Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

ducas27 28/04/2008 ore 02.30.36 Ultimi messaggi
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Ipnotizzatola mappa di Piri Reis


Muhiddin Piri Ibn Haji Mehmet (o Memmed), nato a Oelibolu (Gallipoli) tra il 1465 e il 1470 e morto a Il Cairo, Egitto nel 1554 o nel 1555, era un ex pirata turco, con ogni probabilità di origine greca, divenuto ammiraglio (Re'is in arabo) della flotta della Mezzaluna, vissuto ai tempi di Solimano II il Magnifico (1520-1566). Egli aveva un interesse passionale per la sua collezione di vecchie mappe ed era considerato un esperto delle terre e delle coste del Mediterraneo tanto che nel 1523 Solimano gli commissionò un atlante che resta una pietra miliare nella storia della cartografia moderna. Parti di questo atlante sono ancora oggi conservate presso il museo di Berlino. Questo libro di navigazione era il "Kitabi Bahriye" (Il Libro del Mare), dove Piri Reis descriveva tutti i dettagli delle linee costiere, delle spiagge, delle correnti, delle baie, degli stretti e dei bassifondi del Mediterraneo e del Mar Egeo. Tuttavia, nonostante la fulgida carriera, lo stesso sultano non esitò a farlo decapitare, quando Reis fu accusato di essersi lasciato indurre, con la corruzione, a togliere l'assedio dalla rocca di Gibilterra.
Quando la sua nave ammiraglia attraccava in qualche nuovo porto, Piri Reis e i suoi aiutanti perlustravano i bazar alla ricerca di antiche carte. Durante una battaglia navale, l'ammiraglio catturò molti marinai nemici. Uno di questi si vantava di aver navigato con Colombo durante i suoi tre viaggi verso il nuovo mondo. Reis, continuamente alla ricerca di nuove informazioni e di mappe, interrogò l'uomo, che rivelò d'essere veramente uno dei marinai di Colombo. Reis gli domandò se Colombo era pazzo, o se sapeva che esistevano delle terre oltre l'oceano. Il marinaio affermò che Colombo lo sapeva perché aveva delle mappe, e che lui le aveva con sé! Gli occhi dell'ammiraglio scrutavano quelle mappe ingiallite. I tratti sulla pergamena erano precisi. Il suo alto rango gli permetteva di avere libero accesso alla Biblioteca Imperiale di Costantinopoli nella quale si trovavano numerose antiche carte. Vincitore in molte battaglie navali, la sua esistenza è stata provata con certezza. Usando queste mappe appartenute a Cristoforo Colombo e la sua collezione di antiche carte (che non sono mai state rinvenute in seguito), l'Ammiraglio Piri Reis compilò una mappa mondiale nel mese del beato Muharrem, nell'anno musulmano 919, corrispondente al periodo del calendario gregoriano che va dal 9 marzo al 7 aprile 1513 d.C. e furono donate dall'ammiraglio al sultano Solimano I il Crudele (1512-1520) nel 1517. Questa carta, ritenuta una delle primissime "mappe mondiali" (se non la prima in assoluto) che mostrava le Americhe, è sicuramente la più precisa carta redatta nel XVI secolo.
Turchia, 80 anni fa. Il primo quarto del secolo scorso vede la Turchia alla fine della Guerra di Indipendenza, e l'istituzione della Repubblica da parte di Kemal Ataturk (1923). La repubblica turca fu fondata sui resti di un altro stato turco, l'impero ottomano (1299-1923).
1929. Il governo della repubblica turco decide di convertire il palazzo dello spodestato sultano ottomano di Topkapi, a Costantinopoli, in un museo. Il palazzo, situato in uno dei luoghi più belli della capitale, chiamato Sarayburnu, è composto da vari edifici, ognuno circondato da vasti giardini, che testimoniano le differenti caratteristiche dell'impero ottomano.
9 novembre 1929. Durante dei lavori di ristrutturazione vicino alla sezione degli harem, il direttore dei Musei Nazionali, Halil Edhem, era intento alla catalogazione dei numerosi reperti del palazzo quando trovò sopra una pila di macerie due mappe geografiche realizzate su pelle di gazzella, sino ad allora sconosciute al mondo scientifico, che recavano in calce la firma di Piri Reis.



