniti, infatti, l'utilizzo delle manette è obbligatorio in tutti i casi in cui una persona (senza distinzione di sesso o di età) venga fermata per qualsiasi motivo dalle forze dell'ordine.
Per cui, invece di sproloquiare su questioni sconosciute, sarebbe il caso di informarsi, e i legislatori, invece di commemorare commossi i morti, dovrebbero prendere atto che, a causa delle loro politiche dissennate, la situazione della sicurezza pubblica sulle strade è radicalmente mutata. Se le norme non si adeguano alla realtà, le forze dell’ordine continueranno ad andare al massacro annunciato… e noi dovremo continuare a sorbirci chiacchiere tanto inutili, quanto ridicole.

COSA PENSATE?

analisi perfette
del resto l'avevo scritto fin da subito mentre altri come fiume e valkiria sparavano le loro fesserie
mi sa che epr loro sarà molto scomodo il topic
8592513
Salvino Paternò Stante il proliferare di soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport che continuano ad accusare le forze...
Discussione
08/10/2019 15.44.53
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pabloyglorioso pabloyglorioso 08/10/2019 ore 16.06.14 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

analisi perfette!

grazie Col. Paternò.

il Sign.Col. Paternò uno di noi.
sovranistitalico sovranistitalico 08/10/2019 ore 16.09.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@excristian1977 :

Perché, contano qualcosa quei due, nell'economia dialettica del Forum?. Due spiriti di contraddizione fine a loro stessi, assolutamente trascurabili se non fosse che vogliono mettere becco dappertutto...
excristian1977 excristian1977 08/10/2019 ore 19.40.49 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@eaccabbadda
@nera1965
Valchiria03:


cvd avevo ragione io sull'uso delle manette
tsunami1998 tsunami1998 08/10/2019 ore 20.02.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@excristian1977 : ma la storia degli 8 tentati omicidi compiutj precedendemente da qst elemento è vera?
fiume.sandcreek fiume.sandcreek 08/10/2019 ore 20.11.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@excristian1977 scrive:
altri come fiume e valkiria sparavano le loro fesserie


La vogliamo fare scommessa?
Chi la perde patirà una penitenza stabilita dal vincitore.
Secondo me da buon destricolo preferirai scappare i svincolare.
Ma nulla ti vieta di smentirmi.
c.ioccolatino111 c.ioccolatino111 08/10/2019 ore 20.42.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

In Italia... secondo il codice di procedura penale italiano, il loro utilizzo durante la procedura dell'arresto di un soggetto è, in linea di principio, vietato.

L'utilizzo delle stesse è invero prescritto in alcune ipotesi tipiche previste dalla legge, come ad esempio, ai sensi della legge 26 luglio 1975 n. 354, come modificata dalla legge 12 dicembre 1992 n. 492; infatti l'art. 42 bis al comma 5 della norma del 1975 dispone attualmente:

«Nelle traduzioni individuali l'uso delle manette ai polsi è obbligatorio quando lo richiedono la pericolosità del soggetto o il pericolo di fuga o circostanze di ambiente che rendono difficile la traduzione.
In tutti gli altri casi l'uso delle manette ai polsi o di qualsiasi altro mezzo di coercizione fisica è vietato.
Nel caso di traduzioni individuali di detenuti o internati la valutazione della pericolosità del soggetto o del pericolo di fuga è compiuta, all'atto di disporre la traduzione, dall'autorità giudiziaria o dalla direzione penitenziaria competente, le quali dettano le conseguenti prescrizioni.»


Per quanto riguarda il loro utilizzo su minorenni esiste un'apposita disposizione legislativa: l'art 20 del decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 272 afferma all'art. 20:

«Nell'esecuzione dell'arresto e del fermo, nell'accompagnamento e nella traduzione, È vietato l'uso di strumenti di coercizione fisica, salvo che ricorrano gravi esigenze di sicurezza.»

La circolare del Ministero della giustizia n. 558 dell'8/4/1993 prevede che spetti all'autorità che esegue la traduzione verificare la ricorrenza delle predette condizioni che legittimano l'uso di manette ai polsi.

Nel caso di eventuale uso ingiustificato delle manette, ricorrono gli estremi del reato di abuso di autorità contro arrestati previsto e punito dall'art. 608 (abuso di autorità contro arrestati o detenuti) del codice penale italiano.

