Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 04.23.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................


La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.
Nepheses Nepheses 02/11/2008 ore 19.50.21
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.

stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 20.06.55
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A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..
Resonance Resonance 02/11/2008 ore 20.22.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

Gemma.. l'amore per l'eterno significa non accettare che l'uomo sia per molti aspetti ignorante di fronte a ciò che è il mondo. Questo desiderio di conoscere la genesi, il principio, la verità assoluta, ha reso le persone completamente cieche anche su fatti morali all'ordine del giorno. Dovete credere in qualcosa perchè non siete in grado di amare questo mondo così com'è, dovete trovare certezze in ogni cosa, anche nella morte. Certo che nessuno potrà falsificarlo, è una proiezione mentale dell'uomo, non si è mai mostrato, mai manifestato, non ci sono nemmeno fatti concreti che al contrario potrebbero ammettere la sua esistenza.. Non è scientifico perchè tutto ciò che non puo' essere falsificato non appartiene alla scienza. E' come se mi inventassi un amico immaginario e ti dicessi:"provami che non esiste!", non saresti in grado di farlo.

Credo che Taylor sia stato perfetto nel dire:"è la morte dell'amore".
Con la religione, lo stato, il controllo, le obbligazioni sociali (ecc ecc) si sta uccidendo l'amore per la conoscenza e la religione impone limiti dove questi non esistono, descrive l'essere umano come un individuo che deve comportarsi sempre seguendo determinate regole (assurde) per essere "salvato".. da cosa poi?..
Ma di certo è molto più semplice affondare nella propria ignoranza che aprire gli occhi e capire che siamo effettivamente "soli" e trovare la forza di esserlo, nonostante non ci sia alcun senso dopo la morte.
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 20.25.15 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.
stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 20.38.36
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A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 21.01.07 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
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La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.
stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 21.35.07
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A T4ylor che il 02/11/2008 21.01.07 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.

Rispondo: che si muoia mi pare quantomeno incontrovertibile. Se poi vogliamo trovare l'escamotage dello spirito immortale e del corpo mortale entriamo nell'ambito della fede e dunque di quella violenza implicita nella fede che tanto ti disturba nella religione ma che ora sembri abbracciare. Certamente nessuno possiede la verità ammesso che ve ne sia una....
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 21.47.51 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 21.35.07 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.01.07 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.

Rispondo: che si muoia mi pare quantomeno incontrovertibile. Se poi vogliamo trovare l'escamotage dello spirito immortale e del corpo mortale entriamo nell'ambito della fede e dunque di quella violenza implicita nella fede che tanto ti disturba nella religione ma che ora sembri abbracciare. Certamente nessuno possiede la verità ammesso che ve ne sia una....

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé
Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 00.17.44
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A Resonance che il 02/11/2008 20.22.52 ha scritto:
Gemma.. l'amore per l'eterno significa non accettare che l'uomo sia per molti aspetti ignorante di fronte a ciò che è il mondo. Questo desiderio di conoscere la genesi, il principio, la verità assoluta, ha reso le persone completamente cieche anche su fatti morali all'ordine del giorno. Dovete credere in qualcosa perchè non siete in grado di amare questo mondo così com'è, dovete trovare certezze in ogni cosa, anche nella morte. Certo che nessuno potrà falsificarlo, è una proiezione mentale dell'uomo, non si è mai mostrato, mai manifestato, non ci sono nemmeno fatti concreti che al contrario potrebbero ammettere la sua esistenza.. Non è scientifico perchè tutto ciò che non puo' essere falsificato non appartiene alla scienza. E' come se mi inventassi un amico immaginario e ti dicessi:"provami che non esiste!", non saresti in grado di farlo.

Credo che Taylor sia stato perfetto nel dire:"è la morte dell'amore".
Con la religione, lo stato, il controllo, le obbligazioni sociali (ecc ecc) si sta uccidendo l'amore per la conoscenza e la religione impone limiti dove questi non esistono, descrive l'essere umano come un individuo che deve comportarsi sempre seguendo determinate regole (assurde) per essere "salvato".. da cosa poi?..
Ma di certo è molto più semplice affondare nella propria ignoranza che aprire gli occhi e capire che siamo effettivamente "soli" e trovare la forza di esserlo, nonostante non ci sia alcun senso dopo la morte.

Rispondo: quello che vuoi ma non ti credere che dicendo questo dici qualcosa di eroico o di difficile da comprendere, è soltanto chi accetta la vita, la morte e il destino e li ama profondamente che può fare il salto, essere attaccato alla vita per la vita non è gran che difficile specialmente quando si sta bene e tutto fila liscio. Quello che hai scritto lo dovresti però ripetere a chi queste sicurezze non ce le ha più e vedere cosa si accende nei loro volti, mi spiego? Personalmente non disdegno nulla della vita e non mi nascondo dietro un falso perbenismo spirituale per non vedere cosa mi sta succedendo. Ma è probabile che tu abbia incontranto gente diversa altrimenti non si spiega, dato che da internet è quanto meno improbabile capire cosa si fa nella vita di tutti i giorni. Riguardo alla morte dell'amore dico solo che se una persona è viva nell'amore non si fa spegnere da nulla, tanto meno da una religione e non parlo tanto per parlare.


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