Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

uomo.unico uomo.unico 11/08/2015 ore 00.44.11 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@Michaell1Angel : Anche se come gia' detto gli esorcismi non sono una forma di spettacolo per la gente,di solito si tratta di gente che soffre e che non puo' venire offerta alle curiosita' del pubblico.
"............
Concordo pienamente !! Per questo i curiosi venivano allontanati mentre chi pregava ,avendo fede, non era curioso di vedere.
vorrei precisare che quando si dice che il posseduto "parla lingue sconosciute" non è
Riferito sconosciute all'esorcista ma sconosciute al soggetto stesso,al malato, conoscendo la storia è la famiglia era impossibile sostenere dialoghi in inglese,latino o altro.

Michelll ma ci conosciamo?
Sei anche tu " un collega assistente"??

Michaell1Angel Michaell1Angel 12/08/2015 ore 14.08.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@uomo.unico scrive:
Concordo pienamente !! Per questo i curiosi venivano allontanati mentre chi pregava ,avendo fede, non era curioso di vedere.
vorrei precisare che quando si dice che il posseduto "parla lingue sconosciute" non è
Riferito sconosciute all'esorcista ma sconosciute al soggetto stesso,al malato, conoscendo la storia è la famiglia era impossibile sostenere dialoghi in inglese,latino o altro.

Michelll ma ci conosciamo?
Sei anche tu " un collega assistente"??

No non sono un collega ma sono tanti anni ormai che mi informo sull argomento e se possibile vado di persona ad accertarmi su alcuni casi.SOno pure stato testimone oculare degli effetti scatenati da un maleficio su una famiglia a me molto vicina,sono stato presente in quell esorcismo ed ho potuto constatarne di persona gli effetti di origine preternaturale accaduti. Mi pare che accennai qualcosa nel tuo privato,quindi le nostre strade in un certo modo si sono gia' incrociate .Hai fatto bene ha sottolineare il problema sull incomprensione delle "lingue sconosciute" recitate dai posseduti, forse la gente fa' finta di non capire.
Daniel81moro Daniel81moro 12/08/2015 ore 14.12.16 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@Michaell1Angel : portate prove video in cui escono cavallette dal corpo,lievitazioni , impossessati che alzano armadi ,ecc ed io da domani mi converto e ritorno in chiesa... ovviamente non lo farete mai perche non esistono queste cose ma inizierete con la storia che non si puo mostrare nulla....quindi non perdiamo tempo
Daniel81moro Daniel81moro 13/08/2015 ore 16.50.06 Ultimi messaggi
Michaell1Angel Michaell1Angel 13/08/2015 ore 16.58.47 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@Daniel81moro scrive:
Spariti :)

Non ne vale nemmeno la pena rispondere dopo tutto quello che e' stato scritto...e poi i dubbi sono tuoi mica miei...Auguri
Daniel81moro Daniel81moro 14/08/2015 ore 22.19.09 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@Michaell1Angel : siete spariti perche non c'e'nulla da dire di fronte all'evidenza dei fatti. A me dispiace che c'e'un sistema sinistro per far credere che esiste il male per dare piu potere alla chiesa.... ormai sono finiti i tempi dell'oscurantismo ideologico... la cultura porta a ragionare e sbugiardare tutti coloro che dell'ignoranza ne fanno un'arma pericolosa. Solo gli ignoranti possono credere alle possessioni
uomo.unico uomo.unico 15/08/2015 ore 00.00.11 Ultimi messaggi
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PerplessoRE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@Daniel81moro : Solo gli ignoranti possono credere alle possessioni

Mi sembra che in base alle tue "supposizioni" o idee ,se pur legittime, giudichi chi non la pensa come te e ha avuto esperienze in merito!

Dalle mie parti si dice: Non c'è peggior sordo di chi Non vuol sentire!

Non dobbiamo convincere nessuno ne giudichiamo nessuno che non crede come te.
Non c'è nessun sistema ne ideologia oscurantistica c'è solo la libertà di pensiero.

Bye bye Angelo
provanuova provanuova 15/08/2015 ore 15.01.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

@uomo.unico : grazie per la spiegazione. :-)
Daniel81moro Daniel81moro 18/08/2015 ore 16.01.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_di_personalit%C3%A0


In psichiatria e psicologia clinica un disturbo di personalità indica manifestazioni di pensiero e di comportamento disadattivi che si manifestano in modo pervasivo (non limitato a uno o pochi contesti), inflessibile e apparentemente permanente, coinvolgendo la sfera cognitiva, affettiva, interpersonale ecc. della personalità dell'individuo colpito. Si parla di disturbo nel momento in cui tale manifestazione sintomatologica causa disagio clinicamente significativo.