Ipotesi più ricorrenti dell'utilizzo sono, ai sensi della legge italiana, quando un soggetto tenti di sottrarsi all'arresto, o cerchi di colpire o comunque di usare violenza contro un pubblico ufficiale, oppure quando la situazione non consenta all'agente di pubblica sicurezza di decidere in breve tempo se usare o no le stesse.

Il bastardo dominicano, probabilmente è sembrato ai due agenti innocuo, mansueto, e piuttosto di essere tacciati come due criminali come nel caso cucchi, un delinquente, hanno lasciato perdere le manette ed è accaduto quel che è accaduto.

Stati Uniti
Negli Stati Uniti l'utilizzo delle manette è obbligatorio in tutti i casi in cui una persona è dichiarata in arresto, e quindi esse vengono utilizzate sempre e comunque quando una persona venga fermata o arrestata dalla forze dell'ordine.
Non vengono inoltre fatte distinzioni tra uomini e donne, e quindi una donna viene ammanettata e trattata alla pari di un maschio.


Dovremmo imitare l'America, nostra alleata :-)))

È quindi una prassi consolidata, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni sessanta. Talvolta l'utilizzo eccessivamente disinvolto delle stesse, ad esempio anche se nei confronti di bambini, ha suscitato impressione presso l'opinione pubblica.

Nei confronti dei bambini invece, io lascerei perdere.
Poi, può darsi che mi freddi sul posto cmq.
eaccabbadda eaccabbadda 08/10/2019 ore 20.50.56 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@excristian1977 scrive:
cvd avevo ragione io sull'uso delle manette

non capisco perchè mi citi, quando mai io ho scritto sull'uso o meno delle manette?
puoi copiarmi qui dove e quando io ho scritto qualcosa sull'uso delle manette?
grazie
Nemo.1972 Nemo.1972 09/10/2019 ore 08.38.17 Ultimi messaggi
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SchifatoRE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

Le immagini divenute celebri di Tortora ammanettato come un pericoloso criminale, sono vivide nella memoria di tutti...non ce n'era bisogno eppure fu trattato alla stregua di un boss mafioso e la sua vicenda giudiziaria un errore clamoroso...nessun magistrato ha pagato per quell'errore! Confuso con il nome di Tortona (il vero criminale) fu processato e condannato da innocente, scontando numerosi anni di carcere per finire i suoi giorni divorato dal cancro dopo la scarcerazione...
1965spiritolibero 1965spiritolibero 09/10/2019 ore 08.55.49 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: TRIESTE: Il Sig. Col. Paternò sui soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport

