Circolo Letterario

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La "vecchia" bacheca Circolo Letterario si è trasferita qui!

follettocapriccioso follettocapriccioso 21/08/2013 ore 08.47.24
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(Nessuno)RE: non scrivo il tuo nick

Il problema della scuola è l'incapacità ad insegnare di molti insegnanti.
Alle elementari spesso succede che il team di maestre non vadano d'accordo
(quando scelsi la scuola x mia figlia questo fu un punto a cui prestai
molta attenzione). Alle medie e alle superiori, invece, il professore
magari bravo nella sua materia, è assolutamente incapace di trasmettere
il suo sapere. Così succede che i ragazzi portati per la sua materia riescono
anche a seguirlo, mentre tutti gli altri rimangono al palo.
Quello che manca, nella scuola italiana, è una selezione di insegnanti seria.
Non basta sapere la materia che si insegna, bisogna avere anche il dono
di trasmetterla e questo dono ce l'hanno in pochi. Abbiamo un esercito di professori e maestre
che dovrebbe cambiare mestiere!
E chiunque abbia un figlio lo sa!

Quindi, la questione sollevata da Beat e Archeo, è giusta e hanno posto un
problema serio.

Quando dalle rilevazioni viene fuori che la preparazione complessiva dei nostri
ragazzi è inferiore a quella dei ragazzi degli altri paesi, significa che
la qualità dell'insegnamento è bassa, non ci sono altre spiegazioni!
I sindacati, in questo, hanno fatto danni enormi eliminando, di fatto, la
meritocrazia e garantendo tutti in egual misura: cani e porci!

Sempre viva Giò! :ok




neraperIa neraperIa 21/08/2013 ore 09.11.10
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in.blu scrive:
teresa

bella foto e bel sorriso.. ;-)
Archeo68 Archeo68 21/08/2013 ore 10.43.09 Ultimi messaggi
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Uau! Non so a chi fare i complimenti per questi ultimo interventi, li faccio complessivamente a tutti: a gio, a folletto che ha scritto una verità che tutti sappiamo e che dobbiamo cominciare a far capire che siamo stufi che non la si voglia cambiare poiché si può cambiarla si può e anzi si deve, appunto per amore dei (vostri) figli, a maritrix per lo spessore e la profondità di quanto ha scritto e infine a in.blu, con la quale (ha ragione foletto) sono stato fin qui troppo duro e che stavolta mi sento di scrivere che condivido quanto a scritto. E per una volta scriviamolo, qui al circolo letterario abbiamo dimostrato che confrontarsi anche su temi complicatisi si può.
@in.blu hai ragione sì, non butto via niente, conosco l'autore che hai citato e non è del tutto vero che poi mandi a mare tutta la sociologia e l'antropologia. Ero solo forse ancora un po' nervoso con te, ma ora non più. Preferisco Pinker, questo è vero, e ricordo ancora il brivido che ho provato quando mi ha consegnato direttamente in mano la mia copia di "The blank slate" con to..e il io nome di battesimo, solo il nome di battesimo, che rigonfiamento del petto, direttamente dalle mani di un uomo considerato quasi unanimemente una delle più grandi menti viventi. Scusate, arrivo subito.
Kallithea Kallithea 21/08/2013 ore 10.59.32 Ultimi messaggi
Archeo68 Archeo68 21/08/2013 ore 12.20.43 Ultimi messaggi
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Lavoro Katllithea. Ma eccomi qua. in.blu scrive:
Caro aldo ti rispondo con una domanda : a cosa servono letterati e filosofi ? Sn più importanti medici e scienziati ? Il problema nn è istruire i disabili ma tenerli in conto come creature della natura di dignità pari alla tua e mia e dare loro condizioni e possibilità di vita come le persone sane

