Esoterismo e mistero

Esoterismo e mistero

Dal mito alla realtà, parliamo di alchimia, magia, religioni, misteri irrisolti, paranormale, filosofia...

Peltier14 19/07/2020 ore 18.37.32 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Le Costanti Universali

Le Costanti abbiamo imparato a conoscerle a scuola ,nelle formule fisiche,chimiche e matematiche. Sono dei numeri che non mutano per loro natura e ''regolano'' per cosi' dire meccanismi e funzionamenti. Dei piccoli numeri che affascinano e che da sempre pongono un quesito: perche' proprio quei valori? Una manciata di numeretti che rendono possibile Noi e tutto cio' che ci circonda. Ragionando in termini di logica verrebbe da pensare che tali costanti sono all'origine poiche' da esse dipende poi quanto segue. Qualsiasi cosa sia, il Grande Ordinatore , li ha fissati a quel valore piuttosto che altri per le ovvie conseguenze. E' proprio in questo modo che nasce l'idea distorta di quell'Artefice (o di quel Meccanismo)in cui poi ognuno di noi sceglie di credere. E' come nei progetti degli uomini ,si devono fissare dei valori per tutti i punti critici del progetto. Ancora una volta analizziamo in termini antropici e cos'altro potremmo fare?
Le Costanti universali sono l'EFFETTO di tutto cio' e non la causa. Cio' che noi studiamo e calcoliamo in relazioni ad esse e' un valore che non crea ,ma deriva da tutto cio' che ci circonda. I valori sono quelli poiche' con essi i ''meccanismi'' funzionano, ma non sono essi gli artefici ,ma la conseguenza di un qualcosa reso possibile da un ''Atto di Volonta''. Ora la visione e' completamente diversa,rovesciata e soprattutto ''ESTERNA''alla gabbia del nostro soggettivismo.
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Le Costanti abbiamo imparato a conoscerle a scuola ,nelle formule fisiche,chimiche e matematiche. Sono dei numeri che non mutano...
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19/07/2020 18.37.32
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KitCarson1971 KitCarson1971 20/07/2020 ore 14.04.27 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

@Peltier14 scrive:
Le Costanti universali sono l'EFFETTO di tutto cio' e non la causa.



Su questo non si può che essere d'accordo, questa Causa Prima poi, non potrà mai esserci rivelata pienamente: l'infinito non può essere compreso dal finito. Per restare un attimo sui numeri che citi, tali e tanto osannati dalla capatanta di P. Odifreddi, alla fine risultano... freddi, incompiuti alla stregua dei Ching. L'amico Albert li considerava, certo, ma andava oltre a questi matematicismi. Einstein ha distrutto con la sua Teoria della Relatività, il mito Newtoniano dell'assolutezza del tempo e dello spazio, e molto probabilmente questo ha contribuito ad accendere la sua religiosità di tipo cosmico.

Ma pochi sanno interpretare questa teoria in senso filosofico, pochi sanno procedere oltre le mere descrizioni. Per la NOSTRA REALTA' dimensionale e temporale è pur sempre valida la teoria di Newton. Certo, questa teoria ci condiziona da ogni parte, attimo per attimo. Soltanto a fatica, isolandoci dal rapporto con l'ambiente e con la nostra corporeità fisica (e psicologica) possiamo sperare di intuire come possa essere un'esistenza svincolata dal tempo e dallo spazio (quale è quella dello spirito...).

Il tempo esiste nel senso che le Forze universali si muovono secondo uno svolgersi di fenomeni che NON sono esauriti o esauribili, ma che sono in continuo svolgimento. Solo in riferimento ad un Dio, tempo e spazio sparirebbero, perchè (ritornando alla tua impostazione caro Peltier) quando il confronto è verso la CAUSA e NON verso l'EFFETTO, lo spazio e il tempo non possono più esistere, perchè le distanze sono infinite, sono eterne, e quindi il problema si risolve automaticamente di per sè. Anche se per la maggioranza ciò può sembrare un fatto teorico.
Un saluto
Peltier14 Peltier14 23/07/2020 ore 20.01.30 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