@excristian1977 scrive:
Salvino Paternò

Stante il proliferare di soloni ed esperti criminalisti del bar dello sport che continuano ad accusare le forze dell’ordine di lassismo ed impreparazione in relazione ai tristi avvenimenti di Trieste, vorrei tentare di far intuire, sulla base delle norme vigenti, in che condizioni costoro sono costrette ad operare.
E voglio riferirmi in particolare all’uso delle manette che sino a qualche giorno fa gli opinionisti illuminati ritenevano deprecabile e oggi, invece, imputano agli agenti operanti l’errore di non averle usate.
Eh già, se l’assassino fosse stato ammanettato non sarebbe riuscito a trucidare i due poliziotti, né tantomeno a tentare di commettere una strage. Peccato che nel caso di specie l’uso delle manette fosse CATEGORICAMENTE VIETATO dalla legge.
L’unico articolo, infatti, che parla delle manette, senza neanche il coraggio chiamarle con il loro nome e usando il più edulcorato termine di “mezzi di coercizione fisica”, è l’art 53 del codice penale. In base a tale norma “non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso di mezzi di coercizione fisica, quando vi è COSTRETTO dalla necessità di respingere una VIOLENZA o di vincere una RESISTENZA”.
Questo significa che se la persona che, per qualsiasi motivo, entra in contatto con la polizia giudiziaria non mette in atto alcuna azione violenta, né tantomeno oppone resistenza (come nel caso di Trieste), non c’è alcuna possibilità di ammanettarlo. Semmai lo facessero, il solerte magistrato di turno si attiverebbe, più veloce della luce, per mettere gli agenti sotto processo con l’accusa di abuso d’autorità.
Vabbè, dirà qualcuno di voi, ma in caso di arresto le manette sono obbligatorie. Sì… come no?
In primis specifichiamo che l’assassino di Trieste, nel momento in cui è stato avvicinato dagli agenti non era, e non sarebbe mai potuto essere, dichiarato in stato di arresto.
Eh già, perché la condizione necessaria per arrestare un delinquente è coglierlo in stato di flagranza, cioè nell’atto di commettere il fatto. Nel caso in questione, il sospettato aveva illecitamente sottratto il ciclomotore ore prima, per cui la flagranza era bella e che sfumata.
Non sarebbe neanche stato possibile sottoporlo a Fermo di Polizia Giudiziaria, poiché il presupposto fondamentale per procedere a tale intervento limitativo della libertà personale, che si attua fuori dai casi di flagranza, è il fondato pericolo di fuga. Mi spiegate come si sarebbe potuto dimostrare al solerte magistrato che c’era un fondato pericolo di fuga in una persona che volontariamente e senza alcuna resistenza viene in questura per sottoporsi agli accertamenti?
Ma, pur presupponendo che c’erano (ma non c’erano!) i presupposti per arrestarlo o fermarlo, neanche in quel caso l’uso delle manette sarebbe stato automatico.
La legge 26 luglio 1975, n. 354 (con relative e immancabili modifiche) sostanzialmente sancisce che per tradurre (leggasi: trasportare) l’arrestato è consentito l’uso delle manette solo quando lo richiedono la PERICOLOSITÀ del soggetto, o il PERICOLO DI FUGA. In tutti gli altri casi l'uso delle manette ai polsi E' VIETATO.
Quindi, solo l’arrestato ritenuto “pericoloso”, o che si ritiene possa scappare, può essere ammanettato. Ma sia ben chiaro che tale valutazione deve essere fatta sulla base di elementi concreti, e non sulla sola percezione degli agenti operanti.
Un soggetto lo si può definire “pericoloso” solo se vanta numerosi precedenti penali o è sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza. Parimenti, si può ritenere un arrestato a rischio fuga, solo se mette in atto specifici atteggiamenti che denotano tale intenzione. In assenza di tali presupposti, il solerte magistrato se ne fa un baffo delle percezioni sensoriali dei poliziotti e apre seduta stante un fascicolo nei loro confronti con l’accusa di “abuso di autorità contro arrestati o detenuti”. E se ne sbatte allegramente se nelle fasi concitate dell’arresto in flagranza non c’era materialmente il tempo per controllare il curriculum del soggetto, anzi, se si trattava di extracomunitari, non c’era neanche il tempo di conoscere le loro vere generalità.
Considerate, infine, che tali valutazioni (soggetto pericoloso, pericolo di fuga, atteggiamenti tali da poter essere definiti violenti o di resistenza) spesso devono essere effettuate in pochi secondi, sulla strada, in condizioni di stress, con l’ansia di sbagliare. E lo sbaglio se ti va bene ti trascina quale imputato davanti al solerte magistrato, se ti va male ti sprofonda sotto terra.
C’è da invidiare eccome i poliziotti americani! Negli Stati Uniti, infatti, l'utilizzo delle manette è obbligatorio in tutti i casi in cui una persona (senza distinzione di sesso o di età) venga fermata per qualsiasi motivo dalle forze dell'ordine.
Per cui, invece di sproloquiare su questioni sconosciute, sarebbe il caso di informarsi, e i legislatori, invece di commemorare commossi i morti, dovrebbero prendere atto che, a causa delle loro politiche dissennate, la situazione della sicurezza pubblica sulle strade è radicalmente mutata. Se le norme non si adeguano alla realtà, le forze dell’ordine continueranno ad andare al massacro annunciato… e noi dovremo continuare a sorbirci chiacchiere tanto inutili, quanto ridicole.

COSA PENSATE?

analisi perfette
del resto l'avevo scritto fin da subito mentre altri come fiume e valkiria sparavano le loro fesserie
mi sa che epr loro sarà molto scomodo il topic

perche' lo dice il colonnello paterno' e' pensi applicato .anche nelle altre categorie lavorative si trasghediscono spesso le regole.polizia carabinieriforze del'ordine non sono esenti dal sbagliare o commettere scorrettezze o non applicare in pieno quello che la legge prescrive.s ecosi' fosse sarebbe risolta pure la fame del mondo ci vorremmo tutti bene e faremmo sempre all'amore.

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