Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

jollyaerials jollyaerials 25/01/2008 ore 15.12.07
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Ideasbattezzarsi?!

E se la soluzione fosse l?esodo? perchè non ci
riappropriamo di questo loro mito e glielo ritorciamo contro? sono
convinto che i tempi per una campagna a favore dello sbattezzo di massa
siano giunti...
l?unica soluzione è sottrargli il terreno su cui
camminano, i corpi da cui succhiano il sangue, i cordoni della borsa a
cui sono pervicacemente attaccati...
se condividete queste riflessioni e queste proposte sentiamoci e organizziamo qualcosa!
AleC (novello Thomas Müntzer)
Omnia sunt communia!

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/13

"Sbattezzo"come cancellare gli effetti civili del battesimo
CHE COS?È IL BATTESIMO
IL PEDOBATTESIMO
IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA
L?APOSTASIA
PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?
L?ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO
L?INIZIATIVA GIURIDICA DELL?UAAR
IL SUCCESSO DELL?INIZIATIVA GIURIDICA UAAR
COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?
ALTRE RELIGIONI
LO "SBATTEZZO" ALL?ESTERO
PERCORSI DI APPROFONDIMENTO
PASSAPAROLA SULLO "SBATTEZZO"


CHE COS?È IL BATTESIMO

Stando
al catechismo della Chiesa cattolica, il battesimo è il mezzo «mediante
il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si
diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi
della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso
partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero
della fede.



Va ricordato che il battesimo è un rito
largamente estraneo alla narrazione evangelica: gli unici passi
espliciti (Mt. 28,19, Mc 16,15) sono spesso considerati dagli studiosi
come un?aggiunta posteriore; i passi di Gv. 3,22-26 sono contraddetti
da Gv. 4,1. Gesù, pur battezzato da Giovanni, stando al Nuovo
Testamento personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno
risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.


IL PEDOBATTESIMO

Gesù
decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent?anni. Anche
agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli
adulti, e solo dopo un congruo periodo di catecumenato. Anzi, molti
fedeli rimandavano addirittura il battesimo fin quasi in punto di
morte, per presentarsi "puri" nell?aldilà.


Successivamente,
con l?affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente
anticipato agli infanti (di qui il nome di "pedobattesimo"), anche in
seguito all?elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in
vigore. Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono
con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e
hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle
tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio» (dal
Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1250).


Se un neonato
non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a
maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una
scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista religioso -
l?accesso al paradiso. La palese assurdità della circostanza ha spinto
la maggior parte delle Chiese a istituire la cresima, o confermazione
in età adulta della "presunta" volontà del neonato di farne parte. La
Chiesa cattolica ha tuttavia, anche in questo caso, giocato d?astuzia,
anticipando progressivamente l?età della cresima, che oggi viene
somministrata anche a dieci anni.



IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA

La
Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del
battesimo per ottenere "conversioni forzate", soprattutto nei confronti
degli ebrei. Ancora oggi il codice di diritto canonico, al canone 868,
stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e
persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente
anche contro la volontà dei genitori»! Qualora si verificasse, i
genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante
per violazione dell?art. 30 della Costituzione.



Ricordiamo
che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori
mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però:
"istruire" non significa affatto "imporre". Insegnare ai proprî figli
la verità della religione cattolica non deve quindi avere come
automatica conseguenza l?adesione vita natural durante alla Chiesa
cattolica, così come insegnare ai proprî figli il gioco degli scacchi
non deve comportare l?iscrizione vita natural durante al club degli
scacchi. Questo infatti comporta il battesimo: il canone 96 del Codice
di diritto canonico stabilisce infatti che «mediante il battesimo
l?uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito
persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la
loro condizione, sono propri, in quanto sono nella comunione
ecclesiastica e purché non si frapponga una sanzione legittimamente
inflitta». E questa condizione assume valore anche per la legge
italiana?



La sentenza della Corte Costituzionale n.
239/84 ha invece stabilito che l?adesione a una qualsiasi comunità
religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a
nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.


Infine,
secondo la legge 196/2003, l?appartenenza religiosa è considerata un
dato sensibile, esattamente come l?appartenenza sindacale e politica,
la vita sessuale e la salute dell?individuo. Non si capisce pertanto
perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli a
un sindacato, a un partito politico, a un?associazione gay, non debba
conseguentemente impedire l?adesione a un?organizzazione religiosa.


L?APOSTASIA

Lo
"sbattezzo", visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa.
Esistono tuttavia delle differenze: l?apostasia, stando al Codice di
diritto canonico, è «il ripudio totale della fede cristiana» (can.
751), e non ha bisogno di essere formalizzato; lo "sbattezzo", invece,
è proprio la formalizzazione, in ottemperanza alla legge italiana,
dell?abbandono della Chiesa cattolica.