I Disturbi di personalità sono disturbi mentali inclusi nei più diffusi manuali diagnostici internazionali (es. DSM) e differiscono dai disturbi clinici in quanto sono generalmente egosintonici (per cui la persona difficilmente si rende conto di essere "affetta" da un disturbo e più frequentemente considera i sintomi come tratti peculiari del proprio stile di vita) e alloplastici (la persona tende a cambiare l'ambiente, non se stesso). Per una diagnosi di disturbo di personalità è necessario che la persona abbia raggiunto la maggiore età. Diagnosticare un disturbo di personalità in soggetti adolescenti è un tipico errore in quanto modificazioni ormonali e cambiamenti sociali rapidi potrebbero creare manifestazioni simili, ma non identificabili come veri e propri disturbi.

Indice
1 Descrizione
2 Classificazione dei disturbi di personalità (DSM IV)
2.1 Gruppo A
2.2 Gruppo B
2.3 Gruppo C
2.4 Non Altrimenti Specificato (NAS)
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
Descrizione
La definizione di disturbo di personalità compare per la prima volta nel DSM-IV, sebbene i disturbi di personalità siano stati descritti in un asse specifico (II asse) nel DSM III. Un disturbo di personalità è definito come un modello abituale di esperienza o comportamento che si discosta notevolmente dalla cultura a cui l'individuo appartiene e si manifesta in almeno due delle seguenti aree: esperienza cognitiva, affettiva, funzionamento interpersonale e controllo degli impulsi (area comportamentale).

Il concetto di "disturbo" sembra ormai superato: esso, come la personalità detta "normale", si forma dai primi anni di vita fino all'età adulta, è quindi ad un tipo o a un modello di personalità a cui bisogna riferirsi, ad es. "tipo di personalità istrionica" o "modello di personalità istrionica". Questo perché non si tratta di una personalità "normale" che ad un certo punto diventa "disturbata", ma una personalità che a seguito di diversi fattori (ambientali, biologici, traumatici, ecc.) può assumere schemi e modelli disadattivi.

Il pattern deve presentarsi in un'ampia gamma di situazioni sociali e comportare una condizione di disagio, personale, sociale e lavorativo, clinicamente significativa, anche se questo non è sempre riconosciuto dal paziente, il quale manca di insight, ossia non si rende conto del proprio impatto sugli altri e non tende a cercare aiuto.

La disadattività può insorgere nella prima metà della vita adulta ma può essere visibile già nell'infanzia, generalmente è stabile nel tempo e presenta un carattere inflessibile e pervasivo nelle diverse aree della vita, inoltre, comporta conseguenze in termini di sofferenza soggettiva e limitazioni nelle relazioni e nell'area lavorativa.

Dal punto di vista eziopatogenetico i disturbi di personalità sembrerebbero associati a eventi potenzialmente traumatogeni subiti in età evolutiva ma, questo dato legato a teorie di tipo psicodinamico classico, è oggi messo in discussione da nuovi modelli teorici come la psicologia emotocognitiva.

Classificazione dei disturbi di personalità (DSM IV)
Secondo la quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM IV) dell'Associazione degli Psichiatri Americani (APA), vi sono tre gruppi principali in cui si possono classificare i disturbi di personalità (talvolta i "Gruppi" vengono definiti dagli specialisti "Cluster", tuttavia nel manuale tale termine non viene usato):

Gruppo A
Il gruppo A è caratterizzato da comportamenti considerati "strani" o "paranoici" e dalla tendenza del soggetto all'isolamento e alla diffidenza.

Disturbo paranoide di personalità (da non confondersi con la schizofrenia paranoide)
Disturbo schizoide di personalità (da non confondersi con la sindrome di Asperger)
Disturbo schizotipico di personalità
Gruppo B
Il gruppo B è caratterizzato da comportamenti "emotivi" o "drammatici", oltre che da mancanza di empatia e altruismo da parte del soggetto.

Disturbo antisociale di personalità
Disturbo borderline di personalità (da non confondersi con il disturbo bipolare o la ciclotimia)
Disturbo istrionico di personalità
Disturbo narcisistico di personalità
Gruppo C
Il gruppo C è caratterizzato da comportamenti "ansiosi" o "paurosi" e da una bassa autostima del soggetto.