Anche la Marina degli Stati Uniti studiò la mappa e la sua conclusione fu la seguente: "La Marina ha analizzato la carta di Piri Reis e ha determinato che è una corretta proiezione a griglia circolare partendo da Il Cairo. Il semidiamante (sottolineato dai punti della griglia 37, 19, 20 e 38) che contiene la sufficiente costruzione completa della mappa originale mostra una superficiale, quantunque forse indicativa, somiglianza ai due Triangoli Basici del sistema UVG che noi proponiamo.", ("Maps of the Ancient Sea Kings ")
Bisogna però anche precisare il fatto che ad un primo sguardo sommario la mappa di Piri Reis mostra delle incongruenze che non possono sfuggire anche ad un osservatore inesperto e che non sono certo sfuggite ai cartografi che si sono interessati a tale carta, tra i quali segnaliamo Paul Lunde, che nel 1980 espose quella che lui chiamò la Teoria Colombiana, nella quale sosteneva che le informazioni contenute nella mappa dell'ammiraglio turco provengono da carte contemporanee a Piri Reis o al massimo medioevali, e non certo a mappe stilate da antichissime e progredite civiltà che erano addirittura in grado di cartografare la superficie terrestre. Ad un'analisi attenta le teorie di Lunde possono essere condivisibili però solo per quanto riguarda la parte caraibica della mappa, mentre lo studioso si arrampica sugli specchi per spiegare la strana forma allungata dell'America del Sud, fornendo delle ipotesi che non possono essere condivise in quanto:
- non crediamo che un serio cartografo e un appassionato di mappe qual era Piri Reis abbia compilato una carta geografica di tale accuratezza su di una pelle più piccola di quanto, in effetti, gli sarebbe servita per redigerla. Considerando che tale mappa doveva poi essere utilizzata e visionata da altre persone, tale ipotesi mi sembra quantomeno dubbia. "Piri Reis", fa notare P.E. Victor, "fu un cartografo di esemplare coscienziosità. Egli afferma che la stesura di una carta richiede conoscenze approfondite ed un'indiscutibile competenza e che il più piccolo errore nel disegnare una mappa la facesse divenire inservibile."
- se, come afferma Lunde, la parte finale dell'America del Sud che tende verso est fa parte del continente e non è invece l'Antartide, le proporzioni tra Africa e Sudamerica ne vengono completamente stravolte. Basta prendere una qualsiasi carta geografica attuale per notare come la superficie dei due continenti sia nettamente a favore del continente africano rispetto a quello sudamericano (30 milioni di kmq contro 17).
- infine, pur essendo d'accordo con Lunde sul fatto che, all'epoca di Piri Reis, non era affatto impossibile che una nave si potesse spingere più a sud rispetto alle rotte usate a quel tempo, e anche ammettendo che un vascello abbia effettivamente avvistato l'Antartide, e che chi vi si trovasse a bordo abbia cartografato le coste del continente, esse sarebbero state comunque disegnate CON la coltre di ghiaccio che le ricopre, mentre nella mappa di Piri Reis quel profilo costiero (che Lunde non spiega come possa collimare col rilievo sismografico a riflessione del 1949 di cui parlavamo in precedenza) è stato redatto SENZA la coltre di ghiaccio che lo ricopre.
Pertanto il vero problema non è tanto quello di chiederci come mai in una carta geografica del 1513 compaia un continente scoperto "ufficialmente" solo nel 1818, quanto il fatto che ci sia una linea costiera rappresentata in condizioni di disgelo, condizioni che non si sono più ripresentate da 6.000 anni a questa parte.
