I problemi giovanili

I problemi giovanili

Dalla droga alla depressione, dall'anoressia all'ansia...parliamone e troviamo una soluzione.

PICC0LA PICC0LA 18/06/2009 ore 10.33.28
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

@ BlAcK.SkYwAlKeR: i bambini stessi di natura ingiusti ed egocentrici?

I "bambini" di natura sono bambini, ovvero "da formare". Se sono "egoisi" ed "egocentrici" la colpa non è loro, ma di chi insegna loro ad essere così.
Ti racconto in flash cosa mi è capitato di sentirmi raccontare da alcuni bambino tra 5 e i 7 anni:

1. A scuola di una maestra, regalava le caramelle a chi svolgeva bene i compiti di matematica, questa bambina non l'ha ricevuta perchè non è molto brava a risolvere i problemini, e nemmeno un suo compagno per la stessa motivazione. Lei era tranquilla, in fondo le caramelle se le poteva comprare da sola, no? L'altro bambino era triste. Beh, questa bambina ha chiesto alla mamma di comprare delle caramelle e il giorno dopo ne ha regalato a quel bambino un pacco intero dicendogli: "te le porto io le caramelle, tranquillo!". Direi che ingiusta non era il bambino o la bambina, no?

2. Parlando di fidanzatini sempre una bambina di 6 anni mi dice: "Io non glielo dico "Luca" che lo amo perchè i maschi amano solo quelle belle e io non lo so se sono tanto bella. Hai visto che papà se nè andato perchè forse non ero tanto bella?". Non commento.

3. Una bambina che SOGNA di diventare una ballerina di danza classica, a una gara dove 2 su 4 bambine potevano vincere, perde.
L'altra bambina che aveva perso inizia a piangere davanti al giudice. La mamma va a parlare col giudice e quest'ultimo annuncia al microfono che la bambina "perdente" aveva superato lo stesso la prova anche se in realtà non era proprio così. L'unica bambina "perdente" stava malissimo, ma non piangeva. La bambina che aveva superato la prova col pianto si avvicina a questa dicendogli "lo sai che a me m'hanno fatto vincere e a te no?" e la "perdente": "Si,lo so" e poi, parlando con la sorella: "Sorellina, io non voglio che se perdo tu vai a parlare con quel signore per poi farmi vincere eh!Io non voglio vincere perchè piango!".

I bambini bisogna saperli ascoltare... ti accorgeresti di quanto sono belli, unici e sensibili e se li vedi "goisti" e "ingiusti" è solamente perchè vedi il riflesso delle persone che hanno intorno, ma dentro sono altro.


PICC0LA PICC0LA 18/06/2009 ore 10.36.07
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

@ gattolica: RAGAZZI, ma i bambini non sono stupidi che non capiscono e credono a tutti, ma a voi hanno dovuto dirvelo che babbo natale non esisteva?? e dopo, avete diffidato dai vostri genitori per questa "bugia"? ma vi ricordate di quando eravate bambini?
BlAcK.SkYwAlKeR BlAcK.SkYwAlKeR 18/06/2009 ore 10.42.57
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

si d'accordo,con la bontà,e daccordo anche nel formarli tramite il gioco. un po' meno con i cartoni perchè la tv non è indispensabile, però hai ragione.

quello che però sottolineo, che non è un mio pensiero ma è quello che in definitiva molti pedagoghi dicono, è che il bambino spesso è solo ingenuo.ingenuo perchè non ha ancora imparato a scambiare opinioni, dunque pensa che la sua posizione è quella vera e le altre sono false (ecco l'egocentrismo), ed inoltre non riesce a dare motivazioni valide alla relatà. se ne prefabbrica alcune lui giusto per avanzare momentaneamente. se ad esempio gli dovessimo parlare della cattiveria, dicendo loro che della gente è cattiva, loro spiegherebbero questo pensando che ad esempio quella gente è cattiva perchè la bontà è uscita da loro per giocare con l'amica e non è più tornata.o storielle analoghe.

insomma alla base di questo ho scritto la domanda "anche se noi spiegassimo il mondo, loro capirebbero?"

la risposta è no. solo attraverso il gioco che è più simile alla loro logica, i bambini riescono ad avvicinarsi alla realtà.dunque quella delle storielle è una fase educativa, non un luogo comune errato e che prevede alla base la loro totale stupidità.

era questo il senso.almeno stando a piaget ed erikson. ovviamente stupidità ed ingenuità non sono sinonimi. uno riguarda l'assenza di pensiero, l'altro prevede un sistema di pensiero troppo semplice che ancora deve formarsi
gattolica gattolica 18/06/2009 ore 10.46.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

PICC0LA scrive:
@ gattolica: RAGAZZI, ma i bambini non sono stupidi che non capiscono e credono a tutti, ma a voi hanno dovuto dirvelo che babbo natale non esisteva?? e dopo, avete diffidato dai vostri genitori per questa "bugia"? ma vi ricordate di quando eravate bambini?


