Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

jaguarete jaguarete 29/10/2008 ore 17.14.24
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

La prima e inimitabile operazione di marketing inventata dall'essere umano !!!!!!!!!!!!
mayoor mayoor 29/10/2008 ore 19.22.13
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Di solito le inventano i discepoli dopo che i loro maestri sono morti, Gesù, Budda... non sempre i maestri hanno considerato in vita che si potessero verificare simili catastrofi.
Nepheses Nepheses 29/10/2008 ore 21.05.06
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A mayoor che il 29/10/2008 19.22.13 ha scritto:
Di solito le inventano i discepoli dopo che i loro maestri sono morti, Gesù, Budda... non sempre i maestri hanno considerato in vita che si potessero verificare simili catastrofi.

Rispondo: e che maestri sarebbero stati? appunto qui nasce il quesito se un maestro non considera la portata del messaggio questo è grave, sarebbe priva di senso la sua comparsa. e se no che li consederano nel dopo vita? guardandosi la partita in diretta? ma facciamo il caso che invece un maestro sappia effettivamente la portata di una religione, in questo caso sarebbe anche peggiore.

ilclown ilclown 29/10/2008 ore 21.08.25
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Il marketing dell'illusione concordo appieno
0075 0075 30/10/2008 ore 00.27.45 Ultimi messaggi
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uh e ke palle!!!! tranne nepheses dite sempre le solite cose, acide e scontate, maroooooonnnnn
jaguarete jaguarete 30/10/2008 ore 18.05.18
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Si sono succeduti moltissimi profeti nel corso dei millenni, moltissimi ci provano ancora oggi. Sicuramente i "vincitori" erano inconsapevoli di cosa sarebbe accaduto in seguito, soprattutto perche erano piu dilatati i tempi della divulgazione, e della conseguente popolarita. Riguardo l'osservazione di 0075, devo dire che non capisco che cosa ci sia di acido su questo forum, in piu se sei tanto sicuro da dare per scontati questi argomenti, sei un ragazzo fortunato hai il terzo occhio.
ilclown ilclown 30/10/2008 ore 18.06.56
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075 anche la tua osservazione è scontata :amen :many
sytry82 sytry82 30/10/2008 ore 21.42.57
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A jaguarete che il 29/10/2008 17.14.24 ha scritto:
La prima e inimitabile operazione di marketing inventata dall'essere umano !!!!!!!!!!!!

Rispondo: Inizialmente no, poi è diventata forse la prima forma di accentramento del potere. Ma cosa intendi per marketing?
jaguarete jaguarete 31/10/2008 ore 23.42.03
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Le piu popolari hanno dato modo a molta gente, di vivere moooolto bene !!!!!!!!!!!!!!! SYTRY82
Gemma171 Gemma171 01/11/2008 ore 08.18.42
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nn credere più nella religione, quale insieme di interpretazioni e modi di vedere determinati avvenimenti, nn significa nn credere in Gesù Cristo fatto uomo e Dio, perchè la religione è frutto del lavoro dell'uomo che ormai lucra anche cn il sacro, ma l'amore dell'Eterno è puro e limpido e nessuno potrà mai falsificarlo...DIO SEI GRANDE!!!
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 04.23.39 Ultimi messaggi
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La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.
Nepheses Nepheses 02/11/2008 ore 19.50.21
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A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.

stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 20.06.55
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A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..
Resonance Resonance 02/11/2008 ore 20.22.52 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

Gemma.. l'amore per l'eterno significa non accettare che l'uomo sia per molti aspetti ignorante di fronte a ciò che è il mondo. Questo desiderio di conoscere la genesi, il principio, la verità assoluta, ha reso le persone completamente cieche anche su fatti morali all'ordine del giorno. Dovete credere in qualcosa perchè non siete in grado di amare questo mondo così com'è, dovete trovare certezze in ogni cosa, anche nella morte. Certo che nessuno potrà falsificarlo, è una proiezione mentale dell'uomo, non si è mai mostrato, mai manifestato, non ci sono nemmeno fatti concreti che al contrario potrebbero ammettere la sua esistenza.. Non è scientifico perchè tutto ciò che non puo' essere falsificato non appartiene alla scienza. E' come se mi inventassi un amico immaginario e ti dicessi:"provami che non esiste!", non saresti in grado di farlo.