Disturbo evitante di personalità (da non confondersi con la fobia sociale)
Disturbo dipendente di personalità
Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (da non confondersi con il disturbo ossessivo-compulsivo d'ansia)
Non Altrimenti Specificato (NAS)
Questa diagnosi può essere data quando nessun altro disturbo di personalità definito nel DSM viene riscontrato nel paziente. Sono quattro i disturbi di personalità esclusi dal corpo principale dell'ultima versione del DSM (DSM-IV-TR), al posto dei quali può essere usata questa diagnosi. Essi sono:

Disturbo sadico di personalità
Disturbo masochistico di personalità
Disturbo depressivo di personalità
Disturbo di personalità passivo-aggressivo
Le analogie alla base di questa divisione sono puramente descrittive, ossia non teoriche né eziologiche.


INIZIAMO CON UNA BUONA BASE TEORICA E SCOPRIREMO CHE DIETRO LE POSSESSIONI CI SONO SOLO PROBLEMI PSICOLOGICI :picche
Daniel81moro Daniel81moro 18/08/2015 ore 16.29.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: ESORCISMI, POSSESSIONI DEMONIACHE,ECC BUFALA O REALTA'?

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/372-possessioni-psicanalisi.html

IL DIAVOLO - ALCUNE BREVI CONSIDERAZIONI.
Hanno scritto su questo personaggio insigni poeti, romanzieri, filosofi, drammaturghi. La sua figura ha ispirato opere grandiose come la Divina Commedia, il Faust, e ha permesso di espellere da sé, dalla propria persona, tutto il male che inspiegabilmente ed inconsciamente c’è rinchiuso.

CASO
Un giorno venne da me una mia amica con suo figlio di 28 anni, in preda, entrambi, ma per diversi motivi, ad un turbamento di notevole intensità.

Il figlio aveva una crisi mistico-religiosa.

Dopo molti anni aveva ricordato di essere stato preda di una violenza sessuale che si era protratta nel tempo, sin da quando era piccolo, e si era sviluppata maggiormente durante la sua adolescenza. La madre, assente da casa per rincorrere una professione che le dava molto lavoro, molti sogni ed aspirazioni, ma anche molte preoccupazioni e un improbabile avvenire, e il padre, immerso nei suoi affari, avevano contribuito a far sì che il ragazzo maturasse dentro la sua solitudine storie assurde e un’infinita mole di sensi di colpa. Poi il ragazzo fu colpito da un’illuminazione improvvisa nell’anima: "Non sono stato io a compiere tutte quelle cattive azioni, è stato il diavolo che si è impossessato di me e me le ha fatte fare" .

Da lì sorsero nel ragazzo la necessità e il desiderio di darsi alla preghiera, alla meditazione, ai digiuni, alla mortificazione della carne etc., lasciando la scuola, l’Università, la tesi, il dottorato e tutto il resto. La madre non era ancora riuscita a capire le difficoltà del giovane e il meccanismo di difesa con il quale egli riusciva a perdonare se stesso e a scusare il proprio operato. Lei era ancora concentrata sull’avvenire del figlio, sulla tesi, sul dottorato, sul master e su tutto il resto.

Il ragazzo parlò con me a lungo e mi disse: "Quello che voi chiamate nevrosi o nelle forme più gravi patologie e paranoie religiose, io le attribuisco al diavolo che si era impossessato di me. Adesso so che è stato lui. Sono due modi identici per spiegare quello che mi è successo, a me sembra più veritiero quello della possessione demoniaca. E voglio porci riparo con le preghiere e con altri rituali religiosi".

Il ragazzo aveva trovato una SUA soluzione per quelli che erano stati ed erano i suoi problemi: un meccanismo di difesa di tipo ‘negazione’, ‘spostamento’, ‘negativismo’.

Si era fidanzato con una ragazza di 12 anni più grande di lui a Milano. La traslazione della figura della madre in quella della ragazza di 12 anni più grande era un ulteriore spiegazione del senso dell’abbandono vissuto dal ragazzo da parte della madre, un ulteriore al suo rinchiudersi in un mondo suo, il darsi all’ omosessualità, scoperta dopo essere stata per anni sotterrata e vissuta con atteggiamento tragico.

Ma la soluzione l’aveva trovata: è stato il diavolo ad impossessarsi di me. Ecco perché l’ho fatto.