Si, me la ricordo bene la mia infanzia e non e' stata rose e fiori.
PICC0LA PICC0LA 18/06/2009 ore 10.47.48
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

Un conto è non capire come va il mondo perchè sono ingenui. Un conto è dire che sono egocentrici e ingiusti. Chiunque, anche da adulti siamo egocentrici quando non sappiamo spiegarci una cosa: Metti una persona cristiana MOLTO credente, se provi a spegargli della scienza, che forse Dio non esiste, sei un eretico! Per la paura di scoprire che le cose non sono come crede lui.
BlAcK.SkYwAlKeR BlAcK.SkYwAlKeR 18/06/2009 ore 10.53.31
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

PICC0LA scrive:
Un conto è non capire come va il mondo perchè sono ingenui. Un conto è dire che sono egocentrici e ingiusti



è così. è la fase che va dai 2 ai 4 anni quella dell'egocentrismo e dell'onnipotenza.

"Piaget divide lo sviluppo del bambino per quanto riguarda le regole in quattro fasi distinte. Nella prima detta individuale e che si dispiega tra gli 0 e i 2 anni il bambino percepisce se stesso come un tutto unico rispetto all’ambiente esterno. Non vi è distinzione tra sé e il mondo. Anche durante la seconda fase, denominata dell’egocentrismo tra i 2 e i 5 anni, non si può ancora parlare di una vera e propria consapevolezza nel bambino dell’idea di regola. In questa fase l’infante percepisce tutto il mondo in funzione di se stesso e per se stesso. Tutto, le cose e le persone, esistono e si muovono solo in funzione dei propri bisogni. E’ vero che in quest’età iniziano i primi giochi, anche collettivi, ma il bambino non riconosce una vero e propria dimensione delle regole se non in funzione dei propri bisogni.

Solo nella terza fase tra i 7 e gli 11 anni, chiamata dallo studioso ginevrino “età della cooperazione” il bambino inizia a scoprire la regola, anche se sono molto vaghe e spesso contraddittorie tra di loro. Famosi gli esperimenti di Piaget sul gioco delle biglie, dove si dimostra che i bambini di 8\9 anni sanno che vi sono regole da seguire, perché il gioco possa realizzarsi, ma hanno la tendenza di modificarle, magari a proprio vantaggio.

Finalmente tra gli 11 e i 12 anni il bambino – fase della codificazione – non solo è consapevole dell’esistenza delle regole, ma anche della loro stabilità. In questa fase intuisce che la regola vale per tutta la società. Infatti, chiedendo a classi differenti le regole di un gioco, i bambini di quell’età risponderanno in modo simile. Analizziamo un po’ più a fondo la terza e quarta fase, in quanto più direttamente interessano la pedagogia legale. Verso i 7 anni ciò che attira un bambino al gioco non è solo la competizione, ma il piacere di usare regole comuni per stare insieme e formare una strategia comune.

La fase “critica” inizia quando il soggetto-singolo incontra altri simili. All’asilo o nei primi anni delle elementari il bambino deve iniziare a agire con altri bambini. Questa è la fase “legale” che accompagnerà ciascun uomo nell’avventura della vita. Se è vero che la società si fonda sulle proprie norme giuridiche, è altrettanto vero che apprendere tali norme, o meglio interiorizzarle, significa vivere nella propria società. "

fonte:

http://web.tiscalinet.it/mediazionepedagogica/anno_01/numero_02/Renzo_remotti/par03.htm

PICC0LA PICC0LA 18/06/2009 ore 10.59.02
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

Beh,io non ho letto libri sulla psicologia dei bambini, parlo per esperienze, per conoscenze di "bambini" che a me non sono sembrati uguali alla descrizione che hai dato.
BlAcK.SkYwAlKeR BlAcK.SkYwAlKeR 18/06/2009 ore 11.04.45
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

vabbè la descrizione è solo una cosa ricorrente. nello specifico si incontrano molte varianti.come nei casi che hai sottolineato, alla fine l'egocentrismo è solo una tendenza che non vale sempre. infatti la bambina della prima testimonianza è tutt'altro che egocentrica, ansi....

però alla fine la cosa che bisogna capire è che il bambino è come un altro essere vivente. prendiamo un cane poliziotto. se gli volessimo insegnare a trovare droga dandogli un libro e facendolo studiare, lui non impara. se invece ci caliamo nel suo mondo e mediante il gioco lo abituiamo a poi man mano diventare un esperto, allora il metodo è valido.

stesso dicorso col bambino: senza il gioco non apprende nulla perchè il resto non è uno strumento comunicativo che può cogliere

comunque dai ci siamo capiti ;-)
PICC0LA PICC0LA 18/06/2009 ore 11.10.35
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

@ BlAcK.SkYwAlKeR: Si si... complimenti prof. ! :ok
BlAcK.SkYwAlKeR BlAcK.SkYwAlKeR 18/06/2009 ore 11.13.09
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(Nessuno)RE: Perchè ai bambini...

ahaha no dai non mi trattare da signor "so tutto" :shy

anche perchè c'è tanto che ignoro

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