Ne consegue che,
per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non
si "sbattezza", è da considerarsi un?apostata, e pertanto soggetto alla
scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento
canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al
corrente del "delitto" commesso (lo stesso provvedimento comminato dal
codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).



PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?

Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.


Ci sono invece motivazioni ben più importanti per "sbattezzarsi":

per
coerenza: se non si è più cattolici non v?è alcuna ragione per essere
considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria
stima;
per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;
per
una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto
di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, "invade"
la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie o, più banalmente,
al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di
"condizionamento ambientale" e si diffonde la convinzione che bisogna
battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere
discriminati all?interno della propria comunità. Abbattere questo muro,
rivendicando con orgoglio la propria identità di ateo o agnostico, è
una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e
laica.
per la voglia di far crescere il numero degli
"sbattezzati", contrapponendolo alla rivendicazione cattolica di
rappresentare il 97% della popolazione italiana;
perché si fa parte di gruppi "maltrattati" dalla Chiesa cattolica: gay, donne, conviventi, ricercatori?
per
rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria
vita. Non essere più cattolici comporta l?esclusione dai sacramenti,
l?esclusione dall?incarico di padrino per battesimo e cresima, la
necessità di una licenza per l?ammissione al matrimonio (misto), la
privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di
ripensamento da parte dell?interessato. Significa quindi non dover
sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler
soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare
un?estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la
relativa sicurezza che i propri eredi non effettueranno una cerimonia
funebre in contrasto con i propri orientamenti.
il catechismo
della Chiesa cattolica ricorda (nn. 1267 e 1269) che il battesimo
«incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso
perciò è chiamato a essere "obbediente" e "sottomesso" ai capi
della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono
giuridicamente autorizzate a "richiamare" pubblicamente il battezzato.
Nel 1958 il vescovo di Prato definì "pubblici peccatori e concubini"
una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi
danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo
ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti
all?autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente
permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati:
perché rischiare?
perfino per un vantaggio economico: se si è
battezzati e capita di dover lavorare, anche saltuariamente, in Paesi
come la Germania o l?Austria, si finisce per essere tassati per la
propria appartenenza alla Chiesa cattolica, e in modo assai salato
(anche 60 euro al mese su uno stipendio di 2.000 euro?).

Ma tante altre ancora possono essere le motivazioni: non c?è certo bisogno di ricevere suggerimenti da parte dell?UAAR!


L?ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO

L?Associazione
per lo Sbattezzo nacque negli anni ?80 proprio su queste tematiche. Suo
il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa
associazione sono partite le prime lettere con le richieste di
cancellazione dal registro dei battezzati. Il modulo che presenta sul
suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo
riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola
"sbattezzo" è entrata a far parte dei dizionari.



L?INIZIATIVA GIURIDICA DELL?UAAR

Nel
1995 l?Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una
campagna per la "bonifica statistica" dei battezzati. Dopo aver
verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di
cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si
degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede
giudiziaria.



Attraverso un socio individuato ad hoc, ha
così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati
personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti
delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.



IL SUCCESSO DELL?INIZIATIVA GIURIDICA UAAR

Il 13 settembre 1999 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.



Secondo
il provvedimento del Garante non si può cancellare il battesimo, in
quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre,
anche in questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di
ente religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegî che altre
confessioni non hanno.



È però possibile, per chiunque lo
desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla
Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il
quale per la prima volta la giurisprudenza italiana ha stabilito una
procedura per l?ottenimento di un elementare diritto civile, quello di
non essere più considerati "figli della chiesa".


Lo
sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente
considerato "illuminato" come don Zega, dalla prima pagina della Stampa
del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo
Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.


Come
conseguenza pratica, però, l?iniziativa dell?UAAR ha costretto la
Conferenza Episcopale Italiana a emanare già il 20 ottobre 1999 un
Decreto Generale sull?argomento.


L?UAAR, incassato il
parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di
Padova, che con il decreto del 29 maggio 2000 ha in sostanza confermato
quanto statuito dal Garante, sancendo tuttavia che «è lo Stato che si
riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per
escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell?autorità
ecclesiastica».


Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi
italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la
legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.


L?iniziativa
è proseguita negli anni successivi, con lo scopo di allargare questo
diritto all?intera popolazione italiana. Nel 2002 è stato presentato e
accolto il primo ricorso al Garante contro una parrocchia inadempiente,
e nel 2003 è stato presentato e accolto il ricorso al Garante contro la
pretesa del Vicariato di Roma di chiedere al richiedente di presentarsi
presso i suoi uffici «per dimostrare e controfirmare la sua richiesta
in modo inequivoco».