In un testo lessi tempo fa: "In generale, i ruoli scartati dall’IO sono ruoli “colpevoli”, carichi di sentimenti di colpa (Il bambino attribuisce le sue azioni cattive al diavolo. La prostituta si distacca dal suo ruolo riprovevole).
L’IO non nega il ruolo stesso che pure attua, ma nega di esserne responsabile, al fine di non provocare sentimenti di colpa e d’angoscia.
Benché non sia necessariamente patogeno, questo tipo di risoluzione cozza contro il bisogno d’unità dell’IO, lo obbliga a dividersi (spaccarsi –a volte fino a scivolare verso la schizofrenia !!) e a rinunciare ad una parte di Sé, di se stesso, quella parte colpevole".

Tendiamo spesso a proiettare sugli altri le nostre azioni inaccettabili. Sul diavolo proiettiamo da secoli tutto il male, quel male radicale, come diceva il filosofo Kant, che vive dentro di noi insieme al bene.

Tendiamo sempre a personalizzare il male. Il male è il demonio, è satana, è il diavolo. Non ci passerebbe mai per la testa di affermare che il male è in noi, quando non operiamo bene, e per altri mille motivi, possiamo scivolare verso il male. Gli aspetti più nascosti e più negativi della nostra persona ci spingono a fare del male.

Così, lo allontaniamo da noi e lo proiettiamo in un essere esterno, concreto, impalpabile, ma esistente, certo: il diavolo.

Freud per primo, e poi altri dopo di lui, iniziò a pensare che il diavolo sia in noi e può prevalere con azioni cattive, brutte, contrarie alla morale, al pudore, al senso civico, alla coscienza, quando non ci sono ostacoli o quando viene meno il bene, la morale, il senso del dovere. Quando cioè cadiamo in forme demoniache, nevrotiche, o psicotiche e c’è il sopravvento di aspetti inconsci negativi a dispetto della quotidiana attività vigile ed attenta dell’Io e del Super Io.

La Chiesa ha nicchiato a lungo, tergiversando. Se annullava la figura del diavolo, probabilmente temeva che nessuno sarebbe riuscito a tenere a bada gli istinti e le pulsioni interne all’uomo e che la società si sarebbe autodistrutta. Infatti, spiegare che il male è interno all’individuo, sarebbe stato di difficile comprensione per la massa, per il popolo, per i fedeli. E allora ricorrere al diavolo era una soluzione necessaria ed indispensabile. La proiezione del male su un’entità esterna e malvagia era la migliore soluzione del problema.

A conclusione Vi propongo la lettura di un articolo scritto da un frate domenicano, uno dei più saggi e sapienti uomini appartenenti ad uno tra gli ordini religiosi più illustri e colti del cattolicesimo.

Meditatelo e fate le vostre considerazioni.

P.S.: Spiacenti per quanti adoperano il sale per togliere malefizi: il sale serve solo per condire i cibi, e in quantità modica perché può far male alla salute.



A VOLTE BASTA LA PSICANALISI - PAROLA DI SACERDOTE
di Agostino Gilardi, Priore dei domenicani di Santa Maria di Castello.

""Molte possessioni"", dice il frate, psicoterapeuta, "" sono solo isterie"".

MA ALLORA IL MALE NON ESISTE?
Genova. Costantino Gilardi è Priore della coltissima accolita dei Domenicani di Santa Maria di Castello. È laureato in psicologia alla Sorbona di Parigi, e specializzato in psicanalisi. È un domenicano che fa lo psicoterapeuta di professione.

Dice il priore:

""A Torino, nel 1988, si tenne un convegno dal titolo “L’autunno del diavolo”. Poco più di dieci anni dopo il titolo si potrebbe ribaltare. Non si tratta di un ritorno solo all’interno della Chiesa, anzi, mi pare che faccia parte di una tendenza delle società moderne a riaprirsi all’irrazionale, allo straordinario. Ci sono cento e cento luoghi d’Italia dove ci si riunisce per presunte apparizioni; la gente, di ogni ceto sociale, frequenta maghi ed astrologi. Solo vent’anni fa le cose sarebbero apparse impensabili.

Intanto, c’è una richiesta di senso. Senso di tutto, della vita, delle cose. Poi c’è un declino dell’autorità, della paternità, che invita a cercare altre certezze. C’è anche la nuova virtualità: questa confusione tra vero e virtuale, che finisce per confondere in due concetti. Infine ci sono alle nostre spalle anni di secolarizzazione, a partire dall’Illuminismo. Questo approccio alla realtà è capace, ancora, di dare risposte a nuove domande? Pare di no?