Credo che Taylor sia stato perfetto nel dire:"è la morte dell'amore".
Con la religione, lo stato, il controllo, le obbligazioni sociali (ecc ecc) si sta uccidendo l'amore per la conoscenza e la religione impone limiti dove questi non esistono, descrive l'essere umano come un individuo che deve comportarsi sempre seguendo determinate regole (assurde) per essere "salvato".. da cosa poi?..
Ma di certo è molto più semplice affondare nella propria ignoranza che aprire gli occhi e capire che siamo effettivamente "soli" e trovare la forza di esserlo, nonostante non ci sia alcun senso dopo la morte.
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 20.25.15 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.
stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 20.38.36
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A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 21.01.07 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.
stellamarina68 stellamarina68 02/11/2008 ore 21.35.07
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A T4ylor che il 02/11/2008 21.01.07 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.

Rispondo: che si muoia mi pare quantomeno incontrovertibile. Se poi vogliamo trovare l'escamotage dello spirito immortale e del corpo mortale entriamo nell'ambito della fede e dunque di quella violenza implicita nella fede che tanto ti disturba nella religione ma che ora sembri abbracciare. Certamente nessuno possiede la verità ammesso che ve ne sia una....
T4ylor T4ylor 02/11/2008 ore 21.47.51 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 02/11/2008 21.35.07 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.01.07 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.38.36 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 20.25.15 ha scritto:
A stellamarina68 che il 02/11/2008 20.06.55 ha scritto:
A Nepheses che il 02/11/2008 19.50.21 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 4.23.39 ha scritto:

La religione costituisce dei legami e permette a persone con le stesse idee sul trascendete e sulla morale di riconoscersi e conoscersi, di darsi un'identità. Il problema non è tanto la religione o la sua scelta, che dovrebbe essere naturale e compiuta nell'età della ragione, quanto la sua ingerenza nelle vite di chi non la segue.

Nasciamo e, crescendo, incontriamo nel nostro cammino, per lo più, una sola confessione di una sola religione e quella per noi è la Religione. Nasciamo puri e finiamo per imbrattarci, nostro malgrado, delle inibizioni dei bigotti e dei divieti senza senso; la Religione entra dentro di noi come una tossina e la dogmatica morale si annida come un ascesso a ridosso della ragione! Questa Religione, di libri falsi e contraffatti, non è altro che il germe della schiavitù, che lega l'ignorante alla sua salvifica ignoranza e il povero alla salvifica povertà. E' il trionfo di un'umiltà risile ed ipocrita, è la morte dell'amore, anzi è proprio la Morte. Questa Religione sono i roghi e i sacrifici umani, è diventata (o è sempre stata?) il sicuro albergo di pedofili e depravati! Ora, questa religione è sbagliata?

Il giusto e lo sbagliato non sono aggettivi attribuibili alla religione perché ne sono influenzati. Essere religiosi, di qualunque religione, non è un errore. Gli errori sono il proselitismo e la fame di potere.

Rispondo: premetto che non sono per la religione fatta in questo modo.

ma essenzialmente la religione la fa sempre la persona, come lo stato lo fa il cittadino e allora fermo restando che la religione debba essere altro da quello che abitualmente è (ossia dovrebbe essere spiritualità di assemblea cosa che singolarmente non potrebbe mai essere) chi è spiritualmente attivo o sta dentro una religione o ne sta fuori non cambia molto dato che lui cmq fa la differenza di gesti di opere e di tutto.


Rispondo: Quoto (in parte) Neph. Ridicoli i discorsi in cui si incolpa la Religione di ogni abiezione, come se la Religione fosse un meteorite cascato in testa a delle creaturine innocenti e pure contaminandole. E' finito il mito del buon selvaggio o dell'innocenza originaria. L'umano muore, è abitato da una mancanza, frana su un terreno scivoloso che lo porta ad aggrapparsi - ora con tenerezza ora con violenza - ad ogni appiglio, inutilmente. Dalla mancanza originaria che il mortale "è" e non "ha", brulicano creazioni illusorie, variazioni sul nulla. Ancora più stupido sostituire la vera religione a quella violenta e perversa, cambiano le modalità ma non il contenuto, quando non vi è contenuto alcuno..