@KitCarson1971 : Pertanto la Scienza ,come da noi intesa e praticata, non potra' mai rispondere a quelle domande fondamentali che mediamente ,un essere cosciente si pone. Non e' il fallimento della Scienza che si compie,ma sono le aspettative che, molti erroneamente, vi avevano riposto ad essere disattese.Naturalmente resta il merito per la conoscenza ,attraverso essa acquisita, dei puri meccanismi che regolano l'orologio cosmico che percepiamo. Ecco che allora le ''alternative'' si palesano: dalla religione,all'esoterismo,alla teologia ed a mille altre dottrine. Ma forse quella che piu' di ogni altra si consolida in noi, e' il dubbio, dal giogo pesante sino all'ultimo respiro. A tal proposito la Teologia ,nata dall'uomo e dal suo tentativo di relazionarsi con un Dio (nella piu' ampia accezione del termine)d'innanzi a taluni fatti incontrovertibili, ritengo sia costretta a rivedere una certa sua ortodossia. Nello specifico in cui, ad esempio, per concreta possibilita' teorica, non solo il pianeta Terra ma l'intero universo dovesse ''collassare'' in un Big Crunch previsto dalla teoria del Big Bang come si porrebbe? Forse invocando un ''Multiverso''? In sintesi la componente immanente di un uomo,per quanto dibattuto precedentemente, non potrebbe ''azzerarsi'' del tutto in quanto componente essenziale del piano spirituale. Se e' vero che lo spirituale non e' nella rete spazio/tempo, come fa' l'immanente a starne fuori se difatto e' ad esso vincolato,ma lo e' anche con il livello spirituale?
KitCarson1971 KitCarson1971 24/07/2020 ore 13.50.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

@Peltier14 scrive:
Se e' vero che lo spirituale non e' nella rete spazio/tempo, come fa' l'immanente a starne fuori se difatto e' ad esso vincolato,ma lo e' anche con il livello spirituale?



Campo minato sul quale bisogna andar cauti per non incappare nelle mine della contraddizione...
La teologia più (o meno) dissacrante contempla già molteplici universi. Spinoza tratta l'immanenza in modo condivisibile.
Bisogna sempre considerare che il tempo e lo spazio sono parametri e convenzioni umane. Il tempo è qualcosa di fittizio, noi lo "capiamo" perchè viviamo in una realtà dove il tempo è necessario, perchè scandisce la nostra vita, i nostri pensieri e le nostre azioni. C'è CHI invece per il fatto che era, che è, e che sarà, il tempo e lo spazio non significano nulla (si fa per dire), riempiendo tutto in un solo istante, da sempre, perennemente. Un conto poi è la spiritualità infinita di Dio, e un'altro è la spiritualità degli spiriti in continua evoluzione. Non per niente hanno necessità di incarnarsi più volte negli strati (umani) più o meno densi.

La scienza: ha necessariamente dei limiti, che poi sono i limiti dell'essenza propria dell'uomo, della nostra capacità d'intuito. Noi siamo ancora legati al pensiero come fonte (la nostra) di materia-energia, di una realtà percettiva che deriva dalla composizione di un numero indefinito di universi nei quali co-esistiamo. Un modo di pensare questo che si avvicina alla "psicotronica" dell'osteggiato Z. Rejdak, ma che dalla quale, secondo il sottoscritto, potrebbe in definitiva nascere una concezione scientifico-umana che potrebbe, se non rivoluzionare, almeno riequilibrare la rivoluzione scientifico-tecnica di cui spesso subiamo gli indirizzi e le sue conseguenze pratiche.
Un saluto
Peltier14 Peltier14 24/07/2020 ore 15.33.44 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

@KitCarson1971 scrive:
Noi siamo ancora legati al pensiero come fonte (la nostra) di materia-energia, di una realtà percettiva che deriva dalla composizione di un numero indefinito di universi nei quali co-esistiamo.

