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Derek84 Derek84 27/04/2008 ore 23.40.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: toto sondaggio sindaco...

Contro Rutelli

" Speriamo che perda. La Cgil dei Beni culturali contro Rutelli "
da Libero del 3 aprile 2008, pag. 10 di Tommaso Montesano

Libero Rossi lo conosce bene, Francesco Rutelli. Per due anni, da responsabile nazionale per i Beni culturali della Cgil, il ministro è stato il suo referente nelle trattative sindacali. Organizzazione del ministero, nomine dei dirigenti, stabilizzazione dei precari. Dall?inizio della legislatura ad oggi i momenti di confronto non sono mancati. Due anni dopo, il giudizio del sindacalista è impietoso: «Ti ringrazio per la tua inazione e spero nella tua mancata elezione a sindaco». L?attacco è contenuto in una mail spedita da Rossi lunedì scorso a tre stretti collaborato ri di Rutelli: Flaminia Nardone (segretaria particolare del ministro); Guido Improta (capo di gabinetto) e Carlo Alberto Manfredi Selvaggi (vicecapo di gabinetto). I toni non sono proprio amichevoli. «Dire che questi due anni di permanenza al Collegio romano (sede del ministero, ndr) sono stati pessimi sarebbe farti un torto», scrive il sindacalista, «ma che non siano stati brillanti è una realtà. Se dovessi fare un bilancio non troverei molte lance in tuo favore». La bocciatura è totale. Nella lettera, che Libero ha avuto modo consultare, Rossi rinfaccia a Rutelli un fallimento dopo l?altro. «Con l?ultimo atto delle nomine hai raggiunto un livello di bassezza che non mi attendevo». E dire che il ministro, dalle colonne del "Giornale dell?arte", qualche numero fa aveva esaltato il suo operato. Secca la replica del dirigente Cgil: «Recupero dei beni trafugati? No! Perché la procedura era in piedi da diversi anni. Stabilizzazione dei precari? Anche qui l?opera è più della Cgil e della Cisl che dei tuoi uffici. La riforma? Lasciamo perdere per la caterva di compromessi che contiene». Rossi è un fiume in piena. Al ministro-candidato sindaco di Roma ricorda che su soprintendenze e dirigenti ha prevalso la «paura di procedere a qualsiasi movimento degno di rimettere in sesto questa amministrazione disastrata». Poi c?è lo sfascio di «archivi e biblioteche», dove «la situazione è da top dei drammi. Non dirmi che quello non è dipeso da te! Tu hai nominato quei direttori generali e quei "regionali". Neanche una sana rotazione sei stato in grado di mettere in pista». Prima dei saluti c?è spazio per l?auspicio sulla sconfitta nella corsa al Campidoglio. Il giorno stesso della nota, la Cgil ha incassato la solidarietà dei colleghi della Cisl attraverso un comunicato sindacale. Claudio Calcara, il coordinatore generale, ha rinfacciato a Rutelli anche la scelta di rispondere a Rossi attraverso il suo capo di gabinetto. «Come capita da quando ha cambiato la servitù, in sua vece ti rispondono non i maggiordomi (quelli sono seri e qualificati), ma camerieri che non hanno frequentato la scuola alberghiera e professano abusivamente tale nobile attività con poca professionalità». Non è la prima volta, del resto, che Rutelli e il suo entourage finiscono nel mirino dei sindacati. Nel notiziario di Confsal-Unsa di dieci giorni fa, ad esempio, la suddivisione delle Soprintendenze operata dall?attuale vicepremier è vista come l?«ennesimo giro di poltrone che in questo momento elettorale può far comodo al ministro uscente». Sul forum della stessa Cgil-Beni culturali la politica rutelliana è definita il «peggior becerume della storia. Cari ex compagni, non ci resta che sperare in un ministro della Lega». Interpellato da Libero, Rossi tira dritto: «Quella mail è l?ultimo atto di una delusione per quello che Rutelli non è riuscito a fare. Al di là dell?incavolatura, e di qualche frase un po? pesante, confermo il giudizio negativo dal punto di vista politico: Rutelli non ha cambiato nulla. A questo punto un sindaco vale l?altro». Libero Rossi lo conosce bene, Francesco Rutelli. Per due anni, da responsabile nazionale per i Beni culturali della Cgil, il ministro è stato il suo referente nelle trattative sindacali. Organizzazione del ministero, nomine dei dirigenti, stabilizzazione dei precari. Dall?inizio della legislatura ad oggi i momenti di confronto non sono mancati. Due anni dopo, il giudizio del sindacalista è impietoso: «Ti ringrazio per la tua inazione e spero nella tua mancata elezione a sindaco».

L'attacco è contenuto in una mail spedita da Rossi lunedì scorso a tre stretti collaborato ri di Rutelli: Flaminia Nardone (segretaria particolare del ministro); Guido Improta (capo di gabinetto) e Carlo Alberto Manfredi Selvaggi (vicecapo di gabinetto). I toni non sono proprio amichevoli. «Dire che questi due anni di permanenza al Collegio romano (sede del ministero, ndr) sono stati pessimi sarebbe farti un torto», scrive il sindacalista, «ma che non siano stati brillanti è una realtà. Se dovessi fare un bilancio non troverei molte lance in tuo favore». La bocciatura è totale. Nella lettera, che Libero ha avuto modo consultare, Rossi rinfaccia a Rutelli un fallimento dopo l?altro. «Con l?ultimo atto delle nomine hai raggiunto un livello di bassezza che non mi attendevo».