Un altro studioso, David C. Jolly, ha studiato a fondo l'intera questione, come indicato dalle sue 51 fonti di ricerca, pubblicando le sue conclusioni sullo "Skeptical Inquirer". Anch'egli non è convinto delle teorie di Hapgood, affermando come le vecchie mappe, che vengono interpretate da persone di convincimenti spesso diversi tra loro, sono spesso incomplete e ambigue. Ognuno può leggerci dentro quello che vuole. Per affermare che l'Antartide era libera dai ghiacci, basta avere solo qualche presupposto. Per esempio, uno può ruotare una caratteristica della mappa in un punto e ridurne la grandezza in un altro. Sembrerebbe che questi antichi cartografi non facessero tutte le cose nel modo giusto. Jolly ha trattato la materia con molta obiettività ed ha perfino ammesso la sua ammirazione per il lavoro di Hapgood. In sintesi Jolly afferma che: "La nostra conoscenza dei primi cartografi è limitata, dato che molto del materiale del 16º secolo è ora perduto. Mentre questo permette ampie opportunità di speculazione, ci sono stati molti studi scientifici di questo periodo. Questi studi non sono stati effettuati da gente ignorante, ma da individui che hanno speso anni per acquisire l'esperienza e la comprensione necessaria per interpretare le prove. Il professor Hapgood, a suo riconoscimento, ha speso quasi dieci anni studiando le prove e consultando gli esperti del settore. Le sue idee furono rifiutate negli ambienti scientifici, non per malanimo, ma perché egli non ha mai provato le sue teorie."
Ma facciamo un passo indietro. Il professor Hapgood, nel 1958, scrisse un libro intitolato "Earth's shifting crust: a key to some basic problems of earth science", dove tracciò una teoria geologica globale la quale, insieme a molte altre anomalie nella scienza terrestre, spiegava elegantemente come e perché l'Antartide era stata libera dai ghiacci fino al 4000 a.C. Per sommi capi, la teoria è la seguente: la ragione per cui l'Antartide era sgombra dai ghiacci, e quindi con un clima molto più caldo, è da ricercarsi nel fatto che, ad un certo momento, la sua posizione non era il Polo Sud. Essa era posizionata approssimativamente 3200-3600 chilometri più a nord. A quel tempo, infatti, il Polo Sud si sarebbe trovato sul territorio degli Stati Uniti, e quasi tutta l'America settentrionale sarebbe stata soffocata dai ghiacci, che avrebbero raggiunto addirittura i 1.700 metri di spessore. Hapgood dice che "l'Antartide si sarebbe posta al di fuori del Circolo Polare Antartico in un clima temperato o temperato freddo. " e che: "Durante il presumibile spostamento verso sud del continente antartico causato dal dislocamento della crosta terrestre, il continente sarebbe divenuto gradualmente più freddo, ed una cappa di ghiaccio si sarebbe formata e spietatamente espansa per molte migliaia di anni fino a raggiungere le sue attuali dimensioni." (p. 187). La ragione per la quale il continente si mosse poi verso l'attuale posizione è da ricercarsi nel meccanismo cosiddetto del "dislocamento della crosta terrestre". Questa teoria fu illustrata a Albert Einstein, che rispose a Hapgood in termini molto entusiastici. Anche se i geologi ortodossi non sembravano accettare la teoria di Hapgood, (anche se nessuno è riuscito a dimostrare che si sbagliava) affermando che uno spostamento così violento di un continente dovrebbe aver lasciato tracce sia sul fondo dell'oceano sia prove all'interno dei ghiacci, Einstein sembrò essere molto aperto verso Hapgood affermando che: "In una regione polare c'è un continuo deposito di ghiaccio, che non è distribuito simmetricamente attorno al polo. La rotazione della Terra agisce su queste masse asimmetriche di depositi, e produce una forza centrifuga che viene trasmessa alla crosta rigida della Terra. La costante e crescente forza centrifuga prodotta in