Rispondo: e quale è la vera religione??? Questa:

la carne e il sangue, sull'altare del Signore tuo Dio; il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare del Signore tuo Dio (Deuteronomio 12:27)

ne ho altri di esempi.. se vuoi, ma mentre io riporto fatti incontrovertibili tu ti basi su ragionamenti lontani dal reale. Il fatto è che questo cattolicesimo ha bloccato la scienza, vietato la magia, torturato e ucciso milioni di persone.. etc etc.


Per quanto tu possa ritenere che l'essenza che c'è alla base non possa che essere giusta ti invito a ragionare.

PS: non incolpa la Religione di tutte le abiezioni, solo di alcune.

Rispondo: non hai capito, dici di basarti su fatti incontrovertibili. Esiste un fatto ancora più incontrovertibile e cioè che l'uomo è mortale, e la morte lo rende ad un tempo un'animale che s'interroga sul senso e contemporaneamente assiste al naufragio di ogni senso. Non (solo) il cattolicesimo ma ogni illusione produttrice di senso è ugualmente inutile e dannosa. Che si crepi ipnotizzati dalla violenza che trasuda l'orribile cristianesimo o lo si faccia ingannati dal miraggio dell'amore e della libera conoscenza offerta da un altro dio farlocco il risultato non cambia. Se la morte è la fine di ogni senso nessuna proposta può rivelarsi altro che una bella favola...

Rispondo: Che l'uomo sia mortale non è un fatto incontrovertibile, lo è se consideri soltanto un corpo e non credi nell'esistenza di uno spirito. Nessuno su questo possiede la verità, né io né tu.

Rispondo: che si muoia mi pare quantomeno incontrovertibile. Se poi vogliamo trovare l'escamotage dello spirito immortale e del corpo mortale entriamo nell'ambito della fede e dunque di quella violenza implicita nella fede che tanto ti disturba nella religione ma che ora sembri abbracciare. Certamente nessuno possiede la verità ammesso che ve ne sia una....

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé
Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 00.17.44
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A Resonance che il 02/11/2008 20.22.52 ha scritto:
Gemma.. l'amore per l'eterno significa non accettare che l'uomo sia per molti aspetti ignorante di fronte a ciò che è il mondo. Questo desiderio di conoscere la genesi, il principio, la verità assoluta, ha reso le persone completamente cieche anche su fatti morali all'ordine del giorno. Dovete credere in qualcosa perchè non siete in grado di amare questo mondo così com'è, dovete trovare certezze in ogni cosa, anche nella morte. Certo che nessuno potrà falsificarlo, è una proiezione mentale dell'uomo, non si è mai mostrato, mai manifestato, non ci sono nemmeno fatti concreti che al contrario potrebbero ammettere la sua esistenza.. Non è scientifico perchè tutto ciò che non puo' essere falsificato non appartiene alla scienza. E' come se mi inventassi un amico immaginario e ti dicessi:"provami che non esiste!", non saresti in grado di farlo.

Credo che Taylor sia stato perfetto nel dire:"è la morte dell'amore".
Con la religione, lo stato, il controllo, le obbligazioni sociali (ecc ecc) si sta uccidendo l'amore per la conoscenza e la religione impone limiti dove questi non esistono, descrive l'essere umano come un individuo che deve comportarsi sempre seguendo determinate regole (assurde) per essere "salvato".. da cosa poi?..
Ma di certo è molto più semplice affondare nella propria ignoranza che aprire gli occhi e capire che siamo effettivamente "soli" e trovare la forza di esserlo, nonostante non ci sia alcun senso dopo la morte.