E dire che il ministro, dalle colonne del "Giornale dell?arte", qualche numero fa aveva esaltato il suo operato. Secca la replica del dirigente Cgil: «Recupero dei beni trafugati? No! Perché la procedura era in piedi da diversi anni. Stabilizzazione dei precari? Anche qui l?opera è più della Cgil e della Cisl che dei tuoi uffici. La riforma? Lasciamo perdere per la caterva di compromessi che contiene». Rossi è un fiume in piena. Al ministro-candidato sindaco di Roma ricorda che su soprintendenze e dirigenti ha prevalso la «paura di procedere a qualsiasi movimento degno di rimettere in sesto questa amministrazione disastrata». Poi c?è lo sfascio di «archivi e biblioteche», dove «la situazione è da top dei drammi. Non dirmi che quello non è dipeso da te! Tu hai nominato quei direttori generali e quei "regionali". Neanche una sana rotazione sei stato in grado di mettere in pista». Prima dei saluti c?è spazio per l?auspicio sulla sconfitta nella corsa al Campidoglio.

Il giorno stesso della nota, la Cgil ha incassato la solidarietà dei colleghi della Cisl attraverso un comunicato sindacale. Claudio Calcara, il coordinatore generale, ha rinfacciato a Rutelli anche la scelta di rispondere a Rossi attraverso il suo capo di gabinetto. «Come capita da quando ha cambiato la servitù, in sua vece ti rispondono non i maggiordomi (quelli sono seri e qualificati), ma camerieri che non hanno frequentato la scuola alberghiera e professano abusivamente tale nobile attività con poca professionalità».

Non è la prima volta, del resto, che Rutelli e il suo entourage finiscono nel mirino dei sindacati. Nel notiziario di Confsal-Unsa di dieci giorni fa, ad esempio, la suddivisione delle Soprintendenze operata dall?attuale vicepremier è vista come l?«ennesimo giro di poltrone che in questo momento elettorale può far comodo al ministro uscente». Sul forum della stessa Cgil-Beni culturali la politica rutelliana è definita il «peggior becerume della storia. Cari ex compagni, non ci resta che sperare in un ministro della Lega». Interpellato da Libero, Rossi tira dritto: «Quella mail è l?ultimo atto di una delusione per quello che Rutelli non è riuscito a fare. Al di là dell?incavolatura, e di qualche frase un po? pesante, confermo il giudizio negativo dal punto di vista politico: Rutelli non ha cambiato nulla. A questo punto un sindaco vale l?altro».
Derek84 Derek84 27/04/2008 ore 23.42.28 Ultimi messaggi
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Contro Alemanno

da Wikipedia.it

Attività politica
Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino.

Sul finire del periodo turbolento degli anni di piombo, venne fermato nel novembre 1981 per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all?aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi prosciolto. (Ansa, 20/11/1981)

Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l?ambasciata dell?Unione Sovietica a Roma, scontando 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma poi venne prosciolto per non aver commesso il fatto. (Ansa, 15/05/1988)

Nel 1988
diventa Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e antiamericane.

Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno (ma subito scarcerato) per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d'America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. È stato poi prosciolto da ogni accusa. (Ansa 29 e 30/05/1989)

Il 13 giugno 1991 Umberto Bossi partecipa a una manifestazione della Lega Sud Sicilia a Catania e viene aspramente contestato dal Fronte della Gioventù guidato proprio da Alemanno (ANSA 13.6.1991)

Dal 1988 al 1991 è stato segretario nazionale del Fronte della Gioventù.

È stato fondatore e promotore della società di servizi "Euroservice" nel 1990, operativa nel campo dei servizi dell'edilizia e del lavoro giovanile, ed è membro onorario della Camera del commercio e dell'industria dell'Argentina.

Dopo esser stato eletto nel 1990 nel Consiglio regionale del Lazio, nel 1994 viene eletto alla Camera dei Deputati al maggioritario, nel collegio 19 della circoscrizione Lazio 1. Nello stesso anno è nominato dirigente del "Dipartimento per le politiche del volontariato e dell'associazionismo" di Alleanza nazionale.


L'adesione ad Alleanza Nazionale
Il 1994 e il 1995 sono gli anni della "svolta", in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di aderire ad Alleanza Nazionale, abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra liberale e conservatrice.

Nel 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.

Ha fondato insieme a Francesco Storace l'associazione "Area" e attuale membro del comitato di direzione dell'omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra Sociale.

È stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative culturali e non profit, tra cui l'"Associazione culturale di Area", il gruppo ambientalista "Fare Verde, l'ONG per la cooperazione internazionale "Movimento comunità", l'associazione di volontariato "Modavi" e la Fondazione "Nuova Italia".

Nel 2000 è stato responsabile organizzativo della campagna elettorale di Francesco Storaceper la Presidenza della Regione Lazio e, l'anno seguente, responsabile del programma politico del candidato a sindaco di Roma, Antonio Tajani (ex monarchico).

Derek84 Derek84 27/04/2008 ore 23.43.20 Ultimi messaggi
tottina85 tottina85 28/04/2008 ore 00.01.56 Ultimi messaggi

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