questo modo, quando essa ha raggiunto un determinato punto, produrrà un movimento della crosta terrestre rispetto al resto del nucleo della Terra...". (Prefazione di Einstein a "Earth's shifting crust..." p. 1). Tra Hapgood e Einstein ci fu un lungo scambio epistolare sulla questione del dislocamento della crosta terrestre; nella sua seconda missiva di risposta (24 novembre 1954) a Hapgood, Einstein scrisse che l'ipotesi del dislocamento non poteva essere esclusa a priori solo perché essa non collimava con quello che noi crediamo di sapere circa il passato della Terra. Quello che era necessario, affermava Einstein, erano solidi "fatti geologici e paleontologici". Per sei mesi, Hapgood raccolse prove geologiche a sostegno dell'ipotesi di un dislocamento della crosta terrestre. Il 3 maggio del 1953 Hapgood mandò 38 pagine di queste prove a Einstein, pagine la cui prova fondamentale era, come dicevamo in precedenza, che parte dell'Antartide era sgombra dai ghiacci nello stesso momento in cui il Nord America giaceva ricoperto dal ghiaccio. Einstein rispose l'8 maggio del 1953: "Ho trovato i suoi argomenti molto impressionanti e ho la sensazione che le sue ipotesi siano corrette. Uno può difficilmente dubitare che significativi mutamenti della crosta abbiano avuto luogo ripetutamente e nell'arco di un breve periodo di tempo". Einstein spronò Hapgood a trovare prove supplementari sulle "fratture terrestri". Un mese più tardi (11 giugno 1953) Hapgood mandò ad Einstein 42 pagine di prove sulle fratture terrestri e sull'evoluzione delle distese di ghiaccio. Einstein scrisse a Hapgood (17 dicembre 1953) stimolandolo a indirizzare la sua attenzione sul problema del "moto centrifugo". Hapgood rispose con quattro pagine a riguardo di questo problema e 37 pagine di "prove paleontologiche" inclusi i mammut congelati della Siberia Artica. Einstein adesso era convinto. Il 18 maggio del 1954, Einstein scrisse una favorevole prefazione al libro di Hapgood, nella quale cominciava dicendo che: "Ricevo frequentemente comunicazioni da persone che desiderano consultarmi in merito alle loro ipotesi non ancora pubblicate. Essi vengono da me senza pensare che le loro idee sono molto raramente impregnate di validità scientifica. Invece la primissima comunicazione che ricevetti dal Sig. Hapgood mi elettrizzò. La sua idea è originale, di grande semplicità, e - se essa continuerà ad essere provata - di grande importanza per tutto quello che è connesso con la storia della superficie terrestre" (prefazione di Einstein a "Earth's shifting crust..." p.1-2). Hapgood e Einstein continuarono a corrispondere e finalmente si incontrarono nel gennaio del 1955. L'ultima lettera di Einstein era datata 9 marzo 1955 solo alcune settimane prima della morte del grande fisico che avvenne il 18 aprile 1955. Gli Archivi di Einstein sono custoditi a Gerusalemme (con delle copie a Princeton) dove custodiscono la testimonianza di un'unica e misconosciuta collaborazione sulla teoria del dislocamento della crosta terrestre. Ma nonostante questo vibrante appoggio da parte di Einstein e nonostante le più recenti ammissioni di John Wright, presidente della Società Geografica Americana, per cui Hapgood ha "formulato ipotesi che urlano ad alta voce di essere ulteriormente studiate", nessun'altro ricercatore scientifico si è mai impegnato su queste antiche ed anomale mappe. Il professor Hapgood non era un geologo, o uno studioso di storia antica. E' possibile, comunque, che le future generazioni lo ricorderanno come l'uomo il cui lavoro minò le fondamenta della storia mondiale - e di gran parte del mondo geologico. Solo recentemente J.G. Weihaupt è arrivato alle stesse conclusioni di Hapgood, pur partendo da premesse diverse, le quali includono considerazioni di carattere geofisico, come abbiamo visto più sopra.