Rispondo: quello che vuoi ma non ti credere che dicendo questo dici qualcosa di eroico o di difficile da comprendere, è soltanto chi accetta la vita, la morte e il destino e li ama profondamente che può fare il salto, essere attaccato alla vita per la vita non è gran che difficile specialmente quando si sta bene e tutto fila liscio. Quello che hai scritto lo dovresti però ripetere a chi queste sicurezze non ce le ha più e vedere cosa si accende nei loro volti, mi spiego? Personalmente non disdegno nulla della vita e non mi nascondo dietro un falso perbenismo spirituale per non vedere cosa mi sta succedendo. Ma è probabile che tu abbia incontranto gente diversa altrimenti non si spiega, dato che da internet è quanto meno improbabile capire cosa si fa nella vita di tutti i giorni. Riguardo alla morte dell'amore dico solo che se una persona è viva nell'amore non si fa spegnere da nulla, tanto meno da una religione e non parlo tanto per parlare.

Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 00.24.31
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A T4ylor che il 02/11/2008 21.47.51 ha scritto:

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé

Rispondo: volevo soltanto dire che mi sembri incoerente per il fatto che continui a dire che lo spirito non è cosa certa e nelle stesso momento invece ti servi di una religione per fatti che attengono lo spirito? mi fai capire?
Resonance Resonance 03/11/2008 ore 12.30.44 Ultimi messaggi
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quello che vuoi ma non ti credere che dicendo questo dici qualcosa di eroico o di difficile da comprendere

sai non credo sia molto semplice da comprendere, infatti pare proprio che tu non lo abbia capito. Io non ho mai parlato di destino, non credo nemmeno nel destino, significherebbe credere che ci sia un disegno preimpostato da qualcuno/qualcosa e fare questo non è difficile, perchè è la certezza che l'essere umano ha uno scopo e sta compiendo un "viaggio" che porterà a qualcosa.. come se questa fosse una legge divina. Io ho parlato di crollo delle certezze e non di "avere delle sicurezze che ti fanno attaccare alla vita", hai capito esattamente l'opposto.. Ben venga se incontrassi persone le cui certezze sono svanite, persone che non han bisogno di inserire tutto in schemi mentali per vivere, anzi per trovare la motivazione di vivere. Non credere che sia facile essere attaccati alla vita sapendo che non c'è nessuno scopo, nessun finale a sorpresa, vivere semplicemente per crescere e non per avere qualcosa dopo. Le persone non sempre si rendono conto del motivo per cui vivono, molte credono che "un motivo deve esserci", "il destino", "le cose devono andare così", ma dubito che siano in molti ad accettare di vivere nonostante non ci sia nulla alla fine di tutto. Riguardo alla morte: si parlava di società, non di singoli individui.

PS: è molto più apprezzabile chi continua ad amare la vita, nonostante le crisi e non parlo di chi continua ad amarla perchè crede ciecamente che il volere di un qualche dio sia indiscutibile (quello è fanatismo religioso).
Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 12.47.34
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A Resonance che il 03/11/2008 12.30.44 ha scritto:
quello che vuoi ma non ti credere che dicendo questo dici qualcosa di eroico o di difficile da comprendere

sai non credo sia molto semplice da comprendere, infatti pare proprio che tu non lo abbia capito. Io non ho mai parlato di destino, non credo nemmeno nel destino, significherebbe credere che ci sia un disegno preimpostato da qualcuno/qualcosa e fare questo non è difficile, perchè è la certezza che l'essere umano ha uno scopo e sta compiendo un "viaggio" che porterà a qualcosa.. come se questa fosse una legge divina. Io ho parlato di crollo delle certezze e non di "avere delle sicurezze che ti fanno attaccare alla vita", hai capito esattamente l'opposto.. Ben venga se incontrassi persone le cui certezze sono svanite, persone che non han bisogno di inserire tutto in schemi mentali per vivere, anzi per trovare la motivazione di vivere. Non credere che sia facile essere attaccati alla vita sapendo che non c'è nessuno scopo, nessun finale a sorpresa, vivere semplicemente per crescere e non per avere qualcosa dopo. Le persone non sempre si rendono conto del motivo per cui vivono, molte credono che "un motivo deve esserci", "il destino", "le cose devono andare così", ma dubito che siano in molti ad accettare di vivere nonostante non ci sia nulla alla fine di tutto. Riguardo alla morte: si parlava di società, non di singoli individui.