Infine, nel settembre 2006, un nuovo
provvedimento del Garante ha permesso a tutti coloro che non conoscono
la parrocchia di battesimo (o che sono stati battezzati all?estero) di
annotare le proprie volontà di non far più parte della Chiesa cattolica
sull?atto di cresima. Il caso ha voluto che il primo vescovo
"costretto" ad autorizzare una simile annotazione sia stato il cardinal
Camillo Ruini (anche se la prima in assoluto risale al febbraio 2006).



Ma
la campagna continua: resta ancora da allargare tale diritto a chi non
sa dove è stato battezzato, e non è mai stato comunicato o cresimato.

COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?
Chi
conosce la parrocchia presso la quale si è stati battezzati deve
semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede
che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa
cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r.
allegando la fotocopia del documento d?identità. Non è necessario
fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una lettera modello,
scaricabile in formato *.RTF (e modificabile a piacimento secondo le
proprie esigenze); ne è altresì disponibile una versione in formato
*.PDF. Se non si è subita né la prima comunione né la cresima, inoltre,
si può provare a inviare alla parrocchia un modulo (*.RTF; *.PDF),
recentemente sperimentato con successo, contenente la richiesta di
prendere nota che non si è mai stati cattolici.
Se non si conosce
la parrocchia, la prima strada è quella di fare una ricerca sul portale
parrocchie.it: qualora vi fossero dubbi tra più parrocchie si può
provare a chiedere un aiuto a soslaicita@uaar.it.
Qualora l?esito
fosse infruttuoso bisogna inviare una richiesta al parroco dove è stata
impartita la prima comunione (a partire dal 1984) o la cresima,
chiedendogli di provvedere all?annotazione della richiesta sui
documenti che attestano la somministrazione di questi sacramenti.
In
alternativa, se ci si è sposati con il rito concordatario, si può anche
inviare una richiesta alla parrocchia delle nozze, chiedendo di
conoscere la parrocchia di battesimo.
"Sbattezzarsi" è rapido e
semplice. Nel caso, piuttosto raro, che vengano frapposti degli
ostacoli, consigliamo di consultare le FAQ (anche in formato RTF), che
contengono le risposte alle domande più ricorrenti sull?argomento:
qualora i dubbi persistano, potete inviare un messaggio a
soslaicita@uaar.it per ottenere una consulenza sull?argomento.
Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia - è
possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati
personali. Tutti i ricorsi presentati finora si sono conclusi con esito
positivo.

ALTRE RELIGIONI

Per le altre confessioni
cristiane vale lo stesso discorso della confessione cattolica: è
sufficiente inviare la lettera modello, sostituendo soltanto "registro
dei battezzati" con "elenco dove è stato registrato il battesimo".


L?appartenenza
alle comunità ebraiche è documentata attraverso un?iscrizione:
pertanto, per abbandonare l?ebraismo è sufficiente inviare una
comunicazione formale con cui si rende palese la propria volontà,
chiedendo altresì che venga data conferma per iscritto delle proprie
"dimissioni". Ovviamente, in tal modo si risolve il problema
dell?appartenenza, non quello della circoncisione.


Per
l?islam le cose sono molto più complicate. Non esiste in Italia alcuna
confessione centralizzata islamica, ma tante organizzazioni diverse in
competizione fra loro: è quindi impossibile formulare una domanda
ufficiale, ma solo apostatare pubblicamente. Il problema, ben noto, è
che la dottrina prevalente nel mondo islamico prevede che l?apostata
sia punito con la morte. Secondo un detto (had,,th) attribuito a
Maometto, è vietato uccidere un musulmano, eccetto che in tre casi:
quello di un musulmano che ha ucciso un altro musulmano, quello
dell?adultero e quello dell?apostata. Al di fuori dai Paesi di
tradizione musulmana sta comunque venendo alla luce un buon numero di
apostati dall?islam. Alcuni di essi hanno pure creato un sito:
Apostates of Islam. Anche per l?islam resta il problema della
circoncisione.



LO "SBATTEZZO" ALL?ESTERO

Il
problema dello "sbattezzo" non è solo italiano: lanciato in Belgio
alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l?attenzione
dell?opinione pubblica soprattutto in Francia.


Qui la legge
ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell?ente
ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassone e
Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei
termini stabiliti (aggiornamenti sulla campagna di "sbattezzo" in
Francia).


In Germania le cose sono ancora più semplici: una
legge del 1919 impone alle religioni di "contare" i propri membri in
base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra
l?8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare
questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli
effetti del battesimo, mentre se si è battezzati si è invece obbligati
a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di
uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della
maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda
l?appartenenza religiosa).


Lo "sbattezzo" in Germania, Austria e Svizzera.