Ad indiretta conferma che l'ipotesi di Hapgood è tutt'altro che irragionevole, si aggiunge il ritrovamento nell'Antartide di depositi di carbon fossile e di fossili vegetali, i quali dovrebbero essersi ovviamente formati in un clima mite. Comunque, che la teoria di Hapgood sia corretta o no, il mistero elettrizza ancora. La mappa di Piri Reis è qualcosa che non dovrebbe esistere. Quello che voglio dire è che si suppone che nessuno che abbia vissuto a quei tempi era in grado di disegnare una mappa di questa precisione; infatti le coordinate relative longitudinali sono accuratissime, come certificato dagli studi dell'Ufficio Idrografico che abbiamo visto in precedenza. E questa è una dimostrazione di una tecnologia impossibile: il primo cronometro, strumento fondamentale per calcolare la longitudine in un modo approssimativamente corretto, è stato inventato nel 1735 dall'inventore inglese John Harrison. In precedenza non esistevano metodi per calcolare la longitudine in un modo accettabile: potevano esserci errori di centinaia di chilometri... In più le nostre conoscenze sulla storia della navigazione includono un periodo prima del quale era impossibile determinare la latitudine di una nave nell'emisfero meridionale. Questo perché i soli metodi conosciuti all'epoca prevedevano le osservazioni dell'angolo tra la latitudine e la sola stella fissa presa a riferimento, - la Stella del Nord - angolo che non poteva essere osservato nell'emisfero meridionale a causa della curvatura della Terra. Nonostante questo handicap, queste mappe mostrano dettagli sorprendenti ed accurate disposizioni latitudinali di molte isole conosciute poste davanti alle più meridionali linee costiere dell'Antartide. E la carta di Piri Reis è solo una di molte mappe che mostrano terre presumibilmente sconosciute, conoscenze impossibili, ed una precisione che ancora oggi sorprendono...
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Muhiddin Piri Ibn Haji Mehmet (o Memmed), nato a Oelibolu (Gallipoli) tra il 1465 e il 1470 e morto a Il Cairo, Egitto nel 1554 o...
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28/04/2008 2.30.36
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rogercbs rogercbs 28/04/2008 ore 09.30.37
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ImpressionatoRE: la mappa di Piri Reis

per leggerlo ci vuole na pazienza....
ReginadiSpade30 ReginadiSpade30 28/04/2008 ore 09.34.48
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(Nessuno)RE: la mappa di Piri Reis


Acc....:batalettera m'è scappata una riga!
19m80 19m80 28/04/2008 ore 10.44.15
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(Nessuno)RE: la mappa di Piri Reis

secondo me sorprendono chi si vuole far sorprendere.è abbastanza noto che per esempio anche le amerche fossero un segreto di pulcinella - cioè che fossero già note. è difficile seguire una linearità storica senza avere informazioni dettagliate o testimonianze oculari degli eventi. si chiamano infatti ricostruzioni, ma non è detto che in esse manchino piccole cose che però siano così detti "anelli di congiunzione". così alcune storie ci giungono come miti, ma non è detto che più che miti non fossero cose risapute e persino messe da parte tanto erano note o qualcosa del genere. al di là di tutto la mappa di piri reis, così come molte altre mappe e "scoperte" ci mostrano una conoscenza - di molto precedente al periodo indicato(più come un qualcosa di davvero antico e riscoperto) - che non si può secondo me far finta di non vedere. vale per piri, ma vale per un sacco di cose. ieri era fantascienza(in alcuni casi poi divenuta scienza), oggi è archeoastronomia o scienza simili che si fanno largo fra lo scetticismo generale e domani forse si capirà che con un'apertura mentale maggiore oggi saremmo più avanti con la comprensione.
ducas27 ducas27 28/04/2008 ore 10.53.18 Ultimi messaggi
truzzostyIe truzzostyIe 28/04/2008 ore 23.18.02
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(Nessuno)RE: la mappa di Piri Reis


E' RISAPUTO CHE COLOMBO PE TROVA' L'AMERICA S'E' RIFATTO ALLA CARTOGRAFIA ARABA COPE PURE GALILEO HA INVENTATO IL CANNOCCHIALE DOPO CHE GLI ARABI LO USAVANO DA ANNI ...... GLI ARABI ERANO UN GRANDE POPOLO ALMENO FINO ALLA VENUTA DE MAOMETTO (e po se so fermati lì) NN E' CHE NIENTE NIENTE MAO, QUANDO DISSE CHE LA RELIGIONE E' L'OPPIO DEI POPOLI C'AVEVA RAGIONE? :nono1 (del resto se napoleone nn rapiva il papa adesso staremmo ancora allegramente col cilicio addosso a pagarci le indulgenze e a credere che le stelle stanno appuntate in cielo e la terra e' al centro dell'universo...per nn parla' delle altra scienze....ma questa e' n'altra storia) :ok

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