PS: è molto più apprezzabile chi continua ad amare la vita, nonostante le crisi e non parlo di chi continua ad amarla perchè crede ciecamente che il volere di un qualche dio sia indiscutibile (quello è fanatismo religioso).

Rispondo: ora non ho tempo ma ci ritorno, non credo che quello che hai scritto si sarebbe capito in maniera diversa da come la ho intepretato, tanto meno questo qui sopra. forse più che combattere contro i mulini a vento c'è bisongo di chiarezza mi pare. a mettere una frase comprensibile non credo che si chieda la luna.

Resonance Resonance 03/11/2008 ore 13.46.40 Ultimi messaggi
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Beh.. quota le frasi che non hai capito, proverò a spiegarle in modo elementare
stellamarina68 stellamarina68 03/11/2008 ore 13.56.40
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A Nepheses che il 03/11/2008 12.47.34 ha scritto:
A Resonance che il 03/11/2008 12.30.44 ha scritto:
quello che vuoi ma non ti credere che dicendo questo dici qualcosa di eroico o di difficile da comprendere

sai non credo sia molto semplice da comprendere, infatti pare proprio che tu non lo abbia capito. Io non ho mai parlato di destino, non credo nemmeno nel destino, significherebbe credere che ci sia un disegno preimpostato da qualcuno/qualcosa e fare questo non è difficile, perchè è la certezza che l'essere umano ha uno scopo e sta compiendo un "viaggio" che porterà a qualcosa.. come se questa fosse una legge divina. Io ho parlato di crollo delle certezze e non di "avere delle sicurezze che ti fanno attaccare alla vita", hai capito esattamente l'opposto.. Ben venga se incontrassi persone le cui certezze sono svanite, persone che non han bisogno di inserire tutto in schemi mentali per vivere, anzi per trovare la motivazione di vivere. Non credere che sia facile essere attaccati alla vita sapendo che non c'è nessuno scopo, nessun finale a sorpresa, vivere semplicemente per crescere e non per avere qualcosa dopo. Le persone non sempre si rendono conto del motivo per cui vivono, molte credono che "un motivo deve esserci", "il destino", "le cose devono andare così", ma dubito che siano in molti ad accettare di vivere nonostante non ci sia nulla alla fine di tutto. Riguardo alla morte: si parlava di società, non di singoli individui.

PS: è molto più apprezzabile chi continua ad amare la vita, nonostante le crisi e non parlo di chi continua ad amarla perchè crede ciecamente che il volere di un qualche dio sia indiscutibile (quello è fanatismo religioso).

Rispondo: ora non ho tempo ma ci ritorno, non credo che quello che hai scritto si sarebbe capito in maniera diversa da come la ho intepretato, tanto meno questo qui sopra. forse più che combattere contro i mulini a vento c'è bisongo di chiarezza mi pare. a mettere una frase comprensibile non credo che si chieda la luna.


Rispondo: Neph, non c'è molto da capire, chiamiamola una banalissima etica del finito leggermente estetizzante....
Resonance Resonance 03/11/2008 ore 14.05.23 Ultimi messaggi
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Non pensavo fosse così banale... ma se hai qualcosa di più interessante da propormi, non aspetto altro
stellamarina68 stellamarina68 03/11/2008 ore 14.09.36
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A Resonance che il 03/11/2008 14.05.23 ha scritto:
Non pensavo fosse così banale... ma se hai qualcosa di più interessante da propormi, non aspetto altro

Rispondo: in effetti non brilla per originalità ma in fondo è stato detto già tutto, se ti ci trovi bene e ti rassicura probabilmente per te è ottima e fai bene ad abbracciare questa concezione....
Resonance Resonance 03/11/2008 ore 14.12.23 Ultimi messaggi
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A stellamarina68 che il 03/11/2008 14.09.36 ha scritto:
A Resonance che il 03/11/2008 14.05.23 ha scritto:
Non pensavo fosse così banale... ma se hai qualcosa di più interessante da propormi, non aspetto altro

Rispondo: in effetti non brilla per originalità ma in fondo è stato detto già tutto, se ti ci trovi bene e ti rassicura probabilmente per te è ottima e fai bene ad abbracciare questa concezione....