In
Spagna, dove il diritto di abbandonare la Chiesa cattolica non è ancora
stato giuridicamente sancito, si sono svolte "apostasie di gruppo"
davanti ai vescovadi. Un progetto di legge per rimediare alla
situazione è stato presentato in parlamento nel corso del 2006.
aulegu aulegu 25/01/2008 ore 16.48.59
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

mi è venuto un dubbio ... gesù ha mai parlato di peccato originale ?
19m80 19m80 25/01/2008 ore 17.21.37
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

aulegu ha scritto:
mi è venuto un dubbio ... gesù ha mai parlato di peccato originale ?
è una delle infinite questioni sulle quali le abramitiche non riescono a mettersi d'accordo....
ildiavolo74 ildiavolo74 25/01/2008 ore 17.25.06 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!


Mi chiedo quanti poi sarebbero pronti a rinunciare a tutte le feste religiose...

Non ho mai visto un ateo lottare per lavorare a natale o a pasqua....




jollyaerials jollyaerials 25/01/2008 ore 18.15.05
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SarcasmoRE: sbattezzarsi?!

ti chiedi quanti poi sarebbero pronti a rinunciare a tutte le feste religiose....Dipende da cosa si intende per festeggire e quali feste.a parer mio ci ritroviamo quasi obblibati a festeggiare il natale,l epifania,pasqua,santi in genere.tutte feste ke personalmente nn sento piu da tempo!e nn penso d essere l unico.il natale ad esempio,l obbligo morale d fare e ricevere regali!un imposizione quasi!come il battesimo..un neonato non è kiaramente in grado di decidere se vuole o nn vuole riceverlo,la 1a comunione idem,queste sn solo alcune delle tante imposizioni della kiesa!abituata a miskiarsi in ogni cosa..a sentirsi dire sempre si! Non ho mai visto un ateo lottare per lavorare a natale o a pasqua..Kiedo scusa ma nn ho capito kiaramente questa frase!
aulegu aulegu 25/01/2008 ore 18.51.58
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

anche alla domenica non si lavora , per un motivo religioso mi pare ... per essere coerente con la sua scelta l'ateo dovrebbe difendere il suo diritto di lavorare anche alla domenica ecc.
sytry82 sytry82 25/01/2008 ore 19.25.25
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

:firulì

ildiavolo74 ha scritto:

Mi chiedo quanti poi sarebbero pronti a rinunciare a tutte le feste religiose...

Non ho mai visto un ateo lottare per lavorare a natale o a pasqua....




sytry82 sytry82 25/01/2008 ore 19.26.21
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

ecco xkè ho fatto il barista, per la gioia di lavorare anke la domenica.
:wow

aulegu ha scritto:
anche alla domenica non si lavora , per un motivo religioso mi pare ... per essere coerente con la sua scelta l'ateo dovrebbe difendere il suo diritto di lavorare anche alla domenica ecc.
ildiavolo74 ildiavolo74 25/01/2008 ore 20.14.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

Intendevo proprio questo...
e aggiungo... uno che si sbatezza, visto che ci tiene così tanto a non comparire più nei registri come cattolico e non vuole avere l' oppressione del cattolicesimo tiranno, dovrebbe allegare una dichiarazione con scritto: E IO VOGLIO ANCHE LAVORARE IN TUTTI I GIORNI DI FESTA CATTOLICA E LA DOMENICA!!

x Sytry... sei trooooppo avanti :-)))



aulegu ha scritto:
anche alla domenica non si lavora , per un motivo religioso mi pare ... per essere coerente con la sua scelta l'ateo dovrebbe difendere il suo diritto di lavorare anche alla domenica ecc.
sytry82 sytry82 25/01/2008 ore 20.19.40
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(Nessuno)RE: sbattezzarsi?!

purtroppo nn scherzavo stavolta :-(
comunque il battesimo dovrebbero farlo dai 18anni in poi, i minori nn devono essere indotti alla religione da persone all'infuori della famiglia, cosi il giovane dopo 18anni di religione vissuta in famiglia, con natale, pasqua, ec, potrà scegliere.
dio se esiste nn ha bisaogno di catechismi a chi nn ha la maturità di capire cosa sia "credere in dio".


ildiavolo74 ha scritto:
Intendevo proprio questo...
e aggiungo... uno che si sbatezza, visto che ci tiene così tanto a non comparire più nei registri come cattolico e non vuole avere l' oppressione del cattolicesimo tiranno, dovrebbe allegare una dichiarazione con scritto: E IO VOGLIO ANCHE LAVORARE IN TUTTI I GIORNI DI FESTA CATTOLICA E LA DOMENICA!!

x Sytry... sei trooooppo avanti :-)))



aulegu ha scritto:
anche alla domenica non si lavora , per un motivo religioso mi pare ... per essere coerente con la sua scelta l'ateo dovrebbe difendere il suo diritto di lavorare anche alla domenica ecc.

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