Bella domanda, noi letterati, anche se questa qualifica comincia a starmi stretta perchè se tutto andasse bene forse già prima dell'annno prossimo entrerò nella categoria degli autori, serviamo a poco, diciamo che in una società dove c'è un certo benessere serviamo forse anche noi a dare una mano a scoprire la bellezza che abbiamo attorno, insieme all'angoscia per le domande a cui non possimo dare risposta certo, cui i filosofi qualche volta ci aiutano a non intimorircene. Forse più dell'ottanta per cento di tutto questo è aria fritta, una buona parte è anche peggio, ma proprio attraverso tutta questa confusione ritroviamo quel dieci per cento che sentiamo che viceversa aria fritta non è, che sentiamo nostro, che sentiamo vero e allora questo senso di meraviglia ci permea e in qualche misura ci aiuta a vivere.
Io sono avverso, ma conosco bene la bibbia. Non tutto è da buttare. Nell'antico testamento c'è comunque uno dei più bei libri che abbia mai letto, è il Qohélet, il libro dell'ecclesiaste come lo chiamano. Non parla come un ebreo, parla come un Greco. Qohélet dice che l'ideale nella vita sarebbe avere insieme sia la sapienza sia la ricchezza, ma fra le due (cioè se si dovesse scegliere fra le due) lui sceglie la sapienza, "perché aiuta a vivere". Naturalmente, come tutti i grandissimi libri, Qohélet non si cura della coerenza, è contraddittorio, (caratteristica anche di Dioniso, anzi Dioniso è la contraddizione che si dimostra vera) quanto meno in apparenza, perché Qohélet dice anche che: "molta sapienza, molta sofferenza".
Sono più importanti medici e scienziati? Per quale motivo? Perché ci allungherebbero la vita? Quindi vogliiamo vivere più a lungo, diciamolo, senza sofisticherie filosofiche. Stavolta però rispondo io con un'altra domanda, retorica però, alla tua. Dare anche ai disabili le opportunità, le possibilità di vivere una vita il più possibile simile a quella dei normodotati, parola che in sè non mi piace ma che in ogni caso rende l'idea. La mia contestazione qui non è tanto ideologica quanto pratica, puramente razionale. Possiamo permettercelo alla lunga? E la risposta qui è chiara e netta: no. Vado più in là. E' giusto che tutti possano formarsi una famiglia e avere dei figli? La risposta sembra semplice, ma è una risposta idealistica, che volutamente vuole ignorare la realtà. Se la osserviamo, se ragioniamo, dobbiamo riconoscere che questo non dovrebbe più essere possibile, anzi che non avrebbe dovuto già da tempo essere possibile e che sarebbe assolutamente necessaria una legislazione che limitasse le nascite (come in Cina e anzi più rigida). Anche le cose che possono sembrare più naturali devono comunque obbedire alle leggi di necessità e di possibilità. Le risorse della Terra non sono infinite. Non si può far finta di niente, mettere la testa sotto la sabbia. Non è facile, non sarà facile dire dire a della coppie: non potete avere figli. eppure, se non si farà così la vita di quelli che nasceranno e forse di quelli che già sono nati ma non da tanto (io in qualche parte più tranquilla di mondo dovrei fare in tempo a finire i miei giorni in pace) carà giocoforza un incubo, un caos, con conflitti di sopravvivenza efferati, guerre, civili o no, etniche o no. Guardatevi attorno, questo brutto futuro è già cominciato. O pensate che questa crisi abbia una fine? No, quella economica è solo un avvisaglia di una assai più profonda, basta guardare il mondo arabo, la Siria e l'Egitto e non solo, per comprendere che non ci attendono giorni sereni. Mica poi s possono accogliere, sono centinaia di migliaia, bisognerebbe anzi cambiare al più presto la costituzione, dove c'è scritto che bisogna accogliere i profughi, perchè è stata scritta pensando agli antifascisti che trovarono asilo in Francia durante il regime, significava, voleva significare, presumo, accogliere altri fuggiaschi da dittature, nessuno dei relatori della costituzione, che pur odio cordialmente, poteva immaginare nel 47 l'invasione dal terzo mondo dei giorni nostri. Poi, se volete che scriva cose piacevoli le scriverò anche, sono capace anch'io di scriverle, ma se volete che scriva come la penso, ebbene la penso così.
in.blu in.blu 21/08/2013 ore 13.52.36
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PerplessoRE: non scrivo il tuo nick

:sbong
neraperIa neraperIa 21/08/2013 ore 15.38.35
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(Nessuno)RE: non scrivo il tuo nick

Archeo68 scrive:
Se la osserviamo, se ragioniamo, dobbiamo riconoscere che questo non dovrebbe più essere possibile, anzi che non avrebbe dovuto già da tempo essere possibile e che sarebbe assolutamente necessaria una legislazione che limitasse le nascite (come in Cina e anzi più rigida). Anche le cose che possono sembrare più naturali devono comunque obbedire alle leggi di necessità e di possibilità. Le risorse della Terra non sono infinite. Non si può far finta di niente, mettere la testa sotto la sabbia.