Rispondo: uhm.. non ho problemi a sentire altre "concezioni", tanto meno a mettere in discussione questa.. per arrivare all'originalità serve anche qualcuno che smonti i miei punti di vista.. se la vuoi chiudere così mi dispiace.. ci tenevo a sentirne altri

Alba.Silente Alba.Silente 03/11/2008 ore 14.28.54 Ultimi messaggi
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CFR. WIKIPEDIA:

« C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni. » (Shaw)

Una religione è un complesso di credenze, comportamenti, atti rituali e culturali, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con qualche ordine soprannaturale o realtà ultraterrena o che attiene ai significati ultimi dell'esistenza. Una religione contiene sistemi di valori e significati che investono la condizione umana, l'esistenza, l'ordine cosmico, e spesso altri aspetti della vita. Le religioni sono sempre in qualche misura istituzioni sociali, cioè sono condivise, dotate di regole e strutture sociali ordinate, dove singoli individui sono spesso designati a qualche ruolo o prerogativa collegate alla prassi religiosa.

Mi si confà...la risposta di Satyr82..

Accentramento del potere.Esattamente cio' che la Chiesa fa per tenerci tutti segregati...

Scusate...l'intromissione
jaguarete jaguarete 03/11/2008 ore 14.58.49
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Il nulla ci fa una paura terribile ancora oggi, come come nel passato.Comunque non capiscco, come ci si possa "trovare bene" con un credo. Non è un cappotto o un bel paio da scarpe, ragazza!!!!!!!!!! Anzi non è proprio niente, oltre la vita ce il vuoto assoluto.
Alba.Silente Alba.Silente 03/11/2008 ore 17.13.28 Ultimi messaggi
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Errato...il Vuoto è Creazione ;-) caro Signore ...

Si riempe di tutto cio' che vuoi :-)
T4ylor T4ylor 03/11/2008 ore 17.56.17 Ultimi messaggi
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A Nepheses che il 03/11/2008 0.24.31 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.47.51 ha scritto:

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé

Rispondo: volevo soltanto dire che mi sembri incoerente per il fatto che continui a dire che lo spirito non è cosa certa e nelle stesso momento invece ti servi di una religione per fatti che attengono lo spirito? mi fai capire?

Rispondo: dire che lo spirito non è un fatto incontrovertibile è un'esigenza logica e dialettica, il fatto che io ci creda o no non ne cambia l'essenza. Io posso servirmi di una religione, difatti nel primo intervento ho detto che seguire una religione, una qualsiasi, non è un errore. Mi pare di aver chiaramento distinto religione e Religione.
taanith taanith 03/11/2008 ore 18.04.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................


Le tre religioni hanno in comune la Torah, (l'Antico Testamento) poi convergono in differenze abissali.

Ciò che non ho mai capito perchè D_o ha dato i divieti e i doveri, poi d'un tratto si cambia e si vedono cose del tutto diverse dalla Bibbia, esempio:

L'aborto, il divorzio, i contraccettivi concessi nella Bibbia, i divieti d'un tratto autrizzati, (mangiare solo animali ruminanti con l'unghia spezzata), perchè?

Ruggero
mammagatta mammagatta 03/11/2008 ore 19.30.10
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ImpressionatoLe religioni.....................................................................................


Una delle prime invenzioni dell'uomo.......

