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Forum città di Cagliari

AlzaLaCoppaCapitano AlzaLaCoppaCapitano 06/10/2007 ore 08.08.07
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...

Ma anche in Italia ce ne sono diversi.Oltre a quello Padano,se non sbaglio,se ne trovano anche in Sicilia,Veneto e poi non ricordo.Diciamo che è una cosa soggettiva:tu non ti senti italiano,io si.Non c'entrano nulla le differenze culturali.Se amassi la tua Patria di certo non la rinnegheresti perchè il nostro dialetto(lingua)è diverso da quello napoletano.
maxdado maxdado 06/10/2007 ore 11.18.08 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...


Sono di Cagliari ma mi trovo molto male,anni fa qua facevo il comico ed ho dovuto interrompere perchè non andava questo genere di cose,io come hobby ho la passione del cabaret comico,che paragonato a quelli della pola non credo che sia possibile perchè esistono tipi di comicità differente in dialetto e in italiano a volte il sardo fa fatica a fare ridere il suo popolo,tanto è che in un monologo vi ci mette o volgarità o parolacce,poichè non si riesce a fare ridere il Sardo senza quelle,comuque io facevo cabaret comico a Bologna e ti posso dire che la comicità e ben diversa,e non si devon ricorrere a sotterfuggi per fare ridere,ANZI SE PARLI MALE IN UN MONOLOGO TI FISCHIANO.

Se vivi fuori ti adegui alla loro mentalità attento senza criticare la terra dove sono nato,pero qua come del resto nel proffondo meridione tante cose non vanno.

Quando vivevo fuori ho assistito ad un litigio fra Sardi,non chiedermi di dov'erano perchè non lo so dire ,bhè i bolognesi si son messi a ridere,han detto che non sembriamo neanche sardi,invece di instaurare un amicizia litigano,si erano appena conosciuti
sardo1983 sardo1983 06/10/2007 ore 13.18.11 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...

AlzaLaCoppaCapitano ha scritto:
Ma anche in Italia ce ne sono diversi.Oltre a quello Padano,se non sbaglio,se ne trovano anche in Sicilia,Veneto e poi non ricordo.Diciamo che è una cosa soggettiva:tu non ti senti italiano,io si.Non c'entrano nulla le differenze culturali.Se amassi la tua Patria di certo non la rinnegheresti perchè il nostro dialetto(lingua)è diverso da quello napoletano.


si so che ce ne sono altri anche in italia. le differenze culturali c'entrano eccome quando vengono ridicolizzate le tue origini e non perchè mi danno del pastore del sardignolo o cose simili, queste persone mi fanno pena.... io amo la mia patria: la sardegna, nel forum politica hai difeso i corsi, i sardi sono nella stessa situazione (noi sardi per fortuna non facciamo attentati o robe simili)
AlzaLaCoppaCapitano AlzaLaCoppaCapitano 08/10/2007 ore 00.44.18
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...

Ma siete voi che vi vergognate delle vostre origini.Io non mi vergogno di essere sardo,anzi,sono fiero di essere nato in una delle regioni più belle d'Italia.
AlzaLaCoppaCapitano AlzaLaCoppaCapitano 08/10/2007 ore 04.54.07
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...


Sono di Cagliari ma mi trovo molto male,anni fa qua facevo il comico ed ho dovuto interrompere perchè non andava questo genere di cose,io come hobby ho la passione del cabaret comico,che paragonato a quelli della pola non credo che sia possibile perchè esistono tipi di comicità differente in dialetto e in italiano a volte il sardo fa fatica a fare ridere il suo popolo,tanto è che in un monologo vi ci mette o volgarità o parolacce,poichè non si riesce a fare ridere il Sardo senza quelle,comuque io facevo cabaret comico a Bologna e ti posso dire che la comicità e ben diversa,e non si devon ricorrere a sotterfuggi per fare ridere,ANZI SE PARLI MALE IN UN MONOLOGO TI FISCHIANO.