Trovo che quest’epoca dia segnali di neo-paganesimo oltre che di un nichilismo passivo, ripiegato su se stesso. Detto altrimenti: non si crede a nulla e poco importa. In realtà la questione del diavolo nasce dai grandi Monoteismi. Se Dio è uno solo, come collocare il Male? O I pagani avevano divinità buone e malvagie, e caratteri buoni e malvagi nella stessa divinità. Ciò non è concepibile con il Dio unico. E il Male, allora? Da dove lo facciamo discendere? Per questo occorre il Diavolo. In questo senso parlo di neo-paganesimo che, d’altronde, ha anche prove concrete: in Francia, di recente, una religione greco-romana, politeista, è stata riconosciuta dallo Stato. Trovo pericoloso assecondarlo, anche con manifestazioni tenebrose come quelle di alcuni esorcisti che si presentano in televisione sullo sfondo di manifesti satanici. Si rischia di far crescere la suggestione.

Il problema è il male?

Sono due problemi distinti. Da un lato c’è la questione delle manifestazioni diaboliche, degli esorcismi, delle sette, della pratica di un Diavolo personificato e personale. Dall’altra c’è la questione irrisolta del Male. Il Male c’è e può essere suggestivo. Anche tranquillizzante attribuirlo ad un terzo. Io pure sarei più tranquillo se pensassi che il Nazismo è opera di Satana.

E i presunti indemoniati?

Nella pratica quotidiana della psichiatria o della psicanalisi, è sempre più frequente incontrare delle persone che attribuiscono le loro sofferenze al Diavolo. Già nel clima della Rivoluzione Francese si attribuivano a manie, quelle che, sino a quel momento, erano state considerate possessioni.

Alla fine dell’’800, con Freud e Jung si apre un nuovo capitolo. Freud si è occupato del Diavolo per tutta la sua vita: il Diavolo è la metafora della contro-volontà, di ciò che i pazienti sono costretti a fare e non vorrebbero, inconsciamente…

Freud affronta il mistero dell’isteria e lo risolve interpretandolo come divisione della personalità, qualcosa di molto simile della possessione.

Allo stesso modo il Diavolo può essere colui che ci libera dai sensi di colpa, assumendosene tutte le responsabilità. Ma per Freud il Diavolo è anche il padre seduttore….

Oggi so possono trovare forme di possessione diabolica nelle nevrosi isteriche o ossessive, nelle nevrosi fobiche e persino nelle forme più gravi di depressione, nelle nevrosi schizofreniche, nelle quali gli sdoppiamenti sono comuni come le voci, le visioni…..

Un tempo queste cose erano ritenute diaboliche perché non spiegate. Ci sono esempi illuminanti: una delle classiche prove di possessione, le macchie gialle lungo i polsi che venivano attribuite all’accoppiamento delle streghe con il Diavolo, le ritroviamo oggi in alcune forme di isteria. Dal Concilio di Trento alla Rivoluzione francese furono bruciate 1200-1500 donne ritenute streghe.

Per molto tempo, al passo con l’evoluzione delle scienze, la Chiesa ha adottato un comportamento di rimozione, non trattando più questi temi e accettando, in qualche modo, la secolarizzazione di alcune idee "antiche".

D’altronde anche oggi, anche nel recente nuovo rito dell’esorcismo, rivisito nel 1999 – e raccolto in un volume ormai introvabile – la preoccupazione principale della Chiesa è distinguere ciò che è scientificamente spiegabile, e fa parte della malattia, da ciò che eventualmente non lo è. Già Benedetto XIV, nel 1745, incitava a distinguere. Oggi è prevista la collaborazione tra esorcista e psichiatra, o altro esperto della materia. Molto esorcisti dicono di non aver mai avuto la certezza di una presenza diabolica, solo il dubbio.

Francamente, non ho mai incontrato nulla che non si possa spiegare con gli strumenti in mio possesso: ""cioè con la psicanalisi””.

(f.to) Fra Costantino Gilardi, priore della coltissima accolita dei Domenicani di S. Maria di Castello.

(articolo giunto via Internet, probabilmente pubblicato su "Venerdì" di Repubblica o sull’Espresso)


penso non ci sia piu nulla da aggiungere :picche

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