......"L'unica esperienza che accomuna tutti gli uomini è la morte. Probabilmente è questo il fattore unificante, la condizione mentale che ha condotto i più antichi esseri pensanti a sviluppare una dottrina dell'anima......e conseguentemente....la concezione del dio e dei diversi credo.
Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 21.57.34
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A Resonance che il 03/11/2008 13.46.40 ha scritto:
Beh.. quota le frasi che non hai capito, proverò a spiegarle in modo elementare

Rispondo: non si parlava di elementarità, quello che scrive per es. stellamarina non è elementare ma lo comprendo (non tutto in verità ma poi arrivo al punto) quello che hai scritto invece anche essendo elementare non centra il punto è differente. abitare il mondo che accetta il finito come sufficiente a se stesso e degno di esistere.
se il tuo pensiero è quello scritto in neretto ti sarei grato se volessi spiegarmi più in dettaglio dato che altrimenti si rischia di riscrivere frasi non pertinenti.
Nepheses Nepheses 03/11/2008 ore 21.59.37
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A T4ylor che il 03/11/2008 17.56.17 ha scritto:
A Nepheses che il 03/11/2008 0.24.31 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.47.51 ha scritto:

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé

Rispondo: volevo soltanto dire che mi sembri incoerente per il fatto che continui a dire che lo spirito non è cosa certa e nelle stesso momento invece ti servi di una religione per fatti che attengono lo spirito? mi fai capire?

Rispondo: dire che lo spirito non è un fatto incontrovertibile è un'esigenza logica e dialettica, il fatto che io ci creda o no non ne cambia l'essenza. Io posso servirmi di una religione, difatti nel primo intervento ho detto che seguire una religione, una qualsiasi, non è un errore. Mi pare di aver chiaramento distinto religione e Religione.

Rispondo: sarebbe un po come sottigliare sulla bontà di certi rospi, es. come se alcuni fossero diciamo esteticamente migliori.

stellamarina68 stellamarina68 03/11/2008 ore 22.39.22
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A Nepheses che il 03/11/2008 21.59.37 ha scritto:
A T4ylor che il 03/11/2008 17.56.17 ha scritto:
A Nepheses che il 03/11/2008 0.24.31 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.47.51 ha scritto:

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé

Rispondo: volevo soltanto dire che mi sembri incoerente per il fatto che continui a dire che lo spirito non è cosa certa e nelle stesso momento invece ti servi di una religione per fatti che attengono lo spirito? mi fai capire?

Rispondo: dire che lo spirito non è un fatto incontrovertibile è un'esigenza logica e dialettica, il fatto che io ci creda o no non ne cambia l'essenza. Io posso servirmi di una religione, difatti nel primo intervento ho detto che seguire una religione, una qualsiasi, non è un errore. Mi pare di aver chiaramento distinto religione e Religione.

Rispondo: sarebbe un po come sottigliare sulla bontà di certi rospi, es. come se alcuni fossero diciamo esteticamente migliori.


Rispondo: oppure come cambiarsi le mutande lasciando il sederino sporco....:-))
T4ylor T4ylor 03/11/2008 ore 22.58.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le religioni.....................................................................................

A stellamarina68 che il 03/11/2008 22.39.22 ha scritto:
A Nepheses che il 03/11/2008 21.59.37 ha scritto:
A T4ylor che il 03/11/2008 17.56.17 ha scritto:
A Nepheses che il 03/11/2008 0.24.31 ha scritto:
A T4ylor che il 02/11/2008 21.47.51 ha scritto:

Rispondo: io aborro la religione di stato, non ho detto di rifiutare la religione di per sé

Rispondo: volevo soltanto dire che mi sembri incoerente per il fatto che continui a dire che lo spirito non è cosa certa e nelle stesso momento invece ti servi di una religione per fatti che attengono lo spirito? mi fai capire?

Rispondo: dire che lo spirito non è un fatto incontrovertibile è un'esigenza logica e dialettica, il fatto che io ci creda o no non ne cambia l'essenza. Io posso servirmi di una religione, difatti nel primo intervento ho detto che seguire una religione, una qualsiasi, non è un errore. Mi pare di aver chiaramento distinto religione e Religione.

Rispondo: sarebbe un po come sottigliare sulla bontà di certi rospi, es. come se alcuni fossero diciamo esteticamente migliori.


Rispondo: oppure come cambiarsi le mutande lasciando il sederino sporco....:-))

Rispondo: ma anche no..
mauroger mauroger 04/11/2008 ore 14.45.52
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forse aveva ragione Nietzche ... però è impazzito, troppo vicino al sole le ali si sono sciolte ...

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