Vabbè,su questo non sono per niente d'accordo.Adesso non mi dire che nel resto del Mondo tutti odiano la volgarità.E' una cosa soggettiva...Evitiamo questi luoghi comuni inutili.Come puoi notare da questa discussione non tutti siamo uguali.Ci stai descrivendo come dei rozzi in mezzo a dei lord:hohoE non mi pare che sia così...o no?:ok

Se vivi fuori ti adegui alla loro mentalità attento senza criticare la terra dove sono nato,pero qua come del resto nel proffondo meridione tante cose non vanno.

La situazione della Sardegna è migliore rispetto a quella delle altre regioni del Sud.

Quando vivevo fuori ho assistito ad un litigio fra Sardi,non chiedermi di dov'erano perchè non lo so dire ,bhè i bolognesi si son messi a ridere,han detto che non sembriamo neanche sardi,invece di instaurare un amicizia litigano,si erano appena conosciuti

Scusa,ma due persone,solo perchè native della stessa regione,non possono litigare?:hohoCome se nel resto d'Italia la situazione fosse diversa(chiedi ai palermitani se vanno d'accordo coi catanesi,ai napoletani se vanno d'accordo con gli avellinesi,ecc ecc)Dove sta scritto che devono per forza andare d'accordo?Io reputo molto più squallido che un italiano insulti un suo connazionale(per esempio un milanese che chiama pastore un sardo o coleroso un napoletano).E' una vergogna che nel 2007 ci siano ancora queste spaccature all'interno dell'Italia.Dobbiamo essere uniti...e non solo durante i Mondiali.

Ps.Noi sardi siamo unitissimi.

Buonanotte:ciao
sardo1983 sardo1983 08/10/2007 ore 12.57.25 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...

AlzaLaCoppaCapitano ha scritto:
Ma siete voi che vi vergognate delle vostre origini.Io non mi vergogno di essere sardo,anzi,sono fiero di essere nato in una delle regioni più belle d'Italia.


io sono fiero delle mie origini sarde, non mi posso vergognare di essere italiano dato che ne mi sento ne sono italiano
Misterbig40 Misterbig40 18/10/2007 ore 00.15.00 Ultimi messaggi
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SerenoRE: La mentalità di molti sardi...


vedete un po quest'articolo:


?Siamo un popolo di servi.? È una frase senza speranza, quella che pronuncia Costantino alla fine de La destinazione di Piero Sanna. Costantino è un carabiniere sardo che è stato mandato in servizio al nord. L?abbiamo perso di vista per tutto il film, e lo vediamo riapparire solo quando dice questa frase a Emilio, il carabiniere romagnolo mandato in Sardegna, che ha assistito impotente al compiersi di una parabola antica di omertà e vendetta. È una frase che getta un cono d?ombra su tutta una cultura, su tutto il popolo sardo, e che è frutto di una riflessione amara e rigorosa su tutta la propria tradizione e sulla propria gente. C?è un?ultima generazione di cineasti sardi (Sanna, Columbu, Pau, Mereu?), che procede ad un?elaborazione incessante ? vera, perché aspra e senza indulgenza ? del proprio bagaglio culturale, con quale sviluppa un rapporto dialettico, spesso conflittuale. La Sardegna che ci raccontano è una società antica che tenta faticosamente la strada del rinnovamento e del riscatto. E? la terra in tutta la sua complessità: è la natura, protagonista in molti aspetti in questi film (sopra tutti, l?anabasi verso il mare dei ragazzini di Ballo a tre passi). Ed è il legame indissolubile tra natura e cultura, com?è stato a suo tempo magistralmente raccontato dai Taviani di Padre padrone.
Potremmo, in maniera semplicistica e riduttiva, definire materno (per quanto tale ipotetico grembo sia inospitale) il suddetto aspetto della Sardegna raccontata da questi giovani registi. Esso è una matrice che forma lo sguardo e la poetica. Così, l?aspetto paterno sarebbe quello duro e arcigno dell?autorità padronale, del padre di Padre padrone dei Taviani, o della gerarchia e dell?arretratezza che uccide il bambino de La Destinazione. Proprio perché questa cultura è indiscutibile, così chiusa e tesa alla propria sopravvivenza attraverso una conservazione immota, la gerarchia diventa un dogma. Ma essa stessa è sottomessa ad un potere più forte, forte e intoccabile. Esso può essere lo Stato: già nel 1961, in Banditi a Orgosolo, lo Stato veniva ad arrestare un pastore innocente. Egli non parla né si difende; semplicemente fugge via. Sembra avere a che fare con un potere incomprensibile, come una iattura. Lo Stato arriva da altrove, dal ?Continente?, e impone la sua legge. Come leggiamo ne Il giorno del giudizio di Satta: ?Tra l?altro, che cosa è la giustizia? Giustizia è l?autorità, il potere che uno ha sopra un altro, e l?autorità non si discute: e se ti condanna sei ben condannato. Ma perciò giustizia è anche sottrarsi, se è possibile, all?autorità, come è giustizia far fuori, se occorre, un eventuale testimone??
Lo Stato arriva e chiama la gente in guerra: è la storia di Sos laribiancos, i ?dimenticati? della Prima Guerra Mondiale; i disgraziati, già schiavi nella loro terra, che diventano soldati contro un nemico invisibile. Ma in realtà combattono contro lo Stato che li chiama e contro il loro superiore, contro il continente e contro la guerra. Quando nel finale vengono fatti prigionieri, ormai in fin di vita, dai russi, la voce narrante dice: la prigionia, la nostra salvezza.
Difficile non vedere in tale prigionia una condizione esistenziale. Lo Stato è solo una delle forme di questo potere che fa più schiavo chi è già schiavo. Un?altra può ad esempio essere quella Voce di cui parla Salvatore Niffoi, ne La leggenda di Redenta Tiria, che chiama la gente alla morte. ?Ajò! Preparati, che il tuo tempo è scaduto!?. Solo questo dice, Battì! Poi allunga una mano invisibile e ti porta via?.
Il potere esiste e schiaccia l?individuo, o un popolo intero, senza possibilità di scampo.
I nuovi registi sardi ben colgono questa sottomissione sofferta, e si premurano di raccontare l?epopea degli sconfitti (con un occhio non dissimile da quello di Lussu in Un anno sull?Altipiano). Alla base della realtà sembra esserci a tutti i livelli uno scontro, come tra uomo e natura, o tra individuo e autorità (è proprio questa, ad esempio, la molla del racconto di Il figlio di Bakunin di Livi). Questi registi mettono in scena tali scontri stando sempre dalla parte del perdente. Dal loro punto di vista raccontano il sentimento d?appartenenza conflittuale ad una cultura che è tradizione, ad una socialità che è gerarchia. Raccontano quest?assenza di libertà, la loro e quella del loro popolo. Ciò che è più interessante, è che riescono ad estendere il loro discorso all?umanità intera. Perché se anche parlano di un luogo specifico i loro prodotti si collocano fuori dal tempo. Le meccaniche che raccontano sono antiche e immutate, quasi astratte proprio in quanto profondamente umane. Abbiamo a che fare con film il cui maggior pregio è forse una sincera inattualità. Così, tali prodotti riescono a colpire non per un qualche esotismo, per la fascinazione di una cultura lontana e sconosciuta, quanto piuttosto per una forza ancestrale del racconto in cui sopravvivono echi mitici e suggestioni fiabesche.
Anche quando il discorso si fa più attuale, come in Pesi leggeri di Pau, assistiamo solo ad un travestimento della sconfitta intesa come condizione esistenziale, e non ad una sua sostanziale trasformazione: il film diventa la cronaca di un mondo che va scomparendo, quello della boxe, un mondo perduto di falliti e di indigenza. È solo un travestimento, appunto, ma la sensazione, l?atmosfera e la condizione umana che descrive sono sempre le stesse. E la natura austera di Banditi a Orgosolo è sostituita dalle strade deserte della tangenziale. Così, anche in Pesi leggeri lo sguardo segue sempre lo sconfitto. Lo scontro finale tra Nino, il protagonista, e Giuseppe, il più classico degli antagonisti, violento e antisociale, vede vincitore il primo, che abbiamo seguito per tutto il film. Da quel momento in poi, però, la telecamera sceglie di seguire Giuseppe e il procuratore che si occuperà di lui, i veri sconfitti del film, che non hanno e non avranno mai niente, esclusi dal mondo.
Gli sconfitti, a ciascuno dei quali è dedicato un capitolo de La vedova scalza, tutti gli sconfitti che si ritroveranno nel Giorno del giudizio, sono loro i protagonisti di queste nuove e antichissime storie di Columbu, di Sanna, di Pau, di Mereu, di Pitzianti: gli sconfitti dalla vita che nel finale di Ballo a tre passi si ritrovano nell?aldilà, tutti insieme in un sogno felliniano, come ad una festa.
Nughina Nughina 19/10/2007 ore 15.24.25 Ultimi messaggi
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ScherzosoRE: La mentalità di molti sardi...

