Circolo Letterario

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Alfiepa Alfiepa 21/04/2015 ore 17.19.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

William Burroughs ha detto che la parola è un virus, ma è ovvio che sia proprio la vita in se stessa una cieca replicazione dell'informazione di se stessa in mille forme e varietà diverse... ma senza altro scopo ultimo che quella di esistere...

In realtà tutto ciò che è dentro è fuori, e ciò che è fuori è dentro...

Esiste la guerra e il conflitto là fuori? Ebbene, c'è anche dentro di noi.

Esiste una lotta fra le nostre personalità per emergere all'interno della nostra coscienza? Ebbene c'è anche fuori...

Non sono le parole a fare danno, o a creare bellezza e intelligenza.

La tela del ragno è stupenda anche senza parola. E le formiche fanno la guerra anche senza libri di religione.

E' la vita, la vita in se stessa, che è "lotta per la vita"...
18680700
William Burroughs ha detto che la parola è un virus, ma è ovvio che sia proprio la vita in se stessa una cieca replicazione...
Risposta
21/04/2015 17.19.31
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zar.atustra zar.atustra 21/04/2015 ore 17.48.58 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

Cari interessati o facenti funzione, come ancora una volta volevasi dimostrare ben raramente la parole serve a comunicare idee. Viene usata più spesso come arma di sopraffazione più o meno propria cioè propriamente ammessa ed ipocritamente negata. Non riuscirete a trascinarmi nelle vostre ragnatele ed ancor meno a mostrarmi l'unghia del dito che indica la strada. Ovviamente anch'io uso i mezzi che ho e che la cultura corrente mi mette a disposizione ed è proprio questo che voglio annientare. Cominciamo col non usarla in modo bizantino e per lo stretto necessario. Per cominciare possiamo abolire o ridimensionare la parola che anche in questa discussione mostra le divagazioni che comporta. Per eliminare la parola possiamo cominciare col far dimagrire gli scritti. Si, anche quelli dei grandi pensatori, o scrittori, veri o fasulli che siano. Non siate ancora persuasi che intanto tutto è fiction? Liberissimi di apprezzarla, basta che lo sappiate e che siate disposti a sacrificarla in virtù di uno scopo superiore. Invece di Proust cominciate col leggere Pitagora, diffidate di Nietzsche o come diavolo si scrive e ricordate che il sapere non dovrebbe servire a farne sfoggio ma a generarne altro che viaggi tra i nostri neuroni. Ammesso che la sapienza sia quella giusta e che quella giusta sia la sapienza. Ecco detto col minimo di parole il mio concetto. Nessuno mi ama?
violinostadamores violinostadamores 22/04/2015 ore 13.03.11 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

@orqcie2020 scrive:
Mia cara amica, se la penna è la lingua dell'anima (queste son le parole che Miguel de Cervantes mette in bocca al suo Hidalgo) allora è bene scrivere ed ancor meglio leggere.


Sintetico ed esaurientissimo come sempre.
Ah, Maestro mio, quant'è bello leggerti!
Peccato nn averti più spesso tra noi. :ok :cuore
orqcie2020 orqcie2020 23/04/2015 ore 16.09.30 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

@violinostadamores scrive:
Sintetico ed esaurientissimo come sempre.


Che bel complimento, mia cara!
Farsi capire con due parole non è da tutti, anzi direi proprio che è cosa di pochi.
E ci credi? Non pensavo di rientrare in questa ristretta cerchia.
Bontà tua, mia cara e simpaticissima amica! :-))) :rosa

Ps: per ricambiare la tua gentilezza e sempre sia di tuo gradimento, ad un tuo cenno ti trascriverò l'indirizzo di un sito superbo e purtroppo ancora misconosciuto, che tratta di libri e del piacere della lettura. :bye
pan.zanella pan.zanella 25/04/2015 ore 09.32.19 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

@orqcie2020 scrive:
allora è bene scrivere ed ancor meglio leggere


Concordo. E' prprio vero.
E poi come dice Lupini de Lupinis verba volant, scripta manent. :ok
recominciodasette recominciodasette 26/04/2015 ore 09.44.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

@smith.88 scrive:
Dobbiamo rincominciare e per farlo occorre tornare ab ovo.