Se prendo per buono quel numero (68) che hai accanto al tuo nick, penso dovresti veleggiare intorno ai 45 anni. Per quanto l'aspettativa di vita sia aumentata, ci sono moltissime probabilità che tu continui a godere delle risorse e dei benefici "usurpati" al globo terrestre fino alla fine dei tuoi giorni. In questo tuo discorso sembrerebbe che ti preoccupa molto il destino delle generazioni future, per gli eccessivi sprechi, le risorse mancanti, ecc.. ecc.. salvo poi, di quelle stesse generazioni future, volerne limitare il divenire con qualche legge ad hoc che decida chi deve vivere e chi no.
Vedi, non vorrei apparirti troppo cinica, ma è allora conseguente pensare che il reale problema dello sfruttamento terrestre adesso siamo proprio noi, quelli della nostra età che vivono per troppi anni tra mille agi e mille comodità. Potrei quindi dirti che limitare le nostre crescite avrebbe lo stesso impatto, forse maggiore, chi può dirlo. E' un colpo basso lo so, ma trovo assurdo che ci preoccupiamo delle generazioni a venire quando ancora non sappiamo come limitare la nostra ingordigia di vita: in ogni casa abbiamo scaffali pieni di medicinali, molti dei quali inutili o scaduti. Però ipocritamente ci preoccupa il futuro degli altri: non-ti-farò-nascere-perché-non-voglio-adesso-soffrire-nel-saperti-in-futuro-sofferente. Assurdo no? Come se al fortunato (non ucciso) bambino del futuro, la nostra antica sofferenza, servirà a lenire il suo vivere e ne diventerà addirittura causa vitale, il tutto mentre noi quotidianamente ingrassiamo e sperperiamo.
Ma tu vuoi davvero farmi credere che hai a cuore il futuro del pianeta? Tu che come metti un piede in casa al pari di milioni di altri esseri umani, entri in doccia, accendi il PC, apri il riscaldamento, annaffi il giardino ecc.. ecc..?
Nascono troppi bambini?
Allora dimmi per quale logica lottiamo a tutti i livelli, con Telethon, donazioni varie, Nobel per la medicina e chi più ne ha ne metta, ogni santo giorno per un progresso scientifico capace di allungarci l'aspettativa di vita? L'unica logica che vedo è l'egoismo personale presente in ognuno di noi che teme di perdere un qualcosa non nel futuro, ma nell'immediato.
Quando ti leggo sottolineare l'urgenza della crisi araba non fai che confermarmelo ed io, in questo frangente, concordo con te: la vita che mi preoccupa è quella di adesso.
Io non credo che i nostri avi si preoccupassero molto di come avremmo vissuto noi nel futuro, tra 200 o 300 anni. Io credo che le preoccupazioni degli esseri umani occupino l'immediato, il presente o al massimo un futuro molto prossimo che non supera le proprie aspettative di vita. Il resto mi appare veramente molto retorico.
Lasciamo nascere i bambini come natura vuole e che la natura faccia il suo corso. Il mondo che ci ospita non è mai stato un posto per noi molto ospitale, in nessuna epoca, ma io ho fiducia nell'uomo e se qualcuno o molti milioni di umani dovranno un giorno morire... che muoiano per mano della natura, non per una mia ipocrita preventiva scelta.
aruspicus aruspicus 21/08/2013 ore 17.55.42 Ultimi messaggi
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Archeo68 scrive:
Bella domanda, noi letterati, anche se questa qualifica comincia a starmi stretta perchè se tutto andasse bene forse già prima dell'annno prossimo entrerò nella categoria degli autori, serviamo a poco


Bella domanda!
Noi letterati - anche se questa qualifica comincia a starmi stretta perché, se tutto dovesse andar bene, forse già prima dell'anno prossimo entrerò nella categoria degli autori - serviamo a poco ...

Se come "letterato" già adesso non sembri essere un granché .. immaginiamoci un pò cosa sarai mai da "autore".

Chiedo venia, Archeo, ma pur non appartenendo alla categoria dei così detti "Letterati" - alla quale invece con orgoglio tu sostieni d'appartenere - da buon lettore qual sono mi è difficile accettare e prendere per buona questa tua affermazione, sopratutto poiché essa, come balza evidente agli occhi di chi ti legge, si dimostra del tutto inesistente.

Mi auguro tu riesca a dare una "spuntatina d'ali" a quella che pare essere soltanto una forma di ego esuberante, e d'ora in poi la smetta d'incensarti iniziando a "volare" un pò più raso terra .. Hai visto mai che, così facendo, tu non riesca a cogliere meglio un senso, qualche accento od anche qualche "virgola" che ti erano prima sfuggiti?
Namasté
:caccavallo

17642096
Archeo68 scrive: Bella domanda, noi letterati, anche se questa qualifica comincia a starmi stretta perchè se tutto andasse bene...
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21/08/2013 17.55.42
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neraperIa neraperIa 21/08/2013 ore 18.05.17
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aruspicus scrive:
Se come "letterato" già adesso non sembri essere un granché .. immaginiamoci un pò cosa sarai mai da "autore".

Chiedo venia, Archeo, ma pur non appartenendo alla categoria dei così detti "Letterati" - alla quale invece con orgoglio tu sostieni d'appartenere - da buon lettore qual sono mi è difficile accettare e prendere per buona questa tua affermazione, sopratutto poiché essa, come balza evidente agli occhi di chi ti legge, si dimostra del tutto inesistente.

Mi auguro tu riesca a dare una "spuntatina d'ali" a quella che pare essere soltanto una forma di ego esuberante, e d'ora in poi la smetta d'incensarti iniziando a "volare" un pò più raso terra .. Hai visto mai che, così facendo, tu non riesca a cogliere meglio un senso, qualche accento od anche qualche "virgola" che ti erano prima sfuggiti?
Namasté

Però non è carino riprendere gli altri per poi fare a nostra volta degli errori, si scrive: un po'.
squeeze.1 squeeze.1 21/08/2013 ore 18.33.15
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@ neraperIa:

Osservazione corretta. Non vorrei sembrare ruffiano ma mi trovo abbastanza in linea con te anche in altri topics.

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