io sono d'akkordo kon te ma sinceramente i miei konnazionali mi hanno un po rotto i maroni ogni volta ke giro i kanali vedo pubblicità dove vengono presi x il kulo i sardi programmi dove sempre i sardi vengono presi x il kulo quindi nn credo ke tu andresti d'akkordo kon un ke ti prenderebbe x il kulo dalla mattina alla sera quindi se siamo isolati c'è un motivo cmq anke io sono fiera di essere un italiano ma soprattutto di essere SARDAAAAAAAA w l'unità d'italia abbasso le prese x il kulo hai sardi hahahhahahahahahha :cracra :yeye :lol :parmalat
AlzaLaCoppaCapitano AlzaLaCoppaCapitano 19/10/2007 ore 15.39.48
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...


Ma quelli sono 2 cretini:hoho

Tra l'altro è sbagliato dire che prendono per il culo i sardi:hoho

Quelli sn talmente complessati che non capiscono che siamo tutti italiani,infatti insultano tutti(napoletani,siciliani,ecc ecc):hoho

Vai a farti un giretto nel forum calcio e mi darai ragione:ok

Ah,pure i tatteresi insultano noi cagliaritani:hoho

Allora isoliamoci anche dai nostri corregionali:hoho

Tranquilla,siamo rispettati:ok

Mi riferivo a questo:tutti questi complessi e questo vittimismo non hanno motivo di esistere...Siamo trattati come gli altri e,in molti casi,anche meglio.Se ci trattassero come i napoletani vorrei vedere che direste.

Non darai peso a un coglione che offende chiunque?:ronf

Ricordiamoci che i banditi e i pecoroni non stanno dalle nostre parti...Io me ne frego per questo motivo.

Ps.Ma dove li vedi i programmi e le pubblicità contro i sardi?:hoho
tatina.lesa tatina.lesa 20/10/2007 ore 19.43.36
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(Nessuno)RE: La mentalità di molti sardi...


ciaO.penserete.sicuramente.ke.sn.pikkOla.per.aver.vOce.in.capitOlO.

ma.vOlevO.dire.sl.una.cOsa.per.alcuni.punti.di.vista.ha.ragiOne.ki.dice.

sardinia.non.este.italia.pikkè.sO.cOme.ci.reputanO."in.cOntinente".gli.facciamO.schifO.e.ki.parla.pOi.sn.sempre.napOletani.

O.terrOni.!.iO.sinceramnete.pensO.ke.sia.italiana.ma.nn.centri.nulla.cn.altre.regiOni.(nn.dicO.di.nn.essere.fiera.di.essere.italiana.)ma.mOlte.vOlte.me.ne.vergOgniO.!.

Comunque hai sentito che si inizierà a studiare il sardo a scuola?(davverO.?.!.)rx.x.favOre.!.

:bacio

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