Ahòo, io ce starebbi, abbasta però ke nun sia 'n camicia ke me fa senso,,, :nonono
Alfiepa Alfiepa 26/04/2015 ore 13.28.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

Zar penso che Wittgenstein e Peano ma anche molti altri abbiano cercato di sviluppare la tua idea, ma ricordiamoci che l'uomo non è assolutamente razionalità, che come ha fatto notare Freud è solo l'1% dell'iceberg... sotto questa patina di apparente logica e razionalità ben altri sono i fili che muovono il simpatico homo sapiens... molti dei quali non è minimamente cosciente, ma dirigono gran parte della sua vita.

Penso che quindi un linguaggio stringato matematico e asciutto non lo soddisfi all'ora di esprimersi e comunicare con se stesso e con gli altri.

Nell'uomo si agitano vari personaggi e personalità, istinti, sogni, immagini, grovigli di desideri, pensieri e sensazioni repressi, creatività, una specie di vulcanico caos che come magna scorre sotto la superficie dell'uomo comune... oltre al fatto che come dice Eco l'uomo puà immaginare scrivere e pensare cose che non esistono come l'Unicorno...

tutto questo perchè la realtà nuda e cruda non gli è sufficiente. Altrimenti saremmo tutti degli yogi che meditano in Tibet, mentre purtroppo, mi risulta, sia una scelta evitata dai più, ahimè.

violinostadamores violinostadamores 27/04/2015 ore 11.52.44 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

@orqcie2020 :

Ma forse lo conosco, sai... E' forse quello gestito da Pinzauti?
Vorrei commentare la prima parte del tuo post, ma devo scappare. :bye
orqcie2020 orqcie2020 27/04/2015 ore 14.20.10 Ultimi messaggi
zar.atustra zar.atustra 27/04/2015 ore 15.54.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ONE

Ciao a chi mi segue. Poiché non voglio perdermi dietro egregi filosofi e matematici (non mi va di fare nomi) che nella memoria fanno fatica a convivere ed alla fine si rivelano tutti cervellotici facitori di fiction intellettuali mettendosi, quando riesce loro, a capo di scuole neo-qualcosa...Poiché non voglio perdermi mi esprimo in terza persona anteponendo così un alibi alle inevitabili lacune del ragionare.
- Lui si era interrogato sulla sua pazzia e si era risposto che era inutile accettarla o negarla perché il responso era ovviamente sempre lo stesso: non era pazzo, non per tutti. Era però solo la sua risposta. Si sentiva comunque obbligato a ribadirla ogni volta che si proponeva al suo interlocutore fosse esso popolo. elite o qualsiasi intelligenza parlante. "Io non sono pazzo però..." Ed infatti perché considerarsi pazzo se voleva cambiare gli esseri umani, azzerare la loro cultura, rivoltarsi a quell'entità troppo lontana dallo stato di grazia a cui tendeva lui, pazzo o no, per una felicità possibile. L'essere da lui pensato e non ancora nato doveva dimenticare tutte le vantate memorie e prescindere dagli anniversari, dagli eroi e dai traditori (stesso carattere). Persino prescindere dagli artisti tutte facce di un individuo creato da qualche burlone che non era mai stato senziente e tanto meno uomo; quello stesso che lui voleva azzerare cosciente che era tempo di rischiare un altro errore.
I vantati valori umani, secondo lui, dovevano solo indirizzare tutto il consorzio all'autocancellazione con l'attenzione di servirsene al momento presente solo con l'inversione lenta dell'escalation verso la distruzione.
Ma cosa voleva la sua presunta e negata pazzia? Perché era sua è vero, ma frazione dell'uomo in generale con tutte le sue metamorfosi nel bene e nel male. Bene e male indivisibili allo stato delle cose. Voleva un affrancamento dalla sofferenza prima fisica e poi spirituale che fosse propedeutico ad uno sviluppo cerebrale senza tare e deformazioni. Sarebbe bastato questo per avvicinarsi ad una felicità senza condizioni. Si poteva iniziare il cammino, pensava lui, e nel cammino cercare una via per dare finalmente un significato preciso a certe parole ora pensate ed usate male perché corrotte dal tempo ed abusate da società fallite. No, diceva che non era pazzo, che si poteva cominciare.
Ciao VOTANTONIO.

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