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gaetanoficarra 28/05/2021 ore 14.38.23 Ultimi messaggi
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Diario

La morte.

La morte, sì, è un trauma, una lesione all'anima; ma passa il tempo e si attenua, anche se sporadicamente ricompare: incombe nel quotidiano, lacerandoci; ma quel ricordo, quella esperienza, negli anni, lascia sempre di meno quel livido amaro in bocca tipico dell'abbandono.

È una consolazione sapere che si muore teoricamente una volta sola. O, forse, una, è una occasione soltanto. Morire ciclicamente, nel senza tempo, più volte, ci darebbe altre opportunità, nuove condivisioni con lo spazio oltre, quell'infinito inspiegabile che ci ruota attorno, ovviamente per chi sa e prova certe cose.

Ora sto rivivendo il tuo passaggio oltre, mamma. Ora comprendo, sei più viva di prima, anche se non odo più la tua voce, ed è lì lo strazio: non udirla, non assaporare più i tuoi respiri, i tuoi sorrisi dimenticati.
Ma, come dire, ora sei nelle mie viscere, cammini insieme a me e godi del mio privilegio, in interconnessione.

Quanto penserai bene di me, lo so.

Prima, ero solo tette e tavoli verdi. Ora, oscillo, di tanto in tanto, tra cielo e terra, per il beneficio mio e di chi mi cerca, di chi mi trova fatalmente di fronte.

Quando sei morta, in un certo senso ti ho seguito, morendo pure io. E per ironia, ora, da quel giorno, respiro meglio, vivo di più, anche quando come adesso sto in morte apparente, in attesa del Sole.

Ti amo, mi rinnovo, ti rinnovo.
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28/05/2021 14.38.23
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