Il coesistere in piu' universi salverebbe di fatto l'eventualita' di un'estinzione o decadimento della materia. Il numero dei mondi possibili coinciderebbe con tutti gli stati lineari quantistici ,per i quali ogni stato avrebbe il proprio collasso della funzione d'onda. Tanti universi con un gradiente pari a tutte le possibilita' previste. Di fatto accadrebbe tutto il possibile,seppur suddiviso in singoli universi. In un quadro d'insieme,non sperimentabile da una singola coscienza,si annullerebbe la casualita' dell'evento o un destino che si potrebbe solo cogliere nel singolo universo. Tale Pan-Universo acconteterebbe un po' tutti. Ma le ricadute sarebbero pesanti. Sul piano etico,ad esempio si azzererebbe il principio di responsabilita' per ogni scelta e la Storia non avrebbe nessun senso. In sintesi un ''reset''per l'immanenza. Sono incline pertanto a considerare una singola possibilita' senza paralleli. La sintesi o coovalenza Materia/Spirito (per come li percepiamo) e' forse ''l'immagine ''piu' razionalizzabile a nostra disposizione al pari della doppia natura di un onda elettromagnetica con l'interpretazione della sua dualita' ondulatoria e particellare. Quest'ultima, di ostica comprensione ,ma necessaria per comprendere i fenomeni espressi da un'onda. Ho sempre invocato per questi ''terreni'' al limite ,la logica del Terzo Escluso che ammette una terza possibilita',laddove il formalismo ne suggerisce solo due. Anche questo e' un ''morire'',un distaccarci da una logica che non puo' piu' bastarci. Un saluto a tutti.
EtaPeta EtaPeta 22/08/2020 ore 19.00.17 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

Esistono anche i valori ibridi. Il p greco per esempio è sia una costante che una variabile.
Una costante perché serve a giungere ad un concetto geometrico universale (la circonferenza), ed è variabile perché si tratta di un numero decimale infinitesimale.
In realtà non c'è limite al numero del p greco, siamo noi a porne uno.
Le cifre espressive del p greco sono limitate dalle nostre contingenze.
Spesso non è costante ciò che è costante ma lo è ciò vogliamo che lo sia.
Si potrebbe dire che ogni volta che qualcuno ci fa una promessa pone una costante, valore puntualmente smentito da altre promesse e da altre costanti.
Secondo me non esiste la perfezione, ma il perfezionamento sì.
Pochi comunque sono disposti a cercare il perfezionamento.
Si cerca il nuovo quando il vecchio è in crisi.
Chi in condizioni normali esce fuori dal "sentiero" per cercare il perfezionamento?
Peltier14 Peltier14 23/08/2020 ore 14.03.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Le Costanti Universali

@EtaPeta : Le costanti alle quali mi riferivo sono altre e non annoverano la Pi Greco ,infatti lo hai considerato un ''ibrido''. Ma, questo numeretto, ha tutta un'altra storia: e' una traccia ontologica. La Pi Greca, come giustamente osservi, la utilizzi per la scala di grandezza che ti necessita, ma fino all'ultimo step (la lunghezza di Plank) e non all'infinito. Giunti all'ultima lunghezza possibile trovi un poligono con n-lati pari a tale lunghezza (1.616x10 alla -35 metri)e dove ovviamente esiste solo l'Apotema e non c'e' traccia concreta del Raggio. Ma e' proprio questo il punto , l'indizio che ti parla di quella traccia ontologica. La Pi Greca , che e' l'inconmensurabilita' fra il Raggio e la propria Circonferenza testimonia il fatto che una linea Retta non e' rapportabile ad una linea curva, per il sol fatto che in natura non esistono curve e quindi cerchi. Esistono solo Poligoni in cui l'Apotema e' rapportabile e fornisce numeri finiti. La Pi Greca e' una forzatura e scaturisce dal connubio di un Raggio inesistente (esiste solo l'Apotema) con una Circonferenza(esiste solo un Poligono). Ma questo come dicevo e' una traccia : tracciamo Poligoni immaginando Cerchi inesistenti, in questo Universo ''discreto'', per il sol fatto che essi possiamo solo percepirli attraverso un legame molto antico. Non considerare in questa sede gli aspetti ''pragmatici'' di quanto ho scritto poiche' parliamo in termini teorici che evidentemente non abbisognano dell'aspetto di quella concretezza e approssimazione bastante magari per una ''quotidianita'' finalizzata a se stessa. Saluti

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